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Intervista con il Metropolita d'Italia Gennadios

data: 28-06-2004 - Intervista di Sua Em.nza il Metropolita

Fonte: Radio Vaticana 27-28-29 giugno 2004



28 giugno 2004 - Arriva a Roma il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. Lo accompagna tra gli altri il metropolita Ortodossi di Italia, nonché esarca patriarcale per l’Europa meridionale, Sua Eminenza Gennadios.

Giovanni Peduto ha chiesto una riflessione sul significato della partecipazione del Patriarca Bartolomeo I alla Messa celebrata dal Papa per la festa dei Santi Pietro e Paolo:

R. – Da una parte è veramente importante ed ha un grande significato, perché il Patriarca fortifica il dialogo della carità, il dialogo della koinonia, il quale salva la parentela spirituale, salva la fratellanza divina che noi abbiamo dal nostro Creatore, dona la speranza di collaborazione nella carità, fa manifestare le comuni radici ecclesiali per lottare nella verità, per realizzare la volontà di Dio che tutti siamo una cosa sola. Dall’altra parte invita a fare nostra la venerazione dei nostri santi comuni, perché la venerazione dei santi comuni costituisce un potente esempio, una potente esperienza spirituale che rafforza la nostra fede e la nostra preghiera, indirizzata ai nostri comuni santi, come sono sant’Andrea e San Pietro.

D. – Come vede lei oggi il dialogo tra cattolici e ortodossi? Quali sono i passi avanti che sono stati fatti e, naturalmente, quali sono anche le difficoltà?

R. – Come sappiamo bene la ripetizione del dialogo teologico a Balamand, in Libano, non ha avuto successo, come anche la seconda convocazione. E’ stato criticato anche il testo del comunicato da parte di molti teologi ortodossi. Senza dubbio sono stati riconosciuti dai partecipanti al dialogo tutti i punti di divergenza che dobbiamo affrontare, come anche la comune eredità di fede e di dogma. Secondo me, dobbiamo da una parte lottare, per cacciare via i sospetti, la paura, e al posto di essi coltivare la fiducia fraterna, e dall’altra abbracciare la preghiera mistica che rinnova il cuore: rinasce l’uomo fedele. La rinascita è oggi una necessità. La vera novità è la vera vita in Cristo, che viene presentata dal Vangelo che è Via, Verità, Vita e Unità. Gesù Cristo ha pregato il Padre perché siano una cosa sola quanti credono in Lui, affinché il mondo creda che Lui li ha mandati.

D. – Nella enciclica Ut Unum Sint, Giovanni Paolo II ha proposto di rivedere i modi di esercizio del primato. Come è stata recepita dagli ortodossi questa richiesta?

R. – Questo senz’altro è un tema molto importante, che appartiene agli specialisti che sono stati eletti per rivedere questo problema, oggi, tra le due Chiese: cattolica-romana ed ortodossa. Credo però che l’importanza dell’enciclica, il suo significato, tanto accolto da parte nostra, sia questo desiderio della Chiesa cattolica romana di piena comunione tra Oriente ed Occidente. Questa credo sia una cosa meravigliosa, che sua Santità Giovanni Paolo II dice, esprime ed ama. Dall’altra parte, la sua proposta di rivedere l’esercizio del primato del Papa, alla luce del primo millennio, al tempo della Chiesa indivisa, credo sia un’altra grande realtà, un’altra grande verità, che commuove veramente tutti gli ortodossi.

D. – Eminenza, cosa proporrebbe lei personalmente, per superare incomprensioni ed equivoci tra cattolici ed ortodossi?

R. – Secondo me, che vivo in Italia, in questo Paese nobile e democratico, credo che la cosa più importante sia portare avanti il dialogo della carità, il dialogo della koinonia. E sua Santità Giovanni Paolo II ha invitato il nostro Patriarca ecumenico di Costantinopoli a festeggiare insieme il 40.mo anniversario dell’incontro di Papa Paolo VI e del patriarca Athénagoras, di gloriosa memoria, che sono stati fondatori di questo dialogo. Senza questo dialogo credo che la koinonia della carità, il dialogo teologico, non possa avere successo, perché l’unità deve diventare anche coscienza del popolo, non soltanto per i vertici, per gli specialisti, ma deve diventare problema e sentimento nel cuore del popolo. E così la preghiera mistica, la venerazione dei santi comuni come in questi giorni per esempio, il festeggiare insieme, possono aiutare a realizzare la volontà di Dio che tutti siano una cosa sola. Noi vogliamo questo e per questo qui in Italia lavoriamo, con ogni cristiano e con ogni uomo di buona volontà.


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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