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GLI SPIRITI

 

Archimandrita Antonio Scordino




 

Dio non ha creato nulla di cattivo: tutto quanto Dio ha fatto è buono. Gli spiriti maligni non sono stati creati da Dio così, destinati fin dal primo momento a ingannare e rovinare gli uomini. Dio non è l’artefice del male.

 

Prima di questo mondo visibile, Dio creò le Potenze spirituali e celesti. Molti di quei spiriti, e proprio quelli più sublimi, caddero miseramente, trascinando anche altri. Possiamo pensare che essi abbiano conservato le stesse differenze di grado che avevano inizialmente, oppure che essi cerchino di imitare gli angeli rimasti fedeli a Dio, distinguendosi però a secondo della perversità d’ogni gruppo.

 

La prima colpa del demonio fu un atto di orgoglio, che gli meritò il nome di Serpente. In un secondo tempo Satana ebbe invidia dell’uomo, fatto di fango ma chiamato alla gloria che egli aveva perduto.

 

Gli spiriti del male combattono con gli spiriti celesti le stesse battaglie che suscitano tra gli uomini. Alcune persone stringono una perversa alleanza con i demoni: è questa l’origine delle discordie e delle guerre.

 

Lo spazio è popolato da uno sterminato numero di spiriti, che agiscono freneticamente, senza mai riposare. Sono tali e tanti che bisogna ringraziare Dio se non li vediamo: il loro numero e la loro mostruosità farebbe morire gli uomini dal terrore.

 

Come gli uomini, anche i demoni hanno gusti diversi. Alcuni si divertono a beffare gli uomini; alcuni assalgono con incubi notturni; alcuni sono pazzi e crudeli. Ci sono demoni che gonfiano d’orgoglio gli uomini da loro posseduti, oppure ispirano una falsa umiltà. Altri demoni amano la menzogna; alcuni ispirano la bestemmia oppure eresie. Ci sono spiriti sordi e muti, spiriti della lussuria, demoni notturni, demoni diurni, demoni che operano nelle ore meridionale. Alcuni di loro si presentano come asini, o sirene, draghi, scorpioni.

 

Ci sono spiriti chiamati Principati o Potestà perché esercitano un vero dominio su alcuni popoli, oppure perché hanno alle proprie dipendenze altri spiriti. Dal Vangelo sappiamo che i demoni sono legioni, un esercito.

 

Tra i demoni c’è una certa gerarchia, come è confermato dal vangelo, che chiama Veelzevul principe dei demoni (Lc 11, 15). Altrove leggiamo il nome di dominatori del mondo delle tenebre (Ef 6, 11); un demonio è chiamato principe di questo mondo (Gv 14, 30). Questa specie di gerarchia – assicura l’Apostolo – quando Cristo “consegnerà il regno a Dio Padre, quando renderà inattivo ogni principato, potestà e potenza” (I Cor 15, 24). Ciò avverrà quando Cristo avrà sottratto all’impero dei demoni coloro sui quali si esercita ora la loro potenza, la loro autorità, il loro dominio,  

 

Ciascuno di noi ha accanto a sé due spiriti: un angelo buono e uno spirito cattivo. I demoni non possono invadere un’anima, se prima non la spogliano di tutti i santi pensieri che formano la contemplazione spirituale.

 

Gli spiriti immondi possono ubbidire agli uomini: o sono addomesticati dalla santità, per mezzo della virtù e della grazia divina, oppure si lasciano attirare da formule magiche, e si assoggettano a uomini empi come se fossero amici intimi.

 

E’ davvero miserabile chi, dopo essersi macchiato di colpe vergognose, non è per niente tormentato da Satana: ammassa un cumulo d’ira per il giorno del giudizio (Is 66, 24). Il profeta dice: “I malvagi non sono stati castigati dagli uomini” (Ps 72, 2-5) per indicare che saranno puniti in eterno, insieme ai demoni, coloro che in questa vita non hanno meritato d’essere educati, come figli, con qualche castigo.

 

Chi è posseduto dal demonio non deve allontanarsi dall’Eucaristia, anzi dovrebbe riceverla ogni giorno. Per uno spirito che possiede un corpo, o tenta d’entrarci, l’Eucaristia è un fuoco che brucia, che lo obbliga a fuggire. Il nemico diventa feroce se ci scopre sforniti della medicina celeste.

 

Gli spiriti malvagi non hanno il potere di nuocere a chiunque vogliano: il nemico non può tentare più di quanto permetta la divina volontà. Senza permesso divino, un demonio non riesce a entrare neppure in un porco.

 

Non dobbiamo pensare male dei fratelli alle prese con le tentazioni o posseduti da spiriti maligni. Nessuno è tentato senza che Dio lo permetta, e tutti quel che viene da Dio – triste o lieto – ci viene dato da un padre che ci ama, da un medico che vuole la nostra guarigione. Chi è umiliato dalle tentazioni, è consegnato a Satana in questa vita per la rovina della sola carne, affinché l’anima sia salva nel giorno del giudizio.

 

Il vero disgraziato non è chi tormentato nel corpo dai demoni, ma chi è schiavo dei vizi e dei piaceri peccaminosi.

 

Gli spiriti immondi tolgono alle loro vittime il timore di Dio, e il suo ricordo. Poi, quando vedono l’anima spoglia, si gettano sulla preda e si stabiliscono nell’anima come fossero a casa loro.

 

Ai nostri tempi i demoni non hanno più tanta forza. Vuol dire che la potenza della croce ha penetrato dovunque e ha mortificato i demoni; oppure può darsi che la nostra negligenza li ha resi svogliati. Può essere, però, tutta una finta: per ingannarci e darci una sonora batosta finale.

 

Quando noi sconfiggiamo i demoni, essi provano doppia rabbia: perché vedono che noi cerchiamo di ottenere la santità, mentre loro l’hanno persa e sono divenuti causa di perdizione; e poi perché vedono che noi creature carnali siamo capaci di battere gli spiriti.

 

Non si può essere, nello stesso momento, allegri e infuriati, e tra i malvagi non c’è mai accordo durevole: neppure tra i demoni. E’ questo il motivo per cui a volte ci abbandoniamo a un vizio e a volte a un altro: ogni demonio aggredisce a suo tempo, poi cede il posto a un altro demonio.

 

Anche i demoni sentono la fatica, l’inquietudine e lo sconforto, specialmente quando lottano contro i santi: altrimenti, avrebbero carta bianca per ingannare gli uomini.

 

Non tutti i demoni hanno la stessa ferocia e la stessa forza o malizia. Chi muove i primi passi nella vita spirituale è assalito dai demoni più deboli: dopo aver vinto i primi avversare dovrà man mano affrontare battaglie sempre più dure. Aumentando le nostre forze e i nostri progressi, aumentano anche le difficoltà. Nessun santo potrebbe sostenere la ferocia di tali e tanti nemici se Cristo non ristabilisse continuamente l’equilibrio delle forse in campo, frenando l’impeto degli assalti e fornendoci le armi per resistervi.

 

Ogni gruppo di demoni ha la sua specializzazione. Alcuni si compiacciono delle impurità sessuali, altri delle bestemmie, altri ancora della collera o della malinconia, della vanità, della superbia, e via dicendo, Ognuno di loro cerca di far entrare nel cuore dell’uomo il vizio di cui è esperto. I demoni non scagliano tutti insieme le loro frecce avvelenate, ma si alternano a secondo del momento, del luogo, delle disposizioni interiori d’ogni vittima designata.

 

I ladri fanno sempre un sopralluogo, prima di andare a rubare; allo stesso modo, i demoni – prima di venire a rubare i tesori del nostro cuore - lanciano le loro suggestioni maligne per studiare le nostre mosse.

 

Gli spiriti immondi possono conoscere i nostri pensieri, ma dal di fuori: cioè dalle nostre parole, dai gesti, dalle cose che più ci piacciono. Da un semplice sguardo o da un sospiro, capiscono che noi accettiamo o respingiamo i pensieri che ci suggeriscono. Così scoprono quale vizio ci attrae di più, proprio come fanno le persone dotate d’intuito psicologico, che dall’agire dell’uomo esteriore riconoscono l’uomo interiore.

 

Quando uno spirito immondo si impossessa d’un uomo, fa cadere nelle tenebre la mente, come avviene quando si è ubriachi o quando si ha febbre alta; di per sé, gli spiriti non hanno un potere assoluto sull’anima.

 

A volte gli spiriti non solo si avvicinano all’uomo, ma quasi si incollano alla sua anima. Vedono i suoi pensieri, le parlano, le suggeriscono tutto ciò che vogliono e la spingono agli atti che vogliono. A volte, perciò, gesti e parole sono dei demoni e non delle persone da questi posseduti. Senza la grazia di Dio non sarebbe possibile distinguere tra ciò che viene dai demoni e ciò che viene dalla nostra volontà.

 

I nostri nemici sono sempre intenti a tenderci trappole. Sono nostri nemici perché ci sollecitano al male, anche se non hanno il potere di farci peccare. Essi infatti hanno sì la facoltà di tentarci, ma noi abbiamo la libertà di respingere o accettare le loro proposte. Nessuno può essere ingannato dal demonio, se prima non gli accorda il consenso della volontà: l’uomo pecca perché non oppone resistenza ai pensieri malvagi.

 

La volubilità della nostra mente potrebbe essere frenata, se l’anima non fosse assediata da un esercito di nemici che la trascinano là dove non vuole o, piuttosto, là dove la porta la sua stessa volubilità. Assediata da molti nemici potenti e feroci, l’anima non potrebbe resistere – anche perché la carne è fragile – se non fosse per le parole incoraggianti dei Padri spirituali.

 

Non si scampa al serpente che morde senza fischiare: il morso dei serpenti silenziosi è il più terribile. Se chi è stato morso resta in silenzio, e non ne parla al padre spirituale, non scamperà alla morte.

 

L’astuzia del demonio non può far nulla contro chi non nasconde i pensieri che gli nascono nel cuore, ma li espone tutti al proprio padre spirituale. Un cattivo pensiero, portato alla luce del sole, perde subito ogni velenosa efficacia: snidato dalla confessione, fugge via svergognato.

 

Dobbiamo vigilare sul nostro cuore, perché qualche mostro spirituale non vi lasci i segni del suo passaggio. Se non stiamo attenti ai pensieri, le vie del nostro santuario interiore – il nostro cuore – saranno attraversate da mostri d’ogni specie.

 

L’acqua che penetra dal tetto caccia di casa l’uomo in un giorno d’inverno (Prov 27, 15). Il tetto non ben tenuto è l’anima trascurata: vi penetrano a pioggia le passioni. A poco a poco corrodono le travi – vale a dire le virtù – e fanno passare il diluvio dei vizi. In un giorno d’inverno, cioè nel tempo delle tentazioni, il demonio scaccia l’anima dalla dimora delle virtù.

 

A volte - all’improvviso - accade che ci sentiamo pieni d’una angoscia senza motivo o d’una insopportabile tristezza che non sappiamo spiegare: la stessa lettura divina dà persino nausea, e la preghiera barcolla come ubriaca. Tutto ciò viene dal nemico che, scaltro, s’è nascosto nell’anima.

 

Dobbiamo stare doppiamente attenti: a non cedere alla gola e a non digiunare in modo esagerato. Si tratta di due tentazioni che vengono dal demonio, e il danno più grave non lo provoca la sazietà ma un digiuno senza misura. La nostra mente infatti, indebolita dalla mancanza di cibo, prega con stanchezza e può cadere nella sonnolenza; può anche capitare che la mancanza di cibo faccia aumentare, non diminuire, l’appetito sessuale.

 

Alcuni sopportano un digiuno prolungato, ma solo perché si nutrono di rabbia. Invece di offrire a Dio il loro digiuno, di umiliare il cuore e purificarlo dai vizi, fanno sacrifici in onore del diavolo.

 

Una strada che ci sembra diritta può condurre alla morte (Prov 16, 25); il diavolo a volte si traveste da santo.

 

Il demonio a volte si trucca da angelo (II Cor 11, 14). Se gli inganni di Satana non trovano un cuore umile, che li sottopone al giudizio del gheron, uno spirito delle tenebre sarà accolto come se fosse uno spirito di luce; chi si fida solo di se stesso, finirà per essere fregato.

 

Alcuni miracoli avvengono per inganno diabolico: gli spiriti maligni si servono di qualcuno, irretito da colpe, per convincere altri ad imitarlo anche nei vizi. Costui, che crede di possedere il dono delle guarigioni, avrà il cuore pieno di superbia. I demoni stessi ingannano, facendo pubblicità a persone che avrebbero poteri prodigiosi: la Scrittura (Matteo 24, 24) parla di falsi profeti che operano grandi segni e prodigi per sedurre gli eletti.

 

Il maestro d’ogni astuzia,il demonio, cerca di farci compiere opere di pietà che però conducono al vizio: per esempio, digiuni senza regola e fuori tempo, veglie eccessive, preghiere disordinate, letture fuori posto. Il demonio ci suggerisce anche di intrometterci negli affari degli altri, di fare visite caritatevoli, di occuparci dei bisognosi con il pretesto di fare il bene e conquistare molte anime a Dio. In realtà, Satana vuole strapparci dall’umiltà e al rigore della nostra vita, suggerendo opere di ammantano di pietà religiosa. Alcune opere a prima vista sembrano buone, ma in realtà sono monete false fabbricate dal demonio.

 

Il diavolo a volte si serve delle attrattive del vizio e di insidie nascoste, e con astuzia sottilissima presenta il male come se fosse un bene. Qualunque pensiero sia penetrato nel nostro cuore, dobbiamo chiederci se viene dal fuoco puro e purificante dello Spirito Santo, se la pietà indicata è reale oppure apparente. Non vogliate credere a ogni spirito, ma provate gli spiriti per accertarvi se vengono da Dio (I Cor 4, 1).

 

Il regno di Dio è dentro di noi e consiste in giudizio, pace e gioia. E’ cittadino del regno di Satana chi vive nell’ingiustizia, nella discordia e nella tristezza generatrice di morte.

 

Alcuni sono dal demonio a occuparsi della conversione della guida degli altri, senza manco essere sicuri della propria salvezza. Se infatti ottengono qualche risultato, se convertono qualcuno, alla fine il loro comportamento rovina tutto. Proprio chi ammassa tesori in un sacco sfondato (Aggeo 1, 6), alcuni credono di guadagnare molto istruendo gli altri, mentre mandano all’aria la propria conversione. Meglio un povero che basta a se stesso, rispetto a qualcuno che ha autorità ma è privo di pane (Prov 12, 9)

 


Messagio di Sua Eminenza il Metropolita d' Italia

Santi di oggi

i santi di oggi 06-12-2022


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i santi di domani 07-12-2022


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OFFRO 8 PER MILLE PER LA SALVEZZA DEL CREATO

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