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Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2016

Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

18-25 gennaio 2016




MESSAGGIO
DI SUA EMINENZA IL METROPOLITA GENNADIOS
ARCIVESCOVO ORTODOSSO D’ITALIA E MALTA
IN OCCASIONE DELLA SETTIMANA DI PREGHIERA
PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI 2016

       San Pietro rivolge un invito valido anche per noi oggi. Per l’uomo confuso e disperato dei nostri tempi terribili, in cui soffriamo per l’indifferenza, la decadenza morale e spirituale, la mancanza di amore verso il prossimo, verso l’uomo che è “a immagine di Dio”, per cui Cristo, Salvatore del Mondo è nato, è stato crocifisso ed è risorto.

        Malgrado il fatto che l’uomo contemporaneo, a causa del proprio egoismo, dell’odio, del fanatismo e delle passioni, abbia dimenticato il Creatore, Signore e Salvatore, e di conseguenza non dà al proprio prossimo amore e aiuto, compromettendo in tal modo anche la dignità della società. Purtroppo, se si è giunti anche ad uccidere i genitori, i fratelli e i bambini ed altri, San Pietro c'incoraggia e ci rafforza con il suo appello: “Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato, perché proclami le opere meravigliose di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce” (1 Pietro 2, 9).

La relazione e la comunione dei cristiani con Cristo li aiuta a partecipare alla sua dignità regale, al sacerdozio regale. Con l'incontro abbiamo un popolo di Dio, che riceve la potenza della salvezza di Dio in Cristo. Così domina sulle sue passioni e vince i nemici.

        Si sottolinea qui che prima dell'incontro con Cristo, con il Vangelo, non erano il popolo di Dio, che diventa tale con la chiamata. Un tempo essi non avevano la misericordia di Dio, mentre ora essi sono popolo di Dio e hanno la sua misericordia, la sua grazia e sono benedetti.

        Dio ci ha scelto non come privilegio, non perché ne abbiamo diritto, perché siamo degni cristiani, ma ci ha scelto per conoscere e annunziare le sue opere meravigliose.

        I cristiani si distinguono dal mondo e hanno diversi principi, diverso spirito e diversa vita. In questo popolo di Dio non può entrare chiunque, se non è invitato ed eletto da Dio e santificato dallo Spirito Santo.

        Degno di memoria è la spiegazione di San Theofilaktos, che con chiarezza scrive: “Non siete eletti per mezzo di Abramo nel Regno regale, … ma per Cristo”.

        D'altro lato il saggio maestro commentatore della Sacra Scrittura Icumenios armoniosamente proclama: “perciò siete stati eletti… affinché con le vostre buone opere, possiate diventare coannunziatori delle meravigliose opere di Colui che vi ha chiamato...”, conoscere e annunziare. Molti cristiani sono lontani da questo appello di San Pietro, che vuole stimolarci a conoscere molto bene le meravigliose opere di Dio e annunziarle a tutto il mondo. E' simile a ciò che l'Evangelista San Matteo sapientemente scrive nel suo 5° capitolo, versetto 16 (Mt 5, 16): “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria a vostro Padre che è nei cieli”.

        Osserviamo una trasfigurazione dalle “tenebre alla luce”. Abbiamo una nuova illuminazione dal Vangelo. Abbiamo una contraddizione. Abbiamo la loro precedente vita nelle tenebre, nel paganesimo, (idolatria), come abbiamo anche la vita nuova in cui sono stati illuminati, si sono trasfigurati” (Ef 5, 8 Col 1, 12-13).

        Dobbiamo sottolineare che le “tenebre” sono il simbolo dell'ignoranza, del peccato e dell'infelicità. Al contrario, la luce e il simbolo della nuova situazione, dell'illuminazione che la Grazia e la conoscenza del Vangelo hanno creato in Gesù Cristo.

        E' verità indiscutibile che la luce del Vangelo non solo non è una cosa solita, che non si trova dappertutto, ma che possiamo trovare solo in Cristo e nel Vangelo.

        La Settimana per l'Unità dei Cristiani 2016 ci trova nuovamente nella preghiera, per chiedere a Dio il dono dell'Unità.

Con l'appello di San Pietro: “annunziare le meravigliose opere di Dio”, noi cristiani dobbiamo svegliarci, non temere e non disperarci. La nostra trasfigurazione e la nostra illuminazione in Cristo costituiscono un'inappellabile necessità.

        Popolo di Dio scelto, eletto e santificato nel Battesimo con la Grazia dello Spirito Santo, ha la potenza di conoscere e annunziare le meravigliose opere di Dio. Così, il popolo di Dio vive una esperienza di somma importanza:

a. L'uomo nuovo al peccato per risorgere con Cristo.

b. Il Battesimo unisce ogni fedele col popolo di Dio, mentre la fede e l'amore sono la corona di ogni cristiano. Dobbiamo portare a tutti questo amore con tutto il cuore e con tutta la gioia insieme alla Parola di Dio, che dev'essere il nostro cibo quotidiano con la preghiera, il perdono e la carità.

        Con  queste umili parole di affetto e sincerità, preghiamo, riflettiamo, commemoriamo e studiamo le Sacre Scritture e i Padri della Chiesa, per risolvere moltissimi problemi, le difficoltà e ostacoli che si trovano dappertutto e che disturbano, quelle pastorali, ecclesiastiche, spirituali, morali, sociali ed altre, per il bene e la prosperità spirituale dei vostri fratelli.

        L'uomo dell'amore, di fede e di speranza senz'altro appartiene al popolo di Dio e, in verità, l'unità dei cristiani è una delle sue cure, dei suoi sforzi e delle sue preghiere.

        Non cessiamo di pregare per l'unità dei cristiani. Noi siamo provvisori, mentre la Chiesa è eterna. E' volontà di Dio! Dobbiamo amarci per far sparire lo “scandalo della divisione”. La Verità illumina sempre, la Verità è la vita eterna, la Verità è Gesù Cristo, il Salvatore del mondo.

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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