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AI PARTECIPANTI AL XXXIII CONVEGNO DI SPIRITUALITA’ ORTODOSSA “MISERICORDIA E PERDONO”

data: 09-09-2015 - Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

MESSAGGIO
DI SUA EMINENZA REV.MA
IL METROPOLITA GENNADIOS
ARCIVESCOVO ORTODOSSO D’ITALIA E MALTA
AI PARTECIPANTI AL XXXIII CONVEGNO DI SPIRITUALITA’ ORTODOSSA
“MISERICORDIA E PERDONO”
Monastero di Bose – Italia, 9 -12 Settembre 2015




Reverendissimo Igumeno Fratel Enzo Bianchi,

Fratelli e Sorelle della Comunità Monastica di Bose,

Esimi Relatori e amati Partecipanti,

Grazia e Pace dal Signore nostro Gesù Cristo, Amore da Dio Padre, e Comunione dallo Spirito Santo.

 

Nel tempo storico in cui la Provvidenza di Dio ci ha posti per glorificare senza sosta il Nome salvifico del Signore nostro Gesù Cristo, in Dio Padre e nello Spirito Santo, uno spirito individualistico ed egoista porta troppo spesso l’uomo di oggi a vivere in una dimensione estranea alla condivisione, alla compartecipazione e alla comprensione dell’altro.

 

Ci rallegriamo pertanto e ci congratuliamo con gli Organizzatori, per aver scelto un tema così attuale per i lavori del XXIII Convegno Internazionale di Spiritualità Ortodossa, dedicato alla “Misericordia e Perdono”.

 

“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt. 5,7). La misericordia in tutta la Scrittura, non esprime mai uno degli attributi di Dio, ma esprime la rivelazione di Dio in Gesù Cristo. Essa porta in sé la pienezza di Dio, esprime la pienezza assoluta e la accoglienza gratuita del debole. E’ l’amore folle del padre che ritrova il figlio perduto, è l’amore pieno che ricorda al figlio maggiore la partecipazione e la condivisione alla misericordia del padre.

 

“Voglio la misericordia, non il sacrifico.” (Mt. 9,13) ci ribadisce la Parola di Dio e fa gridare al Salmista in modo litanico “perché in eterno è la sua misericordia” (Sal. 135). “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.” (Lc. 6,36). Misericordiosi non significa in Gesù Cristo essere osservatori esterni degli eventi della storia, attraverso una qualche compassione esteriore, ma è richiesto ad ognuno di fare esperienza di questo profondo mistero dell’essere di Dio, divenendo a nostra volta misericordiosi gli uni verso gli altri. Non è neppure assenza di giustizia, in quanto la misericordia è basata sulla giustizia. L’essere ed il diventare misericordiosi è condizione indispensabile non per ricevere la misericordia, ma perché abbiamo già ricevuto la misericordia. Misericordiosi quindi, perché la misericordia di Dio abbia effetto su di noi. E in questo senso, la Chiesa è ricca di misericordia. Non si può rendere banale il fatto di avere ricevuto misericordia, in quanto tale aspetto ci deve far diventare con-partecipi alla salvezza dell’uomo nella sua globalità, umana e spirituale; deve con-prendere, ossia prendere su di sé l’altro per liberarlo dalla schiavitù del peccato e dalle ingiustizie dell’uomo sull’uomo.

 

La misericordia di Dio ha come suo attributo la filantropia divina, così come la metanoia nell’uomo, il suo cambiamento di mentalità, la sua purificazione interiore, lo porta ad essere misericordioso coll’altro, col creato, in una dimensione cosmica. E nella metanoia, grazie alla filantropia divina, la misericordia esige il perdono: “Se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe” (Mt. 6,15).

 

Il mondo ha dimenticato troppo spesso che non si può vivere in armonia senza la pratica del perdono e della misericordia reciproca. Ma anche il perdono come la misericordia reclamano la giustizia. Il perdono è balsamo per poterci accostare al Trono di Dio. “Olio di pace, sacrificio di lode”, cantiamo nella Liturgia, che per una assonanza della lingua greca, ελαιονolio, ελεοςmisericordia, è divenuto “misericordia di pace”. Perdono dunque come olio di misericordia, dice ancora il salmista: “E’ come olio profumato sul capo, che scende lungo la barba e le vesti di Aronne, fino all’orlo della sua veste.” (Sal. 132).

 

Nella funzione del Mistero dell’Olio Santo, la Chiesa canta: “Della tua misericordia o Sovrano, tutta la terra è ripiena; e dal tuo olio santo ricevendone l’unzione, oggi noi ti preghiamo di accordarci la tua misericordia che sorpassa ogni pensiero.” (Ode I). Misericordia e Perdono ci interrogano oggi di fronte alle sfide a cui è chiamata la umanità. Potremo superarle solo se sapremo comprendere come cristiani la presenza della misericordia di Dio tra noi, che valica ogni pensiero scosso dai rumori delle troppe guerre che incombono, dall’egoismo culturale, sociale e alle volte anche religioso che ci sovrasta e dalla inimicizia che può essere trasformata solo da un perdono puro, vivificato dallo Spirito.

 

Fratelli e Figli nel Signore, partecipanti al Convegno nell’ospitale Monastero di Bose.

Con questi brevi pensieri, Vi trasmettiamo i nostri saluti e gli auguri di un profiquo lavoro, inviando come nostri Rappresentanti l’Archimandrita del Trono Ecumenico Athenagoras e la Madre Igumena Sevastiani.

 

Venezia, 31 agosto 2015

Il Metropolita Gennadios

Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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