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Al Vespro della Festa di san Paisios l’Aghiorita (11 luglio 2015)

data: 11-07-2015 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

Discorso di Sua Santità il Patriarca ecumenico
Bartolomeo I




Discorso di Sua Santità il Patriarca ecumenico
Bartolomeo I al Vespro della Festa di san Paisios aghiorita (11 luglio 2015)


Eminenza Reverendissima, rappresentante di Sua Beatitudine l'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Ierònimos,
Eminenza Reverendissima, metropolita di Kassandria Nicodemo, pastore di questa provincia,
Reverendissimi fratelli vescovi,
Onorevoli rappresentanti delle autorità,
Reverendissima Igumena di questo Sacro Monastero del Figlio del tuono, Suor Filotea, con la sua sacra Fraternità
Beati pellegrini del nostro Padre Paisios del Monte Athos,
Davvero “ammirabile è Dio nei suoi santi” esclamiamo venendo dal Patriarcato Ecumenico in questa venerabilissima parte del Patriarcato stesso, che costantemente vive la presenza del miracolo del Signore attraverso i suoi santi.
E' grande gioia e onore per il Patriarca della Gente, il Vescovo del Monte Athos, l'Arcivescovo e Patriarca di questa beata eparchia celebrare oggi con voi il primo vespro della memoria di San Paisios aghiorita, questo grande santo, che ha reso noto Dio in questi tempi difficili per la Grecia, che come un altro sole è sorto dalla Cappadocia e dal Giardino della Vergine Maria rischiarando le tenebre dell'ansia, dell'incertezza e insicurezza, avvolgendoci ogni giorno.
Ed è con noi, accanto a noi, vicino a noi, il Santo (per usare lo stesso linguaggio contemporaneo di un contemporaneo, san Kosmàs di Etolia) che in questi tempi difficili ci dice: Non temete: Io sono con voi, Dio è con voi, Egli non permette che siate provati al di sopra delle vostre forze. Tutto Egli provvede per il nostro bene. Le difficoltà cesseranno solo per la forza e la grazia Sua, la bufera passerà, verrà il sereno.
Il pio padre Paisios è il santo dell'amore, del sacrificio, della fede, del rinnegamento di sé, della virtù, della perseveranza, della pazienza e ora sta volgendo lo sguardo a questa supplica vespertina con affetto immenso amore, proteggendoci, consolandoci e ci spinge a tornare ai nostri valori, ai valori di Dio ai valori della nostra Nazione Romana e della nostra cultura ortodossa. E inoltre il pio padre Paisios è un santo ecumenico senza patria terrena: la sua vera patria non era né la Cappadocia, né Konitsa, né il Sinai o il Monte Athos; la sua patria era ed è il regno dei cieli.
Il pio padre Paisios fin dalla giovinezza ha condotto un'autentica vita cristiana, caratterizzata dalla croce e dal martirio e dal sacrificio. Le radici e le fonti spirituali cappadoci e soprattutto il seme della virtù, piantato nel suo cuore da sant’Arsenio di Cappadocia, pure lui presente in questo alveare monastico spiritualmente e fisicamente con le sue reliquie onesti, fruttificò il nel monaco Paisios il centuplo, spingendolo a un incessante martirio della coscienza sui monti, nel deserto, nelle grotte, nei monasteri, nelle celle e in tutta l'ecumene.
Il santo affrontò dall'inizio pesanti difficoltà come lui stesso diceva. La sua risolutezza eroica nell'amore per la croce e per le difficoltà, con sicurezza guidano alla gioia della risurrezione, deve interrogarci sul totale stallo irrisolto nella nostra epoca contemporanea.
Il messaggio odierno di san Paisios in mezzo alle molte difficoltà di tutto il mondo, è una speranza rivolta ad ogni uomo disperato e tormentato. Noi greci contemporanei questa sera e sempre dobbiamo porre attenzione alle sue parole sempre attuali e utili. La sua cristallina parola, come Verbo di Dio, trova spazio nel cuore di ogni greco perché egli amava (e molto) la Patria e il popolo. Esiste una qualche difficoltà che non sperimentò anche lo iero-Paisios? Così oggi ci dice: Non avete soldi? E io non ne ho mai avuti. Tutto distribuivo ai bisognosi. Siete poveri? Sono stato un più povero di voi. Avete fame? Per tutta la mia vita volontariamente ho patito la fame: vivevo nutrendomi con un pomodoro, qualche noce e un po' di pane. Avete freddo? Io stavo sempre al freddo e non accendevo la stufa nella mia cella. Siete malati, stanchi, senza farmaci, senza futuro? Ero sempre malato e mai ho chiesto a Dio di togliermi la malattia. Sono passato anch'io dalla spada a due tagli della dolorosa malattia del cancro. Soffrite e piangete? Una vita intera ho sofferto e sollevato il peso di peccati altrui.
San Paisios ha segnato con il volontario martirio della coscienza tutta la sua vita. Il martirio della coscienza è quell'esperienza interiore che ciascuno conosce, dona e offre. Il martirio della coscienza era sia dono santo e carisma, sia forza di Dio e sua potenza personale che rafforzava il suo corpo debole e infermo, come per lo stesso debole apostolo Paolo, che ebbe la risposta divina alla sua preghiera: “La mia forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza".
Il vespro odierno è significativo. Non è solo la prima volta che celebriamo la memoria di san Paisios, ma coincide anche con un momento molto critico e cruciale per il popolo Greco. È in primo luogo segno di conforto e consolazione. Se abbiamo l'amore di Dio e in Lui speriamo, allora abbiamo tutto. Ve lo ripeto: se abbiamo l'amore di Dio e in lui speriamo, solo allora abbiamo veramente tutto. Dio ha sempre le braccia aperte. Tutti coloro che si presentavano sofferenti e delusi alla porta della cella in Panagùda ne uscivano gioiosi e confortati. “La nostra Nazione ha subito così tante scosse e catastrofi e non è mai venuto meno”, diceva lo Ieronta. Non temiamo, dunque, o greci ortodossi, le tempeste transitorie, che ci conducono alle acque serene, il Signore che cammina sulle acque ci rafforza come un tempo Pietro apostolo che aveva poca fede.
Dilettissimi fratelli e figli nel Signore,
il pio Paisios aveva cambiato il suo cuore e la sua vita in una banca universale, quella del cielo. Una banca, che può assicurare comodamente tutto il mondo. Una banca da cui prelevare senza fine beni spirituali, il cui fondo è inesauribile. Certamente ci interpella tutti, padri e fratelli, l'esempio di vita che il santo ci ha lasciato. E deve interpellarci. Certamente il futuro del Cristiano Ortodosso non credente è incerto e cupo. La luce alla fine del tunnel tarda a venire. Nostro Signore, luce da luce, che per noi si preoccupa, non è luce fioca. Egli ci illumina e guida.
Vi porgiamo il nostro ringraziamento, santissimo fratello Nicodemo di Kassandria, con tutto il Vostro seguito e grazie anche a Voi, Igumena Filotea, con tutto il Sacro Eremo di san Giovanni il Teologo per la gioia di aver trovato stasera molti pellegrini grazie al santo. La nostra umiltà, il vostro Patriarca che conosceva il santo con il suo esempio e insegnamento, è stato reso degno di iscrivere il pio padre Paisios nell'elenco universale dei santi dell'ortodossia perché sia ricordato ogni anno invocandone l'intercessione e la preghiera. Siamo sicuri che questa sera e in ogni tempo egli è vicino a noi, ci accompagna, ci insegna dandoci l'esempio, illuminando la strada della nostra esistenza.
Il pio Paisios manca fisicamente da Panagùda, dal suo Isichastirion, dalla comunità monastica del Monte Athos, da pleroma dei fedeli, ma è presente nella vita di tutti noi che stasera celebriamo la sua presenza efficace ed eterna nel mondo; un mondo sofferente, in questa patria beata, afflitta da problemi burrascosi, tormentata dalla paura di temporali e raffiche di disperazione per il domani. La presenza costante di san Paisios ci ha spinto oggi a compiere questo pellegrinaggio patriarcale per rendere visita e pregare qui oggi, affinché la bontà dell'Onnipotente, nel piano della sua provvidenza, rischiari rapidamente e illumini le anime dei cristiani scoraggiati. Solo Dio per l'intercessione dei suoi santi può salvare i perduti, indicare le vie della salvezza, trasformare le prove, le vie dure, in autostrade di consolazione e grazia. Per la benevolenza del Signore nostro Gesù Cristo ci soccorra la santità veramente universale dello ieronda Paisios.
Abbiamo tutti, dunque, o fratelli, e abbia la tormentata Patria dei Greci Ortodossi, le sue preghiere a Dio gradite nella lotta per la sopravvivenza materiale e spirituale, lotta in cui il nostro Santo, lo Ieronda della Grecia e dell'ecumene ci precede e indica la via. Amen.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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i santi di oggi 19-04-2019

San Pafnuzio di Gerusalemme, neomartire; Santi Teodoro di Perga, Filippa, Socrate e Dionisio, martiri; San Giorgio, vescovo di Antiochia; San Trifon, patriarca di Costantinopoli; San Simeone di Filoteou; San Agatangelo di Esfigmenou, neomartire.

i santi di domani 20-04-2019

Sabato di Lazzaro; San Teodoro Trichinas; Santi Vittore, Zotico, Zeno e compagni, martiri; San Zaccheo, apostolo; San Anastasio I, patriarca di Antiochia; San Anastasio II, patriarca di Antiochia, ieromartire; San Teotimo, vescovo di Tomis; San Giovanni Paleolavrita; Santi Atanasio e Giosaf delle Meteore.

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