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Metropolita d’Italia e Malta Gennadios: “Dunque, la data comune per la Santa Pasqua sarà un fattore di unità della Cristianità o una nuova ferita e divisione del mondo Ortodosso...?"

data: 04-07-2015 - Documento di Sua Em.nza il Metropolita

Verso il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa




Metropolita d’Italia e Malta Gennadios: “Dunque, la data comune per la Santa Pasqua sarà un fattore di unità della Cristianità o una nuova ferita e divisione del mondo Ortodosso, con disubbidienza, ingratitudine e ribellione, tenendo conto dei dati oggi disponibili?”

 

Con l’aiuto di Dio Onnipotente e Benevolo, con la guida dello Spirito Santo e la protezione dell’Invincibile Condottiera, la Santissima Madre di Dio, la Chiesa Ortodossa prosegue in direzione del Santo e Grande Sinodo della Chiesa, la cui realizzazione costituirà un evento di grande importanza storica.

Tra i temi importanti del Santo e Grande Sinodo ci sarà anche la discussione del tema sulla celebrazione della Santa Pasqua, tema affrontato dai capi delle Chiese Ortodosse Locali, durante i loro incontri, o durante convegni teologici, ma anche nel corso di incontri con i capi di altre Chiese e Confessioni, senza giungere a conclusioni, senza che sia stata modificata la decisione del Primo Concilio Ecumenico.

La notizia poco tempo fa lanciata dai mezzi di comunicazione di massa relativa ad una comune data della celebrazione della Santa Pasqua da parte di tutti i Cristiani, che ha per protagonista il Papa di Roma Francesco, nel corso di un suo incontro con i sacerdoti Cattolici Romani nel Laterano, e, soprattutto, l’odierna situazione della celebrazione costituisce uno scandalo, dal momento che tutti i Cristiani non celebrano nella stessa data, non è facile che oggi si traduca in pratica, e ciò perché la maggior parte del mondo Ortodosso non è pronto, non è preparato, non conosce ciò che riferisce alla celebrazione della “Festa delle Feste” e della “Solennità delle Solennità”.

Il Papa di Roma Francesco, come anche altre Personalità di alto rilievo, hanno ragione quando affermano che la mancanza di una data comune della celebrazione della Santa Pasqua tra i Cristiani ai nostri giorni costituisce, certamente, uno scandalo. Immaginano, pregano e desiderano la data comune. Tuttavia cosa sarà della Decisione del I Concilio Ecumenico da parte Ortodossa? Ecco le difficoltà e i motivi della inconciliabilità. E’ una indiscutibile verità il fatto che nei primi tempi del Cristianesimo questo problema esisteva e costituiva, davvero, un motivo di scandalo e un motivo di confusione, una situazione indescrivibile. Sappiamo i fatti, la storia: il Vescovo di Smirne Policarpo e il Papa di Roma Aniceto si fecero carico della dura lotta sul tema della comune data della celebrazione della Santa Pasqua e malgrado i loro enormi sforzi non sono arrivati a conclusione. Infine, il I Concilio Ecumenico risolse il problema e pose fine allo scandalo.

Al di là della decisione del 1° Concilio Ecumenico, che ha carattere ecumenico e gode di autorità in tutto il mondo cristiano, questa importantissima “Esortazione” del Papa di Roma Francesco e le discussioni nel corso dei tempi intorno alla data comune della celebrazione della Santa Pasqua purtroppo non sono conosciute dalla gran parte del popolo Ortodosso, che non è informato, per cui è influenzato in modo gradito a Dio oppure in modo gradito agli uomini, è impreparato ad accogliere, a rispettare e ad adeguarsi.

Il dialogo del Papa di Roma Francesco con i sacerdoti nel Laterano, dove si è con piacere udita questa “Esortazione Apostolica” (12 giugno 2015), aveva una buona e viva eco nel cuore dei Cattolici Romani. A questo riguardo si sottolinea che nella Chiesa Cattolica Romana è più facile la realizzazione di questa “Esortazione” del Papa, innanzitutto a motivo del suo sistema ecclesiastico, amministrativo e di governo, che differisce da quello della Chiesa Ortodossa. Inoltre, la Chiesa Cattolica Romano dopo lo Scisma ha convocato diversi concili che ha definito ecumenici, per mezzo dei quali ha risolto diversi suoi problemi.

Le informazioni occasionali, dunque, le notizie, le esortazioni, gli incoraggiamenti, come le importanti e prestigiose assicurazioni, non trovano un terreno fertile, una terra pronta, dal momento che la maggior parte degli Ortodossi, come è stato già scritto, non ha conoscenza dei temi discussi e dei fatti, ignora la storia e soprattutto, ogni volta che si sentono nuovi fatti, nuove notizie, oppure si creano nuove situazioni, contrariamente alle attese assistiamo al paradosso che non partecipa ai temi necessari, ai problemi della vita e del proprio cammino, si trova in una situazione di incapacità ad iniziare in pace un nuovo percorso.

In mezzo a questa crisi mondiale, dove domina la secolarizzazione, l'indifferenza verso il prossimo, verso l’altro uomo, ma anche l'attaccamento al denaro, che tengono anche l’uomo fedele lontano dalla educazione famigliare e sociale, e certamente lo tengono lontano dai sui doveri ecclesiastici e spirituali.

L'uomo, immerso nell’odierna crisi spirituale, morale e sociale, soffre, sospira, lotta duramente e si pone diverse domande: come può l’uomo, tra i vari e scottanti problemi della propria vita, del suo progresso e sviluppo, diventare autentico e forte amico di se stesso, dal momento che la quotidianità sfuggente e piena di passioni, con circostanze specifiche e le particolari complicazioni, lo tiene lontano dalla vera conoscenza e comunicazione.

L'ignoranza è un grave problema e un terribile male. L'ignoranza è una brutta scala, che conduce alla disperazione, al fanatismo, all'odio e alla ribellione. È una grande verità, che questo importante capitolo della sua vita e del suo percorso spirituale, intendo riferirmi alla celebrazione della Santa Pasqua da parte di tutti i cristiani nella stessa data, il popolo non sa, non ha studiato, non ha seguito, non ha sentito, ed esistono numerosi altri "NON”, che non gli permettono di sapere e di essere consapevole riguardo a tutte le questioni che lo riguardano. E' un grande peccato, un errore pericoloso che l’Ortodosso non sappia, ma che, a motivo dell’"ignoranza", diventi ribelle e combatta la Chiesa.

Il tempo passa, e il tempo del Santo e Grande Sinodo si avvicina. I pastori e quanti hanno responsabilità nella chiesa devono assumersi il santissimo onere missionario di sconfiggere l’ignoranza, con l’unico scopo di preparare i nostri fratelli nel Signore, in modo da non avere una nuova rottura, una nuova divisione, una nuova ribellione. In questo caso avremmo un duplice male: lo “Scandalo” e la “Lotta”, con un esito deplorevole. Per la Chiesa sarà un elemento di debolezza e negativo, una croce e una terribile situazione spirituale. Ora, quando abbiamo ancora tempo per la convocazione del Santo e Grande Sinodo il popolo di Dio dev’essere preparato per avere conoscenza, con vari modalità ecclesiastiche, vale a dire, per conoscere le questioni più importanti del Santo e Grande Sinodo, tra le quali c’è anche il tema della Santa Pasqua.

In Italia, l’"Esortazione" del Papa di Roma Francesco, in merito alla celebrazione di una comune data stabile della Santa Pasqua da parte di tutti i Cristiani, vale a dire una nuova situazione ecclesiastica, che sarà creata in tutto il mondo, dall’esperienza si conclude che non ci saranno eventi negativi e inaccettabili perché, anche se non tutti i Cattolici Romani sono a conoscenza del percorso storico della festa della Santa Pasqua, rispettano, onorano e obbediscono alla parola del Papa. Nella Chiesa Ortodossa, che è tradizionale, all’udire di una nuova realtà, ci sarà, senza dubbio, una opposizione che, piuttosto, avrà carattere negativo e turbolento, a motivo delle ragioni su esposte.

Ricordo che durante il Secondo Incontro storico a Roma tra il Papa Paolo VI e il Patriarca Ecumenico Atenagora, nelle Chiese ortodosse Locali si sono osservati contrasti, insofferenze, lamentele, paure, discussioni ostili, dal momento che la maggior parte del mondo ortodosso non aveva piena conoscenza del percorso storico dei fatti e delle discussioni, mentre in Italia, l’entusiasmo, la gioia e l’esultanza, la speranza e la disposizione al cambiamento, la disponibilità e la creazione di “Ponti di amore, di pace e di unità” costituivano le caratteristiche principali del popolo in questo paese in cui viviamo.

La vera e forte conclusione in questi tempi di secolarizzazione e di indifferenza, l’unico richiamo salvifico è costituito dal fatto che i pastori informino, aggiornino in modo adeguato e insegnino, con la predicazione, nel corso degli incontri e con le altre modalità ecclesiastiche, il Pleroma Ortodosso, circa i temi e i problemi del Santo e Grande Sinodo.

Devono combattere l’"Ignoranza", che è la negazione e il fallimento, e porta effetti terribili e negativi. In particolare l’impreparazione degli Ortodossi porta allo scontro e all’abbandono della fiducia nel fratello. In Italia non attendiamo una evoluzione particolarmente negativa, dalla nuova situazione ecclesiastica, che si creerà con l’accettazione del cambiamento della data, in questo caso, sempre da parte dei Cattolici Romani.

Sarebbe opera di Dio, nel corso di tutto il resto del tempo, sino al Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, se i Vescovi e i Sacerdoti, come anche i Teologi e ogni persona che ricopre un ruolo di responsabilità, divenissero, con la forza della preghiera, luminose guide e vigili custodi del Pleroma Ortodosso ad accogliere il grande evento storico della nostra Chiesa Madre Ortodossa, come anche a rispettare ed applicare le Sue Decisioni, annunciando amore, pace, e pregando per la realizzazione della volontà di Dio "perché siano una cosa sola" (Giov. 17,22).


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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