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Vespro dei Doni Presantificati

 Nei giorni feriali della Grande e Santa Quaresima non si celebra la Divina Liturgia, perché essa è una festa e questa non si svolge durante il digiuno. La Divina Liturgia si celebra soltanto il 25 marzo, il sabato (anafora di san Giovanni Crisostomo) e la domenica (anafora di San Basilio).
La "Liturgia dei Doni Presantificati" è una celebrazione del vespro quaresimale con la comunione ai Santi Doni, desantificati la domenica precedente.

Traduzione del testo dal greco in italiano a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

SUI PRESANTIFICATI CLICCA QUI

 

Indossate tutte le sacre vesti di colore nero e aperta la tenda, il sacerdote con il vangelo traccia il segno di croce dicendo:

 

Sia benedetto il regno del Padre e del Figlio e del Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il lettore:

Amin. Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane sostanziale, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno.

Il sacerdote:

Poiché tuo è il regno, il potere e la gloria: del Padre e del Figlio e del Santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

 

Il lettore:

Amin. Venite, adoriamo e prostriamoci al nostro re, Dio. Venite, adoriamo e prostriamoci a Cristo, re e Dio nostro.

Benedici, anima mia, il Signore; Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. Di lode e di splendore ti sei rivestito, avvolto di luce come di un manto. E’ lui che stende il cielo come una tenda, che copre di acque le sue alte stanze; che fa delle nubi il suo piedistallo, che passeggia sulle ali dei venti; che fa i suoi angeli come soffi di vento e i suoi ministri come fuoco ardente; che ha fondato la terra sulla sua stabilità, non sarà piegata per i secoli dei secoli. L’abisso come un manto è la sua veste, sui monti s'innalzeranno le acque. Alla tua minaccia fuggiranno, alla voce del tuo tuono avranno paura. Salgono sui monti e scendono nelle pianure al luogo che hai fondato per loro; hai posto un confine che non oltrepasseranno e non torneranno a coprire la terra. E’ lui che fa scaturire le sorgenti nelle valli, in mezzo ai monti scorreranno le acque. Abbevereranno tutte le fiere della campagna, le riceveranno gli onagri per dissetarsi. Presso di esse gli uccelli del cielo dimoreranno, di tra le rocce emetteranno la voce. E’ lui che abbevera le montagne dalle sue alte stanze: dal frutto delle tue opere sarà saziata la terra. E’ lui che fa crescere il fieno per le bestie e le erbe a servizio degli uomini, perché traggano il pane dalla terra e il vino rallegra il cuore dell’uomo; perché rendano gioioso il volto con l’olio e il pane rinsalda il cuore dell’uomo. Saranno saziati gli alberi della pianura e i cedri del Libano che ha piantato. Là i passeri si annideranno e il nido della cicogna li sovrasta. Gli alti monti sono rifugio per le cerve e la roccia per le lepri. Ha fatto la luna per segnare i tempi, il sole ha conosciuto il suo tramonto. Hai posto le tenebre e fu notte; in essa si aggireranno tutte le fiere della foresta: i leoncini ruggenti per far preda e cercare da Dio il loro cibo. E’ sorto il sole e si raduneranno, si accovacceranno nelle loro tane. Uscirà l’uomo per la sua opera e per il suo lavoro fino a sera. Come sono grandi le tue opere, Signore: tutto hai fatto con sapienza, la terra è piena delle tue creature. Ecco il mare grande e vasto: ci sono esseri guizzanti senza numero, animali piccoli e grandi. Là passano le navi e questo drago che hai plasmato per burlarti di lui. Tutti rivolti a te attendono che tu dia loro il cibo a tempo opportuno. Se tu lo dai loro, lo raccoglieranno; e se tu apri la mano, l’universo sarà riempito di bontà. Se distogli il tuo volto, saranno sconvolti; toglierai il loro spirito e verranno meno e alla loro polvere ritorneranno. Manderai il tuo spirito e saranno creati e rinnoverai la faccia della terra. La gloria del Signore sia in eterno, gioisca il Signore delle opere sue; lui che guarda sulla terra e la fa tremare, tocca i monti, e fumano. Canterò al Signore nella mia vita, salmeggerò al mio Dio finché esisto. Gli sia dolce il mio parlare e io gioirò nel Signore. Spariscano i peccatori dalla terra e gli iniqui, così da non sussistere più. Benedici, anima mia, il Signore.

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito. E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin. Alliluia, alliluia, gloria a te, o Dio.

 

Il sacerdote, all’altare:

In pace, preghiamo il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison. (ogni volta)

Per la pace dall’alto e la salvezza delle anime nostre,

Per la pace del mondo intero, la prosperità delle sante Chiese di Dio e l’unione di tutti,

Per questa santa casa e per chi vi entra con fede, pietà e timor di Dio,

Per il nostro arcivescovo N, il venerabile presbiterio e il diaconato in Cristo, per tutto il clero e il popolo,

Per la nostra Nazione, il Governo e l’Esercito,

Per questa città, per ogni città, paese, monastero, e per i fedeli che vi abitano,

Per la salubrità del clima, l’abbondanza dei frutti della terra, e perché ci siano dati tempi di pace,

Per i naviganti, chi è in viaggio, i malati, i sofferenti, i carcerati, e per la loro salvezza,

Perché siamo liberati da ogni afflizione, ira, pericolo e necessità,

Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e custodisci, o Dio, con la tua grazia.

Facendo memoria della tuttasanta, purissima, più che benedetta, gloriosa Signora nostra, Madre di Dio e sempre vergine Maria, insieme a tutti i santi, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Signore pietoso e misericordioso, lento all’ira e ricco di misericordia, porgi l’orecchio alla nostra preghiera e attendi alla voce della nostra supplica. Fa’ per noi un segno per il bene; guidaci nella tua via perché camminiamo nella tua verità. Allieta i nostri cuori perché temiamo il tuo nome santo, poiché tu sei grande e compi meraviglie; tu solo sei Dio e non c’è chi sia simile a te tra gli dèi, Signore, potente nella misericordia, buono nella forza per aiutare, confortare e salvare tutti quelli che sperano nel tuo santo nome]

poiché a te si addice ogni gloria, onore e adorazione: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro:

Amin.

 

Chiusa la tenda, il sacerdote incensa il santuario mentre il salmista legge:

Al Signore nella mia tribolazione ho gridato e mi ha esaudito. Signore, libera l’anima mia dalle labbra ingiuste e dalla lingua ingannatrice. Che cosa darti, come ripagarti, lingua ingannatrice? Le frecce acuminate del potente con i carboni infuocati del deserto. Ahimè, perché il mio esilio è stato prolungato; ho abitato tra le tende di Kedar. A lungo è stata esiliata l’anima mia. Con quanti odiavano la pace ero pacifico; quando parlavo loro, mi facevano guerra senza ragione.

Ho alzato i miei occhi ai monti, donde verrà il mio aiuto? Il mio aiuto, dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra. Non lasciar vacillare il tuo piede e non si assopisca il tuo custode. Ecco, non si assopirà né dormirà il custode d’Israele. Il Signore ti custodirà, il Signore è tuo riparo alla tua destra: di giorno il sole non ti brucerà, né la luna di notte. Il Signore ti custodisca da ogni male, custodisca l’anima tua il Signore. Il Signore custodirà il tuo entrare e il tuo uscire, da ora e in eterno.

Ho gioito quando mi hanno detto: Andremo alla casa del Signore. Già stavano i nostri piedi nei tuoi atri, Gerusalemme. Gerusalemme, costruita come città, di cui si partecipa tutti insieme. Là che sono salite le tribù, le tribù del Signore, come testimonianza per Israele, a confessare il nome del Signore. Perché là sono stati posti i troni per il giudizio, i troni sulla casa di David. Chiedete pace, la pace di Gerusalemme! E sia prosperità per quelli che ti amano! Venga la pace nelle tue schiere e la prosperità nei tuoi baluardi! Per amore dei miei fratelli e dei miei vicini ti auguravo davvero la pace; per amore della casa del Signore nostro Dio ho cercato per te il bene.

A te ho levato i miei occhi, a te che abiti nel cielo. Ecco, come gli occhi dei servi alle mani dei loro padroni, come gli occhi della serva alle mani della sua padrona, così i nostri occhi verso il Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi. Misericordia di noi, Signore, misericordia di noi, perché molto siamo stati colmati di disprezzo; troppo è stata colmata l’anima nostra: obbrobrio a quelli che prosperano e disprezzo agli orgogliosi!

Se il Signore non fosse stato in mezzo a noi, lo dica Israele: se il Signore non fu mezzo a noi quando insorsero gli uomini contro di noi, davvero ci avrebbero inghiottiti vivi; quando divampò il loro furore contro di noi; davvero l’acqua ci avrebbe sommersi; l’anima nostra ha attraversato il torrente; davvero ha attraversato l’anima nostra l’acqua travolgente. Benedetto il Signore, che non ci ha dato in preda ai loro denti. L’anima nostra come un passero è stata liberata dal laccio dei cacciatori: il laccio è stato spezzato e noi siamo stati liberati. Il nostro aiuto è nel nome del Signore, che ha fatto il cielo e la terra.

Gloria… E ora e sempre… Alliluia; alliluia; gloria a te, o Dio.

 

Aperta a metà la tenda, il sacerdote:

Ancora, ancora in pace, preghiamo il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Soccorrici, salvaci, …

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Facendo memoria...

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Signore nel tuo sdegno non ci accusare, e nella tua ira non ci castigare, ma agisci con noi secondo la tua clemenza, medico e guaritore delle anime nostre: guidaci al porto della tua volontà. Illumina gli occhi dei nostri cuori perché conosciamo la tua verità, e concedi che quanto resta del giorno presente sia pieno di pace e senza peccato, come pure tutto il tempo della nostra vita, per intercessione della Madre di Dio e di tutti i santi]

poiché tua è la forza e tuo è il regno, il potere e la gloria: del Padre, del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

 

Chiusa la tenda, il sacerdote - senza nulla dire - pone l’Agnello sul disco, infonde acqua e vino nel calice, ricopre e incensa, mentre il salmista:

Quelli che confidano nel Signore sono come il monte Sion: non sarà scosso in eterno chi abita in Gerusalemme. Monti intorno ad essa e il Signore intorno al suo popolo da ora e in eterno. Poiché non lascerà il Signore lo scettro dei peccatori sulla sorte dei giusti, perché i giusti non tendano le loro mani alle iniquità. Benefica, Signore, i buoni e i retti dì cuore. Ma quelli che deviano per le vie tortuose li condurrà il Signore con gli operatori d’iniquità. Pace su Israele!

Quando il Signore fece tornare il popolo di Sion dalla prigionia, quanto fummo consolati! Allora si riempì di gioia la nostra bocca e la nostra lingua di esultanza. Allora diranno fra le genti: E' stato grande il Signore nell’agire con loro, è stato grande il Signore nell’agire con noi, siamo stati colmati di gioia. Facci tornare, Signore, dalla prigionia, come i torrenti nel Mezzogiorno. Quelli che seminano nelle lacrime, nell’esultanza mieteranno. Andando, andavano e piangevano, gettando i loro semi. Ma venendo, verranno nell’esultanza, portando i loro covoni.

Se il Signore non costruisce la casa, invano hanno faticato i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano ha vigilato il custode. E’ vano per voi svegliarvi all’alba, alzarvi appena coricati, voi che mangiate il pane del dolore, quando egli dà ai suoi diletti il sonno; ecco, l’eredità del Signore, i figli, la ricompensa del frutto del grembo. Come frecce nella mano di un potente, così quelli che sono rigettati. Beato colui che sazierà di essi la sua brama: non resteranno confusi, quando parleranno ai loro nemici alle porte.

Beati tutti quelli che temono il Signore, che camminano nelle sue vie. Mangerai i frutti delle tue fatiche, beato sei e bene per te sarà. La tua sposa, come vite feconda nell’intimo della tua casa; i tuoi figli, come germogli di ulivo intorno alla tua mensa. Ecco, così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion e possa tu vedere i beni di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita; e possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Pace su Israele!

Molte volte mi hanno combattuto fin dalla mia giovinezza, lo dica Israele! Molte volte mi hanno combattuto fin dalla mia giovinezza, eppure non hanno prevalso su di me. Sul mio dorso fabbricavano i peccatori, a lungo hanno praticato la loro iniquità. Il Signore giusto ha tagliato la cervice dei peccatori. Siano confusi e respinti indietro tutti quelli che odiano Sion; diventino come l’erba dei tetti, che prima di essere strappata è già secca; di cui non si è riempito la mano il mietitore, né il seno chi raccoglie covoni. E non hanno detto i passanti: La benedizione del Signore su di voi, vi abbiamo benedetti nel nome del Signore. Gloria … E ora... Alliluia, alliluia, gloria a te, o Dio.

 

Aperta a metà la tenda, il sacerdote:

Ancora, ancora in pace, preghiamo il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Soccorrici, salvaci, …

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Facendo memoria…

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Signore Dio nostro, ricordati di noi peccatori e inutili tuoi servi quando invochiamo il tuo santo nome, e non deluderci nella nostra attesa della tua misericordia, ma accordaci, Signore, tutto di ciò di utile che chiediamo per la nostra salvezza. Concedici di amarti e temerti con tutto il nostro cuore e di fare in tutto la tua volontà]

poiché tu sei Dio buono e amico degli uomini e a te rendiamo gloria: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

 

Chiusa la tenda, il salmista riprende:

Dalle profondità ho gridato a te, Signore: Signore, esaudisci la mia voce. Siano le tue orecchie attente alla voce della mia supplica. Se osservi le iniquità, Signore, Signore, chi potrà resistere? Poiché presso di te è l’espiazione. Per amore del tuo nome ti ho atteso lungamente, Signore: ha tanto atteso l’anima mia la tua parola, ha sperato l’anima mia nel Signore. Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino ha sperato l’anima mia nel Signore. Poiché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

Signore, non si è esaltato il mio cuore, né si sono innalzati i miei occhi; e non ho camminato in cose grandi né in cose straordinarie al di sopra di me. No, sentivo umilmente e non ho innalzato l’anima mia: sono come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, finché non retribuirai l’anima mia. Speri Israele nel Signore da ora e in eterno.

Ricordati, Signore, di David e di tutta la sua mitezza; come giurò al Signore; fece voto al Dio di Giacobbe. Non entrerò nella dimora della mia casa, non salirò sul giaciglio del mio letto, non darò sonno ai miei occhi, né alle mie palpebre assopimento né riposo alle mie tempie, finché non avrò trovato un luogo per il Signore, una dimora per il Dio di Giacobbe. Ecco, abbiamo udito che è in Efrata, l’abbiamo trovata nei campi boscosi! Entriamo nei suoi tabernacoli, prostriamoci nel luogo dove si sono posati i suoi piedi. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità. I tuoi sacerdoti si rivestiranno di giustizia e i tuoi santi esulteranno. Per amore di David tuo servo, non respingere il volto del tuo Cristo. Ha giurato il Signore la verità a David e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono. Se i tuoi figli custodiranno la mia alleanza e queste mie testimonianze che insegnerò loro, anche i loro figli in eterno siederanno sul tuo trono. Poiché il Signore ha eletto Sion, se l’è scelta per sua dimora: questo è il mio riposo nei secoli dei secolì, qui abiterò perché l’ho scelta. La sua preda colmerò di benedizioni e i suoi poveri sazierò di pane. I suoi sacerdoti rivestirò di salvezza, e i suoi santi esulteranno di grande gioia. Là farò sorgere un corno per David, ho preparato una lampada al mio Cristo. I suoi nemici rivestirò di vergogna, ma su di lui fiorirà la mia santità.

Ed ecco, che cosa è bello o che cosa dà gioia, se non l’abitare dei fratelli insieme? Come unguento profumato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste; come rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; perché là ha disposto il Signore la benedizione, vita in eterno.

Ecco benedite il Signore, voi tutti servi del Signore, voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del nostro Dio. Nelle notti alzate le vostre mani verso il santuario e benedite il Signore. Da Sion ti benedica il Signore, che ha fatto il cielo e la terra.

Gloria… E ora… Alliluia; alliluia; gloria a Dio, o Dio.

 

Aperta a metà la tenda, il sacerdote:

Ancora, ancora in pace, preghiamo il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Soccorrici, salvaci, …

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Facendo memoria…

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Tu che sei celebrato con inni senza fine e dossologie incessanti dalle sante schiere, riempi la nostra bocca della tua lode, perché magnifichiamo il tuo nome santo; donaci parte ed eredità con tutti quelli che ti temono nella verità e che custodiscono i tuoi comandamenti; per intercessione della Madre di Dio  e di tutti i santi]

poiché a te si addice ogni gloria, onore e adorazione: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

Aperta la tenda, il coro canta:

Signore, ho gridato a te, esaudiscimi! Esaudiscimi, Signore! Signore, ho gridato a te, esaudiscimi: volgiti alla voce della mia supplica quando grido a te. Esaudiscimi, Signore!

Il sacerdote benedice l’incenso dicendo: Offriamo a te incenso, Cristo Dio nostro, quale soave profumo spirituale: ricevilo sul tuo altare sovraceleste, e in cambio manda a noi la grazia del santissimo Spirito. Il sacerdote inizia a incensare tutto.

Si elevi la mia preghiera come incenso davanti a te, l’alzarsi delle mie mani, sacrificio vespertino. Esaudiscimi, Signore!

I versetti seguenti si salmeggiano:

Poni, Signore, una custodia alla mia bocca e una porta fortificata intorno alle mie labbra.

Non lasciar piegare il mio cuore a parole malvagie, per trovare scuse ai peccati,

insieme agli uomini che commettono iniquità e non avrò parte con ciò che essi scelgono.

Mi corregga il giusto con misericordia e mi rimproveri, ma l’olio del peccatore non unga il mio capo,

perché io continuo a pregare in mezzo alle loro compiacenze.

Sono stati inghiottiti accanto alla pietra i loro forti.

Ascolteranno le mie parole, perché si sono fatte dolci.

Come zolle di terra spaccate sul suolo sono state sparse le nostre ossa presso gli inferi,

poiché verso di te, Signore, Signore, i miei occhi: in te ho sperato, non togliermi la vita.

Custodiscimi dal laccio che mi hanno teso e dagli inciampi degli operatori di iniquità.

Cadranno nella sua rete i peccatori; da solo sono io, finché io passi.

Con la mia voce al Signore ho gridato, con la mia voce il Signore ho supplicato.

Effonderò davanti a lui la mia supplica, a lui esporrò la mia tribolazione.

Al venir meno del mio spirito da me, tu conosci i miei sentieri.

Su questa via, in cui camminavo, mi hanno nascosto un laccio.

Osservavo a destra e guardavo: e non c’era chi mi conoscesse;

è perduto ogni scampo per me e non c’è chi ricerchi l’anima mia

A te Signore ho gridato e ho detto: Tu sei la mia speranza, la mia porzione nella terra dei viventi.

Volgiti alla mia supplica, perché sono umiliato molto;

liberami dai miei persecutori, perché si sono rafforzati più di me.

I versetti seguenti si intercalano agli stichirà.

10.       Trai dal carcere l’anima mia, perché confessi il tuo nome, Signore.

9.  Mi attenderanno i giusti, finché tu mi abbia retribuito.

8.  Dalle profondità ho gridato a te, Signore: Signore, esaudisci la mia voce.

7.  Siano le tue orecchie attente alla voce della mia supplica.

6.  Se osservi le iniquità, Signore, Signore, chi potrà resistere? Poiché presso di te è l’espiazione.

5.  Per amore del tuo nome ti ho atteso lungamente, Signore: ha tanto atteso l’anima mia la tua parola, ha sperato l’anima mia nel Signore.

4.  Dalla veglia del mattino fino a notte, dalla veglia del mattino ha sperato l’anima mia nel Signore.

3.  Poiché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità.

2.  Lodate il Signore, genti tutte, dategli lode, popoli tutti;

1.  perché si è rafforzata la sua misericordia su di noi e la verità del Signore rimane in eterno.

Gloria al Padre…

e si canta il Dhoxastikon; si apre la porta.

E ora e sempre…

e si canta il Theotokion, mentre il sacerdote esce con l’incenso (e il vangelo), dicendo: Benedetto l’ingresso dei tuoi santi: in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

Il sacerdote:

Sapienza! In piedi!

Luce gioiosa della santa gloria del Padre immortale,  celeste, santo, beato, Gesù Cristo! Giunti al tramonto del sole, vista la luce della sera, cantiamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito: Dio! E’ cosa degna cantare in ogni tempo con voci armoniose, o Figlio di Dio, tu che dai la vita: perciò a te da’ gloria il mondo.

 

Il sacerdote:

E’ sera!

Il lettore:

Versetti, tono …, del salmo …

Il sacerdote:

Attenti!

Il lettore legge i versetti indicati. Il sacerdote:

Sapienza!

Il lettore:

Lettura del libro …

Il sacerdote:

Attenti!

Il lettore legge il brano indicato. Alla fine dice:

Comanda! comandate! santo signore, comanda!

Il sacerdote benedice il popolo tenendo nella destra l’incensiere e un cero acceso:

La luce di Cristo † risplenda a tutti!

Il coro:

E al tuo spirito.

 

Il lettore:

Versetti, tono …, del salmo …

Il sacerdote:

Attenti!

Il lettore legge i versetti indicati. Il sacerdote:

Sapienza!

Il lettore:

Lettura del libro …

Il sacerdote:

Attenti!

Il lettore legge il brano indicato. Alla fine, il sacerdote incensa il lato anteriore della Mensa cantando:

Si elevi la mia preghiera come incenso davanti a te, l’alzarsi delle mie mani, sacrificio vespertino.

Il coro:

Si elevi la mia preghiera…

Il sacerdote incensa il lato alla sua destra:

Signore, ho gridato a te, esaudiscimi: volgiti alla voce della mia supplica quando grido a te.

Il coro:

Si elevi la mia preghiera…

Il sacerdote incensa il lato posteriore:

Poni, Signore, una custodia alla mia bocca e una porta fortificata intorno alle mie labbra.

Il coro:

Si elevi la mia preghiera…

Il sacerdote incensa il lato alla sua sinistra:

Non lasciar piegare il mio cuore a parole malvagie, per trovare scuse ai peccati.

Il coro:

Si elevi la mia preghiera…

Il sacerdote incensa la Protesi e il resto del santuario:

Gloria al Padre…

Il coro:

Si elevi la mia preghiera…

Il sacerdote l’iconostasi e il resto del tempio:

E ora e sempre…

Il coro:

Si elevi la mia preghiera…

Il sacerdote incensa di nuovo il lato anteriore della Mensa:

Si elevi la mia preghiera come incenso davanti a te,

Il coro:

l’alzarsi delle mie mani, sacrificio vespertino.

E tutti fanno 3 metanie grandi.

 

* * *

Quando prescritto, il sacerdote dice:

Attenti!

Il lettore legge il prokimeno dell’Apostolo, e il sacerdote:

Sapienza!

Il lettore:

Lettura dell’epistola …

Il sacerdote:

Attenti!

Il lettore legge l’Apostolo. Alla fine, se si leggerà il Vangelo, il coro:

Alliluia, alliluia, alliluia (dopo ogni versetto)

Se prescritto, prima d’incensare il vangelo il sacerdote prega:Fa’ risplendere nei nostri cuori, filantropo Signore, la luce della tua scienza divina e apri gli occhi della nostra mente all’intelligenza del tuo annuncio evangelico. Infondi in noi il timore dei tuoi beati precetti per farci perseguire un modo di vita spirituale, calpestando le pretese della carne, pensando e facendo tutto quanto è di tuo gradimento. Sei tu la luce delle nostre anime e dei nostri corpi, Cristo Dio, e noi innalziamo la gloria a te, insieme al tuo Padre senza principio e al tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 

* * *

Se prescritto, il sacerdote dice:

Sapienza, in piedi! Ascoltiamo il santo vangelo. Pace † a tutti.

Il popolo:

E al tuo spirito.

Il sacerdote:

Lettura del santo vangelo secondo N.

Il popolo:

Gloria a te, Signore; gloria a te.

Il sacerdote:

Attenti. In quel tempo...

Alla fine, il popolo:

Gloria a te, Signore; gloria a te.

 

* * *

Chiuse la porta e la tenda, il sacerdote dice:

Diciamo tutti, con tutta l’anima e con tutta la nostra mente diciamo il Kirie eleison.

Il popolo:

Kirie, elèison. (3v, ogni volta)

- Signore onnipotente, Dio dei nostri padri, ti supplichiamo: ascoltaci e abbi pietà.

- Pietà di noi, o Dio, nella tua grande misericordia; ti supplichiamo:ascoltaci e abbi pietà.

- Ancora preghiamo per il nostro arcivescovo N., per i sacerdoti, i diaconi, i monaci e per tutti i nostri fratelli in Cristo.

- Ancora preghiamo per la vita, pace, salute, salvezza, visita, perdono e remissione dei peccati di tutti i servi di Dio, devoti e ortodossi cristiani,  che abitano e si trovano in questa città, e di quanti operano il bene in questa santa chiesa.

- Ancora preghiamo per i beati e indimenticabili fondatori di questa santa chiesa e per tutti i nostri padri e fratelli ortodossi che prima di noi si sono addormentati, che qui e ovunque riposano.

- Ancora preghiamo per chi porta offerte e serve in questo santo e venerando tempio, vi fatica e vi canta, e per il popolo qui presente che da te attenda grande e abbondante misericordia.

Il sacerdote:

[Signore Dio nostro, ricevi dai tuoi servi questa supplica intensa e abbi pietà di noi, nell’abbondanza della tua misericordia; estendi la tua benevolenza su di noi e su tutto il tuo popolo che attende l’abbondanza della tua misericordia]

poiché tu sei Dio misericordioso e amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a te: Padre, Figlio e santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

Il sacerdote:

Catecumeni, pregate il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison. (ogni volta)

- Fedeli, preghiamo per i catecumeni.

- Perché il Signore abbia di loro pietà.

- Li istruisca con la sua parola di verità.

- Riveli loro il vangelo della giustizia.

- Li unisca alla sua santa, cattolica e apostolica Chiesa.

- Salvali, abbi pietà di loro, soccorrili e custodiscili, o Dio, con la tua grazia.

Catecumeni, chinate il nostro capo al Signore.

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Dio, Dio nostro, creatore e artefice dell’universo, tu vuoi che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità; guarda dall’alto sui tuoi servi catecumeni, liberali dall’anico errore e dalle insidie del diavolo, invitali alla vita eterna, illuminandone il corpo e l’annima, annoverandoli nel tuo gregge spirituale sul quale è stato invocato il tuo santo nome]

perché anche loro con noi diano gloria al tuo prezioso e magnifico nome, Padre, Figlio e santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

 

* * *

Dal mercoledì di metà quaresima, anche nelle Liturgie si aggiunge:

Voi che state per essere illuminati, venite avanti. Voi che state per essere illuminati, supplicate il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison. (ogni volta)

- Fedeli, per i fratelli che si preparano a essere illuminati, pregate il Signore.

- Perché il Sgnore nostro Dio li confermi e li rafforzi.

- Li illumini con la luce della conoscenza e della pietà.

- Li renda degni, a tempo opportuno, del lavacro della rinascita, della remissione dei peccati e della veste dell’incorruttibilità.

- Li faccia rinascere dall’acqua e dallo Spirito.

- Doni loro la perfezione della fede.

- Li unisca al suo santo e scelto gregge.

- Salvali, abbi pietà di loro, aiutali e custodiscili, o Dio, con la tua grazia.

Voi che state per ricevere la luce, chinate il capo al Signore.

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Rivela, Signore, il tuo volto a quanti si preparano alla santa illuminazione e desiderano scuotersi da dosso la macchia del peccato; illumina la loro mente; confermali nella fede; fortificali nella speranza; rendili perfetti nell’amore, facendoli membra degne del tuo Cristo che ha consegnato se stesso in riscatto delle nostre anime]

Poiché tu sei la nostra illuminazione, e noi rendiamo gloria a te: Padre, Figlio e santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

 

* * *

Il sacerdote:

Catecumeni uscite! [Chi ancora non ha la luce, esca!]. Non resti alcun catecumeno.

Si apre metà tenda e il sacerdote dice:

Tutti voi fedeli, ancora e ancora in pace pregate il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Soccorrici, salvaci, …

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Facendo memoria...

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote, mentre spiega l’iliton:

[Dio grande, degno di lode, con la morte vivificante del tuo Cristo ci hai fatto passare dalla corruzione all’incorruttibilità: libera tutte le nostre facoltà dalla necrosi delle passioni e a loro guida poni invece la ragione interiore; il nostro occhio sia estraneo a sguardi maligni; l’orecchio sia inaccessibile alle vuote parole; la lingua non sia contaminata dai discorsi sconvenienti; rendi pure, Signore, le labbra che ti lodano; tieni lontano le mani dalle azioni riprovevoli, per compiere solo quel che è a te gradito; conferma con la tua grazia tutte le nostre membra e i nostri pensieri]

perché ogni gloria, onore e adorazione spetta a te: Padre, Figlio e santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

Si apre la tenda, e il sacerdote:

Ancora e ancora in pace pregate il Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Soccorrici, salvaci, …

Il popolo:

Kirie, elèison.

- Facendo memoria...

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote, mentre apre l’antiminsio:

[Signore santo e più che buono, supplichiamo te, ricco di misericordia, di essere propizio a noi peccatori e di renderci degni di accogliere il tuo unigenito Figlio e nostro Dio, il re della gloria. Ecco: il suo Corpo purissimo e il suo Sangue vivificante stanno per essere trasportati solennemente, per essere deposti su questa mistica mensa, scortati invisibilmente da una moltitudine di schiere celesti. Concedi a noi di riceverli in comunione senza subire alcuna condanna, in modo che l’occhio della nostra intelligenza ne sia illuminato, e possiamo divenire figli della luce e del giorno]

per il dono del tuo Cristo, con il quale sei benedetto insieme al tuo santissimo, buono e vivificante Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

 

Aperta la porta, il coro canta:

- Ora le potenze dei cieli invisibilmente con noi adorano. Ecco: avanza il re della gloria. Ecco: in dono è presentato il mistico sacrificio già compiuto.

Il sacerdote, dopo aver incensato tutto, chiede il perdono e va alla Protesi per prendere i Doni.Il trasporto dei Doni si fa in silenzio e per la via più breve, mentre tutti stanno prostrati sino a terra. Posato il disco sulla Mensa, il sacerdote lo ricopre con il grande velo e incensa.

il coro canta: Con fede e amore veniamo per far parte della vita eterna. Alliluia, alliluia, alliluia.

 

Chiusa la porta e la tenda, il sacerdote:

Compiamo la nostra preghiera della sera al Signore.

Il popolo:

Kirie, elèison. (ogni volta)

- Per preziosi doni già offerti e consacrati, preghiamo il Signore.

- Perché il nostro Dio amico degli uomini, che li ha ricevuti suo altare santo, sovraceleste e immateriale, ci mandi in cambio la sua divina grazia e i doni del santo Spirito, preghiamo.

- Per essere liberati da ogni afflizione, ira, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

- Aiutaci, salvaci, abbi pietà e custodisci, o Dio, con la tua grazia.

Che tutta questa sera sia perfetta, santa, pacifica e senza peccato chiediamo al Signore.

Il popolo:

Paraschu, Kirie. [Concedi, Signore] (ogni volta)

- Un angelo di pace, guida fedele, custode delle anime e dei nostri corpi, chiediamo al Signore.

- Il perdono e la remissione dei peccati e delle nostre colpe, chiediamo al Signore.

- Ogni bene utile alle anime nostre e la pace per il mondo, chiediamo al Signore.

- Il dono di portare a termine il resto della nostra vita in pace e conversione, chiediamo al Signore.

- Una fine cristiana della nostra vita, serena, senza rimorso, in pace, e una bella difesa dinanzi al tremendo tribunale di Cristo, chiediamo.

Chiedendo l’unità della fede e la comunione del santo Spirito affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Dio dei misteri inesprimibili e invisibili, presso di te sono nascosti i tesori della sapienza e della scienza; tu ci hai rivelato questo servizio liturgico e nel tuo grande amore per gli uomini hai stabilito noi peccatori per offrirti doni e sacrifici per i nostri peccati e per i peccati involontari del popolo. Tu ora, re invisibile, che fai cose grandi e incomprensibili, meraviglie gloriose senza numero, volgiti a noi indegni servi che, come dinanzi al tuo trono di cherubini, stiamo davanti a questa ara sacrificale dove, nei temibili misteri qui deposti, riposa il tuo unigenito Figlio, nostro Dio. Libera noi e il tuo popolo fedele da ogni iniquità; santifica le anime e i corpi di tutti noi con una santificazione perenne, così che, con pura coscienza, volto che non teme rossore, cuore illuminato, e vivificati dalla comunione a questi divini elementi consacrati, diveniamo una cosa sola con stesso tuo Cristo e nostro vero Dio che ha detto: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Dimorando così il Logos in noi, Signore, e camminando insieme a noi, diventeremo tempio del tuo Spirito santo e adorabile. Liberi ormai da ogni insidia diabolica che possa influenzare parole, azioni o pensieri, riceveremo così i beni promessi, con tutti i santi che in ogni tempo ti sono graditi;]

aperta la tenda:

e concedici, Signore, che con fiducia e senza condanna osiamo chiamare Padre te, Dio del cielo, e dire:

tutti:

Padre nostro…

Il sacerdote:

Poiché tuo è il regno, il potere e la gloria: del Padre e del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

Il sacerdote:

Pace † a tutti.

Il popolo:

E al tuo spirito.

Il sacerdote:

Chinate il vostro capo al Signore.

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[O Dio, tu solo sei buono e pieno di misericordia; tu dimori nell’alto dei cieli e ti chini a guardare ciò che è buono. Volgiti con occhio benevolo a tutto il tuo popolo e proteggilo; rendici tutti degni di partecipare senza condanna a questi tuoi miseri vivificanti. Dinanzi a te abbiamo infatti chinato la testa, e da te attendiamo abbondante misericordia]

per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo Figlio unigenito, con il quale sei benedetto insieme al tuo Spirito santissimo, buono e vivificante, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

Il sacerdote:

Stiamo attenti!

Sollevando il velo quanto basta, il sacerdote indica con la destra l’Agnello e dice:

I santi doni già consacrati, ai santi!

Il popolo:

Uno solo è il santo, uno solo è il Signore: Gesù Cristo, a gloria di Dio Padre. Amin.

 

Chiusa la tenda, il sacerdote, senza nulla dire, scopre l’Agnello, lo divide, infonde la parte segnata con ΙΣ nel calice e vi unisce l’acqua bollente; dopo aver assunto la parte segnata ΧΣe aver bevuto, mette nel calice le altre due parti nel calice. Intanto il salmista antifona con il coro:

Gustate e vedete che Cristo è il Signore. Alliluia!

- Benedirò il Signore in ogni tempo, sempre la sua lode sulla mia bocca.

- Nel Signore si glorierà l’anima mia: ascoltino i miti e si rallegrino.

- Magnificate il Signore con me ed esaltiamo il suo nome tutti insieme.

- Ho cercato il Signore e mi ha esaudito e da tutte le mie peregrinazioni mi ha liberato.

- Accostatevi a lui e siate illuminati; e i vostri volti non resteranno confusi.

- Questo povero ha gridato, e il Signore l’ha esaudito e da tutte le sue tribolazioni l’ha salvato.

- Si accamperà l’angelo del Signore intorno a quelli che lo temono e li libererà.

- Gustate e vedete che soave è il Signore: beato l’uomo che spera in lui.

- Temete il Signore, voi tutti suoi santi, perché nulla manca a quelli che lo temono.

- I ricchi sono divenuti poveri e affamati, ma quelli che cercano il Signore non saranno privati di alcun bene.

- Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati.

- E’ vicino il Signore ai contriti di cuore e salverà gli umili di spirito.

- Molte le tribolazioni dei giusti, ma da tutte li libererà il Signore.

- Custodisce tutte le loro ossa, neppure uno sarà spezzato.

- La morte dei peccatori è cattiva e quelli che odiano il giusto falliranno.

- Redimerà il Signore le anime dei suoi servi, e non falliranno tutti quelli che sperano in lui. 

 

Quando è pronto, aperte tenda e porta, il sacerdote esce con il calice e dice:

Con timore di Dio, con fede e amore, avvicinatevi!

Durante la comunione, coro e salmista riprendono il salmo precedente. Alla fine, il sacerdote:

Salva, o Dio, il tuo popolo e benedici la tua eredità.

Il coro:

Benedirò il Signore in ogni tempo; per sempre la mia lode sarà sulle mie labbra. Alliluia!

Intanto il sacerdote incensa il calicedicendo: E’ asceso al cielo il Signore; su tutta la terra è la sua gloria, e lo porta alla Protesi dicendo:

[Benedetto il nostro Dio,] in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Intanto il sacerdote riporta i vasi sacri alla Protesi e li incensa.

Il popolo:

Sia colma la nostra bocca della tua lode, Signore, per inneggiare alla tua gloria, perché ci hai consentito di aver parte al tuo santo Mistero. Conservaci nella tua santificazione ogni giorno, per meditare la tua giustizia. Alliluia (3v).

Il sacerdote:

In piedi! Dopo aver partecipato ai divini, santi, immacolati, immortali, sovracelesti, vivificanti e tremendi Misteri di Cristo, rendiamo degne grazie al Signore.

Il popolo:

Kirie, eleison.

Il sacerdote:

Soccorrici, salvaci, abbi pietà e custodisci, o Dio, con la tua grazia.

Il popolo:

Kirie, eleison.

Il sacerdote:

Chiedendo che tutta questa sera sia perfetta, santa, pacifica e senza peccato, affidiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio.

Il popolo:

Si, Kirie. [A te, Signore]

Il sacerdote:

[Ti rendiamo grazie, Dio salvatore dell’universo, per ogni beneficio che ci hai erargito e per la comunione al santo Corpo e Sangue del tuo Cristo. Ora ti supplichiamo, Sovrano amico degli uomini: custodiscici sotto la protezione delle tue ali e concedici, sino all’ultimo respiro, di ricevere degnamente i tuoi santi Doni, a illuminazione dell’anima e del corpo, come eredità del regno dei cieli,]

Poiché tu sei la nostra santificazione, e noi rendiamo gloria a te: Padre, Figlio e santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il popolo:

Amin.

Il sacerdote:

Andiamo in pace.

Il popolo:

Nel nome del Signore.

Il sacerdote:

Preghiamo il Signore.

Il popolo:

Kirie, eleison.

 

Il sacerdote prega all’ambone:

Signore, Signore Dio nostro, buono e di molte misericordie, tu per mezzo del santo digiuno ci hai indicato la via della salvezza; tu accogli la penitenza e l’umiltà come incenso; tu hai abrogato l’editto di condanna contro il popolo di Nìnive in digiuno e penitenza; tu, con il digiuno e l’amore per gli uomini, hai donato la vita ai morti; tu ti rallegri nei cieli sopra un solo peccatore che si pente; tu hai pietà come un padre ha pietà dei figli; tu, con il digiuno e la preghiera, hai serrato le fauci del leone nella valle; tu, con il digiuno e la costanza, hai reso glorioso il volto di Mosè; con il digiuno e la verginità tu hai rapito Elia con un carro di fuoco; tu hai giustificato il pubblicano per il digiuno e la penitenza; tu hai purificato la prostituta con il digiuno e le lacrime, perché la misericordia supera il giusto giudizio. Ora, Signore, sana le malattie del nostro cuore e liberaci dal tremendo, sconosciuto e terribile giorno del giudizio; abbi pietà dei tuoi servi e ricordati, buono amico degli uomini, del venerando clero, dei diaconi in Cristo, del governo, dell’esercito e del tuo popolo fedele: tu solo infatti sei santo e benedetto nei secoli dei secoli.

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Oppure, altra preghiera:

Signore Dio onnipotente, tu hai plasmato con sapienza l’intero creato; nella tua provvidenza inesprimibile e grande bontà ci hai condotti a questi giorni venerabili per la purificazione delle anime e la continenza della risurrezione. Tu che dopo quaranta giorni hai consegnato le tavole della Legge a Mosè -testo inciso dalla tua divinità - concedi anche a noi, Signore buono, di combattere la buona battaglia, di terminare la corsa del digiuno, di conservare integra la fede, di schiacciare la testa dei draghi invisibili, per divenire alla fine vincitori del peccato e giungere così, senza subire condanna, ad adorare la tua santa Resurrezione. Poiché santo è il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Oppure, altra preghiera:

E’ piena di gioia la nostra bocca e la nostra lingua di esultanza per la comunione al corpo e al sangue del tuo Cristo: conserva in loro la nostra esistenza, offrendoci difesa e protezione per tutti i giorni della nostra vita. Poiché a te spetta ogni gloria, onore e adorazione, Padre Figlio e Santo Spirito santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Oppure, altra preghiera:

Sovrano e Signore, volgi lo sguardo su tutti noi dal tuo cielo santo, il luogo della tua dimora, e benedici i tuoi servi; conservali nella verità, ricolmandoci di Spirito Santo nei tuoi santi misteri. Poiché è benedetto e glorificato il tuo nome degno di onore e grandezza, Padre Figlio e Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Oppure, altra preghiera:

Tu che accogli il sacrificio di lode, culto gradito, spirituale e incruento, da coloro che ti invocano con tutto il cuore, tu sei l’agnello e Figlio di Dio, colui che toglie il peccato del mondo, vitello senza difetto che non sopporta il giogo del peccato e che liberamente si sacrifica per noi: egli è spezzato ma non diviso, è mangiato ma non consumato, e santifica coloro che ne partecipano. Tu che anche oggi ti sei donato nel memoriale della tua volontaria passione e della tua resurrezione al terzo giorno, rendendoci partecipi dei misteri ineffabili, indicibili, celesti e tremendi del tuo corpo e del tuo sangue, tu stesso, buono e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore, proteggi noi e tutta la nostra nazione, donandole vittoria contro i nemici. Benedici nella tua santificazione tutto il tuo popolo per meditare in ogni tempo e momento la tua giustizia, così che avanzando verso la tua volontà, siamo fatti degni di stare alla tua destra, quando verrai a giudicare i vivi e i morti. Libera i nostri fratelli che sono in prigione, visita i malati, guida chi naviga tra i pericoli del mare e ascolta quanti invocano il tuo aiuto, perché tu sei colui che dona ogni bene e noi rendiamo gloria a te, insieme al tuo eterno Padre, e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Oppure, altra preghiera:

Signore nostro Dio, indulgente e grande nella misericordia, nel tuo santo digiuno ci hai mostrato una via di salvezza. Tu che accetti come incenso la conversione e l’umiltà, per la conversione e il digiuno hai revocato la sentenza emessa contro gli abitanti di Nìnive e, morti che erano per il peccato, con la conversione e il tuo amore li hai fatti rivivere. Tu fai più gioia in cielo per un peccatore convertito; tu sei Dio misericordioso, indulgente con chi è misericordioso, e hai pietà di coloro che ti temono come un padre ha pietà dei suoi figli. Con il digiuno e la preghiera hai chiuso le fauci dei leoni nella fossa; con il digiuno e la costanza hai reso raggiante il volto di Mosè; con il digiuno e la verginità hai assunto Elia nel carro di fuoco; con il digiuno e la conversione hai giustificato il pubblicano; con il digiuno e le lacrime hai purificato la meretrice perché la misericordia ha sempre la meglio nel giudizio. Tu stesso, Signore, risana le fratture dei nostri cuori; liberaci dal giorno temibile e tremendo del giudizio; abbi pietà di noi tuoi servi. Ricordati, Dio nostro, buono e pieno di amore per gli uomini, del collegio dei presbiteri, dei diaconi che servono in Cristo e di tutto l’ordine sacerdotale; ricordati, o Dio, del governo, dell’esercito e del tuo popolo fedele. Tu sei il solo Dio buono e amico degli uomini, e noi rendiamo gloria a te, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

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Mentre il sacerdote ripone i vasi sacri, il salmista legge:

Benedirò il Signore in ogni tempo, sempre la sua lode sulla mia bocca. Nel Signore si glorierà l’anima mia: ascoltino i miti e si rallegrino. Magnificate il Signore con me ed esaltiamo il suo nome tutti insieme. Ho cercato il Signore e mi ha esaudito e da tutte le mie peregrinazioni mi ha liberato. Accostatevi a lui e siate illuminati; e i vostri volti non resteranno confusi. Questo povero ha gridato, e il Signore l’ha esaudito e da tutte le sue tribolazioni l’ha salvato. Si accamperà l’angelo del Signore  intorno a quelli che lo temono e li libererà. Gustate e vedete che soave è il Signore: beato l’uomo che spera in lui. Temete il Signore, voi tutti suoi santi, perché nulla manca a quelli che lo temono. I ricchi sono divenuti poveri e affamati, ma quelli che cercano il Signore non saranno privati di alcun bene. Venite, figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore. Chi è l’uomo che vuole la vita e ama vedere giorni buoni? Fa cessare la tua lingua dal male e le tue labbra da parole di inganno. Distogliti dal male e fa’ il bene, cerca la pace e seguila. Gli occhi del Signore sui giusti e le sue orecchie alla loro supplica, ma il volto del Signore contro chi fa il male per sterminare dalla terra il loro ricordo. Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. E’ vicino il Signore ai contriti di cuore e salverà gli umili di spirito. Molte le tribolazioni dei giusti, ma da tutte li libererà il Signore. Custodisce tutte le loro ossa, neppure uno sarà spezzato. La morte dei peccatori è cattiva e quelli che odiano il giusto falliranno. Redimerà il Signore le anime dei suoi servi, e non falliranno tutti quelli che sperano in lui.

Ti esalterò, mio Dio, mio re e benedirò il tuo nome in eterno e nei secoli dei secoli. Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo nome in eterno e nei secoli dei secoli. Grande è il Signore e degno di somma lode e la sua grandezza non ha confine. Ogni generazione loderà le tue opere e annunceranno la tua potenza. Parleranno della gloriosa magnificenza della tua santità e racconteranno le tue meraviglie. Diranno la potenza delle tue opere terribili e racconteranno la tua grandezza. Proferiranno il ricordo della tua bontà immensa ed esulteranno per la tua giustizia. Pietoso e misericordioso il Signore, longanime e ricco di misericordia. Dolce il Signore con quanti pazientano e le sue compassioni su tutte le sue opere. Ti confessino, Signore, tutte le opere tue e i tuoi santi ti benedicano. Diranno la gloria dei tuo regno e parleranno del tuo dominio, per far conoscere ai figli degli uomini il tuo dominio e la magnifica gloria del tuo regno. Il tuo regno è regno di tutti i secoli e la tua signoria si estende di generazione in generazione. Fedele il Signore in tutte le sue parole e santo in tutte le opere sue. Sorregge il Signore tutti quelli che cadono e rialza quanti sono abbattuti. Gli occhi di tutti in te sperano e tu dai il loro cibo nel tempo opportuno. Tu apri le tue mani e riempi ogni vivente del tuo beneplacito. Giusto il Signore in tutte le sue vie e santo in tutte le opere sue. Vicino è il Signore a tutti quelli che lo invocano, a quanti lo invocano con verità. Farà la volontà di quelli che lo temono, esaudirà la loro supplica e li salverà. Custodisce il Signore tutti quelli che lo amano e sterminerà tutti i peccatori. La mia bocca parlerà la lode del Signore e benedica ogni carne il suo santo nome in eterno e nei secoli dei secoli. Gloria… E ora e sempre… Kirie, elèison (3v). Santo padre, benedici.

Il sacerdote:

Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di noi e salvaci.

Il lettore:

Amin.

 

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Il sacerdote esce e, davanti all’icona di Cristo, prega:

Signore, Signore, tu tieni l’universo nella tua mano immacolata; tu pazienti con tutti noi e ti ritrai dal castigo dovuto alle nostre cattiverie. Ricordati delle tue compassioni e della tua misericordia; visitaci  nella tua bontà e donaci di sfuggire alle multiformi macchinazioni del nemico anche per il tempo che rimane del giorno presente; custodisci libera da insidie la nostra vita con la grazia del tuo santissimo Spirito. Per la misericordia e la filantropia del tuo unigenito Figlio, col quale sei benedetto insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

Dio grande e mirabile, tu con indicibile bontà e larga provvidenza governi l’universo; tu ci hai donato le buone cose di questo mondo, e con i beni di cui ci hai già gratificati ci hai dato i pegni del regno promesso. Tu ci hai fatto evitare ogni male anche per il tempo sinora trascorso del giorno presente: concedici di portare a termine il resto in modo irreprensibile, davanti alla tua santa gloria, inneggiando a te, solo Dio nostro, buono e filantropo. Poiché tu sei il nostro Dio e noi rendiamo gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

Dio grande e altissimo, tu solo possiedi l’immortalità e abiti la luce inaccessibile; tu hai fatto tutta la creazione con sapienza, hai separato la luce dalla tenebra, hai posto il sole a dominio del giorno e luna e stelle a dominio della notte; tu anche in questa ora hai concesso a noi peccatori di accostarci al tuo volto nella confessione e di offrirti la dossologia vespertina. Tu stesso, Signore filantropo, dirigi la nostra preghiera come incenso davanti a te e accoglila come soave profumo. Concedici una sera e una notte pacifiche; rivestici con le armi della luce; liberaci dallo spavento notturno e da tutto ciò che si aggira nella tenebra. Fa’ che sia libero da ogni fantasia diabolica il sonno che hai donato a ristoro della nostra debolezza. Sì, Sovrano di tutte le cose, elargitore di ogni bene: affinché anche sul nostro letto, con compunzione, noi ci ricordiamo nella notte dei tuoi comandamenti e ci leviamo nell’esultanza dell’anima per glorificare la tua bontà, offrendo alla tua amorosa compassione preghiere e suppliche per i nostri peccati e per quelli di tutto il tuo popolo, che ti chiediamo di voler visitare, nella tua misericordia, per intercessione della santa Madre di Dio. Poiché tu sei Dio buono e filantropo, e a te rendiamo gloria: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amin.

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 23-07-2018

San Focas di Sinope, martire; San Ezechiele, profeta; San Apollinare, vescovo di Ravenna, ieromartire; Santi Vitale e Valeria, martiri; I Santi sette martiri di Chaldia; San Apollonio di Roma, martire; I Martiri dei Bulgari al tempo di Niceforo I; Sant'Anna di Leucade; Santa Pelagia di Tinos; San Tirso, vescovo di Carpasia.

i santi di domani 24-07-2018

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