Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




DURANTE L’INCONTRO DI PREGHIERA NELLA FRATERNITA’ DI CELLOLE DEL MONASTERO DI BOSE

data: 26-10-2015 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

OMELIA
DI SUA SANTITA’
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO
DURANTE L’INCONTRO DI PREGHIERA
NELLA FRATERNITA’ DI CELLOLE DEL MONASTERO DI BOSE

(Cellole, 26 Ottobre 2015)




OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

DURANTE L’INCONTRO DI PREGHIERA

NELLA FRATERNITA’ DI CELLOLE DEL MONASTERO DI BOSE

 

(Cellole, 26 Ottobre 2015)

 

***

 

Vostra Eminenza Metropolita Gennadios, Arcivescovo Ortodosso d'Italia e Malta,

Vostra Eccellenza Mons. Alberto Silvani, Vescovo di questa Diocesi di Volterra,

Amatissimo Igumeno Enzo Bianchi e Comunità tutta,

Eccellenze,

Signor Sindaco e Autorità,

Figli e Fratelli amati nel Signore,

 

“Ed ecco, che cosa è bello o che cosa dà gioia, se non l’abitare dei fratelli insieme”. (Salmo 132)

 

E proprio queste parole del Salmo riscaldano il nostro cuore, oggi, nel visitare ancora una volta una nuova Fraternità dell’amato Monastero di Bose, e vedere i progressi materiali e spirituali dei Fratelli e delle Sorelle, che vivono la chiamata del Signore nella preghiera, nell’ascolto della Sua Santa Parola e nello spezzare il pane insieme.

 

Ci rallegriamo carissimo Fratel Enzo di questa vostra presenza ancora  in un altro luogo, così affascinate per la bellezza e allo stesso tempo così pieno di palpabile amore. E di cuore abbiamo voluto ritrovare i nostri fratelli nel Signore per abbracciarli, per pregare assieme e per dire con una sola bocca ed un sol cuore: “Pace a tutti”.

 

Siamo certi che anche in questo luogo i sentimenti che animano la vostra chiamata di fedeltà al Signore, richiamano le parole San Giovanni il Sinaita: “Monaco è una vita di natura irreprensibile e custode senza fine dei sensi. Monaco è corpo puro, bocca pulita e mente illuminata. Monaco è colui che ha un’anima attenta al ricordo della morte, pronto ad accettarla ed a viverla”.

 

Il monaco infatti è attento al ricordo del trapasso in attesa della Resurrezione, è pronto a dare la sua vita al servizio dei fratelli, è sempre pronto ad aprire la porta del suo cuore per offrire conforto ed ospitalità a chi bussa, perché nel fratello o nella sorella che bussa, c’è Cristo stesso che bussa. E Cristo ci invita alla preghiera, e a Lui indirizziamo la nostra supplica per “la pace che viene dall’alto e per la salvezza delle nostre anime”, “per la pace del mondo intero e per la stabilità delle Sante Chiese di Dio, e per l’unione di tutti”. ‘Ancora di salvezza, la Chiesa non vacillerà mai, è salda sulle fondamento del Suo Fondatore, poggia sull’Annuncio Evangelico, è vivificata dallo Spirito, è nutrita dal Corpo e Sangue del Signore e Dio nostro Gesù Cristo. E il monachesimo non è un corpo estraneo alla Chiesa, in essa è radicato fin dai primi secoli, come estrema fedeltà al Vangelo e come attenzione ai deboli, ai piccoli.

 

Amati Figli e Fratelli,

 

il monaco così interiora in sé la trasfigurazione del Signore e come ogni battezzato,  è testimone dell’Amore di Dio per la sua creatura. Vivendo questo grande Amore, il monaco ancora prega per la propria salvezza, per i fratelli, per il creato, prega che la vera comunione tra i figli di Dio sia anche forte relazione con Dio, comunione di Santi di tutti i tempi, prega come Teo-Logos, in quanto nel Logos di Dio conosciamo il Padre.

Il monaco pertanto è colui che, essendo a così stretto contatto con Dio, non può comprendere le separazioni degli uomini, ma può essere testimone fidato “per l’unione di tutti”. E in questo è misericordioso e perdona, secondo l’insegnamento del nostro Maestro. Di questo sono giunti fino a noi gli echi dell’importantissimo Convegno di Spiritualità Ortodossa, da poco conclusosi a Bose, dal titolo: “Misericordia e Perdono”.

 

Nella preghiera ammiriamo anche questo benedetto tempio del Signore, a voi ora affidato, pieno di storia, di cultura, di arte, ma soprattutto intriso della preghiera di tanti uomini e donne che prima di noi si sono abbandonati nelle braccia del Signore, con fede e fiducia.

 

Questa Pieve è stata dedicata all’inizio al Precursore, a San Giovanni Battista, colui che ha visto lo Spirito come una colomba discendere su Gesù e udire: “Questi è il mio Figlio amato, ascoltatelo”!  Siate dunque Precursori, ascoltatori del Figlio, obbedienti alla Parola del Padre, pieni di Spirito Santo.

 

Ma è stata dedicata anche alla Dormizione della Santissima Madre di Dio, la Theotokos, colei che secondo l’innografia bizantina “Nel partorire ha conservato la verginità, nella dormizione non ha abbandonato il mondo”.

Maria accompagna il nostro percorso con discrezione, come solo una madre sa fare, è sempre presente, non ci abbandona mai. Fedele con il suo libero Sì all’Annuncio, con la stessa fiducia ai piedi della Croce comprende e dichiara: “Mio Figlio e mio Dio!” Possiamo essere tutti noi così pieni di fiducia come Maria, possiamo vivere con lei il tormento e l’afflizione, possiamo con lei gioire la gloriosa Resurrezione. A Maria affidiamo i tanti, troppi, nostri fratelli nella fede e ogni uomo che soffre per le troppe ingiustizie, per le troppe persecuzioni in Medio Oriente, in Africa, e in tante parti del mondo, ma anche per i Cristiani non più ascoltati nei paesi cosiddetti liberi.

 

Viviamo anche la Comunione dei Santi, in Oriente ed in Occidente, fedeli al Signore, Testimoni esemplari per ognuno di noi, che hanno speso la loro vita per i fratelli, icone di Cristo. Abbiamo infatti appreso che qui visse la sua santità, un’altra formidabile figura tutta dedicata agli ultimi, ai lebbrosi, San Bartolo, ossia Bartolomeo, un uomo che offriva la sua pazienza nelle disgrazie e portava serenità, felicità e buona allegria nelle dure tribolazioni causate dalla lebbra. Una perfetta osmosi di santità che troviamo nel Beato Nikiforos il Lebbroso, vissuto a Creta nel secolo scorso,  luminoso atleta della pazienza, che il nostro Patriarcato Ecumenico ha canonizzato pochi anni orsono.

Possiamo avere anche noi la loro benedizione dal cielo.

 

Amati Figli,

 

La Chiesa Ortodossa oggi commemora anche la festa del Grande Martire Demetrio di Tessalonica, il Mirovlita, colui che effonde la mirra, martire per Cristo durante le persecuzioni di Diocleziano. Chiediamo la Sua intercessione per i tanti martiri che ancora oggi la Chiesa conosce nel mondo. E la nostra Modesta Persona lo onora particolarmente in quanto ha portato il suo nome dal giorno del Battesimo.

 

La grazia del Signore, l’amore di Dio Padre e la Comunione dello Spirito Santo, sia con tutti voi, per la intercessione della Santissima Madre di Dio e Sempre Vergine Maria, di San Demetrio Megalomartire e di tutti i Santi. Amen.

 


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 12-08-2020

Santi Fozio e Aniceto, martiri; San Palamone; San Alessandro, vescovo di Comana, ieromartire; I Santi dodici soldati di Creta, martiri; San Castore; San Eglon.

i santi di domani 13-08-2020

La traslazione delle reliquie di san Massimo il Confessore; San Serido di Gaza; San Doroteo di Gaza; San Dositeo; Santa Eudocia, imperatrice; Santa Irene (Xenia), imperatrice e fondatrice del monastero di Pantokrator; San Coronato, martire; Santi Pamfilo e Capitone, martiri; Santi Sergio e Stefano.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP