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UN NUOVO CELEBRE E STORICO INCONTRO ROMA - COSTANTINOPOLI A GERUSALEMME

Documento di Sua Em.nza il Metropolita

25 Maggio 2015




Al Santo Sepolcro di Cristo nostro Salvatore, si trovano il Patriarca Ecumenico Bartolomeo ed il Papa di Roma Francesco.  Per la seconda volta, dopo 50 anni, i due Corifei della Chiesa, per onore e amore della Cristianità, visitano la Terra Santa, si incontrano e pregano in quei luoghi tanto sacri e tanto santi, dove il Signore e Dio nostro, Cristo, il nostro Redentore è nato, è stato crocifisso ed è risorto.

 

Momenti, ore e giorni, indubbiamente pochi, ma pieni di emozione e di gioia, di grazia e di speranza, riempiono i cuori di coloro che hanno seguito quei giorni senza precedenti per significato e importanza per la umanità, che portano alla mente di tutti noi il primo, grande e storico incontro a Gerusalemme del Patriarca Atenagora I° e del Papa Paolo VI, entrambi di beata memoria.

 

La Chiesa di Costantinopoli, tanto nel primo Incontro (1964), quanto in questo nuovo celebre Incontro storico tra il Patriarca Bartolomeo ed il Papa Francesco (25 maggio 2014), ha la iniziativa, per prima inizia ed è protagonista  grazie al suo vescovo, il Primo ed il Corifeo dell’Ortodossia.

 

Con particolare gioia si osserva che in queste due guide ecclesiastiche e spirituali del Mondo Cristiano, esiste una amichevole disinvoltura, una vera libertà, una fiducia fraterna, e credo umilmente che questo nuovo incontro storico avvenuto a Gerusalemme, avrà un grandissimo successo per tutta la umanità. Quanti lo hanno seguito sia da vicino, sia da lontano, tuttavia, -  basandosi sulla purezza del cuore e la sincerità dell’anima, naturalmente poi, avendo come “Guida” l’amore e la fede, che ricordano a tutti noi, da una parte il male profondo della divisione dei cristiani, e dall’altra il comportamento egoistico ed ingrato, ma anche la situazione e lo stato disperato e negativo dell’uomo nel realizzare la volontà di Dio, “che tutti siano uno”, - hanno percepito senza dubbio la grandezza e lo splendore dell’Incontro.

Di fatto, la semplicità paziente, la responsabilità pastorale e la loro preghiera cosciente, il loro impegno e la loro promessa di continuare insieme, in quanto venerabili Primati di Roma e Costantinopoli, di procedere insieme come amici sulla via dell’amore e della pace, di fare passi insieme come fratelli, sono un dono ed una benedizione di Dio. L’uomo che cammina con il suo prossimo significa unità, dichiara Papa Francesco, procedendo passo dopo passo col suo fratello, ha il suo particolare senso e significato. Così, considerando il Patriarca ed il Papa, come  i due più responsabili per la realizzazione dell’unità dei Cristiani, essi prendono su di loro il sacro dovere per la sua realizzazione: pregano, si impegnano e promettono. Tutte queste cose hanno un altissimo significato: hanno discusso su diversi temi con realismo e determinazione, senza fanatismo e passione, senza inimicizia e polemica, al contrario,  ha primeggiato la cordialità e la comprensione. Perciò anche si è creato un nuovo clima, una nuova atmosfera, dignitosa e ben accetta, indispensabile nelle relazioni delle due Chiese, necessaria al dialogo.

 

E’ innegabile che ci sono differenze nei temi discussi, tuttavia la loro soluzione avviene amichevolmente con comunione fraterna e costruttiva, tete-a-tete, senza timore e diffidenza.

 

Si osserva splendidamente nelle due Guide pacifiche della Cristianità, la paterna sapienza carismatica e la loro sensibilità sovrumana verso l’Alto, verso il Padre Celeste. La loro supplica verso Dio diviene una confessione verso Colui che vuole la collaborazione dell’uomo, che attende  l’uomo nella schiera che va verso Dio, affinché osservi i suoi comandamenti e particolarmente il comandamento dell’amore, dandogli sempre tempo ma anche occasioni per ravvedersi e per capire i propri errori davanti a Dio e al prossimo.

 

Nello specifico, testimonio che il papa adopera con consapevolezza e precisione il titolo “Vescovo di Roma”, per sua propria ammissione e crea attorno a se il collegio consultivo di Cardinali, ovviamente azioni decisive che rallegrano il Patriarca e gli danno il diritto di essere d’accordo con la ammissione suddetta del Papa.

 

La proposta del patriarca Ecumenico Bartolomeo al Papa di festeggiare l’anniversario dei 1700 anni dalla convocazione del Primo Concilio Ecumenico a Nicea in Bitinia (325) nell’anno 2025, se, ovviamente avranno il prezioso dono della vita, oppure diversamente lasciando questo come preziosa eredità ai loro successori, ha trovato il Papa d’accordo.

 

Questo pensiero nobile e generoso, e di conseguenza, azione più che sacra del Patriarca Bartolomeo e del Papa Francesco di incontrarsi ai Luoghi Santi, per venerare la Tomba salvifica e per scambiarsi l’abbraccio di amore e di pace all’interno del Santa Basilica della Resurrezione, per pregare, per impegnarsi e per promettere piena collaborazione nel mettere in pratica il santo Volere di Dio “affinché siano uno”, ha commosso e riempito di grande  gioia tutti coloro che con umiltà, con conversione, con fede e con speranza, hanno volto il loro sguardo,  ma anche la loro invocazione e supplica  al Dio Onnipotente e Filantropo dell’amore e della pace.

 

Il Patriarca Ecumenico, il Patriarca dell’amore e della pace, il Patriarca della fede e della speranza, il Patriarca della Nazione e dell’Ortodossia, questa Figura mistagogica timorata e ispirata di Dio, Personalità indomita, illuminata e carismatica, con la sorgente dello Spirito Santo, avendo nel Suo cuore e nella sua anima, la perenne forza celeste, prosegue invincibile e senza sosta per il bene spirituale  e l’utilità pastorale dell’uomo, cammina con tanta forza sulla via della realizzazione dell’unità e della pace dei Cristiani, che è opera di Dio e naturalmente, come Lui dichiara, “la unità è volontà di Dio, è opera di Dio, e avverrà come Lui vorrà”, e avverrà nella umanità piena di ostacoli, di disperazione e di pessimismo.  Il Papa è d’accordo con questa grande verità del Patriarca e manifesta la sua gioia sincera. 

 

E’ una verità evidente che questo nuovo celebre e storico Incontro sono un’opera di Dio, da lui benedetta e gradita: “Qual Dio è grande come il nostro Dio, tu sei il Dio, il solo che fa meraviglie!


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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