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Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2012

data: 18-01-2012 - Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

Messaggio di Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta per la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2012



”Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore”
(cfr. 1 Cor 15, 51-58)

Gesù Cristo, “mio Signore e mio Dio”, secondo l’espressione apostolica di San Tommaso, vince mediante il suo servizio a favore dell’uomo, a favore della sua salvezza, ma ancor più la sua vittoria si afferma attraverso la sua morte e la sua Resurrezione è un avvenimento unico, indiscutibile, che ha come base fondamentale l’eterno messaggio divino: “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti” (Mc 9,35). È verità incontestabile che il percorso vitale dell’uomo attraversa numerose prove, sofferenze e umiliazioni per ritrovare la sua origine e vita divina, per giungere infine al trionfo della vita di fede, che si esprime nel servizio sociale e nella fedeltà alla Parola del nostro Signore Gesù Cristo, nostro dovere indispensabile e impegno necessario per conquistare la vittoria in Cristo: “Io ho vinto il mondo” (Gv 16,33).

Certamente la vittoria è possibile soltanto attraverso una trasformazione spirituale, anzi attraverso la vittoria di Gesù Cristo sulla morte e con la sua Resurrezione. Contemplare Cristo che serve, che dà la sua vita per la nostra salvezza, per il nostro ingresso nel suo Regno, è la nostra vera trasformazione. Pregare Cristo, seguendo la sua volontà, “che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21). Saremo cambiati e trasformati spiritualmente. Ricordiamo, innanzitutto, la preghiera di Gesù Cristo prima della sua Passione, per i suoi discepoli, perché fossero “una cosa sola … così il mondo crederà” (Gv 17,21).
Vivendo e camminando su questa strada di amore e di fratellanza, di speranza e di pace, raggiungiamo la vittoria che unisce tutti i cristiani nel servizio a Dio e del prossimo. L’unità per cui preghiamo non deve essere una semplice amicizia e collaborazione, ma deve richiedere di evitare ogni forma di indifferenza e competizione, ogni forma di superbia e fanatismo e razzismo fra di noi, mentre l’attività ecumenica richiede reciproca attenzione ed interessamento, sincerità e spirito di verità reciproca, con atti di amore e di fraternità reciproci, arricchendoci con i carismi dello Spirito Santo.
Ogni uomo è “icona di Dio”, secondo la dottrina dei Santi Padri Greci della Cappadocia e, conseguentemente, incontrandolo nella strada, incontriamo Cristo, e servendolo serviamo Lui, che “infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45).
La nostra preghiera, quindi, nella Chiesa, che è una comunità di Cristo servitore, per qualsiasi atto di trasformazione spirituale è anche un atto di fede e di fiducia nella sua parola divina.
Siamo tutti nuovi apostoli ed evangelisti, chiamati a collaborare con lo Spirito Santo nell’unire i Cristiani. Siamo trasformati da Cristo sofferente che “patì per noi” (1 Pt 2,21). Siamo trasformati dalla vittoria del Signore sul male e viviamo una vita nuova, con rinnovata fiducia, esultanza e speranza, “forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità…” (Rom 12,11), vittoriosi con il bene contro il male (Rom 12,21).
La vittoria di Gesù Cristo sulla morte, che riceve il proprio potere dal peccato, riveste l’uomo di una vera nuova vita che non muore, che si impegna nell’opera di Dio, a realizzare la sua volontà. Questa trasformazione è, in verità, preziosissima per la vita dell’uomo, per la sua attività, per il suo futuro.
Il Risorto nostro Gesù Cristo, vittorioso sulla morte, unisce i discepoli e li rende forti e gioiosi, pacifici, disponibili, saldi, illuminati, incrollabili nello svolgimento della loro missione, per il progresso spirituale e sociale della loro opera di carità.
In nostro Risorto Gesù Cristo dà la stessa forza ed esultanza, la stessa pace e disponibilità, la stessa unità e speranza anche a noi suoi discepoli, a tutti i cristiani, i quali manifestano il proprio cambiamento e la propria trasformazione nella Resurrezione.
La nostra trasformazione diventa realtà, grazie all’amore eterno di Dio, che, come Buon Pastore, ha cura delle sue pecore (Gv 21, 15-17) e ci invita a vivere la nostra fede in un modo nuovo, che da un lato supera i nostri difetti, particolarmente la paura e la superbia, mentre dall’altro prepara e conduce i nostri cuori a conoscere la potenza dello Spirito Santo. Anzi, rafforzati, trasformati e vittoriosi, “è la nostra fede che ci dà la vittoria” (1 Gv 5,4), siamo chiamati all’unità con Cristo e con i nostri fratelli cristiani a vivere il Mistero Pasquale, che rivela il suo amore eterno.
La vittoria di Cristo è, dunque, la nostra bussola per guardare il nostro futuro con speranza. Seguendo il Buon Pastore giungeremo uniti nel regno di Cristo, rivestiti di una vita che non si corrompe e muore. Si compirà quanto è scritto nella Santa Bibbia ed anche quello che afferma San Giovanni Crisostomo, quando con maestria e chiarezza commenta solennemente durante l’esultante celebrazione della Divina Liturgia di Pasqua: “La morte è distrutta! La vittoria è completa! Dov’è, o morte, il tuo pungiglione! Dov’è, o morte, la tua vittoria!. È risorto Cristo, e tu sei stato precipitato! È risorto Cristo, e i demoni sono caduti! È risorto Cristo, e gioiscono gli angeli! È risorto Cristo, e regna la vita. È risorto Cristo, e non c’è più nessun morto nei sepolcri. Perché Cristo risorto dai morti è divenuto primizia dei dormienti. A Lui la gloria e il potere per i secoli dei secoli. Amen.”


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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