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L’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico e i suoi rapporti con la Chiesa Romana, in generale

 Discorso durante l'Incontro tra Presbiteri, organizzato dall'Arcidiocesi Ortodossa d'Italia e Malta e l'Arcidiocesi R.Cattolica di Milano
(28-30 gennaio 2015)

Dott.sa Elisabeta Fimiani Calampouka




 

Vorrei ringraziare S. Eminenza Gennadios per la fiducia che mi ha dato, e di cui mi onora forse esageratamente, nel partecipare ad un convegno del Clero pur non appartenendovi, ma come laica impegnata per anni nelle attività dell’Arcidiocesi.
Mi ha colpito molto un’intervista di  qualche anno fa rilasciata ai Focolarini e il suo racconto dell’incontro col Patriarca Athenagora per l’ordinazione diaconale, e ricevere la sua benedizione. Il grande Patriarca quasi intravedendo un disegno divino su di lui, gli disse: < Tu andrai in Italia, abbiamo bisogno di nuovi sacerdoti per i tempi che vengono, tempi di riconciliazione e di  dialogo con la Chiesa cattolica >. Sarebbe poi venuto il Concilio Vaticano II. L’intuizione o l’ispirazione del Patriarca su di lui si è verificata, portandolo   attraverso i vari gradi, sempre più coinvolgenti, a costituire un ponte tra la Chiesa Cattolica e il Patriarcato ecumenico in un percorso, con la sua umile e mite presenza, ma anche dolce fermezza e a portare l’Arcidiocesi, e con questo modo l’Ortodossia, ad un alto livello in pieno territorio cattolico.

Il suo slancio ecumenico ha trovato terreno fertile in me per il passato greco a Salonicco (Città crocevia delle tre religioni monoteiste), il matrimonio misto e il trasferimento in Italia. Il seme gettato da lui, ha fatto germogliare e dare frutti, sotto la sua guida, sia quando si trovava a Napoli, che dopo, come Metropolita, nel mio impegno ecumenico e nella continuazione della sua opera.

Lo svolgimento del tema affidatomi, richiederebbe per le tante manifestazioni nel periodo dell’Arcidiocesi dal 1991 fino ad oggi di riempire libri interi. Mi sforzerò di riassumere con  qualche cenno ad una parte di esse, senza per questo sminuire quelle trascurate, per fornire un panorama dei rapporti tra Chiesa Cattolica Romana ed Arcidiocesi Ortodossa e il riconoscimento di essa anche da parte dello Stato italiano.

Già dall’inizio del secolo  scorso con la prima Enciclica di Gioacchino III erano cominciati a livello mondiale i primi approcci alle tematiche ecumeniche, mentre in Italia hanno cominciato ad organizzarsi in strutture ecclesiastiche che dal 1922-1963 facevano parte dell’Arcidiocesi di Tiatira e di Gran Bretagna. Dal 1963- 1991 dell’Esarcato di Austria-Ungheria e da allora è stata fondata per noi l’Arcidiocesi di oggi con sede a Venezia, in cui dal 1996 si è insediato l’attuale Metropolita.

I rapporti frammentari già esistenti precedentemente con matrimoni misti e altre occasioni di incontri ed avvicinamenti e anche con l’impegno verso i problemi pratici e liturgici che sorgevano man mano con l’appartenenza in Confessioni diverse, dopo il Concilio Vaticano II, si sono più concretamente evoluti.

Un ruolo molto importante nell’ulteriore e sempre più forte avvicinamento è stato svolto negli ultimi decenni dal Patriarca Bartolomeo e dall’Arcidiocesi d’Italia da lui costituita.

Spigolando tra i tanti avvenimenti ed incontri,  ne ricorderò alcuni, significativi, come i tanti altri.   

Non si può tacere l’importantissima presenza, per la prima volta del Patriarca Ecumenico Bartolomeo all’insediamento di un Papa, papa Francesco, che sin dal primo momento ha saputo irradiare amore e pace. Il recente viaggio di Papa Francesco a Costantinopoli, accolto al Phanar dal Patriarca per festeggiare insieme la solennità di S. Andrea, il protoclito e fondatore della Chiesa Ortodossa, ha ridotto ulteriormente le distanze, quasi annullandole con il bacio di pace.

Nell’importantissimo incontro interreligioso per la pace tenutosi a Napoli nell’ottobre del 2007, per sostenere e diffondere lo spirito di Assisi, Bartolomeo ha accolto l’invito, e ha trasmesso la spiritualità ortodossa con la sua presenza.  “La guerra nel nome della religione è guerra contro la religione” è stata la sua incisiva frase all’inaugurazione del Convegno, parole che mai come oggi risuonano con grande attualità. In quei giorni di intensi impegni vi è stata la celebrazione dei Vespri nell’antica Chiesa Ortodossa greca di Napoli. Nella Cattedrale di Amalfi ha ricevuto dall’Arcivescovo Soricelli una parte delle Reliquie dell’Apostolo S. Andrea, il primo chiamato, fratello di S. Pietro, venerato tanto dalla Chiesa Cattolica, quanto dalla Chiesa Ortodossa. Amalfi lo ha anche insignito della cittadinanza onoraria, mentre l’Università Orientale di Napoli gli ha conferito la laurea honoris causa in Relazioni culturali e sociali nel Mediterraneo. Altra laurea honoris causa, tra i tanti riconoscimenti che ha avuto nel mondo, gli è stata conferita a Ravenna nel 2005 in Scienze ambientali ed in conservazione dei beni culturali. E’ ben noto ormai come Patriarca verde.

Nel soggiorno bolognese ha incontrato gli Ortodossi Emiliani e i Rappresentanti di varie Istituzioni e Confessioni, ha celebrato i Vespri nella Cattedrale di S. Petronio, e reso omaggio all’icona bizantina della Beata Vergine di S. Luca, sul colle che domina la Città e ha sottolineato i legami tra Bologna ed i Cristiani d’Oriente.

La Città di Milano ha visto la presenza del Patriarca nel lontano 1997 in occasione dell’Anno Ambrosiano e recentemente nel 2013 in occasione della celebrazione dei 1700 anni dall’Editto di Costantino sulla libertà religiosa.

L’importante manifestazione del premio Galileo a Firenze nel 2006 ha visto tra i premiati anche il Patriarca, occasione di ulteriore rinsaldamento dei rapporti con la liturgia nella locale Chiesa Ortodossa.

Quando il GIAEN ha pensato di inserire nel suo programma di attività un particolare riguardo alla celebrazione dei cinquanta anni del Concilio Vaticano II, ha ritenuto opportuno organizzare un Convegno ed individuare una sede prestigiosa come la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e in collaborazione ha coinvolto personalità che abbiano vissuto quel così importante evento. Sono stati quindi invitati due personalità di grande rilievo oggi e che nel loro slancio giovanile hanno avuto un ruolo molto importante nella nascita del GIAEN e nei rapporti tra le diverse Confessioni, cioè S. Eminenza Gennadios, all’epoca diacono a Napoli, e S. Eccellenza Bruno Forte, all’epoca don Bruno.

S. Eminenza Gennadios con la sua vasta esperienza ecumenica vissuta nei cinquanta anni dal Concilio, ha potuto illustrarne lo svolgersi ed evocare gesti e parole consonanti dei grandi protagonisti della stagione conciliare, sia da parte cattolica che da parte ortodossa. Gennadios ha sottolineato inoltre il grande avvenimento storico del Concilio Vaticano II nel movimento ecumenico, che con il Patriarcato ecumenico ha fatto entrare nel dialogo tra i Cristiani la tradizione dei primi secoli. Anzi possiamo affermare che la presenza del Patriarcato tra le Chiese e Confessioni cristiane ha gettato un ponte tra quelle nate dalla Riforma del XVI secolo e la Chiesa Cattolica Romana.

Monsignor Bruno Forte ha affrontato la questione nella prospettiva del villaggio globale.

A completare i quadro del Convegno è intervenuto anche il Pastore Fulvio Ferrario per la voce della terza Confessione, gli Evangelici.

In uno dei Convegni nazionali cattolici dei Delegati diocesani per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso In Unitate Spiritus nel 2008, il Metropolita Gennadios nel suo intervento ha dato una panoramica del Cristianesimo ortodosso in Italia e ha sottolineato gli ottimi rapporti con la Chiesa Cattolica Romana, ricordando la partecipazione costante dell’Arcidiocesi in tutte le manifestazioni caratterizzate da spirito ecumenico  di amore-carità, giustizia e pace che sono i pilastri dell’Ortodossia.

Nel lontano 2001 il Metropolita Gennadios nella tavola rotonda su “Carta Ecumenica europea” in occasione del Convegno dei delegati della CEI a Roma, si soffermava sul dialogo della carità e sulla Carta Ecumenica intesa come una bussola, non una serie di regole che coinvolge ed impegna i Vescovi, Clero e Uomini di buona volontà per lavorare sullo stesso tema e sviluppare insieme lo stesso messaggio è un dovere imperativo, perché sia un’esperienza di base a favore del cambiamento della mentalità ecumenica, per rinnovare i cuori  e dare alla Cristianità uomini di pace, uomini di santità, uomini disponibili per amare e rispettare il vicino, l’altro, anche egli a immagine di Dio.

Proseguendo senza una precisa separazione degli argomenti, verranno ricordati tanti altri aspetti che sussistono tra le due Chiese.

Nella città di Roma, centro del Cattolicesimo, si è svolto l’interessante Convegno L’Ortodossia in Italia oggi,  dedicato al Metropolita per i quaranta anni come Vescovo e i cinquanta anni per la diaconia nel 2010.

Il bellissimo complesso di S. Teodoro Tirone l’ha ospitato, complesso che è stato offerto dalla Chiesa Cattolica all’Arcidiocesi.
Nell’anno successivo l’antica Chiesa Ortodossa della città di Venezia, sede dell’Arcidiocesi, ha ospitato il quarto incontro diocesano Dove c’è il Vescovo lì c’è anche tutta la Chiesa.

L’attiva presenza di rappresentati cattolici ha dimostrato ancora una volta il forte legame tra le due Chiese.
Una iniziativa tradizionale della CEI consiste nei Convegni annuali, su diverse tematiche, ai quali partecipano sovente rappresentanti ortodossi, talvolta anche come relatori (Roma, Ancona, Bari, Salerno, ecc.).

Nel Convegno svolto a Napoli a novembre del 2012 col tema La nuova evangelizzazione e l’ecumenismo, l’antica chiesa greca dei SS. Pietro e Paolo ha accolto fraternamente ed ha aperto con amore le sue porte offrendo la recita dei Vespri secondo il rito ortodosso e illustrando altresì ai convenuti delle varie parti d’Italia il luogo di culto e la sua storia che risale a 500 anni fa.

I fraterni rapporti tra le due Chiese si sono concretizzati anche con la traslazione delle sacre Reliquie di alcuni Santi. Possiamo ricordare il ritorno dopo ottocento anni di S. Gregorio il Teologo e di S. Giovanni Crisostomo nel novembre del 2004 da Roma nella terra che apparteneva loro, a Costantinopoli.

Altro predecessore è stato S. Atanasio il Confessore, le cui Reliquie sono state donate da Venezia nel 2009, donazione che costituisce, come sottolinea il Metropolita Gennadios, un prezioso dono della Chiesa di Venezia, accompagnato da sentimenti di amore, di unità e di speranza che nutre nei confronti del Patriarcato Ecumenico.

Va ricordata anche la traslazione a Salonicco delle Reliquie di S. Demetrio, patrono della Città, che il Metropolita ha accompagnato e nell’occasione ha ricevuto l’onorificenza della Croce d’oro del santo.

Nel rapporto molto profondo che si è instaurato con  i fratelli Cattolici, molti pellegrinaggi li hanno visti uniti, sia in visita culturale che in sentita preghiera fianco a fianco. Si sono vissuti momenti di agape fraterna ed intensa spiritualità, in cui l’Ortodossia ha potuto mostrare alcuni dei tanti luoghi ove è stato presente il vecchio fulgore dell’antica Chiesa.
Accanto a visite e pellegrinaggi in aree ortodosse italiane, va ricordato il viaggio a Costantinopoli che ha offerto i suoi antichi luoghi di culto - predicazione e preghiera con la sua S. Sofia, la Facoltà Teologica di ChalKi, tante altre meraviglie che ricordano l’antica capitale di Bisanzio col suo Imperatore Costantino che ha dato la libertà religiosa 1700 anni fa col suo Editto Mediolanum. La visita all’area del Phanar, dove è rimasto il Faro della Cristianità con la sua Cattedrale di S. Giorgio, ha visto la celebrazione della Santa Liturgia officiata dal Patriarca e il suo caloroso benvenuto ai pellegrini.

Uno dei pellegrinaggi, nella parte d’Italia detta Magna Grecia, ha visto a Bova Marina l’illustrazione dell’interessantissimo libro di S. Eminenza Gennadios sulla storia della diaspora ellenica dopo la caduta di Costantinopoli, presentato  da relatori anche cattolici, che hanno espresso il loro apprezzamento verso lo scritto che illustra i rapporti tra le due Chiese.

Momenti di intensa spiritualità si sono vissuti insieme nei luoghi che ricordavano Santi che sono vissuti 1000 anni fa, come per esempio la suggestiva grotta di S. Elia lo Speleota, dove sgorga l’acqua miracolosa, le rovine del Monastero di S. Giovanni il Mietitore, ed altre località di tradizione ortodossa.

La Salvaguardia del Creato, costituisce una tematica molto sentita dal Patriarca, che oltre vent’anni fa ne istituì il primo settembre una giornata, iniziativa seguita poi in questi ultimi anni anche dalla Chiesa Cattolica.

La partecipazione anche con una appassionata relazione del Metropolita al Convegno Nazionale Cattolico per la celebrazione della sesta giornata per la Salvaguardia del Creato a Napoli, ha mostrato ancora una volta la sua sensibilità per il tema e l’entusiasmo per i rapporti tra le due Chiese.

Sempre in Campania, il CRCCC ha promosso due convegni. Il primo ad Auletta ed il secondo ad Amalfi.

Ancora più incisivo sotto questo aspetto, l’incontro di Caivano  martoriata area, nota ormai come terra dei fuochi, che ha visto unite tutte le Chiese a pregare per la salvezza del dono che Dio ci ha offerto.

Il Convegno della Conferenza Episcopale Campana a S. Cipriano d’Aversa, sempre per la Salvaguardia del Creato, si è conclusa con una cerimonia di preghiera finale con la partecipazione della Chiesa Ortodossa.

Nelle Assemblee europee quale Graz nel 1997 e Sibiu 2007 l’Arcidiocesi molto aperta nei rapporti  tra le Chiese, ha autorizzato anche la partecipazione di osservatori ortodossi.

L’aereo della CEI, in volo verso Sibiu, accoglieva a bordo anche i fratelli Ortodossi.

Ogni anno, il primo gennaio, giornata mondiale della pace, la rappresentanza ortodossa, prende parte alla marcia che ha luogo da quasi una cinquantina di anni in diverse Città italiane, untiti dal desiderio dopo tante guerre e tante vittime di gridare insieme dal profondo del cuore chiedendo a Dio in preghiera di portare  quella pace  che l’uomo ha violato.

La Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani ci ha sempre visto pregare fianco a fianco e nelle diverse iniziative, anche singole della Chiesa Cattolica, abbiamo sempre partecipato con il nostro contributo fraterno e spirituale.

Il messaggio che il Metropolita invia per la Settimana di preghiera costituisce una linea guida a livello nazionale. Sono trascorsi appena pochi giorni dalla conclusione della Settimana di preghiera per l’Unità e abbiamo ancora nella mente e nel cuore l’eco di numerosi incontri, riflessione sul tema e preghiere,  in un numero di località ogni volta maggiore che rende sempre più manifesto lo Spirito Santo e l’agape fraterna. 

In ambito cattolico nelle iniziative dei Francescani per lo Spirito di Assisi, noi Ortodossi siamo stati sempre invitati ed abbiamo partecipato sentitamente.

Un centro francescano, che porta il nome IRINI dalla parola greca pace, sorto da una quindicina di anni, costituisce un altro luogo propulsore di armonici rapporti.

Recente iniziativa è stata la giornata mondiale di preghiera che, sorta da moltissimi anni in ambito evangelico e preparato dalle donne, ogni anno di un diverso Paese, ha visto aggiungersi in Italia anche i Cattolici e successivamente gli Ortodossi, mostrando sempre più l’anelito di stare uniti in ogni circostanza e lo spirito di accoglienza e solidarietà.
Non vanno dimenticati, altresì, gli incontri ecumenici di Perugia, Viterbo, Siracusa, ecc.,  con tematiche importanti sul Padre Nostro, sulle Beatitudini, sull’Apostolo delle Genti ed altri.

Dopo la breve carrellata delle attività e dei rapporti tra le due Chiese, vorrei soffermarmi un pò in più sul GIAEN, il Gruppo Interconfessionale per le Attività Ecumeniche di Napoli.

Il GIAEN è il primo Gruppo sorto a Napoli nel 1974, molto attino finora, tra la Chiesa Cattolica, Ortodossa ed Evangelica. Tra i fondatori è stato anche Gennadios.

Per me poi è stato il primo Gruppo di tanti altri che si formavano negli anni, che ha contribuito ad incrementare  il mio impegno ecumenico.

La sua attività nel corso degli anni è stata un susseguirsi di programmi di preghiera, veglie e incontri tematici, ma soprattutto li ha svolti in diverse Diocesi e Chiese Cristiane, promuovendo efficacemente la conoscenza reciproca.

Alla sua costante attività di incontri mensili legati con le riflessioni su diverse tematiche di Avvento, Quaresima, Pentecoste, sotto le tre voci, una  parte importante hanno avuto i diversi Convegni di cui si è già accennato. Ne ricordiamo ancora quello sulla Carta Oecumenica nella Facoltà Teologica di Napoli e l’importanza dell’acqua sempre legata con la Salvaguardia del Creato e sempre con tre relatori delle rispettive aree confessionali.

Il rapporto instauratosi nel tempo ha portato all’offerta di tante Chiese da parte Cattolica. Non dimentichiamo a tale proposito che la Chiesa Cattolica ha offerto a Milano S. Maria Podone, quella di Roma già citata, di Bologna dedicata a S. Demetrio, quella di Firenze, di S. Jacopo alla cui inaugurazione è stato presente il Patriarca, e tante altre come ad Ancona, Fano, Sicilia, ecc.

Ricordiamo anche i Monasteri, il Sacro Imperiale Monastero greco-ortodosso dei Santi Elia il Nuovo e Filarete l’Ortolano, in Seminara delle Saline (Calabria), nella vecchia regione bizantina, e dove è attivo un centro accoglienza migranti  a cura dell’Igumena madre Stefania.

Il Sacro Monastero greco-ortodosso di S. Barbara e della Trasfigurazione del Signore in Veneto a Montaner con la guida dell’Igumena madre Sebastiana che ha ripristinato una eccellente vita monastica. Non mi soffermo molto perché credo che altri parleranno più a fondo di questo tema. Vorrei solo sottolineare gli ottimi rapporti con la Chiesa Cattolica, dopo il terribile incendio che ha distrutto la Chiesa del Monastero, che hanno portato all’offerta di una Chiesa per il culto.

Riassumendo, nel periodo dell’Arcidiocesi, sono stati fondati cinque Monasteri e sessantacinque nuove Parrocchie.
Un altro armonico rapporto tra Cattolici ed Ortodossi appare nella collaborazione in attività caritatevoli e filantropiche ed assistenza spirituale. Dalle carceri agli ospedali, dalla caserme agli ospizi c’è un intenso impegno collaborativo, con segnalazioni delle necessità, talvolta anche gravi, e intervento da parte dei sacerdoti e di laici. La recente intesa con lo Stato italiano ne facilita e regola l’attività dei vari settori.    

All’infuori di tutto quello che si è detto finora sui rapporti fraterni che sorgono facilmente negli incontri, l’Arcidiocesi non si sottrae al suo autorevole compito di partecipare a livello teologico nei più alti consessi per dialogare sui problemi, attività che pur basata sul dialogo della carità, caratteristico dell’Ortodossia, incontra maggiore difficoltà rispetto al dialogo ecumenico.

Pur coinvolto in impegni teologici di grande importanza il Metropolita Gennadios non ha mai rinunciato ad una diffusa azione pastorale, portando la sua parola di spiritualità e conforto al gregge che tanto ama e guidandolo all’ecumenismo.
Gli efficaci risultati che l’ecumenismo ottiene, sono anche il frutto della risposta del popolo che intrattiene fraterni rapporti con le altre Chiese, promuovendo la reciproca conoscenza di tradizioni, abitudini, costumi, cose che favoriscono la tendenza all’unione, sviluppando dal basso anche la comprensione e accettazione delle diversità.
Come sicuramente in altre parti dell’Arcidiocesi, nella città di Napoli le agape fraterne sono il segno della cordialità dei rapporti che esistono tra noi.

Nel corso dell’ultima visita pastorale a Napoli, il Metropolita è stato affettuosamente accolto da Pastori e laici delle diverse Chiese in un’agape fraterna che ha visto anche il Cardinale Sepe, Arcivescovo di Napoli, in cordiale colloquio e scambio di idee con lui.  

La panoramica riassuntiva ora offerta ha mostrato la vitalità e l’impegno tra le due Chiese ancora oggi in cammino. Il nostro augurio è che questo lavoro continui con ancor maggiore entusiasmo da parte delle nuove generazioni che sappiano utilizzare l’esperienza di chi li ha preceduti e immettere nuova linfa, senza arroganza, ma con giovanile slancio e forza, proseguendo sulle linee guida della Nostra Arcidiocesi.

Il ricordo del GIAEN ci porta alla memoria la figura indimenticabile di padre Gustavo Galeota, grande teologo ed ecumenista convinto, che ha dedicato gran parte della sua vita al rapporto con i fratelli Cristiani e in modo particolare con la Chiesa Ortodossa, quando ancora il nostro Metropolita attraversava i suoi anni giovanili a Napoli, e redigeva la sua appassionata tesi dottorale sull’ecumenismo, ebbe proprio  come relatore padre Galeota con cui per il lungo periodo della sua permanenza a Napoli costruì rapporti di amicizia ed impegno, promuovendo tante iniziative e gettando ponti diventati col passare degli anni  sempre più saldi.


Ricordo ancora con commozione le parole inviate da S. Eminenza alla sua scomparsa, testimonianza dell’impegno che li aveva uniti, attivi e dinamici e docili all’invito dello Spirito Santo.


La presenza femminile e laica in questo Convegno mostra come il cammino ecumenico e i rapporti con le Chiese possono costruirsi con la collaborazione di tutti, clero e laici, nella missione così grata a Dio di tendere all’Unità.    
 

 


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i santi di domani 22-05-2022

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