Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




La vita dei Cristiani (dall’Omelia n. 5)

 

di Pseudo-Macario




 

Altro è il mondo dei cristiani, il loro modo di vivere, di pensare, di parlare e di agire e altro è il modo di vivere, di pensare e di agire degli uomini del mondo. Una cosa sono quelli e altra questi, e fra gli uni e gli altri vi è grande differenza. Gli abitanti della terra e i figli di questo mondo, infatti, sono simili al grano gettato nel vaglio di questa terra; essi mettono in sommovimento le loro anime con gli instabili pensieri di questo mondo e attraverso l’incessante agitazione delle occupazioni terrene e i tortuosi pensieri terrestri, poiché dalla caduta di Adamo che trasgredì il comandamento e finì sotto il dominio del principe del male, Satana agita come con un vaglio, cioè mediante gli affanni terreni, l’intera umana stirpe di peccatori. Ricevutone il potere, agita e mette in sommovimento con il vaglio della terra tutti i figli di questo mondo con pensieri incessanti, ingannevoli e tumultuosi.
La diversità dei cristiani non sta dunque nelle sembianze e nell’aspetto esteriore, anche se molti ritengono che in questo consista l’identità propria dei cristiani e la differenza tra loro e il mondo, nelle apparenze e nell’aspetto, ma si ritrovano poi simili al mondo quanto al cuore e ai pensieri perché, al pari di tutti gli uomini, sono agitati e instabili nei loro pensieri, mancano di fede, sono confusi, turbati e timorosi. E se pure differiscono dal mondo per aspetto, sembianze e per talune opere esteriori, tuttavia nel profondo del cuore sono avvinti da lacci terreni, non hanno in cuore la quiete che viene da Dio e la pace celeste dello Spirito, poiché non le hanno richieste a Dio e non hanno creduto di poterle ottenere.
Molti desiderano il regno dei cieli ma non vogliono rinunciare alla propria volontà. Chi desidera il regno dei cieli vuole regnare con Cristo per i secoli senza fine; e non accoglierai di buon grado, fino alla morte, le lotte, le fatiche e le tentazioni del breve lassù di tempo di questa vita? Poiché il Signore grida: Se uno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno con gioia e mi segua, e ancora: Se uno non odia padre, madre, moglie, figli, fratelli, sorelle, e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. La maggior parte degli uomini desidera ottenere il regno e vuole ereditare la vita eterna, non rinuncia però a vivere secondo le proprie volontà e a seguirle, peggio ancora a seguire colui che semina vanità, e pur non rinunciando a se stessi, vorrebbero ereditare la vita eterna, il che è impossibile. La parola del Signore, infatti, è veritiera. Avanzano senza cadere quelli che, secondo il comandamento del Signore, hanno interamente rinnegato se stessi e hanno detestato ogni seduzione mondana, i suoi lacci, le sue distrazioni, i suoi piaceri e le sue occupazioni e il Signore soltanto tengono dinanzi agli occhi e desiderano mettere in pratica i suoi comandamenti. E così ciascuno è allontanato dal regno dalla propria volontà, perché non vuole faticate né rinnegare se stesso, perché all’amore di Dio unisce altri amori, si diletta in godimenti e desideri di questo mondo e non volge ogni affetto al Signore con tutta la forza della libera scelta e della sua volontà.
Nelle tribolazioni, nei patimenti, nella pazienza e nella fede sono celate le promesse, la gloria, la reintegrazione nei beni celesti così come il frutto è nascosto nel chicco di grano gettato a terra o nell’albero che, rinvigorito dal concime e cresciuto attraverso immondezze, si mostra poi rivestito di magnificenza, di gloria, e di frutti copiosi. Se non fossero passati attraverso quella condizione disonorevole e quell’annientamento, non si sarebbero poi mostrati in un magnifico aspetto, belli a vedersi e ricchi di frutti. Come dice l’Apostolo: Attraverso molte tribolazioni possiamo entrare nel regno dei cieli, e il Signore: Con fa vostra perseveranza avete guadagnato le vostre anime, e ancora: Nel mondo avrete tribolazioni. Occorre fatica, sollecitudine, vigilanza, molta attenzione, fervore e insistenza nel pregare il Signore per poter passare attraverso le insidie dei desideri terreni, i lacci dei piaceri, le tempeste del mondo, per sfuggire agli assalti degli spiriti malvagi e per ben sapere mediante quale vigilanza e quale fervore di fede e di amore i santi in questo mondo acquistarono nelle loro anime il tesoro celeste, cioè la potenza dello Spirito, caparra del regno. Il beato apostolo Paolo narrando di questo tesoro celeste, cioè della grazia dello Spirito, e dichiarando la quantità smisurata di tribolazioni, mostra tuttavia al tempo stesso che cosa ciascuno deve cercare su questa terra e che cosa deve acquistare. Dice: Sappiamo infatti che se la nostra dimora terrestre si va disfacendo, riceviamo perì una casa da Dio, una dimora eterna non fatta da mani d’uomo nei cieli.
E’ necessario dunque che ciascuno combatta, si impegni in tutte le virtù, creda e acquisti di qui quella casa.

Tratto (dall’Omelia n. 5) di Pseudo-Macario, Spirito e fuoco, Edizioni Qiqajon – 1995

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 20-01-2018

San Eutimio il grande; Santi Basso, Eusebio, Eutiche e Basilide, martiri; Sante Inna, Pinna e Rimma, martiri; San Pietro, l'esattore; San Leone I, il Trace, imperatore; Santa Anna di Roma, martire; Santi Tirso e Agnese, martiri; San Zaccaria.

i santi di domani 21-01-2018

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP