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Discorso di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

data: 26-11-2004 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

durante la cena ufficiale offerta dal Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei Cristiani, l’Eminentissimo Cardinale sig. Kasper a Roma




Eminentissimo fratello Cardinale Signor Kasper,
Eminenze, Eccellenze,
Venerati membri della Curia Romana,
Eccellentissimi Signori Ambasciatori,
Carissimi e diletti fratelli commensali,

Ogni nostra visita alla Città eterna e al Vaticano, per noi è indubbiamente motivo di molta commozione e gioia.
Non sono soltanto le memorie dell’antico cristianesimo delle persecuzioni, delle catacombe e del terribile Colosseo, né la presenza di innumerevoli Martiri e Confessori della Fede - con a capo i Corifei Apostoli Pietro e Paolo - ne di tanti Santi, che hanno santificato con la loro vita, il loro insegnamento e tutta la loro esistenza la Cattedra vescovile dell’Antica Roma, ma sono anche i ricordi personali dei nostri studi post-universitari qui, e il grande amore che abbiamo goduto da parte della Chiesa Romano-Cattolica e dei suoi rappresentanti, dalla sommità del Papa fino alla Curia Romana e agli Uffici del Vaticano e ai cristiani del luogo, motivo della nostra gioia e commozione. Inoltre, è anche la sensazione che venendo qui, ci incontriamo con i nostri dilettissimi fratelli, l’allontanamento dai quali viviamo come dolorosa e amara esperienza, che abbiamo comune dovere di respingere ai margini della storia, coltivando l’unità nel vincolo della pace, della verità e dell’amore.
Nell’ambito della coltivazione di questa unità si inserisce indubbiamente il riscontro volenteroso di Sua Santità, il dilettisimo nostro Fratello il Papa Giovanni Paolo II, alla nostra richiesta, richiesta della nostra Nuova Roma di ottenere la restituzione a noi delle sacre reliquie - da secoli traslate qui da Costantinopoli - dei due illustri Santi, grandi Gerarchi e Maestri Universali, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo, Padri della Chiesa doverosamente venerati da entrambe le Chiese, d’Oriente e d’Occidente, che furono nostri predecessori nel Santissimo, Apostolico ed Ecumenico Trono di Costantinopoli. Infatti, il nostro Fratello Giovanni Paolo II ha ascoltato subito la nostra richiesta con orecchio ben disposto, ed è venuto prontamente all’altezza della circostanza, palesando con un gesto veramente fraterno la ricchezza del suo amore cristiano. Gli siamo riconoscenti. La sua iniziativa è di correzione della storia, ed è molto apprezzata, dovutamente, non solo da parte di Costantinopoli e dei suoi figli in Cristo sparsi nel mondo, ma anche da parte delle altre santissime Chiese Ortodosse locali, autocefale e autonome. Si tratta di un gesto del tutto edificante, del tutto fraterno, del tutto cristiano, del tutto attestante le sue buone disposizioni e sentimenti nei confronti dei suoi fratelli in Oriente. Il Signore dia a Lui secondo il suo cuore!
Ma il nostro ringraziamento si estende anche oltre Sua Santità, raggiungendo i reverendissimi membri della Curia Romana, che hanno co-operato positivamente e sono stati ben disposti a detta decisione pontificia. E non solo: hanno manifestato in vari modi anche la loro gioia e il loro compiacimento per essa. Si estende anche verso la Vostra Eminenza, fratello Cardinale Kasper, che esprimete la vostra gioia per questo evento con questa cena ufficiale da parte della Santa Sede.
Desideriamo rassicurare tutti voi, che d’ora in poi abbiamo ancora un motivo di più e addirittura molto importante, non solo per ricordarvi nelle nostre preghiere con profondo amore, ma anche per lottare ancor più fortemente al fine di accorciare le distanze, appianando le asperità, gettando ponti tra ciò che ci divide, affinché il giorno luminoso e desiderato dell’unione nella Fede e nell’esperienza dello Spirito Santo del primo Millennio cristiano sorga al più presto possibile, per la gloria di Dio, il compiacimento del nostro Signore Gesù Cristo che ciò ha desiderato fortemente, la gioia dello Spirito Santo e la letizia della Madre di Dio, dei Santi Angeli e Arcangeli e di tutti i Santi d’ogni tempo, d’Oriente e d’Occidente. In ciò avremo - ne siamo sicuri - come impegnati insieme a noi nell’amore, i divinissimi Padri, le cui sacre reliquie riceveremo domani, per rimpatriarle accanto alla loro Cattedra e dei loro immediati figli in Cristo.
Ringraziando di nuovo auguriamo benedetto il resto del periodo fino alla ‘’capitale delle feste’’ - secondo il sacro Crisostomo - cioè il divino Natale di Cristo, che speriamo sia pacifico per tutto il mondo e salvifico per tutti coloro che confessano Gesù Cristo venuto per noi nella carne. Siano molti i Vostri anni, Eminenza! Leviamo il calice alla salute e alla longevità del Santissimo Papa, il nostro Fratello Giovanni Paolo II.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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