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Presentazione di una analisi pastorale dell’Enciclica “Laudato Si” del Papa di Roma Francesco

Documento di Sua Em.nza il Metropolita

Di S. Em. Rev.ma il Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d'Italia e Malta




Metropolita d’Italia e Malta Gennadios: “Presentazione di una analisi pastorale dell’Enciclica “Laudato Si” del Papa di Roma Francesco”

 

L’invito ufficiale della On.le Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati Italiana, che con il Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, mons. Rino Fisichella, ha organizzato uno splendido incontro sul tema della Enciclica Pontificia “Laudato Si”, costituisce una felice occasione per scrivere questo lavoro pastorale e pratico.

 

Questa eminente causa ha reso pubblico questo mio modesto lavoro che analizza pastoralmente e socialmente i punti centrali-principali della Enciclica di Papa Francesco. E’ una mia offerta umilissima all’uomo che spesso, a causa dell’ignoranza, si scandalizza, crea situazioni penose, divine litigioso, uomo di divisione e di schieramenti, amico di posizioni opposte e delle ostilità.

 

Degna di attenzione e corretto menzionare all’inizio di questa esposizione pastorale e pratica, la fraterna affermazione di Papa Francesco riguardo al Patriarca Ecumenico Bartolomeo: “Ora vorrei ricordare il mio amato fratello Bartolomeo, che da anni predica su questo tema. E io ho letto tante cose sue per preparare questa Enciclica”.

 

E’ verità innegabile che la terra è la nostra “Casa comune”; infatti noi siamo “plasmati dalla polvere della terra” (Genesi 2,7), secondo lo scrittore di questo Libro dell’Antico Testamento.

 

Con questa Enciclica d’avanguardia di Papa Francesco, “Laudato Si”, che prende il nome dalla invocazione di San Francesco d’Assisi, offre non solo una serie di “Linee direttici” per un rinnovamento, per una vita nuova, ma propone anche diversi processi per assumere decisioni nel settore pubblico ed imprenditoriale, come anche per le relazioni tra politica ed economia, tra religione e amore, certamente l’Enciclica si completa attraverso uno spirito di preghiera intuitiva, nonostante la crisi ecologica e la grave minaccia di fronte alla creazione di Dio.

 

La creazione è un dono di Dio, perciò l’uomo fedele deve dimostrarsi superiore e prenderne la responsabilità. Il cambiamento del clima non è un argomento teorico. La Chiesa si preoccupa perché ogni cosa è interconnessa e, di fatto, nulla di ciò che riguarda l’uomo è al di fuori del pensiero, della cura e delle preoccupazioni della Chiesa.

 

La gente in questo paese, centro della Chiesa Cattolica, prende parte con entusiasmo al corso di questa Enciclica senza precedenti e vuole vivere in accordo con i suoi punti più particolari, in quanto propone utili messaggi nuovi, indispensabili per la pacifica convivenza dei popoli, attraverso il prevalere dell’amore, lo sviluppo ed il progresso dell’uomo, in tutte le manifestazioni della sua vita, uomo che cerca di vivere in modo solidale e con interesse per il proprio prossimo, che è “immagine di Dio”. Non solo il rispetto, l’onore e l’amore del popolo cattolico che nutre verso il suo primo Vescovo, il Papa di Roma, ma anche l’entusiasmo spontaneo ed il suo rafforzamento dell’insegnamento recente della “Laudato Si”, che influenzano e portano l’uomo a realizzare le “Linee direttrici”.

 

Il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, il “Patriarca verde” come viene chiamato, illuminato e spinto dalla forza divina, è riuscito nella sua benedetta lotta gradita a Dio, per la protezione dell’ambiente, per l’amore verso l’uomo ed in generale per la creazione di Dio, interesse che proviene dalle fonti basilari della Tradizione Ortodossa, da un “approccio” biblico, spirituale, teologico, ascetico, che diviene universale e influenza non solo gli uomini semplici, ma anche le Autorità ed i Potenti, contribuisce perché la lotta universale divenga una forza spirituale e sociale grandissima, con l’intenzione di una presa di coscienza delle responsabilità dell’uomo, di fronte alla creazione di Dio.

 

In ogni caso la Chiesa di Costantinopoli, la nostra Santa e Grande Madre Chiesa di Cristo, è la prima che ha reso testimonianza a questa profondissima mancanza da parte delle attività umane, ma anche la prima che ha guidato questo cammino storico universale che crea, risolleva e apre le porte del Regno di Dio.

 

La istruttiva Enciclica Pontificia, subito, immediatamente, dopo il suo annuncio che si sarebbe occupata di ecologia, benché all’inizio nulla fosse stato scritto relativamente ad essa, nonostante ciò questo è divenuto poi uno dei temi più dibattuti al mondo e naturalmente essa ha ricevuto il maggior numero possibile di elogi, ma anche della critica. E benché nella Chiesa Cattolica non esista una consuetudine ed una tradizione relativamente alla stesura di Encicliche papali (il loro inizio è di tre secoli orsono), ciò nonostante fino ai nostri giorni sono state scritte più di 300 encicliche (durante il pontificato di Giovanni Paolo II ne sono state scritte 14, ecc.).

 

Il mondo continua così a parlare della Enciclica, a considerarne gli aspetti e a valutarla. Vengono convocati Convegni da parte di diverse Nazioni, Università, Organismi Internazionali e si discute dell’intero suo fondamento, senza precedenti sono l’attenzione e la sollecitudine di fronte alla Creazione di Dio. Vediamo in questo paese una buona campagna del clero e dei laici cattolici a favore della diffusione e del consolidamento dei punti principali-centrali della Enciclica, la quale si distingue per l’approfondimento ideale, l’interesse sincero e la sua analoga attenzione al tema di così grande importanza e necessario della Ecologia.

 

I punti più particolari della Enciclica hanno attirato la maggior parte del mondo cattolico il quale, malgrado la critica di alcuni, meraviglia ed aspira a divenire partecipe e paladino degli aspetti plurimi della Creazione di Dio. I punti principali, che nel merito derivano da una catena di problemi, reclamano una risposta ed una soluzione, che vengono date in modo meraviglioso e nitidissimo.

 

Con la presentazione di questa pratica esposizione, l’uomo può approfondire ed arricchirsi in conoscenza a sua utilità spirituale e sociale. Ci sono dodici punti particolari che vogliono una analisi ed una spiegazione:

 

  1. “Laudato Si” è un forte invito al cambiamento e alla azione. La cura per l’ambiente viene a costituire da ora, parte dell’insegnamento della Chiesa Cattolica, in quanto la preoccupazione per i cattolici non è più facoltativa.
  2. Il numero 109 della Enciclica, secondo cui la “economia finanziaria” sconfigge la “economia reale”, in questo caso il Papa non dà una spiegazione per la teoria economica.
  3. Un altro punto particolare della Enciclica Pontificia è: mica il Papa vive su un altro pianeta? Come si spiega e si adatta quanto scrive al numero 52, ossia che i più ricchi dovrebbero contribuire alla soluzione dei problemi energetici dei paesi più poveri. Si deve evidenziare a tal proposito, è sostenuta la esperienza cattolica, ma da quanto vediamo e sentiamo, dai suoi discorsi e testimonianze, traspare che i paesi più poveri si svilupperanno quando i più ricchi daranno una mano per aiutare.
  4. La Legge Naturale che si trova sempre al centro dell’insegnamento etico della Chiesa Cattolica, non viene utilizzata. E qui si deve sottolineare che nella Enciclica Pontificia si osserva uno sforzo sufficiente per trovare una lingua nuova per un più vasto pubblico. Non è quindi una svolta teologica, come alcuni ritenevano.
  5. Al numero 193 sembra che l’Enciclica promuova la ridistribuzione della ricchezza. E’ un fatto innegabile che ciò promuova la solidarietà tra gli uomini ed i popoli. Papa Francesco, se da una parte non ha una “formula” con la quale attuare la ridistribuzione della ricchezza, è tuttavia ovvio che chiama coloro che sono ricchi e quindi hanno di più di quanto a loro serve, ad aprire il loro cuore e a pensare a coloro che hanno bisogno, a ridistribuirla tra di loro.
  6. Al punto 124 della Enciclica “Laudato Si”, abbiamo la presentazione del consumismo. Tutti consumano: per una migliore alimentazione e per un’acqua più pulita. Il nostro insaziabile desiderio crea necessità che non sono indispensabili. Colui che ha perso ogni controllo con gli alcoolici o le droghe, diventa violento, con un comportamento catastrofico. La riflessione verso gli indigenti e le generazioni future possa essere una liberazione dal continuo desiderio di avere sempre di più e sempre maggiori necessità. E’ una liberazione da questa ossessione.
  7. Abbiamo una domanda: Perché il Papa è contro il mercato? (n. 189-190). In questo momento l’economia mondiale non agevola la grande maggioranza degli uomini. Vediamo che esiste una ricchezza esagerata del mercato, ma anche una grande povertà che lo accompagna.
  8. L’Enciclica di Papa Francesco ritiene nemici la tecnologia ed il mercato. I mercati finanziari e la tecnologia possono essere organi meravigliosi, come quando servono l’uomo e lo sostengono. Al contrario, quando invece tra di loro, i pochi diventano più ricchi e la maggioranza diviene schiava, viene degradata la dignità umana.
  9. Il Papa sembra sostenere il Programma alimentare internazionale su scala mondiale (129, 164). E’ ovvio che né il Papa, né i suoi vescovi hanno questo dovere, non è un loro compito. Senza dubbio non è possibile che offrano soluzioni tecniche. Hanno tuttavia il diritto di parlare a nome di quelli che non hanno voce.
  10. La Enciclica “Laudato Si” è contro i Combustibili Fossili. Papa Francesco vuole che i paesi ricchi e quelli che hanno il maggior inquinamento, riducano i Combustibili Fossili. Asserisce che le fonti alternative di energie sono disponibili per tutti. Ma questo esige solidarietà: ossia che i paesi ricchi si spartiscano i loro profitti, per aiutare le popolazioni povere a sviluppare le fonti alternative di energia.
  11. Un punto assai particolare è la seguente soluzione del Pontefice: Papa Francesco non dà un profondo significato al problema del sovraffollamento. E’ una verità irrefutabile che l’Enciclica riconosce che la densità della popolazione costituisca un fattore, che complica le situazioni in alcune zone e regioni. Esaminando i fatti, desumiamo che il problema non siano gli uomini. Il consumo è il problema più grande. La tendenza al consumo, senza riflettere, senza visionare le necessità reali, non solo naturali ma anche spirituali.
  12. Si sostiene che la tecnologia e la economia finanziaria siano la sola soluzione ai nostri problemi. Molti si interrogano e ammettono: la tecnologia e la economia finanziaria hanno aiutato un gran numero di uomini ad uscire dalla povertà e naturalmente hanno fatto incrementare la economia?  Forse che la applicazione della Enciclica voglia riportarci indietro? La Enciclica non si occupa del riportarci indietro, ma al contrario ci porta avanti, indubbiamente esorta a diminuire, per quanto possibile, il numero di coloro che sono privi di lavori dignitosi, di alloggi e di assistenza sanitaria.

 

Nella Diaspora,  il clero Ortodosso in servizio incontra spesso necessità e problemi, difficoltà ed intoppi, che colpiscono, affliggono e tormentano l’uomo e particolarmente oggi, in cui viviamo il problema della Immigrazione, ma anche il loro rapporto regolare col popolo di Dio, che riconosce in loro  le preoccupazioni ed il loro dolore, e tutto ciò collegato alle particolari situazioni locali, che possono avere influenza sul popolo Ortodosso e certamente quando questo vive, si muove e opera nello stesso luogo ed è in posizione di minoranza, il Clero deve conoscere tutto per seguire da vicino lo sviluppo e i modernismi e generalmente deve combattere il catastrofico secolarismo e portare la luce della Resurrezione, che è la luce della Ortodossia e della salvezza.

 

La partecipazione attiva a convegni locali inter-cristiani ed interreligiosi, gli incontri che hanno luogo per diversi motivi, sia anche per iniziativa delle Nazioni (Matrimoni misti, divorzi, Intese), sia con il consenso di Movimenti storici (per la pace del mondo, per la protezione del creato di Dio, per le droghe, ecc.) intrattengono e mantengono il Clero Ortodosso della diaspora vigilante e custode vigile della Storia, della Cultura e della Tradizione del nostro Popolo.

 

La Enciclica didattica e d’avanguardia “Laudato Si” per il fedele cattolico del paese in cui viviamo, ma anche per l’uomo che ha studiato con attenzione, interesse e rispetto, senza essere influenzato dai diversi commenti negativi e paradossali e dalle vicende cruciali, considerato l’attuale momento tragico, - costituisce una “bussola senza precedenti” secondo il mio modesto parere, che porta ad una nuova vita, attraverso particolari “Linee direttrici” e “Punti considerevoli”, con la prevalenza della solidarietà, dell’interesse etico e sociale dell’uomo ed in genere del mondo. La Creazione di Dio è dono di Dio all’uomo, non è opera umana, una sua conquista, né una sua proprietà, ma nemmeno è stata fatta per la sua gloria personale e per la sua prosperità economica, ma attraverso le “linee direttrici” ed i “punti considerevoli”, l’uomo sarà aiutato a rispettare, a riconoscere e a diventare paladino della creazione di Dio.

 

La Enciclica “Laudato Si”, colma di esperienze nitidissime e messaggi brillanti ed istruttivi, aiuti il fedele cattolico ma anche ogni uomo di buona volontà, a diventare discepolo della solidarietà, del rispetto e del dialogo.

 


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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