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Intervista di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

data: 13-08-2004 - Intervista di S.S. il Patriarca Ecumenico

al giornale "Avvenire"




D1: Prima la Dichiarazione congiunta, firmata poco più di un mese fa da Lei e da Giovanni Paolo II. E dopo nemmeno 15 giorni l’annuncio del ritorno in Russia dell’Icona di Kazan: è in errore chi vede in questi fatti finalmente un’accelerazione positiva nei rapporti ecumenici tra Roma e le Chiese Ortodosse?

R1: Certamente questi eventi costituiscono segnali di miglioramento delle relazioni delle Chiese Ortodossa e Romano-Cattolica, ma non crediamo che aggiunga qualcosa la qualifica di queste relazioni come ecumeniche. Al contrario limita l’ampiezza delle relazioni ad un settore, a quello del movimento ecumenico, che stringe e tipizza eccessivamente il concetto delle relezioni cristiane e le imprigiona nel formalismo di una situazione impersonale.

D2: Che cosa di nuovo è maturato in questi mesi perchè ciò avvenisce, quando fino apochi mesi fa le distanze sembravano ancora abissali?

R2: Il nostro cuore è sempre vicino ai nostri fratelli, al nostro prossimo, anche ancora quando ci dividono questioni di fede. Sulle differenze riguardo questioni di fede tra le Chiese Romano-Cattolica e Ortodossa non sono ancora stati costruiti dei ponti. Il nostro amore è stato riscaldato spinto dall’amore stesso, senza altri motivi, che non il desiderio dell’unione in Cristo, come visione ed augurio. Il dissenso non impendisce l’amore, come anche l’amore non elimina il dissenso.

D3: Lei ha inviato Giovanni Paolo II a tornare a Costantinopoli il prossimo 30 novembre. Se, come tutti sperano, ciò avverrà, quali frutti ulteriori potrà portare a Suo avviso questa visita?

R3: Speriamo che rassicurerà i nostri fratelli romano-cattolici per la sincerità del nostro amore e l’ampiezza dei nostri orizzonti. Li convincerà che superiamo senza abolire i nostri dissensi e che siamo in posizione di discutere senza passioni e ancora di più con simpatia, senza nessuna antipatia verso i cristiani che per ragioni storiche appartengono oggi alla Chiesa Romano-Cattolica.

D4: Gli ultimi quindici anni di relazioni cattolico-ortodosse sono stati resi più ‘’faticosi’’ dalle questioni pratiche che dalle divergenze dottrinali. Riguardo alle prime, Lei proprio partendo da Roma ha riconosciuto che su di esse la posizione della Santa Sede è ‘’corretta’’. Pensa dunque che si sia vicino al loro superamento?

R4: La Chiesa Romano-Cattolica ha mostrato ultimamente in questioni pratiche buone intenzioni verso quella Ortodossa. Si è proceduto alla restituzione di sacre reliquie ed alla concessione di chiese, progetta restituzioni di icone e di sacre reliquie. Questi atti sono molto positivi. Tuttavia in regioni dove esistono tensioni tra Ortodossi e Uniati aspettiamo che siano affrontate le questioni pratiche con maggiore senso di amore e di comprensione concretamente. Purtroppo non possiamo assicurare che siamo molto vicino al superamento di tutte le differenze pratiche e dogmatiche. Salutiamo, però, con ottimismo i passi positivi nel settore dell’appianamento delle relazioni pratiche.

D5: Negli stessi 15 anni le stesse Chiese Ortodosse sono state, e ancora sono in parte, travagliate da non pochi problemi, al loro interno e tra di loro. Non crede che anche questi contrasti abbiano contribuito a rendere più confuso, e dunque di fatto a ostacolare, il cammino ecumenico? E in che misura?

R5: L’Ecumenismo, come termine e come idea, sotto il significato sincretistico con il quale per lo più viene usato in Occidente, non commuove gli Ortodossi e mai in nessun modo è stato considerato come scopo da raggiungere per le Chiese Ortodosse. Di conseguenza le differenze tra di esse non hanno ostacolato il cammino verso qualcosa per il quale non si sono mai mosse. Le Chiese Ortodosse su iniziativa del Patriarcato Ecumenico manifestata con la nota enciclica del 1902, e in seguito con quella del 1920, hanno proposto la collaborazione delle diverse Chiese principalmente su argomenti pratici e l’avvio di un dialogo amichevole tra di esse, in modo da cambiare il clima di reciproca contrapposizione e polemica e da instaurarsi un clima di discussioni e di ricerche pacifiche.

D6: All’inizio del 2004, in un’intervista, Lei ha fotografato gli ultimi decenni di dialogo ecumenico come ‘’molto poveri in risultati spettacolari, ma positivi nella profonda operazione interna delle coscienze’’. Oggi, con l’auspicato ridimensionamento dei problemi pratici e la ripresa del confronto dottrinale, quali pensa potranno essere i primi risultati?

R6: I risultati dipenderanno dalla disposizione. Il disinteresse, l’amore della verità, la fiducia, la sincerità, la ricerca della volontà di Dio e l’abbandono della volontà degli uomini. Di conseguenza anche se non si manifestano risultati immediati, opera nel profondo delle coscenze la preparazione che più tardi produrrà il frutto dell’avvicinamento, perché quanto più sinceramente ci avviciniamo a Cristo, tanto più diventiamo vicini tra di noi.

D7: Ancora sul confronto dottrinale. Quando riprenderanno concretamente i lavori della Commissione Mista? Quale peso ritiene potranno avere su di essi documenti come l’Enciclica ‘’Ut unum sint’’ (pubblicata nel 1995, quando i lavori della Commissione erano ormai già congelati da tempo), che su molte questioni - per esempio il primato petrino - ha aperto prospettive inedite?

R7: Quando ricominceranno i lavori della Commissione sul dialogo teologico tra Ortodossi e Romano-Cattolici non è stato ancora stabilito. L’enciclica Ut unum sint è stata diventata oggetto di studio attento da parte di importanti teologi ortodossi e sono stati segnalati gli aspetti positivi e quelli negativi o quelli dubbi secondo noi. Certamente tutti questi saranno discussi ampiamente e dettagliamente e, in alcuni punti, abbiamo importanti cambiamenti della posizione della Chiesa Romano-Cattolica.

D8: Europa, terrorismo, dialogo co l’Islam, difesa della vita, protezione del creato: per la Dichiarazione congiunta sono queste le ‘’sfide’’ che cattolici e ortodossi devono ‘’affrontare insieme’’. Quale potrà essere, secondo la Sua prospettiva, il contributo originale che potrà venire da questa collaborazione?

R8: Per ognuno di questi importanti argomenti è necessaria l’informazione ed il coinvolgimento della pubblica opinione, cosa che presuppone posizioni chiare da parte dei capi spirituali. Certamente l’opinione pubblica non sarà convinta quando ascolterà ciascuna Chiesa sostenere punti di vista diversi. Dobbiamo offrire questa comune immagine per convincerla e facciamo ciò con le nostre comuni dichiarazioni. In conseguenza, dopo le prime comuni dichiarazioni devono seguirne anche altre su temi specifici, come quelli a cui si fa riferimento nella vostra domanda. Questa sarà l’espressione autentica della fede o della percezione di tutti i cristiani che hanno coscienza.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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