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PERCHE' SONO UN CRISTIANO ORTODOSSO

data 4 Oct 2016; categoria: Chiesa Ortodossa

Autore: Sam, assistente pastorale alla Chiesa Greco Ortodossa di San Nicola in Virginia Beach, Virginia, USA.
Traduzione a cura dei giovani della Cattedrale Ortodossa di San Giorgio dei Greci - Venezia



 

"Perché sei un Cristiano Ortodosso?"

 

Negli anni, ritengo che questa domanda mi sia stata posta in ogni modo possibile. La si può intendere con un "perché TU sei ortodosso", dal momento che non sono Greco o Russo; oppure qualcuno potrebbe essersi chiesto perché rimango un Cristiano Ortodosso nonostante questa o quella questione di conflitto. Ma al di là di questo, la maggior parte delle persone vuole semplicemente sapere perché sono specificamente Cristiano Ortodosso e non un Cattolico Romano, un Cattolico di Rito Orientale o un Protestante nelle sue varie denominazioni.

 

Mentre studiavo all'estero, i miei amici Musulmani erano curiosi di sapere come potessi sapere così tanto sull'Islam e non scegliere la loro fede.

Questa particolare questione, cioè come sia possibile avere una formazione intellettuale su una religione e nonostante ciò rigettarla, ha sempre incuriosito anche me: come possono i miei amici non Ortodossi venire in chiesa con me, sperimentare la nostra preghiera, ascoltare la nostra storia e nonostante tutto non abbracciare la nostra fede?

 

Piuttosto di fornire una semplice apologia intellettuale della fede Ortodossa, vorrei portare le mie riflessioni personali non solo sulle ragioni per le quali ho scelto di diventare Ortodosso, ma perché sono rimasto Ortodosso e ho scelto di esserlo al giorno d'oggi.

Non posso ovviamente parlare direttamente alle esperienze personali di ciascuno, ma spero che qualcuno di voi si possa identificare con questa mia riflessione.

 

 

1.La preghiera è sia fisica che mistica

 

La prima volta che ho ascoltato la preghiera Ortodossa, avevo sedici anni. Ero appena entrato nel salone d'ingresso della chiesa dei Santissimi Costantino ed Elena a Richmond, e i miei primi pensieri furono: "Sembra la chiamata alla preghiera musulmana!". Non avevo nient'altro a cui compararla. Sembrava completamente differente da tutto ciò che conoscevo, ed era allo stesso tempo stridente ed accattivante...quindi continuai a tornarci.

 

Da bambino, la preghiera mi sembrava qualcosa di intellettuale ed emotivo. Qualcosa da ripetere nella propria mente o una conversazione privata espressa a voce alta. Avendo sperimentato la preghiera Ortodossa ritengo che essa abbia sì carattere emotivo, (cioè mi scuote, il mio cuore si commuove e arrivo ad avere le lacrime agli occhi) ma sia anche e soprattutto fisica e in qualche modo ultraterrena.

 

Noi accendiamo candele, veniamo benedetti dalla mano del sacerdote nel segno della croce, veneriamo la Croce e le icone, ci inchiniamo e ci prostriamo, usiamo le corde da preghiera, e preghiamo ancor di più quando digiuniamo. E incredibilmente, è attraverso il fisico espletarsi della preghiera che ci eleviamo e cogliamo qualcosa di mistico, completamente non-fisico, che oltrepassa le emozioni e l'intelletto. Forse l'esempio più calzante è la Liturgia stessa. In essa, le preghiere della Chiesa connettono tutti noi a prescindere dal luogo in cui ci troviamo in quel momento. Quando condivido l'Eucarestia sono unito al mio amico in Pittsbrough così come lo sono con la persona al mio fianco durante la Liturgia. Vi è un solo Corpo che viene spezzato per noi e un solo Sangue versato per la remissione dei peccati. E questo prezioso dono, che oltrepassa ogni legame fisico, ci giunge attraverso un materialissimo calice e possiamo percepire con i nostri sensi il sapore di Gesù Cristo mentre Lo riceviamo.

 

Questa connessione fra il fisico e il mistico è qualcosa a cui tutti noi bramiamo. Ci viene insegnato che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo, quindi aspiriamo di restituire il nostro corpo a Cristo tramite la preghiera. Ma sappiamo anche che la vita consiste in qualcosa in più rispetto al semplice mondo fisico, e la nostra preghiera Ortodossa ci connette non solo al nostro Dio ma a tutto il resto del Suo Corpo in modo mistico.

 

2.La Chiesa è formata sia dai Vivi che dai Morti

 

La Chiesa è il Corpo di Cristo, una comunità fondata dallo Spirito Santo (una comunità alla quale ciascuno di noi sceglie di essere parte), basata su una comune professione di fede, un battesimo condiviso, e una Eucarestia condivisa. La Chiesa Ortodossa è unita in tutto il mondo e infrange le barriere delle nazionalità, delle lingue e della politica.

 

La Chiesa Ortodossa affronta anche uno dei temi fondamentali dell'esistenza, cioè cosa ci succede quando abbandoniamo la vita terrena. Che ne è stato dei nostri cari defunti? Varie fedi hanno riflettuto sulla medesima questione, arrivando alle più varie credenze quali il purgatorio nella Chiesa Cattolica Romana o il battesimo per i morti nel movimento dei Santi dell'Ultimo Giorno (Mormoni).Nella Chiesa Ortodossa, la nostra speranza sta in Cristo, al cui Corpo tutti i battezzati nella fede Cristiana Ortodossa sono stati uniti. Anche quando un cristiano ha lasciato questa vita, rimane connesso al Corpo ed è vivo in Cristo. Questo costituisce la nostra intera visione dei Santi e dei morti in Cristo. Noi chiediamo ai più venerabili membri del Corpo di Cristo (i Santi) di pregare per noi, mentre noi preghiamo per i nostri cari che hanno trovato riposo in Cristo. Per noi, questo è naturale e chiaro come se essi si trovassero di fronte a noi.

 

La Chiesa Ortodossa non vede la vita in modo statico come il mondo fisico ci insegna. Io non mi trovo da solo nelle mie tribolazioni per seguire il Cristo; sono connesso a tutti i membri del Suo Corpo, dai santi patriarchi del Vecchio Testamento fino ai santi e i membri della Chiesa di oggi. E questi morti in Cristo sono vivi.

 

 

3.Una Vita Trasfigurata

 

La vita cristiana mira a portare a Cristo la totalità della nostra vita, per permettergli di trasfigurarla. I santi erano persone deboli come me e te che hanno lasciato lavorare Gesù nelle loro vite, che gli hanno permesso di portare via i loro peccati e dare loro forza per confidare in Lui. I santi erano persone imperfette che hanno scelto Cristo più di quanto abbiano scelto se stessi.

 

La vita Cristiana Ortodossa consiste nello sforzarsi di conoscere Cristo oggi, di seguire la Sua volontà oggi, e di vederLo e venerarLo nel nostro prossimo. E se ricordiamo che la Chiesa non è limitata a coloro i quali sono vivi in questa vita, ma abbraccia anche coloro che se ne sono andati prima di noi, allora possiamo vedere che la nostra relazione con Cristo continua a crescere e fiorire anche dopo la morte, nel Regno di Dio. La Chiesa Ortodossa ha un Calendario Ecclesiatico, un ciclo di feste e digiuni, giornate liturgiche, e tempi per la preghiera scanditi attraverso la giornata. In questo modo persino il tempo diventa santificato. Non solo i nostri corpi e le nostre vite vengono trasfigurati, ma anche qualcosa di apparentemente mondano come il tempo può diventare santo per Dio.

 

Ogni giorno in cui soffro, ogni momento in cui mi allontano da Cristo è una opportunità di pentimento. Invece di sguazzare nel senso di colpa o nella vergogna, la Chiesa Ortodossa mi indirizza verso Gesù e mi guida ad essergli grato per questi momenti, che mi permettono di elevarmi sempre più vicino a lui. Quindi oggi, da Cristiano Ortodosso, non devo sentirmi colpevole per le mie imperfezioni; ma posso offrirle a Cristo e permettere al Suo potere di rendermi perfetto nelle mie debolezze (2 Cor 12:9).Tutti noi veniamo a Cristo da persone imperfette, quali siamo, ma non restiamo così. Lui ci trasfigura per renderci sempre più simili a Lui, quanto più a lungo gli restiamo vicini.

 

 

                                                                                                       ******************

 

 

Non posso dire che queste siano le sole tre ragioni per le quali sono un Cristiano Ortodosso, ma posso dire che esse sono parte di ciò che forma la mia quotidiana esperienza di essere Ortodosso. La Chiesa Ortodossa mi guida su come adorare Dio fisicamente e misticamente. Attraverso le preghiere della Chiesa, mi viene ricordato che sono sempre connesso a tutti i Cristiani Ortodossi attraverso il tempo e nel presente. La Chiesa mi mostra che Dio può entrare nella mia vita e trasfigurare ogni suo aspetto, dalle mie debolezze, al cibo che mangio, fino al tempo che scelgo per isolarmi con Lui nella preghiera.

 

E a prescindere dal fatto che io sia cresciuto da Cristiano Ortodosso o che abbia scelto di entrare nella Chiesa Ortodossa, io posso scegliere di vivere l'Ortodossia al giorno d'oggi, o meno. Per quanto mi riguarda, penso che continuerò a provarci anche oggi.

 

 

Autore: Sam, assistente pastorale alla Chiesa Greco Ortodossa di San Nicola in Virginia Beach, Virginia, USA.

Traduzione a cura dei giovani della Cattedrale Ortodossa di San Giorgio dei Greci - Venezia

 




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