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L’Unione Europea

data: 18-12-2005 - Discorso di Sua Em.nza il Metropolita

La Chiesa Ortodossa e l’Unione Europea



Che cosa è l’Europa? Chi è Europeo?

Pol Valery, parlando agli studenti di Zurigo afferma: “L’Europeo non viene determinato né dalla tribù, né dalla lingua, né dalla nazionalità, in quanto l’Europa è madre terra di molte lingue, nazioni e tradizioni. Europeo, ha aggiunto, è ogni persona che appartiene ad un popolo che ha accettato il Diritto Romano, la cultura Greca e la Dottrina Cristiana.
Un filosofo Inglese, Cristofer Ntouson, afferma la stessa verità con altre parole: “Se l’Europa deve la sua esistenza politica all’Impero Romano, se deve la sua potenza e le direzioni della sua Cultura a quella (Cultura) Greca, e se deve al Cristianesimo il suo essere, è difficile immaginare se fosse possibile di esistesse una unica coscienza Europea con tutte le nazioni e le tribù, con tutte le lingue e costumi, se non ci fosse stata la continua presenza della Chiesa Cristiana?”. Diversi intellettuali credono che l’Unità Europea sia un luogo politico-economico al cui … al Cristianesimo è proibito giocare il suo importante ruolo.
In realtà, l’Unità Europea è la statura spirituale del cristianesimo, in quanto i padri della Chiesa sono i primi fondamenti spirituali e culturali di essa, e come insegnano: l’immagine di Dio nell’uomo è Cristo e l’uomo “è fatto a immagine e somiglianza di Dio” (Gen. 1,26), ove abbiamo da una parte il concetto di responsabilità e dall’altra parte quello della fratellanza con tutti gli altri uomini.
È un prezioso messaggio cristiano che fonda l’Europa e che dall’Europa può e deve essere esteso al mondo.
Molti ignorano che la Chiesa era una, unita, per mille anni ed ancora dopo lo scisma l’Oriente Ortodosso presenta nel mondo meravigliose personalità, di spiritualità Ortodossa e di cultura Greca, le quali hanno illuminato l’Occidente con la loro prestigiosa cultura spirituale ed hanno veramente contribuito alla rinascita ed al progresso dell’Europa.
Sappiamo molto bene che la Chiesa Cattolica Romana ha proclamato protettori dell’Europa da una parte San Benedetto che è stato una eccellente personalità monastica, del monachesimo occidentale, che è stato riconosciuto come “ο ακρογωνιαίος λίθος του οικοδομήματος της Ενωμένης Ευρώπης», e dall’altra i due fratelli missionari, da Salonicco, i quali hanno seminato il seme di Fede Ortodossa in Europa e cosi sono diventati diaconi ed apostoli della coscienza Europea.
Dalla storia ricordiamo che tanto l’Impero Bizantino, quanto il mondo occidentale pensavano di realizzare un unico Stato Europeo, uno Stato Cristiano.
È verità indiscutibile che l’Oriente Ortodosso non ha potuto allora avere un vivo ruolo per la costituzione della coscienza Europea come comunità delle nazioni, delle lingue e delle tradizioni.
È certo che dopo lo Scisma, ma anche prima di esso, la differenza dogmatica (Dottrinale) della Chiesa Cattolica Romana è stato il principale ostacolo per dare questo importantissimo contributo alla causa europea. È assurdo credere che la Chiesa Ortodossa si è staccata dopo lo Scisma dall’Europa Occidentale.
È noto che molti Maestri Ortodossi di Cultura Greca sono arrivati in Occidente, ed ancora “L’Ellinomàthia” aveva meraviglioso valore per l’istruzione degli studenti nei licei e nelle Università.
I libri di insegnamento nelle scuole fino al dodicesimo secolo erano tradotti dal Bizantino. Purtroppo, l’Ortodossia non ha potuto contribuire alla formazione dell’Europa Occidentale a causa della propaganda negativa e la superstizione religiosa che presentava l’uomo in questa situazione: l’uomo da un lato ammirava l’antica civiltà – cultura Greca e dall’altro negava con offesa quella di Bisanzio.
Se noi, i cristiani, fossimo uniti in un secolo difficile come il nostro, se potessimo ritornare alle fonti comuni, vivere la verità del I millennio, credere più a Dio Cristo, nostro Salvatore e Signore, ma non solo alla tecnologia, all’economia ed alla politica, soltanto allora potremmo essere gli edificatori della Coscienza Europea, della quale senza il sigillo cristiano è impossibile comprendere la storia, la cultura, l’arte, e, in verità, l’essenza dell’Europa.
Che cosa è, pero, l’Europa per la Chiesa Ortodossa? Qual è il ruolo di Essa per l’Europa?
Ha, senz’altro, una missione speciale per il nostro continente.
Per la Chiesa Ortodossa, l’Unione Europea non è soltanto una collaborazione politica – economica di diversi Stati, neanche una comunità di diversi Stati con finalità politico-economiche.
Se l’Europa fosse stata così, l’Oriente Ortodosso non avrebbe avuto motivi e ragioni per seguire e proteggere questa finalità, perché dobbiamo sottolineare con chiarezza che la Chiesa Ortodossa non fa politica.
Per la Chiesa Ortodossa, l’Europa è la Statura (a??st?µa) spirituale del Cristianesimo, in quanto tanto l’eredità Romana, quanto la civiltà Greca sono state accettate (incorporate in sé) e sono state insegnate durante il Medioevo ed i Tempi Moderni. Ecco l’importanza dell’ruolo della Chiesa Ortodossa: Difendere e proteggere l’Unione Europea non è una azione politica, ma un impegno doveroso, un dovere spirituale; un dovere di protezione del luogo e del modo di vita; come entità spirituale.
Per la riuscita della sua finalità, la precedenza consiste nella protezione e la conservazione dell’identità spirituale di ogni popolo ed il suo rispetto.
Zak Ntelor ha affermato: “Se per avere l”Unione Europea dobbiamo fare sparire (?d??p??s?pe?a) l’identità delle sue nazioni, allora l’Unione cesserà di essere Europea”. Dall’altra parte il Presidente Francese a Berlino affermava così per una Europa: “Tutti I popoli conserveranno la potenza e la loro identità”. (??µa 27.6.00).
Il celebre storico di Bisanzio Ser Steven Runciman scrive: “I Greci hanno un’eredità, di cui possono sentirsi fieri. Un eredità che non si deve perdere nell’alteyarsi della situazioni materiali”. I Grendi Padri della Chiesa hanno salvato alcune cose, delle più belle che avevano, il pensiero greco e lo spirito greco antico e le hanno consegnate alla chiesa fino ai nostri giorni”.
Essi che hanno salvato questa preziosissima eredità spirituale, culturale e sociale sono un vero, e possiamo dire, unico modello per la protezione ed il consolidamento dell’uomo, ed ancora un meraviglioso contributo per la sua serenità, per la sua pace, per la sua forza morale, indispensabili per la sua vita.
Perciò la Chiesa Ortodossa, grazie a questo suo inestimabile tesoro di spiritualità e cultura che conserva fin’ ad oggi, deve evangelizzare il suo popolo, non rimanga un semplice spetutore dell’edificazione della nuova vita dell’Europa, ma contribuisca anch’essa alla sua apertura verso le altre nazioni, sostenere la pluralità, l’annullamento del razzismo, della xenofobia e la violenza sotto qualsiasi forma”.
Un altro movimento che è necessario compiere è la Chiesa Ortodossa verso l’Unione Europea; presentare la sua Fede Ortodossa, cioè la sua fedeltà alla Tradizione ed alla dottrina dei Padri e dei Concili Ecumenici, la sua cultura sociale ed ascetica, la sua solidarietà verso il prossimo, il suo rispetto verso il ideato, la comunione delle persone, le sue virtù teologali; Fede, Speranza ed Amore, ai suoi eccellenti concetti sul pentimento, sulla morte, sulla risurezzione e sul Regno di Dio.
La Chiesa Ortodossa con il suo tesoro di spiritualità e di cultura sociale può fermare la secolarizzazione che esiste nel mondo e danneggiare da per tutto. È necessario mettere un fondamento. Per il suo nuovo cammino, in cui si troveranno nuove nazioni, come anche nuovi membri con tanti altri paesi candidati.
Infatti, il suo progresso morale, culturale e sociale dipende da questo potente fondamento che può svegliare le coscienze e portare i migliori frutti all’Unione Europea. I suoi membri, tramite esso, riusciranno ad evere fede, amore e speranza, per realizzare un futuro, degno e potente, svolto per il miglioramento ed iniziative interessanti dell’uomo e della società, con azioni ed iniziative interessanti. Perciò dobbiamo lottare per rendere l’uomo onesto, prospero, utile e felice, glorificando il suo Signore e creatore Dio.
Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha detto in un suo discorso che questi nostri pericolosi tempi, come anche i nostri sommi interessi ci chiamano alla concordia, alla tolleranza reciproca, al perdono, alla riconciliazione, alla liberazioni delle minacce, anzi buon successo ai fini ideali che sono sopra di ogni personale sufficienza.
La nostra Comunità dei Popoli dell’Europa Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli sosteneva sempre la pacifica ed armoniosa convivenza di tutti gli uomini e di tutti i Popoli, indipendentemente dalla lingua e dalla cultura, religione ed ideologia politica, perché, come abbiamo già affermato nelle precedenti pagine, l’uomo porta in sé stesso l’icona di Dio e siamo, come dice il Patriarca Bartolomeo (Discorso durante il Pranzo offerto dll’Ambasciatore dell’Unione Europea in Bulgaria, Eccel. Demetrio Kurkula) omousios ed omotimos.
È noto come i popoli ora si trovano verso l’Europa Orientale sono in maggioranza Ortodossi.
La loro entrata nell’Unione Europea è una tappa storica; è un avvenimento storico d grandissima importanza, in quanto i popoli vengono richiamati da una parte a vivere nuove realtà ed esperienze e dall’altra lasciare costumi e tradizioni locali. Per la riuscita di questa nuova realtà. …… i popoli dovranno fare molti sacrifici: accettare nuove realtà e respingere vecchie situazioni; aggiungere nuove cose e lasciare vecchie tradizioni. I popoli debbono consolidare tra di loro la reciproca comprensione, la pacifica collaborazione e la sincera riconciliazione per convivere fraternamente senza guerra e contrasti pericolosi, senza fanatismo ed oddio, senza rivoluzioni e distruzioni popolari. La democrazia, il rispetto dei diritti e…mani di tutti i cittadini e soprattutto delle minoranze nazionali e religiose devono dominare in questi popoli che si preparano per diventare membri dell’Unione Europea.
D’altro canto, soltanto con l’entrata dei popoli dell’Europa Orientale nell’Unione Europea, abbiamo con la loro viva partecipazione la vera pienezza della Famiglia Europea.
Questa preziosa integrazione dei Popoli Ortodossi come vivi partecipanti nella vita Europea possono senza dubbio formare la nuova sociale e spirituale realtà dell’Europa.
Per questa nuova strada, per questo nuovo percorso dell’Europa, la Chiesa Ortodossa ricorda alcuni valori, indispensabili per il buon successo che porterà la prosperità, la pace, la fratellanza, la felicità. Sono i seguenti: la potenza, l’armonia, la Concordia, il soccorso e la cooperazione tra di essi. 
Vivendo tutti i popoli dell’Unione Europea sotto queste condizioni, è possibile condividere i loro carissimi spirituali e scambiare i loro ricchi doni, così l’uno offrire all’altro nella pace e nella fratellanza, e l’altro ricevere con gratitudine ed ammirazione, ambedue progressivamente andando verso la vera Unione di tutti.


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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