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“L’ epiclesi nella Liturgia di San Giovanni Crisostomo”

 Relazione al VII Incontro del Clero Diocesano della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale
Perugia, 1 - 3 maggio 2014

Archimandrita Simeon Catsinas




 

La Divina Liturgia rivela la misura del divino amore: “hai amato il mondo a tal segno da dare l’ unigenito tuo Figlio”. La grandezza del dono del Padre verso il mondo, mostra la misura del Suo amore per esso. Ha dato il Suo unigenito Figlio al mondo già morto perché venisse di nuovo la vita. Infatti il sacrificio di Cristo è l’ amore medesimo. Per questo il Santo Nic. Cavassilas parlando della Santa Eucaristia dice, che “questo sacrificio non è  immagine e  tipo di sacrificio ma vero sacrificio” E’ il sacrificio del Calvario il quale abbraccia il mondo intero per i secoli. Questa unica offerta ha santificato il tempo intero e il mondo intero. Così che si offre a noi la possibilità di vivere mistericamente l’  evento della morte sulla Croce del Signore.

 

La Santa Eucaristia è il mistero della morte sulla Croce di Cristo. Così partecipando all’ Eucaristia gustiamo i frutti del sacrificio di Cristo. Per mezzo della Croce di Gesù, scrive San Giovanni il Damasceno, “la morte  è cancellata…  la Resurrezione  è regalata… le porte del Paradiso  sono aperte … siamo diventati figli di Dio e suoi eredi”. Perciò anche l’ assemblea stessa dei fedeli sono i frutti del Sacrificio sulla Croce del Signore, i quali noi gustiamo nella Divina Liturgia. Perché con la Santa Eucaristia celebriamo quello che ha precisamente celebrato il Signore Gesù. Viviamo l’ ora del Cristo il quale instancabilmente “va e viene”.

 

I doni che noi offriamo al altare possono degnamente rendere grazie à Cristo per questo dono nuovo, perché precisamente tra poco saranno la carne e il sangue di Cristo. Così questi doni hanno la forza di essere la  nostra risposta al Suo amore, che è stato rivelato al inizio della creazione del mondo e alla nuova creazione in Cristo. E questi stessi doni, sono inoltre, i segni della libertà che ci ha donato Cristo offrendo Se stesso,“riscatto per i molti“. Come dice il sacerdote rivolto a Cristo, nella Liturgia di San Gregorio il Teologo, un po’ prima della Consacrazione: “Di questa mia liberta ti offro i simboli”.

 

Alla Divina Liturgia di San Giacomo, prima dell’ inizio della santa Oblazione, ha luogo il seguente dialogo tra il celebrante e il popolo: Il celebrante dice: “Magnificate con me il Signore, e inalziamo il Suo nome tutti insieme” e il popolo risponde: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’ Altissimo” La risposta del popolo ci ricorda il dialogo il quale avvenuto tra la piena di grazie Theotokos e l’ arcangelo Gabriele il giorno dell’ Annunciazione.

 

Ogni Divina liturgia e una nuova Annunciazione. Al posto della Tutta Santa Theotokos si trova l’ Una, Santa, Cattolica e Apostolica Chiesa. Dicendo l’ assemblea dellla Chiesa -  tramite la bocca del celebrante -  manda il tuo Santo Spirito su di noi, in un certo modo riprende le parole della sempre Vergine “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E così si compie l’ annunciazione della Chiesa theotokos: «La grazia dello Spirito si trova là e si riversa su di tutti e prepara il mistico sacrificio».

 

Con il mistero della santa Eucaristia la nostra Santa Chiesa diventa Madre – Theotokos. Il Paraklito scende su di Lei e su i suoi doni. Mistericamente viene concepito il Logos di Dio, nasce  il Senza Tempo   e si offre per la vita del mondo. La Chiesa riceve il compimento  “delle parole dette a Lei dal Signore”: “Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue…”.

 

Il Signore ha dato ai suoi discepoli il comandamento di celebrare la Cena in Sua memoria perché “voleva offrire a loro la forza, di poter fare questo” E quale è questa forza? E’ lo Spirito Santo. La forza dal cielo che ha armato   gli Apostoli, secondo le parole del Signore a loro “rimarrete alla Città di Gerusalemme finché voi sarete rivestiti della forza dal alto” Questo mistero è opera di quella discesa, perché lo Spirito Santo non e disceso per una sola volta e dopo ci ha abbandonati, ma rimane e rimarrà con noi per sempre…

 

Lui celebra i misteri con la mano e la lingua dei sacerdoti. “E diventa pioggia tramite l’ epiclesi la grazia adombrante dello Spirito Santo” come scrive San Giovanni il Damasceno.

 

La discesa del Paraklito su di noi e sopra i Doni qui presenti è la risposta di Dio alla supplica dei Suoi figli. E’ la certezza, che Dio ci considera come Suoi figli e che i nostri doni sono accetti dal suo  Amore. “Quando vedi che con abbondanza discende lo Spirito Santo, non devi avere alcun dubbio per la nostra conciliazione con Dio” scrive San Giovanni Crisostomo.

 

Con la Divina Liturgia “abbiamo la possibilità di festeggiare sempre la Pentecoste” Il momento della discesa  del Paraklito è l’ eucaristica Pentecoste “questo tempo (dell’ Eucaristia) indica quel tempo (di Pentecoste)” La presenza del Paraklito riunisce il popolo di Dio intorno alla Santa Mensa. Coordina l’ istituzione della Chiesa in Eucaristia. E continua il Santo Padre “se non era presente lo Spirito Santo non si diventava  Chiesa. E se la Chiesa esiste è chiaro che lo Spirito Santo è presente”.            

                                

 


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