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LA DIASPORA ORTODOSSA

 




 

LA DIASPORA ORTODOSSA

 

 

Il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa si è occupato del tema dell’organizzazione canonica della Diaspora Ortodossa. Così, ha discusso sui relativi testi a esso sottoposti dalla IV Conferenza Panortodossa Preconciliare (Chambésy, 2009) e dalla Sinassi dei Primati delle Chiese Ortodosse Autocefale (21-28 Gennaio 2016), riguardo alla Diaspora Ortodossa e riguardo al suo Regolamento per il Funzionamento delle Assemblee Episcopali e li ha approvati con alcuni piccoli emendamenti, come di seguito:

 

1. a) Si è constatato che è volontà comune di tutte le Santissime Chiese Ortodosse, di risolvere la questione della Diaspora Ortodossa, il più velocemente possibile e che essa venga organizzata in modo conforme alla ecclesiologia ortodossa, alla tradizione canonica e alla prassi della Chiesa Ortodossa.

b) Si è constatato inoltre che, nella fase attuale non è fattibile per ragioni storiche e pastorali, l’immediato passaggio all’ordine canonico della Chiesa in modo rigoroso, ossia il fatto della presenza di un solo vescovo in un medesimo luogo. Così, è stato deciso di conservare le Assemblee Episcopali promulgate dalla IV Conferenza Panortodossa Preconciliare, fintanto che le condizioni saranno mature per la applicazione dell’acribia ecclesiastica.

 

2. a) Le Assemblee Episcopali delle regioni successivamente evidenziate, sono composte da tutti i vescovi riconosciuti come canonici in quel territorio, i quali continueranno a dipendere dalle giurisdizioni canoniche, da cui dipendono oggi.

b) Queste Assemblee saranno composte da tutti i vescovi di ciascun territorio, che si trovano in comunione canonica con tutte le Santissime Chiese Ortodosse e saranno presiedute dal primo dei vescovi che dipendono dalla Chiesa di Costantinopoli, e in assenza di quello, secondo l’ordine dei Dittici. Queste avranno un Comitato Esecutivo, costituito dal primo dei vescovi delle diverse giurisdizione, che esistono sul territorio.

c) Attività e responsabilità di queste Assemblee Episcopali saranno la preoccupazione di manifestare l’unità dell’Ortodossia, lo sviluppo di una comune azione di tutti gli Ortodossi di ciascun territorio per le necessità spirituali degli ortodossi che vivono in esso, una comune rappresentanza di tutti gli ortodossi, davanti ai non-ortodossi e davanti all’intera società del territorio, il coltivare borse di studio teologiche e l’educazione ecclesiastica, ecc. Le decisioni su questi temi, daranno prese all’unanimità dalle Chiese che sono rappresentate nel territorio particolare.

 

3. Le regioni, in cui saranno create, in una prima fase, Assemblee Episcopali, sono così definite: 

  1. Canada
  2. Stati Uniti d’America
  3. America Latina
  4. Australia, Nuova Zelanda e Oceania
  5. Gran Bretagna e Irlanda
  6. Francia
  7. Belgio, Olanda e Lussemburgo
  8. Austria
  9. Italia e Malta
  10. Svizzera e Lichtestein
  11. Germania
  12. Paesi Scandinavi (eccetto Finlandia)
  13. Spagna e Portogallo

 

4. I vescovi della Diaspora, che vivono nella Diaspora e hanno parrocchie in più regioni, saranno membri delle Assemblee Episcopali di queste regioni.

 

5. Le Assemblee Episcopali non privano i vescovi membri delle loro competenze di carattere amministrativo e canonico, né limitano i loro diritti nella Diaspora. Le Assemblee Episcopali mirano a formare una posizione comune sulle varie questioni; questo non impedisce ai vescovi membri che continuano a essere responsabili delle loro proprie Chiese, di manifestare il punto di vista delle loro proprie Chiese davanti al mondo esterno.

 

6. I Presidenti delle Assemblee Episcopali convocano e presiedono tutte le riunioni comuni dei vescovi del loro territorio (liturgiche, pastorali, amministrative, ecc.). Per questioni di interesse più generale, che richiedono – su decisione dell’Assemblea Episcopale, un esame panortodosso, il Presidente fa riferimento al Patriarca Ecumenico per quanto sopra, secondo la consuetudine stabilita in modo panortodosso.

 

7. Le Chiese Ortodosse sono tenute a non procedere ad attività che potrebbero ostacolare il corso sopra menzionato, in vista della soluzione canonica della questione della Diaspora, come l’attribuzione ai Vescovi di titoli già esistenti, e a fare tutto il possibile per facilitare l’attività delle Assemblee Episcopali e per ristabilire l’anomalia dell’ordine canonico nella Diaspora.

 

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELLE ASSEMBLEE EPISCOPALI NELLA DIASPORA ORTODOSSA

 Articolo 1.

1. Tutti i vescovi ortodossi di ciascun territorio, tra quelli definiti dal Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa, che si trovano in comunione canonica con tutte le Chiese Ortodosse Autocefale locali, costituiscono un’Assemblea Episcopale.

2. Quei vescovi ortodossi che non vivono sul territorio e che esercitano un ministero pastorale in parrocchie situate in quel territorio, sono ugualmente membri delle Assemblee Episcopali.

3. I vescovi in pensione o i vescovi che visitano un territorio, possono, a condizione di soddisfare i requisiti stipulati nel paragrafo 1, essere invitati a partecipare all’Assemblea, ma senza diritto di voto.

 

Articolo 2.

La finalità dell’Assemblea è manifestare l’unità della Chiesa Ortodossa, promuovere la collaborazione fra le Chiese in tutti i campi del servizio pastorale, e sostenere, custodire e sviluppare gli interessi delle comunità, che dipendono dai vescovi canonici ortodossi del territorio.

 

Articolo 3.

L’Assemblea Episcopale avrà un Comitato Esecutivo, formato dal primo dei vescovi di ogni Chiesa canonica del territorio.

 

Articolo 4.

1. L’Assemblea Episcopale e il suo Comitato Esecutivo hanno un Presidente, uno o due Vice-Presidenti, un Segretario, un Economo e altri responsabili designati dalla Assemblea.

2. Il Presidente è ex officio il primo dei vescovi che dipendono dal Patriarcato Ecumenico, e in sua assenza il seguente secondo l’ordine dei Dittici. Il Presidente dell’Assemblea Episcopale convoca le riunioni, dirige i suoi lavori e presiede alle concelebrazioni. Sulle questioni che vengono dibattute nelle riunioni delle Assemblea Episcopale e sulle quali è stata trovata la decisione unanime, il Presidente (o ad un altro membro dell’Assemblea Episcopale, da lui delegato) presenta davanti allo stato, alla società e alle altre organizzazioni religiose  il punto di vista comune delle Chiese Ortodosse del territorio.

3. Il Vice Presidente o i Vice Presidenti sono nominati ex officio tra i vescovi membri dell’Assemblea Episcopale, dalle Chiese che seguono  immediatamente nell’ordine dei Dittici delle Chiese Ortodosse. Il Segretario, l’Economo e gli altri responsabili sono eletti dall’Assemblea e possono non avere il rango episcopale.

 

Articolo 5.

1. Le competenze dell’Assemblea Episcopale sono:

          a. La preoccupazione di contribuire a mantenere l’unità della Chiesa Ortodossa di un territorio nei doveri teologici, ecclesiologici, canonici, spirituali, caritativi, educativi e missionari.

          b. La coordinazione e la promozione delle attività di interesse comune negli ambiti della pastorale, della catechesi, della vita liturgica, delle edizioni di letteratura religiosa, dei mezzi di informazione di massa, dell’educazione ecclesiale, ecc.

         c. I rapporti con i non-ortodossi e con le altre religioni.

         d. Tutto ciò che riguarda un impegno della Chiesa Ortodossa nelle relazioni con la società e i poteri pubblici.

         e. La preparazione di un progetto di organizzazione dei fedeli ortodossi di un territorio su base canonica.

2. La definizione del campo delle competenze non dovrà in alcun modo interferire con la giurisdizione diocesana di ogni vescovo e limitare i diritti della sua Chiesa, per quanto concerne i rapporti con le organizzazioni internazionali, i poteri dello stato, l’opinione pubblica, i media, le altre confessioni, gli organismi nazionali e interconfessionali come anche le altre religioni.

Riguardo alle questioni linguistiche, educative e pastorali di una Chiesa, l’Assemblea Episcopale può collaborare con l’Autorità Ecclesiastica della Chiesa in oggetto, affinché la diversità delle tradizioni nazionali confermino l’unità dell’Ortodossia nella comunione della fede e nel legame d’amore.

 

Articolo 6.

1. L’Assemblea Episcopale riceve e registra l’elezione dei vescovi del territorio, come anche la loro appartenenza alle Santissime Chiese Ortodosse Autocefale.

2. Esanima e determina lo status canonico delle comunità locali del territorio, che non hanno relazione con le Santissime Chiese Ortodosse Autocefale.

3. Deve registrare ogni giudizio sui chierici, pronunciati dai loro vescovi, affinché questo giudizio venga applicato in tutte le Chiese Ortodosse del territorio.

 

Articolo 7.

1. L’Assemblea Episcopale si riunisce almeno una volta all’anno, su convocazione del Presidente. Può riunirsi ogni volta che ciò venga ritenuto necessario dal Comitato Esecutivo o su domanda scritta e motivata da un terzo dei membri dell’Assemblea.

2. Il Comitato Esecutivo si riunisce una volta ogni tre mesi o ogni volta che ciò venga ritenuto necessario, su convocazione del Presidente e su domanda scritta e motivata da un terzo dei suoi membri.

3. Gli inviti per la convocazione dell’Assemblea Episcopale, se non esistono motivi eccezionali, sono inviati due mesi prima dell’Assemblea, e una settimana prima per la convocazione del Comitato Esecutivo, accompagnati dall’ordine del giorno e dei documenti relativi ad esso.

4. L’ordine del giorno deve essere approvato nella prima sessione dell’Assemblea e non può essere modificato, se non per decisione dei membri presenti, presa a maggiorana assoluta dei voti.

 

Articolo 8.

Il Comitato Esecutivo raggiunge il suo quorum con la presenza di due terzi dei suoi membri; l’Assemblea invece con la presenza della maggioranza assoluta dei suoi membri, compreso il suo Presidente.

 

Articolo 9.

I lavori dell’Assemblea Episcopale si svolgono conformemente alla tradizione sinodale ortodossa  e sotto la direzione del suo Presidente, il quale ha anche la responsabilità  di vigilare sull’adempimento delle decisioni prese.

Articolo 10.

1. Le decisioni dell’Assemblee Episcopali sono presse all’unanimità.

2. Su questioni di interesse generale, che necessitano, secondo il giudizio dell’Assemblea Episcopale, di essere affrontate in modo panortodosso, il suo Presidente fa riferimento al Patriarca Ecumenico, per quanto sopra, secondo la consuetudine stabilita in modo panortodosso.

 

Articolo 11.

1. Su decisione dell’Assemblea Episcopale possono essere costituite tra i suoi membri, delle commissioni di missione, liturgiche, pastorali, economiche, educative, ecumeniche e altre, presiedute da un vescovo-membro dell’Assemblea.

2. I membri di queste commissioni, chierici o laici,  vengono nominati dal Comitato Esecutivo. Inoltre consiglieri ed esperti possono essere invitati a partecipare all’Assemblea Episcopale o al Comitato Esecutivo, senza diritto di voto.

 

Articolo 12.

1. L’Assemblea Episcopale può redigere e modificare il suo proprio Statuto interno per completare ed adattare le disposizioni di cui sopra, sulla base delle esigenze del territorio e rispettando il diritto canonico della Chiesa Ortodossa.

2. Tutte le questioni legali ed economiche, che riguardano il funzionamento dell’Assemblea, vengono decise in conformità alla legislazione degli Stati del territorio sul quale esercitano la loro giurisdizione i membri dell’Assemblea.

 

Articolo 13.

La creazione di una nuova Assemblea Episcopale, il frazionamento o l’abolizione di una esistente o la riunione di due o più di esse,  avviene su  decisione della Sinassi dei Primati delle Chiese Ortodosse a seguito di richiesta al Patriarca Ecumenico di una Chiesa particolare o del Presidente di una Assemblea Episcopale.

 

 

NB: In Italia e Malta l’Assemblea Episcopale è chiamata “Consiglio Episcopale Ortodosso d’Italia e Malta” (CEOIM) e funziona in base al proprio Regolamento Interno approvato il 31 maggio 2010.

 

 

+ Bartolomeo di Costantinopoli, Presidente

+ Teodoro di Alessandria

+ Teofilo di Gerusalemme

+ Irineo di Serbia

+ Daniele di Romania

+ Crisostomo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro

+ Ieronimo di Atene e di tutta la Grecia

+ Sava di Varsavia e di tutta la Polonia

+ Anastasio di Tirana e di tutta l’Albania

+ Rastislav di Presov e di tutta la Cechia e la Slovacchia.

 

Rappresentanza del Patriarcato Ecumenico:

+ Leon di Carelia e di tutta la Finlandia

+ Stefano di Tallin e di tutta la Estonia

+ Giovanni Gheron di Pergamo

+ Dimitrios Gheron d’America

+ Agostino di Germania

+ Irineo di Creta

+ Isaia di Denver

+ Alessio di Atlanta

+ Iakovos delle Isole dei Principi

+ Iosif di Priconneso

+ Melitone di Filadelfia

+ Emanuele di Francia

+ Nikita dei Dardanelli

+ Nicola di Detroit

+ Gerasimo di San Francisco

+ Amfilochio di Kissamo e Selino

+ Ambrogio di Corea

+ Massimo di Silyvria

+ Amfilochio di Adrianoupoli

+ Callisto di Dioclea

+ Antonio di Ierapoli, a capo degli Ucraini Ortodossi negli USA

+ Giobbe di Telmesso

+ Giovanni di Chariopoli, a capo dell’Esarcato Patriarcale delle Parrocchie di Tradizione Russa in Europa Occidentale

+ Gregorio di Nissa, a capo degli Ortodossi Carpato-Russi negli USA

 

Rappresentanza del Patriarcato di Alessandria:

+ Gabriele Gheron di Leontopoli

+ Macario di Nairobi

+ Giona di Kampala

+ Serafim di Zimbabwe e Angola

+ Alessandro di Nigeria

+ Teofilatto di Tripoli

+ Sergio di Capo di Buona Speranza

+ Atanasio di Cirene

+ Alessio di Cartagine

+ Ieronimo di Mwanza

+ Giorgio di Guinea

+ Nicola di Ermopoli

+ Demetrio di Irinopoli

+ Damasceno di Johannesburg e Pretoria

+ Narciso di Akkra

+ Emanuele di Ptolemaida

+ Gregorio del Camerun

+ Nicodemo di Menfis

+ Meletio di Katanga

+ Panteleimon di Brazaville e Gabon

+ Innocenzo di  Burundi e Rouanda

+ Crisostomo del Mozambico

+ Neofito del Kenya

 

Rappresentanza del Patriarcato di Gerusalemme:

+ Benedetto di Filadelfia

+ Aristarco di Costantina

+ Teofilatto del Giordano

+ Nettario di Antedone

+ Filoumeo di Pella

 

Rappresentanza della Chiesa di Serbia:

+ Giovanni di Ochrid e di Skopje

+ Amfilochio di Montenegro e Littorale

+ Porfirio di Lubiana e Zagabria

+ Basilio di Sremski

+ Luciano di Budimsk

+ Longhino di Nuova Gracanica

+ Irieneo di Bachka

+ Crisostomo doi Sbornik e Tuzla

+ Giustino di Zicha

+ Pacomio di Vranja

+ Giovanni di Sumadija

+ Ignazio di Branicevo

+ Fozio di Dalmazia

+ Atanasio di Bihac’ e Petrovac

+ Ioannichio di Nis e Budimlija

+ Gregorio di Zahumsk e Erzegovina

+ Milutin di Valjevo

+ Massimo della America Occidentale

+ Irineo in Australia e Nuova Zelanda

+ Davide di Krusevac

+ Giovanni di Slavonia

+ Andrea in Austria e Svizzera

+ Sergio di Francoforte e in Germania

+ Ilarion di Timocka

 

Rappresentanza della Chiesa di Romania:

+ Teofane di Iasi e Moldavia e Bucovina

+ Lorenzo di Sibiu e Transilvania

+ Andrea di Bant, Feleac, Cluj, Alba, Crisana e Maramures

+ Irineo di Craiova e Oltenia

+ Giovanni di Timisoara e del Banato

+ Iosif in Europa Occidentale e Meridionale

+ Serafim in Germania ed Europa Occidentale

+ Nifon di Târgovişte

+ Ireneo di Alba Iulia

+ Ioachim di Roman e Bacău

+ Cassiano del Basso Danubio

+ Timoteo di Arad

+ Nicola in America

+ Sofronio di Orantea

+ Nicodemo di Strehaia e Severin

+ Bessarione di Tulcea

+ Petronio di Sălaj

+ Silvano in Ungheria

+ Silvano in Italia

+ Timoteo in Spagna e Portogallo

+ Macario in Europa Settentrionale

+ Barlaam di Ploiesti, Ausiliare del Patriarca

+ Emiliano di Loviste, Ausiliare dell’Arcivescovo di Rimnichio

+ Giovanni Cassiano di Vichina, Ausiliare dell’Arcivescovado in America

 

Rappresentanza della Chiesa di Cipro:

+ Giorgio di Paphos

+ Crisostomo di Kition

+ Crisostomo di Cirinea

+ Atanasio di Lemesos

+ Neofito di Morfou

+ Basilio di Costanza-Fammagosta

+ Niceforo di Kykko e Telliria

+ Isaia di Tamasso e Oreni

+ Barnaba di Tremitunte e Leucaro

+ Cristoforo di Carpasia

+ Nettario di Arsinoe

+ Nicola di Amatunto

+ Epifanio di Lidra

+ Leonzio di Chitron

+ Porfirio di Neapoli

+ Gregorio di Mesaoria

 

Rappresentanza della Chiesa di Grecia:

+ Nettario di Filippi, Neapoli e Tasso

+ Crisostomo di Peristeri

+ Germano di Elia

+ Alessandro di Mantinea e Kynouria

+ Ignazio di Arta

+ Damasceno di Didimotico, Orestiada e Souflio

+ Alessio di Nicea

+ Ieroteo di Lepanto e San Biagio

+ Eusebio di Samo e Icaria

+ Serafim di Kastoria

+ Ignazio di Dimitriade e Almirò

+ Nicodemo di Cassandra

+ Efrem di  Hydra, Spetses e Egina

+ Teologo di Serres e Nigrita

+ Macario di Sidirocastro

+ Antimo di Alessandroupoli

+ Barnaba di Neapoli e Stavroupoli

+ Crisostomo di Messinia

+ Atenagora di Iliou, Acharnon e Petroupoli

+ Giovanni di Lagadà, Liti e Rentina

+ Gabriele di Nea Ionia e Filadelfia

+ Crisostomo di Nicopoli e Preveza

+ Teoclito di Ierissos, Monte Santo e Ardameri

 

Rappresentanza della Chiesa di Polonia:

+ Simone di Lodz e Poznan

+ Abele di Lublino e Chelm

+ Giacomo di Bialystok e Gdansk

+ Giorgio di Siematitse

+ Paisio di  Zgorzelec

 

Rappresentanza della Chiesa di Albania:

+ Giovanni di Coriza

+ Dimitrio di Arghirocastro

+ Nicola di Apollonia e Fier

+ Antonio di Elbasan

+ Natanaele di Amantia

+ Astio di Viledon

 

Rappresentanza della Chiesa di Cechia e Slovacchia:

+ Michele di Praga

+ Isaia di Sumperk

 


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