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DURANTE IL BRINDISI AL PRANZO PRESSO RONDINE- CITTADELLA DELLA PACE

data: 27-10-2015 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

DURANTE IL BRINDISI AL PRANZO

PRESSO RONDINE- CITTADELLA DELLA PACE



(Arezzo, 27 Ottobre 2015)




OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

DURANTE IL BRINDISI  AL PRANZO

PRESSO RONDINE- CITTADELLA DELLA PACE

 

(Arezzo, 27 Ottobre 2015)

 

***

 

Vostra Eminenza Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d'Italia e Malta,

Illustrissimo Prof. Franco Vaccari,

Presidente della Associazione Rondine Cittadella della Pace,

Illustri Collaboratori,

Eccellenza Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro,

Eccellenze,  Illustri  Rappresentanti del Governo Italiano e della Santa Sede

Signore e Signori,

 

Al termine di questo importante momento che abbiamo vissuto con tutti Voi nella Cittadella della Pace, permetteteci di esprimerVi il nostro più vivo e cordiale ringraziamento per l’attenzione che avete voluto prestare alla nostra Modesta Persona e pertanto al Patriarcato Ecumenico, la Santa e Grande Madre Chiesa di Costantinopoli, coll’onorarci del prestigioso Riconoscimento di Rondine “Preziosi della Pace”.

 

Questo autorevole Premio è ancora più importante, poiché nasce da sentimenti comuni e condivisi, non solo per azioni di pace o ripacificanti, ma perché ci accomuna in un percorso fattivo che fa della pace non una assenza di conflittualità, ma rifiutando la guerra, getta ponti di dialogo, di collaborazione , ma soprattutto di conoscenza reciproca.

 

L’amicizia che lega questo prestigioso Centro ed il Patriarcato Ecumenico risale ad alcuni anni orsono, quando – di ritorno dalle aree di guerra del Caucaso, ci avete visitato nella nostra Sede al Fanar, a Costantinopoli. Abbiamo allora compreso dalle Vostre parole e dalle Vostre dirette esperienze sui campi più incandescenti, come solo una esperienza reale di confronto tra le parti, possa ricostruire sentimenti di rispetto e di pace  e allo stesso tempo espellere dalla coscienza dell’uomo, stereotipi che affondano della stessa non-conoscenza reciproca.

 

Il Patriarcato Ecumenico, sede primaziale della Chiesa Ortodossa, opera per la pace per la sua stessa realtà di centro Cristiano. Il Cristiano in quanto tale deve essere  uomo pacifico, secondo l’insegnamento del Maestro: Beati gli operatori di pace. Per questo la preghiera è il primo forte strumento di pace. Ogni Divina Liturgia chiede al Signore “la pace che viene dall’alto” e “l’unione di tutti”. Ma alla preghiera devono seguire gesti concreti di riconciliazione, affinché la pace sia duratura. E questi gesti non devono mai lasciarsi affliggere da eventuali insuccessi, perché sta nella perseveranza, il raggiungere il fine prestabilito.

 

Pace è dunque dialogo d’Amore, è l’affrontare con spirito positivo e propositivo tutte le situazioni di conflitto, è guarire innanzitutto l’uomo che deve tornare, attraverso una profonda metanoia, un cambio di prospettiva della propria mentalità, alla armonia con sé stesso, alla armonia con gli altri, alla armonia col creato e le creature, alla armonia con Dio.

 

Con questo spirito di sintonia con il nostro amato Fratello di Roma, Papa Francesco, ci siamo incontrati a Gerusalemme per ricordare i Cinquanta anni di quel benedetto incontro tra Papa Paolo VI  ed il Patriarca Atenagora, entrambi di beata memoria e dire davanti alla Chiesa e al mondo, che il dialogo tra di noi e con ogni uomo di buona volontà, è irreversibile.

 

Ma ci siamo incontrati anche per essere testimonianza in quella martoriata terra del Medio Oriente, in quanto la pace è Dono di Dio e appartiene a tutte le Fedi e a tutti i popoli. Nel Medio Oriente pervaso oggi da un fanatismo ideologico, aberrante per Dio e per l’uomo, solo la pace e la giustizia attraverso un serrato dialogo potranno fermare queste situazioni di guerra.

 

Così il vostro motto “Capire i conflitti, praticare la pace” diviene una via per eccellenza nella formazione di ogni uomo e donna, che domani si troverà a reggere le sorti di popoli, ma anche semplicemente a vivere in una Comunità o nella propria Famiglia, quale primo nucleo di formazione di Operatori di Pace.

 

La cittadella della Pace, Rondine si è assunta un compito meraviglioso e allo stesso tempo straordinario. Accogliere giovani che rifiutano la guerra e che provengono da situazioni di ostilità, affinché trovandosi faccia a faccia possano comprendere e scoprire quanto assurda sia la barbarie della guerra, quanto sia importante il rispetto della vita, della dignità umana e quanto spesso siano futili le motivazioni di conflitto, alimentate spesso da interessi occulti e lontani.

 

Vivendo assieme questi giovani che si stanno formando nelle tante discipline del sapere umano, sapranno portare nei loro paesi quel nuovo seme, che cresciuto in un campo buono, darà meravigliosi frutti. La loro formazione è così importante che giustamente l’attenzione rivolta a questa realtà da parte di Governi e Organizzazioni Internazionali è molto alta. E’ un compito che Vi onora, come onora la Nostra Modesta Persona poterVi chiamare Amici.

 

Il Signore della Pace ci conceda di esser Operatori di Pace e ci benedica tutti.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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