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TOVIT (Tobia)

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

1          Libro dei fatti di Tovit di Toviil, di Ananiil, di Adhuil, di Gavail, del seme di Asiil, della tribù di Nefthalim, 2che al tempo di Enemessaro, re degli Assiri, fu deportato da Thisvi, che è a destra di Kydios di Nefthali, in Galilea, sopra Asir verso occidente, a sinistra di Fogor.

Io, Tovit, camminai per le vie della verità e della giustizia tutti i giorni della mia vita, 3e feci molte beneficenze ai miei fratelli e al popolo, condotti con me in schiavitù nel paese degli Assiri, a Ninive. 4E quando io stavo nel mio paese, in terra d’Israele, ed ero ancora giovane, tutta la tribù di Neftali, mio progenitore, si era staccata dalla casa di Gerusalemme, scelta fra tutte le tribù di Israele perché tutte le tribù vi offrissero sacrifici, dove era stato consacrato il tempio della dimora dell’Altissimo, eretto per tutte le generazioni, in eterno. 5Ma tutte le tribù offrivano sacrifici alla giovenca Vaal: anche la casa di Neftali, mio progenitore. 6Solo io andavo spesso a Gerusalemme nelle solennità, come era stato prescritto a tutto Israele con legge perpetua, portando con me le decime delle nascite e le prime tosature. 7Consegnavo tutto ai sacerdoti, i figli di Aronne che prestavano servizio all’altare, e davo una decima ai figli di Levi che esercitavano il loro ministero in Gerusalemme; una seconda decima la commutavo in denaro e me ne andavo a spenderla ogni anno in Gerusalemme; 8una terza decima la davo agli abitanti, come aveva disposto Devvòra, madre di mio pa­dre, perché mio padre mi aveva lasciato orfano. 9Fattomi uomo, presi in moglie Anna, del seme della mia famiglia, e da essa ebbi Tobia. 10Quando fui deportato a Ninive, tutti i miei fratelli e quelli della mia nazione e della mia stirpe mangiavano il pane dei gentili, 11ma io preservai la mia anima dal mangiarne, 12ricordandomi del mio Dio con tutta l’anima mia. 13L’Altissimo mi diede grazia e bellezza davanti a Enemessar, ed ero il suo amministratore. 14Andavo in Media: a Gavail, fratello di Gavri, in Raghis di Media, lasciai in depo­sito dieci talenti d’argento. 15Morto Enemessar, al suo posto fu re Sennachirim, suo figlio. Le strade diventarono malsicure e non mi fu più possi­bile recarmi in Media.

16Al tempo di Enemessar, facevo molte elemosine ai miei fratelli: 17distribuivo il mio pane ai poveri e vesti agli ignudi; se vedevo qualcuno di quelli del mio popolo, morto e gettato fuor delle mura di Ninive, lo seppellivo. 18Parimenti, se il re Sennachirim faceva  uccidere qualcuno, io lo seppellivo di nascosto. Quando infatti fuggì dalla Giudea, nel suo furore egli fece uccidere molti: il re cercava i cadaveri, ma non li trovava.

19Uno di Ninive andò e mi denunciò al re, dicen­dogli che ero io che li seppellivo e li nascon­devo. Quando poi seppi che io ero cercato a morte, ebbi paura e mi allontanai. 20Allora mi fu confiscato ogni bene e non mi fu lasciato nulla, fuorché la mia moglie Anna e il mio figlio Tobia. 21Non passarono però cinquanta giorni, che i suoi due figli lo uccisero e si rifugiarono sui monti di Ararath, e in suo luogo fu re Sacherdonos, suo figlio. Costui incaricò Achiachar, figlio di mio fratello Anail, di tutti i conti e di tutta l’amministrazione del suo regno; 22Achiachar intercedette per me e io tornai a Ninive. Achiachar era già stato capo coppiere, guardasigilli, amministratore, contabile, e Sacherdonos lo assunse una seconda volta. Mi era cugino.

2          Quando feci ritorno alla mia casa e mi fu restituita mia moglie Anna e mio figlio Tobia, nella solennità di pentecoste, la festa delle sette settimane, mi fu imbandito un buon pranzo e mi posi a sedere per desinare. 2Vedendo molte vivande, dissi a mio figlio: “Va’ e porta qualche povero nostro fratello che troverai, perché si ricordi di Dio. Ecco, ti aspetto”. 3Tornato, disse: “Padre, c’è uno del nostro popolo che è stato strangolato e buttato in piazza”. 4Io allora, prima di mangiare, andai subito e lo portai via; lo posi in una camera, prima che tramontasse il sole. 5Poi tornai, mi lavai e mi misi a mangiare il pane con tristezza. 6Ricordai la profezia di Amos, quando disse: Le vostre feste si muteranno in lutto e tutte le vostre gioie in lamenti. 7Piansi, e quando fu calato il sole, uscii di casa, scavai una fossa, e lo seppellii. 8I miei vicini mi schernivano, dicendo: “Non ha più paura d’essere condannato a morte; era scomparso, ma ora di nuovo seppellisce i morti”. 9Quella stessa notte, dopo averlo seppellito, mi addormentai stanco, appoggiato al muro del cortile, con la faccia scoperta. 10Non mi resi conto che sul muro v’erano passeri: i loro escrementi caldi caddero sui miei occhi e mi produssero delle macchie bianche nei miei occhi. Ricorsi ai medici, ma senza utilità. Achiachar dovette mantenermi fino a che andò in Elimaide.

11Anna, mia moglie, tesseva a pagamento in casa; 12mandò il lavoro ad alcuni signori, che le pagarono la mercede e un capretto. 13Quando essa venne a me, il capretto cominciò a belare, e io dissi: “Di dov’è questo capretto? E’ stato rubato? Riportalo ai proprietari, perché non abbiamo diritto di mangiare una cosa rubata”. 14Rispose: “Mi è stato regalato in soprappiù della paga”. Io non le credevo e dicevo di restituirlo ai padroni, e mi inquietai con lei. Allora rispose e mi disse: “Dove sono finite le tue elemosine e le tue opere di giustizia? Ora con te tutto è noto”.

3          Contristato scoppiai in pianto, e tra i lamenti pregavo: 2“Signore, tu sei giusto; tutte le tue azioni e tutte le tue vie sono misericordia e verità; il tuo giudizio è verace e tu giudichi sempre con giustizia. 3Ricordati di me; volgi su di me lo sguardo; non ven­dicarti dei miei peccati o delle colpe mie e dei miei padri, che contro te peccarono. 4Hanno trasgredirono i tuoi comandi; perciò ci hai abbandonati al saccheggio, alla schiavitù, alla morte e fatti diventare la favola, il ludibrio di tutti i popoli, tra i quali ci hai dispersi. 5E ora gli innumerevoli tuoi giudizi sono veramente giusti nel punirmi per i peccati miei e dei miei padri, perché non abbiamo eseguito i tuoi ordini e non camminammo rettamente dinanzi a te. 6Ora fa’ di me quello che ti piace: comanda che mi sia tolto la spirito, sic­ché io scompaia e di­venga terra. Per me è meglio morire che vivere, dal momento che ascolto falsi rimproveri e mi trovo in questa grande afflizione. Comanda che io venga libe­rato da questa angoscia, e sia libero d’andar­mene al luogo eterno; e non volgere lontano da me il tuo volto”.

7In quel medesimo giorno avvenne a Sarra, figlia di Raguiìl, in Ecbatana di Media, di udirsi anch’essa rimproverare da una delle servette di suo padre, 8perché, essendo stata data in moglie a sette uomini, il malvagio demone Asmodeo li aveva uccisi prima che essi la rendessero donna, dicendole: “Sei tu che hai ucciso i tuoi mariti! Ecco, hai avuto sette uomini, e nessuno ti ha dato nome. 9Perchè ci percuoti? Se sono morti, vattene con loro; giammai vogliamo vedere di te figlio o figlia”. 10Sentendo queste cose, si rattristò molto, sino a volersi impiccare, ma disse: “Sono l’unica figlia di mio padre; se farò questo, sarò la sua disgrazia e, col tormento, farò precipitare la sua vecchiaia all’ade”. 11Verso la finestra pregò e disse: “Benedetto sei tu, Signore Dio mio, e benedetto è il nome santo e onorato in eterno; in eterno ti benedicono tutte le tue opere. 12Ora, Signore, rivolgo a te i miei occhi e la mia faccia; 13disponi che io sia tolta dalla terra e non mi senta più ingiuriare. 14Tu sai, Signore, che io sono pura da qualsiasi peccato con uomo: 15non ho macchiato il mio nome né il nome di mio padre nella terra della mia deportazione. Sono figlia unica di mio padre; egli non ha altro figlio da poter nominare erede, né un parente prossimo che abbia un figlio al quale potermi riservare per moglie. Me ne sono già morti sette: a che mi serve vivere? Se non ti par bene di mandarmi la morte, volgi su di me lo sguardo, fa’ che non sia più oltraggiata!”

16La preghiera di ambedue fu ascoltata presso la gloria del grande Raffaele, 17che fu inviato a sanare i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tovit, e dare Sarra di Raguiìl in moglie a Tobia, figlio di Tovit, liberandola dal malvagio demone Asmodeo, perché spettava a Tobia d’averla prima di altri. In quel momento Tovit tornò ed entrò in casa sua e Sarra di Raguiìl scese dal piano superiore.

4          In quel giorno Tovit si ricordò dell’argento affidato a Gavail, in Raghi di Media, 2e si disse: “Io volevo morire; perchè non chiamare Tobia, mio figlio, e dargli indicazioni prima che io muoia?” 3Lo chiamò e disse: “Figlio, se muoio, seppelliscimi; non abbandonare tua madre: rispettala in tutti i giorni della tua vita, fa’ quello che le è gradito e non le dare dispiaceri. 4Ricordati, figlio, ch’essa conobbe per te molti pericoli, quando ti portava in seno. Quando sarà morta, seppelliscila accanto a me, nella medesima tomba. 5Ricordati ogni giorno, o figlio, del Signore Dio nostro; non voler peccare o trasgredire i suoi comandamenti. Pratica la giustizia tutti i giorni della tua vita, e non andare sulla strada dell’iniquità, 6perché se agirai con rettitudine, ogni cosa andrà come a chiunque pratichi la giustizia. 7Fai elemosine di quel che possiedi, e nel fare elemosine l’occhio tuo non sia invidioso; non rivolgere altrove la tua faccia da nessun povero, perché non si ritragga da te la faccia di Dio. 8Quel che hai di più, dallo in elemosina; se hai poco, non temere di fare elemosine anche nel poco. 9E’ buona cosa metterti da parte un tesoro per il giorno del bisogno: 10l’elemosina infatti libera dalla morte e non permette che si entri nelle tenebre. 11Per tutti coloro che la fanno, l’elemosina è un dono gradito davanti all’Altissimo. 12Guardati, figlio, da ogni prostituzione, e prima di tutto prendi moglie della stirpe dei tuoi padri. Non prendere una donna straniera, che non sia della tribù di tuo padre, perché noi siamo figli di profeti. Ricorda, figlio, Noè, Abramo, Isacco e Giacobbe, i nostri antichi progenitori: tutti presero moglie dai loro fratelli, e furono benedetti nella loro figliolanza, e la loro discendenza possederà la terra. 13Ora, figlio, ama i tuoi fratelli, e non insuperbirti in cuor tuo verso i tuoi fratelli, i figli e le figlie dei tuoi fratelli, in modo da non prendere in moglie una di loro, perché nella superbia c’è rovina e molta discordia, e nella pigrizia c’è bassezza e indigenza grande, perché la pigrizia è madre della fame. 14Non trattenere il salario di chiunque abbia lavorato per te, ma faglielo aver subito, e se avrai servito il Signore ti sarà dato. Veglia su te stesso, figlio, in tutte le tue azioni, e mostrati ben educato in tutta la tua condotta. 15Non fare ad altri quel che a te non piace. Non bere vino fino all’ubriachezza, e l’ubriachezza non ti accompagni mai nel tuo cammino. 16Da’ il tuo pane all’affamato e le tue vesti agli ignudi. Tutti quel che hai in più, dallo in elemosina, e il tuo occhio non sia malevolo nel far l’elemosina. 17Versa i tuoi pani sulla tomba dei giusti, e non darne ai peccatori. 18Chiedi consiglio a ogni uomo saggio e non disprezzare nessun consiglio utile. 19In ogni tempo benedici il Signore Dio e chiedigli che le tue vie siano prospere e tutte le tue azioni e i tuoi propositi riescano a bene. Nessun popolo possiede la saggezza, ma solo il Signore elar­gisce ogni bene a chi vuole, e umilia chi vuole. Ora, figlio, tieni a mente questi miei pre­cetti e fa’ che essi non si cancellino mai dal tuo cuore. 20Infine, ti faccio sapere che ho depositato presso Gavaìl di Gavri, in Raghis di Media, dieci talenti d’argento. 21Non temere, figlio, se siamo diventati poveri: avrai molto, se temerai Dio e, fuggendo ogni peccato, prati­cherai quel che è gradito davanti a lui”.

5          Tobia, rispondendo, gli disse: “Padre, farò tutto quanto mi hai ordinato. 2Ma come potrò ritirare l’argento, visto che non conosco quel tale?” 3Gli diede la ricevuta e disse: “Cercati un uomo che venga con te, e finché vivo gli darò la paga; vai a ritirare l’argento”. 4Andò a cercare un uomo e trovò Raffaele: era l’angelo ma non se ne avvide. 5Gli disse: “Posso viaggiare con te sino a Raghis di Media? Conosci i posti?” 6L’angelo rispose: “Viaggerò con te. Ho pratica della strada e ho alloggiato presso Gavaìl, fratello nostro”. 7Gli disse Tobia: “Aspettami; lo dirò a mio padre”. 8Gli rispose: “Va’; non fare tardi”. 9Rientrò e disse a suo padre: “Ho trovato con chi fare il viaggio”. Disse: “Chiamamelo, perché sappia di che tribù è, e se è affidabile”. 10Lo chiamò, entrò, e si abbracciarono. 11Tobit gli chiese: “Fratello, di che tribù e di quale famiglia sei? Dimmelo”. 12Gli rispose: “Chiedi della tribù e della famiglia, o della paga per viaggiare insieme a tuo figlio?”. Tobit gli disse: “Fratello, voglio sapere la tua stirpe e il nome”. 13Gli rispose: “Sono Azaria di Anania il grande, tra i tuoi fratelli”. 14Gli disse: “Benvenuto, fratello, e non offenderti se ho chiesto della tua tribù e famiglia. Per buona sorte, sei mio fratello, di bella e buona stirpe: ho ben conosciuto Anania e Ionathan, i figli di Semeì il grande, che di solito venivano con me a Gerusalemme per adorare, portando le primizie e le decime dei prodotti, e non caddero mai nei tranelli dei nostri fratelli. Sei di buona razza, fratello! 15Ma dimmi che paga devo darti: una dracma al giorno e il necessario per te, come per mio figlio? 16Aggiungerò qualcosa alla tua paga, se tornerete sani”. 17Si mise d’accordo così, e disse a Tobia: “Preparati al viaggio, e fate buona strada”.

Il figlio preparò il necessario per il viaggio. Suo padre gli disse: “Va’ con questo uomo; il Dio che abita nei cieli vi spiani la strada e il suo angelo cammini con voi”. Uscirono entrambi per mettersi in cammino, e il cane del ragazzo era con loro. 18Sua madre, Anna, piangeva e disse a Tovit: “Perchè hai mandato via nostro figlio? Non è egli il bastone della nostra mano, solito a entrare e uscire davanti a noi? 19Argento su argento non basta, sia piuttosto a cambio di nostro figlio: 20quanto ci ha dato il Signore per vivere, tanto ci basta”. 21Le disse Tovit: “Non dartene pensiero, sorella; sano parte e sano i tuoi occhi lo vedranno. 21Un angelo buono lo accompagnerà, riuscirà bene il suo viaggio e tornerà in salute”. E smise di piangere.

6          Facendo il cammino, a sera giunsero presso il fiume Tigri, e lì sostarono. 2Il ragazzo scese a lavarsi i piedi; un pesce balzò fuori dal fiume e voleva divorare il ragazzo. 3L’angelo gli disse: “Acchiappa il pesce”. Il ragazzo afferrò il pesce e lo trasse a terra. 4L’angelo gli disse: “Sventra il pesce; prendi il cuore, il fiele, il fegato, e serbali con cura”. 5Il ragazzo fece come aveva detto l’angelo; il pesce lo arrostirono e lo mangiarono. 6Continuarono il viaggio insieme, fino a Ekvatana. 7Il ragazzo domandò all’angelo: “Azaria, fratello, cos’è il cuore, il fegato e il fiele del pesce?” 8Gli rispose: “Se si bruciano il cuore e il fegato davanti a un uomo o una donna disturbati dal demonio o da un maligno spirito, non avranno più fastidi. 9Il fiele si spalma a chi ha macchie bianche negli occhi, e guarisce”. 10Quando furono vicini a Raghi, 11l’angelo disse al ragazzo: “Fratello, oggi alloggeremo presso Raguìl, che è tuo parente e ha una figlia di nome Sarra. 12Parlerò di lei, perché la dia a te in moglie, perché a te spetta la sua eredità: tu sei l’unico della sua stirpe, e la ragazza è bella e saggia. 13Ora ascolta: parlerò a suo padre, e quando saremo tornati da Rages celebreremo le nozze, perchè sono certo che Raguel non la potrà dare a un altro uomo, che meriterebbe la morte secondo la legge di Mosè, perché a te spetta ricevere l’eredità, a preferenza di qualunque altro”. 14Il ragazzo disse all’angelo: “Azaria, fratello, io ho udito che la ragazza è stata già data a sette uomini, e tutti sono morti nella camera nu­ziale. 15Ora, sono l’unico per mio padre, e ho paura che, avvicinandomi, morirò come gli altri, perché un demonio la ama e non permette che nessuno le si accosti. Ora io ho paura di morire e che, a causa mia, la vita di mio padre e di mia madre precipiti con strazio nella loro tomba. E non c’è un altro figlio che li seppellisca”. 16L’angelo gli disse: “Non ti ricordi il discorso che ti ha rivolto il padre, sul prenderti una moglie dalla tua stirpe? Ora ascoltami dunque, fratello: lei sarà tua moglie, e non avrai alcun problema con il demonio: questa notte stessa lei ti verrà data in sposa. 17Quando entrerai nella camera nuziale, prendi la brace per gli incensi, metti fegato e cuore del pesce e falla fumigare: 18il demonio sentirà l’odore, fuggirà e non tornerà mai più, in eterno. Quando sarà di unirti a lei, ambedue alzatevi e invocate il misericordioso Dio: egli vi salverà e avrà di voi misericordia. Non temere: per te essa fu preparata da tutta l’eternità; tu la salverai, e verrà con te. Aggiungo che da lei avrai dei figli 19Quando Tobia ascoltò queste cose, la amò e la sua anima aderì grandemente a lei.

7          Entrarono in Ekvatana, giunsero a casa di Raguìl e Sarra andò loro incontro, li salutò, loro la salutarono, e li introdusse in casa. 2Raguìl disse a Edna, sua moglie: “Come somiglia a mio cugino Tovit, questo giovane! 3Raguìl li interrogò: “Fratelli, di dove siete?” Gli risposero: “Dei figli di Nefthali, deportati a Ninive”. 4Disse loro: “Tra i nostri, conoscete il fratello Tovit?” Dissero: “Lo cono­sciamo”. Domandò loro: “E’ in salute?” 5Rispo­sero: “Vive, ed è in salute”. Tobia disse: “E’ mio padre”. 6Raguìl si slanciò ad abbracciarlo piangendo, 7e lo benedisse dicendo: “Figlio d’uomo bello e buono!” E saputo che Tovit aveva perso gli occhi, si addolorò e pianse. 8Anche Edna, sua moglie, e Sarra, sua figlia, piansero e si affrettarono ad accoglierli: 9macellarono un montone e apprestarono molte vivande. Tobia disse a Raffaele: “Azaria, fratello, parla del discorso fatto durante il viaggio, e finiamola”. 10Parlò a Raguil, e Raguil disse a Tobia: “Mangia, bevi e sii contento: a te spetta prendere mia figlia. Però devo dirti la verità. 11L’ho già data a sette uomini, ma tutti sono morti nella notte che si accostarono a lei. Ma tu sta’ tranquillo”. 12Tobia disse: “Non mangerò nulla finché tu non abbia regolato ciò che mi riguarda”. Rispose Raguil: “Prendila sin d’ora, come è stato deciso: tu sei suo fratello ed essa è tua. Il Dio misericordioso vi dia ogni bene”. 14Chiamò Sarra sua figlia e, pre­sala per mano, la consegnò in moglie a Tobia, dicendo: “Prendila secondo la legge di Mosè, e conducila a tuo padre”. Li benedisse 14e chiamò Edna, sua moglie. Presa una carta, vi scrisse il con­tratto, lo sigillò, e si mise a pranzare. 15Raguil poi chiamò Edna, sua moglie, e le disse: “Sorella, prepara l’altra stanza e conducila lì”. 16Preparò come le era stato detto, vi condusse Sarra, e pianse. E asciugando le lacrime di sua figlia, le disse: 17“Coraggio, fi­glia, il Signore del cielo e della terra ti darà gioia in cambio di questo dolore. Coraggio, figlia!”.

8          Quando ebbero terminato di pranzare, introdussero Tobia da lei. 2Entrando egli si rammentò delle parole di Raffaele e, presa la brace degli incensieri, vi pose il cuore del pesce e il fegato, e li bruciò. 3Appena il demonio sentì l’odore, fuggì nell’alto Egitto, e l’angelo lo incatenò. 4I due si chiusero in camera; Tobia si levò dal letto e disse: “Alzati, sorella, e preghiamo affinché il Signore abbia di noi misericordia”.

5Tobia prese a dire: “Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri nostri, e benedetto il tuo nome, santo e glorioso nei secoli: ti benedicano i cieli e tutte le creature. 6Tu hai plasmato Adamo e gli hai dato come aiuto Eva, moglie a suo sostegno, e da loro ha avuto origine la stirpe degli uomini, dicendo: Non è bene che l’uomo sia solo; facciamogli un aiuto simile a lui. 7Ora, Signore, non per passione io prendo questa mia sorella, ma con sincerità. Stabilisci dunque di aver pietà di me e di farmi invecchiare con lei”. 9Detto Amin, 9entrambi quella notte dormirono. 10Raguil, invece, alzatosi, andò a scavare una fossa, dicendo: “Forse morirà anche questo”. 11Quando tornò a casa, Raguil 12disse a sua moglie, Edna: “Manda una delle serve a vedere se è vivo; se no, lo seppelliremo senza che nessuno lo sappia”. 13Quella andò, aprì la porta e trovò i due coricati, 14e ritornò a riferire ch'era vivo. 15Raguil benedisse Dio, esclamando: “Sii tu benedetto, o Dio, con ogni benedizione pura e santa: ti benedicano tutti i tuoi santi e tutto il tuo creato, e ti benedicano nei secoli tutti i tuoi angeli e i tuoi eletti. 16Benedetto sii tu perché mi hai fatto gioire: non mi è accaduto quel che temevo, ma hai agito con noi secondo la tua grande misericordia. 17Benedetto tu sei perché hai avuto pietà di due figli unici. Concedi loro, Signore, misericordia e colma la loro vita di salute, con gioia e benevolenza”. 18Quindi ordinò ai servi di chiudere la fossa 19e imbandì per quelli un banchetto nuziale della durata di quattordici giorni.

20Prima che si compissero i giorni del banchetto nuziale, giurando Raguìl disse a Tobia: “Non partirai prima che giungano a termine i quattordici giorni del banchetto nuziale: 21prendendo allora la metà dei tuoi beni, tornerai in salute da tuo padre; il resto quando io e mia moglie saremo morti”.

9          Allora Tobia chiamò Raffaele e gli disse: 2“Azaria, fratello, prendi con te i servi e due cammelli, va’ a Raghis di Media, da Gavail; ritira per me l’argento e conduci anche lui alle nozze. 3Raguìl ha giurato di non farmi partire, 4e mio padre sta contando i giorni, e se tardassi troppo, si affliggerebbe assai”. 5Raffaele partì, si recò da Gavaìl e gli consegnò la polizza. Quello prese i sacchetti con i sigilli e glieli consegnò; 6di buon mattino partirono insieme e andarono alle nozze. Tobia benedisse sua moglie.

10        Tovit contava i giorni; passati i giorni del ritorno e non tornando, disse: 2“Che sia stato trattenuto? Forse Gavaìl è morto e nessuno gli restituisce l’argento?” 3Era molto afflitto 4e la moglie diceva: “Mio figlio è morto!”, poiché egli tardava. Si mise a piangere, dicendo: 5“Ohimè, figlio, ti ho perso, luce degli occhi miei!” 6Ma Tovit le di­ceva: “Taci; non t’impensierire, sta bene!” 7Ma quella gli rispose: “Taci; non m’ingannare; mio figlio è morto!”. E ogni giorno usciva fuori, sulla strada per la quale era partito: di giorno non voleva mangiare il pane e di notte non smetteva di piangere Tobia, suo figlio.

Terminati i quattordici giorni delle nozze, quanti Ra­guil aveva giurato di fare, Tobia disse a Raguìl: “Lasciami partire, perché mio padre e mia madre non sperano più di vedermi”. 8Il suocero gli ri­spose: “Resta con me; io invierò un messaggio a tuo padre per dare tue notizie”. 9Tobia dice: “Manda me da mio padre!”.

10Raguil si alzò e gli diede Sarra, la sua moglie, e la metà di tutto quel che pos­sedeva in servi, bestiame e argento; 11li benedisse  e li congedò dicendo: “Il Dio del cielo vi dia ogni bene, o figli, prima che io muoia”. 12Poi disse  a sua figlia: “Rispetta i tuoi suoceri. Possa io udire di te buone notizie”. E li abbrac­ciò. 13Edna disse a Tobia: “Fratello caro, il Signore del cielo ti riporti a casa e mi conceda di vedere i figli tuoi e di Sarra mia figlia, perché io possa gioire innanzi al Signore. Ecco: ti affido mia figlia in deposito; non le dare dispiaceri”.

13Così Tobia partì benedicendo Dio che aveva dato felice esito al suo viaggio, e benedicendo Raguìl con sua moglie Edna.

11        Si misero in cammino, sino a giungere vicino a Ninive, e Raffaele disse a Tobia: “Non sai, fratello, in che stato hai lasciato tuo padre? 2An­diamo avanti prima di tua moglie e prepariamo la casa. 3Prendi in mano il fiele”. Si avviarono, e con essi andava avanti. 4Anna intanto era seduta, e da lontano vide per la strada il figlio suo; 5quando lo scorse che si avvicinava, disse al padre di lui: “Ecco, mio figlio arriva e con lui il suo compagno di viaggio”. 6Raffaele disse: “So che gli occhi di tuo padre si apriranno; 7spal­ma il fiele sui suoi occhi di essi il fiele: questo farà contrarre e staccare le albugini, ed egli ti vedrà”. 8Anna corse e si gettò al collo del suo figlio e gli disse: “Ti vedo, figlio mio! Ora posso morire”. Ed entrambi piansero. 9Tovit si avvicinò alla porta e inciampò. Suo figlio gli corse incontro, 10sostenne suo padre e spalmò il fiele sugli occhi di suo padre, dicendo: “Coraggio, padre!”. 11Spalmato il medicamento che cagionò bruciore, si fregò gli occhi e si staccarono dai suoi occhi le scaglie bianche; 12vedendo suo figlio, gli si gettò al collo 13e piangendo disse: “Benedetto sei tu, Dio, e benedetto in eterno il tuo nome; benedetti tutti i tuoi santi angeli. Tu castighi e tu hai pietà: ecco, vedo Tobia, mio figlio” 14Suo figlio entrò in casa con gioia e raccontò a suo padre le grandi cose che gli erano capitate in Media, 15e Tovit uscì per andare incontro alla sposa, verso la porta di Ninive, con gioia e benedicendo Dio. Chi lo vedeva camminare si meravigliava che vedesse: 16Tovit confessava che Dio gli aveva usato misericordia.

Appena Tovit incontrò Sarra, la sposa, la benedisse dicendo: “Benvenuta, o figlia. Benedetto Dio che ti ha condotta fra noi, figliola, e benedetti tuo padre e tua madre”.E ci fu festa per tutti i suoi che erano in Ninive. 17Vennero Achiacharo e Nasvas, suo cugino, 18e le nozze di Tobia si festeggiarono gioiosamente per sette giorni.

12        Tovit chiamò Tobia suo figlio e gli disse: “Figlio, vedi di dare la mercede all’uomo venuto con te, e aggiungi qualcosa”. 2Gli rispose: “Padre, non è per me troppo dargli la metà di quel che ho portato con me, 3perché mi ha condotto sano a te, ha curato la mia sposa, ha portato il mio argento e ha guarito anche te”. 4Il vecchio disse: “E’ giusto”. 5Chiamato l’angelo gli disse: “Prendi la metà di tutto quello che hai portato, e va’ con la salute”. 6Quegli allora chiamò i due in disparte, e disse loro: “Benedite Dio, confessate a lui, rendete a lui magnificenza, innanzi a tutti i viventi confessate quel che ha per voi. E’ bene dare benedizione a Dio ed esaltare il suo nome, rivelando con degne parole le opere di Dio a tutti gli uomini: non trascurate di confessare a lui. 7E’ bello tener nascosto il segreto del re; è splendido rivelare le opere di Dio. Fate il bene e non vi toccherà alcun male. 8E’ buona la preghiera accompagnata da digiuno, elemosina e giustizia. Meglio poco con equità che molto con ingiustizia; meglio fare elemosine che accumulare oro. 9L’elemosina libera dalla morte e purifica da ogni peccato: chi opera carità e giustizia godrà lunga vita, 10ma chi fa peccati è nemico della propria vita. 11Non vi nasconderò parola alcuna; vi ho detto che è bello tener celato il segreto del re e splendido manifestare le opere di Dio. 12Ecco, quando tu e tua nuora Sarra pregavate, io presentavo il memoriale della vostra preghiera innanzi al Santo; così pure io ero accanto a te mentre seppellivi i morti, 13e quando non hai esitato ad alzarti, lasciando il tuo pranzo per andar a seppellire il morto, non ho abbandonato chi faceva il bene, ma ero accanto a te. 14Ora Dio mi ha inviato per guarire te e Sarra tua nuora. 15Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che raccolgono le preghiere dei santi e le presentano innanzi alla gloria del Santo”.

16Si turbarono tutti e due, e caddero boc­coni, avendo paura. 17Disse loro: “Non abbiate paura: la pace sia con voi, e benedite Dio nei secoli. 18Non sono venuto a mio piacere, ma per volere del nostro Dio: lui dunque benedite nei secoli. 19Ogni giorno mi avete visto, ma io non mangiavo né bevevo: voi avete visto una visione. 20Ora confessate al Signore, perché io salgo a Colui che mi ha inviato. Scrivete in un libro tutte le cose accadute”. 21Si alzò, e non lo videro più; 22e proclamarono i suoi grandi prodigi: come era loro ap­parso l’angelo del Signore.

13        Tovit scrisse una preghiera di gioia e disse: 2“Benedetto Dio, che vive in eterno, e il suo regno: perché egli castiga e usa misericordia, conduce all’ade e ne riconduce; non c’è nulla che sfugga alla sua mano. 3Confessate a lui, figli d’Israele, innanzi alle genti perché in mezzo a loro egli vi ha disperso. 4Tra loro manifestate la sua grandezza, esaltatelo davanti a ogni vivente, poiché egli è nostro Signore e Dio, egli è nostro padre per tutti i secoli. 5Egli ci castiga per le nostre iniquità, ma avrà nuovamente pietà di noi e ci radunerà da tutte le nazioni, tra le quali siamo stati dispersi. 6Se tornerete a lui con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima, praticando la giustizia innanzi a lui, allora egli si volgerà a voi e non vi nasconderà più il suo volto.Contemplate ciò che ha fatto per voi e confessate a lui con tutta la vostra voce; benedite il Signore della giustizia ed esaltate il Re dei secoli.Io confesso a lui nella terra del mio esilio e manifesto la sua potenza e grandezza a una nazione di peccatori. Ritornate, peccatori, e praticate la giustizia innanzi a lui. Chi sa che non si compiaccia di voi e vi usi misericordia? 7Io esalto il mio Dio e l’anima mia il Signore del cielo, e risplenda la sua grandezza. 8Lo dicano tutti e lo confessino in Gerusalemme. 9Gerusalemme, città santa, egli ti castigherà a causa delle opere dei tuoi figli, ma di nuovo avrà pietà dei figli dei giusti: 10confessa degnamente il Signore e benedici il re dei secoli, affinché di nuovo sia in te innalzata con gioia la sua tenda,e si allietino in te i prigionieri, e siano amati in te i miseri, per tutte le generazioni dei secoli. 11Molte nazioni da lontano verranno al nome del Signore Dio, recando doni nelle mani: doni al re del cielo. Generazioni di generazioni daranno in te esultanza. 12Maledetti tutti coloro che ti odiano; benedetti siano tutti coloro che ti amano, in eterno. 13Rallegrati ed esulta per i figli dei giusti, perché si raduneranno e benediranno il Signore dei giusti. 14Beati coloro che ti amano: si rallegreranno per la tua pace. Beati coloro che sono afflitti a causa di tutti i tuoi mali, perché a causa tua si rallegreranno, al vedere tutta la tua gloria, ed esulteranno nei secoli. 15L’anima mia benedica Dio, il grande re, 16perché Gerusalemme sarà edificata con zaffiri e smeraldi: con pietre preziose le sue mura, e i suoi baluardi con oro puro; 17le piazze di Gerusalemme saranno un mosaico di berillio, carbonchio e pietra di Sufir, 18e tutte le sue fontane canteranno: Alliluia! e daranno lode dicendo: Benedetto Dio, esaltato per tutti i secoli”.

14        Così Tobit terminò la sua confessione. 2Aveva cinquantotto anni quando perse la vista, e tornò a vedere dopo otto anni. Compì opere di misericordia, continuando a temere il Signore Dio e a lui confessando. 3Diventò molto vecchio.

Chiamò suo figlio Tobia con i suoi figli, e gli disse: “Figlio, prendi i tuoi figli: ecco, sono invecchiato e vicino a morire. 4Va’ in Media, figlio, perché credo in quel che il profeta Giona ha detto a proposito di Ninive, che sarà distrutta. Però in Media forse ci sarà pace per qualche tempo. I nostri fratelli saranno dispersi per la terra dalla terra buona; Gerusalemme sarà deserta, e in essa la dimora di Dio verrà data alle fiamme e abbandonata per un certo tempo. 5Ma Dio avrà di nuovo pietà di loro, e li ricondurrà alla terra; ricostruiranno la dimora, benché non come la prima, in attesa che giunga la pienezza dei tempi. Dopo queste cose torneranno dall’esilio e costruiranno splendidamente Gerusalemme, e in essa sarà edificata la dimora di Dio, per tutte le generazioni dei tempi, con un edificio glorioso, come hanno detto a suo proposito i profeti. 6Tutti i popoli torneranno in verità a temere il Signore Dio, e abbatteranno i loro idoli, e tutte le nazioni benediranno il Signore: 7il suo popolo confesserà a Dio, ed esalterà il Signore il suo popolo; gioiranno tutti coloro che amano il Signore Dio in verità e giustizia, praticando la misericordia verso i loro fratelli.

8Ora, figliolo, parti da Ninive, perché sta per compiersi quel che ha detto il profeta Giona. 9Tu conserva la legge e i comandamenti; sii amante della misericordia e giusto, per essere buono. Seppellisci degnamente me e tua madre accanto a me, e non abitate più a Ninive. 10Guarda, figliolo, cosa Aman ha fatto ad Achicar, che lo aveva allevato: come dalla luce l’ha portato nelle tenebre, e cosa gli ha dato in cambio. Eppure Achicar si salvò, mentre l’altro fu ripagato e scese nella tenebra. Manassì praticò la misericordia e scampò dal laccio di morte, che lo spense, mentre Aman cadde nel gelo e fu perso. 11Ora, figlioli, guardate cosa fa la misericordia e cosa produce la giustizia”.

E così egli dicendo, a letto rese la sua anima: era di centocinquantotto anni, e fu sepolto con onore. 12Quando poi morì Anna, la seppellì con suo padre, e Tobia partì con sua moglie e i suoi figli verso Ekvatana, da Raguil suo suocero. 13Invecchiò onorevolmente, seppellì i suoi suoceri con onore ed ereditò le loro sostanze e quelle di Tobit, suo padre. 14Morì stimato, all’età di centoventisette anni, in Ekvatana di Media, 15e prima di morire sentì come fu perduta Ninive, deportata da Nabuchodonosor e dall’Assiro. Prima di morire gioì su Ni­nive.

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 23-10-2017

San Giacomo, fratello del Signore, vescovo di Gerusalemme; San Ignazio, patriarca di Costantinopoli; San Niceforo di Carsianos; San Macario il Romano; San Petronio; I Santi due bambini, martiri.

i santi di domani 24-10-2017

San Areta e compagni, martiri; San Sebastiana di Eraclea, martire; Santi Marco, Soterico, Valentina, martiri; San Acacio, ieromartire; San Nerdone, martire.

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