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La “Madonna della Passione”

Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

IN OCCASIONE DEL GIUBILEO
DELL’ICONA DEL PERPETUO SOCCORSO
NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA SUA CONSEGNA
AI REDENTORISTI
(Venezia 25 giugno, Chiesa della Fava)




La “Madonna della Passione”

 

 

La “Madonna della Passione” o anche “Madonna Amolintos” (senza macchia), che appartiene al tipo dell’Odegitria, soprattutto, dipende dalla icona Paleologa della “Presentazione di Gesù al Tempio”. L’icona, dunque, della “Madonna della Passione”, con le sue qualità artistiche e mistagogiche all’interno della Chiesa Ortodossa Orientale e la “Madonna del Perpetuo Soccorso”, pregevole oggetto artistico all’interno della Cristianità Occidentale, con i loro simboli e contenuto ci giudano nel tema, nel cammino della realizzazione del Testamento del nostro Salvatore Gesù Cristo:”Affinché siano una cosa sola”. Pertanto ringraziamo la comunità dei reverendi Padri Redentoristi per questa loro importante iniziativa di festeggiare insieme, Ortodossi e Romano-Cattolici, questo sacrissimo avvenimento, di ricevere la Grazia della Santissima Madre di Dio, che è la Madre del Mondo, per ciascun uomo è una madre amorevole, che è amore, pace, libertà, rispetto, ubbidienza e discernimento.

         Dal punto di vista teologico, spirituale e sociale la “Madonna della Passione”, la cui esistenza nella Chiesa Ortodossa è da considerarsi un dono di Dio, un tesoro inestimabile, risplende e illumina ciascun uomo come luce sempre viva e luminosa, invece la “Madonna del Perpetuo Soccorso” è una imitazione della “Madonna della Passione” e nell’occidente si considera non soltanto come un capovaloro artistico, ma anche una occasione di speranza, un dono di Dio, per una profonda e fervida preghiera.

         L’ortodosso, che si arricchisce con la “Madonna della Passione”, come anche il romano-cattolico con la “Madonna del perpetuo soccorso”, entrambi glorificano lo Stesso che La magnifica, il Salvatore Gesù Cristo e la stessa gloriosa nostra Comune Madre la Beata Semprevergine Maria, la Santissima Madre di Dio, che è la sintesi dell’amore e dell’ubbidienza, che ci insegna quale via dobbiamo percorrere per compiere la volontà di Dio:”Affinché siano una cosa sola”.

         Il fedele, volgendo lo sguardo con devozione e compunzione alla “Madonna della Passione”, o alla “Madonna del perpetuo soccorso”, giunge alla preghiera, che oltre all’aiuto e alla protezione, che ci accorda, rafforza anche l’amore nei confronti di Dio, del prossimo, per l’unità e quindi per la fiducia in Dio, il Quale è l’autentico nostro Salvatore.

         Questo capolavoro, che rivela la teologia della divina Economia, e adorna la magnifica Cattedrale di San Giorgio dei Greci, come anche la “Madonna del perpetuo soccorso” nella Chiesa di Sant’Alfonso, la quale anche contiene i simboli della Passione, entrambe in sostanza sono la stessa icona, e inviano questo messaggio di amore e di ubbidienza, il messaggio del nostro Signore Gesù Cristo al mondo.

         A mio modesto parere è opportuno aggiungere qualcosa a proposito del contenuto teologico e spirituale della “Madonna della Passione”, che coincide con quello della “Madonna del perpetuo soccorso”.

La Santissima Madre di Dio domina sull’icona e regge Gesù Cristo sulla destra, mentre porta la sinistra sulla sua spalla. Cristo, abbracciato dalla Madre, volge lo sguardo all’Arcangelo Gabriele, che reca i simboli della Passione: la Croce (il suo sacrificio) e la Corona di spine. Il bambino è spaventato, apre le braccia per trovare riparo con l’abito della Madre, mentre con la destra afferra un rotolo avvolto. In alto è raffigurato l’Arcangelo San Michele, che afferra la Lancia, la Spugna, il Fiele e l’Aceto.

         Sulla destra della Santissima Madre di Dio compare la scritta: “Colui che prima alla Tuttasanta ha annunciato l’Ave, ora mostra i simboli della Passione. Cristo, quindi, che indossa la carne mortale, teme la morte e si spaventa a vedere ciò“. Le parole si riferiscono all’Arcangelo Gabriele.

         La “Madonna della Passione” non è intesa e vissuta solo come una Persona Santissima e Veneranda, ma sappiamo anche che è vissuta come famigliare, amica, consigliera, protettrice, accessibile, vicina all’uomo e, in genere, a tutto il mondo, piena di grazia e la Persona più amata nella Chiesa Ortodossa. Con i simboli della Passione appare nel mondo ed è suo il dolore, l’angoscia del cuore nei giorni tragici della Passione. Entrambe le icone insegnano questa verità, le quali hanno lo stesso centro, la Santissima Madre di Dio, che è addolorata per il martirio del Figlio e diviene modello di Fede e di Speranza per noi, che sentiamo la voce dell’Arcangelo Gabriele e confermiamo il “SI” della Beata Semprevergine Maria, Madre di Dio, nei confronti di Lui che ha come scopo la salvezza del genere umano, in modo da raggiungere la Resurrezione, che è Luce, Verità e Vita.

         Questa è la nostra Santissima Beata Semprevergine Maria, Madre di Dio, la nostra Madre quotidiana, che ci protegge, ci sorveglia, si interessa per tutto il mondo, ma che mostra il proprio amore materno al mondo e a ciascun uomo, offrendo il modello per diventare fedele, imitatore del suo amore e della sua fede per Dio e per il prossimo, per ciascun uomo, che non abbandonerà mai, come anch’egli non l’abbandonerà presentando le proprie necessità, e non la lascerà tranquilla presentando le proprie mancanze. Il suo vestito è un tetto, protezione e rifugio per divino percorso dell’affermazione della pace nel mondo e per la realizzazione della volontà di Dio: ”Affinché siano una cosa sola”.

         La “Madonna della Passione”, rappresentata secondo la Tradizione Ortodossa, differentemente rispetto a quella dell’Odegitria con l’aggiunta dei simboli della Passione è rappresentata nel corso del 15° secolo dall’iconografo cretese Andrea Ritzos, non mostra il mondo debole, ma il mondo soprannaturale e presta particolare attenzione al tema centrale e al messaggio che trasmette al mondo. Noi gli Ortodossi, in ginocchio, grati delle Sue intercessioni, abbiamo pregato la “Madonna della Passione”, per l’unità del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, e per il suo buon successo che sarà utile per l’umanità, per ogni uomo che Cristo è nato, è crocifisso ed è risorto per la sua salvezza.

         A Lei il nostro pensiero umano, ma anche il nostro sincero volgere lo sguardo pacifico verso di Lei, la Quale è piena di Grazia e di gioia, avendo in Lei la nostra Speranza, la nostra cosciente intima ricerca di serenità e di unità con l’altro uomo, diviene preghiera e invocazione per il carissimo Patriarca di Venezia, Mons. Francesco Moraglia, perché viva a lungo (ad multos annos), come anche per il popolo che governa, per la protezione e la prosperità della già capitale della Serenissima Repubblica di Venezia.

 

† Il Metropolita Gennadios

Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

ed Esarca per l’Europa Meridionale


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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