Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




Messaggio della Sinassi dei Primati degli antichi Patriarcati ortodossi e della Chiesa di Cipro

data: 02-09-2011 - Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico

I Primati degli Antichi Patriarcati Ortodossi e della antica Chiesa di Cipro al Pleroma delle loro Chiese e ad ogni uomo di buona volontà




Amati fratelli e figli prediletti, gioite sempre nel Signore!
“Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della speranza in Gesù Cristo nostro Signore” (1 Tess. 1,2-3)

Seguendo l’ingiunzione dell’Apostolo, secondo la quale nella Chiesa di Cristo “se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui  e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1 Cor. 12,26) ci siamo riuniti nella Sede dello storico e martoriato Patriarcato Ecumenico, su invito e sotto la presidenza del Primo tra noi secondo l’ordine e l’onore, per vivere e rendere manifesto l’amore di Cristo che c’è tra noi (2 Cor. 5,14), in ogni momento e specialmente  in tempi di turbamento e tribolazione.

Siamo giunti qui soprattutto, noi che abbiamo la responsabilità della guida e della cura pastorale delle antiche e storiche Chiese, fondate dagli Apostoli di Cristo e che i Concili Ecumenici della unica e indivisibile Chiesa,  hanno proclamato autocefale,   per ravvivare una antica consuetudine e per uno scambio di vedute ed un contraccambio di amore  e di solidarietà a motivo di quanto succede in questo tempo nel territorio storico della regione geografica, nella quale la Provvidenza di Dio ha posto le nostre Chiese da tempi immemorabili.

Secondo la divina provvidenza, la Chiesa di Cristo è nata  come realtà storica, nel paese chiamato Medio Oriente. Il Fondatore e il suo fondamento, Gesù Cristo nostro Signore nacque secondo la carne a Betlemme di Giudea (Matt. 2,1), dove scelse i Suoi  Dodici Discepoli e Apostoli e li inviò a proclamare il Suo Vangelo all’inizio in quel luogo (Matt. 10,6),  dove ha patito  ed è risorto, e dove fu fondata la prima Chiesa  di Gerusalemme  e da lì  si è sparsa verso “tutte le genti” (Matt. 28,19). In questo luogo sono stati fondati ed hanno  rifulso i primi grandi centri del Cristianesimo, le Chiese di Alessandria, di Antiochia, di Gerusalemme e di Cipro ed è stato creato il sistema dell’intera Chiesa, unica ed indivisibile.

In questa regione sono profonde le radici della Chiesa di Cristo, ossia specialmente della Santa Chiesa Ortodossa. Questa regione è stata santificata dal sangue dei martiri per la fede Ortodossa e dalle lacrime dei suoi santi. Nessuno ha il diritto morale di trascurare questo fatto ed ogni autorità civile è obbligata a rispettarlo. I cristiani che appartengono alla Chiese Ortodosse di questi luoghi, si trovano qui da secoli,  e nessuna “pulizia etnica” o “pulizia religiosa” li può rimuovere o impedire, in qualsiasi modo,  la loro libera  esistenza o attività, senza violare i più elementari diritti umani.

La Chiesa Ortodossa, seguendo il principio biblico “Del Signore è la terra e quanto contiene” (Sal. 23,1) non ha mai impedito a popoli di altre fedi religiose  di convivere con essa in pace nello stesso posto. E quando ancora altre religioni  con la forza si sono impossessate di terre, dove aveva vissuto per secoli, ha trovato modi di adattamento  e di coesistenza   pacifica con coloro che professavano altre fedi. La intolleranza non ha mai caratterizzato la Chiesa Ortodossa.

Purtroppo, nel nostro tempo, la paura dell’Altro, di ciò che è diverso, è accresciuta e si è intensificata. Vittime di questa situazione tendono a divenire  anche gli stessi Cristiani, particolarmente nella regione del Medio Oriente. In molti casi i cristiani vengono considerati come cittadini di “seconda categoria”. In altri casi sono profanati o anche distrutti  i luoghi di culto, i quali spesso rappresentano rinomati monumenti di civilizzazione, o si limita la celebrazione delle loro funzioni religiose  e la formazione del clero. A tutto ciò si aggiungono occasionalmente  anche assalti di violenza omicida contro i cristiani, derivanti da circoli religiosi fanatici estremisti.  E’ del tutto significativo che i cristiani, in qualsiasi posto si trovino, sono obbligati a rispettare il luoghi di culto delle altre comunità religiose.

Gli Ortodossi credono nella parola della  Scrittura “l’amore perfetto scaccia il timore” (1 Gv.  4,18). Non abbiamo paura dell’Altro, qualunque sia la sua fede. Lo abbracciamo come fratello e attendiamo che egli faccia altrettanto con noi. Ma anche non cessiamo di  pretendere la protezione, di cui abbiamo diritto dagli stati, nei quali viviamo. Questo, crediamo, sia l’unica soluzione dei problemi  della assai tormentata regione del Medio Oriente, ma anche di tutto il mondo.

Intensifichiamo allora il dialogo di riconciliazione intercristiano ed interreligioso. Il Patriarcato Ecumenico  ha da anni stabilito il dialogo interreligioso con le altre due religioni monoteiste, in accordo  con le decisioni in proposito della Terza Commissione Pan-Ortodossa Pre-Sinodale (1986).  Applaudiamo e sosteniamo il suo proseguimento, particolarmente in questi difficili giorni, durante i quali, la violenza sconvolge la regione, nella quale per primo si è udito il comandamento d’amore ed il messaggio di pace.

Indirizzandoci dunque ai capi politici e religiosi sia del Medio Oriente, quanto del mondo,
li richiamiamo a creare principi e impegni per una convivenza pacifica dei fedeli delle diverse tradizioni religiose e ci dichiariamo solidali con tutti coloro che subiscono discriminazione, violenza e persecuzione. Soffriamo assieme a tutti i nostri fratelli, tormentati dagli  scoppi  di violenza, innocenti vittime di conflitti militari, e con la moltitudine di uomini, obbligati a lasciare i loro focolari e a seguire la dura via dell’esilio.
Comprendiamo  il desiderio ed il bisogno  dei popoli di libertà politica  e di protezione dei loro diritti umani e richiamiamo i governi competenti a procedere immediatamente alla piena assicurazione dei loro diritti. La Chiesa non si mischia con  la politica, dando “a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello di Dio” (Matt, 22,21) ). La politica, quale metodo  per affrontare i problemi  degli uomini spetta ad altri e non alla Chiesa. I problemi  in sé stesso tuttavia, ed i principi fondamentali antropologici e sociologici per la loro soluzione  non possono lasciare indifferente  la Chiesa, particolarmente quando ledono e danneggiano la dignità e la libertà della persona umana, quale “Immagine  di Dio “(Gen. 1,26) o la Sua “assai buona” creazione (Gen. 1,31).

L’ultimo punto riguardante la protezione dell’ambiente naturale tende a essere sottovalutato  e ad apparire di secondaria importanza,  sotto la pressione soffocante  dei problemi politici, sociali ed economici che oggi turbano la regione del Medio Oriente. Ma questa percezione è errata e pericolosa. La distruzione dell’ambiente naturale annullerà completamente ogni apparente impegno sociale od economico da qualsiasi mutamento politico, per il quale oggi si conducono lotte al prezzo del sangue di molti.
Tutto ciò,  ci ha portato alla decisione  di adottare la proposta del Patriarcato Ecumenico,  di organizzare e programmare nel più breve tempo possibile, un incontro dei capi religiosi della regione, durante il quale poter trovare un accordo  e proclamare una specie  di “Carta del Mediterraneo “ ecologica. In questo modo la Chiesa Ortodossa non solo adempierà i suoi obblighi davanti alla creazione di Dio, ma contribuirà alla coesistenza pacifica e collaborazione delle religioni in questa regione del Mediterraneo , oggi lacerata da conflitti.
Fratelli e Figli nel Signore,

“La tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza  e poi la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori” (Rom. 5,5-3).

Il pensiero ed i nostri cuori sono vicino a tutti coloro che oggi soffrono terribilmente  nei luoghi delle nostre Chiese, a quanti sono privati della loro libertà e dei loro diritti religiosi, ovunque nel mondo, e particolarmente nella regione del Medio Oriente. Come  Capi religiosi, a qualsiasi fede apparteniamo, abbiamo l’obbligo , di contribuire con tutti i nostri mezzi alla coesistenza pacifica di tutte le comunità religiose nella regione del Medio Oriente. Questo territorio  deve e può divenire luogo di pace e di amicizia di tutti gli uomini.

Inviando questo messaggio,  da questo Centro dell’Ortodossia ad ogni uomo di buona volontà, Vi abbracciamo  e Vi benediciamo tutti con amore.

Fanar, il 2 Settembre 2011

+ Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo
+ Il Patriarca di Alessandria Teodoro II
+ Il Vescovo di Apamea Isacco, rappresentante del Patriarca di Antiochia Ignazio IV
+ Il Patriarca di Gerusalemme Teofilo III
+ L’Arcivescovo di Cipro Crisostomo II


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 24-05-2019

i santi di domani 25-05-2019

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP