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ESTHER (Ester)

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

Esthìr (in italiano, più comune la forma Ester) è un nome di origine babilonese  che vuol dire Stella, e davvero la regina Esthìr risplende nel firmamento della Chiesa, prefigurando la Tuttasanta Madre-di-Dio, regina del cielo, che intercede presso il Re dell’universo a favore dei credenti. Alla regina Esthìr (ricordata insieme al suo promesso sposo Mardhochèo nella domenica prima del Natale di Cristo) è dedicato uno dei libri detti “storici” della Sacra Scrittura: la traduzione qui rispetta quasi sempre la forma originale dei nomi propri.

il sogno di Mardhochèo

 

I           Nel secondo anno che regnava Artaxerxe, il Gran Re [Serse I, 485\465 a.C.], nel giorno uno di Nisàn, Mardhochèo (di Iaìro, di Semeìo, di Kissèo, della tribù di Veniamìn) in sogno vide. b[Egli era] un uomo giudeo che abitava nella città di Susa: un grand’uomo in servizio alla corte del re. cEra uno [discendente] di quei deportati che Navuchodhonòsor, re di Babilonia, aveva deportato [597 a.C.] da Gerusalemme con Iechonìa, re di Giuda. dIl suo sogno era stato questo: ecco grida e strepito, tuoni e terremoto, tumulto sulla terra. eEd ecco due grandi draghi, che entrambi avanzavano pronti a combattere; e ci fu il loro grande grido. fAl loro grido tutte le genti si disposero al combattimento, per combattere la nazione dei giusti. gEd ecco un giorno di tenebre e di oscurità, affanno e angoscia, tribolazione e spavento grande su tutta la terra: htutta la nazione dei giusti, temendo sciagure per sé, rimase impaurita, si preparò a perire e gridò a Dio. iAlla loro voce, come da una piccola sorgente scaturì un gran fiume, molta acqua; kspuntarono luce e sole, gli umili furono innalzati e divorarono i potenti. lMardhochèo, che aveva visto questo sogno, si destò e, fino a notte, teneva in cuore il pensiero di conoscere cosa volesse fare Dio.

Mardhocheo sventa un complotto

 

mMardhochèo stava tranquillo a corte con Gavathà e Thara, due eunuchi del re, guardie della corte. nAscoltò i loro discorsi; indagò sui loro progetti e venne a sapere che si accingevano a mettere le mani sul re Artaxerxe, e ne avvertì il re. oIl re interrogò i due eunuchi, che confessarono e furono giustiziati. pIl re scrisse questi fatti come memoriale, e anche Mardhochèo scrisse su questi fatti. qQuindi il re pose Mardhochèo al servizio della corte e gli fece dei regali per quanto aveva fatto. rMa c’era Amàn, figlio di Amadhàtha Vughèo, potente innanzi al re, che cercava di far del male a Mardhochèo e al suo popolo, a causa dei due eunuchi del re.

il banchetto del re

 

Dopo questi fatti, al tempo di Artaxerxe – l’Artaxerxe che dall’India s’impossessò di centoventisette province - 2a quel tempo in cui il re Artaxerxe pose il trono nella città di Susa, 3il terzo anno del suo regno, fece un ricevimento per gli amici e altra gente, per i Persiani, i Medi, e i capi delle satrapie. 4Dopo di questo, dopo aver mostrato loro la ricchezza del suo regno e lo splendore del fasto della sua ricchezza per centottanta giorni, 5compiuti i giorni del banchetto nuziale, alla gente che si trovava nella città il re per sei giorni organizzò una bevuta nella sala del palazzo reale, 6ornata con bisso e seta, tende di bisso e porpora sostenute da anelli d’oro e d’argento fissati a colonne di porfido e granito, con divani d’oro e d’argento su un mosaico di marmo verde, bianco, madreperla e pietre colorate, con velari trasparenti, tessuti di vari colori, e tutt’intorno c’erano sparse rose. 7C’erano coppe d’oro e d’argento e un calice ornato di diAmànti del valore di trentamila talenti. Il vino era abbondante e dolce, di quello che beveva lo stesso re. 8Questa bevuta non era regolata da alcuna legge, perché così era volere del re, il quale aveva dato ordine ai sopraintendenti che ognuno facesse a piacer suo. 9Anche la regina Astìn organizzò per le donne una bevuta nella reggia, come il re Artaxerxe.

la regina Astìn

 

10Al giorno settimo, essendo il re allegro, disse ad Amàn, Vazàn, Thara, Varazì, Zatholthà, Avatazà e Tharavà, i sette eunuchi al servizio del re Artaxerxe, 11di introdurre presso di lui la regina, dopo averle posto in capo il diadema regale, per far vedere a tutti i principi e alla gente la sua bellezza; era infatti bella. 12Ma la regina Astìn si rifiutò di venire con gli eunuchi, e il re se ne dispiacque e s’infuriò. 13Disse ai suoi amici: “Ecco ciò che ha risposto Astìn, giudicatene secondo legge e diritto”. 14Vennero a lui Arkesèo, Sarsathèo e Maliseàr, principi dei Persiani e dei Medi, vicini al re, i primi a sedere accanto al re, 15e gli risposero ciò che si doveva fare alla regina Astìn, secondo le leggi, non avendo voluto eseguire l’ordine del re trasmesso dagli eunuchi. 16Muchèo disse al re e ai principi: “La regina Astìn non ha offeso soltanto il re, ma tutti i principi e tutti i grandi ufficiali del re (17e raccontò loro le parole della regina e come ella avesse disobbedito al re). Come ha risposto al re Artaxerxe, 18così ora tutte le altre signore dei principi Persiani e Medi, sentendo quel che la regina ha detto al re, anche esse oseranno disprezzare i loro mariti. 19Se dunque al re aggrada, si emani un regio decreto, e sia scritto secondo la legge dei Persiani e dei Medi perché resti irrevocabile, che mai più la regina si presenterà al re, e il regno suo il re dia a una donna migliore di lei. 20Questa legge emanata dal re sia divulgata per tutto l’impero, in modo che tutte le donne prestino il dovuto ossequio ai loro uomini, poveri o ricchi che siano”. 21Piacque il consiglio al re e ai principi, e conforme al consiglio di Mucheo così fece il re; 22mandò lettere per tutte le province del regno, nelle rispettive lingue, perché ci fosse timore nelle loro case.

II          Dopo questi fatti l’indignazione del re si placò e non si ricordò più di Astìn, dimenticando quel che aveva detto e come era stata giudicata. 2E i servi del re dissero: “Si cerchino per il re ragazze incorrotte e di bello aspetto”. 3E il re stabilì in tutte le province del suo regno alcuni incaricati perché cercassero ragazze vergini e di bello aspetto, per l’harem della città di Susa, e le affidassero all’eunuco custode delle donne del re, dando loro i cosmetici e quanto necessario. 4La donna che sarebbe piaciuta al re, avrebbe regnato al posto di Astìn. Così piacque al re, e così fu fatto.

Esthìr regina

 

5C’era nella città di Susa un uomo giudeo, chiamato Mardhochèo di Iaìro, di Semeìo, di Kisèo, della tribù di Veniamìn, 6che era stato deportato da Gerusalemme tra i deportati da Navuchodhonòsor, re di Babilonia. 7Egli aveva allevato una ragazza, figlia di Aminadhàv, fratello di suo padre, che aveva nome Esthìr. Morti a lei il padre e la madre, se la cresceva per moglie: era una ragazza di bell’aspetto. 8Quando si diffuse il comando del re, si riunirono nella città di Susa molte ragazze per essere affidate a Gaì e anche Esthìr fu consegnata a Gaì, custode delle donne. 9Questa ragazza gli piacque e trovò grazia ai suoi occhi: e si affrettò a darle unguenti, un posto, e sette ancelle scelte dal palazzo reale, assegnando a lei e alle sue ancelle la parte migliore dell’harem. 10Esthìr però non gli rivelò di quale stirpe e patria fosse, poiché Mardhochèo le aveva dato ordine di non dirlo. 11Mardhochèo poi passava ogni giorno davanti al cortile dell’harem, per spiare cosa capitasse a Esthìr. 12Quando veniva la volta per ciascuna fanciulla d’essere introdotta dal re, dovevano essere passati dodici mesi, perché questo era il tempo necessario per la loro preparazione: per sei mesi si ungevano con olio di mirra e per altri sei con profumi e creme femminili. 13Allora veniva introdotta dal re e le veniva dato tutto quello che chiedeva, per passare dall’harem all’appartamento reale. 14Entrava alla sera e al mattino dopo passava nel secondo harem, dove stava Gaì, l’eunuco del re e guardiano delle donne, ed essa non entrava più dal re, a meno che non fosse chiamata per nome. 15Venuto il tempo anche per Esthìr - figlia di Aminadhàv, fratello del padre di Mardhochèo - di essere introdotta dal re, essa non trascurò nulla di quello che le prescrisse l’eunuco custode delle donne; Esthìr infatti piacque agli occhi di tutti quanti la videro. 16Esthìr fu dunque introdotta presso il re Artaxerxe il dodicesimo mese, che è quello di Adhàr, l’anno settimo del suo regno. 17E il re si appassionò di Esthìr, e fu gradita più di ogni altra vergine, e le impose il diadema femminile. 18E il re organizzò una bevuta per tutti i suoi amici e maggiorenti per sette giorni, esaltò Esthìr a nozze e concesse un’amnistia a tutti i sudditi del suo regno.

19Mardhochèo prestava servizio a corte 20ed Esthìr non manifestò mai la sua patria, poiché Mardhochèo le aveva prescritto di temere Dio e di osservarne i comandamenti come quando era con lui, ed Esthìr non cambiò la sua condotta. 21I due eunuchi del re, capi delle guardie del corpo, ebbero a male che Mardhochèo salisse in favore e cercarono di uccidere il re Artaxerxe. 22Mardhochèo scoprì la cosa, avvertì Esthìr, ed essa rivelò al re il complotto. 24Il re prese i due eunuchi e li fece impiccare. Il re comandò di ricordare il fatto nella biblioteca regia, a lode di Mardhochèo.

Amàn e Mardhochèo

 

III         Dopo questi avvenimenti, il re Artaxerxe glorificò Amàn di Amadhàtho Vughèo; lo esaltò e gli assegnò il primo posto tra tutti i suoi amici. 2Tutti quelli che stavano a corte gli si prostravano innanzi, perché così aveva ordinato il re: Mardhochèo però non si prostrava innanzi a lui. 3Quelli che stavano alla corte del re, dissero a Mardhochèo: “Mardhochèo, perché disobbedisci alle disposizioni del re?” 4Ogni giorno glielo dicevano, ma egli non dava loro ascolto. Quelli allora dissero ad Amàn che Mardhochèo non obbediva alle parole del re. Mardhochèo infatti aveva detto a loro d’esser giudeo. 5Quando Amàn venne a sapere che Mardhochèo non gli si prostrava innanzi, si sdegnò grandemente 6e pensò di sterminare tutti i Giudei che si trovavano nel regno di Artaxerxe.

decreto di sterminio dei Giudei

 

7L’anno dodicesimo del regno di Artaxerxe fu estratto a sorte in qual giorno e mese dovesse esser sterminata - in un sol giorno - la stirpe di Mardhochèo, e la sorte cadde sul quattordici del mese di Adhàr [febbraio - marzo]. 8[Amàn] parlò al re Artaxerxe, dicendo: “C’è una nazione, dispersa tra le nazioni di tutto il tuo regno, le cui leggi sono differenti da quelle di tutte le altre nazioni, e che disprezza la legge del re: non conviene al re che essi sopravvivano. 9Se piace al re, si decida che vengano distrutti; io verserò diecimila talenti d’argento al regio Tesoro”. 10Il re allora si tolse l’anello e lo diede in mano ad Amàn perché ponesse il sigillo ai decreti contro i Giudei. 11Il re disse ad Amàn: ”Tieniti l’argento; fa’ a quella nazione come vuoi”. 12Il tredici del mese primo, furono chiamati gli scrivani del re e, come Amàn aveva ordinato, fu scritto agli strateghi e ai capi di tutte le province, dall’India fino all’Etiopia - centoventisette province - come ai capi delle varie nazionalità, secondo la disposizione del re Artaxerxe. 13Furono mandate lettere per mezzo dei corrieri in tutto il regno di Artaxerxe, perché in un sol giorno fosse sterminata la stirpe dei Giudei, nel dodicesimo mese, detto Adhàr, e fossero confiscati i loro beni. 13aDi tale lettera questa è la copia: “Il gran re Artaxerxe ai governatori delle centoventisette province dall’India all’Etiopia, e ai prefetti loro sottoposti, così scrive. 13bEssendo capo di molte nazioni e sovrano di tutto il mondo, ma non esaltato dal potere, ho sempre voluto assicurare ai sudditi vita tranquilla, con un governo di costante equità e mitezza, procurando al regno calma e sicurezza sino alle estreme frontiere, e far rifiorire la pace sospirata da tutti gli uomini. 13cChiesto il parere del mio Consiglio su come tutto ciò ottenere, Amàn - distinto fra i nostri per saggezza e segnalato per inalterabile devozione e provata fedeltà, insignito della seconda dignità nel regno – 13dci ha avvertiti che fra tutte le tribù del mondo è mescolato un popolo ostile, con leggi diverse da ogni altra nazione, sprezzante d’ogni regio decreto, tanto da impedire l’unità dell’impero, da noi retto in modo irreprensibile. 13eQuesta nazione è assolutamente l’unica a opporsi sempre a tutto il genere umano; pratica una legge strana; nutre sentimenti ostili ai nostri interessi; compie i peggiori misfatti; è d’ostacolo alla stabilità del regno. 13fAbbiamo quindi ordinato che quanti saranno a voi indicati nelle lettere di Amàn - preposto ai pubblici affari, nostro secondo padre - siano tutti, con le mogli e i figli loro, radicalmente sterminati per le spade dei loro nemici, senza pietà né perdono alcuno, il quattordici del dodicesimo mese, cioè Adhàr, del corrente anno, 13gaffinchè questi nemici di ieri e di oggi, scendendo violentemente in un sol giorno all’ade, ci garantiscano per l’avvenire un governo del tutto stabile e sereno”. 14Copie del decreto, da pubblicare in tutto il paese, furono inviate a tutte le genti, perché si tenessero pronte per quel giorno. 15Ci si affrettò a pubblicarle anche a Susa: la città ne fu turbata, mentre il re e Amàn si davano ai bagordi.

preghiera di Mardhochèo

 

IV         Quando Mardhochèo venne a sapere ciò che era stato fatto, si strappò le vesti, si vestì di sacco, si cosparse di cenere, e sulla piazza della città si diede a gridare a gran voce: “Si stermina un popolo che non ha commesso alcun delitto!” 2Giunse sino alla porta del palazzo reale e si fermò, poiché non era lecito entrare a corte coperti di sacco e cenere. 3Anche in tutte le province ove arrivò il decreto, ci fu gran pianto, lutto, digiuno e cordoglio fra i Giudei e molti usarono per letto il sacco e la cenere. 4Vennero le ancelle e gli eunuchi della regina e le annunziarono la cosa; ciò udito, restò costernata, e comandò di rivestire Mardhochèo, togliendogli il sacco, ma egli non accettò. 5Esthìr chiamò il suo eunuco Achrathèo, a lei assegnato, e lo mandò da Mardhochèo per sapere con precisione. 7Mardhochèo gli raccontò l’accaduto, e la promessa che Amàn aveva promesso al re - diecimila talenti al Tesoro reale - per lo sterminio dei Giudei. 8Gli diede anche copia dell’editto del loro sterminio affisso in Susa, perché lo desse a Esthìr. Gli disse di chiederle di presentarsi al re per domandargli grazia a favore del popolo: 8a“Ricordati dei giorni della tua miseria, quando eri nutrita dalla mia mano, poiché Amàn, il secondo nel regno, ha parlato contro di noi, a morte. Supplica il Signore, e a nostro favore parla al re, ché ci scampi dalla morte”. 9Achrathèo tornò e le riferì tutte queste parole. 10Esthìr disse ad Achrathèo: “Va’ da Mardhochèo e digli: 11Tutti le nazioni del regno sanno che qualunque uomo o donna penetri nella corte interna del re, non ha salvezza, a meno che il re non stenda verso di lui lo scettro d’oro, e così sarà salvo. Ora io da trenta giorni non sono stata chiamata a presentarmi al re”. 12Achrathèo riferì a Mardhochèo tutte queste parole di Esthìr, 13e Mardhocheo disse ad Achrathèo: “Va’ e dici a Esthìr: Non dirti che nel regno tu sola ti salverai, a differenza di tutti i Giudei. 14Se tu ora ti rifiuterai, ai Giudei verrà aiuto e protezione da qualcun altro, ma tu e la casa del padre tuo perirete. Chi può sapere se tu ora regni appunto per questo?”. 15Esthìr mandò chi gli aveva riferito, per dire a Mardhochèo: 16“Va’, raduna l’assemblea di tutti i Giudei che si trovano in Susa, e digiunate per me. Per tre giorni e tre notti non mangiate né bevete, e io digiunerò con le mie ancelle; dopo di che, contro legge, mi presenterò al re: dovessi morire”.

17Mardhocheo andò via, e fece tutto quel che Esthìr gli aveva ordinato. 17aRicordando tutte le opere del Signore, supplicò il Signore e disse: 17b“Signore, Signore, re che tutto hai in mano, tutto è in tuo dominio e non vi è chi si possa opporre, se tu vorrai salvare Israele. 17cTu hai creato il cielo e la terra, e tutte le meraviglie sotto il cielo; tu sei Signore dell’universo e nessuno può resistere a te, Signore. 17dTu che tutto conosci, Signore, sai che non per arroganza, né superbia, né ambizione, ho fatto questo: non mi sono prostrato innanzi al superbo Amàn. Per la salvezza di Israele mi sarei piegato a baciare anche le piante dei suoi piedi! 17eL’ho fatto per non dare gloria all’uomo più che gloria a Dio: non mi prostrerò mai ad alcuno tranne che a te, mio Signore, e così farò non per superbia. 17fOrdunque, Signore Dio, Re, Dio di Abramo, risparmia il tuo popolo, perché preparano la nostra rovina e vogliono la distruzione di quella che è la tua eredità sin dal principio; 17gnon disprezzare la tua porzione che per te stesso hai liberato dalla terra d’Egitto; 17hascolta la mia preghiera e sii propizio alla tua eredità; trasforma il nostro lutto in gioia, affinché, conservandoci in vita, possiamo inneggiare al tuo nome, Signore. Non lasciar sparire la bocca di chi ti loda, Signore!”

17iTutto Israele gridò con tutte la sua forza, perché la morte era davanti ai suoi occhi.

preghiera di Esthìr

 

17kAnche la regina Esthìr cercò rifugio presso il Signore, angosciata a morte. Si tolse le vesti fastose e indossò abiti di afflizione e lutto; invece di superbi profumi, si riempì la testa di cenere e immondizie. Umiliò molto il suo corpo, e dovunque prima stava con ornamenti festosi ora s’aggirava con i capelli spettinati. Supplicò il Signore Dio d’Israele e disse: 17l“Mio Signore, tu solo sei l’unico nostro re! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché nelle mie mani c’è il pericolo. 17mIo ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai preso Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eredità in eterno, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. 17nOra abbiamo peccato contro di te e ci siamo messi nelle mani dei nostri nemici, perché abbiamo dato gloria alle loro divinità. Giusto sei tu, Signore! 17oMa ora non si sono accontentati dell’amarezza della nostra schiavitù; hanno teso le mani alle mani dei loro idoli, giurando di abolire l’oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredità, di chiudere la bocca di quelli che ti lodano, di spegnere la gloria della tua dimora e del tuo altare, 17pdi aprire la bocca delle nazioni perché diano lode agli idoli vani e proclamino in eterno ammirazione per un re di carne. 17qSignore, non consegnare il tuo scettro a chi neppure esiste! Non abbiano a ridere della nostra caduta, ma contro di loro volgi i loro stessi progetti; colpisci con un castigo esemplare il primo dei nostri persecutori. 17rRicordati, Signore; fatti conoscere nel giorno della nostra afflizione e a me da’ coraggio, o re degli dei, Signore che hai nelle tue mani ogni potenza. 17sMetti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all’odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d’accordo con lui. 17tSalvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore. 17uTu conosci ogni cosa, e sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero. 17vTu sai il mio bisogno, come detesto l’emblema della mia dignità, che cinge il mio capo nei giorni delle mie apparizioni pubbliche: lo detesto come uno straccio delle mestruazioni, e non lo porto nei giorni in cui mi lasciano tranquilla. 17zLa tua serva non ha mangiato alla mensa di Amàn, né ha onorato il banchetto del re, né ha bevuto il vino delle libagioni. 17yLa tua serva, da quando ha cambiato condizione, fino a oggi, non ha gioito di nulla se non di te, Signore, Dio di Abramo. 17wDio che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; liberami dalla mia angoscia”.

Esthìr si presenta al re

 

V          Il terzo giorno, quando smise di pregare, si tolse le vesti da schiava e si ammantò dei suoi lussi. 1aFattasi splendida, dopo aver invocato il Dio che veglia su tutti e salvatore, prese due ancelle. Su di una si appoggiava come stesse per svenire, mentre l’altra la seguiva reggendo il suo manto. 1bArrossiva nello splendore della sua bellezza; il suo viso era amichevolmente felice, ma il suo cuore era stretto dalla paura. 1cVarcate tutte le porte, giunse alla presenza del re, ch’era seduto sul suo trono regale, vestito di tutti gli ornamenti maestosi delle sue apparizioni pubbliche, tutto oro e pietre preziose: era molto tremendo. 1dAlzò il viso splendente di maestà e guardò in un accesso di collera. La regina inciampò, mutò il suo colore in pallore e si aggrappò alle spalle dell’ancella che l’accompagnava. 1eMa Dio volse a dolcezza lo spirito del re, che apprensivo balzò giù dal trono, la prese tra le braccia, sostenendola finché non si fu ripresa, e andava confortandola, con parole rasserenanti. Le disse: 1f“Che c’è, Esthìr? Io sono tuo fratello; coraggio! Tu non morirai: il nostro decreto è per la gente comune. Avvicinati”. 2aAlzò lo scettro d’oro, lo posò sul collo di lei, la baciò e disse: “Parlami”. 2bGli disse: “Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio cuore si è agitato davanti alla tua gloria, perché tu sei meraviglioso, signore, e il tuo volto è pieno di grazia”. 2cNel dir questo, cadde svenuta: il re si allarmò e tutti gli inservienti cercavano di rianimarla. 3ll re le disse: “Che vuoi, Esthìr? Qual è la tua richiesta? Fosse pure la metà del mio regno, l’avrai”. 4Esthìr rispose: “Il mio giorno è giorno di festa. Se così piace al re, venga con Amàn al ricevimento che oggi darò”. 5Il re disse: “Convocate subito Amàn per far ciò che Esthìr ha detto”. Ed entrambi andarono al ricevimento che aveva detto Esthìr. 6Mentre bevevano, il re disse a Esthìr: “Qual è la tua richiesta, regina Esthìr? Ti sarà concesso tutto quel che chiedi”. 7Rispose: “La mia richiesta? che voglio? 8Se ho trovato grazia agli occhi del re, il re con Amàn venga anche domani al ricevimento che io preparerò loro, e domani dirò”. 9Amàn uscì lieto dalla reggia, con il cuore contento, ma quando Amàn vide a corte Mardhochèo il giudeo, si arrabbiò assai 10e, tornato a casa sua, chiamò gli amici e Zosàra, sua moglie; 11indicò loro la propria ricchezza e l’onore di cui il re l’aveva circondato, ponendolo come primo reggitore del regno. 12Amàn disse: “La regina Esthìr non ha invitato con il re nessun altro se non me al ricevimento che ha dato, e anche per domani sono invitato. 13Ma tutto questo non mi basta, fin quando vedrò a corte Mardhochèo, il giudeo”. 14Sua moglie Zosàra e gli amici gli dissero: “Fatti preparare un palo alto cinquanta cubiti; domani mattina parla al re, e Mardhochèo sia impiccato; poi va’ al ricevimento con il re, e rallegrati”. Il discorso piacque ad Amàn, che fece preparare il palo.

Amàn sconfitto

 

VI         Quella notte il Signore tolse il sonno al re, e questi ordinò al suo inserviente di portargli i memoriali scritti dei tempi passati e di leggerglieli. 2Trovò così quel che era stato scritto a proposito di Mardhochèo, come aveva avvisato il re sui due eunuchi del re, sue guardie, che avevano cercato di alzare le mani su Artaxerxe. 3Il re chiese: “Quale onore o grazia abbiamo reso a Mardhochèo?” Gli inservienti del re risposero: “Non gli hai dato nulla”. 4Mentre il re pensava come beneficare Mardhochèo, ecco giunse a corte Amàn. Il re chiese: ”Chi c’è a corte?”, e Amàn arrivò per dire al re di impiccare Mardhochèo al palo che aveva preparato. 5Gli inservienti risposero al re: “Ecco: è arrivato a corte Amàn”. Il re disse: “Chiamatelo”. 6Il re disse ad Amàn: “Cosa potrò fare a un uomo che voglio onorare?” Amàn disse tra sé: “Il re, chi vorrà mai onorare, se non me?”, 7e rispose al re: “L’uomo che il re vuole onorare, 8i servi del re lo rivestano con la veste di bisso che indossa il re; gli si dia il cavallo che il re cavalca; 9sia affidato a uno tra i più illustri amici del re e, adornato, l’uomo che il re ama sia fatto montare a cavallo, e nelle piazze delle città si proclami: Questi è l’uomo che il re onora!” 10Il re disse ad Amàn: “Hai detto bene: farò così a Mardhochèo, il giudeo che serve a corte; non tralasciare nulla di quel che hai detto”. 11Amàn prese il mantello e il cavallo, rivestì Mardhochèo, lo fece montare a cavallo e andò per le piazze della città proclAmàndo e dicendo: “Questi è l’uomo che il re onora!”. 12Mardhochèo tornò a corte; Amàn invece tornò a casa sua triste, a testa bassa. 13Amàn spiegò a sua moglie Zosàra e agli amici cosa gli era capitato, e sua moglie con gli amici disse: “Hai cominciato a essere umiliato innanzi a Mardhochèo, di razza giudea; finirai col cadere del tutto, e non potrai difenderti da lui, perché con lui è il Dio dei viventi”. 14Mentre ancora parlavano, si presentarono gli eunuchi per accompagnare in fretta Amàn alla bevuta preparata da Esthìr.

VII        Il re e Amàn andarono dunque a bere con la regina Esthìr. 2Al secondo giorno, mentre si beveva, il re disse a Esthìr: “Regina Esthìr, quale è il tuo desiderio e la tua richiesta? Ti sarà concesso sino alla metà del mio regno”. 3Rispose dicendo: “Se ho trovato grazia agli occhi del re, il mio desiderio e la mia richiesta è che sia concessa vita a me e al popolo. 4Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per essere distrutti, sterminati, fatti schiavi. Noi e i nostri figli siamo stati fatti schiavi e schiave, e ho taciuto, ma il diavolo non è degno della corte del re”. 5Il re disse: “Chi è costui che ha osato fare una cosa simile?” 6Esthìr rispose: “L’uomo nemico, Amàn: è lui il maligno”. Amàn fu preso da terrore alla presenza del re e della regina. 7Il re si levò dal simposio e uscì nel giardino, mentre Amàn supplicava la regina, vedendosi in una brutta situazione. 8Il re tornò dal giardino mentre Amàn si buttava verso il divano della regina. Il re disse: “In casa mia, vuole violentare la mia donna!” Amàn sentì e si coprì il viso. 9Vugathàn, uno degli eunuchi, disse al re: “Ecco, Amàn ha preparato un palo per quel Mardhochèo, di cui ha parlato al re; in casa di Amàn è stato eretto un palo alto cinquanta cubiti”. Il re disse: “Appendetevi lui”. 10Così Amàn fu appeso al palo che aveva preparato per Mardhochèo, e allora il re placò la sua ira.

VIII       In quello stesso giorno il re Artaxerxe donò a Esthìr tutto quel che era appartenuto al diavolo Amàn. Mardhochèo si presentò al re, poiché Esthìr aveva dichiarato che gli era legata. 2Il re prese l’anello tolto ad Amàn e lo diede a Mardhochèo; Esthìr pose Mardhochèo a capo di tutti i beni di Amàn. 3Poi parlò di nuovo alla presenza del re, gli si gettò ai piedi e lo supplicò piangente di levare la malvagità di Amàn e quel che aveva fatto ai Giudei. 4Allora il re stese lo scettro d’oro verso Esthìr; Esthìr si alzò, rimase in piedi davanti al re, 5ed Esthìr disse: “Se così piace al re, se ho trovato grazia, si comandi di revocare i decreti emanati da Amàn, scritti per far perire i Giudei che si trovano nel tuo regno. 6Come potrei io vedere la sventura del mio popolo? Come potrei io salvarmi nella distruzione della mia patria?” 7Il re disse a Esthìr: “A te ho dato in dono tutti i beni di Amàn, e lui l’ho fatto appendere al palo, perché aveva voluto stendere la mano sui Giudei. Cosa chiedi ancora? 8A nome mio scrivete come vi parrà, e sigillate con il mio anello, perché ciò che scriverete in nome del re e sigillato con il mio anello nessuno oserà contrastare”.

decreto a favore dei Giudei

 

 9Nel primo mese, Nisan, il ventitre dello stesso anno, furono chiamati gli scrivani e fu scritto ai Giudei quel era stato ordinato ai capi delle satrapie, dall’India all’Etiopia - centoventisette satrapie - di regione in regione secondo la propria lingua. 10Fu scritto per conto del re e suggellato con il suo anello, e furono spediti gli scritti tramite corrieri - 11come era stata data facoltà ai Giudei, in qualunque città si trovassero, di seguire le proprie leggi, di aiutarsi e di opporsi ai loro nemici e avversari, secondo necessità – 12e ciò in un medesimo giorno in tutto il regno di Artaxerxe, il tredici del dodicesimo mese, cioè Adhar. 12aCopia di tale lettera firmata è la seguente: 12b“Il gran re Artaxerxe, ai governatori delle terre delle nostre centoventisette satrapie, dall’India all’Etiopia, e agli altri nostri sudditi, salve. 12cMolti uomini, quanto più spesso furono onorati dalla più grande generosità dai loro benefattori, tanto più insuperbiscono e non solo cercano di fare il male ai nostri sudditi, ma incapaci di contentarsi del loro posto di onore, tendono insidie contro i loro stessi benefattori. 12dNon solo tolgono via la riconoscenza di mezzo agli uomini, ma insuperbendosi con orgoglio da insipienti, presumono di potersi sottrarre perfino a Dio che tutto vede, e alla sua giustizia, che odia il male. 12eMolte volte poi accade che molti costituiti in autorità, avendo affidato a certi amici la responsabilità degli affari pubblici e subìto la loro influenza, con essi si sono resi responsabili del sangue innocente, con disgrazia, senza rimedio, 12fperché i falsi ragionamenti di nature perverse avevano sviato l’incontaminata buona fede dei governanti. 12gQuesto può osservarsi non solamente nelle storie antiche a noi trasmesse, ma anche osservando i delitti di recente commessi da una pestifera genia, immeritevolmente investita di potere. 12hPer l’avvenire noi provvederemo ad assicurare a tutti gli uomini un regno tranquillo e pacifico, 12iprofittando delle mutate condizioni e giudicando sempre con grande clemenza quello che avviene sotto i nostri occhi. 12kAmàn, di Amadhatha il Macedone, in verità straniero al sangue persiano e per nulla meritevole della nostra benignità, era stato accolto come ospite in mezzo a noi, 12le aveva avuto modo di sperimentare l’umanità da noi usata verso tutti i popoli, fino al punto di essere pubblicamente chiamato nostro padre e di essere venerato da tutti come secondo dopo il trono regale. 12mMa non essendo degno di tanta altezza, tramò di privarci del potere e della vita, 12ncercando con raggiri e artifizi la perdizione di Mardhochèo, nostro salvatore e grande benefattore, e di Esthìr, la nostra devotissima compagna nel regno, con tutto il loro popolo. 12oE infatti egli cercava in questa maniera di isolarci e di trasferire l’impero dei Persiani ai Macedoni. 12pOra noi abbiamo trovato che i Giudei, i quali erano stati destinati alla strage da questo crudelissimo uomo, non sono dei malfattori, ma si reggono con leggi giustissime, 12qe sono figli del Dio altissimo, massimo, vivente, che conserva il regno in ottime condizioni a noi come ai nostri antenati. 12rPer questo voi farete bene a non tenere in alcun conto i decreti inviati da Amàn di Amadhatha, poiché egli stesso, che è stato autore di tale macchinazione, è stato inchiodato con tutti i suoi davanti alle porte di Susa, avendo Dio, che tutto governa, reso a lui il castigo che si meritava. 12sPerciò esponete con fiducia la copia di questa lettera in ogni luogo pubblico, e lasciate praticare liberamente ai Giudei le loro leggi, e aiutateli perché si possano difendere da quelli che li perseguitassero nel giorno fissato per la loro soppressione, cioè il giorno tredici del dodicesimo mese di Adhàr. 12tQuesto infatti è quel giorno che Dio, padrone di tutte le cose, ha trasformato da giorno di perdizione in giorno di letizia per questo popolo eletto. 12uAnzi celebrate anche voi, tra le vostre feste solenni, questo giorno memorabile con ogni sorta di allegria, affinché oggi e in futuro, per voi e per gli amici dei Persiani, esso sia portatore di salvezza e un ricordo di perdizione per i nostri avversari. 12vQualunque città o regione che non abbia eseguito i presenti ordini, sarà messa a ferro e fuoco senza pietà e ridotta per sempre a essere inabitabile agli uomini e oggetto di orrore indescrivibile perfino alle bestie e agli uccelli. 13Copia di questa lettera sia resa palese agli occhi di tutti in tutto il regno, affinché tutti i Giudei si tengano pronti nello stesso giorno a combattere i loro nemici”. 14Partirono dunque i corrieri a portare a cavallo quel che il re aveva detto di fare, e l’editto fu affisso anche in Susa. 15Mardhochèo poi uscì vestito delle vesti regali, con una corona d’oro e un manto di bisso e porpora: al vederlo, gli abitanti di Susa gioirono, 16e per i Giudei ci fu luce e allegrezza. 17In ogni città e provincia, dovunque arrivavano gli ordini del re, e dovunque venne affisso l’editto, fu per i Giudei causa di grande allegrezza, di banchetti e di feste. E molti tra i gentili si circoncidevano e si giudaizzavano, per timore dei Giudei.

 

sterminio dei nemici

 

IX         Pertanto, nel dodicesimo mese, al tredici del mese, che è Adhàr [febbraio\marzo], furono eseguiti i decreti scritti del re. 2In quel giorno vennero distrutti i nemici dei Giudei: nessuno si oppose, perché avevano paura di loro; 3infatti i capi delle satrapie, i governatori e gli ufficiali regi rispettavano i Giudei, perché il timore di Mardhochèo era entrato in loro: 4era pervenuto il decreto del re di celebrare il suo nome in tutto il regno. 5I Giudei colpirono tutti i nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli: fecero dei nemici quel che vollero. 6Nella città di Susa i Giudei uccisero cinquecento uomini, 7fra i quali Farsannès, Dhelfòn, Fasgà, 8Faradhathà, Varèa, Sarvakà, 9Marmasimà, Rufèo, Arsèo, Zavuthèo e 10i dieci figli di Amàn di Amadhàtha Vugheo, il nemico dei Giudei, e li sterminarono. 11Nello stesso giorno fu riferito al re il numero degli uccisi in Susa. 12Disse il re a Esthìr: “I Giudei hanno ucciso nella città di Susa cinquecento uomini. Quale strage credi tu che faranno nelle regioni attorno? Che cosa chiedi ancora che si faccia? Ti sarà fatto!” 13Esthìr disse al re: “Si dia facoltà ai Giudei di fare lo stesso anche domani; e che i dieci figli di Amàn siano impiccati”. 14Il re comandò che così fosse fatto e ordinò ai Giudei della città di appendere al palo i corpi dei dieci figli di Amàn. 15Radunatisi pertanto in Susa i Giudei il giorno quattordici del mese di Adhàr, uccisero trecento uomini; ma non fecero bottino. 16Gli altri Giudei che erano nel regno si unirono e si portarono aiuto a vicenda e non si fermarono nella lotta. Nello stesso giorno, al quattordici di Adhàr uccisero quindicimila, ma non fecero bottino.

 

la festa di Frurè

 

17Il giorno quattordici di quel mese cessarono dall’uccidere e passarono quel giorno in grande allegria. 18I Giudei invece che erano nella città di Susa si radunarono anche il giorno quattordici e non cessarono dall’uccidere; passarono però il giorno quindici in festa e in allegria. 19Per questo motivo i Giudei sparsi nella regione, fuori, celebrano il giorno quattordici del mese di Adhàr con gioia, pranzi e feste, mandando regali ai vicini. 20Mardhochèo dunque scrisse tutte queste cose in un libro e lo mandò ai Giudei che dimoravano nel regno di Artaxerxe, tanto vicini, quanto lontani, 21affinché mettessero questi giorni fra i festivi e festeggiassero il quattordici e il quindici del mese di Adhàr - 22in quei giorni infatti i Giudei trovarono riposo dai loro nemici - e il mese di Adhàr, nel quale erano passati dal lutto alla gioia e dai dolori al giorno di felicità, fosse consacrato tutto a farne giorno di convito e di allegria con invio di vivande agli amici e ai poveri. 23I Giudei adottarono questa usanza come aveva scritto loro Mardhochèo, 24rivelando come Amàn di Amadhàtha il Macedone li aveva combattuti e come avesse fatto un editto e gettato la sorte per farli sparire, 25e come si presentò al re dicendo di impiccare Mardhochèo, e come la scellerata trama contro i Giudei fosse stata fatta ricadere sul capo di lui e che egli e i suoi figli fossero impiccati. 26Perciò quei giorni furono chiamati Frurè cioè sorte, che nella loro lingua si dice frurè. Secondo tutto il contenuto di quella lettera, in seguito a quanto avevano visto a questo proposito ed era loro avvenuto, 27i Giudei stabilirono e presero per sé, per la loro stirpe e per quanti si sarebbero aggiunti a loro, l’impegno inviolabile di commemorare questi giorni di generazione in generazione, in ogni città, in ogni famiglia, in ogni provincia. 28Questi giorni di Frurè devono essere celebrati ogni anno, e il loro ricordo non dovrà mai cancellarsi nelle generazioni. 29La regina Esthìr figlia di Aminadhàv e Mardhochèo il Giudeo scrissero quanto compiuto, e confermato la lettera di Frurè. 30Mardhochèo e la regina Esthìr così stabilirono per sé e i loro discendenti; così decisero a loro salute e per loro decisione. 31Esthìr stabilì un decreto eterno, e lo scrisse come memoriale.

X          Il re scrisse a tutto il regno, per terra e per mare, 2a proposito della sua forza e del suo maschio valore, della ricchezza e gloria del suo regno. Ecco: sta scritto come memoriale nel libro dei regni dei Persiani e dei Medi. 3Mardhochèo ebbe il secondo posto dopo il re Artaxerxe, fu grande nel regno ed esaltato dai Giudei e amato: parlava a favore del progresso di tutto il suo popolo. 3aMardhochèo disse: “Queste cose sono avvenute per opera di Dio. 3bMi ricordo del sogno che avevo visto intorno a questi fatti e nessuno di essi è stato tralasciato. 3cLa piccola sorgente divenne un fiume; ci fu la luce, il sole e acqua abbondante. Il fiume è Esthìr, che il re ha sposato e costituita regina. 3dI due draghi siamo io e Amàn. 3eLe nazioni sono quelle che si sono coalizzate per distruggere il nome dei Giudei. 3fLa mia nazione è Israele: hanno gridato a Dio e furono salvati. Il Signore ha salvato il suo popolo; il Signore ci ha liberati da tutti questi mali; Dio ha operato segni e prodigi grandi, quali mai erano avvenuti tra le nazioni. 3gPerciò egli ha stabilito due sorti: una per il popolo di Dio e una per le altre nazioni. 3hLe due sorti si sono realizzate nell’ora, nel momento e nel giorno del giudizio, innanzi a Dio e a tutte le nazioni. 3iDio si è ricordato del suo popolo e ha reso giustizia alla sua eredità. 3kQuesti giorni del mese di Adhàr, il quattordici e il quindici del mese, saranno celebrati nel suo popolo Israele con adunanza, gioia e letizia davanti a Dio, in ogni generazione, in eterno”.

3lNell’anno quarto del regno di Ptolomeo e di Cleopatras [114 a.C,], Dhosithèo - che diceva di essere sacerdote e levita - e Ptolomèo suo figlio, portarono la presente lettera sulle Frurè, affermando che si trattava della traduzione fatta da Lisimacho di Ptolomèo, uno dei residenti in Gerusalemme.

 

 

 

 

 

Reggio di Calabria

chiesa ortodossa San Paolo dei Greci

 


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