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GIUDITTA

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

I               Nell’anno dodicesimo del regno di Navuchodhonòsor, che regnò sugli Assiri in Ninevì, la grande città, nei giorni di Arfaxàdh che regnò sui Medi in Ekvatana, 2questi costruì intorno a Ekvatana mura di pietre squadrate, di tre cubiti di larghezza per sei di lunghezza, e diede alle mura l’altezza di settanta cubiti e uno spessore di cinquanta. 3Elevò le sue torri presso le porte della città, alte cento cubiti, e le fondò con uno spessore di sessanta cubiti. 4Fece le sue porte come aperture alte settanta cubiti e larghe quaranta cubiti, per l’uscita del suo potente esercito e il dispiegamento dei suoi fanti. 5In quei giorni il re Navuchodhonòsor mosse guerra al re Arfaxàdh nella grande pianura, cioè ai confini di Ragav. 6A lui si unirono tutti quelli che dimoravano nelle montagne, e tutti quelli che abitavano lungo l’Eufrate, il Tigri e l’Idaspe e nelle pianure di Ariòch re degli Elimèi; e moltissime nazioni vennero a schierarsi con i figli di Cheleùdh. 7Navuchodhonòsor, re degli Assiri, inviò ambascerie a tutti gli abitanti della Persia e a tutti gli abitanti dell’Occidente, agli abitanti della Cilicia e di Damasco, del Libano e dell’Antilibano, e a tutti gli abitanti di fronte alla costa, 8e alle popolazioni del Carmelo, di Galaadh, della Galilea superiore e della grande pianura di Esdhrilòn, 9a tutti quelli che erano nella Samarìa e nelle sue città e al di là del Giordano fino a Gerusalemme, Vetàni, Chellùs, Càdhis, e al fiume d’Egitto, a Tafnàs e Ramessì e a tutta la terra di Ghesèm, 10sino a giungere sopra Tanis e Memfi, e a tutti gli abitanti dell’Egitto, sino a giungere ai confini dell’Etiopia. 11Ma gli abitanti tutti di tutta la terra sprezzarono l’appello di Navuchodhonòsor re degli Assiri, e non si allearono a lui in guerra, perché non lo temevano, ma innanzi a loro era come un uomo solo, e rinviarono i suoi messaggeri a mani vuote e senza dar loro riguardo. 12Si infuriò assai Navuchodhonòsor contro tutte quelle terre, e giurò per il suo trono e per il suo regno di far vendetta di tutti i territori della Cilicia, di Damasco e della Siria, e di sterminare con la sua spada tutti gli abitanti in terra di Moàv, i figli di Ammòn, tutta la Giudea, tutti quelli che erano in Egitto, sino a giungere ai confini dei due mari. 13Nell’anno diciassettesimo, dunque, col suo esercito assalì il re Arfaxàdh, lo vinse in battaglia e ne mise in rotta tutto l’esercito di Arfaxàdh, con tutta la sua cavalleria e tutti i suoi carri. 14Si impadronì delle sue città e, spintosi a Ekvatàna, ne espugnò le torri, ne saccheggiò le piazze e ridusse a squallore qualsiasi ornamento. 15Deportò Arfaxàdh sulle montagne di Ragav, e lo fece trafiggere dai suoi lancieri, annientandolo da quel giorno in poi. 16Ritornò quindi, lui e tutte le sue truppe, composte da una moltitudine grande assai di guerrieri, e si diede a feste e a banchetti per centoventi giorni, lui e il suo esercito.

II              Nel diciottesimo anno, il ventiduesimo giorno del primo mese, corse voce nel palazzo di Navuchodhonòsor, re degli Assiri, che egli si sarebbe vendicato di tutta la terra, come aveva detto. 2Radunati tutti i suoi ministri e i suoi maggiorenti, il re comunicò loro la sua segreta intenzione; a parole sue espose ogni perfidia della terra, 3e tutti decisero di sterminare ogni essere che non aveva dato seguito alla richiesta delle sue labbra. 4Conclusa la consultazione, Navuchodhonòsor, re degli Assiri, chiamò Oloferne, primo generale del suo esercito e secondo dopo di lui, e gli disse: 5“Così parla il gran re, il signore di tutta la terra: ecco, tu andrai via da me, prenderai con te uomini di provato valore, centoventimila fanti e un gran numero di cavalli con dodicimila cavalieri, 6e muoverai contro tutta la terra d’Occidente perché non hanno accolto le parole delle mie labbra. 7Dirai loro di approntare terra e acqua, poiché nella mia ira uscirò contro di loro, coprirò tutto il volto della terra con i piedi del mio esercito, e gliela darò loro come bottino. 8I loro feriti riempiranno le valli e i loro torrenti, e ogni fiumara sarà in piena per i loro morti, 9e i loro prigionieri deporterò fino agli estremi confini della terra. 10Tu dunque va’, e occupa per me ogni loro territorio, e quando a te si arrenderanno, conservameli per il giorno del loro castigo. 11Con chi farà resistenza, il tuo occhio non abbia pietà nel consegnarli a massacro e saccheggio in tutta la terra tua. 12Vivo io e la potenza del mio regno! Ho parlato e la mia mano compirà quel che ho detto. 13Tu non tralasciare neppure uno solo degli ordini del tuo signore, ma portali a pieno compimento, come ti ho comandato, senza tardare a eseguirli”. 14Oloferne uscì dal volto del suo signore e, chiamati tutti i comandanti, gli strateghi e gli ufficiali dell’esercito di Assur, 15arruolò in schiera uomini scelti, secondo quanto gli aveva ordinato il suo signore: circa centoventimila, e dodicimila arcieri a cavallo, 16e li distribuì in schiere come di solito si schiera un esercito in guerra. 17Prese cammelli, asini e muli, come loro dotazione, in numero grande assai, e pecore, buoi e capre senza numero per le provviste, 18e dalla casa del re una gran somma d’oro e d’argento per la paga d’ogni uomo. 19Uscì egli e tutto il suo esercito in marcia, per andare innanzi al re Navuchodhonòsor, e coprire tutta la faccia della terra d’Occidente con i loro carri, cavalieri e fanti scelti. 20Con loro partì anche un’accozzaglia, come di cavallette senza numero,  come la sabbia della terra. 21Partirono da Ninevì in marcia di tre giorni verso la pianura di Vektileth e si accamparono vicino Vektileth, presso il monte che si leva a settentrione della Cilicia superiore. 22Da lì [Oloferne] prese tutto il suo esercito, fanti, cavalieri e carri, e si spinse sulle montagne; 23devastò Fudh e Ludh, depredò tutti i figli di Rassis e di Ismaìl, davanti al deserto a sud dei Chelèi. 24Guadato l’Eufrate, percorse la Mesopotamia e distrusse tutte le città innalzate lungo le rive dell’Avronà, sino a giungere al mare. 25Occupò poi i territori della Cilicia, sterminò ogni resistenza e raggiunse i confini di Jafeth, che sono a mez­zogiorno di fronte all’Arabia. 26Accerchiò tutti i figli di Madhiàm, diede alle fiamme le loro tende e s’impadronì delle loro mandrie. 27Scese nella piana di Damasco, al tempo della mietitura del grano, ne incendiò tutti i campi, destinò alla distruzione greggi e armenti, saccheggiò le città, devastò le campagne, passò a fil di spada tutti i loro giovani. 28Il timore e il terrore di lui invasero allora gli abitanti della costa: quelli di Sidone e di Tiro, quelli di Sur e di Okinà, e tutti i residenti in Jemnaàn. Grande spavento ne ebbero pure i cittadini di Azoto e di Ascalon.

III             Gli inviarono perciò ambasciatori con parole di pace, per dirgli: 2“Ecco, noi siamo i servi di Navuchodhonòsor, il gran re; ci buttiamo ai tuoi piedi; trattaci come a te piacerà. 3Ecco le nostre abitazioni, tutti i nostri paesi e tutti i campi di grano, i greggi, gli armenti e le mandrie tutte dei nostri accampamenti: sono a tua disposizione; fanne quello che ti pare. 4Anche le nostre città, con quelli che le abitano, sono al tuo servizio: vieni e fa’ loro come è meglio ai tuoi occhi”. 5Si presentarono quegli uomini a Oloferne e gli riferirono con queste parole. 6Allora discese egli e il suo esercito verso la costa, occupò le piazzeforti e ne trasse scelte milizie alleate. 7Quelle città e i loro dintorni lo accolsero con corone, danze e timpani; 8ma egli ne demolì tutti i loro confini, sradicò i boschi, e s’era messo in testa di abolire tutti gli dei della terra, perché tutte le nazioni adorassero soltanto Navuchodhonòsor, e tutte le loro lingue e tribù invocassero lui solo come dio. 9Giunse così dinanzi a Esdhrilòn, presso Dhotèa, che è davanti alla grande pianura della Giudea; 10si accampò tra Gavè e gli Skithi, e ivi rimase un mese intero per radunare tutte le salmerie del suo esercito.

IV            I figli d’Israele, che abitavano in tutta la Giudea, quando ebbero udito quello che Oloferne, il gran generale di Navuchodhonòsor re degli Assiri, aveva fatto a quelle genti e come aveva dato al saccheggio e alla distruzione tutti i loro santuari, 2ebbero di lui uno spavento grande assai, assai, e furono atterriti per Gerusalemme e per il tempio del Signore Dio loro, 3perchè erano da poco tornati dalla cattività e tutto il popolo giudeo s’era da poco riunito, e i vasi sacri e l’altare e il tempio erano stati riconsacrati dopo la profanazione. 4A tutta la frontiera della Samarìa, a Konà, a Vethoròn, a Velmèn, a Gerico, a Chovà, a Esorà e alla vallata di Salìm inviarono dunque 5avvisi di occupare tutte le cime dei monti più elevati, fortificare i villaggi posti su di essi, e provvedersi di vettovaglie in previsione della guerra, essendosi da poco tempo mietuti i loro campi. 6Joakim poi, il gran sacerdote, che in quei giorni era a Gerusalemme, scrisse agli abitanti di Vetilùa e di Vetomesthèm, che è di fronte a Esdhrilòn in faccia alla pianura vicino a Dhothaìm, 7dicendo di appostarsi alle salite dei monti perché esse davano accesso alla Giudea, e sarebbe stato facile impedire l’avanzata nemica, dato che gli stretti canaloni non permettevano il passaggio a più di due uomini per volta. 8I figli d’Israele eseguirono quanto avevano loro comandato il gran sacerdote Joakim e il Consiglio degli anziani di tutto il popolo d’Israele, che risiedevano in Gerusalemme. 9Quindi ogni uomo d’Israele levò la voce al Signore con grande fervore e umiliò le sua anima con grande fervore. 10Essi, le loro donne, i figli, i giumenti e ogni loro ospite, salariato o schiavo, si misero sacchi ai fianchi; 11e tutti gli uomini d’Israele, le donne e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme, si prostrarono innanzi al tempio, con il capo asperso di cenere e stesero i loro panni di sacco davanti al Signore. 12Circondarono di sacco anche l’altare e gridarono al Dio d’Israele tutti insieme con insistenza, di non permettere che venissero dati in preda i loro figli, rapite le mogli, distrutte le città della loro terra, profanato e disonorato il santuario, a gioia delle genti. 13Il Signore ascoltò il loro grido ed ebbe riguardo alla loro afflizione. Il popolo continuò a digiunare per più giorni in tutta la Giudea e in Gerusalemme, innanzi al santuario del Signore onnipotente, 14e Joakim, il gran sacerdote, e tutti quanti stavano innanzi al Signore, sacerdoti e ministri del Signore, cinti di sacco ai fianchi e con i turbanti cosparsi di cenere, offrivano l’olocausto quotidiano, i sacrifici votivi e le offerte spontanee del popolo, 15e gridavano a gran forza al Signore perché benigno visitasse tutta la casa d’Israele.

V             Quando Oloferne, gran generale dell’esercito assiro, udì che i figli d’Israele si erano preparati alla guerra, che avevano chiuso i valichi e fortificato tutte le cime dei monti più elevati e teso trabocchetti nei campi, 2assai s’infuriò di collera e, convocati tutti i comandanti di Moàv, i capitani di Ammòn e tutti i governatori del litorale, 3chiese loro: “Spiegatemi un po’, figli di Chanaàn, che popolo è mai questo che abita la montagna e quali sono le città ove risiede, quante le loro forze armate, in che consiste la loro potenza e il loro vigore, chi è il re che li governa e che guida il loro esercito, 4e perché solo essi, fra tutti gli abitatori dell’Occidente, abbiano sdegnato di venirmi incontro”. 5Allora Achiòr, capo di tutti i figli di Ammòn, gli rispose: “Piaccia al mio signore di ascoltar una parola dalla bocca del tuo servo, e io ti manifesterò il vero intorno a questo popolo che abita la montagna qui vicina, e non uscirà menzogna alcuna dalla bocca del tuo servo. 6Questo popolo appartiene alla stirpe dei Chaldhèi. 7Dapprima andò ad abitare come straniero in Mesopotamia, perché non aveva voluto seguire le divinità dei suoi antenati che vivevano nella terra dei Chaldhèi. 8Ora siccome esso aveva abbandonata la via dei padri suoi per adorare il Dio del cielo, il Dio da esso riconosciuto, venne da quelli cacciato lontano dal volto delle loro divinità e così emigrò in Mesopotamia, e per molti giorni vi dimorò da straniero. 9Avendo però il loro Dio ordinato di partirsi da quel posto e di andare nella terra di Chanaàn, quivi posero la loro sede e divennero ricchi d’oro, d’argento e di molti, ma molti armenti. 10Poiché una carestia aveva coperto la faccia della terra di Chanaàn, scesero in Egitto, ove dimorarono da stranieri finché trovarono da nutrirsi, e vi crebbero in tanta moltitudine, che la loro discendenza non aveva numero. 11Allora il re d’Egitto si levò contro di loro, e cercò di stancarli con la fabbricazione di mattoni: li oppresse, li trattò da schiavi. 12Ma essi levarono la voce al loro Dio, ed egli colpì tutta la terra d’Egitto con piaghe incurabili; e gli Egiziani li cacciarono via dalla loro vista. 13Dio asciugò il Mar Rosso innanzi a loro, 14e li condusse nel viaggio al Sinà e a Càdhis Varnì; ed essi cacciarono tutti gli abitatori del deserto, si stanziarono nella regione degli Amorrei, 15e con la loro forza sterminarono tutti gli Esevoniti. Tra­versato quindi il Giordano, s’impadronirono di tutta la regione montuosa, 16scacciando davanti a loro Chananei, Ferezei, Ievusei, Sichemiti, e tutti i Gherghesei, e vi abitarono per molti giorni. 17Finchè non peccarono contro il loro Dio, essi godettero prosperità, avendo dalla loro un Dio che odia l’iniquità. 18Ma quando deviarono dal cammino loro tracciato, soffrirono in molte guerre grandissime distruzioni e furono condotti schiavi in terra straniera; il tempio del loro Dio fu raso al suolo e le loro città prese dai nemici. 19Ma adesso, avendo fatto ritorno al loro Dio, sono ritornati dalle varie regioni dove si trovavano dispersi, hanno rioccupata Gerusalemme ove è il loro santuario, hanno popolata la montagna che prima era deserta. 20Or dunque, signor padrone, se c’è qualche colpa in questo popolo, e hanno peccato contro il loro Dio, e scopriamo che tra loro c’è questo inciampo, assaltiamoli, che li vinceremo; 21ma se sulla loro gente non pesa alcuna trasgressione, è meglio che il mio padrone lasci perdere. Non sia mai che il Signore e Dio loro non ne prenda le difese, e noi diventiamo ludibrio di tutta la terra”. 22Appena Achiòr ebbe finito di tenere questo discorso, tutta la gente che stava in cerchio intorno alla tenda levò un mormorio, e gli ufficiali di Oloferne e tutti gli abitanti del litorale e di Moàv minacciavano di farlo a pezzi: 23“Noi non dobbiamo temere i figli d’Israele: è un popolo senza forza, incapace di resistere a un urto poderoso. 24Assaltiamoli dunque e saranno facile boccone per tutto il tuo esercito, o signor Oloferne”.

VI            Calmatasi l’agitazione degli uomini che in cerchio formavano l’assemblea, Oloferne, il generale in capo dell’esercito di Assur, alla presenza di tutta l’assemblea degli stranieri  e di tutti i figli di Moàv, disse ad Achiòr: 2“Chi sei tu, Achiòr, e voi, mercenari di Efrèm, per venirci oggi a fare il profeta e a dirci di non far guerra alla stirpe d’Israele perché il loro Dio farà loro da scudo? Chi mai è dio, se non Navuchodhonòsor? Egli, appena sferri le sue forze, li sterminerà dalla faccia della terra: non è il loro Dio, che potrà salvarli. 3Noi, suoi servi, li colpiremo come un sol uomo, ed essi non potranno sostenere l’impeto dei nostri cavalli. 4Li bruceremo, e i monti s’inebrieranno del loro sangue, e le loro pianure saranno colme dei loro morti. Non si terranno fermi sulle piante dei loro piedi innanzi a noi, ma saranno interamente distrutti, dice il re Navuchodhonòsor, signore di tutta la terra. Egli ha parlato, e non cadranno a vuoto le parole da lui dette. 5Quanto a te, Achiòr, mercenario di Ammòn, che hai tenuto questi discorsi nel giorno della tua perversità, da oggi in poi non vedrai più la mia faccia, finché io mi sia vendicato di questa razza d’Egitto. 6Allora il ferro del mio esercito e la schiera dei miei servi ti trapasserà le costole e cadrai tra i feriti di quel popolo, quando io sarò di ritorno. 7Intanto i miei servi ti condurranno sulla montagna e ti abbandoneranno in una delle città lungo il cammino, 8e tu non morrai finché non sarai sterminato insieme con quelle. 9Che se in cuor tuo speri che non saranno prese, non tenere bassa la fronte! Ho detto, e nessuna delle mie parole cadrà a vuoto”. 10Dopo ciò Oloferne diede ordine ai servi suoi, presenti nella tenda, di prendere Achiòr e di riportarlo a Vetilùa e consegnarlo nelle mani dei figli d’Israele. 11I servi lo presero, lo condussero fuori dell’accampamento nella pianura, di là lo portarono su per il monte fino alle sorgenti ch’erano sotto Vetilùa. 12I cittadini, come li ebbero veduti salire alla cima del monte, presero le armi e uscirono fuori della città in cima al monte e di lì tutti i frombolieri; occupata la via d’accesso, scagliavano pietre sui nemici. 13Questi, riparatisi sotto il monte, legarono Achior e l’abbandonarono steso alla radice del monte; quindi ritornarono dal loro signore. 14I figli d’Israele allora, scesi dalle loro città, si accostarono ad Achiòr, lo sciolsero, e condottolo in Vetilùa, lo presentarono agli arconti della loro città, 15che in quel tempo erano Ozìa di Michà della tribù di Simeòn, Avrìs di Gothoniìl, e Charmìs figlio di Melchiìl. 16Convocarono tutti gli anziani della città, e all’adunanza accorsero tutti i giovani e le donne. Posto Achiòr in mezzo a tutto quel popolo, Ozìa lo interrogò dell’accaduto, 17ed egli rispose manifestando a essi quanto s’era detto nel consiglio di Oloferne e il discorso da lui tenuto in mezzo ai principi degli Assiri e tutto quello che Oloferne s’era vantato di fare contro la casa d’Israele. 18Allora tutto il popolo, prostratosi a terra, adorò Dio e a gran voce disse: 19“Signore, Dio del cielo, vedi la superbia di costoro; abbi pietà dell’umiliazione della nostra gente e in questo giorno volgi lo sguardo su quelli che sono a te consacrati”. 20Confortarono poi Achiòr e gli fecero grandi elogi. 21Quindi Ozìa lo condusse dall’adunanza in casa sua, e per gli anziani organizzò una bevuta. Per tutta quella notte invocarono in loro aiuto il Dio di Israele.

VII           Il giorno dopo Oloferne diede l’ordine a tutto l’esercito e a tutto il popolo che a lui si era alleato, di muovere il campo verso Vetilùa, di occupare le vie d’accesso alla montagna, e portar guerra ai figli d’Israele. 2In quello stesso giorno ogni loro guerriero si mise in marcia. L’esercito di quei guerrieri era di diciassettemila fanti e di dodicimila cavalieri, senza contare le salmerie e gli uomini che seguivano a piedi: una gran moltitudine. 3Si accamparono nella vallata vicina a Vetilùa, presso alla sorgente, e si allargarono verso Dhothaìm, fino a Velvèm e, in lungo, da Vetilùa a Kiamon, che è di fronte a Esdhrilòn. 4I figli d’Israele, al vedere quella moltitudine, furono assai turbati e si dissero l’un l’altro: “Ora costoro divoreranno la superficie di tutta la terra e né i più alti monti né le valli o le colline potranno sostenere il loro peso”. 5Tutti presero le proprie armi e accesi dei fuochi sulle torri, rimasero a far la guardia per tutta la notte. 6Il giorno dopo Oloferne fece sfilare tutta la sua cavalleria alla vista dei figli d’Israele che erano in Vetilùa, 7esplorò gli accessi della città, cercò le sorgenti di acqua e le occupò, collocandovi guarnigioni di uomini armati; fece poi ritorno alla sua gente. 8Allora tutti i principi dei figli di Isàv e tutti i comandanti del popolo di Moàv e i governatori del litorale, gli andarono incontro e gli dissero: 9“Voglia ascoltare una parola il nostro signore, perché non abbia a subire perdite il suo esercito. 10Infatti questa popolazione dei figli d’Israele non ripone la sua fiducia nelle lance ma nelle altezze dei monti che abitano, non essendo facile scalare le vette dei loro monti. 11Ordunque, signore, non attaccarli come si fa in una battaglia campale, e così nemmeno un uomo del tuo popolo cadrà. 12Resta nel tuo accampamento, risparmiando ogni uomo del tuo esercito; lascia che i tuoi servi s’impadroniscano della sorgente d’acqua che sgorga ai piedi del monte, 13perchè tutti gli abitanti di Vetilùa vi vanno ad attinger acqua. In tal modo, consunti dalla sete, consegneranno la loro città. Noi con la nostra gente saliremo sulle vicine cime dei monti, vi pianteremo i nostri accampamenti e faremo in modo che nessuno esca dalla città. 14Così saranno estenuati dalla fame essi, le loro mogli e i loro figli, e prima che la spada arrivi su di loro, cadranno stesi nelle piazze tra le loro case. 15Così renderai loro un duro contraccambio per aver resistito, e non esserti venuti incontro in pace”. 16Piacquero tali discorsi a Oloferne e a tutti i suoi ministri, ed egli ordinò di fare come detto. 17Si mossero dunque i figli di Ammòn, e con loro cinquemila Assiri, e accampatisi nella vallata, occuparono le condutture e le sorgenti d’acqua degli Israeliti. 18I figli di Isav e i figli di Ammòn salirono sui monti e si accamparono di fronte a Dhothaìm, e di là inviarono parte dei loro verso mezzogiorno e oriente di fronte a Egreviìl, che è vicino a Chus, che è presso al torrente Mochmùr. Il resto dell’esercito assiro stava acquartierato in pianura e copriva tutta la regione; le loro tende e salmerie, essendo in grandissima quantità, formavano un gran numero di quartieri. 19I figli d’Israele allora levarono grida al Signore loro Dio: s’erano persi d’animo al vedersi circondati da tutti i loro nemici, senza possibilità di evadere di mezzo a loro. 20Tutto il campo assiro, fanti, carri e cavalieri, stava attorno a Vetilùa da trentaquattro giorni, quando i cittadini, esaurite tutte le riserve d’acqua 21e vuotate le cisterne, non ebbero più acqua da bere a sazietà, nemmeno per un giorno, perché l’acqua da bere si dava loro razionata. 22Scoraggiati erano i fanciulli; le donne e i giovani venivano meno per la sete, e cadevano privi di forze nelle piazze della città e nei passaggi delle porte, e non rimaneva più in loro alcuna energia. 23Allora tutto il popolo, giovani, donne, fanciulli, recatisi in folla da Ozia e dagli altri arconti della città, levarono alte grida e dissero in faccia a tutti gli anziani: 24“Dio sia giudice tra noi e voi per il gran torto che ci avete fatto, non volendo negoziare la pace con gli Assiri. 25E ora non abbiamo soccorso, ma Dio ci ha messo nelle loro mani per farci morire sotto i loro sguardi di sete e grande esaurimento. 26Chiamateli dunque e cedete l’intera città in bottino al popolo di Oloferne e a tutto il suo esercito. 27Meglio per noi diventar loro bottino; perché saremo loro schiavi, ma almeno resteremo vivi, e non vedremo i nostri bambini morire sotto i nostri occhi, e le donne e i nostri figli cadere sfiniti. 28Vi scongiuriamo davanti al cielo e alla terra e al nostro Dio, il Signore dei nostri padri, che ci punisce per i nostri peccati e le colpe dei nostri padri: fate che oggi non abbia a trattarci come abbiamo detto”. 29Nell’assemblea tutti levarono unanimi un gran pianto, e invocarono a gran voce il Signore Dio. 30Ozia disse loro: “Coraggio, fratelli, resistiamo ancora cinque giorni, durante i quali il Signore nostro Dio riverserà sopra di noi la sua misericordia, perché non ci abbandonerà fino all’ultimo. 31Se questi passeranno senza che a noi sia giunto alcun soccorso, farò come voi dite”. 32Disperse quindi la folla, rimandando ognuno al suo quartiere, e così tornarono alle mura e alle torri della città; le donne e i fanciulli li rinviò alle loro case e nella città si stava in grande avvilimento.

VIII          In quei giorni venne a conoscenza di questi fatti Iudhith, figlia di Merarì, figlio di Ox, figlio di Iosìf, figlio di Oziìl, figlio di Elkìa, figlio d’Ilìa, figlio di Chelkia, figlio di Eliàv, figlio di Nathanaìl, figlio di Salamiìl, figlio di Sarasadhaì, figlio d’Israìl. 2Suo marito era Manassì, della stessa tribù e stirpe di lei, che era morto al tempo della mietitura dell’orzo. 3Infatti, mentre assisteva alla legatura dei manipoli nel campo, fu preso da insolazione al capo, e messosi a letto morì in Vetilùa sua città, e fu sepolto con i suoi padri nel campo che si trova tra Dhotaìm e Valamòn. 4Iudhith, rimasta vedova, da tre anni e quattro mesi viveva ritirata in casa sua, 5dove s’era fatto costruire un padiglione sulla terrazza della sua casa; cingeva ai fianchi un rozzo panno e indossava abiti vedovili; 6digiunava tutti i giorni della sua vedovanza, tranne che nelle vigilie dei sabati e nei sabati, nelle vigilie dei noviluni e nei noviluni, nelle feste e liete ricorrenze del popolo d’Israele. 7Era bella di aspetto e di forme assai avvenenti; suo marito Manassì le aveva lasciato oro, argento, servi e serve, bestiame e campi, ed essa abitava in mezzo ai suoi beni, 8né v’era chi dicesse male di lei, perchè essa era assai timorata di Dio. 9Come dunque Iudhith seppe delle aspre parole che il popolo aveva rivolto al governatore, a causa dello scoramento per la mancanza d’acqua, e venne a notizia delle risposte loro date da Ozìa, come aveva giurato di consegnar agli Assiri la città entro cinque giorni, 10mandò l’ancella preposta a tutti i suoi averi a chiamare Ozìa, Chavrìn e Charmìn, anziani della sua città. 11Giunti che furono da lei, così loro parlò: “Ascoltatemi, capi dei cittadini di Vetilùa! Non è giusto il discorso da voi oggi tenuto dinanzi al popolo, quando parlaste di un giuramento stabilito fra Dio e voi, che consegnerete la città ai nostri nemici, se il Signore in questi giorni non verrà in vostro aiuto. 12Chi siete voi che oggi tentate Dio, e in questo stesso giorno vi siete messi al di sopra di Dio fra gli uomini? 13Scrutate pure il Signore onnipotente: non ne comprenderete mai nulla. 14Perchè, se non riuscite a toccar il fondo del cuore dell’uomo né afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scandagliare chi ha ordinato tutto questo e comprenderne il pensiero e intenderne i fini? No, fratelli: non provocate all’ira il Signore Dio nostro. 15Se egli non vuol portarci aiuto in questi cinque giorni, egli ha il potere di farci scudo per quanti giorni a lui piace, o anche di sterminarci di fronte ai nostri nemici. 16Voi dunque non impegnate i voleri del Signore Dio nostro, perché Dio non è come un uomo da potersi minacciare, né come un mortale da tenere a bada. 17Perciò aspettando da lui la salvezza, invochiamo il suo aiuto. Egli esaudirà le nostre voci se gli piacerà, 18dal momento che ai nostri giorni non si è levata né esiste al giorno d’oggi tra noi alcuna tribù né famiglia né paese né città che adori, come accadeva ai tempi andati, idoli manufatti, 19per cui i nostri antenati furono abbandonati alla spada e alla rapina e cedettero con grandi perdite innanzi ai nostri nemici. 20Noi non conosciamo altro Dio fuor che lui; perciò nutriamo speranza che egli non disdegnerà noi né altri della nostra nazione. 21La nostra resa porterebbe con sé la caduta di tutta la Giudea; sarebbe messo a sacco il nostro santuario, ed egli ne vendicherebbe la profanazione col nostro sangue. 22L’eccidio dei nostri fratelli, la schiavitù del paese, la devastazione della nostra eredità, li farebbe ricadere sul nostro capo in mezzo alle nazioni tra le quali saremo schiavi e saremo oggetto di scherno e di vituperio per i nostri conquistatori. 23La nostra schiavitù non tornerebbe a nostro favore, ma il Signore Dio nostro la volgerebbe in disonore. 24Ordunque, fratelli, diamo un buon esempio ai nostri fratelli, perché la loro vita dipende da noi e il santuario, il tempio e l’altare hanno in noi il loro sostegno. 25Dopo tutto ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette a prova come i nostri padri. 26Ricordatevi quanto fece con Avraàm, a quali prove mise Isaàk, quel che successe a Iakòv quando in Mesopotamia di Siria pasceva il gregge di Làvan, fratello di sua madre. 27Certo, come ha passato al crogiuolo costoro, per saggiarne i cuori, così non per vendetta ma per correzione il Signore castiga chi gli è vicino”. 28Allora Ozìa le rispose: “Tutto quel che hai detto l’hai detto di buon cuore, e non v’è alcuno che possa contraddire ai tuoi discorsi, 29non essendo oggi la prima volta che si manifesta la tua sapienza, ma fin dal principio dei tuoi giorni il popolo tutto ha conosciuto la tua saggezza, poiché hai un cuore ben fatto. 30Ma la gente soffre gran sete, e ci ha costretti a fare come abbiamo detto e a caricarci di un giuramento che non trasgrediremo. 31Ora prega per noi, tu che sei una donna devota, che il Signore ci mandi la pioggia a riempire le nostre cisterne, e così non verremo più meno”. 32Iudhith rispose loro: “Ascoltatemi: farò una cosa che passerà di generazione in generazione fra i figli della nostra stirpe. 33Questa notte vi porrete alla porta, e io uscirò con la mia ancella, e in quei giorni dopo i quali avete detto di voler consegnare la città ai nostri nemici, per mia mano il Signore visiterà Israele. 34Voi però non indagate la mia impresa, perché non ve la dirò finché non abbia condotto a termine quel che sto per fare”. 35Ozìa e i capi dissero a lei: “Va’ in pace, e il Signore Dio sia con te a punizione dei nostri nemici”. E usciti dal padiglione se ne andarono ai loro posti.

IX            Allora Iudhith si prostrò faccia a terra, si cosparse di cenere il capo, scopri il ruvido sacco di cui era vestita e, mentre in Gerusalemme quella sera si offriva l’incenso nel tempio di Dio, Iudhith a gran voce invocò il Signore, e disse: 2“Signore, Dio di mio padre Simeòn, al quale ponesti in mano la spada per far vendetta di quegli stranieri che avevano scoperto il ventre di una vergine per macchiarla, e ne avevano denudato i fianchi per disonorarla, e violato il grembo per farne vergogna. Tu avevi detto: No, questo non si fa, ma loro l’hanno fatto. 3Per questo hai consegnato alla morte i loro capi e al sangue quel loro giaciglio, arrossito per l’infamia com­messa con l’inganno; hai colpito i sudditi insieme con i sovrani e i sovrani insieme coi loro troni; 4hai abbandonato alla preda le loro mogli, alla schiavitù le loro figlie, e tutte le loro spoglie alla spartizione fra i tuoi diletti figli, che, ardenti di zelo per te, e inorriditi per la macchia gettata sul loro sangue, ti avevano invocato in aiuto. Dio, Dio mio, porgi l’orecchio anche a me vedova. 5Tu sei l’autore di quei fatti e di quanti li precedettero e li seguirono. Tu hai disposto le cose precedenti e l’avvenire, e accade ciò che tu hai predisposto; 6le cose da te deliberate si presentano e dicono: Eccoci!, perché tutti i tuoi atti sono ben preparati e le tue risoluzioni sono decise in precedenza. 7Ecco che gli Assiri, forti di numeroso esercito, fieri dei loro cavalli e dei loro cavalieri, orgogliosi del valore dei loro fanti, fidando negli scudi, nelle frecce, negli archi e nelle frombole, non riconoscono che tu sei il Dio che disperde le guerre: Signore è il tuo nome. 8Spezza tu la loro forza col tuo potere e abbatti il loro vigore colla tua ira, poiché hanno deliberato di profanare il tuo santuario, contaminare il tuo tabernacolo ove riposa il nome della tua gloria, e atterrare col ferro i corni del tuo altare. 9Guarda la loro superbia e scaglia la tua ira sulle loro teste; dai alla mano di me vedova la forza di fare quel che ho deciso. 10Colpisci servo su padrone e padrone su servo con la seduzione delle mie labbra; per mano di una donna, spezza la loro boria, 11poiché non sta nel numero la tua forza né il tuo potere nei robusti; ma tu sei Dio degli umili, aiuto degli sventurati, difensore dei deboli, protettore dei derelitti, salvatore dei disperati. 12Sì, sì, o Dio del padre mio e Dio d’Israele, tua eredità, sovrano del cielo e della terra, creatore delle acque, re di ogni cosa creata, ascolta tu la mia preghiera 13e fa’ che le mie parole e le mie lusinghe riescano ferita e piaga per coloro che hanno concepito empi disegni contro la tua alleanza, la tua santa casa, il monte Sion e l’abitazione occupata dai tuoi figli. 14Fa’ che tutto il tuo popolo e ciascuna tribù conosca e sappia che tu sei Dio, il Dio di ogni forza e potenza, e che non vi è altri fuori di te, che proteggi la stirpe d’Israele”.

X             Cessato che ebbe d’invocare il Dio d’Israele e finito di dire tutte queste parole, 2si levò da terra e, chiamata la sua ancella, scese in casa, dove soleva passare i giorni di sabato e di festa; 3deposto il sacco che aveva indosso e toltisi gli abiti vedovili, si lavò con acqua tutto il corpo, si unse con denso olio profumato, si acconciò i capelli e vi mise un diadema, quindi si vestì degli abiti di festa, di cui soleva adornarsi quando viveva suo marito Manassì. 4Si mise i sandali ai piedi, si adornò di braccialetti, collane, anelli, orecchini e ogni altro gioiello avesse, e si abbellì tanto da affascinare gli occhi di qualunque uomo l’avesse vista. 5Alla sua ancella diede un otre di vino e un orcio d’olio; riempì una bisaccia di grano abbrustolito, di fichi secchi, di pane puro: fatto un involto di tutti questi recipienti, lo caricò sulle sue spalle. 6Partirono dirigendosi alla porta della città di Vetilùa e vi trovarono di guardia Ozìa e gli anziani della città, Chavrìn e Charmìn 7i quali, al vederla così trasformata nell’aspetto e con gli abiti mutati, ne ammirarono la bellezza e le dissero: 8“Dio, il Dio dei nostri padri, ti dia la grazia di compiere i tuoi progetti, a vanto dei figli d’Israele ed esaltazione di Gerusalemme”. Ella si inchinò ad adorare Dio e disse loro: 9“Date ordine di aprirmi la porta della città, e uscirò a compiere l’opera di cui parlaste con me”. Quelli ordinarono ai giovani di aprir la porta come aveva chiesto, 10e così fu fatto. Iudhith uscì e con lei l’ancella. Gli abitanti della città stettero a guardarla finché, scesa dal monte, attraversò la valle, e la perdettero di vista. 11Andando rapide per la valle, incontrarono un avamposto degli Assiri; 12la fermarono e la interrogarono: “Di che nazione sei e donde vieni e dove vai?”. Ed essa rispose: “Sono una figlia d’Ebrei e fuggo da loro perché stanno per essere dati in mano a voi. 13Vengo a presentarmi a Oloferne, il gran generale del vostro esercito, per annunciarli parole veritiere: voglio indicargli una via per la quale può andare a impadronirsi di tutta la regione montuosa, senza che alcuno dei suoi uomini patisca danno nel corpo o perdita della vita”. 14All’udire tali parole e osservando il volto di lei, che parve loro di meravigliosa bellezza, quegli uomini le dissero: 15“Hai messa in salvo la tua vita, affrettandoti a venire alla presenza del nostro signore. Vai dunque alla sua tenda; alcuni di noi ti scorteranno fino a consegnarti nelle sue mani. 16Quando ti troverai davanti a lui, non temere in cuor tuo, ma informalo come hai detto; ed egli ti tratterà bene”. 17Scelsero cento di loro ed essi misero in mezzo lei e l’ancella, e le condussero alla tenda di Oloferne. 18Per tutto il campo fu un accorrere, essendosi diffusa per le tende la notizia del suo arrivo. Vennero a mettersele attorno mentre ella stava fuori della tenda d’Oloferne, aspettando che questi venisse informato sul conto di lei. 19Stupivano della sua bellezza e ammiravano a causa sua i figli d’Israele, dicendosi l’un l’altro: “Chi disprezzerà un popolo che ha donne simili? Non è bene che sopravviva un solo uomo di costoro perché, lasciati liberi, potrebbero far perdere la testa a tutta la terra”. 20Uscirono poi fuori le guardie di Oloferne e tutti i servitori di lui e introdussero Iudhith nella tenda. 21Oloferne stava sdraiato sul suo divano, sotto un baldacchino ch’era di porpora, oro, smeraldi e pietre preziose. 22Quando gli fu annunziata, egli si affacciò sul davanti della tenda, preceduto da lampade d’argento. 23Come Iudhith fu alla presenza di lui e dei suoi servitori, tutti stupirono della bellezza del suo volto ed essa, prostratasi faccia a terra, lo riverì; ma i valletti la rialzarono.

XI            Allora Oloferne le disse: “Sta’ di buon animo, donna, né temere in cuor tuo, perché io non ho trattato male alcuno che accetti di servire Navuchodhonòsor, re di tutta la terra. 2Se infatti la tua nazione che popola le montagne non mi avesse disprezzato, non avrei levato la mia lancia contro di loro; essi stessi si sono procurati questo guaio. 3Ma ora dimmi per quale motivo sei fuggita da loro per venire da noi. Sei venuta per metterti in salvo; sta’ di buon animo: vivrai questa notte e in avvenire, 4perchè non c’è nessuno che ti farà torto ma anzi ti tratteranno bene, come si usa verso i servi del mio signore, il re Navuchodhonòsor”. 5Rispose Iudhith: “Accogli le parole della tua schiava, e sia lecito alla tua serva parlare in tua presenza, che io non annunzierò il falso al mio signore in questa notte. 6Se darai retta alle parole della tua serva, Dio ti darà di condurre felicemente a termine l’impresa e non falliranno i disegni del mio signore. 7Perché, per la vita di Navuchodhonòsor re di tutta la terra, e per la potenza di lui che ti ha inviato per il benessere di ogni vivente, non solo gli uomini per tuo mezzo servono a lui, ma anche le bestie dei campi, gli armenti e gli uccelli dell’aria, in grazia della tua forza, vivranno soggetti a Navuchodhonòsor e a tutta la sua dinastia. 8Noi abbiamo sentito parlare della tua saggezza e di quello che hai in mente di fare, essendosi sparsa per tutta la terra la fama che in tutto il regno tu solo sei bravo, potente in sapere e meraviglioso nelle spedizioni militari. 9Quanto a ciò che disse Achiòr nel consesso dei tuoi, noi abbiamo risaputo le sue parole, avendolo risparmiato gli uomini di Vetilùa, ai quali narrò tutto quello che aveva detto in tua presenza. 10Perciò, padrone e signore, non disdegnare la sua relazione, ma prendila in considerazione, perché è veritiera; giacché il nostro popolo non può esser punito, né la spada può prevaler contro, se non avrà peccato contro il loro Dio. 11Ora, affinché il mio signore non sia costretto a battere in ritirata senza aver raggiunto il suo scopo e perché piombi la morte su di loro, sappia che essi sono incorsi in una colpa con la quale provocheranno a sdegno il loro Dio, qualora commettano il peccato. 12Essi mancano di viveri e scarseggiano d’acqua, e hanno pensato di metter mano al bestiame, decisi a sostentarsi di tutto quello che Dio con la sua legge ha vietato loro di mangiare. 13Sono perfino risoluti a consumare anche le primizie del frumento e le decime del vino e dell’olio da loro già consacrate e messe in serbo per i sacerdoti che stanno in Gerusalemme e prestano servizio alla presenza del nostro Dio, cose tutte che a nessuno del popolo è lecito neanche sfiorare con la mano. 14Hanno inviato messaggeri a Gerusalemme, dove anche quegli abitanti hanno fatto lo stesso, per ottenere il permesso dal Consiglio degli anziani. 15Appena ottenuto il permesso, essi lo metteranno in pratica, e in quel medesimo giorno saranno messi in tuo potere, per loro perdizione. 16Perciò appena io, tua serva, sono venuta a conoscenza di queste cose, sono fuggita da loro e Dio mi ha inviato per compiere con te tali cose, che ne stupirà per tutta la terra chiunque le udrà; 17perchè la tua serva è religiosa e serve notte e giorno al Dio del cielo. Ebbene, mentre io starò presso di te, o mio signore, di notte la tua serva andrà nella valle a pregare Dio, ed egli mi dirà quando avranno commesso i loro peccati. 18Allora verrò ad avvertirtene, e tu uscirai con tutto il tuo esercito e non vi sarà alcun di loro che ti farà resistenza. 19Ti guiderò attraverso la Giudea finché arriverai di fronte a Gerusalemme, e vi porrò in mezzo il tuo trono. Tu potrai condurli come pecore senza pastore e innanzi a te neppure un cane oserà abbaiare. Tanto mi fu detto e rivelato in una rivelazione e venni inviata a dartene avviso”. 20Piacquero i discorsi di lei a Oloferne e a tutti i suoi servitori, i quali, ammirati dalla sua sapienza, dissero: 21“Non c’è da un estremo all’altro della terra una donna simile per bellezza della persona e saggezza delle parole”. 22Oloferne poi le disse: “Bene ha fatto Dio a mandarti innanzi al tuo popolo per dare la vittoria alle nostre armi e la perdizione a coloro che non hanno fatto alcun conto del mio signore. 23Tu sei bella d’aspetto e saggia nel parlare: se farai come hai detto, il tuo Dio sarà il mio Dio e tu abiterai nella reggia di Navuchodhonòsor, e sarai famosa in tutta la terra”.

XII           Diede quindi ordini di condurla dove erano riposte le sue argenterie, e comandò che le fosse preparato da mangiare delle sue proprie vivande e da bere del suo vino. 2Ma Iudhith rispose: “Non mangerò di questa roba, per non commettere un peccato. Mi siano serviti piuttosto i viveri portati con me”. 3Oloferne le disse: “Quando le tue provviste saranno finite, dove potremo procurarne di simili per dartele, non essendovi tra noi alcuno della tua nazione?” 4E Iudhith gli rispose: “Per la tua vita, o mio signore, la tua serva non avrà ancora consumato quel che ha portato, prima che il Signore abbia eseguito per mio mezzo ciò che ha stabilito”. 5Condotta poi dai servi di Oloferne nella tenda, si pose a dormire fino a mezzanotte. Verso la vigilia del mattino si alzò, 6e mandò a dire a Oloferne: “Si degni il mio signore di dar ordine che si permetta alla sua serva di uscire per la preghiera”. 7E Oloferne comandò alle guardie di non farle ostacolo. Essa pertanto restò nel campo tre giorni, uscendo ogni notte a lavarsi nell’acqua della sorgente ch’era nella valle di Vetilùa, dentro l’accampamento. 8Uscita dal bagno, pregava il Signore Dio d’Israele che dirigesse i suoi passi a rialzare i figli del suo popolo. 9Così purificata, si ritirava nella tenda, rimanendovi sino a che, verso la sera, prendeva cibo. 10Il quarto giorno Oloferne organizzò una bevuta soltanto per i suoi famigliari, senza invitare al festino alcuno degli ufficiali, 11e disse all’eunuco Vagòa, soprintendente di tutti i suoi beni: “Va’ e persuadi quella donna ebrea, che sta presso di te, a venir da noi a mangiare e a bere in nostra compagnia; 12sarebbe una vergogna per noi se lasciassimo andare una donna simile senza aver goduto della sua compagnia; se non sapremo conquistarla, riderà di noi. 13Uscì Vagòa dalla presenza di Oloferne, e introdottosi da Iudhith le disse: “Non si faccia pregare la bella giovane di venire dal mio padrone, per essere onorata in sua presenza, e bere allegramente il vino insieme con noi ed esser trattata oggi come una delle figlie degli Assiri che stanno nel palazzo di Navuchodhonòsor”. 14Iudhith gli rispose: “E chi sono io da dire di no al mio signore? Tutto quello che a lui piace lo farò subito e sarà per me una gioia fino al giorno della mia morte”. 15E alzatasi, si ornò delle sue vesti e di tutti i suoi ornamenti più belli. Le andò innanzi la sua ancella e stese per lei a terra, di fronte ad Oloferne, le pelli fornitele da Vagòa per suo uso quotidiano, perché vi si stendesse sopra a prender cibo. 16Iudhith, entrata, vi si pose a sedere; il cuore di Oloferne fu rapito da lei e l’animo suo ne restò scosso e aveva gran voglia di trovarsi con lei, perché aspettava il tempo di sedurla fin dal giorno che l’aveva vista. 17Le disse dunque: “Bevi e stai allegra in mezzo a noi”. 18E Iudhith rispose: “Sì, io berrò, signore; perché in tutta la mia vita non sono mai stata onorata così come oggi!” 19E avanti a lui prese e mangiò e bevve di quello che le aveva preparato la sua ancella. 20Poi Oloferne tutto allegro per causa di lei, tracannò una così gran quantità di vino quanto mai ne aveva bevuto da che era nato.

XIII          Fattosi tardi, i suoi servitori s’affrettarono a ritirarsi; Vagòa chiuse dal di fuori la tenda, mandando via le guardie dalla vista del suo signore, e tutti se ne andarono ai loro giacigli: erano tutti stanchi perché il bere era stato oltre misura. 2Rimase dunque Iudhith sola nella tenda; Oloferne, completamente ubriaco, si era abbandonato sul divano. 3Iudhith aveva detto alla sua ancella di star fuori della sua tenda ad aspettare che uscisse come ogni giorno era solita, perché aveva detto che sarebbe uscita per la preghiera, e anche con Vagòa ne aveva parlato. 4Quando tutti furono partiti e nessuno, piccolo o grande, era rimasto nella tenda, Giuditta, in piedi accanto al divano di quello, disse in cuor suo: “Signore, Dio d’ogni potenza, guarda benevolo in questa ora all’opera delle mie mani per l’esaltazione di Gerusalemme, 5perché ora è il momento di venir in aiuto della tua eredità e di porre in atto il mio disegno a rovina dei nemici insorti contro di noi”. 6E accostatasi alla colonna del letto che era dalla parte del capo di Oloferne, ne staccò la scimitarra di lui; 7avvicinatasi poi al letto afferrò la chioma del capo di lui e disse: “Dammi forza, Signore Dio d’Israele, in questo giorno!”, 8e con tutte le sue forze lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa; 9poi fece rotolare il corpo di lui giù dal letto e strappò il baldacchino dalle colonne. Poco dopo uscì fuori e consegnò all’ancella il capo di Oloferne, 10ed essa lo pose nella bisaccia dei viveri; quindi ambedue uscirono, come solevano fare per recarsi alla preghiera. Attraversarono il campo e fatto il giro della valle, salirono il monte di Vetilùa e ne raggiunsero le porte. 11Iudhith da lontano gridò alle guardie delle porte: “Aprite, aprite la porta! Dio, il nostro Dio, è con noi per fare ancora prova della sua forza a favore d’Israele e della sua potenza contro i nostri nemici, come ha fatto anche oggi!” 12Quando gli uomini della sua città udirono la sua voce, si affrettarono a scendere alla porta della città e convocarono gli anziani della città. 13Accorsero tutti, piccoli e grandi, tanto sembrava incredibile che ella fosse tornata; aperta la porta le accolsero e, acceso un fuoco per far luce, si strinsero loro intorno. 14Iudhith disse loro ad alta voce: “Lodate Dio, lodatelo! Lodate Dio che non ha ritirato la sua misericordia dalla casa d’Israele ma, in questa stessa notte, per mano mia ha colpito i nostri nemici”. 15Ed estratto il capo dalla bisaccia, lo mise in mostra e disse loro: “Ecco la testa di Oloferne, il gran generale dell’esercito degli Assiri; ecco il baldacchino sotto cui giaceva ubriaco. Il Signore lo ha colpito per mano di una donna. 16Viva il Signore che mi ha custodito nella via da me seguita! Dal mio aspetto fu affascinato per sua rovina, ma non ha commesso peccato con me, né mi ha contaminata o disonorata”. 17Tutto il popolo ne fu trasecolato e, chinandosi, tutti adorarono Dio, dicendo a una voce: “Sei benedetto, Dio nostro, che oggi hai annientato i nemici del tuo popolo!” 18E Ozìa le disse: “Benedetta sei tu, figlia, da Dio altissimo, più di tutte le donne che sono sulla terra, e benedetto il Signore Dio creatore dei cieli e della terra, che ti ha guidata a tagliare la testa del comandante dei nostri nemici. 19Il tuo coraggio non cadrà dalla mente degli uomini che in ogni tempo ricorderanno la potenza di Dio. 21Dio ti ricompensi a tua eterna esaltazione, colmandoti di beni, poiché tu non hai esitato a rischiare la tua vita per trarre il nostro popolo dall’avvilimento, ma ti sei esposta per rialzarci dalla nostra rovina, marciando innanzi agli occhi del nostro Dio”. E tutto il popolo esclamò: “Amin! Amin!”.

XIV          Iudhith disse loro: “Ascoltatemi, fratelli. Prendete questa testa e appendetela sugli spalti delle vostre mura. 2Quando poi sarà giunta la luce del mattino e arriverà sulla terra il sole, ognuno di voi prenderà le sue armi da guerra, e ogni armato uscirà dalla città. Date inizio all’azione contro di loro come se voleste scendere al piano verso gli avamposti degli Assiri, senza però scendere davvero. 3Quelli, indossate le loro armature, andranno all’accampamento per svegliare i comandanti dell’esercito assiro; si aduneranno davanti alla tenda di Oloferne, ma non lo troveranno: perciò saranno presi da terrore, e fuggiranno dinanzi a voi. 4Allora voi e tutti gli abitanti della terra d’Israele li inseguirete e ne farete strage dovunque fuggiranno. 5Prima però di far questo, chiamatemi Achiòr, l’ammonita, perché venga e riconosca colui che ha vilipeso la casa d’Israele, e fu mandato a noi come a morte”. 6Chiamarono Achiòr dalla casa di Ozìa, e quando egli giunse e vide il capo di Oloferne in mano d’un uomo tra la folla del popolo, cadde a terra senza fiato. 7Appena rinvenne, si gettò ai piedi di Iudhith e, così prostrato innanzi a lei, esclamò: “Benedetta tu in ogni accampamento di Giuda e in ogni altro popolo: udendo il tuo nome ne saranno storditi! 8Raccontami ora quanto hai fatto in questi giorni”. E Iudhith, circondata dalla folla, gli narrò quanto aveva fatto dal giorno che era partita fino al momento in cui parlava loro. 9Quando finì di parlare, il popolo l’acclamò a gran voce e il grido di gioia si ripercosse per tutta la città. 10E Achiòr, veduto tutto quel che aveva fatto il Dio d’Israele, credette fermamente in Dio, si sottopose alla circoncisione e fu aggregato definitivamente alla casa d’Israele. 11Allo spuntar dell’alba, appesero la testa di Oloferne al muro; gli Israeliti presero ognuno la propria arma e uscirono a drappelli verso le vie d’ascesa al monte. 12Appena gli Assiri li videro, mandarono a informare i loro capitani; questi si recarono dagli strateghi, dai chiliarchi e da tutti i loro ufficiali. 13Si portarono alla tenda di Oloferne e dissero al sopraintendente di tutti i suoi beni: “Sveglia il nostro signore, perché quegli schiavi hanno osato scendere a battaglia contro di noi, a loro totale rovina”. 14Vagoa s’introdusse e bussò alla cortina della tenda, persuaso che egli dormisse con Iudhith. 15Ma siccome nessuno rispondeva, scostando le cortine entrò nella parte più interna e trovò Oloferne steso morto al suolo, con la testa portata via. 16Allora diede in alte grida con pianti, gemiti e strilli acuti e si stracciò le vesti. 17Corse poi alla tenda in cui alloggiava Iudhith, ma non la trovò. Allora si precipitò fuori gridando alla folla: 18“Quegli schiavi ci hanno traditi! Una donna ebrea ha inflitto la vergogna alla casa del re Navuchodhonòsor! Ecco Oloferne a terra e senza la sua testa”. 19Udite queste parole, i comandanti dell’esercito assiro si strapparono le vesti, e con l’animo grandemente sbigottito levarono in mezzo all’accampamento grida e urla altissime.

XV           Quelli che stavano nelle tende, appena seppero dell’accaduto, ne rimasero sgomentati, 2e presi da spavento e timore, non stettero più uno accanto all'altro, ma tutti si sbandarono e come d’accordo si diedero alla fuga per tutte le vie del piano e del monte. 3Così pure quelli accampati sui monti intorno a Vetilùa presero la fuga. Allora gli Israeliti, quanti erano atti a portare le armi, si rovesciarono su di essi. 4Ozia inviò messi a Vetomasthèm, a Vivai, a Kola e in tutto il territorio di Israele per annunziare l’accaduto e spingere tutti a gettarsi addosso ai nemici per farne strage. 5Ciò udito, i figli d’Israele d’un sol uomo piombarono su di loro e li fecero a pezzi fino a Chovà. Altrettanto fecero quelli venuti da Gerusalemme e da tutta la montagna, ai quali era giunta la notizia di quello che era avvenuto nel campo nemico. I Galaadhiti poi e i Galilei li sopraffecero ai fianchi con grande scempio fin oltre Damasco e i suoi confini. 6Gli altri abitanti di Vetilùa si gettarono sul campo degli Assiri e messolo a sacco ne trassero un ricchissimo bottino. 7Del rimanente s’impadronirono gli Israeliti reduci dalla strage, e anche i villaggi e i casali del monte e del piano s’arricchirono di molte spoglie, essendovene grandissima quantità. 8Da Gerusalemme vennero il sommo sacerdote Joakim e gli anziani del popolo d’Israele per mirare coi loro occhi il gran bene che il Signore aveva fatto a Israele, e per vedere e salutare Iudhith. 9Giunti da lei, tutti d’un solo pensiero la encomiarono, dicendole: “Tu sei l’orgoglio di Gerusalemme, tu insigne gloria d’Israele, tu gran vanto della nostra nazione. 10Tutto questo hai compiuto di tua mano, hai fatto un gran bene a Israele, e il Signore se ne è compiaciuto. Sii tu benedetta in eterno dal Signore onnipotente”. E tutto il popolo soggiunse: “Amin!” 11Trenta giorni continuò tutto il popolo a saccheggiare l’accampamento. A Iudhith diedero la tenda di Oloferne con tutte le argenterie, i divani, i vasi, e tutta la suppellettile. Prese quella roba, ne caricò la sua mula e attaccati i suoi carri ve l’ammucchiò sopra. 12Tutte le donne d’Israele correvano a vederla e la benedicevano, e in suo onore fra loro intrecciavano danze. Essa prese in mano dei tirsi e li distribuì alle donne che le stavano attorno; 13insieme con esse si coronò di ramoscelli d’ulivo: andava innanzi a tutto il popolo, guidando la danza di tutte le donne. Dietro seguivano gli uomini d’Israele, vestiti delle loro armature e cinti di corone, e con le loro bocche cantavano inni. 14Allora Iudhith intonò il seguente inno di grazie in mezzo e tutto Israele, e tutto il popolo a gran voce declamò questo canto di lode.

XVI          Iudhith disse: “Intonate l’inno al Signore coi timpani, cantate a Dio con i cembali! Modulate in suo onore un salmo nuovo, esaltate e invocate il suo nome. 2Un Dio che abbatte le guerre è il Signore; egli, accampandosi in mezzo al popolo, mi ha salvato dalle mani dei miei persecutori. 3Venne Assur dai monti del settentrione, venne con le miriadi del suo esercito: una moltitudine che ostruiva i corsi d’acqua, e la sua cavalleria copriva i colli. 4Disse di voler bruciare i miei paesi, uccidere di spada i miei giovani, sbattere al suolo i miei lattanti, far bottino dei miei fanciulli, rapire le mie vergini. 5Ma il Signore onnipotente li ha battuti per mano di una donna. 6Non cadde il loro capo contro giovani; non l’hanno atterrato i giganti, ma Iudhith, figlia di Merari: con la bellezza del suo volto lo ha fiaccato. 2Depose la veste vedovile per rialzare gli afflitti d’Israele; si unse il volto con unguenti; 8si bendò i capelli con un diadema; indossò una veste di lino per sedurlo. 9Il suo sandalo rapì gli occhi di lui; la sua bellezza ne asservì l’animo, ma la scimitarra gli tagliò il collo. 10I Persiani inorridirono per il suo coraggio, i Medi sbigottirono del suo ardimento. 11Allora i miei piccoli gridarono grida di guerra, ed essi ne ebbero sgomento; gridarono i miei deboli, e ne furono atterriti; alzarono la loro voce, ed essi volsero in fuga. 12Quali figli di servette li hanno trafitti: li colpirono come razza di fuggiaschi; perirono sotto le schiere del mio Signore. 13Canterò al mio Dio un canto nuovo: Signore, tu sei grande e glorioso, mirabile nella tua potenza, imbattibile! 14A te sia soggetta ogni tua creatura, perché tu hai parlato e tutto è stato fatto; hai inviato il tuo Spirito e tutto fu formato; non v’è chi possa resistere alla tua voce. 15I monti si scuotono dalle fondamenta insieme alle acque, e le rocce alla tua vista si squagliano come cera,ma per chi ti teme tu sei sempre propizio. 16Poca cosa è per te un sacrificio di soave odore, e minima cosa è tutto il grasso degli olocausti a te offerti, mentre chi venera il Signore è sempre grande. 17Guai alle nazioni che si levano contro il mio popolo! Il Signore onnipotente li punirà nel giorno del giudizio, mettendo fuoco e vermi nelle loro carni, ed essi piangeranno nel tormento eterno”. 18Giunti che furono a Gerusalemme, adorarono Dio, e dopo che il popolo si fu purificato, offrirono olocausti, offerte volontarie e doni. 19Iudhith dedicò al tempio tutti gli oggetti di Oloferne che il popolo aveva a lei assegnato, e il baldacchino, che aveva preso dal suo letto, lo consacrò al Signore. 20Il popolo poi continuò a far festa in Gerusalemme, davanti al santuario, per tre mesi, e Iudhith restò con loro. 21Trascorsi quei giorni, ciascuno se ne ritornò al suo focolare e Iudhith si ritirò a Vetilùa, fissando la sua dimora nei suoi possedimenti, e fu al suo tempo famosa per tutta la terra. 22Molti la desiderarono, ma ella non si diede ad alcun uomo, per tutti i giorni che visse, da quando suo marito Manassì morì e si ricongiunse ai suoi avi. 23Essa poi raggiunse un’età molto avanzata, invecchiando nella casa di suo marito fino a centocinque anni, e diede la libertà alla sua ancella. Morì a Vetilua e fu sepolta nella grotta di suo marito Manassì. 24Se ne fece lutto in Israele per sette giorni. Prima di morire aveva distribuiti i suoi beni tra tutti i parenti più prossimi di Manassì suo marito e tra tutti i parenti più prossimi della sua stessa famiglia. 25E in tutto il tempo che visse Iudhith e per molto tempo dopo la sua morte, nessuno osò più turbare Israele.

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 23-10-2017

San Giacomo, fratello del Signore, vescovo di Gerusalemme; San Ignazio, patriarca di Costantinopoli; San Niceforo di Carsianos; San Macario il Romano; San Petronio; I Santi due bambini, martiri.

i santi di domani 24-10-2017

San Areta e compagni, martiri; San Sebastiana di Eraclea, martire; Santi Marco, Soterico, Valentina, martiri; San Acacio, ieromartire; San Nerdone, martire.

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