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La fede nella Divina Liturgia e l’esperienza vissuta dalla comunità

 Relazione al VII Incontro del Clero Diocesano della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale
Perugia, 1 - 3 maggio 2014

Archimandrita Arsenio Braile




 

INCORPORAZIONE IN CRISTO DEL FEDELE
 Con il sacramento eucaristico Cristo offre all’uomo il suo san­to corpo e il suo santo sangue perché l’uomo diventi « un solo cor­po (sýssômos) e un solo sangue (sýnaimos) con lui ». Cristo stesso, quando per la prima volta ha parlato del mistero, ha detto: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui » (Gv 6,56).
L’uomo riceve in sé Cristo e Cristo l’uomo. Cristo è al tempo stesso abitazione dell’uomo e colui che inabita l’uomo. Tale fatto è una dimostrazione del suo amore per l’uomo.
Dobbiamo, dice il Crisostomo, conoscere « il miracolo dei misteri, cosa sia mai, perché fu dato, quale ne sia l’utilità. Diventiamo un solo corpo e membra, è scritto, tratte dalla sua carne e dalle sue ossa (Ef 5,30) ». E continua: «Per non diventare dunque un solo corpo con Cristo unicamente nell’amore ma nella realtà stessa, mescoliamoci con quella carne! Ciò avviene con il cibo che egli ci ha do­nato, quando ha voluto mostrarci l’amore appassionato che nutre per noi». Il Crisostomo conclude: «Per questo si è mischiato con noi ed è divenuto con noi un solo corpo, perché fossimo con lui una cosa sola, come il corpo è congiunto alla testa. Segno, questo, di co­loro che amano con ardore».
Il fedele grazie alla divina comunione diviene un solo corpo con Cristo, un’unica mistura, un unico amalgama, un unico impasto. E tutto ciò si verifica non solo in teoria, «ma nella realtà stessa». All’amore di Dio – insegna il Crisostomo – non sono bastati l’in­carnazione, la passione, il sepolcro. Esso va oltre, fino all’offerta dell’Eucaristia, alla cristificazione dell’uomo. Con la divina Eucaristia Cristo « fonde se stesso con noi, e non solo per la fede ma nella stessa realtà ci rende suo corpo ». Un’ altra volta, ancora, il santo “portatore-di-Cristo” sente il Cristo parlargli: « Sono disceso di nuovo sulla terra, non solo per mescolarmi tra quelli della tua gente, ma anche per abbracciarti: mi lascio mangiare da te e mi lascio smi­nuzzare in piccole parti, affinché la nostra unione e mescolanza sia­no veramente perfette. Infatti, mentre gli esseri che si uniscono con­servano ben distinta la loro individualità, io invece costituisco un tutt’uno con te. Del resto non voglio che qualcosa si frapponga tra noi; questo solo io voglio: essere entrambi una cosa sola ».  Tra Cristo e il fedele non si frappone più nulla. Nel fuoco del suo amo­re tutto si è sciolto: « Noi e Cristo siamo una cosa sola ».
Solo un santo può esprimersi in maniera così audace. Così, effettivamente, hanno parlato i santi:
« Membra di Cristo diventiamo ,e Cristo diviene le nostre membra: Cristo, la mano mia, e Cristo, il piede mio – di me, tutto miseria –; e io, miserabile, mano di Cristo e piede di Cristo. Muovo la mano, e la mia mano è Cristo tutto intero – considera anche l’indivisibile divinità divina -. Muovo il piede, ed ecco, brilla come lui. Non dire che bestemmio, ma accogli quanto attesta e adora il Cristo che di te fa questo » (Simeone il Nuovo Teologo).
Le parole dei santi non sono figure letterarie tese a impressio­nare l’ascoltatore. Sono empiti di cuori inondati da Cristo. In que­sta inondazione della Vita e della Luce tutto l’uomo risplende. Tutte le sue membra emanano luce. Il mondo in cui vive e si muove il san­to si riempie, esso pure, della luce di Cristo.
 Offrendo a Dio pane e vino offriamo il mondo. E il mondo diviene Eucaristia: « Quando il calice mescolato e il pane preparato ri­cevono la parola di Dio (ossia l’invocazione dello Spirito santo) di vengono Eucaristia, cioè il sangue e il corpo di Cristo ». Con la di­scesa del Paraclito « su di noi e sui doni qui presenti » l’uomo viene santificato e cristificato, la creazione è santificata e rinnovata. L’uomo diviene per grazia Cristo, e il mondo casa di Dio. Il mistero diventa la porta attraverso cui Cristo entra nell’uomo e nel mondo: « È questa la via (la via dei santi misteri) che il Signore ha tracciato venendo a noi, è questa la porta da lui aperta entrando nel mondo; né, quando è tornato al Padre, ha voluto chiuderla, ma per essa dal Padre ritorna agli uomini ».
Nella festa dell’Eucaristia pasquale tutto si rinnova: il mondo torna a ricevere la benedizione di Dio e l’uomo è cristificato. Viviamo, in tal modo, l’inizio e l’inaugurazione del nuovo eone. L’inizio dell’ultimo giorno, quando il Signore farà il suo ritorno e « sarà circondato dal coro dei servi buoni;  al suo splendore anch’essi risplenderanno ». Il Dio-uomo sarà allora « Dio in mezzo a dei, bellissimo corifeo di un coro bellissimo».


COSTITUZIONE DELLA CHIESA
 Quando i fedeli si raccolgono in un luogo fissato e in un tempo stabilito per celebrare la divina Eucaristia, questa loro sinassi mani­festa il mistero della Chiesa. La Chiesa e l’Eucaristia sono il corpo di Cristo, sono lo stesso Cristo. Incorporandoci nella Chiesa Cristo «ci ha fatti suo corpo e (attraverso l’Eucaristia) ci ha trasmesso il suo proprio corpo».
La cena dei misteri è l’inizio storico al tempo stesso dell’Eucaristia e della Chiesa. Nella cena di Cristo domina il suo sacrificio sulla croce. E proprio il sacrificio del Signore sulla croce, ossia l’amore divino che arriva “sino alla fine”, è il fondamento su cui si costruisce la Chiesa. Il sangue e l’acqua che fuoriuscirono dal fianco del Signore, quando “uno dei soldati” lo colpì con la lancia (Gv 19,34), sono simboli del battesimo e dell’Eucaristia. Da questi sacramenti nasce la Chiesa. « Uscì dal fianco sangue ed acqua. Non sorvolare semplicemente, o diletto, il mistero, perché io ho ancora un’altra interpretazione mistica da esporre. Dissi che quel sangue e quell’acqua sono simboli del battesimo e dei misteri (della divina Eucaristia). Da questi due è stata generata la Chiesa ». « Uscì sangue ed acqua ... Da qui traggono inizio i misteri ».  I misteri del battesimo e dell’Eucaristia hanno il loro inizio nella croce. E questi stessi misteri costituiscono la Chiesa.
La Chiesa nasce da Cristo, si nutre di Cristo: Cristo « nutre di sé coloro che ha generati (nel santo battesimo) ». Questo nutrimento divino edifica la Chiesa. Fa della Chiesa il corpo di Cristo: Cristo « è colui che per noi s’è fatto cibo; con lui ci mescoliamo e ci fondiamo, e così siamo fatti di Cristo corpo uno e carne una ». Scrive l’apostolo Paolo: « Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, sia­mo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane » (1 Cor 10,17). Noi, pur essendo molti, grazie all’unico pane, il Cristo, costituiamo un unico corpo, la Chiesa. In tal modo ogni sinassi eucaristica è la sinassi della Chiesa intera, perché l’ Eucaristia è il mistero di Cristo.
Con la sua incarnazione Cristo « ha assunto carne di Chiesa »; « è venuto nella casa di lei e ha trovato lei infangata, insudiciata, spoglia, sporca di sangue; l’ha dunque lavata (con il santo battesi­mo), l’ha unta (con il santo crisma), l’ha nutrita (con la divina comunione), l’ha vestita con una veste di cui non puoi trovare eguale; dopo esser divenuto lui stesso la sua veste e averla presa per mano, la risolleva in alto ». La porta nel regno celeste, lì dove si celebra la Divina Liturgia.

 


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