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Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico Bartolomeo per la Giornata Mondiale degli Oceani

data: 08-06-2015 - Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico

8 Giugno 2015




Da sette anni la comunità internazionale celebra ufficialmente la Giornata Mondiale degli Oceani, commemorando unitamente uno dei più preziosi doni del nostro Creatore che tutti noi – persone di profonda fede ed anche persone di buona volontà – siamo chiamati a salvaguardare e conservare.

Durante gli ultimi due decenni, il Patriarcato Ecumenico e la Chiesa Ortodossa in tutto il mondo hanno attirato l’attenzione mondiale verso le condizioni disastrose dei nostri Oceani. Ora più che mai è dunque importante riconoscere il bisogno di rispettare e proteggere questa inestimabile ed inalienabile risorsa del nostro pianeta, il quale è l’unica fonte di sostenibilità e biodiversità, ma anche la culla naturale della religione e della cultura.

Così come il modello invariabile di sviluppo industriale e di crescita diventa la norma inevitabile del comportamento globale, allo stesso modo la dipendenza mondiale dai carburanti fossili spinge l’indifferenza della società verso la cura del creato. Analogamente, le emissioni di gas serra sono in continuo aumento, macchiando in modo irreversibile l’atmosfera terrestre e creandodimensioni deleterie e manifestazioni avverse di cambiamento climatico. Inoltre, più della metà dell’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera si dissolve negli oceani creando un’intensa acidificazione. L’acidificazione distrugge gli ecosistemi marini uccidendo la barriera corallina ed altre creature marine.

Mentre molti di noi, nelle società più benestanti, non possono sfortunatamente comprendere le conseguenze del cambiamento climatico a causa delle nostre condizioni agiate, se non compiaciute e di complici, i più vulnerabili di noi che vivono su isole molto basse comprendono totalmente la tremenda situazione poiché assistono all’innalzamento del livello del mare che consuma le loro abitazioni e minaccia la loro sopravvivenza.

Tuttavia, siamo costantemente chiamati a ricordarci che tutto ciò che immettiamo nelle nostre acque è dannoso tanto quanto ciò che tiriamo fuori dagli oceani. Il modo in cui inquiniamo i nostri oceani – sia intenzionalmente con i rifiuti non biodegradabili o inavvertitamente attraverso le precipitazioni – è distruttivo quanto le nostre pratiche della pesca eccessiva e della pesca di particolari specie ittiche in maniera più rapida rispetto al loro naturale ciclo riproduttivo.

Inoltre, anche i diritti umani fondamentali sono a rischio quando non proteggiamo i nostri oceani. Il modo in cui contaminiamo gli oceani si riflette chiaramente nel modo in cui sfruttiamo le loro risorse che, a sua volta, si collega direttamente al modo in cui trattiamo i nostri simili e, in modo particolare, i più emarginati ed i meno fortunati tra i nostri fratelli e le nostre sorelle.

Cionondimeno, se abbiamo creato le catastrofiche condizioni con cui ci troviamo a fare i conti, siamo allo stesso modo responsabili e capaci di porre rimedio alla salute del nostro ambiente. Ognuno di noi può e deve riconoscere il modo in cui i nostri stili di vita individuali e collettivi hanno un impatto sull’ambiente; possiamo e dobbiamo riconoscere le conseguenze dannose delle nostre scelte morali e materiali; anzi, possiamo e dobbiamo assumerci la responsabilità di un cambiamento positivo e permanente

Infine, facciamo appello a tutti i leader mondiali, mentre stanno finalizzando l’Agenda delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Post-2015, affinché considerino di avanzare proposte e modelli che salvaguardino gli oceani del pianeta e proteggano la popolazione mondiale. Invece di sposare o sostenere a tutti i costi modelli di sviluppo orientati al profitto, è arrivato il momento di fare delle scelte giuste e dei cambiamenti creativi.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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