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Scritti di S.S. il Patriarca Ecumenico



SAN DEMETRIO, IL "PADRE AFFETTUOSO"

data: 26-10-2015 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

OMELIA DI SUA SANTITA’ IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO DURANTE LA CHOROSTASIA DELLA DIVINA LITURGIA NELLA CHIESA ORTODOSSA DI SAN JACOPO A FIRENZE




Eminentissimo Metropolita d’Italia e Malta Signor Gennadios,  Pastore di questa salvifica Eparchia,
Vostre Eminenze,
Signor Console Generale, Signora Console,
Figli amati nel Signore,

“Attingi forza dalla grazia che è in Cristo Gesù” esorta l’Apostolo Paolo il suo discepolo Timoteo, vescovo di Efeso nella odierna lettura apostolica.  E la stessa esortazione rivolge anche a tutti noi convenuti oggi in questo bellissimo e storico tempio di San Giacomo Apostolo, Fratello del Signore, per onorare la memoria di questo valoroso soldato di Cristo, di questo grande e glorioso martire, il patrono di Tessalonica, il difensore di tutta la terra, San Demetrio il mirovlita.

Festeggiando anche noi, il vostro Patriarca, assieme al nostro onorato seguito, siamo giunti ieri da  Costantinopoli, su invito del Movimento dei Focolari, i quali mantengono lunghe relazioni di rispetto e onore col Patriarcato Ecumenico, siamo giunti  in questa famosa città di Firenze, la città delle arti e della cultura. E oggi abbiamo la gioia, onorando con tutti voi attraverso la corostasia Patriarcale, il festeggiato San Demetrio Megalomartire, di vedere i vostri amati volti, volti di figli amati della Madre Chiesa di Costantinopoli e di trasmettere  a tutti l’amore e l’affetto della Chiesa primaziale martire, la quale mantiene attraverso i secoli la luce inestinguibile della nostra fede ortodossa e il rispetto della Nazione e illumina i confini del mondo, trasmettendo la testimonianza di Cristo ai vicini e ai lontani.

Testimonianza e martirio sono uniti d’altra parte compattamente tanto nella vita della Santa e Grande Chiesa di Cristo di Costantinopoli, quanto nella vita del più che sensibile martire del Signore, San Demetrio, che oggi onoriamo.

Anche se ufficiale dell’esercito romano, San Demetrio non esitò ad insegnare ai giovani della grande città di Tessalonica “Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani” (1 Cor. 1,23) secondo l’Apostolo Paolo e ad attirarli  alla fede di Cristo. La sua nobiltà d’animo non si è manifestata solo sui campi di battagli ma anche attraverso l’insegnamento della fede cristiana sotto nelle stanze sotterranee della loggia dei Fabbri a Tessalonica e attraverso la coraggiosa confessione del suo giovane discepolo Nestore, il quale citando la preghiera del suo maestro ha trattenuto la forza e la tracotanza del suo rivale Lieo e ha provato la forza invincibile della fede in Cristo. La nobiltà di San Demetrio si è manifestata  ancora anche attraverso la accettazione della morte come martire, attraverso la quale ha suggellato così la testimonianza di Gesù Cristo, in modo fattivo,  attingendo forza lui stesso in Gesù Cristo.

Il suo martirio tuttavia  non ha interrotto la sua testimonianza, che San Demetrio continua a dare fino ad oggi, attraverso il miron, che da secoli scaturisce dal suo ciborio, e attraverso i suoi innumerevoli miracoli, particolarmente attraverso i suoi salvifici interventi a favore della sua città natale, Tessalonica, ed i suoi amati abitanti, ma anche a favore di tutti coloro che lo invocano e cercano il suo immediato soccorso e sostegno. Continua a dare ogni giorno la testimonianza della potenza del Signore, che attinge forza dalla sua grazia, a coloro che credono in Lui, ai fedeli e a coloro che non credono e a confermare la verità del dotto salmo che “ chi si vanta dei carri e chi dei cavalli, noi siamo forti nel nome del Signore nostro Dio” (Salmi 19.8).

Giustamente, perciò, è onorato e rispettato il grande martire di Cristo Demetrio, quale amico della città e amico della patria, ma anche come difensore del mondo e sicurezza dei popoli. Giustamente giunge da lungo tempo e confluisce ancora fino ad oggi nel giorno della sua festa una moltitudine di gente da ogni parte del mondo nel suo splendido tempio a Tessalonica. Giustamente molti sono stati desiderosi di prendere un segno dalla sua tomba o miron dal suo santo corpo a custodia e protezione nelle bufere della vita, alcuni hanno tentato di tagliare un pezzetto dalla sua sacra reliquia, tuttavia vanamente, in quanto il santo megalomartire non ha mai voluto lasciare la sua città.

Il legame con la sua nativa Tessalonica non ha tuttavia impedito che la sua fama corra in giro al mondo, né che il santo accorra in aiuto e salvezza di tutti coloro che chiedevano e il suo sostegno e soccorso. Perciò San Demetrio megalomartire non è solo amico della città e della patria, ma anche sensibile e filantropo verso tutti indistintamente. E veloce a sostenere tutti coloro che lo invocano e si dimostra non solo “grande protettore di Tessalonica”, ma anche “eccellente combattente di tutta la Chiesa” e “padre affettuoso”, come scrive nel canone in onore di San Demetrio di Tessalonica, il nostro predecessore, il Patriarca di Costantinopoli San Filoteo Kokkinos.

E come “padre affettuoso” ripete anche a noi oggi la parola dell’apostolo Paolo, parola che ha rivolto anche al suo giovane discepolo Nestore, poco prima del suo supplizio con Lieo.

“Attingi forza dalla grazia che è in Cristo Gesù”. Tutti ci meravigliamo della forza, tutti aspiriamo ad acquisirla per allontanare le difficoltà ed i pericoli della nostra vita,  per affrontare  e per respingere gli attacchi e le aggressioni  dei nostri nemici visibili ed invisibili. Nessuna forza è tuttavia tanto forte e tanto efficace quanto la forza che ci dà la grazia che è in Cristo Gesù. E questa forza è data in dono a coloro che credono in Cristo. E’ data in dono a quanti avvertono la debolezza umana e la necessità della forza divina. E’ data in abbondanza a quanti non esitano a ripetere assieme al giovane martire Nestore: “O Dio di Demetrio, aiutami”. E il risultato della invocazione è conosciuto. Non ha vinto l’invincibile e forte Lieo, ma il giovane e piccolo Nestore. Non ha vinto la forza fisica ma la grazia di Dio. Non ha vinto la grandezza, ma la fede in Cristo che secondo l’evangelista Giovanni è “ la vittoria che ha sconfitto il mondo” (1 Gv. 5,4).

Per questo anche noi non dobbiamo inquietarci per gli esiti dei temi che occupano la nostra vita. Non dobbiamo temere gli attacchi e delle aggressioni di coloro che ci odiano e ci perseguitano. Non dobbiamo avere paura, poiché probabilmente siamo pochi di numero e ammalati corporalmente.  Abbiamo una forte protezione , la forza di Dio che opera attraverso la grazia che è in Cristo Gesù. Abbiamo “un muro reso saldo per noi, non intimorito dalle macchine da guerra dei nemici”, San Demetrio megalomartire. Abbiamo il suo favore e la sua benedizione, basta solo che la invochiamo e che crediamo che può aiutare anche noi incoraggiandoci e soccorrendoci come Nestore.

Abbiamo speranza e coraggio nel martire di Cristo degno di ammirazione e non consentiamo alla paura e alle condizioni sfavorevoli che qualche volta affrontiamo, di sopraffarci  e di scoraggiarci. Possiamo essere anche noi decisi a dare la testimonianza di Gesù Cristo nell’ambiente nel quale ciascuno di noi vive e possiamo avere la certezza che Egli non ci lascerà essere tentati  “oltre a quanto possibile”, ma ci rafforzerà nella nostra lotta e impegno  e donerà anche a noi l’uscita dei mali che sconvolgono la nostra anima e la nostra vita.

Questa certezza si fonda tanto sulla vita del nostro santo megalomartire Demetrio che oggi onoriamo, quanto anche sulla esperienza della nostra Chiesa lungo i secoli. Noi al Patriarcato Ecumenico, il martire Fanar, diamo ogni giorno la testimonianza della fede, e anche se pochi, come erano anche i cristiani dell’epoca di San Demetrio, e anche se procedendo  “ in mezzo a molte trappole”, “bisognosi, tribolati, maltrattati” (Ebr. 11,38), tuttavia attingiamo forza nella grazia che è in Gesù Cristo, per annunciare ai  prediletti e amati figli della Madre Chiesa e ad ogni uomo di buona volontà il vangelo di Gesù Cristo e per guidare tutti all’incontro del Signore nostro Gesù Cristo.

A ciò esortiamo anche voi, fratelli e figli, e vi preghiamo di attingere forza  nella grazia di Dio per camminare con pazienza su tale vostra lotta   e per dare la testimonianza ortodossa in questo luogo in cui la Provvidenza di Dio vi ha posto a vivere, restando uniti e in obbedienza  al vostro Pastore, l’Eminentissimo e amatissimo nostro fratello signor Gennadios. La nostra Madre Chiese e il vostro Patriarca vi abbracciano sempre con il loro amore e affetto e vi hanno ogni giorno nel loro cuore e nelle loro preghiere, affinché siate in buona salute e progrediate  in ogni opera buona e gradita a Dio, la cui grazia e la infinita misericordia siano con tutti voi.

Terminando il nostro discorso,baciamo con tanto amore e con affetto materno tutto il pleroma della salvifica Metropoli d’Italia e Malta, particolarmente  i parrocchiani di questa città civile delle lettere e delle arti, la città di Firenze, e preghiamo il Dio di Demetrio  che vi rafforzi nelle vostre opere e vi dia salute e tanta forza nella lotta della vita,  lotta i cui aspetti abbiamo esposto prima, nella occasione della odierna memoria del Santo Megalomartire Demetrio il Mirovlita. State saldi, figli amati nel Signore e fermi nelle nostre tradizioni ortodosse, in rapporto col prossimo, cosicché se questi è pervaso da diverse convinzioni per voi, conoscendo come si deve che anche il nostro Signore fu messo in discussione da coloro che erano a Lui contrari, avendo come scopo di portarli sulla via che conduce al Regno dei Cieli.

A Vostra Eminenza amatissimo e fraterno fratello, Metropolita d’Italia e Malta Signor Gennadios, auguriamo tanta forza nell’esercizio dei vostri compiti pastorali, congratulandoci con voi per aver fatto una tale opera ecclesiastica luminosa e splendente nella Penisola Italiana e nell’Isola di Malta. (…) E  la seconda particolarità con la quale ci rivolgiamo a Voi, caro Fratello d’Italia e Malta, è la persona del Patriarca  e vi trasmetto e vi esprimo particolare e personale compiacimento, ma anche quello del Patriarcato Ecumenico, per quanto fate qui in Italia e a Malta, da molti anni ormai, istituendo nuove comunità, nuovi monasteri, coltivando buone relazioni con i nostri fratelli romano-cattolici,-  risultato è la presenza di Sua Eminenza il Cardinale e Arcivescovo di Firenze Mons. Betori in mezzo a noi oggi. E i vescovi della Chiesa Romano Cattolica che corrispondono ai vostri sentimenti realmente fraterni, Vi danno chiese, come questa, qui, di San Giacomo, Vi danno case per i vostri sacerdoti, e vi aiutano in molti modi per accrescere la vostra opera pastorale meravigliosa e fruttuosa. E’ dunque degno e giusto che vi trasmetta oggi, ancora un'altra volta, il  compiacimento Patriarcale, l’elogio, il riconoscimento e la stima della Madre Chiesa per l’opera benedetta che fate a gloria di Dio. Vi illumini sempre, Vi rafforzi e Vi faccia attingere forza il Signore nella su Grazia, affinché continuiate il Vostro servizio pastorale senza impedimenti  e onoriate il Nome della nazione nostra e la  nostra Chiesa Ortodossa, ma anche generalmente il nome del Patriarcato Ecumenico, qui in questa città splendida di Firenze e genericamente in tutto questo paese culturale e ospitale, il paese d’Italia, e più giù nell’altro piccolo paese civile di Malta. (…)

 


VIDEO Chorostasia Patriarcale - Firenze 26.10.2015


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