
OMELIA DI SUA SANTITA
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO I
IN OCCASIONE DEL SUO INCONTRO
CON LA CHIESA DI CATANIA
(Seminario Arcivescovile, 24 marzo 2001)
Eccellentissimo Arcivescovo di Catania e caro fratello in Cristo, Monsignor Luigi Bommarito,
Eminentissimo Metropolita dItalia e caro fratello in Cristo, Signor Gennadios,
Eminentissimi ed Eccellentissimi fratelli nellepiscopato,
Reverendissimi Presbiteri, Diaconi, Religiosi e Religiose,
Cari Seminaristi,
Figli diletti nel Signore,
Questo incontro fraterno ci offre la gioia immensa della conoscenza personale reciproca.
Innanzittuto, ci rallegriamo con questa Chiesa, elevata alla dignità metropolitana dal nostro fratello maggiore, il Papa di Roma Giovanni Paolo II, e che da Costantinopoli aveva un tempo già ricevuto la dignità arcivescovile, a causa del santo taumaturgo Leone, vescovo di questa celebre città greca e bizantina, e partono della nostra locale parrocchia ortodossa.
Cogliamo loccasione per ringraziare caldamente la Chiesa catanese per lospitalità fraterna nella chiesa di San Giuliano, le facilitazioni offerte al nostro clero e ai nostri fedeli ortodossi, residenti e studenti, e la collaborazione ecumenica. Ringraziamo anche la Civica Amministrazione per la concessione alla nostra Sacra Arcidiocesi Ortodossa dItalia della bellissima e storica chiesa di San Cristoforo, che dallo scorso dicembre è diventata il centro spirituale e culturale dellOrtodossia catanese.
Con grande commozione esprimiamo i ringraziamenti della nostra Umile Persona e del nostro venerabile Seguito per la calorosa accoglienza, lospitalità abramica, le manifestazioni donore, le cortesi parole e il vostro amore. Tutto ciò ci concede loccasione di rivilgervi il saluto cordiale della Santissima Chiesa di Costantinopoli e di noi personalmente e di scambiare con voi alcune poche semplici parole di familiarità e di amore. Sono passati alcuni secoli da quando questa regione era sottomessa ecclesiasticamente al nostro Patriarcato Ecumenico, ma questo lungo periodo di tempo non ha cancellato lamore e il ricordo degli stretti legami spirituali e culturali che esistono tra il popolo catanese e la Tradizione Orientale Ortodossa. Gli allora fiorenti monasteri e chiese ortodosse non esistono più, ma la memoria dei nostri comuni Santi Padri Teofori, che hanno resa, grazie alle loro fatiche ascetiche, sacrosanta questa terra benedetta da Dio, non ha cessato mai. Inoltre, le loro sacre reliquie vengono custodite con cura e si venerano, perchè trasmettono, in aiuto dei fedeli, la Grazia Divina, che le ha rese sante e taumaturghe.
Tra Oriente e Occidente sono sorti, nel corso di questi lunghi secoli, controversie, che hanno generato divisioni. I Santi, però, di questa terra restano fedeli, aspettando la restaurazione dellunità, la quale augurano, come anche noi, che venga al più presto possibile e certamente prima della resurrezione dellultimo giudizio. I Santi restano stupiti per ciò che è accaduto, perchè nella loro santità vedono che poteva non succedere la divisione dei Cristiani ed in ogni caso, visto che è successo questo triste episodio, poteva essere riparato con il pentimento, perchè per ogni sbaglio umano è possibile la riparazione ed è proprio dei Cristiani lalzarsi dopo ogni caduta e non ritardare in situazioni, che non piacciono a Dio.
I nostri Santi comuni di questa terra ci ricordano che Dio è longanime, ma per noi è giunto il tempo benvenuto del pentimento, perchè il domani non sta sempre a disposizione nostra. Tra essi, in primo luogo, ci ricorda ciò, SantAgata, che come risuona ogni 5 febbraio nelle chiese ortodosse del mondo intero, costituisce il vanto di Catania. In questo momento la nostra mente va al nostro grande predecessore al Trono Ecumenico di Costantinopoli San Metodio il Confessore, il vanto della vicina città di Siracusa, il quale fa riferimento ad una tradizione, secondo cui nel giorno della sua festa, lolia delle lampade poste sul sepolcro della santa gloriosa martire e vergine Agata, ribolliva prodigiosamente.
Sicuramente la moltitudine dei nostri comuni santi locali aspetta i loro imitatori. Ogni cristiano deve guardare loro come prototipi; deve seguire la via, che hanno percorso vittoriosamente. Particolarmente devono percorrere questa strada della santità i giovani, che costituiscono la speranza della Chiesa e della società, e ancor di più, i Seminaristi. Questa strada non è altro che Cristo, che, come Egli stesso ci ha rassicurato, costituisce la Via, La Verità e la Vita. perciò lanima desidera fortemente di incontrare Cristo, e resta con la sensazione del vuoto, quando, al posto di Lui, le si offrono surrogati. Tramite Cristo incontra il Padre, sente la sicurezza di chi si fida dellamore del sapiente, forte ed amante Dio e gioisce, come colui che ha trovato la perla preziosa. Tutte le altre conquiste umane le considera vane davanti allamore desiderato di Cristo, e non cade nella tentazione del sonno, finchè non trova quellamore.
Auguriamo di tutto cuore a tutti voi di trovare questamore che non finisce mai, perchè soltanto dentro di esso esiste la gioia e la beatitudine, accompagnatori inseparabili dellamore di Cristo, la Cui grazia e linfinita misericordia siano con tutti voi. Amen.