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NELLA SERENISSIMA VENEZIA L’UOMO E IL CREATO HANNO FESTEGGIATO I SACRI DODICI GIORNI

categoria: Eventi

Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta: Il messaggio angelico: Non abbiate paura, rivolto a umili pastori, rivolto oggi a tutti gli uomini, in una epoca di indifferenza e secolarizzazione; è un gioioso messaggio di massima importanza, messaggio di pace e salvezza.



NELLA SERENISSIMA VENEZIA L’UOMO E IL CREATO HANNO FESTEGGIATO I SACRI DODICI GIORNI

 

Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta: Il messaggio angelico: Non abbiate paura, rivolto a umili pastori, rivolto oggi a tutti gli uomini, in una epoca di indifferenza e secolarizzazione; è un gioioso messaggio di massima importanza, messaggio di pace e salvezza.

 

I dodici sacri giorni del Natale, in quella che fu la potente Serenissima Repubblica di Venezia, sono stati ricchi di affollate liturgie, durante le quali moltissimi bambini e ragazzini hanno ricevuto la divina comunione.

Venezia ha sempre costituito un modello di libertà, di pace, di serena convivenza tra popoli diversi, di dialogo ecumenico e non smette di affascinare grandi e piccoli, giovani e anziani per queste sue caratteristiche, come anche per gli splendidi monumenti, palazzi ed edifici architettonici.

I sacri dodici giorni natalizi sono trascorsi in clima di gioia e pace in una città affollata da turisti di ogni condizione sociale, attirati dalla possibilità, anche solo per una giornata, di gustare la pace e la libertà nella serenità, discutendo i problemi del mondo e dell’umanità e trovar momentaneo sollievo da fastidi e disagi.

Alle Liturgie di Natale, del primo gennaio, alla dossologia per il nuovo anno e alla Teofania partecipavano numerosi fedeli locali e forestieri, alcuni provenienti anche dall’estero, riempiendo la Cattedrale di san Giorgio dei Greci.

L’antevigilia di Natale nella magnifica Chiesa di San Marco ha avuto luogo lo scambio di auguri natalizi fra le autorità locali e il popolo di Dio, in occasione del quale si esibiva per circa un’ora un Concerto dell’Opera e del teatro Fenice di Venezia, che è uno dei migliori al mondo. Erano presenti il sindaco della città, il rappresentante del Patriarca di Venezia, il presidente della regione, numerosi politici, militari e magistrati.

Sua Eminenza il Metropolita Gennadios, l’Arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta, nostro pastore, nell’occasione ha trasmesso gli auguri e le benedizione patriarcale di Sua Santità il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I.

Il tradizionale taglio della Basilòpita ha avuto luogo negli uffici dell’Arcidiocesi.

Anche la tradizionale gondola veneziana ha avuto un ruolo nel ripescaggio della preziosa Croce, lanciata il 6 gennaio nelle acque del Canale dei Greci, tra le sirene dei vaporetti e grida di acclamazione. La signora Stamata Chelmi, I vicepresidente della Comunità Ellenica ha rinvenuto la Croce con l’aiuto della gondola nobiliare di Venezia; senza questo aiuto, infatti, la croce sarebbe finita nelle acque del mare aperto, navigando chissà fin dove. Numerosi residenti e forestieri seguivano dal Ponte dei Greci la cerimonia, al cui termine gli ortodossi insieme con non pochi eterodossi rientravano nella Chiesa Cattedrale.

Quest’ultimo periodo natalizio si è rivelato particolarmente ricco di frutti spirituali, come testimonia il grandissimo numero di Ortodossi che si sono accostati ai divini misteri, molti dei quali giovani. Soprattutto a loro si è rivolto Sua Eminenza l’Arcivescovo Gennadios, nostro pastore, con queste parole: Il messaggio angelico: Non abbiate paura, rivolto a umili pastori, rivolto oggi a tutti gli uomini, in una epoca di indifferenza e secolarizzazione; è un gioioso messaggio di massima importanza, messaggio di pace e salvezza, che indica la continuazione della grazia di Cristo fino a noi, grande gioia per tutto il popolo, poiché oggi per noi è nato Cristo Signore. I pastori sono accorsi alla grotta e lo hanno riconosciuto avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, Dio e uomo, nostro Salvatore, visione di amore e purezza di cuore e adorarono colui che è glorificato in cielo e in terra (Mt 28,18).

Ormai è noto il fatto che la gioventù che frequenta le Chiese del Patriarcato di Costantinopoli è composta anche da molti giovani ortodossi italiani, molto interessati alla conoscenza e all’approfondimento della fede ortodossa. Otto candidati al sacerdozio si stanno intanto preparando al futuro servizio nella nostra Arcidiocesi a favore non solo dei fedeli ortodossi, ma di ogni essere umano, giacché l’uomo è stato creato per far parte del regno dei cieli.

Il 27 dicembre, giorno del santo protomartire e arcidiacono Stefano, Sua Eminenza ha ordinato sacerdote il diacono Dmitry Zhavko, proveniente dalla Russia, al cospetto di una moltitudine di fedeli. Per la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, la nuova ordinazione sacerdotale, come le prossime che seguiranno, rappresentano un rafforzamento e una reale necessità, grazia sublime e coraggio indomito nello compiere l’opera luminosissima della rinascita dell’Ortodossia nel cuore del cattolicesimo romano.

 

 


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