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DURANTE LA PREGHIERA NELLA CHIESA DELLA THEOTOKOS

data: 27-10-2015 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

BREVE OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

DURANTE LA PREGHIERA

NELLA CHIESA DELLA THEOTOKOS

(Loppiano, 27 Ottobre 2015)




BREVE OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

DURANTE LA PREGHIERA

NELLA CHIESA DELLA THEOTOKOS

 

(Loppiano, 27 Ottobre 2015)

 

***

 “E’ veramente degno proclamare beata Te, o Genitrice di Dio, sempre beata e tutta intemerata e Madre del nostro Dio. Te più onorabile dei Cherubini ed incomparabilmente più gloriosa dei Serafini, Tu che senza corruzioni partoristi il Verbo Dio, qual vera Madre di Dio, Ti magnifichiamo!”

 

Fratelli e Figli nel Signore,

 

in questo clima di preghiera che offriamo insieme a Dio, affinché sia sempre pronto a “porgere il suo orecchio”, non possiamo scordare dove ci troviamo, nella grande Chiesa di Maria Theotokos, centro spirituale e santuario di questa Cittadella, detta anche Città di Maria, Mariapoli, per il grande amore che Chiara portava per Colei che è “più onorabile dei Cherubini”.

 

Infatti, venerando la Santissima Vergine, lo splendore della divinità appare in modo incomparabile nel volto del Signore. Maria, colei che fin dalla sua piccola età è introdotta nella Casa del Signore, ci è di esempio e di aiuto nel rafforzare il nostro essere “nel Signore”.  Ella è colei che ci conduce in piena fiducia a dire a Dio: “Si Signore, io credo.”

 

Esempio di perfetta virtù e di straordinaria santità, Maria ascolta l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele: “Salve, o piena di grazia!, il Signore è con Te”. A questo annuncio ella offre la sua vocazione a divenire strumento libero del compimento del piano di salvezza del Signore per l’uomo. Si fa sola  Theotokos, Genitrice di Dio, Regina degli Angeli, Gioia degli afflitti.  E tuttavia appare turbata davanti all’annuncio: “Ma come è possibile…” E la risposta dell’Arcangelo. “Non temere!”. Allora Ella si fa obbediente, “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

L’atteggiamento di Maria è quello di una giovane ragazza, che si abbandona, si fa obbediente, pur senza comprendere, anche se oltre le sue possibilità e capacità. In Lei c’è vero discernimento per comprendere quanto proviene “dal cielo o dagli uomini” (Mt.  21,25). Davanti a questo timore, a questo pudore obbediente, si trova la risposta “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. (Lc. 1,30)

 

            Il cristiano oggi è invitato allo stesso modo di colei che ha ricevuto l’Annuncio: il puro di cuore vive il tormento del discernimento tra le cose di Dio e le cose degli uomini; ma allo stesso tempo, se si abbandona obbediente e non si lascia commuovere dal mondo o meglio, dal Divisore del mondo, non giudica la volontà di Dio, ma si fida ciecamente, ecco che allora lo Spirito Santo scendere in lui per consolarlo nel suo Si. Non temere!

 

Non possiamo temere con Maria, per essere pieni di spirito dell’unità, non possiamo con Maria temere nel dire il nostro Si al Signore; non possiamo temere con Maria di poter evangelizzare – portare il lieto annuncio, lì dove sembra impossibile al pensiero umano.

 

            Saremo allora beati, come colei che ha creduto, se anche noi crederemo alla luce del nostro cuore, alla fiamma infuocata d’amore che proviene da Dio, e che offriamo per tutto e per tutti.

 

            Maria è il primo simbolo di unità e comunione. In lei la natura umana e la natura divina si incontrano col suo libero ed incondizionato Si. Come Lei guarderemo a quel Figlio, che non sempre saremo capaci di capire nella sua copiosa misericordia. L’Annuncio alla Vergine ha segnato il tempo della gioia, in lei Dio si è chinato verso la creatura per Amore. Con lei noi guarderemo verso l’alto per implorare e ricevere Amore.

 

            Ma cari figli e fratelli, riuniti in preghiera,

 

Solo se sapremo realizzare il disegno di Dio che c’è in noi, cammineremo ai piedi della Croce per gridare con Maria: Figlio mio e Dio mio! Allora la gioia dell’annuncio diverrà come un fuoco, la fiamma della Resurrezione, che può cambiare il mondo. Amen.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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