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DURANTE LA PREGHIERA ECUMENICA NEL BATTISTERO DI FIRENZE

data: 25-10-2015 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

OMELIA
DI SUA SANTITA’
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO




 OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

DURANTE LA PREGHIERA ECUMENICA

NEL BATTISTERO DI FIRENZE

 

(Firenze, 25 Ottobre 2015)

 

***

 

Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l’opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo”. (2 Tess. 2,13-14)

(Lettura durante la preghiera ecumenica)

 

 

Vostra Eminenza Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d'Italia e Malta,

Vostra Eminenza Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze,

Eccellenze.

Illustri Autorità,

 

Fratelli e Figli amati nel Signore,

 

Rendiamo veramente grazie a Dio, fratelli amati dal Signore per questo nuovo incontro, incontro di preghiera, di ringraziamento e di invocazione al Signore della Pace, che tutto può.  E ancora una volta è l’abbraccio che, attraverso la nostra Modesta Persona, la Chiesa di Costantinopoli, il Patriarcato Ecumenico, fa alla Chiesa di Firenze nella persona del Suo Pastore l’amato Cardinale Giuseppe Betori e alla città tutta, così piena di storia, di arte, di cultura, di dialogo.

 

E’ questa la seconda volta che visitiamo questi luoghi, ma sempre il nostro cuore sobbalza di gioia per l’incontro, per l’opera che lo Spirito Santo, attraverso di noi indegni, conduce per la sua Chiesa. Innanzitutto ammiriamo ancora l’insegnamento evangelico che riceviamo dalla splendida iconografia di questo Battistero, che nel corso di tanti secoli ha, non solo allietato gli occhi di coloro che entravano, ma ha riempito il cuore e l’anima per l’annuncio della salvezza di Cristo, Dio e Salvatore nostro.

 

E certamente, come abbiamo sentito nella Parola dell’Apostolo, “Dio ci ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso la fede nella verità”, poiché per essere fedeli alla Sua Verità, le nostre Chiese Sorelle hanno percorso da Cinquanta anni una nuova strada di rispetto, di collaborazione, di amore, di dialogo.

 

Ma Firenze anche prima di questo avvicinamento ha espresso grandi figure di dialogo e nel corso della storia, è stata sede di un importante momento nella vita delle nostre Chiese, indipendentemente dall’esito che esso ha avuto. Infatti il Concilio di Firenze del 1439 ha avuto principalmente il merito di una passione per la ricomposizione della Chiesa sulla terra, attraverso il dialogo. E il dialogo avviene solo quando due parti lo desiderano, si riconoscono l’un l’altra, accettano di sedersi assieme e di discutere su ciò che ritengono essere in contrapposizione. I momenti storici di quel tempo probabilmente non hanno aiutato ad una comprensione reciproca, pur tuttavia l’azione dello Spirito ha continuato a produrre frutti, poiché “al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo” (2 Pietro 3,8).

 

E lo Spirito Santo che soffia dove e come vuole, ha chiamato da Oriente e da Occidente coloro che portano il nome di Cristiani a percorrere una nuova via, a riscoprirsi come figli dello stesso Padre, fratelli nello stesso Cristo, vivificati dallo stesso Spirito, fedeli allo stesso Annuncio evangelico. Così il nostro predecessore alla cattedra di San Andrea, il Patriarca Athenagoras, folle d’amore per la unità della Chiesa di Cristo, si è messo in cammino con il fratello della Antica Roma, il Papa Paolo VI di beata memoria, ricco di bontà e di determinazione, affinché le nostre Chiese potessero nuovamente chiamarsi Sorelle.

 

Questo processo d’amore ha innescato in tutti la volontà dell’incontro e della collaborazione, affinché si adempisse al volontà del Signore. Il compianto Patriarca infatti era solito dire: “Sottolineo con tutta la mia forza che non vi è cosa più dolce per l’uomo se non aver dialogo con l’altro…” . Le nostre Chiese così hanno iniziato il dialogo d’amore nella verità, il dialogo teologico, affinché – superate tutte le problematiche che ancora ci dividono, - possiamo un giorno riunirci attorno alla unica Mensa e all’unico Calice. Quel giorno sarà un dono che Dio farà alla sua Chiesa e a tutta l’umanità.

 

Fratelli e Sorelle,

 

il nostro compito tuttavia è appena iniziato, perché il dialogo è stato dimenticato da questo mondo e ogni giorno viviamo la Kenosis di Dio, l’abbandono, quando troppi nostri fratelli soffrono in Medio Oriente ed in tanti paesi per la loro fede, soffrono per le guerre fratricide, soffrono per l’egoismo di alcuni a scapito dei più deboli. Solo il dialogo porta alla pace, mentre il fanatismo, la oppressione, la privazione dei diritti fondamentali, portano alla negazione dell’essere umano, che è Immagine di Dio.

 

Perciò anche oggi, qui riuniti sotto lo sguardo della Vergine, che in ogni momento soccorre il popolo cristiano, nel rendere grazie a Dio, invochiamo la sua infinita misericordia, affinché aiuti i Potenti del mondo e coloro che hanno in mano la sorte di troppi “ultimi”, a comprendere che con il dialogo tutto è possibile.

 

Nel ricordare i 50 anni dall’incontro tra il Patriarca Athenagoras e il Papa Paolo VI, la nostra Modesta Persona e il nostro amato Fratello della Antica Roma, Papa Francesco,  loro successori a Gerusalemme, nella Basilica della Anastasis, o come dite voi, del Santo Sepolcro, abbiamo pregato per la nostra unità, per la pace del mondo intero, dando testimonianza che coll’amore tutto è possibile.

 

Figli diletti del Signore,

ci ha scelti come primizia nella salvezza, ci ha chiamati suoi testimoni.

Se vogliamo quindi veramente camminare per la gloria del Signore, dobbiamo essere buoni testimoni, lì dove ognuno di noi il Signore ci ha posto a vivere, a operare, a pregare. L’arma della preghiera infatti è il più prezioso strumento per favorire il dialogo, per promuoverlo e per viverlo.

 

A Lui sia la gloria nei secoli. Amen.

 


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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