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IN OCCASIONE DELLA FIRMA DELL’ “APPELLO CONGIUNTO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE”

data: 09-03-2015 - Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

ROMA – SENATO DELLA REPUBBLICA
PALAZZO GIUSTINIANI "SALA ZUCCARI"
9 MARZO 2015




LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

 

         Secondo la dottrina del Cristianesimo, nell’Antico Testamento: la Bibbia inizia proprio con un racconto cosmogonico nel quale Uomo e Donna sono creati insieme “tanto da arguirne, una perfetta simmetria e la medesima dignità”.

Nel Nuovo Testamento, abbiamo il famoso versetto di San Paolo ai Galati: “Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (3,28).

La violenza contro le donne è un atto contro lo stesso Dio Creatore del mondo. La violenza contro le donne è un atto contrario all’amore di Dio, Che ha creato il mondo e lo ha salvato con il suo amore, che dona a ciascun uomo gioia e felicità, se lo conserva nel proprio cuore.

         La violenza maschile contro le donne “assume molteplici forme e modalità”, come la violenza fisica, la violenza sessuale, la violenza psicologica, la violenza economica ecc..

         Le Chiese e le Confessioni cristiane devono prendere parte attiva nei confronti della violenza contro le donne e devono essere loro cura e preoccupazione l’educazione dei giovani nelle famiglie, nelle scuole, nelle organizzazioni e movimenti e nei diversi ambienti in modo che i giovani siano educati e rispettino la donna, la sua personalità, la sua autenticità, la sua ascendenza divina. Con la partecipazione in casa e con l’educazione religiosa deve diventare esperienza viva di ciascun uomo, di ciascun giovane affinché obiettivo nel futuro dell’umanità sia l’amore e il rispetto per la donna, la quale è anch’essa creazione di Dio, la quale diviene madre, che costituisce il nome più sacro e prezioso del mondo e che simbolicamente significa impegno e sacrificio.

         L’odierna terribile situazione dell’aumento della violenza contro le donne senza dubbio dipende dalla decadenza spirituale, morale e sociale dell’uomo, il quale, vinto dall’indifferenza e dalla secolarizzazione, non ha la forza e volontà di difendere e proteggere la donna con i suoi figli, con i genitori anziani o con un’altra persona amica, in quanto la situazione reale è tremenda. La violenza è testimone della mancanza di libertà e dei diritti umani, una situazione contraria alla legge di Dio come anche contraria alle leggi della civiltà, secondo le quali l’uomo è libero e possiede i propri diritti, che sono degni di considerazione e rispetto.

         Non è un necessario sottolineare le leggi e i loro articoli per dimostrare ciò che è evidente: tutti gli uomini, tutte le donne, tutti i giovani e tutti gli anziani sono liberi e hanno gli stessi diritti, tutti sono figli di Dio. La distinzione degli uomini in categorie non è segno di civiltà e non è segno di comunione, che possa offrire all’uomo un modello per essere aiuto del proprio prossimo.

         Le Chiese e le Confessioni cristiane hanno il dovere assoluto di convincere i responsabili politici, i diplomatici e i capi di Stato a proclamare l’ideale divino della liberazione degli uomini dalla violenza brutale contro le donne e ad affermare la dignità della donna, i suoi diritti, il suo ruolo in tutte le manifestazioni della sua vita, nella famiglia, nella società, nell’ambiente, nei luoghi di lavoro e in generale nella società.

         In questi difficili anni di crisi di ogni genere le Chiese e le comunità cristiane, che vivono e operano nel seno delle Chiese non devono assolutamente trascurare di pregare e di annunciare, di confessare la fede e di educare affinché si giunga alla cessazione di questa folle prassi della violenza contro le donne, che ricorda la vita delle fiere, la delusione, la disperazione, l’agitazione e la lontananza da Dio e dall’uomo.

 

Venezia, 9 marzo 2015

 


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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