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Discorso di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

data: 19-03-2001 - Omelia di S.S. il Patriarca Ecumenico

Durante il Suo incontro con le Autorità nel Palazzo della Giunta Regionale di Calabria




Onorevole Dottor Giuseppe Chiaravalloti, Presidente della Regione di Calabria,

Eminentissimo Metropolita d’Italia e caro fratello in Cristo Signor Gennadios,

Carissimi fratelli nell’episcopato,

Onorevole Dottor Michele Traversa, Presidente della Provincia di Catanzaro,

Illustrissimo Dottor Sergio Abramo, Sindaco di Catanzaro,

Illustrissime Autorità presenti,

Diletti presenti,

Esprimiamo la nostra grande gioia e profonda commozione per il presente nostro sorico incontro con voi. Vi portiamo di nuovo dopo tanti secoli di silenzio il nostro cordialissimo saluto di amore e di incancellabile memoria. Avevamo da secoli nei vostri confronti un debito insoluto e siamo venuti a pagarlo. E’ il debito che, quanto più si paga, tanto più si accresce, per il quale l’Apostolo Paolo ha detto: ‘’Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole’’ (Rom. 13,8). Infatti il debito dell’amore non ammette estinzione.

Posta all’estremo lembo della Penisola Italiana, la Calabria era, durante il periodo di cui essa faceva parte all’Impero Romano Orientale, il cosidetto Bisanzio, e alla Grande Chiesa di Costantinopoli, una regione ‘’lontana dal Centro’’, ma non per questo dimenticata e meno amata. C’è stato un tempo in cui a Costantinopoli, quanto si parlava della Calabria, si diceva: ‘’la più bella parte dell’Impero’’. Mostrano ciò, inoltre, anche i continui tentativi del ‘’Centro’’ per liberare questa regione ogni volta che cadeva nelle mani dei barbari. Ricordiamo specialmente i Generali Belisario e Narsete, che liberarono l’Italia Meriodionale dai Vandali e quella Settedrionale dai Goti, il Santo Niceforo l’Exakionitis, vescovo di Mileto, che proprio dalla Calabria tentò di guidare la liberazione dell’Italia Meridionale dalle scorrerie saracene e il grande Generale Giorgio il Maniakis, che in Sicila vide quell’impresa coronata di successo.

Già dopo tanti secoli e dopo tanti cambiamenti storici ci troviamo oggi nel ‘’Kastron’’ dell’epoca bizantina, posto a guardia dei collegamenti tra il Mar Ionio e quello Tirreno, tra Nord e Sud e che oggi svolge il ruolo di capoluogo della Regione. Il vento, che qui non manca mai, ci porta il profumo del Mediterraneo, il mare che ci unisce e ci fa sentire che ci troviamo in un luogo familiare. Aurelio Cassiodoro, di cui voi giustamente andate fieri, per essere egli originario da questo luogo, dopo una lunga permanenza a Costantinopoli, proprio in Calabria ritornato, fu il principale artefice della rinascita della cultura greca nell’Occidente all’epoca di Teodorico.

La nostra Umile Persona e il nostro seguito sono venuti come pellegrini ai sacri luoghi cristiani della Calabria Meridionale, per chiedere la benedizione dei Santi che hanno abitato qui, sicure guide spirituali nel cammino quaresimale verso la doppia Santa Pasqua, cioè quella della Resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo e della Resurrezione delle relazioni fraterne cristiane tra Oriente e Occidente. Naturalmente sarebbe superfluo indirizzare la vostra attenzione l’inestimabile tesoro di fede e di cultura, possieduto da questa Regione, che commuove i pellegrini ortodossi, che in questi ultimi anni hanno cominciato attraversare la Calabria.

Questa terra è tutta desseminata di antichi eremi nascosti tra le rupi, da pietre di monasteri distrutti, da brandelli di affereschi scoloriti dal tempo. Non si tratta solo di tracce silenziose del passato: è un forte richiamo ad ognuno perchè percorra ‘’la via dell’anima’’. Quel via che porta all’osservanza dei comandamenti e specialmente quelli dell’amore e del pentimento, ma tante volte anche al silenzio, alla preghiera, all’avvicinamento e all’imitazione dei Santi, alla visita e alla presenza di Dio tra noi e alla guarizione dalle malattie spirituali e corporali dell’uomo e alla soluzione di tutti i problemi - vecchi e odierni - del mondo intero e sicuramente anche di questa Regione. Siamo sicuri che Voi che l’amministrate e avete dedicato con entusiasmo le Vostre forze, guidati dall’onorevole Presidente, che dopo una lunga esperienza di magistrato, oggi è preposto al timone di questa Regione, conosciate la forza della grazia e della benedizione di Dio e desiderate la Sua azione perchè contribuisce all’unità degli uomini nel nome di Cristo. Il fatto che la vostra Regione abbia nel suo stemma, la croce greca e quella latina, fa presente le radici spirituali, che rendono questa terra partimonio comune dell’Oriente e dell’Occidente e i suoi abitanti calorosi e degni ambasciatori della loro riunione.

Con i vostri Vescovi, anche noi auguriamo successo nelle vostre iniziative e desideriamo ricordare anche San Giuseppe, oggi festeggiato, per porgere cordiali auguri all’onorevole signor Presidente per il suo onomastico e a tutti che portano il nome di San Giuseppe.

Esprimiamo la nostra profonda gioia e i nostri ringraziamenti per le cortesirose parole e la calorosa e cordiale accoglienza.

La grazia e la benedizione di Dio siano con tutti voi e con tutto il popolo calabrese.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio



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i santi di oggi 11-07-2020

Santa Eufemia, la grandemartire; San Cindeo di Pamfilia, martire; San Marciano di Iconio, martire; San Martirocle, martire; San Leone di Mandra; San Nicodemo di Vatopedi; San Nicodemo di Albania, neomartire; San Nettario della Skiti di Sant'Anna; San Cirillo di Paro; Santa Olga-Elena, principessa di Russia.

i santi di domani 12-07-2020

Santi Proclo e Ilario, martiri; San Serapione, il nuovo, martire; San Michele Maleno; Santa Veronica; San Paisio del Monte Athos.

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