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CANTO DEI CANTI (Cantico dei cantici)

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

Cantico

 

Il Canto dei canti, attribuito a Salomone, a una prima lettura sembra solo una canzone erotica: eppure, è annoverato tra i Libri sacri, ispirati da Dio, ed è stato detto persino che “il mondo intero non vale il giorno in cui il Canto fu donato a Israele” (R. Aqiba, Iudaim III, 5); esso infatti canta l’amore di Dio per l’uomo, l’amore dell’anima che cerca Cristo. In origine (10 secolo a.C.?) il Canto forse fu un epitalamio, un carme nuziale: perciò - e per facilitarne la lettura - si suggerisce qui una distinzione in “voci”.

 

I         Canto dei canti, che è di Salomone.

la sposa

2Mi baci con i baci della sua bocca, perché i tuoi capezzoli sono buoni più del vino 3e l’odore dei tuoi unguenti più d’ogni profumo, unguento sparso è il tuo nome; perciò le fanciulle ti hanno amato, 4ti hanno tratto dietro: correremo al profumo dei tuoi unguenti. Il re mi ha introdotto nella sua stanza del tesoro: esultiamo e rallegriamoci in te; ameremo i tuoi capezzoli più del vino. La giustizia ti amò. 5Sono bruna, io, e bella, figlie di Gerusalemme, come le tende di Kidhàr, come le pelli di Salomone. 6Non guardatemi perché sono diventata scura, perché il sole mi ha trascurato. I figli di mia madre lottarono contro di me; mi posero a custodia nelle vigne: non ho custodito la mia vigna. 7Annunziami, tu che ha prediletto l’anima mia: dove pascoli? dove ti adagi nel meriggio? Perché non divenga per caso come smarrita tra le greggi dei tuoi compagni.

lo sposo

8Se non ti conoscerai, bella tra le donne, esci sulle tracce delle greggi e pascola i tuoi capretti tra le tende dei pastori. 9Al mio destriero tra i cocchi di Faraone ti ho rassomigliata, o mia vicina. 10Come si sono fatte belle le tue guance: come di tortora; il tuo collo come gioielli! 11Faremo per te ritratti d’oro, con stimmate d’argento.

la sposa

12Finché il re sta sul suo divano, il mio nardo ha sparso il suo profumo. 13Sacchetto di mirra è il mio diletto per me; riposerà in mezzo alle mie mammelle. 14Un grappolo di cipro è il mio diletto per me, nelle vigne di Engaddì.

lo sposo

15Ecco la bella: l’anima mia, ecco la bella; gli occhi tuoi, di colomba.

la sposa

16Ecco il buono: il mio diletto, e bello; presso il nostro letto ombroso. 17Le travi delle nostre case: i cedri; le nostre assi: i cipressi.

lo sposo

II        Io: fiore di campo e giglio delle valli; 2come un giglio tra le spine: così la mia amica tra le fanciulle.

la sposa

3Come un albero di mele in mezzo ai tronchi del bosco: così il mio diletto tra i giovani. Alla sua ombra ho desiderato e sedetti, e il suo frutto è dolce al mio palato. 4Introducetemi nella casa del vino; schierate sopra di me l’amore; 5avvolgetemi tra unguenti; ponetemi tra le mele, poiché sono ferita dall’amore. 6La sua sinistra sotto il mio capo, e la sua destra mi abbraccerà. 7Vi ho scongiurate, figlie di Gerusalemme, per le virtù e le forze del campo, di confortare e sostenere l’amore, finché voglia. 8Voce del mio diletto: ecco, questi viene saltando sopra i monti, balzando sui colli. 9Il mio diletto è come un capriolo, un cerbiatto sui monti di Vethìl. Ecco: egli, dietro la nostra parete, chinandosi a guardare attraverso le finestre, spiando attraverso le reti. 10Il mio diletto risponde e mi dice:

lo sposo

Sorgi, vieni, amica mia, bella mia, colomba mia, 11poiché ecco: l’inverno è passato. La pioggia è cessata, è andata via; 12sono apparsi i fiori sulla terra; è giunto il tempo della potatura; si è udita la voce della tortora nella nostra terra; 13il fico ha messo i suoi boccioli; le viti sono in fiore, hanno mandato il profumo. Sorgi, vieni, amica mia, sposa mia, colomba mia; 14e vieni, colomba mia, all’ombra della pietra, lungo il baluardo. Mostrami la tua faccia e fammi sentire la tua voce, perché la tua voce soave, e bella la tua faccia. 15Acchiappateci le piccole volpi che guastano la vigna, e le nostre vigne fioriranno.

la sposa

16Il mio diletto è per me, e io per lui, che pascola tra i gigli, 17finché spira il giorno e sono rimosse le ombre. Ritorna, o mio diletto, fatti simile a un capriolo o a un cerbiatto sui monti delle valli.

III       Sul mio letto nelle notti ho cercato colui che la mia anima ha prediletto; l’ho cercato e non l’ho trovato; l’ho chiamato e non mi ha sentita. 2Sorgerò dunque e girerò per la città, nei mercati e nelle piazze, e cercherò colui che l’anima mia ha prediletto. L’ho ricercato e non l’ho trovato. 3Mi hanno trovata  i sorveglianti, quelli che girano per la città: - Non avete visto, forse, colui che l’anima mia ha prediletto? 4Quanto poco tempo è trascorso da quando mi allontanai da loro, finché trovai colui che l’anima mia ha prediletto! L’ho trattenuto e non l’ho lasciato, finché l’ho condotto nella casa di mia madre, nella stanza di chi mi concepì. 5Vi ho scongiurate, figlie di Gerusalemme, per le virtù e le forze del campo, di confortare e sostenere l’amore, finché voglia.

amici dello sposo

6Chi è costei che sale dal deserto come fil di fumo odoroso d’incenso e mirra, più di tutte le essenze di un profumiere? 7Ecco la lettiga di Salomone: attorno a lei, sessanta possenti tra i potenti d’Israele, 8tutti impugnano la sciabola, pronti alla battaglia; l’uomo ha la sua spada al suo fianco per il timore nella notte. 9Una portantina si è fatta il re Salomone, di legno del Libano; 10ha fatto d’argento le sue colonne, e la sua spalliera d’oro, la sua base di porpora; in essa, mosaico di gemme è l’amore da parte delle figlie di Gerusalemme. 11Figlie di Sion, uscite e volgete lo sguardo al re Salomone; alla corona con cui l’ha incoronato sua madre nel giorno del suo sposalizio e nel giorno della gioia del suo cuore.

lo sposo

IV       Ecco, sei bella, anima mia; ecco, sei bella: i tuoi occhi: colombe, oltre il tuo silenzio. La sua chioma, come greggi di capre salite da Galaadh. 2I tuoi denti, come greggi di pecore tosate risalite dal bagno: tutte hanno gemelli, e nessuna di esse non è feconda. 3Come filo scarlatto le tue labbra; la tua parlata, bella; come spicchio di melograno le tue guance, oltre il tuo silenzio. 4Il tuo collo, come torre di David che è stata edificata in thalpioth [in altezza?]: mille scudi vi sono appesi, tutti i dardi dei potenti. 5Le tue due mammelle, come due cerbiatti, gemelli di capriolo che pascolano tra i gigli. 6Finché spira il giorno e sono rimosse le ombre, me ne andrò al monte della mirra e al colle del Libano. 7Sei tutta bella, amica mia, e non c’è macchia in te. 8Vieni dal Libano, o sposa, vieni dal Libano; verrai e passerai dal principio della fede, dalla vetta del Sanir e dell’Ermon, dai covili dei leoni, dai monti dei leopardi. 9Hai ferito il nostro cuore, sorella mia sposa, hai ferito il nostro cuore con uno solo dei tuoi occhi, con un solo ornamento del tuo collo. 10Belle si son fatte le tue mammelle, sorella mia sposa! Come si son fatte buone le tue mammelle, più del vino; e il profumo delle tue vesti più d’ogni aroma! 11Nettare stillano le tue labbra, o sposa, miele e latte sotto la tua lingua, e il profumo delle tue vesti come profumo del Libano; 12giardino chiuso, sorella mia sposa, giardino chiuso, fonte sigillata. 13I tuoi messaggi, un paradiso di melograni, con frutta di alberi, cipri con nardi, 14nardo e croco, cannella e cinnamomo, con tutte le piante del Libano, mirra e aloe, con tutti i migliori aromi. 15La fonte del giardino, un pozzo d’acqua viva e che scorre veloce dal Libano.

la sposa

16Sorgi, tramontana, e vieni, scirocco: soffia sul mio giardino e si diffondano i miei aromi; scenda il mio diletto nel suo giardino e mangi il frutto dei suoi alberi.

lo sposo

V       Sono entrato nel mio giardino, sorella mia sposa; ho colto la mia mirra con i miei aromi; ho mangiato il mio pane col mio miele; ho bevuto il mio vino col mio latte. Mangiate, amici; bevete e inebriatevi, fratelli.

la sposa

2Io dormo e il mio cuore veglia. La voce del mio diletto batte alla porta:

lo sposo

Aprimi, sorella mia, amica mia, colomba mia, perfetta mia, perché il mio capo è pieno di rugiada e i miei capelli di gocce della notte.

la sposa

3Ho tolto la mia tunica: come la rimetterò? Ho lavato i miei piedi: come li sporcherò? 4Il mio diletto mise la mano per lo spiraglio e il mio ventre si turbò per lui. 5Io mi levai per aprire al mio diletto: le mie mani stillarono mirra; le mie dita, piene di mirra alle maniglie del chiavistello. 6Io aprii al mio diletto: il mio diletto è passato oltre. La mia anima è venuta meno, alla sua parola. L’ho cercato e non l’ho trovato. L’ho chiamato e non mi ha sentita. 7Mi hanno trovata i custodi che girano  per la città. Mi hanno percosso; mi hanno ferita; mi hanno tolto il mio mantello, i custodi delle mura. 8Vi ho scongiurate, figlie di Gerusalemme, per le virtù e le forze del campo: se doveste trovare il mio diletto, che cosa gli direte? Che io sono stata trafitta dall’amore!

amiche della sposa

9Chi è il tuo amato tra gli amati, o bella tra le donne? Che ha il tuo diletto più di un altro diletto perché ci hai così scongiurate?

la sposa

10Il mio diletto: bianco e rosso, preferito tra migliaia; 11il suo capo, oro kefaz [puro?]; i suoi riccioli arruffati, neri come un corvo; 12i suoi occhi, come colombe sulla pienezza delle acque, chiazzate di latte, che siedono sulla pienezza; 13le sue guance, come ampolle di aromi esalanti profumi; le sue labbra, come gigli stillanti mirra abbondante; 14le sue mani affusolate, d’oro, piene di tharsis [argento?]; il suo ventre, tavola d’avorio su pietra di zaffiro; 15le sue gambe, colonne di marmo fondate su basi d’argento; il suo aspetto, del Libano, eletto come i cedri; 16la sua gola, dolcezza. Tutto un desiderio! Questo è il mio diletto, questo il mio amico, o figlie di Gerusalemme.

amiche della sposa

VI       Dove è andato il tuo diletto, o bella tra le donne? Dove ha rivolto il suo sguardo il tuo diletto, e noi lo cercheremo con te?

la sposa

2Il mio diletto è sceso nel suo giardino, tra ampolle di profumo, a pascolare nei giardini e a raccogliere gigli. 3Io per il mio diletto e il mio diletto per me, egli che pascola tra i gigli.

lo sposo

4Sei bella, amica mia, come benevolenza; bella come Gerusalemme; stupore di schiere. 5Volgi  i tuoi occhi verso di me, perché essi mi hanno risvegliato. La tua chioma come greggi di capre che apparvero da Galaadh; 6i tuoi denti, come greggi di pecore tosate che risalirono dal bagno: tutte hanno un gemello e nessuna è sterile; 7come filo scarlatto le tue labbra, e la tua parlata bella; come spicchio di melograno le tue guance, oltre il tuo silenzio. 8Ci sono sessanta regine e ottanta cortigiane, e fanciulle senza numero, 9ma una sola è la mia colomba, la mia perfetta: unica è per sua madre, è la preferita per la sua genitrice. L’hanno vista le figlie e la proclamano beata; le regine e le cortigiane la loderanno. 10Chi è costei che s’affaccia come l’alba, bella come la luna, eletta come il sole? Stupore di schiere!

la sposa

11Sono scesa nel giardino del noce a vedere nella sorgente del ruscello, a vedere se fosse fiorita la vigna. Sono fioriti i melograni: là offrirò a te le mie mammelle. 12Non conosco l’anima mia: mi trasportarono i cocchi di Aminadhav.

amici dello sposo

VII      Volgiti, volgiti, o Sulamite; volgiti, volgiti e vedremo in te. Che cosa vedete nella Sulamite? Chi ora viene come schiere di un campo? 2Quanto son divenuti belli i piedi nei tuoi calzari, o figlia di Nadhav: l’aspetto delle tue cosce simile a un gioiello, opera d’artista; 3il tuo ombelico, una coppa tornita che non è priva di vino speziato; il tuo ventre, un mucchio di grano cinto da gigli; 4le tue due mammelle, come due caprioli,gemelli di cerbiatto; 5il tuo collo, come torre d’avorio; i tuoi occhi, come laghi in Esevon, alle porte della figlia di molti; il tuo naso, come torre del Libano posta in faccia a Damasco; 6il tuo capo, su di te, come il Carmelo, e l’ornamento del tuo capo come una porpora, un re preso nelle scorrerie. 7Come sei divenuta bella, come sei divenuta soave nell’amore, nelle tue delizie! 8La tua grandezza è simile a una palma e le tue mammelle a grappoli.

la sposa

9Ho detto: Salirò sulla palma, toccherò le sue altezza, e saranno i tuoi capezzoli come grappoli di vite, e l’odore delle tue narici come mele, 10e il tuo palato come vino buono, che va direttamente al mio diletto, sufficiente alle mie labbra e ai denti.11Io sono per il mio diletto, e verso di me la sua attrazione. 12Vieni, o mio diletto, usciamo nel campo, rimaniamo nei villaggi, 13facciamo alba nella vigna. Vediamo se è fiorita la vite, se è fiorito il cipresso. Sono fioriti i melograni: là ti offrirò le mie mammelle. 14Le mandragore mandarono profumo; e alle nostre porte, ogni sorta di frutto. Cose antiche e cose nuove, o mio diletto, ho custodito per te.

VIII     Che potrò dare, o mio diletto, a te che hai succhiato le mammelle di tua madre? Incontrandoti fuori ti bacerò, e non mi disprezzeranno. 2Ti prenderò, ti condurrò in casa di mia madre e nella stanza di colei che mi ha concepita; ti darò una bevanda di vino aromatico, del succo dei miei melograni. 3La sua sinistra sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccerà. 4Vi ho scongiurate, o figlie di Gerusalemme, per le virtù e le forze del campo, perché avete confortato e sostenuto l’amore finché ha voluto.

amiche della sposa

5Chi è costei che sale tutta bianca, appoggiandosi al suo diletto?

lo sposo

Sotto un melo ti ho svegliata: là ti partorì tua madre, là ti generò tua madre. 6Ponimi come sigillo nel tuo cuore, come sigillo sopra il tuo braccio, poiché forte come la morte è l’amore, ed è dura come l’ade la gelosia: le sue ali, ali di fuoco, fiamme sue. 7Molta acqua non potrebbe estinguere l’amore, e i fiumi non lo sommergerebbero. Se un uomo desse ogni sua sostanza per l’amore, lo disprezzerebbero con disprezzo?

amici dello sposo

8La nostra sorella, piccola e non ha mammelle: che cosa faremo alla nostra sorella il giorno in cui si dovrà parlare di lei? 9Se è un muro, edifichiamo su di lei lastre d’argento; e se è una porta, fissiamo sopra di lei una tavola di cedro.

la sposa

10Io sono una muraglia, e le mie mammelle come torri. Io ero davanti ai loro occhi come chi trova la pace. 11Fu fatta una vigna a Salomone, in Veelamon; diede la sua vigna a coloro che la custodiscono. Uno può portare in suo usufrutto mille pezzi d’argento: 12la mia vigna, per me al mio cospetto; mille per te, o Salomone, e duecento a quelli che custodiscono il suo frutto. 13Tu che siedi nei giardini, ai compagni che attendono fa’ sentire la tua voce. 14Fuggi, mio diletto, e sii simile a un capriolo e a un piccolo cerbiatto presso i monti degli aromi.

 


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