
DISCORSO DI SUA SANTITA
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO I
NEL CORSO DELLA SUA VISITA A BOVA MARINA
(23 Marzo 2001)
Eminentissimo Metropolita dItalia e caro fratello in Cristo, Signor Gennadios,
Autorità presenti,
Nostri diletti figli nel Signore,
Alla fine del nostro pellegrinaggio in Calabria siamo finalmente giunti allestremo lembo della regione, la costa dei gelsomini, del profumo della zagara, del bergamotto, della piccola oasi grecànica. Queste spiagge hanno visto sbarcare gli antichi greci che hanno dato vita alla splendida civiltà magnogreca. Se Locri Epizeferi e Caulònia sono le più note colonie della costa ionica, non meno celebre risulta la Perìpolis tucididea.
Oggi, delle grandi e ricche colonie magnogreche rimangono solo reperti archeologici, ruderi che talvolta affiorano nei campi, e trasmettono il ricordo del nome consegnato ai libri di storia. Però, in questo estremo lembo della Calabria è prodigiosamente viva una insigne reliquia del passato: la Comunità dei Greci di Calabria, che in questo Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenofoni trova degno punto di riferimento per tutta la Bovesia.
Siamo felici di essere giunti allo Gyalo tou Boya, dopo aver pregato nella cappella della Madona di Grecia (Panaghìa tìs Ellàdos), costruita dai gallicianoti sulla roccia della loro fede nei confronti della Madre di Dio, ì patrùna dei Greci di Calabria. Siamo stati commossi dai canti uditi sulle vostre storiche montagne dominate da Vùa, la storica Chòra dei Greci di Calabria.
Guardando dallelicottero Vùa e il suo kàstro abbiamo spiritualmente venerato le reliquie di Agio Leo, che intercede per noi tutti, ringraziando il grande asceta di questa terra per averci giudato nel nostro pellegrinaggio calabrese fino alle montagne della zona di Bovesia. Quanta storia gloriosa e sofferta a Bova. La croce di Cristo posta sulla sua cima ci ricorda ciò. Ma la croce segue sempre la resurrezione. Sappiamo che la Chòra, consapevole delle sue tradizioni storiche, celebra ogni anno, allinizio di settembre, la festa dellIndizione, cioè dellinizio del nuovo anno ecclesiastico, con la lettura del nostro messaggio per la salvaguardia della creazione e la partecipazione di rappresentanti delle Chiese cristiane di questa Regione.
Da Vùa, guardando le vostre montagne, siamo corsi con lo spirito a Richùdi, Chorìo tù Richudìu, Chorìo tù Vunì, che da piccoli paesi dellAspromonte reggino sono, grazie a voi tutti, unimportante patrimonio storico al centro dellattenzione di studiosi di fama mondiale. Non è mancato, specie in questi ultimi anni, anche linteresse di autentici pellegrini della memoria che, in numero crescente, dalla Grecia vengono in Bovesia a ritrovare, con stupita emozione, fratelli a lungo dimenticati.
Sopravvissuta incredibilmente, dopo secoli di ostacoli, la lingua greca di Calabria appare però esposta al pericolo di scomparire di fronte alloffensiva dei mass-media e dei ritmi della vita moderna. Con la vostra lingua rischia di sparire tutto il patrimonio, tradizioni e usi. Per ovviare a questo pericolo non basta soltanto il vostro attaccamento alla cultura greca, trasmessavi dai vostri padri. E infatti necessario un interventio delle Istituzioni idoneo a tutelare il patrimonio tuttora presente. Ci rallegriamo ed esprimiamo la nostra soddisfazione per le Autorità che palesano un grande interesse su questo argomento.
Trovandoci, allora, a Jalò tù Vùa, ci congratuliamo con i Sindaci e il popolo della zona ellenofona della Calabria per il loro entusiasmo e gli sforzi notevoli per la salvaguardia della lingua e la cultura greco-calabra. Daltronde, la fondazione e lesistenza di questo Istituto costituisce una grande testimonianza dellinteresse della Regione della Calabria per la lingua, la tradizione e la cultura grecànica. Ultimamente nellambito del sostegno e della salvaguardia della vostra lingua greca entra anche la votazione di una legge in merito da parte dello Stato Italiano, mentre in Grecia tanti Istituti, Organismi, Associazioni, ma anche semplici uomini contribuisco in modo maggiore al conseguimento di questo scopo.
Benediciamo il vostro impegno e vi incoraggiamo in questo vostro tentativo e ringraziamo commossi per la vostra calda accoglienza. Non temete le difficoltà. Continuate il vostro cammino, anche nel terzo Millennio cristiano. Greci di Calabria stìn galìn òra. Questo è il saluto del Patriarca di Costantinopoli e del Suo venerabile seguito, che rivolgiamo commossi a voi e ad ogni singolo calabrese, grati per la calda ed antica ospitalità, con la quale ci avete accolto lungo il nostro indimenticabile pellegrinaggio nei luoghi sacri dei nostri comuni Santi e Teofori Padri, che hanno lottato in questa terra e ci hanno concesso di percorrere bene questo nostro pellegrinaggio attraverso la vostra Regione, custodita da Dio. Buona Pasqua.
La grazia di Dio e la Sua infinita misericordia siano con tutti voi.