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I ESDRA

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

Primo libro di Esdra

 

1          Iosìa celebrò in Gerusalemme la pasqua per il suo Signore, e sacrificò la pasqua al quattordicesimo giorno del primo mese. 2Stabilì i sacerdoti, secondo il turno settimanale, rivestiti nel santuario del Signore, 3e disse ai leviti, sacri ministri d’Israele: “Siate santi per il Signore, innanzi all’arca santa del Signore, che è nella dimora che edificò il re Salomone di David, 4e che non ci è permesso portare a spalle. Perciò date culto al Signore nostro Dio e servite il suo popolo, Israele.Preparate per ogni famiglia e vostra tribù, come ha scritto David re d’Israele e secondo la magnificenza di Salomone suo figlio. 5Stando in piedi nel santuario nell’ordine delle vostre famiglie dei leviti, innanzi ai vostri fratelli, i figli d’Israele; 6in ordine sacrificate la pasqua e preparate le vittime per i vostri fratelli; fate la pasqua secondo il comandamento del Signore, dato a Mosè”. 7E Iosìa diede in dono al popolo presente trentamila agnelli e capretti, e tremila vitelli. Ciò fu donato dal tesoro regio, come promesso al popolo, ai sacerdoti e ai leviti. 8Chelkìa, Zacharìa e Iskìlo, preposti del santuario, diedero ai sacerdoti per la pasqua duemilaseicento pecore e trecento vitelli. 9Iechonìa, Samaìa e Nathanaìl, il fratello, e Asavìa, Ochiìlo e Ioràm, capi di mille, per la pasqua diedero ai leviti cinquemila agnelli e settecento vitelli. 10E avvenne questo: come conveniva, i sacerdoti e i leviti, che avevano gli azzimi, si presentarono al popolo distinti per tribù e ripartizioni dei padri, per offrire al Signore come sta scritto nel libro di Mosè; e ciò al mattino. 11Come si deve, arrostirono la pasqua sul fuoco, e cucinarono le offerte nei calderoni e nelle pentole con aromi e tutte le cose portate dal popolo. 12Dopo di che, prepararono per sé e per i sacerdoti loro fratelli, i figli di Aronne; 13infatti i sacerdoti portarono le ossa sino a tarda sera, e i leviti prepararono per se stessi e per i sacerdoti loro fratelli, i figli di Aronne. 14I sacri cantori, figli di Asàf, stavano al loro posto, come stabilito da David, da Asàf, da Zacharìa e da Edinnùs, l’assistente del re. 15I portinai, ognuno alla propria porta: non era necessario tralasciare il loro turno di servizio, perché i loro fratelli, i leviti, preparavano per loro. 16Furono compiuti in quel giorno i riti del sacrificio al Signore, per celebrare la pasqua e presentare le vittime sull’altare del Signore, secondo l’ordine del re Iosìa. 17I figli d’Israele presenti a quel tempo, celebrarono la pasqua e la festa degli azzimi per sette giorni, 18e una pasqua simile non si era vista in Israele dai tempi del profeta Samuele. 19Nessuno tra i re d’Israele celebrò una pasqua come la celebrarono Iosìa, i sacerdoti, i leviti e tutto l’Israele che si trovavano a dimorare in Gerusalemme. 20Nel diciottesimo anno del regno di Iosìa si svolse tale pasqua, 21e l’opera di Iosìa fu esaltata innanzi al suo Signore, con cuore ricolmo di pietà. 22A proposito, fu scritto nei tempi passati di quanti avevano peccato e mancato di pietà verso il Signore, più d’ogni altro popolo e regno, e di come si era grandemente sofferto, e le parole del Signore si levarono contro Israele. 23Dopo tutte queste cose fatte da Iosìa, accadde che Faraone, re d’Egitto, venne a far guerra in Charkamìs, presso l’Eufrate, e Iosìa uscì contro di lui. 24Il re d’Egitto mandò a dirgli: “Che c’è tra me e te, re di Giuda? 25Non sono stato mandato contro di te dal Signore Dio; la mia guerra infatti è per l’Eufrate. Ora, il Signore è con me, e il Signore che è con me mi spinge ad affrettarmi. Allontanati e non opporti al Signore”. 26Ma Iosìa non si allontanò dal suo carro, e mise mano a combattere contro di lui, non badando alle parole del profeta Geremia, ch’erano venute dalla bocca del Signore. 27Gli diede dunque battaglia nella pianura di Magheddò, e i capitani aggredirono il re Iosìa. 28Il re disse ai suoi servi: “Allontanatemi dalla mischia, perché sono gravemente ferito”, e subito i suoi servi lo condussero fuori dallo schieramento. 29Salì sul suo secondo carro e, quando fu rientrato a Gerusalemme, rese la sua vita, e fu sepolto nella tomba paterna. 30In tutta la Giudea ci fu lutto per Iosìa, e Geremìa profeta fece lamento su Iosìa; i presidenti con le mogli lo piansero sino a oggi, e fu ordinato di fare per sempre così, in tutta la stirpe d’Israele. 31Queste cose furono scritte nel libro delle cronache dei re di Giudea, e le singole vicende dei fatti di Iosìa, della sua gloria, della sua conoscenza della legge del Signore, di quel che lui aveva fatto dal principio al presente, tutto fu scritto nel libro dei re d’Israele e di Giuda. 32Poi i responsabili della nazione presero Iechonìa figlio di Iosìa e lo designarono re, al posto di Iosìa suo padre, quando egli aveva ventitre anni. 33Egli regnò in Israele e Gerusalemme tre mesi, poi il re d’Egitto lo allontanò, perché non regnasse più in Gerusalemme, 34imponendo al popolo il tributo di cento talenti d’argento e d’un talento d’oro. 35Il re d’Egitto designò come re Ioakim, fratello di quello, come re di Giudea e Gerusalemme. 36Ioakìm arrestò i maggiorenti; il suo fratello Zaràkis lo prese e lo condusse in Egitto. 37Era d’anni venticinque Ioakìm, quando fu re di Giudea e Gerusalemme, e fece il male innanzi al Signore. 38Contro di lui si mosse Nabuchodonosor re di Babilonia e, catturatolo con catene di bronzo, lo deportò in Babilonia; 39e Nabuchodonosor prese parte dei vasi sacri del Signore, li portò via e li depose nel suo tempio in Babilonia. 40Le sue opere, la sua corruzione e la sua empietà sono scritti nel libro degli annali dei re. 41Al suo posto regno Ioakìm, suo figlio: quando fu designato era di anni diciotto, 42regnò tre mesi e tre giorni in Gerusalemme, e fece il male innanzi al Signore. 43Dopo un anno, Nabuchodonosor ordinò di deportarlo in Babilonia, insieme ai vasi sacri del Signore, 44e designò Sedekìa re di Giudea e Gerusalemme. Questi era di ventuno anni, regnò undici anni 45e fece il male innanzi al Signore. Non ebbe vergogna di fronte alle parole dette dal profeta Geremia e che venivano dalla bocca del Signore. 46Il re Nabuchodonosor lo costrinse a giurare nel nome del Signore, ma egli si ritrasse spergiuro; indurì la sua cervice e il suo cuore, trasgredì le leggi del Signore Dio d’Israele. 47Le guide del popolo e i sacerdoti furono empi assai, più d’ogni corruzione d’ogni nazione, e profanarono il santuario del Signore consacrato in Gerusalemme. 48Il Dio dei vostri padri mandò a richiamarlo per mezzo del suo angelo, poiché aveva compassione di loro e della sua stessa dimora. 49Ma essi disprezzarono i suoi angeli e, nel giorno in cui parlò il Signore, si presero gioco dei suoi profeti, finché – adirato contro la sua nazione per l’empietà – dispose che i re dei Caldei si levassero contro di lui. 50Costoro uccisero di spada i suoi giovani proprio attorno al loro santo tempio, e non risparmiarono giovane, vergine, vecchio o bambino, ma tutti furono consegnati nelle loro mani. 51Tutti i vasi sacri del Signore, grandi e piccole, le casse del Signore e i depositi del re, li presero e li portarono in Babilonia. 52Incendiarono la dimora del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e le sue torri col fuoco bruciarono; 53distrussero del tutto tutte le sue meraviglia; i sopravvissuti, con le spade li portarono in Babilonia. 54Furono schiavi per quelli, come anche i loro figli, fin quando regnarono i Persiani, affinché si adempisse la parola del Signore, per bocca di Geremia: “Fin quando la terra non avrà riscattato i suoi sabati, per tutto il tempo della sua desolazione farà un sabato fino al compimento di anni settanta”.

2          Essendo Ciro re dei Persiani, nell’anno primo, affinché si adempisse la parola del Signore per bocca di Geremia, 2il Signore destò lo spirito di Ciro re dei Persiani, che in tutto il suo regno fece proclamare un decreto che diceva: 3“Così dice il re dei Persiani, Ciro. Mi ha designato re dell’ecumene il Signore d’Israele, il Signore Altissimo, 4e mi ha ordinato di costruirgli una dimora in Gerusalemme, che è in Giudea: 5chiunque tra voi appartenga alla sua nazione, il Signore sia con lui; salga a Gerusalemme, che è in Giudea; costruisca la dimora del Signore d’Israele: è lui il Signore che dimora in Gerusalemme. 6Chiunque abiti in qualsiasi luogo, sia aiutato dalla gente del posto, con oro e argento, con donazioni di cavalcature e animali e le altre cose che in voto saranno offerte al santuario del Signore che è in Gerusalemme”.  7Si prepararono allora i capi tribù delle generazioni di Giuda e della tribù di Beniamino, i sacerdoti, i leviti, e tutti quanti il Signore destò nello spirito per salire e costruire la dimora del Signore che è in Gerusalemme. 8Quanti stavano loro attorno, li aiutarono in tutto, con argento, oro, cavalcature, animali e doni votivi in grande quantità: da parte di molti, come la mente era stata destata. 9Il re Ciro tirò fuori i vasi sacri del Signore, che Nabuchodonosor aveva portato da Gerusalemme e depositato nel suo tempio degli idoli. 10Li fece trarre fuori Ciro, re dei Persiani, e li consegnò a Mitradate, suo tesoriere. 11Questi li consegnò a Samanassaro, protettore della Giudea. 12Il loro numero era: mille vasi d’oro da libagione; mille vasi d’argento da libagione; ventinove incensieri d’argento; trenta anfore d’oro e duemila quattrocento dieci d’argento; altri vasi, mille. 13Furono restituiti tutti questi vasi, d’oro e d’argento, cinquemila quattrocento sessantanove; 14furono riportati da Samanassaro insieme agli esuli, da Babilonia in Gerusalemme. 15Al tempo di Artaserse re dei Persiani, Vìlemos, Mitradate, Tavellios, Ràthimos, Veèltethmos, lo scriba Semellios e gli altri loro colleghi che abitavano in Samaria e in tutti gli altri luoghi, gli scrissero questa lettera d’accusa contro gli abitanti di Giudea e Gerusalemme: 16“Al re Artaserse, signore, i tuoi servi Ràthimos cronista, Samellios scriba, e gli antri del Consiglio suo, e i magistrati della Siria Cava e della Fenicia. 17Sia ora noto al signor re che i Giudei, i quali sono saliti da voi, sono giunti da noi a Gerusalemme, per ricostruire la città ribelle e malvagia, restaurare l’agorà e le mura, e porre le fondamenta d’un tempio. 18Se questa città sarà riedificata e le mura consolidate, non si sottometteranno a pagare il tributo, ma si ribelleranno anche al re. Poiché abbiamo compreso come sia bene non sottovalutare il fatto che si stia lavorando al tempio, e d’informare il signor re, affinché – se ti pare – faccia ricerche nei libri dei tuoi padri. 19Troverai le annotazioni scritte su di loro; apprenderai che quella città è ribelle e come infastidiva sia il re sia le città; che i Giudei che vivono in essa sono ribelli e aggressori da sempre: perciò questa città è stata desolata. 20Or dunque ti significhiamo, signor re, che se questa città sarà ricostruita e che se le sue mura s’alzeranno, non ci sarà più per te possibilità di scendere nella Siria Cava e in Fenicia”. 21Allora il re rispose a Ràthimos, il cronista, e a Samellios, lo scriba, e agli altri consiglieri che abitavano in Samaria, Siria e Fenicia, quanto segue: 22“Ho letto la lettera che mi avete spedito. Ho disposto di controllare, e ho scoperto che quella città da sempre è in ribellione contro il re; 23che gli uomini in essa preparano rivolte e guerre; che in Gerusalemme ci sono stati re potenti e duri, i quali hanno dominato e imposto tributi sulla Siria Cava e sulla Fenicia. 24Ho perciò disposto che sia impedito a quegli uomini di costruire la città, che ci si preoccupi affinché non si faccia nulla contro questo ordine e che la loro malvagità non s’accresca sino a disturbare il re”. 25Dopo aver letto quel che era stato scritto dal re Artaserse, Ràthimos e Samellio lo scriba, con i loro colleghi, s’affrettarono a cavallo verso Gerusalemme, con uno schieramento armato, e cominciarono a impedire i costruttori. La costruzione del santuario di Gerusalemme restò sospesa sino al secondo anno del regno di Dario, re dei Persiani.

3          Il re Dario fece un grande ricevimento per tutti i suoi sottoposti e le loro famiglie, tutti i maggiorenti di Media e di Persia, 2tutti i satrapi, i generali e i capi delle province alle sue dipendenze nelle ventisette satrapie, dalla Indie all’Etiopia. 3Mangiarono, bevvero e - quando furono pieni – si ritirarono. Il re Dario si ritirò nella sua camera, si addormentò e si risvegliò. 4Allora tre giovani, guardie del corpo del re, si dissero l’un l’altro: 5“Ognuno di noi dirà una cosa: chi è più forte. Chi farà il discorso che sembrerà il più saggio, a lui il re Dario darà grandi regali, grandi premi, 6sarà rivestito di porpora, berrà in coppe d’oro, si siederà nell’oro e su carri dalle redini d’oro, avrà un turbante di bisso e una collana. 7Per la sua saggezza, siederà al secondo posto, dopo Dario, e sarà chiamato cugino di Dario”. 8Allora ognuno scrisse il proprio parere, lo sigillò e lo pose sotto il cuscino del re Dario. Dissero: 9“Quando il re si alzerà, gli sarà dato lo scritto, e la vittoria sarà data a colui il cui parere sarà giudicato il più saggio dal re e dai tre più grandi di Persia”. 10Il primo scrisse: “Il più forte è il vino”. 11Il secondo scrisse: “Il più forte è il re”. 12Il terzo scrisse: “La maggior forza l’hanno le donne, ma tutto vince la verità”. 13Quando si destò il re, lo scritto fu preso e consegnato. Lo lesse, 14e mandò a chiamare tutti i maggiorenti della Persia e della Media, i satrapi, i generali, i capi delle province e i membri del Consiglio. Si assise nella sala del trono, lesse lo scritto innanzi a loro, 15e disse: “Chiamate i giovani, ed essi spieghino le loro parole”. Essi vennero chiamati, ed entrarono. 16Fu detto loro: “Spiegateci quanto è stato scritto”. 17Cominciò il primo, che aveva parlato della forza del vino, e disse così: “Come è più forte il vino, o uomini? Esso fa perdere la testa degli uomini che ne bevono. 18Rende uguale la mente di un re e quella di un orfanello, quella di uno schiavo e quella di un libero, quella di un povero e quella di un ricco. 19Svia ogni mente verso piacere e allegria, e non fa ricordare l’afflizione o un bisogno qualsiasi. 20Ogni cuore lo fa ricco, e non fa ricordare re o satrapi, e di tutte le parole ne fa talenti. 21Quando bevono, non si ricordano d’amare amici e fratelli e non ci vuole molto che mettono mano ai coltelli, 22ma appena si rialzano dal vino, non ricordano quel che hanno fatto. 23O uomini, il vino non è forse il più forte, se costringe a fare in tal modo?” E tacque dopo aver così parlato.

 

4          Cominciò a parlare il secondo, che aveva indicato la forza del re. 2“Uomini, i più forti non sono forse gli esseri umani che sottomettono la terra e il mare e tutto quanto è in essi? 3Il re però è il più forte: egli li governa e domina su di loro; e qualsiasi cosa dica loro, obbediscono. 4Se dice loro di farsi guerra l’un l’altro, lo fanno; se li manda contro i nemici, essi vanno e superano montagne, mura e torri, 5uccidono e si fanno uccidere, e non trasgrediscono alla parola del re. Se vincono, portano tutto al re: tutto quel che depredano e tutto il resto. 6Quanti non fanno parte dell’esercito e non combattono, ma coltivano la terra, anche loro, se seminano, dopo aver mietuto, portano al re. 7Solo lui è uno solo. Se dice di uccidere, uccidono. Se dice di liberare, lasciano liberi. 8Dice di colpire, e colpiscono. Dice di devastare, e devastano; dice di costruire, e costruiscono. 9Dice di tagliare, e tagliano; dice di piantare e piantano. 10Tutto il suo popolo e i suoi eserciti gli obbediscono. Inoltre, quando siede a tavola, mangia e beve e si corica. 11Essi invece gli stanno intorno a custodirlo; nessuno di loro può allontanarsi per fare le proprie cose, né disubbidirgli. 12O uomini, come il re non è il più forte, se è così ascoltato?” E tacque. 13Il terzo, che aveva parlato delle donne e della verità - questi era Zorovavèl – cominciò a dire: “O uomini, 14non è forse grande il re, molti gli esseri umani e forte il vino? Ma chi li domina? Chi ne è il padrone? Non son forse le donne? 15Le donne hanno generato il re e tutta la gente che domina sul mare e sulla terra; 16da loro furono generati e loro hanno allevato quanti hanno piantato le vigne, dalle quali viene il vino. 17Sono loro che preparano gli abiti degli uomini, e loro fanno il vanto degli uomini. Gli uomini non possono vivere senza le donne! 18Anche se essi raccolgono oro e argento e ogni cosa magnifica, appena vedono una sola donna, buona a vedersi e bella, 19lasciano perdere tutto, presi dal desiderio di lei, e la stanno a guardare a bocca aperta, e tutti la preferiscono a oro, argento o qualsiasi altra cosa preziosa. 20L’uomo abbandona suo padre - che l’ha allevato - e il suo paese, e s’attacca alla propria moglie, 21lascia l’anima alla donna, e non si ricorda di padre o di madre o del paese. 22Dovete dunque riconoscere che le donne vi dominano. Forse che non v’affliggete e vi affaticate, e date e portate tutto alle donne? 23L’uomo prende la sua spada e parte: emigra, rapina, ruba, naviga per mare e fiumi, 24affronta il leone, cammina nelle tenebre, e dopo aver rubato, rapinato, e saccheggiato, porta all’amata. 25L’uomo ama la propria donna più del padre e della madre. 26Molti sono usciti di senno a causa delle donne e sono diventati schiavi per loro. 27Molti si rovinano, hanno sventure e fanno peccati a causa delle donne. 28Non mi credete? Il re non è forse grande per la sua potenza? Tutti i paesi non temono di disturbarlo? 29Eppure hanno visto lui e Apami, la figlia dell’illustre Vartaco, concubina del re, seduta alla destra del re: 30come prese il diadema dal capo del re e lo mise sul suo, e con la sinistra diede uno schiaffo al re. 31E ciò nonostante, il re stava a bocca aperta e la guardava. Quando lei sorride, lui ride; se lei lo tratta male, la lusinga affinché con lui cambi. 32O uomini, forse che le donne non sono le più forti, se fanno così?” 33Il re e i maggiorenti si guardavano l’un l’altro, e allora cominciò a parlare della verità: 34“O uomini, non sono forse potenti le donne? Grande è la terra e alto il cielo e veloce nel suo cammino è il sole nel suo corso, poiché fa il giro del cielo e ritorna al suo posto in un sol giorno. 35Non è grande chi fa ciò? Ma la verità è più grande e più potente di tutto. 36Tutta la terra invoca la verità; il cielo la benedice; scuote e fa tremare tutto il creato. In lei non vi è nulla di ingiusto. 37Il vino è ingiusto, il re è ingiusto, le donne sono ingiuste, tutti i figli dell’uomo sono ingiusti e ingiuste tutte le loro opere, tutte queste cose. In loro non c’è verità, e nella loro ingiustizia vanno in malora. 38La verità invece permane ed è forte per sempre, vive ed è potente nei secoli dei secoli. 39Essa non guarda in faccia né fa differenze, ma fa il giusto tra tutti gli ingiusti e malvagi. Tutti si compiacciono delle sue opere, 40e nel suo giudizio non c’è ingiustizia. A lei appartiene la forza, il regno, il potere e la magnificenza, per tutti i secoli: sia benedetto il Dio della verità”. 41Smise di parlare, e tutto il popolo esclamò dicendo: “Grande è la verità, ed è la più forte!” 42Allora il re gli disse: “Chiedi quel che vuoi in più di quanto è scritto. Noi te lo concederemo, poiché sei stato trovato il più saggio: tu avrai posto accanto a me e sarai chiamato mio cugino”. 43Allora egli rispose al re: “Ricordati del voto che hai fatto quel giorno in cui hai preso il regno: di ricostruire Gerusalemme 44e di restituire tutte le suppellettili che sono state portate via da Gerusalemme, che Ciro mise da parte quando fece voto di distruggere Babilonia, e fece voto e di restituirle. 45Tu hai fatto voto di riedificare il tempio che è stato incendiato dagli Idumei, quando la Giudea è stata desolata dai Caldei. 46Ora, questo è quel che ti chiedo, signore re, e per cui ti prego! Questa è la tua grandezza: ti supplico di compiere il voto che con la tua bocca hai promesso di compiere al re del cielo”. 47Allora il re Dario si alzò, lo baciò e scrisse per lui le lettere per tutti gli amministratori, i governatori, i generali e i satrapi, perché gli permettessero di partire con tutti coloro che con lui sarebbero saliti per ricostruire Gerusalemme. 48A tutti i governatori in Siria Cava e in Fenicia e a quelli in Libano, scrisse lettere affinché trasportassero alberi di cedro dal Libano a Gerusalemme e con lui ricostruissero la città. 49A tutti i Giudei che dal regno sarebbero saliti in Giudea scrisse lettere liberatorie: nessuna autorità, o governatore o satrapo o amministratore avrebbe potuto avvicinarsi alle loro porte; 50tutto il territorio in loro possesso, sarebbe stato senza loro tributo; gli Idumei avrebbero dovuto lasciare i villaggi dei Giudei di cui si erano impossessati; 51per la costruzione del santuario, finché non fosse stato edificato, sarebbero stati dati ogni anno venti talenti; 52sull’ara dei sacrifici dovevano essere presentati ogni giorno diciassette olocausti, come prescritto e per altri dieci talenti l’anno; 53a tutti coloro che sarebbero emigrati da Babilonia per fondare la città sarebbe stata concessa libertà, a loro e ai loro discendenti, e a tutti i sacerdoti che vi sarebbero emigrati. 54Scrisse anche a proposito del servizio corale e dei paramenti sacri da utilizzare per il culto. 55Scrisse anche di dare ai Leviti le spese del servizio corale, fino al giorno in cui la dimora fosse ultimata e Gerusalemme ricostruita. 56Scrisse anche di dare alle guardie della città alloggio e vitto. 57Mandò anche tutte le suppellettili che Ciro aveva messo da parte in Babilonia. Tutto quel che Ciro aveva detto di fare, anche egli disse di fare e di inviare a Gerusalemme. 58Quando il giovane uscì, levò il viso al cielo, verso Gerusalemme, e benedisse il re del cielo dicendo: 59“Da te la vittoria, da te la sapienza! Tuo è la gloria, e io sono tuo servo! 60Sii tu benedetto, poiché mi hai dato la sapienza, e io a te confesso, Signore dei padri!” 61Poi prese le lettere, si recò a Babilonia e annunciò tutto quanto ai fratelli. 62Ed essi benedissero il Dio dei loro padri, poiché aveva donato loro la libertà e il permesso di salire e ricostruire Gerusalemme e il santuario nel quale si invoca il suo Nome. E festeggiarono con musiche e gioia per sette giorni.

5          Dopo di ciò, furono scelti per salire i capi delle famiglie, secondo le tribù di appartenenza, e le loro mogli, i loro figli, le figlie, i loro servi, le serve e il loro bestiame. 2Dario mandò insieme con loro mille cavalieri, affinché loro si ristabilissero in Gerusalemme pacificamente, con musiche, timpani e flauti; 3e tutti i loro fratelli facevano festa, e aveva permesso loro di salire insieme con quelli. 4Questi sono i nomi degli uomini che salirono, secondo le loro famiglie e per tribù, e secondo le loro suddivisioni. 5Sacerdoti figli di Fineès figlio di Aronne: Iisù di Iosedèk di Sareo, e Ioakim di Zorovàvel di Salathiìl, della casa di David, della stirpe di Farès della tribù di Giuda, 6che parlò un discorso saggio al tempo di Dario, re dei Persiani. Nel secondo anno del suo regno, nel mese di Nisan, il primo mese. 7Questi sono quelli della Giudea che salirono dalla schiavitù dell’esilio, che Nabuchodonosor re di Babilonia aveva deportato in Babilonia, 8e tornarono in Gerusalemme e nel resto della Giudea, ciascuno nella sua città, quelli che vennero con Zorovàvel e Iisù, Neemìa, Zarèo, Risèo, Eninèo, Mardochèo, Veelsàor, Asfaràso, Reelìo, Roìmo, Vaanà, le loro guide. 9Numero di quelli dalla nazione e loro guide: figli di Foros, duemilacentosettantadue; figli di Safàt, quattrocentosettantadue; 10figli di Arès, settecentocinquantasei; 11figli di Faàt Moàv, tra i figli di Iisù e Ioàv, duemilaottocentododici; 12figli di Ilàm, milleduecentocinquantaquattro; figli di Zatuì, novecentosettantacinque; figli di Chorvè, settecentocinque; figli di Vanì, seicentoquarantotto; 13figli di Vivè, seicentotrentatre; figli di Arghè, milletrecentoventidue; 14figli di Adonikàn, seicentotrentasette; figli di Vagoì, duemilaseicentosei; figli di Adinò, quattrocentocinquantaquattro; 15figli di Atìr Ezechìa, novantadue; figli di Kilàn e Azinàn, sessantasette; figli di Azarò, quattrocentotrentadue; 16figli di Annis, centouno; figli di Aròm, trentadue; figli di Vasè, trecentoventitre; figli di Arsifurìt, centodue; 17figli di Vetirùs, tremilacinque; figli di Vethlomòn, centoventitre. 18Quelli di Netofàs, cinquantacinque; quelli di Anathòth, centocinquantotto; quelli di Vethasmòn, quarantadue; 19quelli di Kariathirì, venticinque; quelli di Kafìra e Viròg, settecentoquarantatre. 20I Kadiasiè e gli Ammidìi, quattrocentoventidue; quelli di Kiramàs e Gavvìs, seicentoventuno; 21quelli di Makalòn, centoventidue; quelli di Vetolìo, cinquantadue; quelli di Nifìs, centocinquantasei. 22Figli di Kalamolàlo e  Onùs, settecentoventicinque; figli di Ierichò, duecentoquarantacinque; 23figli di Sanàas, tremilatrecentouno. 24I sacerdoti: i figli di Ieddò di Iisù, tra i figli di Sanasìv, ottocentosettantadue; figli di Emmirùth, duecentocinquantadue; 25figli di Fassuro, millequattrocentosette; figli di Charmì, duecentodiciassette. 26I leviti: i figli di Iisù e di Kadoìlo e di Vanno e di Sudìo, settecentoquattro. 27I sacri cantori, figli di Asàf: centoventotto. 28I portinai: figli di Salùm, figli di Atàr, figli di Tolmàn, figli di Dakùv, figli di Atità, figli di Tovìs, tutti, centotrentanove. 29I sacri inservienti, figli di Isàv, figli di Asifà, figli di Tavaòth, figli di Kiràs, figli di Sudà, figli di Falèo, figli di Lavanà, figli di Agravà, 30figli di Akùd, figli di Utà, figli di Kitàv, figli di Akkavà, figli di Sivaì, figli di Anàn, figli di Kathuà, figli di Keddùr, 31figli di Iaìro, figli di Desàn, figli di Noevà, figli di Chasevà, figli di Kazirà, figli di Ozìa, figli di Finoè, figli di Asarà, figli di Vasthaì, figli di Assanà, figli di Manì, figli di Nafisì, figli di Akùf, figli di Achivà, figli di Asùv, figli di Farakèm, figli di Vasalèm, 32figli di Meeddà, figli di Kuthà, figli di Charèa, figli di Varchuè, figli di Seràr, figli di Thomoì, figli di Nasì, figli di Atefà. 33Figli dei servi di Salomone, figli di Assapfiòth, figli di Farirà, figli di Ieiilì, figli di Lozòn, figli di Israìl, figli di Safiì, 34figli di Aghià, figli di Facharèth, figli di Saviì, figli di Sarothì, figli di Misèa, figli di Tas, figli di Addus, figli di Suvà, figli di Aferrà, figli di Varodìs, figli di Safàg, figli di Allòn. 35Tutti i sacri servitori e i figli dei servi di Salomone, trecentosettantadue. 36Quelli che salirono da Thermeleth e Thelersàs - loro guida Charaathalàn e Aalàr – 37non poterono dichiarare la loro famiglia e stirpe, se fossero d’Israele: i figli di Dalàn del figlio di Vaenàn, i figli di Nekodàn, seicentocinquantadue; 38tra i sacerdoti, che compivano il servizio sacerdotale, non si ritrovò per i figli di Ovdìa, i figli di Akvòs, i figli di Iaddùs che aveva preso in moglie Avghìa, delle figlie di Faizeldèo, e fu chiamato col suo nome. 39Di questi, essendo stata cercata scrittura della nascita nel registro, non fu trovata, e furono allontanati dal servizio sacerdotale. 40Disse loro Neemìa e Attarìa di non partecipare ai santi, finché non sorga il Sacerdote che veste la chiarezza e la verità. 41In tutto, Israele – dai dodicenni in su, senza servi e serve – era quarantaduemila trecentosessanta; i loro servi e serve, settemilatrecentosette; cantanti e suonatori, duecentoquarantacinque; 42cammelli, quattrocentotrentacinque, e cavalli settemilatrentasei; muli, duecentoquarantacinque; bestie da giogo, cinquemila cinquecentoventicinque. 43Alcune delle guide, secondo le famiglie, quando giunsero al tempio di Dio che è in Gerusalemme, giurarono di erigere la dimora al suo posto, secondo le proprie possibilità, 44e di dare al sacro tesoro della fabbrica mille mnà d’oro e cinquemila mnà d’argento e cento vesti sacerdotali. 45I sacerdoti, i leviti e quelli del suo popolo si stabilirono in Gerusalemme e nella regione; i sacri cantori, i portinai e tutto Israele nei loro villaggi. 46Arrivando il settimo mese, ed essendo i figli di Israele ognuno per conto suo, si riunirono tutti insieme nel piazzale della prima porta, che è verso oriente. 47Iisù di Iosedèk e i suoi fratelli, i sacerdoti, Zorovàvel di Salathiìl e i suoi fratelli, prepararono l’altare del Dio d’Israele, 48per presentarvi su di esso gli olocausti, secondo il cerimoniale descritto nel libro di Mosè, uomo di Dio. 49A loro si unirono alcuni delle altre nazioni della terra, e innalzarono l’altare nel loro posto, sebbene fossero loro nemici e li opprimessero tutti le nazioni che erano sulla terra. Portarono di continuo vittime e gli olocausti al Signore, al mattino e alla sera. 50Introdussero anche la Festa delle capanne, come è prescritto nella Legge, e i sacrifici quotidiani, come era dovuto, 51e oltre a questo, le offerte perpetue e i sacrifici dei sabati, delle neomenie e di tutte le feste santificate. 52E quanti avevano rivolto un voto a Dio, a partire dalla neomenia del settimo mese cominciarono a offrire sacrifici a Dio. Ma il tempio ancora non era stato ricostruito; 53e diedero argento agli scalpellini e ai muratori; bevande, cibo e mance ai Sidonii e ai Tirii, perché portassero dal Libano legni di cedro mediante zattere fino al porto di Iopi, secondo l’ordine scritto per loro da Ciro, re dei Persiani. 54Nell’anno secondo, nel secondo mese, giunto al santuario di Dio in Gerusalemme Zorovàvel di Salathiìl e Iisù di Iosedek, e i loro fratelli, i sacerdoti, i leviti e tutti coloro che erano venuti in Gerusalemme dall’esilio, 55posero le fondamenta del tempio di Dio, nella neomenia del secondo mese del secondo anno della venuta in Giudea e Gerusalemme. 56E posero i leviti, dai diciottenni in su, sopra i lavori del Signore. I lavori nella dimora del Signore era diretti, tutti insieme, da Iisù, i figli, i fratelli, il fratello Kadmiìl, i figli Imadavùn, i figli Iodà di Iliadùd con i loro figli e fratelli, tutti leviti. I costruttori costruirono il tempio del Signore. 57I sacerdoti, rivestiti, stavano in piedi con musiche e trombe, insieme ai leviti figli di Asàf, che avevano i cembali, inneggiando al Signore e benedicendo, secondo David re di Israele. 58Proclamavano con inni, benedicendo il Signore, ché la sua Unzione e la Gloria è nei secoli in tutto Israele. 59Tutto il popolo suonava le trombe e gridava a gran voce inneggiando al Signore per la ricostruzione della dimora del Signore. 60Vennero alcuni tra i più anziani dei sacerdoti, dei leviti e dei capi delle famiglie, i quali avevano visto la dimora precedente: alla costruzione dell’attuale  gridavano e piangevano fortemente, 61e molti con trombe ed esultanza, e gran voce, 62tanto che il popolo non riusciva a sentire le trombe, a causa del pianto del popolo. Infatti la folla suonava così forte che lontano si sentiva. 63Sentirono i nemici della tribù di Giuda e di Beniamino, e vennero per capire cosa fosse il suono delle trombe, 64e capirono che i reduci dall’esilio stavano ricostruendo il tempio del Signore Dio d’Israele. 65E si accostarono a Zorovàvel, a Iisù e alle guide delle famiglie, dicendo loro: “Costruiremo insieme a voi 66perché anche noi ascoltiamo il vostro Signore e a lui facciamo sacrifici dal tempo di Asvasarèth re degli Assiri, il quale ci deportò in questo luogo”. 67Risposero loro Sorovàvel, Iisù e le guide delle famiglie d’Israele: “La ricostruzione della dimora del Signore Dio nostro non è per noi e voi, 68perché noi ricostruiremo per il Signore d’Israele da soli, secondo quanto ci ha ordinato Ciro, re dei Persiani”. 69Allora le nazioni della terra, opprimendo quanti erano in Giudea, macchinavano per impedire la ricostruzione, 70tramavano, sobillavano il popolo, provocavano rivolte e così impedirono che si completasse la ricostruzione per tutto il tempo della vita del re Ciro, 71e sospesero i lavori per due anni, fino al regno di Dario.

6          L’anno secondo del regno di Dario, ai Giudei di Giudea e Gerusalemme profetizzarono Aggeo e Zaccaria di Avdò, i profeti, in nome del Signore Dio d’Israele su di loro. 2Allora Zorovàvel di Salathiìl e Iisù di Iosedèk, cominciarono a ricostruire la dimora del Signore in Gerusalemme, con il consenso dei profeti del Signore che li aiutavano. 3Allo stesso tempo, si presentarono a loro Sisinne, governatore della Siria e della Fenicia, Sathravuzane e colleghi, e dissero loro: 4“Con la collaborazione di chi costruite questa dimora, e questo tetto e portate a compimento tutto il resto? Chi sono i costruttori che portano a termine queste cose?” 5Gli anziani dei Giudei trovarono grazia presso il Signore, che aveva visitato la comunità in esilio, 6e non furono impediti nella ricostruzione finché non fossero stati segnalati a Dario della cosa e non fosse data risposta. 7Copia della lettera che fu scritta e mandata a Dario: “Sisinne, governatore della Siria e della Fenicia, da Sathravuzane e i colleghi prèsidi in Siria e Fenicia, 8al re Dario salute. Al signore nostro,il re, sia noto tutto: come, essendoci recati nella regione della Giudea e giunti alla città di Gerusalemme, abbiamo appreso che gli anziani dei Giudei tornati dall’esilio stanno ricostruendo nella città di Gerusalemme una dimora al Signore, grande, nuova, con pregiate pietre levigate e rivestimento di legno alle pareti. 9Questo lavoro va avanti in fretta e procede bene nelle loro mani; è fatto con ogni magnificenza e cura. 10Allora abbiamo domandato a questi anziani: Con la collaborazione di chi costruite questa dimora e stabilite queste opere? 11Abbiamo dunque posto queste domande per farti conoscere e scriverti chi sono gli uomini che li guidano, e abbiamo loro chiesto che ci dessero per iscritto i nomi delle loro guide. 12Essi ci hanno risposto dicendo: Noi siamo servi del Signore che ha creato il cielo e la terra. 13La dimora fu costruita moltissimi anni fa da un re d’Israele grande e forte, e fu compiuto. 14Ma quando i nostri padri peccarono contro il celeste Signore d’Israele, irritandolo, egli li consegnò nelle mani di Nabuchodonosor re di Babilonia, re dei Caldei. 15Distrussero la dimora e la bruciarono; condussero il popolo schiavo in Babilonia. 16Ma nel primo anno del regno di Ciro sulla terra di Babilonia, il re Ciro scrisse di ricostruire questa dimora. 17I vasi sacri, d’oro e d’argento, che Nabuchonodonosor aveva portato via dalla dimora di Gerusalemme e che aveva deposto nel suo tempio, il re Ciro li fece portar fuori dal tempio di Babilonia e li consegnò all’eparca Sanavassaro Zorovàvel, 18e gli fu ordinato di riportar via tutti questi vasi e di rimetterli nel tempio di Gerusalemme, e di ricostruire al suo posto il tempio del Signore. 19Allora Sanavassaro venne e gettò le fondamenta della dimora del Signore in Gerusalemme, e da allora la costruzione non ha trovato compimento. 20Or dunque, o re, se così giudichi, si vada a vedere nei regi archivi di Ciro, 21e se si troverà che la costruzione della dimora del Signore in Gerusalemme è avvenuta per decisione del re Ciro, e ciò sarà giusto per il re nostro signore, ci informi su queste cose”. 22Allora il Dario ordinò che si ricercasse documentazione negli archivi di Babilonia, e in Ecvatàna, fortezza della regione di Media, fu trovato un volume, in cui era annotato questo: 23“Nel primo anno del re Ciro. Il re Ciro ha ordinato di ricostruire la dimora del Signore in Gerusalemme, dove compiere sacrifici con fuoco perenne, 24dell’altezza di sessanta cubiti e di larghezza di sessanta cubiti, con tre ordini di pietra levigata e un ordine di legno nuovo, locale. La spesa sia data dalla dimora del re Ciro. 25Le suppellettili sacre della dimora del Signore, d’oro e d’argento, che Nabuchodonosor trasse dalla dimora di Gerusalemme e portò a Babilonia, siano riportate nella dimora di Gerusalemme, dove stavano, perché vi siano riposte. 26Ordinò inoltre a Sisinne, governatore della Siria e della Fenicia, a Sathravuzane e colleghi, e ai prèsidi incaricati di Siria e Fenicia, di tenersi lontani da quel luogo e di lasciare che Zorovàvel, servo del Signore e governatore della Giudea, e gli anziani dei Giudei costruissero la dimora del Signore al suo posto. 27E io ordino che sia tutto ricostruito completamente, e di sorvegliare che si collabori con i reduci in Giudea dall’esilio fino al compimento della dimora del Signore. 28Dalle tasse di Kili Siria e Fenicia si curi di dare un sussidio a questi uomini - per il sacrificio al Signore, all’eparca Zorovàvel - in tori, montoni e agnelli, 29come frumento, sale, vino, olio - immancabilmente, ogni anno - secondo le richieste dei sacerdoti di Gerusalemme, per essere impiegati giorno per giorno, 30perché si offrano libagioni a Dio, l’Altissimo, a favore del re e dei suoi figli, e perché si preghi per la loro vita. 31E dispone che chiunque trasgredisca o trascuri quanto scritto, sia preso un legno dalla sua stessa casa e vi venga appeso; i suoi beni siano del re. 32Per questo, che il Signore – il cui nome è invocato in quel luogo – disperda ogni re e nazione che stenda la sua mano a impedire o danneggiare quella dimora del Signore in Gerusalemme. 33Io, re Dario, ho decretato che si proceda con cura, ciò conforme”.

7          Allora Sisinne, eparca di Kili Siria e Fenicia, Sathravuzane e i colleghi, seguendo puntualmente gli ordini del re Dario, 2sorvegliarono i sacri lavori, collaborando di buona volontà con gli anziani dei Giudei e con gli incaricati sacri. 3I lavori sacri procedettero senza ostacoli, mentre profetavano i profeti Aggeo e Zaccaria. 4Ciò fu portato a compimento per volontà del Signore Dio d’Israele 5e decisione di Ciro, di Dario e di Artaserse, re dei Persiani. La santa dimora fu ultimata il ventitreesimo giorno del mese di Adar, nell’anno sesto del re Dario. 6I figli d’Israele, i sacerdoti, i leviti e gli altri che si erano uniti a loro dall’esilio, fecero quanto indicato nel libro di Mosè. 7Per la dedicazione del santuario del Signore offrirono cento tori, duecento montoni, quattrocento agnelli, 8dodici capri per il peccato di tutto Israele, secondo il numero dei dodici capitribù di Israele. 9I sacerdoti e i leviti, rivestiti, divisi secondo le loro famiglie, si occupavano delle opere del Signore Dio d’Israele, secondo il libro di Mosè. A ciascuna porta stavano i portinai. 10I figli d’Israele dall’esilio celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese. 11I sacerdoti e i leviti si purificarono insieme. Non tutti quelli dall’esilio si purificarono, ma tutti i leviti si purificarono 12e sacrificarono la pasqua per tutti i figli dell’esilio, per i sacerdoti loro fratelli e per se stessi. 13La mangiarono i figli d’Israele dall’esilio, tutti quelli che si erano separati dalle impurità delle nazioni della terra, cercando il Signore. 14Celebrarono la festa degli azzimi per sette giorni, rallegrandosi davanti al Signore 15perché aveva cambiato la volontà del re degli Assiri nei loro riguardi, così da rafforzare le loro mani nelle opere del Signore Dio d’Israele.

 

8          Dopo questo, durante il regno di Artaserse re dei Persiani, venne Esdra di Sareo, di Ezechrìo, di Chelkìo, di Salìmo, 2di Saddùk, di Achitòv, di Amarìo, di Ozìo, di Vokkà, di Avisaì, di Fineès, di Eleàzar, di Aronne, il primo sacerdote. 3Questo Esdra salì da Babilonia come scriba esperto essendo nella legge di Mosè data dal Dio di Israele, 4e diede a lui il re gloria, avendo trovato grazia di fronte a lui in tutti i suoi ordini. 5Parte dei figli d’Israele, dei sacerdoti, dei leviti, dei sacri cantori, dei portinai e dei sacri inservienti, salì con lui a Gerusalemme 6nell’anno settimo del regno di Artaserse, nel quinto mese: questo anno, il settimo del re. Uscirono da Babilonia nella neomenia del primo mese e giunsero a Gerusalemme come il Signore aveva dato loro un viaggio agevole, 7poiché Esdra ebbe molta scienza nel non tralasciare qualcosa della Legge del Signore e dei comandamenti, da insegnare a tutto Israele ogni giudizio e decreto. 8L’ordine scritto fu consegnato da parte del re Artaserse a Esdra, sacerdote e lettore della legge del Signore, del quale quanto segue è la copia: 9“Il re Artaserse a Esdra, sacerdote e lettore della Legge del Signore, salute. 10Considerando la filantropia, io ho ordinato a quanti della nazione dei Giudei, dei sacerdoti, dei leviti e di quanti si trovano nel nostro regno, vogliono andare con te a Gerusalemme. 11Quanti dunque lo desiderano, partano insieme a te, secondo quanto è stato emesso da te e dai miei sette amici consiglieri, 12perché facciano una indagine sulla situazione della Giudea e di Gerusalemme, secondo le norme che stanno nella legge del Signore, 13e perché portino doni al Signore d’Israele, che ho promesso io e gli amici, a Gerusalemme, con l’oro e l’argento che si trovi in terra di Babilonia: al Signore, a Gerusalemme, insieme a tutto ciò che viene offerto in dono dalla nazione per il santuario del suo Signore Dio che è in Gerusalemme. 14L’oro e l’argento si usi per tori, montoni, agnelli e quel che segue, 15per offrire sacrifici sull’altare del loro Signore Dio che è in Gerusalemme. 16Tutto ciò che tu, insieme con i tuoi fratelli, voglia fare con l’oro e con l’argento, fallo pure secondo la volontà del tuo Dio. 17Disponi inoltre come vuoi dei vasi sacri che ti vengono consegnati per l’uso del santuario del tuo Dio che è in Gerusalemme. 18Quanto poi a tutto il resto che ti venga a essere necessario per l’uso del santuario del tuo Dio, ti sia dato dal regio tesoro. 19Ed ecco, io Artaserse re, ho ordinato ai tesorieri di Siria e Fenicia che diano prontamente a Esdra, sacerdote e lettore della Legge del Dio Altissimo, quanto egli chieda, fino a cento talenti d’argento; 20e ugualmente fino a cento cori di frumento e a cento metrite di vino 21e sale in abbondanza. Tutto sia compiuto, con sollecitudine, secondo la Legge di Dio, per il Dio, l’Altissimo, affinché non avvenga ira sul regno del re e dei suoi figli. 22A voi si dice anche di non imporre neppure una tassa né altro tributo a nessun tra i sacerdoti, leviti, sacri cantori, portinai, sacri servitori e prestatori d’opera in questo santuario, e che nessuno abbia autorità di gravarli. 23Quanto a te, Esdra, secondo la sapienza di Dio designa giudici e giuristi, perché giudichino in tutta la Siria e nella Fenicia tutti coloro che riconoscono la Legge del tuo Dio; a chi non la riconosce, insegnala. 24Quanti trasgrediscono la Legge del tuo Dio e la legge del re, siano prontamente puniti, o con la morte o con la pena, con un danno monetario o con l’arresto”. 25Esdra lo scriba disse: “Benedetto sia unicamente il Signore Dio dei miei padri, che ha posto questo nel cuore del re: glorificare la sua dimora in Gerusalemme. 26Mi ha onorato davanti al re, ai suoi consiglieri, e a tutti i suoi amici e maggiorenti. 27Così io divenni fiducioso, nella protezione del Signore Dio mio, e raccolsi tra Israele degli uomini che salissero insieme a me. 28Queste sono i precursori, secondo le loro famiglie e divisioni, che salirono con me da Babilonia, durante il regno del re Artaserse. 29Dei figli di Fineès, Ghirsòn; dei figli di Iathamàro, Gamaliìl; dei figli di David, Lattùs di Sechenìa. 30Dei figli di Foros, Zacharìa e con lui furono iscritti centocinquanta uomini. 31Dei figli di Faath Moav, Eliaonìa di Zarèo e con lui duecento uomini. 32Dei figli di Zathòi, Sechenìa di Iezìlo e con lui trecento uomini; dei figli di Adhìn, Ovìth di Ionàtho e con lui duecentocinquanta uomini. 33Dei figli di Ilàm, Iesìa di Gotholìo e con lui settanta uomini. 34Dei figli di Safatìo, Zaraìa di Michaìlo e con lui settanta uomini. 35Dei figli di Ioàv, Avadìa di Iezìlo e con lui duecentododici uomini. 36Dei figli di Vanìa, Salimòth di Iosafìo e con lui sessanta e cento uomini. 37Dei figli di Vavì, Zacharìa di Vivaì e con lui ventotto uomini. 38Dei figli di Astàth, Ioànni di Akatàn e con lui centodieci uomini. 39Dei figli di Adonikàm, gli ultimi, e questi sono i loro nomi: Elifalà di Gheuìl e Samèa e con loro settanta uomini. 40Dei figli di Vagò, Uthì l’Istalkuro e con lui settanta uomini. 41E li radunai presso il fiume detto Theràn, aspettammo lì tre giorni, e li istruii. 42E non trovandovi sacerdoti e leviti, 43mandai a chiamare Eleazaro, Iduìlo, Meà, Masmà, Alnathà, Samèa, Iòrivo, Nàthan, Ennatà, Zacharìa e Mosòllamo, guide e scienziati, 44e dissi loro di andare da Loddèo la guida, che era nel luogo del tesoro, 45ordinando loro di parlare con Loddèo, coi suoi fratelli e con quanti erano in quel luogo come tesorieri, perché ci mandassero quanti esercitassero il sacerdozio nella dimora del Signore nostro. 46Ed essi ci condussero, secondo la potente mano del Signore nostro, uomini scienziati, tra i figli di Moolì di Levì d’Israele: Asevivìa coi suoi figli e coi fratelli, ch’erano diciotto; 47Asevìa, Annuon e il fratello Osea dei figli di Chanunèo, e i loro figli: venti; 48dei sacri servitori del tempio, che diede David, e le guide, per le opere dei leviti, duecentoventi. Di tutti fu segnato il nome scritto. 49Allora ordinai lì un digiuno ai giovani innanzi al Signore nostro, 50per ottenere da lui un buon viaggio per noi, per i figli nostri e per le bestie. 51Mi vergognano infatti di chiedere al re fanti e cavalieri ed esploratori, perché ci proteggessero dai nemici: 52perché avevamo detto al re che la forza del Signore nostro è con coloro che lo cercano, in ogni occasione. 53Nuovamente abbiamo consultato il Signore nostro per questo, e lo trovammo favorevole. 54E io presi da parte dodici uomini fra i capi delle famiglie dei sacerdoti, Serevìa, Samìa e con loro altri dodici dei loro fratelli. 55E pesai a loro l’argento, l’oro e le suppellettili sacre della dimora del Signore nostro, che ci aveva donato il re e i suoi consiglieri, i maggiorenti e tutto Israele. 56Pesai e consegnai loro seicentocinquanta talenti d’argento; suppellettili d’argento, cento talenti, e d’oro cento talenti; venti oggetti d’oro e suppellettili di bronzo, d’ottimo bronzo, lucenti da sembrar d’oro, dodici suppellettili. 57Dissi loro “Voi siete santi per il Signore, e le suppellettili sante; l’oro e l’argento, preghiera al Signore, al Signore dei nostri padri. 58Vegliate e custodite, finché non abbiate consegnato queste cose ai capi delle famiglie dei sacerdoti e dei leviti e alle guide delle famiglie di Israele, in Gerusalemme, nel pastoforio della dimora del Dio nostro”. 59E i sacerdoti e i leviti che ebbero in consegna l’argento, l’oro e le suppellettili, li portarono a Gerusalemme, nel santuario del Signore. 60Partiti dal fiume Theràn il dodicesimo del primo mese, con la potente mano del Signore nostro che era su di noi, arrivammo a Gerusalemme. Dalla partenza ci protesse da ogni nemico, e arrivammo a Gerusalemme. 61Lasciati passare tre giorni, al quarto giorno l’argento e l’oro furono pesati e consegnati nella dimora del Signore nostro (al sacerdote Marmothì Urìa; 62con lui, Eleàzar di Fineès, e con lui c’era Iosavdò di Iisù e Moèth di Savanno, i leviti), nel numero e peso loro, e fu registrato tutto il loro peso in quella stessa ora. 63Quanti erano rientrati dall’esilio offrirono sacrifici a Dio, Signore d’Israele: dodici tori per tutto Israele, novantasei montoni, settantadue agnelli e dodici capri per il sacrificio di salvezza. Tutto in sacrificio al Signore. 64Consegnarono poi gli ordini del re agli amministratori reali e agli eparchi di Kili Siria e Fenicia, e fu glorificata la nazione e il santuario del Signore. 65Compiute queste cose, si presentarono a me le guide, dicendo: 66“Né la nazione d’Israele, né i capi, né i sacerdoti, né i leviti hanno messo da parte le straniere nazioni della terra e impurità di loro, dei Chananei, dei Chettei, dei Ferezei, degli Iebusei, dei Moaviti, degli Egizi e degli Idumei. 67Si sono uniti infatti con le loro figlie, loro e i loro figli, e il seme santo si è mescolato con le nazioni straniere della terra, e i capi e i maggiorenti hanno partecipato fin da principio a questa empietà”. 68Appena sentii ciò, mi stracciai gli abiti e la veste sacra, mi strappai i capelli della testa e della barba, e m’accasciai pensoso e addolorato. 69Allora si radunarono presso di me quelli che mai si erano smossi dalla parola del Signore Dio d’Israele, mentre io mi affliggevo per l’empietà. Stetti afflitto fino al sacrificio della sera. 70Allora mi destai dal digiuno, con gli abiti e la veste sacra stracciati, piegai le ginocchia e stesi le mani al Signore, dicendo: 71“Signore, sono confuso e mi vergogno innanzi al tuo volto, 72perché i nostri peccati si sono moltiplicati al di sopra delle nostre teste, e le nostre colpe sono arrivate fino al cielo 73sin dai tempi dei nostri padri, e ancora oggi siamo in un grande peccato. 74A causa dei peccati nostri e dei nostri padri, siamo stati consegnati, con i nostri fratelli, con i nostri re e con i nostri sacerdoti, ai re della terra, alla spada, alla prigionia, al saccheggio e alla vergogna, fino al giorno d’oggi. 75Ma ora in qualche misura ci è stata fatta misericordia da parte tua, Signore, da esserci lasciata la radice e il nome nel luogo del tuo santuario, 76da far risvegliare per noi una luce nella dimora del Signore nostro Dio, per darci il nutrimento al tempo della nostra schiavitù. Mentre eravamo schiavi non siamo stati abbandonati dal Signore nostro, 77ma ci ha fatto trovare grazia di fronte ai re dei Persiani; per darci il nutrimento, 78e glorificare il santuario del Signore nostro, e risvegliare la desolata Sion; per darci un fondamento in Giudea e Gerusalemme. 79E ora, Signore, che diremo, avendo questo? Abbiamo infatti trasgredito i tuoi comandamenti, che ci hai dato per mezzo dei tuoi servi, i profeti, dicendo: 80La terra, nella quale entrate per possederla, è una terra macchiata dalle macchie degli stranieri della terra; l’hanno riempita delle loro impurità. 81Ma ora, le vostre figlie non mettete insieme ai loro figli, e non prendete le loro figlie per i vostri figli. 82Non cercate di stare in pace con loro per tutto il tempo, affinché rafforzandovi mangiate i beni della terra, e lasciate un’eredità ai vostri figli nei secoli. 83Tutti ciò che ci capita, avviene a causa delle nostre opere malvagie e dei nostri grandi peccati. Infatti tu, Signore, hai alleggerito i nostri peccati e  84ci hai dato questa radice. Noi siamo tornati a trasgredire la tua legge, mescolandoci all’impurità delle nazioni della terra. 85Ma tu non ti sei adirato contro di noi da distruggerci, fino a non lasciar radice né seme né nome di noi. 86Signore d’Israele, tu sei verace: noi siamo restati oggi come radice. 87Ecco, ora noi siamo davanti a te con le nostre trasgressioni: non è possibile restare ancora alla tua presenza in queste condizioni”. 88Mentre Esdra pregando faceva questa confessione, piangendo prostrato davanti al santuario, si radunò presso di lui da Gerusalemme una gran folla: uomini, donne e ragazzi; e pianto grande c’era nella moltitudine. 89Iechonìa di Ieìlo, dei figli d’Israele, a gran voce disse: “Esdra, noi abbiamo peccato contro il Signore, unendoci a donne straniere, delle nazioni della terra, e ora è su tutto Israele. 90Facciamo perciò il giuramento al Signore di mandar via tutte le nostri mogli straniere, insieme ai loro figli, così come hai giudicato tu e quanti obbediscono alla Legge del Signore. 91Alzati e concludi, perché la cosa dipende da te e noi, con te, potremo agire”. 82Esdra si alzò e fece giurare ai capi dei sacerdoti e dei leviti e a tutto Israele che avrebbero fatto in questo modo. E giurarono.

 

9          Allora Esdra, alzatosi dal cortile del santuario, andò nel pastoforio di Ionàn di Eliasivo, 2e lì si fermò. Non gustò pane né bevve acqua, facendo lutto per le colpe grandi della moltitudine. 3In tutta la Giudea e in Gerusalemme fu fatto un annuncio a tutti coloro che erano tornati dalla prigionia, perché si radunassero in Gerusalemme. 4A quanti non si fossero presentati entro due o tre giorni, secondo il giudizio dei presidenti degli anziani, sarebbe stato confiscato il loro bestiame ed essi sarebbero stati estraniati dalla moltitudine che era rientrata dalla prigionia. 5Tutti quelli della tribù di Giuda e Beniamino in tre giorni si radunarono a Gerusalemme; questo, il nono mese, al venti del mese. 6Tutta la moltitudine sedette nel piazzale del santuario, tremando perché era arrivato l’inverno. 7Alzatosi, Esdra disse loro: “Voi avete trasgredito, e vi siete uniti a donne conne straniere, accollando un peccato a Israele: 8ora date confessione di gloria al Signore Dio dei nostri padri. 9Fate la sua volontà e separatevi dalle nazioni della terra e dalle donne degli stranieri”. 10Tutta la moltitudine esclamò e disse a gran voce: “Faremo così come hai detto. 11Ma la moltitudine è tanta ed è tempo d’inverno; non possiamo stare all’aperto; il nostro daffare non è d’un giorno o due: per questo, abbiamo peccato in molti. 12Restino le guide del popolo; e tutti quelli dei nostri insediamenti, quelli che hanno mogli straniere, torneranno al tempo fissato, 13portando con sé gli anziani e i giudici del luogo, finché non sia dissolta da noi l’ira del Signore per questo fatto”. 14Ionàtha figlio di Azaìlo ed Ezekìa di Theokanò, accettarono questa proposta; Mosòllamo, Levì e Savvatèo si unirono a loro,  15e così fecero in tutto quelli tornati dalla prigionia. 16Il sacerdote Esdra si scelse degli uomini tra le guide delle loro famiglie, tutti indicati per nome, e si riunirono per esaminare la questione nella neomenia del decimo mese, 17e il problema degli uomini che s’erano uniti a donne straniere fu risolto nella neomenia del primo mese. 18E si trovò che dei sacerdoti intervenuti, quelli che avevano mogli straniere erano: 19tra i figli di Iisù di Iosedèk e dei suoi fratelli, Mathìla, Eleàzaro, Iòrivo e Ioadàno. 20E misero mano a cacciare le loro mogli e a offrire capri per la loro mancanza. 21Tra i figli di Emmìr, Ananìa, Zavdèo, Mani, Samèo, Iereìl e Azarìa. 22Tra i figli di Fesùr, Elionaìs, Massìa, Ismaìlo, Nathanaìlo, Okòdilo e Salòa. 23Tra i leviti, Iozavàdo, Semeìs, Kòio (questo è Kalitàs), Pathèo, Iuda e Ionà. 24Tra i sacri cantori, Eliàsevo, Vacchùro. 25Tra i portinai, Salùmo e Tolvàni. 26Da Israele, tra i figli di Foros, Iermà, Iezìa, Melchìa, Maìlo, Eleàzaro, Asevìa e Vananìa. 27Tra i figli di Ilà, Mattanìa, Zacharìa, Iezriìlo, Ioavdìo, Ieremòth e Aidìa. 28E tra i figli di Zamòth, Eliadà, Eliàsimo, Othonìa, Iarimòth, Sàvatho e Zeralìa. 29E tra i figli di Vivaì, Ioànnis, Ananìa, Iozàvdos e Amathìas. 30E tra i figli di Manì, Olamòs, Mamùchos, Iedèos, Iasùvos, Iasaìlos e Ieremòth. 31E tra i figli di Addì, Nàathos, Moosìas, Lakkùnos, Naìdos, Mattanìas, Sesthìl, Valnùos e Manassìas. 32E tra i figli di Anàn, Elionàs, Asaìas, Melchìas, Savvèos e Simon Chosamèos. 33E tra i figli di Osàm, Altanèos, Mattathìas, Savannèos, Elifalàt. Manassìs e Semeì. 34E tra i figli di Vaanì, Ieremìas, Momdìos, Ismaìros, Iuìl, Mavdaì, Pedìas, Anos, Ravasìon, Enàsivos, Mamnitànemos, Elìasis, Vannùs, Elialì, Someìs, Selemìas, Nathanìas. E tra i figli di Ezorà, Sesìs, Esrìl, Azaìlos, Samatòs, Zamvrì, Iòsifos. 35E tra i figli di Ethmà, Mazitìas, Zavadèas, Idaìs, Iuìl, Vanèas. 36Tutti questi s’erano uniti a donne straniere, e le mandarono via con i figli. 37I sacerdoti, i leviti e quelli d’Israele si stanziarono in Gerusalemme e nella regione alla neomenia del settimo mese, e i figli d’Israele nei loro stanziamenti. 38Tutta la moltitudine si radunò insieme nel piazzale davanti alla porta orientale del santuario, 39e disse a Esdra, sacerdote e lettore, di portare la Legge di Mosè, data dal Signore Dio d’Israele. 40E il sommo sacerdote Esdra portò la Legge a tutta la moltitudine del popolo, dall’uomo alla donna e a tutti i sacerdoti, perché l’ascoltassero, nella neomenia del settimo mese. 41Egli lesse, stando nel piazzale davanti alla porta del santuario, dal mattino fino a mezzogiorno. davanti a uomini e donne, e tutta la moltitudine pose mente alla Legge. 42Esdra, sacerdote e lettore della Legge, si pose in piedi sulla tribuna di legno che era stata allestita, 43e accanto a lui stavano Mattathìa, Sammùs, Ananìas, Azarìas, Urìas, Ezekìas, Vaàlsamos a destra, 44e a sinistra Faldèos, Misaìl, Melchìas, Lothàsuvos, Navarìas, Zacharìas. 45Esdra prese il volume davanti alla moltitudine, e si assise con gloria davanti a tutti, 46e quando srotolò la Legge tutti stettero in piedi. Ed Esdra benedisse il Signore Dio, Altissimo Dio, Savaòth, onnipotente, 47e tutta la moltitudine esclamò: Amìn! e, alzate le braccia e inginocchiatisi a terra, adorarono il Signore. 48I leviti Iisùs, Anniùth, Saravìas, Iadinòs, Iàkuvos, Savvatèos, Aftèas, Meànnas, Kalìtas, Azarìas, Iozàvdos, Ananìas e Falìas insegnavano la Legge del Signore, interpretandola mentre la leggevano alla moltitudine. 49Attarate disse a Esdra, sommo sacerdote e lettore, e ai leviti che insegnavano alla moltitudine e a tutti: 50“Questo giorno è santo per il Signore”, e tutti piangevano nell’ascoltare la Legge: 51“Andate, mangiate vivande grasse e bevete bevande dolci, e donate doni a chi non ha, 52perché questo giorno è santo per il Signore. Non siate tristi, perché il Signore vi glorificherà”. 53Anche i leviti esortavano tutta la cittadinanza, dicendo: “Questo giorno è santo: non vi rattristate”. 54Tutti allora andarono a mangiare, a bere, a far festa e a mandare doni a chi non aveva, e gioivano grandemente, 55perché avevano capito il senso delle parole che erano state loro insegnate, e si riunirono.

 


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i santi di oggi 21-05-2022

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