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NEEMIA

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

1          Parole di Neemia figlio di Achalia. Nel mese di Caselev dell’anno ventesimo, io ero nella cittadella di Susa, 2e venne Ananì, uno dei miei fratelli, lui e uomini di Giuda, e chiesi  a loro dei superstiti scampati alla prigionia, e di Gerusalemme. 3Mi dissero: “I superstiti, quelli che sono scampati alla prigionia, sono rimasti là, nella provincia, in grandi mali e obbrobri; le mura di Gerusalemme sono in rovina, e le sue porte bruciate dal fuoco”. 4Nell’ascoltare tali parole, mi accasciai, piansi, feci lutto per molti giorni, digiunando e pregando al cospetto del Dio del cielo. 5Dicevo: “Ti supplico, o Signore, Dio del cielo, forte grande e terribile, che osservi il patto, e fai miseri­cordia a quelli che ti amano e custodi­scono i tuoi precetti. 6Siano i tuoi orecchi attenti e aperti i tuoi occhi ad ascoltare la supplica del tuo servo, che io oggi innalzo a te, giorno e notte, per i figli d’Israele tuoi servi. Confesso i peccati che noi figli d’Israele abbiamo peccato contro di te. Io e la casa di mio padre abbiamo peccato, 7abbiamo rotto i legami con te, non abbiamo osservato i co­mandamenti, i precetti e le leggi da te date al tuo servo Mosè. 8Ricordati della parola da te data a Mosè tuo servo, quando hai detto: Se sarete disobbedienti, io vi disperderò fra le nazioni, 9ma se ritornerete a me e os­serverete i miei comandamenti e li eseguirete, anche se voi foste dispersi sino all’estremità dell’orizzonte, vi radunerò e da lì vi ricondurrò nel luogo che io ho scelto perché vi dimori il mio nome. 10Questi dunque sono i tuoi servi e il tuo popolo, che tu hai riscattato con la tua grande potenza e con la tua forte mano. 11Ti prego, Signore, sia il tuo orecchio attento alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi che vogliono temere il tuo nome. Indirizza oggi il tuo servo, e donagli di trovare misericordia nel co­spetto di questo uomo”. Io ero coppiere del re.

2          Nel mese di Nisàn dell’anno ventesimo del re Arthasasthà, avvenne che, avendo davanti a me del vino, io presi il vino e lo porsi al re. Io non ero diverso, davanti a lui, 2ma il re mi disse: “Per­ché hai una brutta faccia? Eppure non sei malato! Non è nient’altro che un mal di cuore?” Mi spaventai assai, 3e dissi al re: “Vivi in eterno, o re! Come faccio a non avere io una brutta faccia, se la città - luogo dei sepolcri dei miei padri – ora è desolata e le sue porte consunte dal fuoco?” 4Il re mi disse: “Perciò, cosa chiedi?” Invocai il Dio del cielo, 5e disse al re: “Se al re par bene e se è beneficato il tuo servo innanzi a te, mandalo in Giuda, alla città dei sepolcri dei miei padri, per riedificarla”. 6Mi disse il re, mentre la concubina sedeva accanto a lui: “Quanto tempo durerà il tuo viaggio, e quando tornerai?” Fui gradito innanzi al re ed egli mi mandò. Io gli fissai il tempo, 7e dissi al re: “Se al re par bene, mi dia lettere per i governanti delle regioni d’oltre fiume, affinché mi facciano scortare finché sia giunto in Giuda, 8e una lettera per Asaf, custode del paradiso[a] che è del re, affinché mi dia legname per riparare le porte e le mura della città, e la casa dove abiterò”. Il re me le dette, poiché la mano di Dio è buona. 9Venni dunque ai governatori delle regioni d’oltre fiume, e diedi loro le lettere del re. Il re aveva mandato con me capi militari e cavalieri. 10Quando lo seppero Sanavallàt l’Aronita e Tovia, il servo Ammonita, s’ebbero a male che fosse arrivato un uomo il quale cercava il bene dei figli d’Israele. 11Arrivai dunque a Gerusalemme e vi restai tre giorni. 12Poi, di notte, mi alzai, io e con me pochi uomini, e a nessuno feci sapere ciò che Dio mi aveva messo in cuore di fare per Israele, né avevo con me altro giumento che quello sul quale sedevo. 13Uscii per la porta del Golilà e fui davanti alla Fontana dei fichi e alla Porta del letame. Guardavo le mura di Gerusalemme che erano diroccate, e le sue porte che erano consunte dal fuoco. 14Passai dalla Porta di Ain, e dalla Piscina del re, ma non v’era posto da potervi passare il giumento sul quale sedevo. 15Salii, di notte, lungo la diga del torrente, per osservare la muraglia; rientrai per la Porta della valle e fui di ritorno. 16Ma le guardie non sapevano dove fossi andato, né che cosa volessi fare: ai Giudei, ai sacerdoti, ai magistrati, ai militari e agli altri addetti ai lavori, niente avevo fatto sapere sino a questo momento. 17Allora però dissi loro: “Voi vedete questo male in cui ci troviamo, come Gerusalemme è desolata e le sue porte sono consunte dal fuoco. Venite, rialziamo la muraglia di Gerusalemme, e non siamo più in questa vergogna”. 18Parlai loro della mano di Dio, come era stata buona su me, e delle parole che il re mi aveva detto. E dissi: “Alziamoci e costruiamo”. Le loro mani si fortificarono al bene. 19Quando ciò udirono Sanavallat l’aronita, il servo Tovia l’ammonita, e Ghisàm l’arabo, risero di noi. Vennero da noi e dissero: “Che è questo fatto? Che state facendo? Vi ribellate al re?” 20Rivolsi loro la parola, e dissi loro: “Il Dio del cielo, egli stesso ci guida a buon fine; noi siamo puri servi di lui e fabbricheremo. Quanto a voi, non avete parte, né diritto, né memoria in Gerusalemme”.

3          Si levò allora il gran sacerdote Eliasùv, e i sacerdoti suoi fratelli, e ricostruirono la Porta delle pecore; la consacrarono e vi posero i battenti. Continuarono a consacrare sino alla Torre dei Cento e sino alla Torre di Anameìl, 2per mano degli uomini figli di Ierichò e per mano dei figli di Zaccùr figlio di Amarì. 3La Porta dei Pesci la ricostruirono i figli di Asanà; gli stessi la ricoprirono e vi misero i suoi infissi e le sue serrature e le sue sbarre. 4Con loro lavorarono Ramòth figlio di Urìa, figlio di Accòs, e vi diede mano Mosollàm figlio di Varachìa, figlio di Mazevìl, e vi diede mano Sadhòk figlio di Vaanà. 5Con loro fabbricarono i Thecoìm, sebbene i loro notabili non volessero piegare il collo in servizio loro. 6La Porta di Iasanaì fu ricostruita da Ioidhà figlio di Fasèk, e da Mesulàm figlio di Vasodhìa; questi la ricoprirono e vi misero i suoi infissi e le sue serrature e le sue sbarre. 7Con loro lavorò anche Maltìa il gavaonite ed Evàron il mironothite, uomini di Gavaòn e di Mesfà sotto il trono del governatore d’oltre fiume. 8Accanto a loro restaurò Oziìl figlio di Arachìa dei fochisti, e accanto a lui lavorò Ananìa figlio di Rokìm. E fu lasciata Gerusalemme sino al muro della piazza. 9Accanto a loro, murò Rafea figlio di Sur, capo di metà rione di Gerusalemme. 10Accanto a loro lavorò Iedhaìa figlio di Eromàf, di rimpetto alla sua casa. Accanto a lui lavorò Attùth figlio di Asavanìa. 11Poi lavorò Melchìa figlio di Iràm, e Asùv figlio di Faàt Moàv, fino alla Torre dei Forni. 12Accanto a loro lavorò Sallùm figlio di Alloìs, capo di metà rione di Gerusalemme: lui e le sue figlie. 13Anum e gli abitanti di Zano, ricostruirono la Porta della Valle: la riedifi­carono ponendovi i suoi infissi, le sue serrature e le sue sbarre, e inoltre mille cubiti di pietrisco, sino alla Porta del Letame. 14La Porta del Letame fu ricostruita da Melchìa figlio di Richav, capo del rione di Vithancharìm, lui e i suoi figli. Egli la ricoprì e vi pose i suoi infissi, le sue ser­rature e le sue sbarre. 15La Porta della Fontana la ricostruì Salomòn figlio di Cholezè, capo del rione di Masfà. Egli la ricostruì, la ricoprì e vi pose i suoi infissi, le sue serrature e le sue sbarre, e le mura della Piscina delle Coltri, nell’orto del re, sino alla scalinata per cui si scende dalla città di David. 16Dopo di lui fabbricò Neemìa figlio di Azavuch, capo di metà rione di Vithsur, sino al giardino del sepolcro di David, sino alla piscina artificiale e sino a Vithangarìm. 17Dopo di lui fabbricarono i leviti, Raùm figlio di Vani. Di sua mano lavorò Asavìa, capo di metà rione di Keilà, nel suo rione. 18Dopo di lui, lavorarono i suoi fratelli, Veneì figlio di Inadad, capo di metà rione di Keila. 19Accanto a lui Azùr figlio di Iisù, capo di Masfè, rifece un doppio tratto di torre, di fronte alla salita dell’armeria, all’angolo. 20Dopo di lui, Varùch figlio di Zavù fabbricò per una doppia lunghezza, da quel­l’angolo sino alla Porta di Vitheliasùv gran sacerdote. 21Dopo di lui, Meramòth figlio di Urìa, figlio di Accòs, fabbricò per doppia lunghezza, dalla Porta di Vitheliasùv fino all’estremità di Vitheliasùv. 22Dopo di lui fabbricarono i sacerdoti, uomini di Ecchechàr. 23Dopo di loro fabbricarono Veniamìn e Asùv, di fronte alle loro case, e appresso, Azarìa figlio di Maasìa, figlio di Ananìa, di fronte alla sua casa. 24Appresso, Vanì figlio di Adad, per un doppio tratto, da Bithazarìa sino all’angolo e sino alla svolta. 25Falàch figlio di Evzaì costruì di fronte all’angolo e alla torre che sporge dalla som­mità della casa del re, cioè sopra l’atrio della prigione; e appresso, Fadhaìa figlio di Foros. 26I Nathinìm abitavano in Ofal, sino alla Porta delle Acque, a oriente, e sino alla Torre Sporgente. 27Appresso, fabbricarono i Thecoìm per doppia lunghezza, dalla torre grande e sporgente sino al muro di Oflà. 28Sopra la Porta dei Cavalli lavorarono i sacerdoti, ogni uomo davanti alla propria casa. 29Appresso a loro, Sadduk figlio di Emmìr, di fronte alla sua casa, e appresso a lui, Samaìa figlio di Sechenìa, custode della Porta Orientale. 30Ap­presso a lui, Ananìa figlio di Selemìa, e Anòm, sesto figlio di Slìf, per doppia lunghezza. Appresso, Mesullàm figlio di Varachìa, di fronte alle sue stanze. 31Appresso a lui, Melchia figlio di Sarefì lavorò sino a Bithanathinìm e ai mer­canti, di fronte alla Porta di Mafekàdh e sino alla salita della svolta. 32Tra la salita della Porta delle pecore, fabbricarono i fabbri e i mer­canti. 33Ora avvenne che quando Sanavallat seppe che noi rialzavamo le mura, si incattivì, si adirò grandemente, e si mise a schernire i Giudei, 34e disse in presenza dei suoi fratelli: “Questa è la forza dei Somori,  poiché questi Giudei si costruiscono una città. Che vogliano farvi sacrifici? Che ci riescano? Oggi stesso vogliono sanare pietre e fango che il fuoco ha distrutto?” 35E Tovia l’ammanìta, che gli stava vicino, se ne uscì a dirgli: “Forse offriranno sacrifici o mangeranno nel luogo loro? Se verrà una volpe farà cadere il loro muro di pietre!” 36Ascolta, o Dio nostro, come siamo diventati oggetti di derisione; 37fa’ ricadere sulla loro testa il loro scherno; falli essere in disprezzo in una terra di schiavitù; non nascondere l’iniquità.

4          Quando Sanavallàt, Tovìa, gli Arabi e gli Ammaniti seppero che l’altezza delle mura di Gerusalemme saliva, e che si era già cominciato a richiudere le sue brecce, parve loro molto male 2e tutti insieme si allearono per venire a assalire Gerusalemme e farla sparire. 3Noi ci siamo rivolti in preghiera al nostro Dio, e abbiamo messo sentinelle sulle mura, giorno e notte, per avvistarli. 4Giuda diceva: “La forza dei nemici è schiacciante; le macerie sono molte, e noi non possiamo lavorare alla muraglia". 5I nostri nemici dicevano: “Che essi non sappiano e non vedano, mentre veniamo in mezzo a loro! Li uccideremo e faremo cessare il lavoro”. 6Essendo venuti i Giudei che abitavano presso di loro, ci dissero: “Da tutte le parti salgono contro di voi”. 7Allora nella parte più bassa, dietro la muraglia, al coperto, io collocai il popolo, per famiglie, con le loro spade, lance e archi. 8Li vidi, mi alzai e dissi agli ottimati, ai capi militari e a tutto il resto del popolo: “Non abbiate paura al vederli! Ricordatevi del nostro Dio nostro, grande e terribile, e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli, per le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case”. 9I nostri nemici seppero che eravamo stati allertati, e Dio disperse il loro piano. E noi tutti tornammo alla muraglia, ciascuno al suo lavoro. 10Da quel giorno, metà degli operai attendevano al lavoro, e metà di loro stava pronta a battaglia, con lance, scudi, archi e corazze. Dietro a tutta la casa di Giuda stavano i capi 11di quelli che lavoravano alla muraglia. Quelli che portavano i pesi tenendo le armi, con una mano facevano il loro lavoro e nell’altra tenevano la spada. 12Ciascuno dei lavoratori portava la spada cinta al suo fianco, e vicino a lui stava il trombettiere con la tromba. 13E dissi agli ottimati, ai capi, e al resto del popolo: “L’opera è vasta e molta; noi siamo sparpagliati lungo la muraglia, ognuno distante dal suo fratello. 14Dove sentirete il suono della tromba, ivi accorrete presso di noi. Il nostro Dio combatterà a nostro favore”. 15Così noi continuavamo il lavoro, e metà degli altri stavano in armi dal levarsi dell’aurora, sino all’uscita delle stelle. 16In quel momento dissi al popolo: “Rimanete entro Gerusalemme, ognuno con il suo aiutante e sia per noi come sentinella la notte e lavorante di giorno”. 17Io ero con gli uomini di guardia che mi seguivano, e nessuno di noi si spogliava delle sue vesti.

5          Ci fu un gran lamento del popolo e delle loro donne, contro i loro fratelli Giudei. 2Alcuni dicevano: “Con i nostri figli e le nostre figlie noi siamo molti: vogliamo grano, per mangiare e vivere”. 3Alcuni dicevano: “Diamo in pegno i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case: vogliamo grano per mangiare”. 4Alcuni dicevano: “Abbiamo preso argento in pre­stito, impegnando i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per pagare il tributo del re. 5La carne dei nostri fratelli è come la nostra carne, i loro figli come i nostri figli. Ecco che dobbiamo dare in schiavitù i nostri figli e le nostre figlie! Alcune delle nostre figlie sono ridotte schiave, e noi non possiamo fare nulla: i nostri campi e le nostre vigne stanno in mano di altri”. 6Mi sdegnai molto, all’udire il loro grido e questi discorsi. 7Il mio cuore dentro di me tenne consiglio, e rimproverai i maggiorenti e i capi, dicendo loro: “Esige forse qualcuno dal suo fratello quel che voi esigete?” Riunii contro di loro una grande assemblea 8e dissi loro: “Noi abbiamo riscattato secondo la no­stra possibilità i fratelli nostri Giudei, venduti alle genti, e voi venderete i vostri fratelli, consegnandoli ad altri?” Tacquero e non trovarono parole. 9Dissi: “Non è buono il discorso che voi fate e in questo modo non scamperete, nel timore del nostro Dio, al ludibrio delle nazioni nostre nemiche. 10Anche i miei fratelli, i miei conoscenti e io abbiamo prestato loro argento e frumento, ma tralasciamo di chiedere la restituzione. 11Sin da oggi, restituite loro i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti, le loro case; e con l’argento pagate loro il frumento, il vino e l’olio”. 12Dissero: “Restituiremo e da quel che abbiamo loro chiesto faremo come dici tu”. Chiamai i sacerdoti, e li feci giurare che avrebbero fatto secondo questo discorso. 13E scuotendo la mia veste dissi: “Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non osserverà questa parola; così venga scosso e resti privo di tutto”. Tutta l’assemblea rispose: “Amin!”. Lodarono il Signore e il popolo fece secondo questo discorso. 14Dal giorno nel quale fui designato a essere capo di quelli che erano in terra di Giuda, dall’anno venti all’anno trentadue di Arthasasthà, in quei dodici anni, né io né i miei fratelli mangiammo dal loro, 15né le prime provvigioni, che erano state imposte prima di me ed erano state prelevate da essi per il pane e il vino, sino a quaranta didracme d’argento. Anche i loro ministri opprimevano il popolo, ma io, per timore del volto di Dio, non feci così. 16Non presi queste cose nemmeno per il lavoro della muraglia; non cercai campi, e la gente ch’era lì lavorava tutta insieme. 17I Giudei, centocinquanta uomini, e quelli che venivano a noi dalle nazioni attorno a noi, venivano alla mia tavola, 18e ogni giorno preparavo un bue, sei pecore scelte e un caprone, e vino in abbondanza per tutti ogni dieci giorni. Non ho mai richiesto il pane del mio incarico, perché quella servitù gravava sul po­polo. 19Ricordati di me, o Dio, a motivo del bene, di tutto quello che ho fatto a questo popolo!

6          Quando Sanavallàt, Tovìa, Ghisàm l’arabo e gli altri nemici nostri sep­pero che io avevo riedificato la muraglia, e che in essa non rimaneva più alcuna crepa, sebbene fino a quel momento non avessi messo gli infissi alle porte, 2Sanaval­làt e Ghisàm mandarono a dirmi: “Vieni e incontriamoci assieme, in uno dei villaggi della pianura di Ono”. Essi pensavano di farmi del male. 3Mandai a loro messaggeri, dicendo: “Sto facendo un gran lavoro e non posso scendere, perché non si interrompa il lavoro. Quando l’avrò ter­minato, scenderò presso di voi”. 4Essi mandarono a me con quelle parole e io mandai a loro con queste. 5Sanavallàt mandò a me il suo servo, con una lettera aperta in mano sua, 6e in essa era scritto: “Fra le genti s’è sentito dire che tu e i Giudei progettate di sollevarvi. Per questo tu rialzi la muraglia, e tu sarai il loro re; 7perciò tu ti sei costituito dei profeti, per assiderti in Gerusalemme come re di Giuda. Ora, il re verrà a sapere questi progetti: vieni ora, a consigliarci tra noi”. 8Ma io mandai a loro, dicendo: “I discorsi non stanno così come dici tu, perché questa falsità viene dal tuo cuore. 9Tutti cercano di spaventarci, dicendo: Cadranno loro le braccia, con questo lavoro; e: Non lo farete. Ecco invece che le mie mani si sono rafforzate”. 10E io entrai in casa di Semeì figlio di Dhalaìa, figlio di Metaveìl, il quale se ne stava rinchiuso. Mi disse: “Troviamoci insieme nella dimora di Dio, nella sua parte centrale, e chiudiamo le sue porte, perché verranno di notte per ucciderti di notte”. 11E dissi: “Chi è quell’uomo che entrerà nella dimora, e vivrà?” 12Compresi: ecco, non l’aveva mandato Dio, poiché la profezia era un discorso contro di me: Tovìa e Sanavallàt avevano pagato 13gente contro di me, per spaventarmi, fare in quel modo, peccare, farmi un brutto nome, per potermi denigrare. 14Ricordati, o Dio, di Tovìa e di Sanavallàt, e di queste loro azioni, e del profeta Noadhìa, e degli altri profeti che volevano farmi paura. 15La muraglia fu completata al venticinque del mese di Elul, in cinquantadue giorni. 16Quando tutti i nostri nemici lo seppero, tutte le nazioni che ci attorniavano si intimorirono, e ci fu un grande spavento ai loro occhi, e riconobbero che questa opera è stata portata a compimento dal nostro Dio. 17In quei giorni molti maggiorenti di Giuda mandarono molte lettere a Tovìa e quelle di Tovìa arrivarono a loro. 18Molti infatti in Giuda erano legati a lui con giuramento, perché era genero di Sechenìa figlio di Iraè, e suo figlio Ionàn aveva preso in sposa la figlia di Mesulàm figlio di Varachìa. 19Essi mi riportarono le sue parole e le mie parole riferivano a lui mie, e Tovìa mi mandava lettere per impaurirmi.

7          Dopo che la muraglia fu riedificata, ed ebbi poste le porte, preposti i portinai, i cantori e i leviti, 2diedi ordine ad Anania, mio fratello, e ad Anania, capo di Vira in Gerusalemme, poiché egli era un uomo verace e timoroso di Dio più di tanti altri. 3E dissi loro: “Le porte di Gerusalemme non si aprano finché non sia alto il sole; mentre ancora la gente è in giro, le porte si chiudano e siano sbarrate”. E vi posi a guardia degli abitanti di Gerusalemme, ciascuno al suo turno e ciascuno di fronte alla propria casa. 4La città era spaziosa e grande, ma in essa poca popolazione, e le case non erano state ancora riedificate. 5Il Signore mi pose in cuore di radunare i maggiorenti, i capi per il censimento. Ritrovai il libro del censimento di quelli che erano saliti per primi e vi trovai scritto 6che questi sono gli uomini della provincia, che salirono dalla prigionia dell’esilio, dove erano stati deportati da Navuchodonòsor, re di Babi-lonia, e che tornarono in Gerusalemme e in Giuda, ciascuno nella sua città. 7Vennero con Zorovavèl, Iisù, Neemìa, Azarìa, Reelmà, Naemanì, Mardhochèo, Valsàn, Masfaràth, Esdhra, Voguìa, Inaùm, Vasanà, Masfàr, uomini del popolo d’Israele. 8Figli di Foros, duemilacentosettantadue. 9Figli di Safatìa, trecentosettantadue. 10Figli di Irà, seicentocinquantadue. 11Figli di Faàth Moàv, dei figli di Iisù e Ioàv, duemilaottocentodiciotto. 12Figli di Elàm, milleduecentocinquantaquattro. 13Figli di Zathuìa, ottocentoquarantacinque. 14Figli di Zacchù, settecentosessanta. 15Figli di Vanuì, settecentoquarantotto. 16Figli di Vivì, seicentoventotto. 17Figli di Asgàv, duemilatrecentoventidue. 18Figli di Adhonicàm, seicentosessantasette. 19Figli di Vagoì, duemilasessantasette. 20Figli di Idhìn, seicentocinquantacinque. 21Figli di Atìr di Ezechia, no­vantotto. 22Figli di Isàm, trecentoventotto. 23Figli di Veseì, trecentoventiquattro. 24Figli di Arìf, centododici; figli di Asèn, duecentoventitre. 25Figli di Gavaòn, novantacin­que. 26Figli di Vethalèm, centoventitre; fi­gli di Atofà, cinquantasei. 27Figli di Ana­thoth, centoventotto. 28Uomini di Vethasmòth, quarantadue. 29Uomini di Cariatharìm, di Ca­firà e di Viroth, settecentoquarantatre. 30Uo­mini di Aramà e Gavaà, seicentoventuno. 31Uomini di Machemàs, centoventidue. 32Uo­mini di Vathìl e Aì, centoventitre. 33Uomini di Navìa, centocinquantadue. 34Uomini di Ilam­aàr, milleduecentocinquantadue. 35Figli di Iràm, trecentoventi. 36Figli di Ierichò, trecentoquarantacinque. 37Figli di Lodhadhìdh e Onò, settecentoventuno. 38Figli di Sananà, tremilanovecentotrenta. 39I sacerdoti. Figli di Iodhaè per la casa di Iisù, novecentosettantatre. 40Figli di Emmìr, millecinquantadue. 41Figli di Faseùr, milledue­centoquarantasette. 42Figli di Iràm, millediciassette. 43I leviti, figli di Iisù di Cad­hmiìl, dei figli di Udhuvìa, settantaquattro. 44I cantori, figli di Asàf, centoquarantotto. 45I portinai, figli di Salùm, figli di Atìr, figli di Telmòn, figli di Acùv, figli di Atità, figli di Savì, centotrentotto. 46I nathinìm, figli di Sià, figli di Asfà, figli di Tavaòth, 47figli di Kiràs, fi­gli di Asuìa, figli di Fadhòn, 48figli di Lavanà, figli di Agavà, figli di Selmeì, 49figli di Anàn, figli di Gadhìl, figli di Gaar, 50figli di Raaìa, figli di Rassòn, figli di Necodà, 51figli di Ghizàm, figli di Ozì, figli di Fesì, 52figli di Vesì, figli di Meinòn, figli di Nefosasì, 53figli di Vacvuc, figli di Achifà, figli di Arùr, 54figli di Vasalòth, figli di Midhà, figli di Adasàn, 55figli di Varcuè, figli dì Sisaràth, figli di Thimà, 56figli di Nisià, figli di Atifà. 57Figli dei servi di Salomone: figli di Suteì, figli di Safaràt, figli di Feridhà, 58figli di Ielìl, figli di Dhorcòn, figli di Gadaìl, 59figli di Safatìa, figli di Ettìl, figli di Facaràth, figli di Savaìm, figli di Imìm. 60I nathinìm e i figli dei servi di Salomone, in tutto trecentonovantadue. 61Questi sono saliti da Thelmeleth, Thelarisà, Charùv, Iròn e Iemìr, e non hanno potuto indicare quale fosse il casato dei loro padri e se il loro seme fos­se d’Israele. 62I Figli di Dhalaìa, i figli di Tovìa, i figli di Necodhà, seicentoquarantadue. 63Dei sacerdoti, i figli di Evìa, i figli di Acòs, i figli di Verzellì che aveva preso in moglie una figlia di Verzellì il galaadhita, e s’era chiamato col loro nome. 64Questi cercarono la scrittura del censimento, ma non la trova­rono, e furono esclusi dal sacerdozio, 65e Athersasthà disse loro di non mangiare dal Santo dei Santi, finché non si levasse un sacerdote a chiarire. 66Tutta questa assemblea era di quarantaduemila trecentosessanta persone, 67senza contare i loro servi e le loro serve, che erano settemila trecentotren­tasette; 68duecentoquarantacinque can­tori e cantanti, 69duemilasettecento asini. 70Alcuni capi famiglia diedero al tesoro, per l’opera di Neemia, mille dramme d’oro, cinquanta coppe e trenta tuniche sacerdotali. 71Altri capi famiglia diedero per il tesoro dell’opera ventimila monete d’oro e duemilatrecento mnà d’argento. Il resto del popolo diede ventimila monete d’oro, e duemiladuecento mnà d’argento e ses­santasette tuniche sacerdotali. 72I sacerdoti, i leviti, i portinai, i cantori, il rimanente po­polo, i nathinìm e tutto Israele si stabilirono nelle proprie città.

8          Giunse il settimo mese, i figli d’Israele erano nelle loro città, e il popolo si riunì, come un sol uomo, sulla piazza davanti alla Porta dell’Acqua. E dissero a Esdhra scriba, che portasse il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. 2E il sacerdote Esdhra portò la legge dinanzi all’assemblea degli uomini e delle donne e di tutti quelli che erano capaci di comprendere, il giorno uno del mese settimo. 3E la lesse pubblicamente, dall’ora in cui sorge il sole sino a mezzogiorno, dinanzi agli uomini, alle donne e a quanti potevano intendere. E le orecchie di tutto il popolo erano rivolte al libro della legge. 4Lo scriba Esdhra si pose su una pedana di legno e stavano vicini a lui Mattatìa, Samaìa, Ananìa, Urìa, Chelchìa e Maasìa a destra; a sinistra, Fadhaìa, Misaìl, Melchìa, Asòm, Asavadhmà, Zacharìa e Mesollàm. 5Esdhra aprì il libro alla vista di tutto il popolo - poiché egli era sopra al popolo - e quando l’ebbe aperto, tutti s’alzarono in piedi. 6Esdhra benedisse il Signore Dio grande, e il popolo rispose: “Amìn!”, alzando le mani. Poi si prostrarono, e faccia a terra adorarono il Signore. 7Iisù, Vanaìa e Saravìa spiegavano al popolo la legge e il popolo stava in piedi al suo posto. 8Essi leggevano nel libro della legge di Dio, ed Esdhra insegnava e spiegava con la scienza del Signore, e il popolo era tutto attento per apprendere. 9Allora Neemia ed Esdhra, sacerdote e scriba, i leviti e quelli che spiegavano al popolo, disse: “Questo è giorno santo, per il Signore Dio nostro: non gemete e non piangete”, perché tutti piangevano all’udire le parole della legge. 10Disse loro: “Andate, mangiate carni grasse, bevete vino dolce, e fatene parte a chi che non ne ha, perché è santo il giorno del Signore nostro, e non siate tristi, perché il Signore è la vostra forza”. 11I leviti fecero zittire tutto il popolo, dicendo: “Tacete, perché è un giorno santo; non siate afflitti!”. 12Se ne andò dunque tutto il popolo a mangiare e bere, e a farne parte, facendo gran festa, perché avevano compreso le parole che erano state fatte conoscere a loro. 13Il secondo giorno, i capi famiglia di tutto il popolo, i sacerdoti e i leviti si riunirono presso lo scriba Esdhra, perché spiegasse loro tutte le parole della legge. 14E trovarono scritto nella legge,  che il Signore diede a Mosè, come fosse comandato ai figli d’Israele di accamparsi in capanne per la solennità del settimo mese, 15e come si dovesse proclamarlo con trombe in tutte le loro città e in Gerusalemme. Esdhra disse: “Uscite per la montagna e portate rami d’oliva, rami di albero di cipresso, rami di mirto, rami di palma, e rami d’alberi frondosi, per farne capanne, come sta scritto”. 16E il popolo uscì, portarono, e si fecero capanne, chi sulla sua terrazza, chi nei suoi cortili, chi nel cortile della dimora di Dio e chi nelle piazze della città, fino alla Porta di Efrem. 17Tutta l’assemblea di quelli che erano tornati dalla prigionia: capanne, e abitarono in quelle capanne. I figli d’Israele non avevano fatto così dal tempo di Iisù figlio di Navì, sino a quel giorno: e ci fu grande gioia. 18E io lessi nel libro della legge di Dio ogni giorno, dal primo sino all’ultimo giorno, e fecero festa per sette giorni. Nell’ottavo giorno, l’uscita, come deciso.

9          Al ventiquattro di quel mese, i figli d’Israele si raccolsero a digiuno, vestiti di sacco, con cenere sul loro capo. 2I figli d’Israele si separarono da tutti i figli degli stranieri, e si presentarono a confessare i propri peccati e le iniquità dei loro padri. 3Stando in piedi al loro posto, lessero il libro della legge del Signore Dio loro, lodando il Signore e adorando il Signore Dio loro. 4Sulla pedana dei leviti stavano Iisù e i figli di Cadhmiìl, Sekenìa figlio di Saravìa, i figli di Chonenì, e a grave voce gridarono al Signore Dio loro. 5E i leviti Iisù e Cadhmiìl dissero: “Alzatevi; benedite il Signore Dio vostro, dall’eternità e per l’eternità, e bene­detto sia il nome della sua Gloria: lo si innalzi sopra ogni benedizione e lo si lodi”. 6Ed Esdhra disse: “Proprio tu, Signore, sei l’unico; tu hai fatto il cielo, il cielo dei cieli e tutta la loro schiera, la terra e tutte le cose che in essa si trovano, i mari e tutto quello che in essi si trova; sei tu che dai vita a tutto, e gli eserciti dei cieli ti adorano. 7Tu sei il Signore Dio; tu hai scelto Avram e lo hai tratto dalla terra dei Caldei, e gli hai imposto il nome Avraàm. 8Tu lo hai trovato nel suo cuore fedele innanzi a te, e con lui hai pattuito un patto: dare a lui e al suo seme la terra dei Chananei, dei Chettei, degli Amorrei, dei Ferezei, dei Ievusei e dei Gherghesei, e hai mantenuto la tua pa­rola, perché tu sei giusto. 9Tu hai visto l’umiliazione dei nostri padri in Egitto, e hai udito il loro grido presso il Mar Rosso. 10Tu hai dato segni e prodigi in Egitto su Faraone, su tutti i suoi ministri e su tutto il popolo della sua terra, poiché sapevi che si erano insuperbiti contro di loro, e ti sei fatto un nome, come in questo giorno. 11Tu avanti a loro hai diviso il mare, e passarono in mezzo al mare all’asciutto; quelli che li inseguivano, li hai precipitati nell’abisso, come pietra nell’acqua impetuosa. 12Li hai guidati di giorno con una colonna di nube, e di notte con una colonna di fuoco per rischiarare la strada per la quale camminavano. 13Sul monte Sinà sei sceso e hai parlato a loro dal cielo, e hai dato a loro giusti comanda­menti e una legge di verità, statuti e comandi buoni. 14Hai fatto loro conoscere il tuo sabato santo e, per mano di Mosè, tuo servo, hai dato a loro comandamenti, statuti e la legge. 15Hai dato loro pane dal cielo per nutrirli, e hai cavato acqua dalla pietra per dissetarli. E hai detto loro di entrare a possedere la terra, sulla quale avevi steso la tua mano, per darla a loro. 16Ma loro e i nostri padri si insuperbirono, indurirono le loro cervici e non ascoltarono i tuoi co­mandamenti; 17non vollero udirli, e non si ricor­darono delle tue meraviglie, che tu avevi fatto per loro. Indurirono le loro cervici, e iniziarono a tornare alla loro schiavitù in Egitto. Ma tu, Dio misericordioso e clemente, molto paziente e molto misericordioso, non li hai abbando­nati, 18neppur quando si fecero un vitello fuso, e dissero: Questi sono gli dei che ci hanno condotto fuori dall’Egitto, e commisero grandi sacrilegi. 19Tu, nella tua abbondante benignità, non li hai abbandonati nel deserto. La colonna di nube non lasciò di guidarli nel loro cammino di giorno, né la colonna di fuoco, la notte, di illuminare loro la strada nella quale camminavano. 20Hai dato loro il tuo Spirito, il buono, affinché li am­maestrasse. Non hai negato alla loro bocca la tua manna, e hai dato loro l’acqua per dissetarsi. 21Per quaranta anni li hai nutriti nel deserto, e nulla man­cò loro: le loro vesti non si consumarono, e i loro piedi non soffrirono. 22Tu hai dato loro in dominio regni e popoli hai spartito fra di loro; ebbero in eredità la terra di Siòn, re di Esevòn, e la terra di Og, re di Vasàn. 23Hai moltiplicato i loro figli come le stelle del cielo, e li hai condotti in quella terra, della quale tu avevi parlato ai loro padri, e la ebbero in eredità. 24Tu hai abbattuto innanzi a loro quanti abitavano la terra dei Chananei, abbandonandoli alle loro mani con i loro re e i popoli di quella terra, affinché ne facessero quel che volevano. 25Entrarono in possesso di città eccelse, ebbero come eredità case piene d’ogni bene, cisterne scavate, vigne e oliveti, e alberi da frutto in abbondanza. Mangiarono, si saziarono, si ingrassarono, ab­bondarono di delizie, nella tua grande bontà. 26Allora si ribellarono e si allontanarono da te, si but­tarono dietro le spalle la tua legge, uccisero i tuoi profeti che li scongiuravano di ritornare a te: commisero grandi empietà. 27Allora tu li hai posti nelle mani dei loro persecutori, che li tribolarono. Gridarono a te, nella loro tribolazione; tu dal cielo li hai ascoltati e, nella tua grande misericor­dia, hai dato loro i salvatori, e li hai salvati dalle mani dei loro persecutori. 28Appena si ristorarono, tornarono a fare il male innanzi a te, e tu li hai abbandonati nelle mani dei loro nemici che li opprimevano. Di nuovo a te gridarono, e tu dal cielo li hai esauditi, e li hai liberati, nella tua grande bontà. 29Tu li hai esortati a ritornare alla tua legge, ma essi non ascoltarono, anzi peccarono contro quei tuoi precetti e giudizi, che se l’uomo li osserva vi trova la vita. Voltarono le spalle, indurirono la cervice, non diedero ascolto. 30Tu hai pazientato molti anni con loro, e li hai ammoniti con il tuo Spirito per mezzo dei tuoi profeti, ma non vollero comprendere, e tu li hai consegnati in mano ai popoli della terra. 31Però nell’abbondanza della tua benignità non li hai lasciati perire né li hai abbandonati, perché tu sei forte, misericordioso e clemente. 32Or dunque, Dio nostro, forte, grande, potente e temibile, che mantieni la tua alleanza e la tua misericordia, non riguardare come piccola cosa tutta l’afflizione che è venuta su noi, sui nostri re, sui nostri capi, sui nostri sacerdoti, sui nostri profeti, sui nostri padri e su tutto il tuo popolo, dal tempo dei re di Assur, sino a questo giorno. 33Tu sei stato giusto in tutto quello che è venuto sopra di noi, perché hai agito secondo verità, mentre noi abbiamo peccato. 34I nostri re, i nostri capi, i nostri sacerdoti e i nostri padri non hanno praticato la tua legge, non sono stati attenti ai tuoi precetti né alle testimonianze che testimoniavi loro. 35Essi nel tuo regno, nella tua grande benignità data loro, nella terra vasta e fertile che avevi messa loro innanzi, non ti hanno prestato servizio e non si sono ritratti dalle loro perverse inclinazioni. 36Ecco che noi oggi siamo schiavi. Quella terra che tu avevi data ai nostri padri per mangiarne i frutti e i suoi beni, ecco: noi ne siamo schiavi. 37I suoi molti frutti sono per i re che, a causa dei nostri peccati, tu hai posto su di noi, che sono padroni dei nostri corpi e dei nostri giumenti, come piace a loro, e noi siamo in grande afflizione. 38Per tutto questo, noi facciamo fede per iscritto, sigillato dai nostri capi, dai nostri leviti, dai nostri sacerdoti”.

10        Quelli che sottoscrissero furono: Neemia,

Artasasthà figlio di Achalia, e Sedhekìa 2figlio di Area, e Azarìa, e Iermìa, 3Fasùr, Amarìa, Melchìa, 4Attùs, Sevanì, Malùch, 5Iràm, Meramòth, Avdhìa, 6Dhaniìl, Gannathàn, Varùch, 7Mesulàm, Avìa, Miamìn, 8Maazìa, Velgaì, Samaìa: questi, sacerdoti. 9I leviti: Iisù figlio di Azanìa, Vanèu dei figli di Inadhadh, Cadhmiìl 10e i suoi fratelli, Savanìa, Odhuìa, Calitàn, Felìa, Anàn, 11Michà, Roòv, Asevìa, 12Zacchòr, Saravìa, Sevanìa, 13Odhùm, figli di Vanunaì. 14Capi del popolo: Foros, Faàth, Moàv, ilàm, Zathuìa, figli di Vanì, 15Asgàdh, Vivaì, 16Adhanìa, Vagoì, Idhìn, 17Atìr, Ezekìa, Azùr, 18Odhuìa, Isàm, Visì, 19Arìf, Anathòth, Novaì, 20Megafìs, Mesullàm, Izìr, 21Mesozevìl, Sadhuk, Ieddùa, 22Faltìa, Anàn, Anaìa, 23Osiè, Ananìa, Asùv, 24Aloìs, Falaì, Sovìk, 25Reùm, Essavanà, Maasaìa, e 26Aìa, Enàn, Inàm, 27Malùch, Iràm, Vaanà. 28Poi il resto del popolo, i sacerdoti, i leviti, i portinai, i cantori, i nathinìm, e tutti quelli che dai popoli della terra s’era rivolti alla legge di Dio, con le loro mogli, i loro figli e le loro figlie, tutti quelli che avevano conoscenza e intelligenza, 29aderirono coi loro fratelli, e vennero a promettere e giurare di camminare nella legge di Dio, data per mano di Mosè, servo di Dio; di osservare ed eseguire i suoi decreti e i suoi precetti; 30di non dare le loro figlie ai popoli della terra, e di non prendere da essi le spose per i propri figli; 31di non comprare nulla, in giorno di sabato o in altro giorno santo, dai popoli della terra che in giorno di sabato venissero a vendere le loro merci, o qualsiasi cosa; di rispettare l’anno settimo e rinunziare a qualsiasi credito. 32Ci siamo anche imposti l’impegno di dare ognuno di noi, ogni anno, la terza parte di una didracma, per il servizio della dimora di Dio, 33per i pani della preposizione, per il sacrificio perpetuo, per l’olocausto perpetuo dei sabati, delle neomenie[b], per le solennità, per le cose sante, per il peccato, affinché si interceda a favore d’Israele, e per le opere della dimora del nostro Dio. 34Tirammo poi a sorte fra i sacerdoti, i leviti e il popolo, per l’offerta della legna, affinché dalle case dei nostri padri fosse portata nella dimora del nostro Dio, a scadenze annuali, d’anno in anno, per bruciare sull’altare del Signore Dio nostro, com’è scritto nella legge di Mosè, 35e per offrire nella dimora del Signore, d’anno in anno, le primizie della nostra terra e le primizie dei frutti di ogni albero, 36nonché i primogeniti dei nostri figli e del nostro be­stiame, com’è scritto nella legge, e di portare ai sacerdoti addetti al servizio della dimora del nostro Dio, i primogeniti dei nostri buoi e delle nostre pecore; 37e le primizie del nostro frumento, e dei frutti d’ogni albero, del vino e del­l’olio, di portare ai sacerdoti nel tesoro della dimora del nostro Dio, e ai leviti la decima della nostra terra. Gli stessi leviti, da tutte le città, ricaveranno le decime del nostro servizio. 38Il sacerdote, figlio d’Aronne, avrà parte coi leviti alle decime dei leviti; e i leviti offri­ranno la decima delle loro decime alla dimora del nostro Dio, nel tesoro della dimora di Dio, 39perché i figli di Israele e i figli di Levi porteranno nel tesoro le primizie del grano, del vino e dell’olio; ivi staranno i vasi sacri, i sacerdoti, i liturghi, i portinai e i cantori: noi non abbandone­remo la dimora del nostro Dio.

11        E i capi del popolo risedettero in Gerusalemme, mentre il resto del popolo tirò a sorte, una parte su dieci per risiedere in Gerusalemme, città santa, e le altre nove parti nelle altre città. 2E il popolo bene­disse tutti gli uomini che volontariamente risedettero in Gerusalemme. 3Questi i capi della provincia, che risedettero in Gerusalemme e nelle città di Giuda: ciascuno risedette nel suo possesso, nella sua città, Israele, i sacerdoti, i leviti, i nathinei, i figli dei servi di Salomone. 4In Gerusalemme risedettero dei figli di Giuda e dei figli di Beniamino. Dei figli di Giuda: Athaìa figlio di Azìa, figlio di Zacharìa, figlio di Samarìa, figlio di Safatìa, figlio di Malaleìl. Dei figli di Farès 5Maasìa figlio di Varùch, figlio di Chalazà, figlio di Ozìa, figlio di Adhaìa, figlio di Ioarìv, figlio di Zacharìa, figlio del Silonita. 6Tutti i figli di Fares che risedettero in Gerusalemme furono quattrocen­tosessantotto uomini, in forza. 7Questi sono i figli di Beniamino: Silò figlio di Mesulàm, figlio di Ioàdh, figlio di Favèa, figlio di Coleìa, figlio di Maasìa, figlio di Ethiìl, figlio di Iesìa, 8e dopo di lui, Ghivè, Silì: novecentoventotto, 9e Ioìl figlio di Zechrì loro sorvegliante, Iudha figlio di Asanà, secondo nella città. 10Dei sacerdoti, Iadhìa figlio di Iorìv di Iachìn, 11Saraìa figlio di Elchìa figlio di Mesulàm figlio di Saddùk figlio di Mariòth figlio di Ethot, dirimpetto alla dimora di Dio. 12E i loro fratelli addetti al lavoro della dimora, ottocentoventidue: Adhaìa figlio di Ieroàm, figlio di Falalìa, figlio di Amasì, figlio di Zacharìa, figlio di Fassùr, figlio di Melchìa, 13e i suoi fratelli capi famiglia, duecentoquarantadue, e Amasìa figlio di Esdhriìl, 14e i suoi valorosi fratelli, nell’ordine di centoventotto, e il loro sorvegliante Vadhiìl, figlio di grandi. 15Dei leviti: Samaìa figlio di Esrikàm, 17Matthanìa figlio di Michà, e Iovìv figlio di Samuì, 18duecentot­tantaquattro. 19I portinai: Acùv, Telamìn e i loro fratelli, centosettantadue. 22Sorvegliante dei leviti, il figlio di Vanì, figlio di Ozì, figlio di Asavìa, figlio di Michà, dei figli di Asàf, dei cantori innanzi ai lavori della dimora di Dio, 23perché c’era per loro un ordine del re. 24Fathaìa figlio di Vasizà aveva dal re autorità su tutti gli affari del popolo 25e sui villaggi delle loro campagne. Dei figli di Giuda risedettero in Cariatharvòk, 26in Iisù, 27in Virsaveè, e nei loro villaggi, 30in Lachis e sue campagne, e stavano in Virsaveè. 31I figli di Beniamino, da Gavaà Machamàs; 36i leviti si spartirono nelle terre di Giuda e di Beniamino.

12        Questi i sacerdoti e i leviti, che salirono con Zorovavel figlio di Salathiìl e con Iisù: Saraìa, Ieremìa, Esdhra, 2Amarìa, Malùch, 3Sechenìa. 7Questi sono i capi dei sacerdoti e loro fratelli, al tempo di Iisù. 8Poi i leviti Iisù, Vanuì, Cadhmiìl, Saravìa, Iodhaè e Matthanìa: lui al servizio e i suoi fratelli al turno settimanale. 10Iisù generò Ioachìm; Ioachìm generò Eliasìv; Eliasìv generò Iodhaè; 11Iodhaè generò Ionàthan; Ionàthan generò Iadhù. 12Al tempo di Ioachìm, i suoi fratelli e i sacerdoti capi di famiglia erano: di Saraìa, Amaraìa; di Ieremìa, Ananìa; 13di Esdhra, Mesulàm; di Amarìa, Ioanàn; 14di Amalùch, Ionàthan; di Sechenìa. Iosìf; 15di Arè, Mannàs; di Mariòth, Elkaì; 16di Adhavaì, Zacharìa; di Ganathòth, Mosolàm; 17di Avià, Zechrì; di Miamìn, Maadhaì di Feletì; 18di Valgàs, Samuè; di Semìa, Ionàthan; 19di Ioarìv, Matthanaì; di Edhìo, Ozì; 20di Salaì, Callaì; di Amèk, Avèdh; 21di Elkìa, Asavìa; di Iedheiù, Nathanaìl. 22Al tempo di Eliasìv, di Ioadhà, di Ioà, di Ioanàn e di Idhùa, i leviti iscritti come capi di famiglia, e i sacerdoti, nel regno di Dario il persiano. 23I figli di Levi, capi di famiglia, furono iscritti nel libro delle Cronache, sino al tempo di Ioanàn figlio di Elisuè. 24I capi dei leviti: Asavìa, Saravìa, Iisù e i figli di Cadhmiìl; e i loro fratelli dovevano, secondo il loro turno, lodare con inni, per volere di David, uomo di Dio, secondo il turno di settimana in settimana. 25Seguendo con i portieri, 26al tempo di Ioachìm figlio di Iisù, figlio di Iosedhek, e al tempo di Neemìa e di Esdhra, sacerdote e scriba. 27E per la dedicazione della muraglia di Gerusalemme, furono chiamati i leviti da tutti i luoghi ove erano, affinché venissero a Gerusalemme per fare la dedicazione con gioia, rendimento di grazie e canti, suonando cembali, salteri e cetre. 28Si riunirono i figli dei cantori dai paesi intorno a Gerusalemme, dai villaggi 29e dalle campagne, poiché villaggi s’erano edificati i cantori in Gerusalemme. 30I sacerdoti e i leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e la muraglia. 31Io feci salire sulla muraglia i capi di Giuda, e formai due grandi cori che cantavano. Mossero a destra, sul muro del letamaio. 32Dietro a loro andò Osaìa e metà dei capi di Giuda, 33Azarìa, Esdhra, Mesollàm, 34Giuda, Beniamino, Samaìa e Ieremìa. 35Dei figli dei sacerdoti, con trombe, Zacharìa figlio di Ionàthan, figlio di Samaìa, figlio di Matthanìa, figlio di Michaìa, figlio di Zacchùr, figlio di Asàf; 36e i suoi fratelli Samaìa, Oziìl, Ghelòl, Iamà, Aìa, Nathanaìl, Iudha e Ananì per cantare le odi di David, uomo di Dio, e, avanti a loro, Esdhra scriba. 37Alla Porta della Fonte, davanti a loro salirono per la scalinata della città di David, alla salita del muro sopra la casa di David, sino alla Porta dell’Acqua, a oriente. 38Il secondo coro mosse incontro a loro, con l’altra metà del popolo, sul muro che è sopra la Torre delle Fornaci, sino al muro largo, 39sopra la Porta di Efrem, la Porta dei Pesci e la torre di Anameìl, sino alla Porta delle Pecore. E si fermarono alla Porta della Prigione. 40E si fermarono i due cori di lode nella casa di Dio, e io pure e con me metà dei magistrati, 41e i sacerdoti Eliakìm Maasìa, Veniamìn, Michea, Elioinaì, Zacharìa, Ananìa con le trombe, Maasìa, Semeìa, Eleàzar, Ozì, Ioanàth, Melchìa, Elàm ed Ezùr. 42I cantori si fecero sentire e osservare. 43Immolarono gran numero di vittime in quel giorno, e si rallegrarono, perché Dio li rallegrò grandemente, e le loro mogli e i loro figli si rallegrarono: la loro allegria in Gerusalemme si sentì da lontano. 44Furono anche stabiliti, in quel giorno, uomini addetti alle stanze del tesoro, alle libagioni, alle primizie e alle decime, affinché per loro mezzo, i capi della città raccogliessero le porzioni assegnate ai sacerdoti e ai leviti, poiché in Giuda s’era fatto festa nel vedere i sacerdoti e i leviti presenti. 45Ave­vano osservato quel che andava osservato per il loro Dio, e quel che va osservato per la purificazione, per i cantori e per i portinai, secondo il volere di David e di Salomone suo figlio. 46Sin da principio, infatti, dal tempo di David, Asàf fu il primo dei cantori per l’inno e le lodi di Dio. 47E tutto Israele, al tempo di Zorovavèl e al tempo di Neemia, dava ai cantori e ai portinai la loro parte, giorno per giorno, e le cose consacrate ai leviti; e i leviti davano le cose consacrate ai figli di Aronne.

13        In quel tempo, alle orecchie del popolo fu letto il libro di Mosè, e vi si trovò scritto che gli Ammaniti e i Moaviti non dovevano entrare, in eterno, nell’assemblea di Dio, 2perché non vennero incontro ai figli d’Israele con il pane e l’acqua, e prezzolarono contro di loro Va­laàm, perché li maledicesse, ma il nostro Dio convertì la maledizione in benedizione. 3Perciò, udita la legge, mandarono via tutti quelli che si erano mescolati in Israele. 4Prima di questo, Eliasìv, sacerdote, sopraintendente al tesoro della dimora del Dio nostro, parente di Tovìa, 5aveva fatto a questi una grande ca­mera, dove inizialmente si custodivano la manna, l’incenso, i vasi, la decima di grano, vino e olio, la parte dei leviti, dei cantori, dei portinai, e le primizie dei sacerdoti. 6In tutto questo, io non ero in Gerusalemme, perché l’anno trentadue di Arthasasthà re di Babilonia, io ero tornato presso il re. Alla fine di quei giorni, chiesi al re 7e tornai a Gerusalemme. Compresi il male che Eliasìv aveva fatto a Tovìa, facendogli una camera nel recinto della dimora di Dio. 8Mi parve un gran male, e gettai fuori della camera tutti i vasi della casa di Tovìa, 9e dissi di purificare le stanze del tesoro, e vi riportai i vasi della dimora di Dio, la manna e l’incenso. 10Seppi an­cora che le porzioni dei leviti non erano state date, e che i leviti e i cantori, che dovevano prestar servizio, erano andati via, ciascuno nel pro­prio paese. 11Rimproverai i magistrati e dissi: “Perché è stata abbandonata la dimora di Dio?” Li rimisi insieme e li misi ciascuno al suo posto. 12E tutto Giuda portava al tesoro la decima del frumento, del vino e dell’olio, 13nelle mani di Selemìa sacerdote, di Saddùk scriba e di Fadhaìa dei leviti; dalle loro mani, Anàn figlio di Zacchùr, figlio di Matthanìa, perché li ritenni fidati nello spartire ai loro fratelli. 14Per questo, ricordati di me, o Dio, e non cancellare la pietà che feci per la dimora del Signore Dio. 15In quei giorni, vidi in Giuda alcuni che di sabato battevano il lino, portavano carichi, caricavano sugli asini vino, uva, fichi e altri pesi, e in giorno di sabato li portavano a Gerusalemme (protestai per il giorno del loro mercato), 16e vi stavano portando pesce e tutti gli ortaggi, per vendere, di sabato, ai figli di Giuda e in Gerusalemme. 17Rimpro­verai i notabili figli di Giuda, e dissi loro: “Che male è mai questo che voi fate, profanando il giorno del sabato? 18Non hanno fatto così anche i vostri padri vostri, e perciò il Dio nostro mandò addosso a noi e a questa città tutte queste brutture? Voi accrescete lo sdegno contro Israele, profanando il sabato!” 19E avvenne allora che, appena erano in ombra le porte di Gerusalemme, prima del sabato, dissi di chiudere le porte e dissi di non aprirle sino a dopo il sabato. Misi alle porte alcuni dei miei servi, perché nessuno portasse carichi in giorno di sabato. 20Si fermarono tutti all’esterno, e facevano mercato fuori di Gerusalemme, una volta o due. 21Allora io li sgridai, e dissi loro: “Perché fate cortile davanti alla muraglia? Se lo farete un’altra volta, io vi metterò le mani addosso”. Da quella volta, non vennero più di sabato. 22Dissi ai leviti, che erano purificati, di venire a custodire le porte, affinché il giorno del sabato fosse santificato. Per  questo, ricordati di me, o Dio, e abbi di me pietà, secondo l’abbondanza della tua misericordia. 23In quei giorni vidi che Giudei avevano preso mogli azotite, ammanite e moavite. 24I loro figlioli parlavano mezzo azotico, e non sapevano parlare giudaico. 25Li rimproverai, e li maledissi; alcuni uomini li bastonai, li rapai, e feci giurare su Dio: “Non daremo le nostre figlie ai figli di quelli, né prenderemo le figlie di quelli per i vostri figli. 26Non peccò in questo modo Salomone, re d’Israele? Eppure, tra tanti popoli, non v’era un re simile a lui. Era caro a Dio, e Dio lo aveva fatto re di tutto Israele; eppure anche lui hanno corrotto le donne straniere. 27Saremo dunque noi anche così disobbedienti da commettere un male si grande, e offendere il Dio nostro, prendendo mogli straniere?” 28Dei figli di Ioadà figlio di Elisùv gran sacerdote, uno era genero di Sanavallàt, l’uranita: lo cacciai via da me. 29Ricordati di loro, o Dio, poiché hanno profanato il sacerdozio e l’alleanza del sacerdozio e dei leviti. 30Io li ho purificati da ogni contatto straniero, e ho stabilito i turni settimanali dei sacerdoti dei leviti, ciascuno al suo servizio, 31per regolare le offerte dei portatori di legna, ai tempi stabiliti, e delle primizie. Ricordati di me, o Dio nostro, per il bene.

 



[a] Giardino.

[b] Il primo del mese.

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 07-07-2022

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i santi di domani 08-07-2022

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