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GIONA

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

 

Ionàs

il mandato

 

chiesa ortodossa

San Paolo dei Greci

 

Reggio Calabria - 2010

 

 ******

Presentazione

            Ionàs (di solito, in italiano, Ionàs) nacque in un villaggio a circa cinque chilometri da Nazareth, oggi chiamato el-Mešhed, ed esercitò il ministero profetico al tempo del re Geroboamo II (783\43 avanti Cristo). La Chiesa ne fa memoria al 21 settembre, e la tradizione lo identifica con il figlio della vedova in Sareptà di Sidone, che il profeta Elia risuscitò dai morti (III Libro dei Regni 17).

             Sotto il suo nome la Bibbia conserva una parabola tra le più note, un breve racconto autobiografico:

            Dio ordina a Ionàs di recarsi a Ninevì - capitale dell’Assiria nemica di Israele - per annunciarvi la salvezza, ma il profeta si rifiuta e si reca al porto di Giaffa; qui si imbarca su una nave che fa vela verso Tharsis, nella Spagna meridionale. Ionàs vuole raggiungere i confini del mondo allora sconosciuto: vuole andar proprio lontano da Dio. Ma una tempesta improvvisa lo costringe a compiere la volontà del Signore: che gli uomini tutti - anche i non ebrei, i pagani - si ravvedano dal laccio del diavolo (II Tim 2, 25-26) e giungano alla conoscenza della verità, alla conversione, alla salvezza (I Tim 2, 4).

             L’avventura raccontata da Ionàs sarà citata da Gesù stesso:

            “Una generazione malvagia e adultera cerca un segno e nessun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Ionàs. Come infatti Ionàs rimase tre giorni e tre notti nel ventre del cetaceo, così il Figlio dell’uomo sarà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Gli uomini di Nìnive risorgeranno nel giudizio contro questa generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Ionàs. Ecco, qui c’è più di Ionàs!” (Matteo 12, 39-41; vedi anche Lc 11, 29-32).

             Il ricordo del segno di Ionàs (Mt 16, 4) farà in modo che la Chiesa ami leggere questo testo scritturistico a sera del grande Sabato, mentre il vescovo immerge i catecumeni nel lavacro della rigenerazione. Come Ionàs, Cristo è stato immerso per tre giorni nel profondo dell’ade ma è ritornato a vita per donare agli uomini salvezza. Immerso in Cristo, ogni credente viene preso dall’alto: Dio lo prende a sé dalle grandi acque (cfr Ps 17, 16); passato attraverso l’acqua e il fuoco dello Spirito, egli è tratto fuori, al refrigerio della Chiesa (cfr Ps 65, 12).

             Il libro di Ionàs racchiude quindi un insegnamento relativo all’universalità della salvezza. Tutti sono chiamati alla salvezza: Gerusalemme e l’Assiria, Israele e i nemici d’Israele, l’antico Popolo eletto e il nuovo Popolo delle Genti. Il brigante crocifisso con Cristo, appena  si converte (cambia mente) si sente dire: Oggi stesso sarai con me in paradiso (cfr Lc 23, 43).

     Dio infatti è paziente, longanime, misericordioso, lento all’ira e grande nell’amore: non teme di smentirsi. Dio ha rivelato il suo nome (Es 3, 14) e ne ha spiegato il significato: “Pietoso e misericordioso, di grande pazienza e molta misericordia, di verità, che conserva la giustizia e concede misericordia a migliaia, toglie via le iniquità, le ingiustizie e i peccati” (Es 34, 6).

             Il Libro di Ionàs è infine una mirabile profezia sulla missione del Figlio di Dio, incarnatosi per riportare il cuore degli uomini al Padre, morto per annunciare la salvezza anche ai prigionieri nell’abisso dell’ade, risorto per introdurci con sé nel Regno dei cieli.

    

            Per agevolare la lettura, riportiamo il testo nella moderna distinzione in capitoli e versetti, aggiungendovi anche titoletti orientativi.  

 

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TESTO

 

1  Ionàs in fuga da Dio

 La parola del Signore fu rivolta a Ionàs, figlio di Amathì, dicendo: 2“Levati, va’ a Ninevì, la grande città, e predica in essa, perché il clamore della sua malvagità è salito fino a me”.

3Ma Ionàs si mosse per fuggirsene a Tharsìs, lontano dal volto del Signore, e scese a Joppe dove trovò una nave diretta a Tharsìs, e, pagato il prezzo del suo passaggio, s'imbarcò per andare con loro a Tharsìs, lontano dal volto del Signore.

4Ma il Signore scatenò un vento sul mare, e si fece in mare una grande tempesta, e la nave rischiava di sfasciarsi. 5I marinai ebbero paura, ognuno gridò al suo dio, e gettarono a mare il carico della nave, per alleggerirla. Ma Ionàs scese nella stiva della nave, si coricò, e russava.

6Il capitano della nave gli si avvicinò, e gli disse: “Che stai a russare, tu? Alzati, invoca il tuo dio affinché Dio ci salvi e noi non abbiamo a perire”. 7Poi dissero l’uno all’altro: “Venite, tiriamo a sorte per sapere a causa di chi viene a noi questa sciagura”. Tirarono a sorte, e la sorte cadde su Ionàs. 8Allora essi gli dissero: “Spiegaci chi è la causa di questa sciagura che ci è capitata. Che fai qui? da dove vieni? quale è il tuo paese? di che nazionalità sei?” 9Egli rispose loro: “Sono un adoratore del Signore e venero il Signore Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terra ferma”. 10Allora quegli uomini furono presi da grande spavento e gli dissero: “Perché hai fatto questo?” Poiché quegli uomini avevano saputo che fuggiva dalla faccia del Signore: lo aveva loro confessato. 11E gli dissero: “Che dobbiamo fare di te perché il mare si calmi e ci dia tregua?” Perché il mare si ingrossava e si faceva più tempestoso. 12E Ionàs disse loro: “Pigliatemi, gettatemi in mare, e il mare si calmerà e vi darà tregua, perché io so che questa forte tempesta vi ha assaliti per causa mia”.

13Quegli uomini si sforzavano di tornare a terra, ma non riuscivano perché il mare ingrossava sempre più ed era loro contrario. 14Allora gridarono al Signore e dissero: “Signore, fa che non abbiamo a perire a causa della vita di questo uomo, e non imputarci un sangue innocente, poiché tu stesso, o Signore, hai fatto così che questo avvenisse”.

15Presero Ionàs e lo gettarono in mare, e la furia del mare cessò. 16E quelli furono presi da un gran timore del Signore; offrirono un sacrificio al Signore, e fecero voti.

 

2   Ionàs in fondo al mare

 1Il Signore ordinò a un grande cetaceo d’inghiottire Ionàs, e così Ionàs stette nel ventre del cetaceo tre giorni e tre notti. 2E Ionàs intanto pregava il Signore suo Dio, dal ventre del cetaceo, e diceva:

3Al Signore ho gridato nella mia angustia,

ed egli mi ha risposto;

dal ventre dell’ade io ti ho implorato

e tu hai esaudito la mia voce.

4Tu mi avevi gettato nell’abisso, nel cuore del mare;

le onde mi circondavano,

tutti i tuoi flutti e i tuoi marosi mi venivano sopra.

5E io ho detto: Eccomi respinto lontano dai tuoi occhi.

Potrò mai contemplare di nuovo il tuo tempio santo?

6Le acque sono penetrate sino all’anima mia,

il fondo dell’abisso m’ha rinchiuso,

il mio capo è sceso fino alle fenditure dei monti.

7Sono disceso giù, in una terra i cui catenacci sono sbarre eterne.

Risalga dalla corruzione la mia vita, o Signore mio Dio!

8Quando venne meno in me l’anima mia,

io mi ricordai del Signore:

giunga fino a te la mia preghiera, nel tuo tempio santo.

9Quelli che attendono a vanità e menzogna

hanno abbandonato la loro misericordia,

10ma io offrirò a te un sacrificio con voce di lode e di confessione,

secondo i voti che ti ho fatto,

come offerta di ringraziamento a te, Signore”.

11Il Signore comandò al cetaceo, e il cetaceo rigettò Ionàs sull’asciutto.

 

3Ninevì si converte

 1E la parola del Signore fu indirizzata a Ionàs per la seconda volta, dicendo: 2Levati, va’ a Ninevì, la grande città, e in essa predica quel che già ti ho detto”. 3E Ionàs si alzò e andò a Ninevì, come aveva detto il Signore.

Ninevì innanzi a Dio era una città grande, come tre giornate di cammino. 4Ionàs cominciò a inoltrarsi nella città per il cammino di un giorno; predicava e diceva: “Ancora tre giorni e Ninevì sarà distrutta”.

5E gli uomini di Ninevì credettero a Dio, bandirono un digiuno e si vestirono di sacco, dal più grande di loro al più piccolo. 6Ed essendo giunta la notizia al re di Ninevì, questi si alzò dal suo trono, si tolse di dosso il manto, si cinse di sacco e si mise a sedere sulla cenere. 7Volle che fosse pubblicato e detto in tutta Ninevì: “Per decreto del re e dei suoi nobili, uomini e bestie e buoi e pecore non assaggino nulla, non vadano al pascolo, non bevano acqua”.

8Uomini e bestie si coprirono di sacco e gridarono con forza a Dio, e ognuno si convertì dalla sua via malvagia e dall’ingiustizia che era nelle sue mani e diceva: 9“Chi sa che Dio non cambi la sua decisione, e non receda dall’ardore della sua ira, sicché noi non periamo?”

10Quando Dio vide le loro opere e come si convertivano dalla loro via malvagia, mutò la sua decisione di fare loro il male che aveva detto, e non lo fece.

 

4  La misericordia di Dio

 1Ma Ionàs ne provò gran dispiacere, si sentì confuso. 2Pregò il Signore e disse: “Signore, non lo dicevo io, mentre ero ancora nel mio paese? Per questo io mi affrettai a fuggire a Tharsis, perché sapevo che tu sei misericordioso, pietoso, longanime, ricco di misericordia, che ritiri le minacce di castigo. 3Ordunque, Signore, ripigliati la mia vita; per me è meglio morire che vivere”. 4Il Signore gli disse: “Perché ti affliggi così tanto?” 5E Ionàs uscì dalla città e si mise a sedere davanti alla città; si fece lì una tenda e vi si sedette sotto, per vedere quel che sarebbe accaduto alla città.

6Il Signore Dio comandò a una cucurbitacea di crescere fin sopra la testa di Ionàs, per fare ombra sulla sua testa e ripararlo dai suoi dispiaceri. Ionàs ebbe immenso piacere per quella cucurbitacea. 7Ma il giorno dopo, allo spuntar dell’alba, Dio diede ordine a un verme, e colpì la cucurbitacea che seccò. 8E mentre il sole saliva, Dio comandò a un vento caldo che bruciava, e il sole picchiò sul capo di Ionàs.

Egli venne meno, tanto da non voler più vivere, e diceva: “Meglio per me la morte che la vita”. 9E Dio disse a Ionàs: “Sei afflitto per via della cucurbitacea?” Egli rispose: “Io sono afflitto tanto; da morire!” 10E il Signore gli disse: “Tu hai pietà della cucurbitacea, per la quale non hai faticato, che non hai fatto crescere tu, che è nata in una notte e in una notte è perita: 11e io non dovrei aver pietà di Ninevì, questa grande città nella quale si trovano più di centoventimila uomini che non conoscono nemmeno la loro destra o la sinistra, e così tanti animali?”

 

 


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