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II ESDRA

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

Secondo libro di Esdra

 

1          Nel primo anno di Ciro, re dei persiani, affinché s’adempisse la parola del Signore per bocca di Geremia, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re dei persiani, che a voce e per iscritto, fece annunziare in tutto il suo regno questo decreto: 2“Così dice Ciro, re dei Persiani: Il Signore, il Dio del cielo, mi ha dato tutti i regni della terra e ora mi ha ordinato di edificargli una casa in Gerusalemme, che si trova nella Giudea. 3Chi di voi fa parte del suo popolo? Sia con lui il suo Dio, e salga a Gerusalemme che è in Giudea e vi edifichi la casa del Signore Dio d’Israele, egli è il Dio che è in Gerusalemme. 4Chiunque ancora è rimasto, in qualunque paese egli soggiorni, lo aiutino le genti di quel paese con argento, oro, materiale e bestiame, con offerte volontarie al tempio di Dio, che è in Gerusalemme”. 5Allora i capi delle famiglie di Giuda e di Beniamino, i sacerdoti, i leviti, e tutti quelli ai quali Iddio toccò il cuore, si alzarono per salire a riedificare il tempio del Signore, che è in Gerusalemme. 6E tutti quelli che abitavano nelle vicinanze misero nelle loro mani oggetti d’argento e d’oro, e materiale e bestiame e suppellettili, oltre quello che offrivano volontariamente. 7E il re Ciro trasse fuori gli arredi del tempio del Signore, che Nabucodonosor aveva portati via da Gerusalemme e collocati nel tempio del suo dio. 8Ciro, re dei persiani, li fece ritirare per mano di Mitridate, il tesoriere, che ne fece il computo, e li consegnò a Sassabasar, principe di Giuda. 9Eccone il numero: trenta vasi d’oro, mille vasi d’argento, ventinove cambi d’abito, 10trenta fiale d’oro, duecento d’argento e mille altri oggetti. 11In tutto, cinquemilaquattrocento pezzi d’oro e di argento. Sassabasar portò tutto con sé dalla cattività di Babilonia in Gerusalemme.

2          Furono questi i figli del paese che salirono dalla cattività dell’emigrazione in Babilonia, dove li aveva condotti il re di Ba­bilonia Nabucodonosor, e che tornarono in Gerusalemme e in Giuda, ciascuno nella sua città. 2Con Zorobabel tornarono: Jesu, Nee­mia, Saraia, Peelia, Mardocheo, Balasan, Ma­sfar, Bagui, Reum, Baana. Ecco ora il numero degli uomini del popolo d’Israele: 3Figli di Fares, duemilacentosettantadue; 4figli di Safatia, trecentoset­tantadue; 5figli di Ares, settecentosettan­tacinque; 6figli di Faath Moab, figli di Jesu e di Joab, duemilaottocentododici; 7figli di Elam, milleduecentocinquantaquattro; 8figli di Zattua, novecentoquarantacinque; 9figli di Zaku, settecentosessanta; 10figli di Banui, seicentoquarantadue; 11figli di Babe,seicentoventitre; 12figli di Asgad, tremiladuecentoventidue; 13figli di Ado­nicam, seicentosessantasei; 14figli di Bagoi, duemilacinquantasei; 15figli di Adin, quattrocentocinquantaquattro; 16figli di Ater, discendenti d’E­zechia, novantotto; 17figli di Basa, trecentoventitre; 18figli di Jora, cen­tododici; 19fi­gli di Asem, duecentoventitre;  20figli di Ga­ber, novantacinque; 21figli di Bethleem, centoventitre; 22figli di Netofa, cin­quantasei; 23fi­gli di Anatot, centoventotto;  24figli di Azmot, quarantadue;  25figli di Cariatiarim, Cafira e Berot, settecentoquarantatre; 26figli di Arama e di Gabaa, seicentoventuno; 27uomini di Macmas, centoventidue; 28uomini di Betel e di Aia, quattrocento; 29figli di Naba, cinquantadue; 30figli di Magebo, cen­tocinquantasei; 31figli di Elamar, milledue­cinquantaquattro; 32figli di Eram, trecentoventi; 33figli di Lod, di Arot e di Ono, settecentoventicinque; 34figli di Serico, trecentoquarantacinque; 35figli di Sanaa, tremilasei­centoquaranta. 36Sacerdoti: Figli di Jedua, della casa di Jesu, novecentosettantre; 37figli di Emmer, millecinquantadue; 38figli di Fassur, milledue­centoquarantasette; 39figli di Erem, millesette. 49Leviti: figli di Jesu e di Cadmiel, figli di Odovia, settantaquattro. 41Cantori: figli di Asaf, centoventotto. 42Portinai: figli di Sallum, figli di Ater, figli di Telmon, figli di Akub, figli di Atita, figli di Saba: in tutto centotrentanove. 43Inservienti: figli di Sovia, figli di Asufe, figli di Tabaot, 44figli di Kerao, figli di Soia, figli di Fadom, 45figli di Labano, figli di Agaba, figli di Acabot, 46figli di Agab, figli di Samalai, figli di Anan, 47figli di Kedel, figli di Gaer, figli di Reia, 48figli di Rason, figli di Necoda, figli di Gazem, 49figli di Uza, figli di Fasi, figli di Basi, 50figli di Asena, figli di Maonin, figli di Nafison, 51figli di Bakbuk, figli di Achifa, figli di Arur, 52figli di Basaloth, figli di Mauda, figli di Aresa, 53figli di Barcus, figli di Sisara, figli di Tema, 54figli di Nasu, figli di Atufa; 55figli di Abdeselma; figli di Sati, figli di Asefirat, figli di Fadura, 56figli di Jeila, figli di Darcon, figli di Geddel, 57figli di Safatia, figli di Atil, figli di Facherat-Aseboim, figli di Emi. 58In tutto, inservienti e figli di Abdeselma, trecentonovantadue. 59Ed ecco quelli che vennero da Telmelet, Telarisa, Charub, Edan ed Emmer, ma non poterono dar notizie della casa dei loro padri, e della loro stirpe, se fossero o no di Israele: 60figli di Dalaia, figli di Bua, figli di Tobia, figli di Necoda, seicentocinquantadue. 61E dei figli dei sacerdoti figli di Habia, figli di Acus, figli di Berzellei, che aveva preso in mo­glie una delle figlie di Berzellei Galaadita, e s’era chiamato col loro nome ; 62questi cercarono il documento della loro genealogia, ma non lo trovarono, e furono esclusi dal sacerdozio. 63Disse loro Atersata che non mangiassero dal Santo dei Santi, finché non venisse un sacerdote che l’illuminasse e perfezionasse. 64Tutta la convocazione complessivamente era di quarantaduemilatrecentosessanta, 65senza i loro servi e serve, che erano settemilatrecentotrentasette, fra i quali duecento cantori e cantatrici. 66I loro cavalli, settecentotrentasei; i loro muli duecentoquarantacinque; 67i loro cammelli quattrocentotrentacinque; i loro asini seimilasettecentoventi. 68Alcuni capi famiglia, entrando nella dimora del Signore in Gerusalemme, fecero offerte spontanee alla dimora di Dio, perché essa fosse rimessa nel suo stato. 69Per quanto era loro possibile, diedero al tesoro della fabbrica sessantunomila mine d’oro puro, cinquemila mine d’argento, e cento vesti sacerdotali. 70I sacerdoti e i leviti, alcuni del popolo, e i cantori, i portieri e i Natinei sedettero nelle loro città, e tutti gli Israeliti nelle loro città.

3 Giunse il settimo mese - i figli di Israele erano nelle loro città – e il popolo si radunò come un sol uomo in Gerusalemme. 2Si levò Gesù di Josedec con i suoi fratelli sacerdoti, e Zorobabel di Salatiel con i suoi fratelli, e riedificarono l’altare del Dio di Israele, per offrirvi sopra gli olocausti, come sta scritto nella legge di Mosè, uomo di Dio. 3Ristabilirono l’altare sulla sua base, perché incombeva su loro il timore dei popoli delle regioni; e su quello s’alzò l’olocausto al Signore, dal mattino a sera. 4Celebrarono la festa delle Tende, come sta scritto, e il sacrificio giorno per giorno, nel numero deciso giorno per giorno 5e, in seguito, l’olocausto perenne, del primo del mese e di tutte le solennità sacre al Signore e per ognuno che facesse spontanee offerte al Signore. 6Nel giorno uno del settimo mese avevano cominciato a presentare olocausti al Signore, ma la dimora del Signore non era stata ricostruita. 7Diedero argento agli scalpellini e ai muratori; cibi, bevande e olio a quelli di Sidone e di Tiro, affinché portassero legname di cedro dal Libano sino al mare di Joppe, come aveva loro ordinato Ciro, re dei Persiani.

8E l’anno secondo del loro arrivo nella dimora di Dio in Gerusalemme, al mese secondo, Zorobabel di Salatiel, e Gesù di Josedec, e gli altri loro fratelli, sacerdoti e leviti, e tutti quelli che dalla cattività erano venuti a Gerusalemme, incaricarono leviti, dai vent'anni in su, di dirigere i lavori nella dimora del Signore. 9Gesù con i suoi figli e i suoi fratelli, Cadmiel con i suoi figli, figli di Giuda, si unirono a quelli che lavoravano nella dimora di Dio: figli di Enadad, i figli loro e i loro fratelli leviti. 10Gettarono le fondamenta per edificare la dimora del Signore, e vennero i sacerdoti vestiti dei pa­ramenti, con le trombe, e i leviti figli di Asaf con i cembali, per lodare il Signore con le parole di David, re d’Israele. 11E cantavano inni e lodi al Signore a cori alterni: Perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia su Israele. E tutto il popolo a gran voce acclamava lodando il Signore per la fondazione della dimora del Signore. 12E molti dei sacerdoti e dei leviti, dei capi delle famiglie, gli anziani che avevano visto la prima dimora quando fu costruita, e questa dimora davanti ai loro occhi, pian­gevano con gran clamore, e dalla folla rispondevano innalzando canti con gioia. 13E il popolo non poteva distinguere le grida di giubilo da quelle di pianto, perché il popolo gridava a gran voce, e il clamore si udiva fino da lontano.

4          Quanti opprimevano Giuda e Benia­mino, vennero a sapere che i figli dell’esilio stavano edificando una dimora al Signore Dio d’Israele, 2e si avvicinarono a Zorobabel e ai capi delle famiglie, e dissero: Lavore­remo con voi, perché anche noi come voi ci rivolgiamo al vostro Dio; noi abbiamo sacrificato a lui sin dai tempi di Asaravdon, re di Assur, che ci ha portato qui. 3Rispose loro Zorobabel, Gesù, e gli altri capi delle famiglie d’Israele: Voi non edificherete con noi la dimora del nostro Dio, ma noi da soli la edificheremo al Signore nostro Dio nostro, come ci ha ordinato Ciro, re dei Persiani.

4Il popolo di quella regione legava le mani al popolo di Giuda, e gli impediva di costruire. 5E pagarono alcuni contro di loro, volendo mandare a vuoto il loro progetto, per tutto il tempo di Ciro, re dei Persiani, sino al regno di Dario, re dei Persiani. 6E sotto il regno di Assuero, al principio del suo regno, scrissero una lettera contro gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme. 7E al tempo di Arta­serse, d’accordo con Mitridate, Ta­beil e gli altri sudditi con loro, scrissero ad Artaserse re dei Persiani. L’esattore scrisse la lettera in siriaco e la tradusse. 8Raum Baaltam e Samsai lo scriba, scris­sero al re Artaserse una lettera contro Gerusalemme, 9che cominciava così: Raum Baal­tam e Samsai scriba, e gli altri sudditi con noi, i Dinei, gli Afarsatachei, i Tarfalei, gli Afarsei, gli Archiei, i Babilonesi, i Susanachei, i Davei 10e gli altri popoli che Assennafar, il grande e glorioso, deportò e fece abitare nelle città dei Somori e nelle altre regioni d’oltre fiume… 11Questo è il contenuto della lettera, che quelli manda­rono a lui: Al re Artaserse, i tuoi sudditi, gli uomini d’oltre fiume. 12Sia noto al re che i Giudei da te partiti, sono venuti fra noi, a Gerusalemme, città ribelle e pessima, per ricostruirla, e le sue mura sono rafforzate e le sue fondazioni s’innalzano. 13Sia dunque noto al re che se quella città viene riedificata e le sue mura rafforzate, non pagheranno tributi né tasse, danneggiando il re. 14Non possiamo stare a vedere il danno del re, e perciò mandiamo a farlo noto al re. 15Si facciano ricerche nel libro delle Memorie dei padri tuoi: troverai e apprenderai che quella città è una città ribelle, funesta al re e alle province, e nella quale da sempre ci sono rivolte di schiavi. Proprio per questo quella città fu desertificata. 16Notifichiamo al re che se quella città sarà ricostruita, e le sue mura rafforzate, non vi sarà pace per te. 17Il re mandò questa risposta: A Raum Baaltam, a Samsai scriba, e agli altri loro compagni di schiavitù, che abitano in Samaria e a quelli che abitano oltre il fiume, pace e salute. 18Il reclamo che avete a noi inoltrato, è stato letto alla mia presenza. 19Io ho dato ordine, abbiamo esaminato e si è trovato che quella città fino dai tempi antichi è ribelle al re, e vi avvengono insurrezioni e rivolte. 20Vi sono stati in Gerusalemme dei re potenti, che hanno dominato su tutta la regione del fiume, e a loro venivano versati ricchi tributi e tasse. 21Ora notificate a quegli uomini il divieto, perché quella città non sia ricostruita. 22E badate di non essere negligenti in questo, così che aumenti il disordine a danno del re. 23L'editto del re Artaserse fu letto innanzi a Raum, a Samsai scriba, e agli altri sudditi con loro. Andarono in fretta a Gerusalemme, in Giudea, a cavallo, e con forza diedero il veto. 24Allora fu interrotto il lavoro per la dimora di Dio in Gerusalemme, e fu sospeso sino all’anno secondo del regno di Dario re dei Persiani.

5          Il profeta Aggeo, con Zaccaria di Addo, profetizzò una profezia ai Giudei ch’erano in Giudea e in Gerusalemme, nel nome del Dio di Israele che era su di loro. 2Allora Zorobabel di Salatiel e Gesù figlio di Josedec, si levarono e iniziarono a edificare la dimora di Dio in Geru-salemme, e con loro erano i profeti di Dio che li aiutavano. 3Al medesimo tempo, venne a loro Tautanai, governatore della regione d’oltre fiume, e Satarbuzana, con i loro collaboratori, e così dissero loro: Chi vi ha dato ordine di edificare questa casa e il permesso di consolidarla? 4E dissero loro ancora: Quali sono i nomi degli uomini che ricostruirono questa città? 5Ma gli occhi di Dio furono sull’esilio di Giuda e non li ostacolarono finché la cosa non fosse riferita a Dario, e non fosse giunta una risposta in proposito.

6Copia della lettera che Tantanai, governatore della regione d’oltre fiume, e Satarbuzanai, e gli Afarsachei loro colleghi che stavano oltre fiume, mandarono al re Dario. 7Gli mandarono una lettera in cui c’era scritto: A Dario re, ogni pace. 8Sia noto al re che noi siamo venuti nella provincia di Giudea, alla dimora del grande Dio. Essa si sta costruendo con pietre scelte e le pareti si foderano con legno; è un lavoro condotto con diligenza, e progredisce grazie alle loro mani. 9Abbiamo quindi interrogato quegli anziani, e abbiamo detto loro: Chi vi ha dato il permesso di edificare questa dimora e di porre queste fondamenta? 10Abbiamo loro domandato i loro nomi, per riferirteli; e abbiamo scritto i nomi dei loro capi. 11E così ci hanno risposto, dicendo: Noi siamo servi del Dio del cielo e della terra; e costruiremo il tempio che era edificato molti anni addietro, che un gran re di Israele aveva edificato e compiuto per esso. 12Quando i nostri padri nostri hanno provocato il Dio del cielo, questi li diede in mano a Nabucodonosor re di Babilonia, il Caldeo; distrusse quella dimora e deportò il popolo in Babilonia. 13Ma nell’anno primo del re Ciro, il re Ciro decise che questa dimora di Dio fosse riedificata, 14e che i vasi della dimora di Dio, d’oro e d’argento, che Nabucodonosor aveva portati via dalla dimora di Ge­rusalemme e collocati nel tempio del re, il re Ciro li trasse dal tempio del re, e li diede a Savanasar, custode del tesoro, incaricato del tesoro, 15e gli disse: Prendi tutti i vasi e va’; ponili nella dimora che è in Gerusalemme, al loro posto. 16Allora quel Savanasar venne e pose le fondamenta della dimora di Dio in Gerusalemme. Da allora in poi al presente si sta co­struendo ma non è terminata. 17Ora dunque, se al re par bene, ricerchi nell’archivio del re di Babilonia, per sapere come il re Ciro dispose la riedificazione di questa dimora di Dio che è in Gerusalemme ed, edotto, il re ci trasmetta a proposito.

6          Allora il re Dario emanò un decreto e furono fatte ricerche nelle biblioteche, dove sono custoditi i tesori in Babilonia. 2E si trovò nella città, nella fortezza, un capitolo in cui segnato questo promemoria: 3L’anno primo del re Ciro, il re Ciro ha decretato circa la dimora di Dio in Gerusalemme: Sia edificata la dimora e il luo­go dove sacrificare i sacrifici; si gettino le fon­damenta per una altezza di sessanta cubiti e una larghezza di sessanta cubiti, 4a tre piani di pietre ben solide e un piano in legno, a spese della casa del re. 5E i vasi della dimora di Dio, d’ar­gento e d’oro, che Nabuco­donosor portò via dalla dimora che è in Gerusalemme e depose in Babilonia, siano restituiti e ri­messi nel tempio di Gerusalemme, al loro luogo, dov’erano nella dimora di Dio. 6Ora, governatori della regione d’oltre fiume, Satarbuzanai e voi Afarsachei loro colleghi, state lontani di là 7e lasciate il lavoro della dimora di Dio. I capi dei Giudei e gli an­ziani dei Giudei costruiscano al suo posto quella dimora di Dio. 8Io dispongo che mai più abbiate a che fare con gli anziani dei Giudei, perché si edifichi quella dimora di Dio. Le entrate del re dai tributi provenienti dalla regione d’oltre fiume, siano date a quegli uomini, affinché non siano impediti. 9E se, ne hanno bisogno, si diano a loro, ogni giorno, vitelli, agnelli e capretti per l’olocausto al Dio del cielo, e grano, sale, vino e olio, secondo la richiesto dei sacerdoti che sono in Gerusalemme, quanto chiedono 10perché offrano sacrifici di soave odore al Dio del cielo, e preghino per la vita del re e dei suoi figli. 11E ho decretato che chiun­que cambi quanto detto, si pren­da un palo della sua casa e drizzatolo, egli vi sia confitto sopra, e la sua casa sia ridotta a un cesso. 12Dio, che ha fatto dimorare lì il suo nome, abbatta ogni re e popolo che metterà la sua mano a mutare i miei ordini, o distruggere la dimora di Dio che è in Gerusalemme. Io, Dario, ho decretato, e sia esattamente eseguito”. 13Allora Tantanai, governatore della re­gione d’oltre fiume, e Satarbuzanai, e i suoi consiglieri, eseguirono fedelmente quanto il re Dario aveva comandato. 14Gli anziani di Giuda continuavano a edificare e i leviti, come avevano predetto il profeta Aggeo e Zaccaria figlio di Addo, riedificarono e consolidarono se­condo il comando del Dio d’Israele, e secondo il comando di Ciro, di Dario e d’Artasastà, re di Persia. 15Portarono a termine la dimora di Dio il giorno terzo del mese di Adar, l’anno sesto del regno del re Dario. 16I figli d’Israele, i sacerdoti, i leviti, e tutti gli altri figli dell’esilio, celebrarono con gioia la dedicazione della dimora di Dio. 17E per la dedicazione della dimora di Dio immolarono cento vitelli e duecento arieti, quattrocento agnelli, e dodici capri per il peccato di tutto Israele, uno per ogni tribù di Israele. 18Stabilirono sacerdoti nelle loro classi e leviti nei loro turni per il servizio di Dio in Gerusalemme, come sta scritto nel libro di Mosè. 19Il quattordicesimo giorno del primo mese, i figli dell’esilio celebrarono la pasqua. 20Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati - erano tutti puri - e immolarono la pasqua per tutti i figli dell’esilio, per i loro fratelli sacerdoti e per loro stessi. 21Mangiarono la Pasqua i figli d’Israele tornati dall’esilio, e anche tutti quelli che, lasciata la contaminazione dei gentili, s’erano uniti a loro, per cercare il Signore Dio d’Israele. 22Per sette giorni celebrarono con gioia la solennità degli azzimi, poiché il Signore li aveva consolati, e aveva piegato in loro favore il cuore del re d’Assur, rafforzando le loro mani nei lavori per la dimora del Signore Dio d’Israele.

7          Dopo questi avvenimenti, sotto il regno di Artasasta re dei Persiani, salì Esdra figlio di Sarea, figlio di Azaria, figlio di Chelkia, 2figlio di Selum, figlio di Sadduc, figlio di Achitov, 3figlio di Samaria, figlio di Esria, figlio di Mareot, 4figlio di Zaraia, figlio di Ozia, figlio di Vokkì, 5figlio di Avisuè, figlio di Finees, figlio di Eleazar, figlio di Aronne, il primo sacerdote. 6Questo Esdra salì da Babilonia. Egli era uno scriba veloce nella legge di Mosè che diede il Signore Dio a Israele. Il re gli accordò tutto quello che domandava, poiché la mano del Signore Dio era su lui. 7Salirono a Gerusalemme anche alcuni dei figli d’Israele, alcuni dei sacerdoti, alcuni dei leviti, e i cantori, e i portieri, e i Natinim, nel settimo anno del regno d’Artasasta. 8E giunsero a Gerusalemme al mese quinto del medesimo anno settimo del re. 9Egli aveva stabilito la salita da Babilonia il giorno uno del mese primo, e giunse a Gerusalemme il giorno primo del mese quinto, perché del suo Dio fu buona con lui. 10Esdra aveva riposto nel suo cuore la ricerca della Legge, e l’osservanza e l’insegnamento in Israele dei precetti e delle prescrizioni. 11Questo è il testo dell’editto che il re Artasasta dette a Esdra sacerdote, scriba del libro delle parole dei voleri del Signore e dei suoi precetti a Israele: 12Artasasta, re dei re, a Esdra, scriba della Legge del Signore Dio del cielo. E’ compiuta la parola e la risposta. 13Da me è stato decretato che, nel mio regno, chiunque del popolo di Israele, e dei sacerdoti e leviti, vorrà andare a Gerusalemme, vada con te. 14Tu sei mandato dal re e dai suoi sette consiglieri per ispezionare in Giudea e in Gerusalemme secondo la Legge del loro Dio, che tu hai in mano; 15per portare nella dimora del Signore l’oro e l’argento che il re e i suoi consiglieri hanno spontanea­mente offerto al Dio di Israele, che in Ge­rusalemme dimora nel suo tabernacolo, 16nonché tutto l’argento e l’oro che tu dovessi trovare in tutta la provincia di Babilonia, insieme con le offerte volontarie del popolo e dei sacerdoti che spontaneamente offriranno per la dimora del Dio che è in Gerusalemme. 17E tutte quelle cose offerte, segnale in quel libro: vitelli, arieti, agnelli, e le loro offerte sacrificali e le loro libagioni, e presentale sull’ara sacrificale della dimora del vostro Dio che è in Gerusalemme. 18Del rimanente oro e argento, tu e i tuoi fratelli fate quel che è gradito al vostro Dio. 19I vasi che ti vengono dati per il servizio liturgico della dimora di Dio, met­tili alla presenza del Dio che è in Gerusalemme. 20Per qualunque altra cosa che possa abbi­sognare per la dimora del tuo Dio, come ti sembra spendere ti sia spesato dalle stanze del tesoro reale. 21Io, Artasasta re, ho dato ordine a tutte le casse erariali d’oltre fiume, che qualunque cosa vi chieda Esdra, sacerdote e scriba della legge del Dio del cielo, prontamente gli sia dato 22sino a cento ta­lenti d’argento, e cento cori di frumento, cento vati di vino e cento d’olio; di sale non è scritto. 23Tutto ciò che ordina il Dio del cielo, si faccia. Badate che alcuno non ponga intralci alla dimora del Dio del cielo, affinché non ci sia sdegno sul regno del re e dei suoi figli. 24E vi facciamo noto che dai sacerdoti, leviti, cantori, portieri, Natinim e liturghi della dimora di quel Dio, non vi siano tasse per voi né abbiate il potere di assog­gettarli. 25Tu poi, Esdra, secondo la sapienza di Dio che è in mano tua, stabilisci giudici e magistrati che amministrino la giustizia a tutto il popolo d’oltre fiume, a tutti coloro che riconoscono la legge del tuo Dio, e la facciano conoscere a chi non la riconosce. 26Chiunque non eseguirà prontamente la legge di Dio e la legge del re, si faccia su di lui giudizio, a morte o a frustate o alla confisca dei beni o al carcere”. 27Benedetto il Signore Dio dei nostri padri, che nel cuore del re pose di dar gloria alla dimora del Signore che è in Gerusalemme, 28e per me ha dato misericordia agli occhi del re, dei suoi consiglieri, e di tutti i grandi e potenti del regno. Confortato dalla buona mano del mio Dio su di me, radunai i capi di Israele che dovevano salire con me.

8          Questi i capi fa­miglia, le guide, che salirono con me, sotto il regno di Artasasta re di Babilonia: 2dei figli di Finees, Ghirson; dei figli di Itamar, Daniele; dei figli di David, Attus; 3dei figli di Sachania e dei figli di Foros, Zaccaria, e con lui furono registrati centocinquanta; 4dei figli di Faat Moab, Eliana figlio di Zaraia, e con lui duecento maschi; 5dei figli di Zatoes, Sechenia figlio di Aziil, e con lui trecento maschi; 6dei figli di Adin, Ovith figlio di Jonathan, e con lui cinquanta maschi; 7dei figli di Elam, Iesia figlio di Athelia, e con lui settanta maschi; 8dei figli di Safatia, Zavadia figlio di Michail, e con lui ottanta maschi; 9dei figli di Ioav, Avadia figlio di Ieiil, e con lui duecentodiciotto maschi; 10dei figli di Vaani, Se­limuth figlio di Iosefia, e con lui centosessanta maschi; 11dei figli di Vavi, Zacharia figlio di Vavi, e con lui ventotto maschi; 12dei figli di Asgad, Ioanan figlio di Accatan, e con lui centodieci maschi. 13Dei figli di Adonicam, gli ultimi, i nomi sono questi: Elifalat, Ieil e Samaia, e con loro sessanta maschi. 14Dei figli di Vaguai, Utai e Zavud, e settanta maschi con lui. 15Io li radunai presso il fiume che scorre verso Evi e lì rimanemmo tre giorni. Cercai fra il popolo e fra i sacerdoti, e non vi trovai figli di Levi. 16Allora chiamai Eleazar, Ariel, Semeia, Alonam, Iariv, Elnatham, Nathan, Zacharia, Mesollam, e i saggi Ioarim ed Elnatham, 17e li mandai dal governatore di Luogo-dell’argento, e posi sulle loro labbra le parole da dire ai loro fratelli Nathinim, che si trovavano a Luogo-dell’argento, affinché ci procurassero dei ministri per la dimora del nostro Dio. 18E poiché la buona mano di Dio era su noi, ci condussero un uomo, Sachon, dei figli di Mooli, figlio di Levi, figlio di Israele. Con lui vennero fin da principio anche i suoi diciotto figli e fratelli, 19Asevia e Isaia dei figli di Merari, e i suoi venti fratelli e figli, 20e dei Nathinim, che David e i capi avevano assegnato al servizio dei leviti, duecentoventi Nathinim, tutti indicati per nome. 21Là, presso il fiume Auè, proclamai un digiuno, per farci umili innanzi al nostro Dio, e ottenere da lui un agevole viaggio per noi, per i nostri figli e per tutte le nostre cose, 22poiché mi vergognai di chiedere al re una scorta e cavalieri che ci scampassero dai nemici durante il viaggio. Infatti avevamo detto al re: “La mano del nostro Dio è su tutti quelli che lo invocano per il bene; la sua forza e il suo sdegno è su chiunque lo abbandoni”. 23Perciò abbiamo digiunato e invocato a questo fine il nostro Dio, e ci ha esauditi. 24Scelsi dodici tra i capi dei sacerdoti: Saraia, Asavia, e con loro dieci dei loro fratelli. 25Pesai innanzi a loro l’argento e l’oro, e i vasi della dimora del Dio nostro, consegnati dal re, dai suoi consiglieri e principi, e da tutti quelli d’Israele che vi si erano trovati, 26e consegnai nelle loro mani seicentocinquanta talenti d’argento, cento vasi d’argento, cento talenti d’oro, 27venti coppe d’oro dal valore di mille chaminì, vasi di ottimo bronzo lucido e altri oggetti preziosi d’oro. 28E dissi loro: “Voi siete i santi del Signore, e santi sono i vasi, l’argento e l’oro, donati spontaneamente al Signore Dio dei nostri padri. 29Vigilate e custodite finché vi sarete innanzi ai capi dei sacerdoti e dei leviti, e ai capi famiglia, a Gerusalemme, nella tenda della dimora del Signore”. 30I sacerdoti e i leviti presero quel peso d’argento, oro e vasi, per portarlo a Gerusalemme, nella dimora del nostro Dio. 31Partimmo dunque dal fiume Auè, al dodici del mese primo, per andare a Gerusalemme; la mano del Signore fu su di noi, e nel viaggio ci scampò dalle mani di nemici e avversari. 32Arrivati a Gerusalemme, lì ci riposammo tre giorni. 33Al quarto giorno consegnammo l’argento, l’oro e i vasi sacri nella dimora del nostro Dio, nelle mani di Merimòth, figlio del sacerdote Uria: con lui era Eleazar, figlio di Finees, e con loro Iozavad, figlio di Iisù e Noadìa, figlio di Vanaìa, leviti. 34Tutto fu contato e pesato, e al tempo stesso tutto il peso fu registrato. 35Quelli che erano tornati dall’esilio, i figli dell’emigrazione, offrirono olocausti al Dio d’Israele: dodici vitelli per tutto Israele, novantasei arieti, settantasette agnelli e dodici capri per il peccato; tutto questo, in olocausto al Signore. 36Diedero poi gli editti del re ai governatori del re e ai prefetti d’oltre fiume, e diedero gloria al popolo e alla dimora di Dio.

9          Finite queste cose, vennero a me i capi a dirmi: “Il popolo d’Israele, i sacerdoti e i leviti, non si son mantenuti segregati dai popoli delle regioni e dalle loro abominazioni: da Cananei, Etei, Ferezei, Ievusei, Ammoniti, Moaviti, Mozerei e Amorrei; 2per sé e per i loro figli hanno preso le figlie di quelli, e il seme santo si è mescolato con le genti delle regioni. E all’inizio, in questa trasgressione c’è stata la mano dei capi”. 3All’udire queste parole, mi stracciai le vesti, mi levai la tunica, mi strappai i capelli e la barba, e mi accasciai desolato. 4Allora vennero presso di me, per questa trasgressione dell’esilio, tutti quelli che erano osservanti della parola del Dio d’Israele, e io rimasi accasciato e desolato sino al sacrificio vespertino. 5Al sacrificio vespertino mi levai da quella mia umiliazione, con le vesti e la tunica stracciate. Piegai le mie ginocchia e stesi le mie mani verso il Signore Dio, dicendo: 6“Signore, io sono confuso, e ho vergogna di levare a te la mia faccia, Dio mio, perché le nostre iniquità si sono moltiplicate, fin sopra la nostra testa, e i nostri peccati sono ingrossati fino al cielo. 7Dal tempo dei nostri padri, noi siamo in grandi peccati, sino a oggi; e per le nostre iniquità siamo stati consegnati nelle mani dei re delle genti: noi, i nostri re e i nostri figli, colpiti di spada, fatti prigionieri, depre­dati, svergognati, sino a oggi. 8Eppure, il nostro Dio ci aveva usato miseri­cordia, portando a salvezza quelli che erano rimasti di noi; ci aveva dato un rifugio nel suo santo luogo, illuminando gli occhi nostri, donandoci un po’ di sollievo alla nostra schiavitù. 9Schiavi siamo, ma nella nostra schiavitù non ci ha abbandonati il nostro Dio, ci ha fatto ottenere misericordia dal re dei Per­siani, per renderci la vita, per innalzare la dimora del nostro Dio, rialzare quelle rovine e darci ricovero in Giuda e in Gerusalemme. 10E dopo tutto questo, o Dio nostro, che diremo? Poiché noi abbiamo trasgredito i tuoi comandamenti, 11quelli che tu ci avevi dati per mano dei tuoi servi, i profeti, dicendo: La terra nella quale voi entrate per prenderne pos­sesso, è terra corrotta dalla corruzione dei popoli, delle nazioni, e dalle abominazioni con le quali essi l’hanno riem­pita, da un capo all’altro. 12Non date quindi le vostre figlie ai loro figli, e non prendete le loro figlie per i vostri figli; non chiedete loro pace e bene, giammai, affinché cresciate in potenza, mangiate i beni della terra e ne lasciate eredi i vostri figli, in eterno. 13Eppure, con tutto quello che è avvenuto su di noi a causa delle nostre opere pessime e del nostro grande peccato, non c’è altri come il nostro Dio: tu infatti hai ignorato la nostra iniquità e ci hai dato la salvezza. 14Perciò torniamo ad apprendere i tuoi comandamenti, a non unirci in matrimonio coi popoli delle genti. Sei tu forse adirato con noi sino a sterminarci, e non lasciar di noi né un resto, né un salvato? 15Signore, Dio d’Israe­le, tu sei giusto: tu ci hai conservati per sal­varci, come oggi si vede. Ecco, noi stiamo innanzi a te col nostro peccato; ma non si può rimanere con questo al tuo cospetto”.

10        Ora, mentre Esdra così pregava e supplicava piangendo e implorando innanzi alla dimora di Dio, si radunò intorno a lui da Israele una grandissima assemblea: uomini, donne, bambini. Il popolo gridava e piangeva dirottamente. 2Sechenia, figlio di Ieìl dei figli di Ilàm, prese la parola e disse a Esdra: “Noi abbiamo peccato contro il Dio nostro, e abbiamo preso donne straniere, dai popoli della terra, ma ciò nonostante, c’è ancora speranza per Israele. 3Facciamo con il nostro Dio il patto di ripudiare tutte le donne e i figli fatti da loro, come egli vuole. Falli rialzare e spingili al timore dei comandamenti del nostro Dio, e si faccia secondo legge. 4Alzati, poiché a te spetta dare ordini: noi siamo con te. Sii forte, e agisci”. 5Esdra si alzò e scongiurò i capi, i sacerdoti, i leviti e tutto Israele di fare come era stato detto. E lo giurarono. 6Allora Esdra si levò dal cospetto della dimora del Signore, e andò nella camera di Ioanàn figlio di Elisùv; vi entrò, ma non mangiò pane né bevve acqua, perché si affliggeva sul peccato dei migranti. 7E si diffuse voce in Giuda e in Gerusalemme, a tutti i figli dell’esilio, perché si radunassero in Gerusalemme, 8e chiunque entro tre giorni non fosse venuto, com’era volere dei capi e degli anziani, gli sarebbero confiscati tutti i suoi averi, ed egli sarebbe stato estromesso dall’assembea dei migranti. 9Si radunarono dunque in Gerusalemme, nei tre giorni, tutti gli uomini di Giuda e di Beniamino. Era il nono mese, e al venti del mese tutto il popolo sedette sulla piazza della dimora di Dio, tremando per quell’ordine e per l’inverno. 10Si levò Esdra sacerdote e disse loro : “Voi avete trasgredito e avete preso mogli straniere, aumentando ancor più i peccati di Israele. 11Ora date gloria al Signore Dio dei vostri padri: fate quel che è gradito davanti a lui, e separatevi dai popoli della terra e dalle donne degli stranieri”. 12Rispose tutta l’assemblea e disse: “E’ grande quello che tu ci dici di fare. 13Il popolo è numeroso, è tempo d’inverno e non abbiamo forze per stare all’aperto. Questo non è affare di un giorno o due, essendo stati molti a commettere questo peccato. 14Restino perciò i nostri capi, per tutto il popolo, e tutti quelli delle nostre città, che hanno preso mogli straniere, vengano ai giorni stabiliti, insieme agli anziani di ciascuna città e ai suoi giudici, fin quando non si allontani da noi l’ira del nostro Dio per questa faccenda”. 15Solo Ionathan figlio di Asail e Iazìa figlio di Thecoè rimasero con me per questa faccenda, e i leviti Mesollàm e Savatài li aiutarono. 16Così fecero i figli dell’esilio. Esdra sacerdote e i capi delle famiglie andarono per le case dei padri di famiglia notati ciascuno per nome, e il giorno uno del decimo mese tornarono a esaminare la questione. 17La lista di tutti gli uomini che avevano sposato donne straniere fu compiuta il giorno uno del primo mese. 18Fu trovato che avevano preso mogli straniere questi figli di sacerdoti: dei figli di Iisù figlio di Iosedek, e i suoi fratelli Maasìa, Elièzer, Iarìv e Gadalìa. 19Stese le mani si impegnarono a mandar via le proprie mogli e offrire per il loro peccato un ariete del gregge. 20Dei figli di Emmìr, Ananì e Zavdìa. 21Dei figli di Iràm, Masaìl, Elia, Samaìa, Ieìl e Ozia. 22Dei figli di Fasùr, Elionaì, Maasìa, Ismaìl, Nathanaìl, Iozavad e Ilasà. 23Dei figli di leviti: Iozavad, Samò, Colìa (lo stesso che Colìta), Fetheìa, Iodom ed Eliezer. 24Dei cantori, Elisav. Dei portieri, Selmìn, Telmìn e Odùth. 25Da Israele: dei figli di Foros, Ramìa, Azìa, Melchìa, Meamìm, Eleàzar, Asavìa e Vanaìa. 26Dei figli di Ilàm, Mattanìa, Zacharìa, Iaiìl, Avdìa, Iarimòt e Ilìa. 27Dei figli di Zathonà, Elionaì, Elisùv, Mattanai, Armòth, Zavàd e Ozizà. 28Dei figli di Vaveì, Ioanàn, Ananìa, Zavù e Thalì. 29Dei figli di Vanuì, Mosollàm, Malùch, Adaìa, Iasùv, Saluìa e Rimòth. 30Dei figli di Faath Moàv, Ednè, Chalìl, Vanèa, Maasìa, Mattanìa, Veseleìl, Vanuì e Manassì. 31Dei figli di Iram, Eliezer, Iesìa, Melchìa, Samaìa, Simeòn, 32Veniamìn, Valùch, Samarìa. 33Dei figli di Asìm, Mettanìa, Mattathà, Zavad, Elifalèt, Ieramì, Manassì, Semeì. 34Dei figli di Vanì, Moodìa, Amràm, Uìl, 35Vanèa, Vadèa, Chelkìa, 36Uuanìa, Marimòth, Eliasìf, 37Mattanìa, Mattanaì, e fecero 38i figli di Vanuì e i figli di Semeì, 39Selemìa, Nàthan, Adaìa, 40Machadnavù, Seseì, Sariù, 41Ezriìl, Selemìa, Samarìa, 42Sellùm, Amarìa, Iosìf. 43Dei figli di Navù, Iaìl, Mattanìa, Zavàd, Zevvenà, Iadaì, Ioìl e Vanèa. 44Tutti questi avevano preso donne straniere e da esse erano nati figli.

 

 


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