Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*


Libri e pubblicazioni



21.01: Sant’Agnese: venerazione e culto liturgico

 

Archimandrita Evangelos Yfantidis




 

Sant'Agnese molto presto venne additata come esempio e protettrice in particolare dei giovani che intendevano consacrarsi al Signore.

Per questo motivo[1] il suo culto varcò nella seconda metà del sec. IV i confini dell’ Urbee si è rapidamente stabilito e diffuso, tanto in Oriente quanto in Occidente: S. Ambrogio la fa conoscere a Milano, S. Martino di Tours nelle Gallie, dicendo d’ averla vista in una visione con Tecla e Maria, Prudenzio ne diffonde la conoscenza in Spagna, S. Agostino l’addita ai suoi fedeli d’ Ippona come modello di fortezza e di purezza S. Massimo la fece conoscere nella regione di Torino, i Menei e i Menologi imperiali nella Grecia; in Germania vi furono in seguito poeti che ne cantarono le gesta e S. Girolamo da Betlemme la ricorda alla vergine Demetriade a cui scriveva nel 414[2].

A Porto (Fiumicino) all’ inizio del sec. V ci fu una basilica in onore di S. Agnese, di cui la data della dedicazione è recensita nel Martirologio geronimiano al 18 ottobre. Nell’ oppidum di Anseduna, sito sulla via di Béziers a Narbonne in Francia, il sacerdote Othia eresse nel 455 una basilica in onore dei santi martiri Vincenzo, Agnese ed Eulalia. A Ravenna, verso la metà del sec. V, il suddiacono Gemello fece costruire una chiesa in onore di S. Agnese; di questa chiesa rimangono ancora alcuni ruderi e un frammento di ambone colla figura della santa. Nella chiesa di S. Stefano a Ravenna il vescovo Massimiano (VI sec.) adoperò per la consacrazione una grande quandità di relique, tra cui ci furono di S. Agnese. Nella cappella cilindrica di Grado (reliquiario del sec. VI), si conserva tuttora una laminetta col nome di S. Agnese, posta accanto alle reliquie della Santa; si tratta naturalmente di reliquie “rappresentative” non “ex corpore”[3]. A Classe ci fu pure un monastero dedicato a S. Agnese. In un antico monastero fondatovi da Clodoveo, primo re dei Franchi, che ci fu vicino alla città Vodeville in Francia, si onoravano tra le altre reliquie anche di Sant’ Agnese, ripostevi dallo stesso Clodoveo che dal romano pontefice le aveva ottenute. Quelle reliquie il 964 furono translocate in Olanda nella cattedrale di Utrecht; quando la città è venuta in mano dei calvinisti le reliquie di S. Agnese furono bruciate, o disperse, ma vi rimase la memoria in una costumanza popolare. A Costantinopoli ci fu la sua chiesa, dove ci furono delle reliquie della Santa[4]

Agli inizi del sec. V Sant’Agnese godeva d’una grande notorietà nella Chiesa e due secoli dopo la sua festa era ovunque celebrata. Il suo nome dalla “Depositio martyrum” passò nel “Martirologio geronimiano” che ebbe dal sec. V in poi una larghissima diffusione. Sempre nel sec. V – VI, il suo nome è inserito, onore riservato a pochissimi santi, nella lista dei Martiri del “Nobis quoque” nel Canone della Messa ambrosiana (la prima tra le donne ivi ricordate), romana (al quinto posto) e franco-celtica (al secondo posto)[5].

Il calendario della Chiesa di Cartagine, la cui redazione risale al principio del sec. VI, reca al 21 gennaio l’annuncio della festa “sanctae martyris Agnes” e parimenti il calendario marmoreo di Napoli del sec. IX. Identico annuncio, seguito dai formulari liturgici, si trova nei sacramentari, lezionari, evangeliari, antifonari della Messa e dell’ Ufficio, romani e non romani, cioè ambrosiani, gallicani e mazarabici dagli inizi del sec. VII in poi. La Chiesa di Costantinopoli, come risulta dai sinassari, onorava la Santa il 5 luglio[6], ma il nome di Agnese ricorre pure al 20, 21 gennaio e 1 febbraio; oggi nel Patriarchato Ecumenico a in tutte le Chiese ortodosse si festeggia il 21 gennaio[7].

Nel sec. VII in Roma troviamo, al 28 gennaio, una seconda solennità per la Santa. Il sacramentario gregoriano e i libri liturgic che lo seguono, ivi compresi il breviario, il messale e il martirologio romani odierni, la chiamano: “Natalis S. Agnae” o “Agnetis secundo” e le orazioni della Messa non hanno caratteristiche specifiche, ragione per cui alcuni sacramentari dei sec. IX-X e i rubricisti dopo Guglielmo Durand, vescovo di Mende (+ 1 nov. 1296), la considerarono come l’ottava della festa del 21. Invece il sacramentario gelasiano antico, gli evangeliari della stessa epoca (metà sec. VII), alcuni codici del “Martirologio geronimiano” e i sacramentari gelasiani del sec. VIII danno alla festa del 28 un carattere specifico e la denominano: “Natale S. Agnetis de nativitate”, “Agnae in genuinum”, ponendola in contrapposizione col “Natale de passione” del 21. E difatti le orazioni e il prefazio celebrano la nascita temporale della Santa, fatto singolare, ma non unico, poiché nei sacramentari gelasiani, anche la colletta di Santa Sotere (10 febbraio) ricorda lo stesso evento, che è poi stato riservato a Maria SS.ma (8 settembre) e a San Giovanni Battista (24 giugno)[8].

Dal sec. VII in poi, si annoverano un po’ ovunque chiese, cappelle e monasteri dedicati alla Santa: ad esempio a Parigi la chiesa ordierna di S. Eustachio era dedicata a S. Agnese; a Utrecht, nella cattedrale, si veneravano sue reliquie fin dal sec. X; presso Zwolle sorgeva il “Mons S. Agnetis”, il St. Agnietenberg, col celebre monastero dei Canonici di S. Agostino di Windesheim, dove visse e mori Tommaso da Kempis [9].



[1] La devozione ad Agnese è legata allo sviluppo, verificatosi alla fine del secolo IV, dell’ ascetismo femminile. G.N., “Agnese”, Storia dei Santi e della Santità cristiana, vol. II, p. 62.

[2] FRUTAZ, Il complesso monumentale di sant’ Agnese, pp.18-19; G.N., “Agnese”, Storia dei Santi e della Santità cristiana, vol. II, p. 62, 64-68; PALUZZI GALASSI Carlo, Sant’ Agnese in Agone, Roma (senza anno), p.8; PETTINATI Guido, I Santi canonizzati del giorno, vol. I, pp. 246-247.

[3] Oggetti che ebbero relazioni col martire o erano stati a contatto col suo sepolcro, come stoffe, terra, pietre, olio delle lampade che ardevanno innanzi al medesimo, ecc, allo stesso modo e colla stessa fede erano stimati reliquie che le fonti chiamano”brandea”, “pignora”, “patrocinia”, “memoria”, “merita”, ecc. FRUTAZ, Il complesso…, p. 20.

[4] APRILE Renato, «Agnese di Roma – Iconografia e monumenti», in Bibliotheca Sanctorum, p. 408; FRUTAZ, Il complesso monumentale di sant’ Agnese, pp. 19-20 ; MONACI Filippo, Un modello alle fanciulle cristiane ossia memorie del martirio e del culto di S. Agnese V.M., Bologna (senza anno), pp. 58-59, 67-69; JOSI Enrico, «Agnese di Roma», in Bibliotheca Sanctorum, pp. 388-391; PALUZZI GALASSI Carlo, Sant’ Agnese in Agone, Roma (senza anno), p.12.

[5] FRUTAZ, Il complesso monumentale di sant’ Agnese, p. 20 ; G.N., “Agnese”, Storia dei Santi e della Santità cristiana, vol. II, p. 63; PALUZZI GALASSI Carlo, Sant’ Agnese in Agone, Roma (senza anno), p.8 PALUZZI GALASSI Carlo, Sant’ Agnese in Agone, Roma (senza anno), p.11.

[6] Si può supporre che fosse stata quella della dedicazione della sua chiesa o della traslazione delle reliquie in questa città.

[7] FRUTAZ, Il complesso monumentale di sant’ Agnese, pp.20-21; G.N., “Agnese”, Storia dei Santi e della Santità cristiana, vol. II, p. 63; PALUZZI GALASSI Carlo, Sant’ Agnese in Agone, Roma (senza anno), pp. 11-12.

[8] FRUTAZ, Il complesso monumentale di sant’ Agnese, p. 21 ; PALUZZI GALASSI Carlo, Sant’ Agnese in Agone, Roma (senza anno), pp. 10-12.

[9] FRUTAZ, Il complesso monumentale di sant’ Agnese, pp.21-22.

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 19-02-2019

San Archippo, apostolo; Santi Massimo, Teodoto, Esichio, Asclepiodoto, martiri; San Rabulas; Santi Eugenio e Macario, confessori; San Conon; Santa Filotea di Atene; San Niceta l'Athonita, neomartire.

i santi di domani 20-02-2019

San Leone, vescovo di Catania; San Bessarione l'egiziano; San Agatone, papa di Roma; San Cindeo, vescovo di Pisidia; San Plotino; San Didimo di Cipro, martire.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP