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Le origini della festa dei Santi Padri del Concilio di Nicea

 

di S. Ecc. Rev.ma Mons JOB Arcivescovo di Telmissos tradotto da “The Typikon Decoded” di Job Getcha, SVS press

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria




 

Come S. Saville ha mostrato, le feste dei concili del rito bizantino originano dalla festa dei padre dei primi sei concili ecumenici, alla Domenica più vicina al 16 luglio, che è originariamente la festa del Concilio di Calcedonia. Infatti, dopo la morte dell’Imperatore Monofisita Anastasio e l’ascesa al trono dell’Imperatore Ortodosso Giustino I, la popolazione sfruttò la prima apparizione del sovrano nella Grande Chiesa per chiedere la rimozione di Severo d’Antiochia e il ripristino del Concilio di Calcedonia. Quando il Patriarca Giovanni II pubblicamente proclamò le decisioni del Concilio di Calcedonia il 15 luglio del 518, il popolo domandò che egli stabilisse una festa solenne, una sinassi del Concilio di Calcedonia. Piegandosi alle loro richieste, il giorno successivo, il 16 luglio 518, il patriarca formò una sinassi dei Santi Padri di Calcedonia, con cui erano associati anche i Santi Padri dei precedenti Concilii di Nicea, Costantinopoli ed Efeso. Da allora, la sua decisione fu inclusa nei libri liturgici, che non solo menzionano la festa, ma includono anche l’innografia che fu in seguito composta in onore dei Padri e della teologia di questi concili. Più tardi, il Sesto Concilio fu incluso nella lista. Il Settimo Concilio era celebrato nella Domenica più vicina all’11 ottobre, una festa osservata nell’ottavo secolo nel Typikon della Grande Chiesa [1].

La festa dei 318 Santi Padri Teofori di Nicea, è anche inclusa nel Typikon alla Domenica successiva all’Ascensione. Questa data corrisponde più o meno con quella d’apertura di questo concilio, che si è svolto dal 20 maggio al 25 agosto del 325 [2]. Questa festa potrebbe essere stata istituita in connessione con la festa dell’Ascensione che chiaramente mostra, come Niceforo Kallistos Xanthopoulos sottolinea nel suo Sinassario, che “ il Figlio di Dio veramente divenne uomo, e perfetto uomo è asceso al cielo come Dio e siede alla destra della sua Maestà negli eccelsi”. Poiché i padri di questo concilio “ proclamarono egli così, confessandolo essere consustanziale e condividendo lo stesso onore come il Padre”.

Note:

1) S. Saville, “ La fête di concile de Nicée et les fêtes des conciles dans le rite bynzantin”, Échos d’Orient 24 (1924): 445 – 70; S. Saville, “ La fête di concile de Chalcédonie dan dans le rite bynzantin”, in A. Grillmeier and H. Bacht, Das Konzil von Chalkedon. Geschichte und Gegenwart, II (Würzburg, 1953), 677 – 95; A. Grillmeier, Le Christ dans la tradition Chrétienne. Le c concile de Chalcédonie (451): reception et opposition, “Cogitation fidei” 154 (Paris, 1990), 443 – 47. Vedi anche M. Arranz, “Les fêtes théologiques du calendrier byzantin”, in La Liturgie, expression de la foi. Conférences Saint-Serg. XXV Semaine d’études liturgiques (Rome, 1979), 48 – 54.
2) Héfélé-Leclerq, Histoire des conciles, Vol. 1 (Paris, 1907), 417.

 


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