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Cosa è l’Eucaristia?

 

Archimandrita Antonio Scordino




 

I non-ortodossi sono abituati a celebrazioni “creative”, molto varie nei canti, nei gesti e nelle letture, adattate alle esigenze dei partecipanti o a tradizioni folkloristiche, con danze, costumi, musiche locali, ecc.

La Liturgia della Chiesa Ortodossa è invece piuttosto “rigida”: parole, gesti, abiti...: tutto sembra immutabile. Il sacerdote usa abiti sostanzialmente uguali a quelli dei Romani di duemila e passa anni, così come li vediamo negli affreschi di Pompei o delle catacombe  dei primi cristiani. Un sacerdote ortodosso può usare oggi - senza alcuna difficoltà - il Kontakio di Messina, per esempio, che è un manoscritto dell’8° secolo, oppure il Purpureo di Rossano, un libro dei Vangeli scritto a mano più di mille e cinquecento anni fa.

Tale “rigidità” è voluta: la Divina Liturgia non è azione del sacerdote, ma di tutta la Chiesa; Liturgia, del resto, è una parola greca che vuol dire proprio Azione del Popolo (di Dio). Ecco perché il sacerdote

  • non può “dir messa” da solo: deve essere insieme almeno a due \ tre fedeli;
  • indossa degli abiti diversi da quelli di tutti i giorni: i fedeli che oggi si riuniscono per celebrare insieme, celebrano insieme ai credenti di tutti i luoghi e di tutti i tempi, di ieri come di domani.

L’unità nel tempo e nello spazio è espressa anche da due divieti: il sacerdote

  • non può “dir messa” dove vuole, ma solo nella comunità che lo ha accolto come suo pastore e alla quale è stato assegnato dal vescovo. Anche il vescovo opera solo nella più grande comunità – la Diocesi - alla quale è stato assegnato dai vescovi del suo patriarcato; anche il patriarca – riconosciuto come tale da tutti gli patriarchi - opera soltanto nel territorio per il quale è stato eletto;
  • non può “dir messa” su qualsiasi tavolo, ma solo sull’antiminsio, una tovaglietta che gli è stata consegnata dal vescovo - datata e firmata - e nella quale a volte è cucita la reliquia d’un martire, per esprimere l’unità non solo con tutti i cristiani di oggi ma anche con quelli di ieri, con i primi cristiani.

Il sacerdote usa il pane preparato dai fedeli apposta per la Liturgia. I fedeli portano il pane necessario, e il sacerdote – all’inizio della Liturgia - lo pone su un vassoio leggendo - uno per uno - i nomi dei vivi e di tutti i defunti che ogni fedele vuole ricordare. Se sono stati portati più pani, il sacerdote ne prende un pezzetto da ognuno: così tutti sono ricordati per nome; tutti sono presenti, vivi e defunti.

E’ cosi che tutti insieme supplicano il Signore (molti, in ginocchio) con fede: “Noi ti inneggiamo, noi ti benediciamo, noi ti supplichiamo”, e il sacerdote aggiunge: “manda il tuo Spirito, per fare di questo pane il prezioso corpo del tuo Cristo, e di ciò che è in questo calice il prezioso sangue del tuo Cristo, trasformandoli con il tuo Spirito, il Santo”.

 

Queste osservazioni aiutano a superare le difficoltà di alcuni, i quali non riescono a credere che il pane e il vino siano trasformati nel corpo e sangue di Cristo.

Ora, Cristo stesso ci ha assicurato che qualsiasi cosa chiederemo al Padre nel suo nome, egli ce la darà. Possiamo mai credere che egli ci neghi proprio questo? Cristo stesso ci ha assicurato che qualsiasi cosa chiederanno due o tre riuniti nel suo nome, egli ce la darà. Possiamo mai credere che il Padre resti sordo alle richieste di una moltitudine innumerevole di credenti, di ogni luogo e di ogni tempo? Crediamo che Dio ci ascolta quando gli chiediamo di non indurci in tentazione, di liberarci dal Maligno, di trasformare la nostra vita... Possiamo mai negare che lo Spirito possa trasformare pane e vino?

Noi infatti non crediamo che il sacerdote abbia un potere - quasi fosse un mago - di trasformare lui, con il suo volere e con le sue parole il pane e il vino: siamo invece certi che lo Spirito possa compiere per noi ciò che chiediamo con fede.

 

In principio fece Dio il cielo e la terra, ma la terra era invisibile e informe, e lo Spirito di Dio era portato sopra..., ed ecco la luce, la terra, le piante, gli animali, l’uomo... Lo Spirito creatore ha anche tutta l’energia necessaria a trasformare quel pane e quel vino, secondo la richiesta che noi  due tre, riuniti nel nome del Figlio, chiediamo al Padre.

La Vergine chiese: Come è possibile? E l’Angelo le rispose: Spirito Santo verrà su di te e Potenza dell’Altissimo ti adombrerà..., e la Vergine concepì. Ugualmente, la Potenza dell’Altissimo non resterà sterile ora, e qui, e per noi.

Lo Spirito trasformò i Dodici, ed essi - pescatori timorosi - uscirono e parlarono con coraggio alla folla: Giudei, Greci, Fenici, Latini, Egiziani, Arabi, li sentirono parlare contemporaneamente ognuno nella propria lingua. Lo Spirito trasformò e trasforma migliaia di persone: Egli ha il potere di trasformare anche un pezzetto di pane.

 

La difficoltà di credere dipende forse da due limiti della nostra intelligenza e della nostra fede.

  • Noi forse non crediamo che Cristo si è veramente incarnato; che è un vero Diouomo; che - in quanto tale - la sua natura umana è perfettamente unita alla natura divina e che la sua natura corporea abbia seguito - per così dire - la sorte della sua natura divina. Non siamo in fin dei conti davvero convinti che Cristo, il Diouomo, sia risorto e “salito al cielo”, e che quindi “la corporeità” di Cristo ha le proprietà della “divinità” di Cristo. 
  • Noi forse non riusciamo a capire il come: vogliamo sapere come il pane e il vino si trasforma nel Corpo e Sangue di Cristo anche se, di solito, nessuno si chiede come si fa il pane, o come si fa la farina, o come un solo chicco di grano, uno solo, si trasformi in una spiga con decine e decine di chicchi...

Ecco: il seme germoglia quando è raggiunto dall’acqua, e a volte da un piccolissimo seme si forma un albero. Allo stesso modo, il fuoco trasforma il ferro. Esso per sua natura è freddo, duro, rigido, eppure sotto l’azione del fuoco si trasforma in qualcosa di morbido, malleabile, può anzi diventare liquido, pur conservando la sua natura di ferro.

Cosa è un purissimo e prezioso diamante? Niente altro che un pezzo di carbone sottoposto a una incredibile pressione.

 

Cosa è allora l’Eucaristia? Un pezzo di pane che noi - tutti insieme - abbiamo presentato all’onnipotente Padre perché sia trasformato con il fuoco, la pressione, l’energia dello Spirito vivificante.

 


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