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IV REGNI (II dei Re)

 

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino


 
 

 

     Dopo la morte di Achaàv, Moàv si ribellò a Israele. 2Ochozìas cadde dal parapetto della sua camera superiore, in Samaria, e si ammalò, e mandò messaggeri dicendo loro: “Andate a consultate Vaàl, il dio-mosca di Accaròn, se uscirò vivo da questa malattia”. Andarono a consultarlo, 3ma l’angelo del Signore chiamò Iliù il Thesvite, dicendo: “Sorgi e va’ in fretta all’incontro dei messaggeri di Ochozìas, re di Samaria, e di’ loro: Forse non c’è Dio in Israele, ché andiate a consultare il Vaàl, il dio-mosca di Accaròn? Non è così, 4e infatti così dice il Signore: dal letto dove sei salito, non scenderai più ma nella morte morirai”. Iliù andò e riferì a quelli. 5I messaggeri si volsero indietro e tornarono da Ochozìas, che disse loro: “Perché siete tornati indietro?” 6Gli dissero: “Un uomo è salito incontro a noi e ci ha detto: Andate, tornate dal re che vi ha mandate e ditegli che così dice il Signore: Forse non c’è Dio in Israele, ché tu vada a consultare il Vaàl, il dio-mosca di Accaròn? Non è così: dal letto dove sei salito, non scenderai più ma nella morte morirai”. 7Quegli parlò loro dicendo: “Come giudicate l’uomo che vi è salito all’incontro e vi ha detto questi discorsi?” 8Gli dissero: “Un uomo peloso, con i fianchi coperti da una fascia di pelle”. Egli disse: “Costui è Iliù il Thesvite!” 9E mandò verso di lui un principe di cinquanta uomini, con i suoi cinquanta. Questi salì, ed ecco Iliù era seduto sulla cima del monte. Il principe di cinquanta gli parlò e disse: “Uomo di Dio, il re ti chiama; scendi!” 10Iliù rispose e disse al principe di cinquanta: “Se io sono un uomo di Dio, scenderà un fuoco dal cielo e divorerà te con i tuoi cinquanta”. Scese fuoco dal cielo e divorò lui e i suoi cinquanta. 11Di nuovo il re gli mandò un altro principe di cinquanta, con i suoi cinquanta. Salì Il principe di cinquanta, gli parlò e disse: “Uomo di Dio, così dice il re: Scendi subito!” 12Iliù rispose, gli parlò e disse: “Se io sono un uomo di Dio, scenderà un fuoco dal cielo e divorerà te con i tuoi cinquanta”. Scese fuoco dal cielo e divorò lui e i suoi cinquanta. 13Di nuovo il re gli mandò ancora una guida e i suoi cinquanta. Il terzo principe di cinquanta venne, si buttò in ginocchio innanzi a Iliù, e supplicandolo gli parlò e disse: “Uomo di Dio, non punire la mia anima e l’anima di questi cinquanta tuoi servi innanzi a te. 14Ecco, il fuoco è sceso dal cielo e ha divorato i due principi di cinquanta di prima, con i loro cinquanta, ma ora punire la mia anima innanzi a te”. 15E l’angelo del Signore parlò a Iliù e disse: “Scendi con lui, non aver timore delle loro facce”. Iliù si alzò e con lui scese dal re, 16parlò con lui ed Iliù disse: “Così dice il Signore: Perché hai mandato messaggeri a consultare il Vaàl, il dio-mosca di Accaron? Non è così! Il letto dove sei salito, non vi scenderai perché nella morte morirai”. 17E morì, secondo la parola del Signore detta da Iliù. 18Il resto dei discorsi di Ochozias, quello che fece, non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 18αIoràm figlio di Achaàv regnà su israele in Samaria, nell’anno diciottesimo di Iosafat re di Iudha. 18βEgli fece il male agli occhi del Signore, ma non come i suoi fratelli e non come sua madre: 18γabbatté le steli del Vaàl che aveva fatto suo padre, e le distrusse, ma aderì ai peccati della casa di Ierovoàm, che aveva fatto peccare Israele, e non se ne allontanò. 18δLa collera del Signore infuriò contro la casa di Achaab.

 

II   Quando il Signore con l’uragano sollevò Iliù in cielo, avvenne che Iliù ed Eliseè andavano a Galgàla. 2Disse Iliù a Eliseè: “Siedi qui, perché il Signore mi ha mandato a Vethìl”. Eliseè disse: “Viva il Signore e viva l’anima tua! Io non ti lascio”. E vennero a Vethìl. 3E vennero presso Eliseè i figli dei profeti di Vethìl e gli dissero: “Non sai che il Signore oggi prenderà su il tuo signore, in alto, sopra la tua testa?” Disse: “Anche io l’ho saputo; tacete”. 4Iliù disse a Eliseè: “Siedi qui, perché il Signore mi ha mandato a Ierichò”. Eliseè disse: “Viva il Signore e viva l’anima tua! Io non lascio”, E vennero a Ierichò. 5Si avvicinarono a Eliseè i figli dei profeti di Ierichò e gli dissero: “Non sai che il Signore oggi prenderà su il tuo signore, in alto, sopra la tua testa?” Disse: “Pure io lo so; tacete”. 6Iliù gli disse: “Siedi qui, perché il Signore mi ha mandato al Giordano”. Eliseè disse: “Viva il Signore e viva l’anima tua! Non ti lascio”. E andarono entrambi. 7E cinquanta uomini, figli di profeti, stavano dirimpetto a loro, da lontano, mentre i due stavano presso il Giordano. 8Iliù prese la sua melota, l’avvolse e colpì l’acqua. E l’acqua si spartì, di qua e di là, ed entrambi guadarono all’asciutto. 9Mentre guadavano, avvenne che Iliù disse a Eliseè: “Chiedi cosa farti prima che io sia assunto via da te”. Eliseè disse: “Che venga in me il doppio del tuo spirito”. 10Iliù disse: “Sei stato duro nel chiedere; ma se tu mi vedrai mentre vengo assunto via da te, avverrà così, altrimenti non avverrà”. 11Mentre andavano, avvenne che andavano e parlavano, ed ecco un carro di fuoco con cavalli di fuoco li separò uno dall’altro e Iliù ascese nell’uragano, come in cielo. 12Eliseè guardava e gridava: “Padre, padre! Carro d’Israele e suo cavaliere!” Ma non lo vide più, e raccolse le sue vesti e le divise in due parti; 13innalzò la melota di Iliù – che era caduta addosso a Eliseè – ed Eliseè si volse indietro e si fermò alla riva del Giordano. 14Prese la melota di Iliù – che gli era caduta addosso – e colpì l’acqua, ma essa non si divise. Disse: “Dov’è dunque il Dio d’Iliù?” Colpì le acque e si divisero di qua e di là, ed Eliseè guadò. 15Lo videro i figli dei profeti di Ierichò che stavano dirimpetto e dissero: “Lo spirito di Iliù si è posato su Eliseè!” Gli vennero incontro e gli si prostrarono sino a terra. 16Gli dissero: “Ecco, con i tuoi garzoni ci sono cinquanta uomini, figli della Forza; essi vadano a cercare il tuo signore, caso mai lo abbia preso lo Spirito del Signore e lo abbia buttato nel Giordano o su qualche montagne o su qualche collina”. Eliseè disse: “Non li mandate”. 17Ma essi lo tormentarono finché non cedette e disse: “Mandateli”. Mandarono cinquanta uomini, che cercarono per tre giorni ma non lo trovarono. 18Tornarono da lui, che si era fermato a Ierichò, ed Eliseè disse: “Non vi avevo detto di non andare?” 19Gli uomini della città dissero a Eliseè: “Ecco, il soggiorno in città è buono, come il signore vede, ma l’acqua è cattiva e la terra sterile”. 20Eliseè disse: “Prendetemi una brocchetta nuova e mettevi sale”. Presero e gli portarono, 21ed Eliseè andò alla sorgente delle acque, vi gettò dentro il sale e disse: “Così dice il Signore: Ho sanato le acque e non vi sarà più morte e sterilità”. 22E le acque furono sanate sino a questo giorno, secondo la parola detta da Eliseè. 23Egli da là salì a Vethìl, e mentre saliva per strada, piccoli ragazzetti uscirono dalla città e lo beffeggiavano dicendo: “Sali, calvo, sali!”. 24Egli si voltò verso di loro, li guardò e nel nome del Signore li maledisse. Ed ecco, dal bosco uscirono due orsi che sbranarono quarantadue di quei ragazzi. 25Da lì andò al monte Karmilion, e da lì tornò in Samaria.

 

III  Ioràm figlio di Achaàv regnò in Israele nel diciottesimo anno di Iosafat re di Iudha, e fu re per dodici anni. 2Egli fece il male agli occhi del Signore, ma non come suo padre e non come sua madre: rimosse le steli del Vaàl che aveva fatto suo padre. 3Tuttavia aderì al peccato di Ierovoàm figlio di Navat, che aveva fatto peccare Israele, e non vi si allontanò. 4Mosà re di Moàv era torbido. Rendeva al re d’Israele – a causa della ribellione – centomila agnelli e centomila arieti da lana. 5Dopo che morì Achaàv, avvenne che il re di Moàv si ribellò al re d’Israele, 6e in quel giorno uscì il re Ioràm da Samarìa e ispezionò Israele. 7Andò, e mandò a dire a Iosafat re di Iudha: “Il re di Moàv si è ribellato a me; verresti con me in guerra contro Moàv?” Quegli disse: “Salirò: quel che è mio, è tuo; il mio popolo è il tuo popolo; i miei cavalli sono i tuoi cavalli”. 8E disse: “Per quale via devo salire?” Disse: “Per la strada del deserto di Edhòm”. 9Il re d’Israle, il re di Iudha e il re di Edhòm andarono e girarono per la strada sette giorni. Non c’era acqua per l’accampamento e per le bestie nei loro abbeveratoi. 10Il re d’Israele disse: “Ahi! I tre re che si sono alleati, il Signore li ha rinchiusi per consegnarli alle mani di Moàv!” 11Iosafat disse: “Non c’è qui un profeta del Signore, per consultare tramite lui il Signore?” Uno dei servi del re d’Israele rispose e disse: “Qui c’è Eliseè figlio di Safat, che ha versato l’acqua sulle mani di Iliù”. 12Iosafàt disse: “In lui c’è la parola del Signore”. Il re d’Israele, il re di Iudha Iosafàt e il re di Edhòm scesero da lui. 13Eliseè disse al re d’Israele: “Che c’è tra me e te? Vai dai profeti di tuo padre e dai profeti di tua madre!” Il re d’Israele gli disse: “No, perché il Signore ha rinchiuso questo tre re per consegnarli nelle mani di Moàv”. 14Eliseè disse: “Viva il Signore degli eserciti, al cui cospetto io sto, se io non fossi stato preso dalla persona di Iosafàt re di Iudha, non ti avrei guardato né visto. 15Ora portami un suonatore”. E avvenne che mentre il suonatore suonava, avvenne che la mano del Signore fu su di lui, 16e disse: “Il Signore dice così: Fate questo torrente buche buche. 17Così dice infatti il Signore: Non vedrete vento, non vedrete pioggia, ma questo torrente si riempirà d’acqua e berrete voi, i vostri domestici e le vostre bestie. 18E agli occhi del Signore questo è poco: egli consegnerà Moàv in mano vostra 19e voi abbatterete ogni città fortificata, taglierete ogni albero buono, tapperete ogni sorgente d’acqua, e ogni buon terreno coprirete di pietre”. 20Al mattino presto, mentre si innalzavano i sacrifici, avvenne che, ecco, le acque scesero dalla via di Edhòm, e tutta la terra si riempì d’acqua. 21Tutta Moàv sentì che i tre re erano saliti in guerra contro di loro; convocarono da per tutto i portatori di cinturone[a]. Dissero: “Ahi!” e si fermarono ai confini. 22Si svegliarono al mattino presto, quando il sole saliva sull’acqua, e Moàv vide dirimpetto le acque rosse come sangue. 23Dissero: “Questo è sangue di spada: i re hanno duellato, ognuno ha colpito il suo prossimo! Adesso, Moàv, al saccheggio!” 24Entrarono nell’accampamento d’Israele, ma Israele si levò e batté Moàv, ed essi scapparono davanti a loro. (Gli Israeliti) avanzarono disperdendo e colpendo Moàv; 25distrussero le città e ognuno gettò pietre su tutti i terreni buoni, riempiendoli; tapparono tutte le sorgenti e tagliarono ogni albero buono, lasciando in piedi solo le pietre delle mura, che furono accerchiate e abbattute dai frombolieri. 26Il re di Moàv vide che la guerra era più forte di lui, e prese con sé settecento uomini, a spada sguainata, per colpire il re di Edhòm, ma non gli fu possibile. 27Allora prese il suo figlio, il primogenito, che avrebbe dovuto regnare dopo di lui, e lo immolò in olocausto sulle mura. In Israele ci fu un grande rammarico, e si ritirarono da lui, tornando alla propria terra.

 

IV  Una delle donne dei figli dei profeti gridò a Eliseè, dicendo: “Il tuo servo, il mio uomo, è morto, e tu sai che il tuo servo era timorato del Signore. Ora il creditore è venuto a prendersi come schiavi i miei due figli”. 2Eliseè disse: “Che farò per te? Spiegami, che hai in casa?” Quella disse: “La tua serva non ha niente altro in casa che olio per ungermi”. 3Le disse: “Presto, va’ e chiedi per te agli estranei vasi, a tutto il vicinato vasi nuovi, e non pochi; 4poi entra e chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli, e versa in quei vasi, e metti da parte quelli riempiti”. 5La donna si allontanò da lui, chiuse la porta dietro a sé e ai suoi figli; essi si avvicinarono a lei, e lei versò sino a che si riempirono i vasi. 6E disse: “Avvicinatemi ancora un vaso”. Le dissero: “Non c’è un altro vaso”, e l’olio si fermò. 7Lei venne a riferire all’uomo di Dio, ed Eliseè disse: “Va’ a vendere l’olio e riscatta i tuoi figli; tu e i tuoi figli vivrete dell’olio avanzato”. 8Un giorno avvenne che Eliseè passasse da Somàn, dove c’era una gran donna, che lo costrinse a mangiare pane, e avvenne che ogni volta che si trovava a passare, andava lì a mangiare. 9La donna disse a suo marito: “Ecco, vedo che l’uomo di Dio, questo santo, passa sempre da noi. 10Facciamogli al piano superiore un piccolo posto, mettiamoci un letto per lui, un tavolo, uno sgabello e una lucerna, così quando passa da noi può stendersi lì”. 11Un giorno avvenne che egli arrivò lì e si stese nella camera superore, e là dormì. 12Poi disse a Ghiezì, il suo garzone: “Chiamami questa Somanite”. La chiamò; venne innanzi a lui, 13ed egli disse (a Ghiezì): “Dille così: Tu hai messo fuori per noi tutta questa meraviglia; cosa farò per te? Hai forse qualche discorso con il re o con il principe della Forza?” Quella disse: “Io abito in mezzo al popolo”. 14(Eliseè) disse a Ghiezì: “Che farò per lei?” Ghiezì, il suo garzone, disse: “Ebbene, lei non ha figlio, e suo marito è anziano”. 15La chiamò, e lei stava presso la porta. 16Eliseè le disse: “A questo tempo e a questa ora, sarai florida[b] per concepire un figlio”. Lei disse: “No, signore, non illudere la tua serva”. 17Ma la donna concepì in grembo e partorì un figlio al tempo e all’ora, florida come le aveva detto Eliseè. 18Il banbino crebbe e un giorno avvenne che uscì verso suo padre, tra i mietitori, 19e disse a suo padre: “La mia testa! La mia testa!” (Il padre) disse a un garzone: “Portalo da sua madre”. 20Lo portò da sua madre ed egli dormì sulle sue ginocchia sino a mezzogiorno, e morì. 31(La madre) lo portò su e lo stese sul letto dell’uomo di Dio, chiuse dietro di sé e andò via; 22chiamò suo marito e disse: “Mandami con un garzone e un asino; faccio una corsa dall’uomo di Dio e torno”. 23Disse: “Perché vai da lui oggi? Non è novilunio e neppure sabato[c]?” Lei disse: “Pace!”, 24sellò l’asina e disse al suo garzone: “Va’, e non fermarmi nel cavalcare, finché non dirò d’affrettarti a entrare dall’uomo di Dio sul monte Karmilion”. 25Partì e giunse dall’uomo di Dio, sul monte. E avvenne che quando Eliseè la vide venire, disse a al suo garzone Ghiezì: “Ecco, colei è la Somanite; 26ora valle incontro e dici: C’è pace in te? C’è pace in tuo marito? C’è pace nel ragazzo?” Lei rispose: “Pace!” 27Quando giunse da Eliseè, sul monte, abbracciò i suoi piedi e Ghiezì si avvicinò per allontanarla, ma Eliseè disse: “Lasciala, perché la sua anima è martoriata da aspro dolore: il Signore l’ha nascosto a me, non me lo ha annunciato”. 28Lei disse: “L’ho chiesto io un figlio al Signore? Non avevo forse detto di non illudermi?” 29Eliseè disse a Ghiezì: “Cingiti il fianco, prendi in mano tua il mio bastone e va’. Se ti incontra un uomo, non benedirlo; se un uomo ti benedice, non rispondergli. Imponi il mio bastone sul corpo del ragazzo”. 30La madre del ragazzo disse: “Viva il Signore e viva l’anima tua, ma non ti lascerò”. Allora Eliseè si levò e le andò dietro. 31Ghiezì era andato avanti a lei: pose il bastone sul corpo del ragazzo, ma non ci fu voce né ascolto; andò incontro (a Eliseè) e gli riferì dicendo: “Il ragazzo non è risorto”. 32Eliseè entrò in casa ed ecco: il ragazzo, morto, steso sul suo letto. 33Eliseè entrò in casa, chiuse la porta dietro a loro due, e supplicò il Signore, 34poi salì e si stese sul ragazzo: pose la bocca sulla sua bocca, gli occhi sui suoi occhi, le mani sulle sue mani, su stese su lui e la carne del ragazzo si riscaldò. 35Poi si girò e camminò per la casa, di qua e di là; quindi salì e di nuovo si stese sul ragazzo, sino a sette volte. Il ragazzo aprì gli occhi 36ed Eliseè gridò a Ghiezì, dicendo: “Chiama questa Somanite”. Chiamò, ed entrò da lui. Eliseè disse: “Prendi tuo figlio”. 37La donna entrò, si gettò ai suoi piedi, si prostrò sino a terra: poi prese suo figlio e uscì. 38Eliseè tornò a Gàlgala: c’era carestia sulla terra, e i figli dei profeti si posero a sedere innanzi a lui. Eliseè disse al suo garzone: “Metti sopra la pentola grande e cuoci quel che puoi cuocere ai figli dei profeti”. 39Uscì nel campo per raccogliere ariòth; nel campo trovò una vite e ne raccolse i viticci selvatici, si riempì il mantello e li mise nella pentola della cottura, perché non sapeva. 40Scodellò agli uomini perché mangiassero, e appena essi mangiarono la cottura, gridarono e dissero: “C’è morte in pentola, uomo di Dio!” E non poterono mangiare. 41Egli disse: “Prendete farina e mettete in pentola”. Poi Eliseè disse a Ghiezì, al garzone: “Scodella al popolo e si sazino”. E non ci fu più discorso cattivo in pentola. 42Un uomo venne da Vethsarisà e portò all’uomo di Dio delle primizie, venti pani d’orzo e crostate di frutta secca, e (Eliseè) disse: “Date al popolo da mangiare” 43Quello che gli prestava servizio disse: “Come metterò questo davanti a cento uomini?” Gli disse: “Dai al popolo da mangiare, perché così dice il Signore: Mangeranno e ne avanzerà”. 44Mangiarono e ne avanzò, secondo la parola del Signore.

 

V   Neman, principe della Forza di Siria, agli occhi del suo signore era un grande uomo, di mirabile personalità, poiché tramite suo il Signore aveva dato salvezza alla Siria. Costui era di forte potenza, ma lebbroso. 2Dalla Siria erano usciti alcuni solo-cinturoni[d] e dalla terra d’Israele trassero prigioniera una piccola fanciulla, ch’era al servizio della moglie di Neman. 3Costei disse alla sua signora: “Sarebbe utile che il signore si facesse vedere dal profeta di Dio che è in Samaria: allora egli lo toglierebbe dalla lebbra”. 4Andò a riferire al suo signore, dicendo: “Così e così ha detto la fanciulla venuta dalla terra d’Israele”. 5Il re di Siria disse a Neman: “Va’ pure, io manderò un foglio al re d’Israele”. Neman partì, avendo preso con la sua mano dieci talenti d’argento, seimila (pezzi) d’oro e dieci cambi di vestito. 6Portò al re d’Israele il foglio che diceva: “Ora, quando ti giungerà questo foglio, ecco che ti ho mandato il mio servo Neman, e lo separerai dalla sua lebbra”. 7Quando il re d’Israele ricevette il foglio, si strappò le vesti e disse: “Sono forse Dio, che possa dare la morte e dare la vita, da mandarmi questo uomo affinché lo separi dalla sua lebbra? Sappiate e vedete che cerca pretesti contro di me!” 8Quando Eliseè sentì che il re d’Israele si era stracciato le vesti, avvenne che mandò a dire al re d’Israele: “Perché ti sei stracciato le vesti? Venga dunque Neman da me, e sappia che c’è un profeta in Israele”. 9Neman venne a cavallo, con il carro, e si fermò alla porta della casa d’Eliseè. 10Eliseo gli mandò un messaggero a dire: “Vai a lavarti sette volte nel Giordano, ti ritornerà la carne e tu sarai purificato”. 11Neman si irritò, e andò via dicendo: “Ecco, mi dicevo che egli sarebbe uscito, sarebbe stato in piedi e avrebbe supplicato nel nome del suo Dio, avrebbe imposto la sua mano il posto (della lebbra) e avrebbe staccato la labbra. 12L’Avanà e il Farfàr, fiumi di Damasco, non sono forse più buoni di tutte le acque d’Israele? Perché non andare a lavarmi in essi per essere purificato?” E infuriato si allontanò e andò via. 13Si accostarono i suoi servi e gli dissero: “Un gran discorso ti ha detto il profeta? Perché non fai come ti ha detto? Lavati e sarai purificato”. 14E Neman scese e fu immerso nel Giordano sette volte, secondo la parola di Eliseè, e la sua carne ritornò come la carne di un piccolo fanciullo, e fu purificato. 15Ritornò da Eliseè, lui e tutto il suo seguito; venne, gli si fermò davanti e disse: “Ecco, ora so che non in tutta la terra non c’è Dio, se non in Israele. Ora prendi la benedizione[e] dal tuo servo”. 16Eliseè disse: “Viva il Signore, innanzi al quale io sto, non la prenderà”. E benché lo sforzasse a prendere, egli si rifiutò. 17Neman disse: “Se no, sia dato (a me) tuo servo il carico d’un paio di muli[f], poiché il tuo servo non farà più olocausti o sacrifici per altre divinità, ma soltanto a Dio. 18E quando il mio signore entrerà nella dimora di Remmàn[g] per adorarvi, egli si appoggerà alla mia mano, e io sarò costretto a inchinarmi nella dimora di Remmàn, abbia allora misericordia il Signore del tuo servo, abbia misericordia il Signore del tuo servo, per questo discorso”. 19Eliseè disse a Neman: “Va’ in pace”. Egli si congedò da lui, verso dhevrathà di terra[h]. 20Ghiezì, il garzone di Eliseè, disse: “Ecco, il mio signore ha trascurato questo Neman il Siro, non prendendo dalle sue mani quel che aveva portato. Viva il Signore! Gli correrò dietro e prenderò qualcosa da lui”. 21Ghiezì inseguì Neman, e Neman vide che quello gli correva dietro; girò il carro per andargli incontro e (Ghiezì) disse: “Pace! 22Il mio signore mi manda a dire: Ecco, ora sono venuti da me due giovani dai monti di Efrem, dei figli dei profeti; da’ per loro un talento d’argento e due cambi d’abito”. 23Disse: “Prendi un doppio talento d’argento”. (Ghiezì) prese due talenti d’argento in due saccocce e due cambi d’abito e li diede a due dei servi, che se li caricarono davanti a lui. 24Arrivarono che era buio, prese dalle loro mani, mise in casa e rimandò gli uomini. 25Poi lui entrò e si presentò al suo signore, ed Eliseè gli disse: “Da dove vieni, Ghiezì?” Ghiezì rispose: “Il tuo servo è andato camminando qua e là”. 26Eliseè gli disse: “Il mio cuore non camminava con te, quando quel tale ha girato il carro per venirti incontro? E allora tu hai preso l’argento, e allora tu hai preso i vestiti, e oliveti, e vigne, e pecore, e buoi, e servi e serve, 27e anche la lebbra di Nemàn si incollerà a te e al tuo seme, in eterno!” E andò via dal suo volto lebbroso, (bianco) come la neve.

 

VI  I figli dei profeti dissero a Eliseè: “Ecco, il luogo dove noi abitiamo, dinanzi a te, è stretto per noi; 2andremo sino al Giordano, e prenderemo ciascuno una trave e ci faremo qui un posto dove abitarvi”. Egli disse: “Tornate”. 3Gli disse uno amabilmente: “Vieni con i tuoi servi”, ed egli disse: “Verrò anche io”. 4Andò con loro; giunsero al Giordano e tagliarono alberi. 5Ed ecco che a uno, abbattendo un tronco, gli cadde il ferro[i] in acqua ed esclamò: “O Signore!”, e questo di nascosto. 6Ma l’uomo di Dio gli disse: “Dov’è caduto?” Quegli gli mostrò il luogo. (Eliseè) tagliò un legno, lo gettò in quel posto e il ferro venne a galla. 7Disse: “Innalzalo a te”. Quegli stese la mano e lo prese. 8Il re di Siria era in guerra con Israele. Tenne consiglio con i suoi giovani, dicendo: “In tale posto tenderò qualche trappola”. 9Eliseè mandò a dire al re d’Israele: “Guardati dal passare per tale posto, perché lì sta nascosta la Siria. 10Il re d’Israele mandò in quel posto, e vi pose più di una o due custodie. 11Di questo discorso il re di Siria fu agitato, chiamò i suoi giovani e disse loro: “Non mi riferite chi mi ha tradito al re d’Israele?” 12Uno dei suoi giovani disse: “Nessuno, signor mio re; ma Eliseè – il profeta che è in Israele – annuncia al re d’Israele tutto quel che dici anche nella parte più segreta della tua stanza da letto!”. 13Egli disse: “Andate a vedere dove sta, perché mandi a prenderlo”. Gli fu riferito dicendo: “Ecco: a Dhothaìm”. 14Mandò là cavalli, carri e una Forza pesante: giunsero di notte e circondarono la città. 15Chi prestava servizio a Eliseè si svegliò al mattino presto, si alzò e uscì: ed ecco, la Forza circondava la città con cavalli e carri, e il garzone gli disse: “O signore!, come faremo?”. 16Eliseè disse: “Non temere: quelli che stanno con noi sono più di quelli che stanno con loro”. 17Eliseè pregò dicendo: “Signore, apri gli occhi di questo garzone perché veda”. Il Signore aprì gli occhi a quello e vide: ecco, il monte pieno di cavalli e carri di fuoco attorno a Eliseé. 18Quando (i Siri) scesero verso di lui, egli pregò il Signore e disse: “Colpisci con la cecità questa nazione!”, e furono colpiti con la cecità, secondo la parola di Eliseé. 19Eliseé disse loro: “Non è questa la città né la strada, venite dietro a me e vi porterò dall’uomo che cercate”. E li condusse verso la Samaria. 20Quando entrarono in Samaria, Eliseè disse: “Apri, Signore, i loro occhi e vedano”. Il Signore aprì i loro occhi e videro: ecco, erano nel mezzo della Samaria. 21Il re d’Israele, appena li vide, disse a Eliseè: “Li devo battere e colpire?” 22Disse: “Non colpirli, perché non li hai presi con la tua spada né centrati col tuo arco; appronta davanti a loro pane e acqua, perché mangino e bevano e tornino dal loro signore”. 23Fu approntata per loro una grande tavolata, e mangiarono e bevvero. Poi furono congedati ed essi partirono per il loro signore, e i solo-cinturoni non continuarono più a venire in terra d’Israele. 24Dopo questi fatti, Figlio-di-Adher, re di Siria, riunì tutto il suo schieramento, salì e occupò la Samaria. 25E in Samaria ci fu una grande carestia: ecco, sotto occupazione, la testa d’un asino era a cinquanta sicli d’argento e un quarto di secchio di sterco di colombi a cinque sicli d’argento. 26E mentre il re passava sulle mura, una donna gli gridò dicendo: “Salva, re signore!” 27Le disse: “Se non ti salva il Signore, come potrò salvarti io? Col prodotto dell’aia o del torchio?” 28E il re le disse: “Che hai?” La donna disse: “Questa qui mi ha detto: Dammi tuo figlio; lui lo mangeremo oggi, e domani mangeremo mio figlio. 29Abbiamo cucinato mio figlio e lo abbiamo mangiato, e il giorno dopo le ho detto: Dammi tuo figlio e lo mangeremo, però lei ha nascosto suo figlio!” 30Quando il re sentì il discorso della donna, si strappò le vesti e, mentre andava sulle mura, il popolo vide il sacco di cui era coperto, sulla sua carne. 31(Il re) disse: “Questo mi faccia il Signore e questo aggiunga, se oggi a Eliseé gli rimarrà la testa!”. 32Eliseè era seduto a casa sua, e gli anziani sedevano con lui. Prima che il messo arrivasse da lui, egli mandò un uomo innanzi a sé, ed egli disse agli anziani: “Non avete visto che il figlio dell’assassinio ha mandato a tagliarmi la testa? Guardate, e quando arriva il messo, chiudete la porta. Fermatelo alla porta: dietro a lui non s’ode il suono dei passi del suo signore?” 33Mentre ancora parlava con loro, scese a lui il messo, ed egli disse: “Ecco, questo male viene dal Signore: cosa posso aspettarmi ancora dal Signore?”

 

VII Ed Eliseo disse: “Ascolta la parola del Signore. Così dice il Signore: A quest’ora, domani, alle porte di Samaria una misura di fior di farina sarà a un siclo e una doppia misura d’orzo a un siclo”. 2Il dignitario[j] sul cui braccio il re s’appoggiava, rispose a Eliseè e disse: “Anche se il Signore aprisse le cateratte del cielo, non potrà essere questo discorso!” Eliseè disse: “Vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai”. 3Presso la porta della città c’erano quattro uomini lebbrosi, e ognuno diceva al suo vicino: “Perché stiamo qui seduti? Finché moriamo? 4Se diciamo: Entriamo in città, in città c’è la carestia e lì moriremo; se restiamo fermi qui moriremo. Ora venite, passiamo all’accampamento della Siria: se ci faranno vivere, vivremo; se ci metteranno a morte, moriremo”. 5Col buio s’alzarono per entrare nell’accampamento della Siria. Giunsero al posto dell’accampamento, ed ecco: lì non c’era alcuno. 6Infatti il Signore aveva fatto sentire nell’accampamento della Siria rumore di carri, suono di cavalli e voce d’una grande Forza, e ognuno aveva detto al suo fratello: “Ora il re d’Israele ha assoldato contro di noi i regni dei Chettei e i regni dell’Egitto, perché avanzino contro di noi” 7S’erano perciò levati e col buio erano fuggiti, abbandonando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini nell’accampamento, come era, ed erano fuggiti verso l’anima loro. 8Quei lebbrosi entrarono sin dentro l’accampamento; entrarono in una tenda, mangiarono e bevettero, da lì presero argento, oro e vestiti, e andarono via. Poi tornarono, entrarono in un’altra tenda, vi presero, e andarono a nascondere. 9E uno disse all’altro: “Non facciamo così! Questo giorno è un giorno di un buon annuncio! Se noi taceremo e resteremo sino alla luce del giorno, troveremo iniquità: orsù, andiamo a riferire alla casa del re” 10Andarono e alla porta della città gridarono e riferirono loro, dicendo: “Siamo entrati nell’accampamento della Siria, ed ecco: non c’è lì uomo o voce d’uomo, ma i cavalli legati e gli asini, e le loro tende come erano” 11Diedero voce i portinai e riferirono alla casa del re, all’interno. 12Il re si levò nella notte e disse ai suoi giovani: “Ora vi spiego cosa ci ha fatto la Siria. Hanno saputo che siamo affamati; sono usciti dall’accampamento e si sono nascosti nel campo, dicendo: Quando usciranno dalla città, li prenderemo vivi ed entreremo in città”. 13Uno dei suoi giovani rispose e disse: “Prendiamo i cinque cavalieri della riserva – quelli che erano rimasti: questo era rimasto di tutto il grosso d’Israele – e mandiamoli lì a vedere”. 14Presero allora due cavalieri; a cavallo li mandò il re d’Israele dietro al re di Siria, dicendo: “Andate a vedere”. 15Andarono dietro (ai Siri) sino al Giordano, ed ecco: tutta la strada era piena di vesti e di attrezzi che la Siria aveva buttato, essendo atterriti. Poi i messaggeri tornarono a riferire al re, 16e il popolo uscì a saccheggiare l’accampamento della Siria, e una misura di fior di farina fu a un siclo, una doppia misura d’orzo a un siclo. 17Il re pose alla porta il dignitario sul cui braccio il re s’appoggiava, ma la folla alla porta lo schiacciò ed egli morì come aveva detto l’uomo di Dio, quando il messo era sceso a parlare con lui. 18Avvenne come aveva detto Eliseè al re, dicendo: “Ci sarà una doppia misura d’orzo a un siclo e una misura di fior di farina a un siclo, domani a quest’ora alla porta di Samaria”. 19Il dignitario aveva risposto e detto: “Anche se il Signore aprisse le cateratte del cielo, non potrà essere questo discorso!” Ed Eliseè aveva detto: Tu vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai”. 20Avvenne così: il popolo alla porta lo schiacciò ed egli morì.

 

VIII       Eliseè parlò alla donna, al cui figlio aveva restituito la vita, dicendo: “Levati e va’, tu e la tua famiglia, e dimora come ospite dovunque ti ospiteranno, poiché il Signore ha chiamato la carestia sulla terra, ed essa è già giunta sulla terra, per sette anni”. 2La donna si levò e fece secondo la parola di Eliseè: lei e la sua casa emigrò nella terra degli Stranieri, per sette anni. 3Passati i sette anni, dalla terra degli Stranieri la donna fece ritorno in città, e andò a gridare al re a proposito della sua casa e a proposito dei suoi campi. 4Il re parlò a Ghiezì - il garzone di Eliseè, l’uomo di Dio – e disse: “Raccontami tutte le grandi cose fatte da Eliseè”. 5Mentre quegli raccontava del figlio risuscitato, ecco la donna - a cui Eliseè risuscitò il figlio – si mise a gridare al re a proposito della sua casa e a proposito dei suoi campi, e Ghiezì disse: “Signor re, questa è la donna e questo è il suo figlio che Eliseè ha risuscitato”. 6Il re interrogò la donna, che gli narrò. Il re allora le assegnò un eunuco[k], dicendo: “Fa’ restituire a lei tutte le sue cose e tutto il prodotto del suo campo, dal giorno in cui abbandonò la terra al presente”. 7Ed Eliseè andò a Damasco. Era malato Figlio-di-Adher, re di Siria, e gli fu riferito dicendo: “L’uomo di Dio è venuto fin qua”. 8Il re disse ad Azail: “Prendi in mano tua della manna e va’ incontro all’uomo di Dio; tramite lui, consulta il Signore dicendo: Sopravvivrò a questa mia malattia?” 9Azail andò all’incontro, e prese in mano sua della manna e ogni cosa buona di Damasco: un carico di quaranta cammelli. Arrivò, fu innanzi a lui e disse a Eliseè: “Il tuo figliolo, Figlio-di-Adher, re di Siria, mi ha mandato per consultare dicendo: Sopravvivrò a questa mia malattia?” 10Eliseé disse: “Va’ a dirgli: Vivrai nella vita, e il Signore mi ha indicato che morirai nella morte”. 11E gli si fermò davanti, restò come sconvolto, e l’uomo di Dio pianse. 12Azail chiese: “Perché il mio signore piange?” Disse: “Perché ho visto che farai brutte cose ai figli d’Israele: manderai a fuoco le loro fortezze[l], i loro eletti ucciderai di spada, sfracellerai i loro bambini e li strapperai dal ventre delle donne incinte”. 13Disse Azail: “Il tuo servo è forse un cane uccisore, sì da fare queste cose?” Eliseè disse: “Il Signore mi ha fatto vedere te regnante sulla Siria”. 14Partito Eliseè, egli andò dal suo signore che gli disse: “Che ti ha detto Eliseè?” Disse: “Mi ha detto che vivrai nella vita”, 15ma l’indomani mattina, prese un laccio, lo inzuppò d’acqua e glielo strinse attorno: morì, e al suo posto regno Azail. 16Nel quinto anno di Ioràm figlio di Achav, re d’Israele, e di Iosafat re di Iudha, fu re di Iudha Ioràm figlio di Iosafat. 17Era nato di trentadue anni quando fu re, e regnò otto anni in Gerusalemme. 18Camminò sulla strada dei re d’Israele, come aveva fatto la casa di Achaàv, perché gli era moglie la figlia di Achaàv, e fece il male innanzi al Signore. 19Il Signore però non volle distruggere Iudha, a motivo di Dhavìdh suo servo, come aveva detto: “Darò in ogni giorno una lucerna a lui e ai suoi figli”. 20Ai suoi giorni Edhòm – che era sotto la mano di Iudha – si ribellò e da se stesso elesse un re. 21E Ioràm salì in Siòr con tutti i suoi carri, ed essendosi levato batté Edhom che aveva accerchiato lui e i principi dei carri. Il popolo fuggì alle proprie tende, 22ma Edhom fu ribelle alla mano di Iudha, fino a questo giorno; allora, a quel tempo, si ribellò anche Lavenà. 23Il resto dei discorsi di Ioràm e tutto quel che fece, non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 24Ioràm si addormentò con i suoi padri e fu sepolto insieme ai suoi padri nella città di Dhavìdh suo padre. Dopo di lui regnò Ochozìas suo figlio. 25Nell’anno dodicesimo di Ioràm figlio di Achaàv re d’Israele, fu re Ochozìas figlio di Ioràm. 26Ochozìas era nato di ventidue anni quando fu re, e regnò un anno in Gerusalemme. Il nome di sua madre era Gotholìa figlia di Amvrì re d’Israele. 27Egli camminò sulla strada della casa di Achaàv e fece il male innanzi al Signore, come la casa di Achaàv. 28Insieme a Ioràm figlio di Achaàv andò in guerra contro Azail re degli Stranieri, in Remmòth Galaàdh, e i Siri colpirono Ioràm. 29Il re Ioràm tornò a Iezràel per farsi medicare le ferite con cui l’avevano colpito mentre combatteva contro Azaìl re di Siria, e Ochozìas figlio di Ioràm scese in Iezràel, a vedere Ioràm figlio di Achaàv, perché questi era malato.

 

IX  Il profeta Eliseè chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse: “Cingiti i fianchi e prendi in mano questa ampolla d’olio e va’ a Remmòth Galaàdh; 2là entrerai e là vedrai Iù, filio di Iosafat figlio di Namessì. Entra, fallo levare da mezzo i suoi fratelli e portalo nella stanza interna, in una stanza al chiuso; 3prendi l’ampolla dell’olio e versalo sul suo capo, dicendo: Così dice il Signore: Io ti ho unto re su Israele. Poi apri la porta e scappa: non fermarti”. 4Il garzone del profeta partì per Remmòth Galaàdh, 5entrò, ed ecco: i principi della Forza erano assisi, ed egli disse: “Principe, ho un discorso per te”. Iù disse: “Per chi, tra tutti noi?”, e quegli disse: “Per te, principe”. 6Si levò, entrò in casa e quegli gli versò l’olio sul capo, dicendo: “Così dice il Signore Dio d’Israele: Ti ho unto re sul popolo del Signore, su Israele; 7tu distruggerai la casa del tuo signore Achaàv, da parte mia, e farai vendetta del sangue dei profeti miei servi e del sangue di tutti i servi del Signore (versato) per mano di Iezàvel 8e per mano di tutta la casa di Achaàv; nella casa di Achaàv distruggerai chiunque urina sul muro, che dimori o sia stato abbandonato in Israele; 9e io ridurrò la casa di Achaàv come la casa di Ierovoàm figlio di Navat e come la casa di Vaasà figlio di Achià; 10e Iezàvel sarà divorata dai cani, dalle parti di Iezràel, e non vi sarà chi la seppellisca”. Aprì la porta e scappò. 11Iù uscì verso i giovani del suo signore, e loro dissero: “Pace! Perché è venuto da te quell’epilettico?” Disse loro: “Voi conoscete l’uomo e le sue chiacchiere!” 12Dissero: “Senza pregiudizio; raccontaci!”. E Iù disse loro: “Mi ha detto così e così, dicendo: Così dice il Signore; ti ho unto re su Israele”. 13All’udir ciò, si affrettarono a prendere ciascuno il proprio mantello per stenderlo sui gradini della tribuna; suonarono il corno e dissero: “Iù è re!” 14E Iù, figlio di Iosafat figlio di Namessì, si rivoltò contro Ioram. Costui, Ioràm, aveva assediato Remmòth Galaàdh, lui e tutto Israele, contro Azaìl re di Siria, 15e il re Ioràm era tornato in Iezràel per farsi medicare le ferite che gli avevano inferto i Siri mentre combatteva contro Azaìl re di Siria. E Iù disse: “Se la vostra anima è con me, non uscite dalla città, scappando per andare a riferire in Iezràel”. 16Iù andò a cavallo, e scese a Iezràel, perché Ioràm, re d’Israele, in Iezràel si stava curando dalle saette che gli avevano saettato gli Aramìn a Rammàth, nella guerra con Azaìl re di Siria: egli era potente, un uomo della Forza, e Ochozìas re di Iudha scese a vedere Ioràm. 17La sentinella salì sulla torre di Iezràel e vide il polverone che sollevava Iù avvicinandosi, e disse: “Vedo un polverone!” Ioràm disse: “Prendi un cavaliere e manda incontro a loro a dire: “In pace?”. 18Il cavaliere andò loro incontro a cavallo e disse: “Così dice il re: (Venite) in pace?” Iù disse: “Perché? Hai pace? Voltati dietro a me”. La sentinella riferì dicendo: “Il messaggero è arrivato sino a loro, ma non è tornato”. 19Mandò un secondo cavaliere a cavallo, che arrivò da lui e disse: “In pace?”, e Iù disse: “Perché? Hai pace? Voltati dietro a me”. 20La sentinella riferì dicendo: “E’ arrivato sino a loro, ma non è tornato. Dal modo di cavalcare, stimo che il condottiero sia Iù, figlio di Namessì”. 21Ioràm disse: “Aggioga!”, e aggiogarono il carro. Uscirono Ioràm, re d’Israele, e Ochozìas, re di Iudha, ognuno con il suo carro, e andarono incontro a Iù. Lo trovarono dalle parti di Navuthè lo Iezrailite, 22e avvenne che quando Ioram vide Iù disse: “Iù, in pace?” E Iù disse: “Quale pace! Ci sono ancora le prostituzioni di tua madre Iezàvel e i suoi molti veleni!” 23Allora Ioràm mise mano alla fuga, e disse a Ochozìas: “Tradimento, Ochozìas!” 24Iù mise mano all’arco e colpì Ioràm in mezzo alle scapole, il dardo gli trapassò il cuore ed egli cadde in ginocchio. 25E (Iù) disse al suo dignitario Vadekàr: “Gettalo nella parte della campagna[m] che è di Navuthè lo Iezrailite, poiché ricordo che quando io e tu eravamo su una pariglia al seguito di Achaàv suo padre, il Signore prese contro di lui questa decisione, dicendo: 26Per il sangue di Navuthè e per il sangue dei suoi figli, che ieri ho visto, - dice il Signore – ti ricambierò in questa stessa parte, dice il Signore. Ora prendilo e buttalo in quella parte, secondo la parola del Signore”. 27Ochozìas re Iudha vide e fuggì per la strada di Vethangàn. Iù lo inseguì dicendo: “Anche costui!”, e lo colpì vicino al carro, mentre saliva a Gaì, cioè a Ievlaàm. Riuscì tuttavia a fuggire sino a Magheddhò, dove morì. 28I suoi giovani lo posero sul carro, lo portarono a Gerusalemme e lo seppellirono nel suo sepolcro, nella città di Dhavidh. 29Nell’undicesimo anno di Ioràm re d’Israele, su Iudha regnò Ochozìas. 30E Iù giunse in Iezraèl: lo sentì Iezàvel, che si imbellettò gli occhi, si adornò la testa e si mise a scrutare dalla finestra. 31Mentre Iù passava per la città, disse: “E’ in pace Zamvrì[n], l’assassino del suo signore?” 32Iù alzò la faccia verso la finestra, la vide e disse: “Chi sei tu? Vieni giù da me”. Si inchinarono a lui due eunuchi, ed egli disse: “Buttatela!” Esso la buttarono, e il suo sangue si sparse sul muro e sui cavalli, che la schiacciarono. 34(Iù) entrò a mangiare e a bere, e disse: “Controllate quella maledetta e seppellitela, poiché è figlia di re”. 35Andarono a seppellirla, ma di lei non trovarono altro che il cranio, i piedi e le estremità delle mani. 36Tornarono a riferirgli, ed egli disse: “E’ la parola del Signore, detta tramite Iliù il Thesvìthe, che dice: Dalle parti di Iezràel i cani divoreranno le carni di Iezàvel, 37e la carogna di Iezàvel sarà come letame sulla campagna, dalle parti di Iezràel, sì che non si dica più: Iezàvel!”

 

X   Ad Achaàv erano settanta figli in Samaria. Iù scrisse un foglio e lo mandò in Samaria, ai principi di Samaria, agli anziani e ai precettori di Achaàv, dicendo: 2“Ora, quando questo foglio arriverà a voi che avete con voi i figli del vostro signore, i carri, i cavalli, le fortezze e le armi, 3guardate al più buono e retto tra i figli del vostro signore, stabilitelo sul trono del padre suo e combattete per la casa del vostro signore”. 4Ebbero assai timore e dissero: “Ecco, i due re non gli hanno resistito, come potremo resistergli noi?” 5Perciò i preposti alla casa, i preposti alla città, gli anziani e i precettori mandarono a dire a Iù: “Anche noi siamo tuoi servi e faremo tutto quel che ci dici, ma non faremo alcun uomo re; faremo quel è buono agli occhi tuoi”. 6Iù scrisse loro un secondo foglio, dicendo: “Se siete con me e se voi ascoltate la mia voce, prendete le teste degli uomini, dei figli del vostro signori, e portatele domani a questa ora in Iezràel”. I figli del re erano settanta uomini, ed erano mantenuti dai nobili della città. 7Essi, quando a loro giunse il foglio, presero i figli del re, li scannarono – settanta uomini! – e misero le loro teste dentro canestri, e le mandarono a Iù in Iezràel. 8E venne un messo e riferì dicendo: “Fatene due monticcioli presso l’ingresso della porta, sino al mattino”. 9Quando fu giorno Iù uscì e si fermò presso il portono della città e disse a tutto il popolo: “Giudicate voi: ecco, mi sono rivoltato contro il mio signore e lo ho ucciso, ma questi chi li ha uccisi? 10Vedete dunque come non cade a terra alcunché della parola del Signore, che il Signore ha pronunciato contro la casa di Achaàv. Il Signore ha fatto quel che aveva detto tramite il suo servo Iliù!” 11E Iù colpì tutti quelli della casa di Achaàv che erano rimasti in Iezràel, tutti i suoi nobili, i suoi conoscenti e i suoi sacerdoti, senza farne restare qualche resto. 12Poi si levò e andò in Samaria. In Vethakàdh, sulla strada dei pastori, 13Iù trovò i fratelli di Ochozìas re di Iudha e disse: “Chi siete?” Dissero: “Noi siamo fratelli di Ochozìas e siamo scesi in pace con i figli del re e con i figli della reggente”. 14Iù disse: “Prendeteli vivi!”, e li sgozzarono in Vethakàdh: quarantadue uomini, e non rimase alcuno di loro. 15Partì da là e trovò Ionadhàv figlio di Richàv che gli veniva incontro e lo benediceva. Iù gli disse: “Il tuo cuore è retto con il mio cuore come il mio cuore con il tuo cuore?” Ionadhàv disse: “Lo è”. Iù disse: “Se lo è, dammi la tua mano”. Gli diede la mano, e Iù lo fece salire insieme a lui sul carro. 16Gli disse: “Vieni con me e vedrai il mio zelo per il Signore Savaòth”. Lo fece sedere sul suo carro, 17entrò in Samarìa e abbattè tutti quelli che rimanevano di Achaàv in Samaria, sino a sterminarli secondo la parola del Signore detta tramite Iliù. 18E Iù radunò tutto il popolo e disse loro: “Achaàv ha prestato ben poco servizio al Vaàl, ma Iù gli farà un servizio più grande: 19orsù, chiamate a me tutti i profeti del Vaàl, tutti i suoi ministri e i suoi sacerdoti: nessuno si astenga, perché devo fare un gran sacrificio al Vaàl. Chiunque si asterrà, non resterà vivo”. Iù usò questa astuzia, per disperdere i ministri del Vaàl. 20Iù disse: “Proclamate una santa celebrazione al Vaàl”. La annunciarono, 21e Iù mandò a dire in tutto Israele: “Orsù, tutti i ministri (del Vaàl), tutti i suoi sacerdoti e tutti i suoi profeti! Nessuno manchi, perché farò un gran sacrificio: chi mancherà, non resterà in vita”. Vennero tutti i ministri del Vaàl, tutti i suoi sacerdoti e tutti i suoi profeti: non ci fu neppure uno che non si presentasse. Entrarono nel tempio del Vaàl e si riempì il tempio del Vaàl, sino a straboccare dall’apertura. 22Iù disse al mesthàal[o] del tempio: “Porta le vesti a tutti i ministri del Vaàl”, e il guardarobiere le portò. 23E Iù entrò con Ionadhàv figlio di Richàv nel tempio del Vaàl e disse ai ministri del Vaàl: “Cercate e vedete se tra voi c’è qualcuno dei servi del Signore, perché ci siano solo i ministri del Vaàl”. 24Ed entrò per compiere i sacrifici e gli olocausti; Iù però si era preparato fuori ottanta uomini, dicendo: “Chi lascerà salvo qualcuno degli uomini che consegnerò in mano sua, (risponderà) la sua anima dell’anima di quell’altro”. 25Quando furono compiuti gli olocausti, Iù disse ai suoi cursori e ai dignitari: “Entrate e colpiteli: nessuno di loro possa uscire”. Li colpirono in punta di spada; i cursori e i dignitari li buttarono a terra e poi andarono sino alla città del tempio[p] del Vaàl, 26trassero fuori la stele del Vaàl e le diedero fuoco. 27Ruppero le steli del Vaàl e (il tempio) lo fecero una latrina, sino a questo giorno. 28Iù fece sparire il Vaàl da Israele, 29ma Iù non si astenne dall’andare dietro ai peccati di Ierovoàm figlio di Navàt, con cui aveva fatto peccare Israele, cioè le vacche d’oro di Vethìl e di Dhan. 30E il Signore disse a Iù: “Hai fatto bene tutto ciò che è retto ai miei occhi; hai fatto alla casa di Achàv tutto quel che era nel mio cuore; in contraccambio i tuoi figli staranno sul trono d’Israele sino alla quarta generazione”. 31Ma Iù non si curò di camminare nella legge del Signore con tutto il suo cuore, non si ritrasse dai peccati di Ierovoàm, che aveva fatto peccare Israele. 32In quei giorni Il Signore cominciò a percuotere Israele, e Azaìl batté Israele in tutti i suoi confini: 33dal Giordano, a oriente del sole, tutta la terra di Galaàdh di Gaddhì, di Ruvìn e di Manassì, da Araìr – che è alle bocche del torrente Arnòn, e Galaàdh e Vasàn. 34Il resto dei discorsi di Iù e tutto quel che fece, tutta la sua discendenza e tutte le congiunzioni[q] con cui si congiunse, non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 35E Iù si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono in Samarìa. Dopo di lui regnò suo figlio Ioàchaz. 36I giorni in cui Iù regnò su Israele, in Samarìa: ventotto anni.

 

XII Quando Gotholìa, madre di Ochozìas, vide che suo figlio era morto, disperse tutta la discendenza del re, 2ma Iosaveè – figlia del re Ioràm, sorella di Ochozìas – prese Ioàs, figlio di suo fratello: da mezzo i figli del re da mettere a morte sottrasse lui e la sua balia nella camera dei letti; lo nascose alla vista di Gotholìa e non fu messo a morte. 3Egli restò nascosto con lei nella dimora del Signore per sei anni, e sulla terra regnava Gotholìa. 4Nell’anno settimo, il sacerdote Iodhaè mandò a prendere i centurioni dei Chorrì e dei Rasìm, e li portò da lui, nella dimora del Signore. Con loro pattuì un patto nel Signore, li fece giurare innanzi al Signore, e Iodhaè mostrò loro il figlio del re. 5Comandò loro dicendo: “Questo è il discorso che farete. 6Un terzo di voi entri di sabato a montare di guardia al portone della casa del re; un terzo alla porta delle vie; un terzo alla porta dietro ai cursori, e starete di guardia alla casa. 7Due parti di quelli di voi che smontano al sabato, monteranno di guardia nella dimora del Signore, attorno al re: 8circonderete tutt’intorno il re, ognuno col suo armamento in mano. Chiunque passerà per le sadhiròth[r] sarà messo a morte, e starete insieme al re sia che entri sia che esca”. 9I centurioni fecero tutto come aveva ordinato il prudente Iodhaè. Ognuno prese i suoi uomini e quelli che smontavano al sabato insieme a quelli che montavano di sabato, e andarono dal sacerdote Iodhaè. 10Il sacerdote diede i forconi e i tridenti del re Dhavìdh, ch’erano nella dimora del Signore. 11I cursori si posero, ognuno con in mano il suo armamento, dalla parte destra della dimora sino alla sinistra dell’altare della dimora, e intorno al re. 12(Il sacerdote) fece uscire il figlio del re il nezer[s] e il sigillo, lo proclamò re e lo unse. Battendo le mani dissero: “Viva il re!” 13Godholìa udì la voce dei cursori del popolo e venne verso il popolo nella dimora del Signore. 14Vide: ecco, il re stava sulla predella, secondo l’uso, e presso il re cantori e trombettieri, e tutto il popolo della terra gioia e suonavano le trombe. Gotholìa si strappò le vesti e gridò: “Congiura! Congiura!” 15Iodhaè diede ordini ai centurioni sorveglianti della Forza, e disse loro: “Portatela fuori dalle sadhiròth; chi la segue, sia messo a morte con la spada”, perciò il sacerdote disse: “Non si dia morte nella dimora del Signore”. 16Le misero le mani addosso, e uscì per la via dell’ingresso dei cavalli della casa del re, e là mortì. 17Iodhaè pattuì un patto tra il Signore e il popolo - perché esso fosse popolo del Signore – e tra il re e il popolo. 18E tutto il popolo della terra entrò nel tempio del Vaàl e lo distrussero; fecero ben bene a pezzi i suoi altari e i suoi idoli; davanti agli altari sgozzarono Mathàn, sacerdote del Vaàl. Il sacerdote pose dei sorveglianti sulla dimora del Signore; 19poi prese i centurioni, i Chorrì, i Rasìm e tutto il popolo della terra, e fece scendere il re dalla dimora del Signore. Entrarono per la via della porta dei cursori della dimora del re, e lo fecero sedere sul trono dei re. 20Tutto il popolo della terra gioì, e la città fu tranquilla. Gotholia fu messa a morte di spada nella casa del re.

 

XII Era nato di sette anni Ioàs, quando diventò re. 2Ioàs fu re nel settimo di Iù, e regnò quaranta anni in Gerusalemme; sua madre aveva nome Avià, di Virsaveè. 3Ioàs fece ciò che è retto agli occhi del Signore in tutti i giorni lo illuminò il sacerdote Iodhaè, 4ma non tolse le alture, e ancora il popolo offriva sacrifici e bruciava incensi là sulle alture. 5Ioàs disse ai sacerdoti: “Tutto l’argento del Santo dei santi, introdotto nella dimora del Signore, l’argento della stima - quando ognuno porta l’argento da stimare – e tutto l’argento che nel cuore d’un uomo va d’offrire nella dimora del Signore, 6sia preso dai sacerdoti, ognuno secondo il proprio turno, ed essi lo trattengano nel vedhèk[t] della dimora, finché si troverà là il vedhèk”. 7Nel ventesimo terzo anno del re Ioàs, avvenne che i sacerdoti non avevano ancora fatto il vedhèk della dimora, 8e il re Ioàs chiamò i sacerdoti della dimora e disse loro: “Perché non avete tenuto il vedhèk della dimora? Ora non prenderete più argento per le vostre funzioni, ma lo darete al vedhèk della dimora”. 9I sacerdoti furono d’accordo di non prendere argento dal popolo, per rinforzare il vedhèk della dimora. 10Iodhaè prese una cassa, vi aprì una fessura nel coperchio e lo pose accanto all’ammazivì[u], nella dimora dell’uomo[v], nella dimora del Signore, e i sacerdoti che custodivano il peso vi misero tutto l’argento che si trovava nella dimora del Signore. 11E quando vedevano che l’argento nella cassa era molto, salivano lo scriba del re e il gran sacerdote, svuotavano e contavano tutto l’argento che si trovava nella dimora del Signore. 12L’argento lo davano pronto in mano ai sorveglianti di quanti compivano le opere nella dimora del Signore, per pagare gli artigiani del legno e i costruttori che lavoravano nella dimora del Signore, 13i muratori e i tagliatori di pietra, e per comprare legname e pietre scalpellate, e per mantenere nel vedhèk della dimora quanto potesse servire a tutte le spese per la manutenzione della dimora. 14Ma con l’argento portato nella dimora non furono fatte nella dimora del Signore le porte d’argento, i chiodi, le fiale, le trombe, i vasi d’oro, i vasi d’argento, 15ma esso veniva dato ai prestatori d’opera, per rinforzare con esso la dimora del Signore, 16né si chiedeva conto agli uomini dell’argento che veniva loro dato perché lo consegnassero ai prestatori d’opera, perché lo facevano sulla loro fede. 17L’argento per il peccato e l’argento per il delitto che veniva portato nel tempio, veniva dato ai sacerdoti. 18In quel tempo Azaìl re di Siria salì in guerra contro Gheth e se ne impossessò, poi Azaìl si fissò di salire a Gerusalemme. 19E Ioàs, re di Iudha, prese tutte i santi (doni) che avevano consacrato Iosafat, Ioràm e Ochozìas, suoi padri e re di Iudha, tutti i propri santi (doni) e tutto l’oro trovato nel tesoro della dimora del Signore e della casa reale, e li mandò ad Azaìl re di Siria, che andò via da Gerusalemme. 20Il resto dei discorsi di Ioàs e tutto quel che fece, non è tutto scritto nel Libro del discorsi dei giorni dei re di Iudha? 21I suoi servi insorsero, si legarono in congiura e colpirono Ioàs nella casa di Mallò, che è in Gaalà. 22Lo colpirono i suoi servi Iezichàr figlio di Iemuàth e Iesevùth, figlio di Somìr, ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri nella città di Dhavìdh, e dopo di lui regnò suo figlio Amessìas.

 

XIII       Nell’anno del ventesimo terzo anno di Ioàs figlio di Ochozìas re di Iudha, in Samaria regnò Ioàchaz figlio di Iù, per diciassette anni. 2Egli fece il male agli occhi del Signore, e camminò dietro ai peccati di Ierovoàm figlio di Navat, che fece peccare Israele, e non se ne allontanò. 3Il Signore Dio si incollerì con ira contro Israele, e li consegnò nelle mani di Azaìl re di Diria e nelle mani di Figlio-di-Adher, figlio di Azaìl, per tutti i giorni, 4E IoAchaz implorò innanzi al Signore, e il Signore lo esaudì, perché vide l’afflizione d’Israele, con cui il re di Siria li affliggeva. 5E il Signore diede salvezza a Israele, che si sottrasse alle mani del re di Siria: i figli d’Israele dimorarono nelle loro tende, come ieri e l’altro ieri[w]. 6Non si allontanarono però dai peccati della casa di Ierovoà, che aveva fatto peccare Israele, e in essi continuarono, sì che in Samaria restò il bosco (sacro). 7Per questo motivo non rimase gente a Ioàchaz, se non cinquanta cavalieri, dieci carri e diecimila fanti: il re di Siria li aveva infatti dispersi e ridotti come polvere da calpestare. 8Il resto dei discorsi di Ioàchaz e tutto quel che fece, e le sue imprese, non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 9Ioàchaz si addormentò con i suoi padri, e lo seppellirono in Samaria. Dopo di lui regnò suo figlio Ioàs. 10Nel trentasettesimo anno di Ioàs re di Iudha, Ioàs figlio di Ioàchaz regnò su Israele in Israele per sedici anni. 11Egli fece il male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccato di Ierovoàm figlio di Navat, che fece peccare Israele, e in essi camminò. 12Il resto dei discorsi di Ioàs e tutto quel che fece, le imprese che egli fece contro Amessìas re di Iudha, non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni del re d’Israele? 13Ioàs si addormentò con i suoi padri, Ierovoàm sedette sul suo trono, ed egli fu sepolto in Samaria con i re d’Israele. 14Ed Eliseè si ammalò d’una sua malattia, di cui morì. Scese da lui Ioàs re d’Israele e, piangendo innanzi a lui, disse: “Padre, padre! Carro d’Israele e suo cavaliere!” 15Eliseè gli disse: “Prendi arco e frecce”. Quegli si prese arco e frecce. 16(Eliseè) disse al re: “Metti la tua mano sull’arco”. Ioàs vi pose la mano; Eliseè pose le sue mani sulle mani del re, 17e disse: “Apri la finestra a oriente”. Quegli aprì, ed Eliseè disse: “Scaglia”. Quegli scagliò, e (Eliseè) disse: “Freccia di salvezza dal Signore! Batterai definitivamente la Siria in Afek”. 18Eliseè gli disse: “Prendi frecce”. Le prese e (Eliseè) disse al re d’Israele: “Calpesta per terra”. Il re calpestò tre volte e si fermò. 19L’uomo di Dio se ne rattristò e disse: “Se tu avessi calpestato cinque o sei volte, tu avresti calpestato definitivamente la Siria; ora calpesterai la Siria solo tre volte”. 20Ed Eliseè morì e lo seppellirono. Quando venne l’anno, giunsero sulla terra i Solo-cinturoni di Moàv, 21e avvenne che dovendo alcuni seppellire un uomo, videro i Solo-cinturoni, e[x] buttarono quell’uomo nella tomba di Eliseè. Quello andò a toccare le ossa di Eliseè ed ebbe vita, sorgendo sui propri piedi. 22Azaìil afflisse Israele in tutti i giorni di Ioàchaz, 23ma il Signore ebbe misericordia di loro, ebbe compassione di loro, rivolse il suo sguardo su di loro, a motivo della sua alleanza con Avraàm, Isaàk e Iakòv; il Signore non volle che finissero nella corruzione e non li rigettò dal suo volto. 24Morì Azaìl re di Siria, e regnò Ioàs figlio di Ioàchaz; questi riprese le città in mano di Figlio-di-Adher, figlio di Azaìl, e che in guerra erano state prese dalle mani di suo padre Ioàchaz. Ioàs batté tre volte (Figlio-di-Adher) e restituì le città a Israele.

 

XIV       Nel secondo anno di Ioàs, figlio di Ioàchaz, re d’Israele, fu re Amessìas figlio di Ioàs re di Iudha. 2Era nato di venticinque anni quando fu re, e regnò in Gerusalemme ventinove anni. Sua madre aveva nome Ioadhìm, di Gerusalemme. 3Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non come Dhavìdh suo padre; fece come aveva fatto in tutto suo padre Ioàs, 4e non soppresse le alture, sicché il popolo ancora offriva vittime e bruciava incensi sulle alture. 5Quando consolidò il regno nelle proprie mani, uccise i suoi servi che avevano ucciso suo padre, 6ma non mise a morte i figli degli uccisori, come sta scritto nel Libro delle Leggi di Moisìs[y], ordinate dal Signore che ha detto: Non dovranno morire i padri per i figli; non dovranno morire i figli per i padri; ma ognuno muoia per i propri peccati. 7Egli a Ghemelè batté Edhòm, diecimila, e in guerra prese Petra, e la chiamò col nome di Kathoìl, sino a questo giorno. 8Allora Amessìas mandò messaggeri a Ioàs, figlio di Ioàchaz figli di Iù re d’Israele, dicendo: “Vieni, affrontiamoci”. 9Ma Ioàs re d’Israele mandò a dire ad Amessìas re di Iudha: “Il cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: Da’ tua figlia in moglie a mio figlio, ma passarono le bestie della campagna, che stanno in Libano, e calpestarono il cardo. 10Tu hai colpito e calpestato l’Idhumea, e si è esaltato il tuo cuore! Fatti gloria seduto in casa tua; perché ti ecciti nella tua cattiveria? Cadrai tu, insieme a Iudha!” 11Amessìas non ascoltò, così Ioàs, re d’Israele, salì e si affrontò con Amessìas, re di Iudha, in Vethsamìs, che è in Iudha. 12Iudha cadde di fronte a Israele, e ognuno fuggì alla sua tenda; 13Ioàs re d’Israele prese in Vethsamìs Amessìas figlio di Ioàs figlio di Ochozìas, poi andò a Gerusalemme e abbatté la muraglia di Gerusalemme dalla porta di Efrèm sino alla porta dell’angolo, per quattrocento cubiti. 14Prese l’oro e l’argento e tutti i vasi che si trovavano nella dimora del Signore e nel tesoro della casa del re; prese pure i figli dei (matrimoni) misti e poi tornò in Samaria. 15Il resto dei discorsi di Ioàs, quel che fece con il suo valore nel combattere contro Amessìas, re di Iudha, non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 16Ioàs si addormentò con i suoi padri e fu sepolto in Samaria, insieme ai re d’Israele, e dopo di lui regnò suo figlio Ierovoàm. 17Amessìas figlio di Ioàs, re di Iudha, dopo la morte di Ioàs figlio di Ioàchaz, re d’Israele, visse quindici anni. 18Il resto dei discorsi di Amessìas e tutto quel che fece, non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 19Contro di lui in Gerusalemme si raggruppò un gruppo, ed egli fuggì a Lachìs; mandarono dietro a lui alcuni a Lachìs e là lo misero a morte, 20lo trasportarono con i cavalli e lo seppellirono insieme ai suoi padri a Gerusalemme, nella città di Dhavìdh. 21Tutto il popolo di Iudha prese Azarìas – egli era il figlio, di sedici anni – e lo costituì re in vece di suo padre Amessìas. 22Egli costruì Elòth e la rese a Iudha, dopo che il re si fu addormentato con i suoi padri. 23Nel quindicesimo anno di Amessìas figlio di Ioàs, re di iudha, su Israele regnò Ierovoàm figlio di Ioàs, in Samaria, per quarantuno anni. 24Egli fece il male agli occhi del Signore; non si allontanò da tutti i peccati di Ierovoàm figlio di Navàt, con cui fece peccare Israele. 25Egli ristabilì il confine d’Israele, dall’entrata di Emàth sino al mare dell’Arabia, secondo la parola del Signore, detta tramite il suo servo Ionà figlio d’Amathì, il profeta di Ghethchofèr. 26Infatti il Signore vide l’umiliazione d’Israele, assai amara, come fossero pochissimi, derelitti, oppressi e abbandonati, e come non ci fosse aiuto per Israele: 27il Signore non aveva detto che avrebbe distrutto il seme d’Israele sotto il cielo, e li salvò per mano di Ierovoàm figlio di Ioàs. 28Il resto dei discorsi di Ierovoàm e tutto quel che fece, le sue imprese che combatté e come restituì a Israele Damasco ed Emàth di Iudha, non è tutto scritto nel Libro dei giorni dei re d’Israele? 29Ierovoàm si addormentò con i suoi padre, con i re di Israele, e dopo di lui regnò Zacharìas suo figlio.

 

XV L’anno ventisettesimo di Ierovàm re d’Israele, regnò Azarìas figlio di Amessìas re di Iudha. 2Era nato di sedici anni quando cominciò a regnare e regnò in Gerusalemme in Gerusalemme; il nome di sua madre era Iechelìa, da Gerusalemme. 3Egli fece ciò che è retto innanzi al Signore, conforme a tutto quel che aveva fatto Amessìas suo padre, 4ma non soppresse le alture e il popolo ancora immolava vittime e bruciava incensi sulle alture. 5E il Signore toccò il re, che fu lebbroso sino al giorno della sua morte e regnò da una casa affusòth[z], mentre Ioàtham – figlio del re - presiedeva alla casa (reale), giudicando il popolo della terra. 6Il resto dei discorsi di Azarìas e tutto quel che fece, non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 7Azarìas si addormentò con i suoi padri e fu sepolto con i suoi padri nella città di Dhavìdh. Dopo di lui regnò suo figlio Ioàtham. 8Nel trentottesimo anno di Azarìas re di Iudha, su Israele regnò in Samaria Zacharìas figlio di Ierovoàm, per sei mesi. 9Egli fece il male agli occhi del Signore, come avevano fatto i suoi padri; non si allontanò da tutti i peccati di Ierovoàm figlio di Navat, con cui fece peccare Israele. 10Contro di lui si volse Sellùm figlio di Iavìs e Kevlaàm, lo batterono e lo misero a morte, e Sellùm regnò al suo posto. 11Il resto dei discorsi di Zacharìas, ecco: è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei regnanti d’Israele. 12La parola del Signore era stata rivolta a Iù, dicendo: “I tuoi figli siederanno sul trono d’Israele fino alla quarta generazione”, e fu così. 13Sellùm figlio di Iavìs fu re; nel trentanovesimo anno di Azarìas re di Iudha, Sellùm fu re in Samaria per i giorni d’un mese, 14perché Manaìm, figlio di Gaddhì da Tarsilà, salì e venne in Samarìa, batté Sellùm figlio di Iavìs, in Samarìa, e lo mise a morte. 15Il resto dei discorsi di Sellùm e la rivolta con cui si rivoltò, ecco: è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele. 16A quel tempo Manaìm percosse Thersà, tutto quel che vi si trovava e tutto i suoi territori a partire da Thersà, perché non gli avevano aperto (le porte): la colpì e squartò le donne incinte. 17Nel trentanovesimo anno di Azarìas re di Iudha, su Israele fu re Manaìm figlio di Gaddhì, in Samaria. 18Egli fece il male agli occhi del Signore, e non si allontanò da tutti i peccati di Iorovoàm figlio di Navòt, con cui fece peccare Israele. 19Ai suoi giorni salì contro la terra Ful re degli Assiri, e Manaìm diede al Ful mille talenti d’argento, perché la sua mano fosse (benevola) con lui. 20Questo argento da dare al re degli Assiri, Manaìm lo trasse da Israele, da chiunque ne avesse la possibilità, in misura di cinquanta sicli ciascuno. Il re degli Assiri tornò indietro e non venne più lì, nella terra. 21Il resto dei discorsi di Manaìm e tutto quel che fece, non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 22Manaìm si addormentò con i suoi padri e dopo di lui regnò suo figlio Fakesìas. 23Nell’anno cinquantesimo di Azarìas re di Iudha, su Israele fu re Fakesìas figlio di Manaìm, in Samaria, per due anni. 24Egli fece il male agli occhi del Signore e non si allontanò dai peccati di Ierovoàm figlio di Navat, con cui fece peccare Israele. 25A lui si rivoltò Fakeè figlio di Romelia, suo dignitario, che lo colpì in Samaria, davanti alla casa del re, con Argàv e con Arìa, e insieme a lui colpì cinquanta uomini dei quattrocento; lo mise a morte e regnò al suo posto. 26Il resto dei discorsi di Fakesìas e tutto quel che fece, ecco: è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele. 27Nell’anno cinquantaduesimo di Azarìas re di Iudha, su Israele regnò Fakeè figlio di Romelìa, in Samaria, per venti anni. 28Egli fece il male agli occhi del Signore, e non si allontanò da tutti i peccati di Ierovoàm figlio di Navàt, con cui fece peccare Israele. 29Ai giorni di Fakeè re d’Israele, venne Thaglathfellasàr, re degli Assiri, il quale prese En, Avelvethamaachà, Aniòch, Kenèz, Asòr, Galaàdh, la Galilea e tutta la terra di Nefthalìm e li deportò tra gli Assiri. 30E Osiè figlio di Ilà congiurò una congiura contro Fakeè figlio di Romelìa, lo battè e lo mise a morte, e regnò al suo posto nell’anno ventesimo di Ioàtham figlio di Azarìas. 31Il resto dei discorsi di Fakeè e tutto quel che fece, ecco: è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele. 32Nell’anno secondo di Fakeè re d’Israele, fu re  Ioàtham figlio di Azarìas re di Iudha. 33Era nato di venticinque anni quando cominciò a regnare e regnò sedici anni in Gerusalemme; sua madre aveva nome Ierusà, figlia di Sadhòk. 34Egli fece quel che è retto agli occhi del Signore, secondo tutto quel che aveva fatto suo padre Azarìas, 35ma non abolì le alture e il popolo ancora offriva vittime e bruciava incensi sulle alture. Egli costruì la porta superiore della dimora del Signore. 36Il resto dei discorsi di Ioàtham e tutto quel che fece, non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 37A quei giorni il Signore cominciò a mandare contro Iudha il re della Siria, Raassòn, e Fakeè figlio di Romelìa. 38Ioàtham si addormentò con i suoi padri e fu sepolto insieme ai suoi padri nella città di Dhavìdh suo padre. Dopo di lui regnò suo figlio Achaz.

 

XVI       Nell’anno diciassettesimo di Fakeè figlio di Romelìa, fu re Achaz figlio di Ioàtham re di Iudha. 2Achaz era nato di venti anni quando iniziò a regnare, e regnò sedici anni in Gerusalemme. Egli non fece ciò che è retto agli occhi del Signore Dio a lui fedele, come suo padre Dhavìdh, 3ma camminò sulla strada dei re d’Israele: fece persino passare suo figlio attraverso il fuoco[aa], secondo gli obbrobri delle nazioni che il Signore aveva tolto davanti ai figli d’Israele; immolò vittime 4e bruciò incensi sulle alture, sulle colline e sotto gli alberi dei recinti (sacri). 5Allora Raassòn re di Siria e Fakeè figlio di Romelia re d’Israele salirono contro Gerusalemme, assediarono Achaz ma non poterono battersi con lui. 6A quel tempo Raassòn re di Siria riportò Elàth alla Siria e scacciò i Giudei da Elàth: gli Idhumei vennero in Elàth e vi si stabilirono, sino a questo giorno. 7E Achaz mandò messaggeri a Thaglathfellasàr, re degli Assiri, per dire: “Io sono servo tuo e figlio tuo: sali a salvarmi dalle mani del re di Siria e dalle mani del re d’Israele che sono insorti contro di me”. 8Achaz prese l’argento e l’oro che si trovavano nei tesori della dimora del Signore e della casa del re, e mandò doni al re. 9Lo esaudì il re degli Assiri, e il re degli Assiri salì a Damasco, la prese, la devastò e mise a morte il re Raassòn. 10Il re Achaz andò a Damasco per incontrare a Damasco Thaglathfellasàr re degli Assiri. Quando vide l’altare di Damasco, il re Achaz mandò al sacerdote Urìas il modello dell’altare, le sue misure e tutta la sua struttura; 11il sacerdote Urìas fabbricò l’altare secondo tutto quel che aveva mandato il re Achaz da Damasco. 12Il re vide l’altare, vi salì 13e immolò il suo olocausto, il suo sacrificio e la sua libagione, e sparse il sangue delle sue vittime pacifiche sull’altare 14di rame che stava davanti al Signore. Egli lo tolse dal davanti della dimora del Signore, al centro della dimora del Signore, e lo pose alle spalle del (suo nuovo) altare, verso settentrione. 15Il re Achaz ordinò al sacerdote Urìas, dicendo: “Sul grande altare offrirai l’olocausto mattinale e il sacrificio vespertino, l’olocausto del re e il suo sacrificio, l’olocausto di tutto il popolo, i loro sacrifici e le loro libagioni; su di esso verserai tutto il sangue dell’olocausto e tutto il sangue del sacrificio; l’altare di rame sarà per me, al mattino”. 16Il sacerdote Urìas fece in tutto quel che che aveva ordinato il re Achaz. 17Il re Achaz spezzò le connessioni delle mechonòth[bb] e ne tolse la vasca; mise giù il Mare dai buoi di rame che vi erano sotto, e lo pose sopra una base di pietra. 18Nella dimora del Signore fabbricò il basamento della cattedra, e l’uscita esterna del re dalla dimora del Signore ribaltò verso il re degli Assiri. 19Il resto dei discorsi che fece Achaz non sono scritti nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 20Achaz si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Dhavìdh. Dopo di lui regnò suo figlio Ezekìas.

 

XVII      Nel dodicesimo anno di Achaz re di Iudha, in Samaria su Israele fu re Osiè figlio di Ilà, per novi anni, 2e fece il male agli occhi del Signore, ma non come i re d’Israele che furono prima di lui. 3Contro di lui salì Salamanasàr re degli Assiri, e Osiè divenne suo servo e a lui gli rivolse il manaà[cc]. 4Il re degli Assiri trovò in Osiè una iniquità, perché egli aveva mandato ambasciatori a Sigòr, re dell’Egitto, e quell’anno non portò il manaà al re degli Assiri. Allora il re degli Assiri lo accerchiò e lo pose in carcere. 5Il re degli Assiri salì contro tutta la terra; salì in Samaria e l’assediò per tre anni. 6Nel nono anno di Osiè, il re degli Assiri prese la Samaria e deportò Israele tra gli Assiri, e lo fece dimorare presso Alaè, Avòr, il fiume del Gozàn e le montagne dei Midhi. 7Ciò avvenne perché i figli d’Israele peccarono contro il Signore loro Dio - che li aveva tratti fuori dalla terra d’Egitto, sottraendoli alla mano di Faraone, re d’Egitto – ed ebbero timore delle divinità straniere; 8procedettero secondo i decreti delle nazioni. I re d’Israele fecero cose 9e i figli d’Israele si associarono a discorsi che non erano secondo il Signore loro Dio. Si fabbricarono alture in tutte le loro città, da Torre-dei-custodi sino a Città-fortificata; 10si innalzarono steli e recinti (sacri) su ogni alto monte e sotto ogni albero frondoso, 11e lì bruciarono incensi, su ogni altura, come le nazioni che il Signore aveva allontanato dalla loro faccia, e fecero consorterie e sculture, che irritarono il Signore. 12Resero culto agli idoli, dei quali il Signore aveva detto loro: “Non farete questa cosa al Signore!” 13Il Signore aveva attestato a Israele e a Iudha, tramite tutti i suoi profeti e tutti i veggenti, dicendo: “Tornate indietro dalle vostre strade malvagie e custodite i miei precetti, i miei decreti e tutta la legge che ho disposto ai vostri padri e tutto quel che ho loro mandato per mezzo dei profeti miei servi”. 14Ma essi non ascoltarono e indurirono la loro cervice ancor più della cervice dei loro padri; 15le testimonianze che aveva loro attestato non custodirono e andarono dietro alle vanità[dd]. 16Hanno abbandonato i voleri del Signore loro Dio e si son fatte statue fuse, due vacche; hanno fatto recinti (sacri) e hanno adorato tutte le forze del cielo[ee]; hanno prestato culto al Vaàl; 17hanno fatto passare i loro figli e le loro figlie nel fuoco; hanno divinato divinazioni e tratto presagi; si son messi a fare il male innanzi agli occhi del Signore, sì da irritarlo. 18Si adirò assai il Signore contro Israele; li scacciò dal suo volto e non rimase altro che la sola tribù di Iudha. 19E anche Iudha non osservò i voleri del Signore loro Dio ma camminarono nei criteri fatti da Israele, 20abbandonando il Signore. Il Signore si adirò con tutto il seme d’Israele; li ha sbattuti e consegnati nelle mani dei loro saccheggiatori, sino a rigettarli via dal suo volto. 21Infatti Israele si mise sopra alla casa di Dhavìdh e si nominarono come re Ierovoàm figlio di Navàt, e Ierovoàm estraniò Israele dal seguire il Signore e li fece peccare con un grande peccato. 22I figli d’Israele camminarono in tutti i peccati fatti da Ierovoàm e non se ne allontanarono, 23tanto che il Signore tolse Israele dalla sua presenza, come il Signore aveva detto per mezzo dei profeti suoi servi, e Israele fu deportato dalla sua terra sino in Assiria, sino a questo giorno. 24Il re d’Assiria portò (gente) di Kuthà e da Aià, da Emàth e da Sepfaruaìm, ed essi dimorarono nelle città della Samaria, al posto dei figli d’Israele; si impossessarono della Samaria e abitarono nelle sue città. 25E avvenne che all’inizio della loro residenza non temevano il Signore, e il Signore mandò leoni contro di loro e da essi vennero uccisi. 26E dissero al re d’Assiria, dicendo: “La nazione che hai trasferito e insediato nelle città della Samaria, non ha riconosciuto il diritto del Dio della terra, che ha mandato leoni contro di loro. Ecco: essi li stanno facendo morire, perché non riconoscono il diritto del Dio della terra”. 27Il re degli Assiri ordinò dicendo: “Portate lì, vada lì e vi abiti chi possa illuminarli nel diritto del Dio della terra”. 28Vi portarono uno dei sacerdoti che avevano deportato dalla Samaria, il quale risedette in Vethìl e li illuminò su come temere il Signore. 29Ma nazione per nazione si fecero i propri idoli e li posero nelle dimore delle alture che avevano eretto i Samaritani; nazione per nazione nella propria città in cui abitavano. 30Gli uomini di Babilonia fecero il Sokchòth Venìth; gli uomini di Chuth fecero il Nirighèil; gli uomini di Emàth fecero l’Asimàth; 31gli Evèi fecero l’Evlazèr e il Tharthàk; i Sepfaruìm bruciarono i loro figli nel fuoco all’Adhramèlech e all’Animelèch, divinità di Sepfaruìm. 32Temevano anche il Signore, ma si fecero i sacerdoti delle alture, li fecero per le dimore delle alture: 33temevano il Signore e prestavano culto alle loro divinità, secondo il criterio delle nazioni da dove erano stati lì trasferiti. 34Sino a questo giorno essi agiscono secondo i loro criteri: essi temono e agiscono secondo le loro leggi e secondo il loro giudizio, ma anche secondo la legge e l’ordine che ordinò il Signore ai figli di Iakòv, al quale impose il nome di Israìl. 35Con questi il Signore aveva pattuito un patto e aveva loro ordinato dicendo: “Non abbiate timore delle divinità straniere, non adoratele, non prestate loro culto, non bruciate incensi a loro 36ma al Signore, che vi ha tratti fuori dall’Egitto con grande forza e braccio teso: lui temete, lui adorate e a lui bruciate incensi. 37In tutti i giorni osservate i giudizi, i criteri, la legge e i comandamenti che vi ha scritto di fare, e non temiate le divinità straniere; 38non dimenticate il patto che con voi ha pattuito, e non temiate le divinità straniere, 39ma temete il Signore vostro Dio, ed egli vi libererà da tutti i vostri nemici; non prestate ascolto ai loro criteri che essi fanno”. 40Queste nazioni temevano il Signore ma servivano anche alle loro statue: anche i figli e i figli dei loro figli, sino a questo giorno, fanno come avevano fatto i loro padri.

 

XVIII     Nell’anno terzo di Osiè figlio di Ilà, avvenne che regnò Ezekìas figlio di Achaz, re di Iudha. 2Era nato di venticinque anni quando egli regnò, e regnò ventinove anni in Gerusalemme; sua madre aveva nome Avos, figlia di Zacharìas. 3Egli in tutto fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto suo padre Dhavìdh. 4Egli tolse le alture, distrusse le steli, disperse i (sacri) recinti e il serpente di rame fatto da Moisìs - perché fino a quel giorno i figli di Israele stavano a incensarlo – e lo chiamò Neesthàn[ff]. 5Sperò nel Signore Dio d’Israele, e dopo di lui non ci fu qualcuno simile a lui tra i re di Iudha, e neppure tra quelli nati prima di lui. 6Egli aderì al Signore, non si allontanò da lui e custodì i suoi comandamenti dati a Moisìs. 7In tutto quel che fece, il Signore fu con lui, e fu saggio in tutto quel che fece; si oppose al re degli Assiri e non gli fu più servo. 8Egli batté gli Stranieri sino a Gaza e sino ai loro confini, da Torre-dei-custodi sino a Città-fortificata. 9Nel quarto anno del re Ezechias – ovvero nell’anno settimo di Osiè figlio d’Ilà re d’Israele – contro la Samaria salì Salamanasàr re degli Assiri, l’assediò 10e la prese alla fine di tre anni; nel sesto anno di Ezekìas - ovvero nel nono anno di Osiè re d’Israele – la Samaria fu conquistata. 11Il re degli Assiri deportò la Samaria tra gli Assiri, e li pose in Alaè, in Avòr, presso il fiume Gozàn e nelle montagne dei Midhi 12poiché essi non ascoltarono la voce del Signore loro Dio e trasgredirono la sua alleanza: tutto quel che aveva ordinato Moisìs, servo del Signore, né ascoltarono né operarono. 13Nel quattordicesimo anno del re Ezekìas, Sennachirìm re degli Assiri salì contro le città fortificate di Iudha e le prese. 14Ezekìas re di Iudha mandò messaggeri in Lachìs, al re degli Assiri, dicendo: “Ho peccato, volgiti indietro da me e sosterrò tutto quel che mi imporrai”. Il re degli Assiri impose a Ezekìas re di Iudha trecento talenti d’argento e trenta talenti d’oro. 15Ezekìas diede tutto l’argento che si trovava nella dimora del Signore e nel tesoro della casa del re; 16a quel tempo Ezekìas ruppe le porte del tempio e le placche che Ezekìas re di Iudha aveva fatto dorare, e le diede al re degli Assiri. 17Il re degli Assiri da Lachis mandò il Thartàs[gg], il Rafìs[hh] e il Rapsàkis[ii] al re Ezekìas, con una grande Forza contro Gerusalemme. Essi si fermarono all’acquedotto della cisterna superiore, che è per la strada del campo del cardo. 18A gran voce convocarono Ezekìas, e vennero da loro l’economo Eliakìm figlio di Chelkìas, lo scriba Somnàs e il memorialista Ioàs figlio di Safàt. 19Rapsàkis disse loro: “Dite a Ezekìas che così dice il gran re, il re degli Assiri: Quale è la fiducia di cui ti fidi? 20Hai detto: Basta parole dalla bocca; consiglio e Forza per la guerra! Allora, in cosa speri, per ribellarti a me? 21Ecco, ora speri nell’Egitto, in quel bastone di canna spezzata? Se qualcuno vi si appoggia, gli entra in mano e gliela buca: così è Faraone, re d’Egitto, per chiunque in lui confida. 22Tu mi hai detto: Noi confidiamo nel Signore Dio!, ma non è quello stesso di cui Ezekìas ha rimosso le alture e gli altari, e a Iudha e Gerusalemme disse: In Gerusalemme adorate davanti a questo altare? 23Unitevi dunque al mio signore, il re degli Assiri, e io vi darò duemila cavalli, se vi sarà possibile procurare i cavalieri per essi. 24Come farai ribellare qualche toparca, fosse anche il minore tra i servi del mio signore? Tu speri nei carri e nei cavalieri dell’Egitto? 25Non siamo forse saliti insieme al Signore in questo luogo per distruggerlo? Il Signore mi ha detto: Sali contro quella terra e distruggila”. 26Eliakìm figlio di Chelkìas, Somnàs e Ioàs dissero a Rapsàkis: “Per favore, parla ai tuoi servi in siriaco, per ascoltare solo noi. Non parlare con noi in giudaico, perché parli all’orecchio del popolo che sta sulle mura!” 27Rapsàkis disse loro: “Il mio signore mi ha mandato a dire questi discorsi solo al tuo signore e a te, o agli uomini che stanno seduti presso le mura a mangiare la propria merda e a bere insieme a voi il proprio piscio?” 28E ritto in piedi Rapsàkis gridò a gran voce in giudaico, parlò e disse: “Ascoltate le parole del gran re degli Assiri! 29Così dice il re: Non fatevi esaltare dai discorsi di Ezekìas, perché egli non può liberarvi dalle mie mani. 30Ezekìas non vi faccia sperare nel Signore, dicendo: Di certo ci libererà il Signore, e questa città non darà in mano al re degli Assiri. 31Non ascoltate Ezekìas, perché così dice il re degli Assiri: Fate con me un buon discorso e venite a me; ognuno berrà della sua vigna, ognuno mangerà i suoi fichi e berrà acqua del suo pozzo, 32finché io verrò a prendervi per una terra come la vostra terra, terra di grano e vino e pane e vigne, terra di ulivi di olio e miele; vivrete e non morirete. Non ascoltate Ezekìas, perché vi inganna, dicendo: Il Signore ci libererà. 33Gli dei delle nazioni hanno forse scampato ognuno la propria regione dalle mani del re degli Assiri? 34Dov’è il dio Emàth, e Arfàdh? Dov’è il dio Sepfauraìm, Anà e Avà, che redimano la Samaria dalla mia mano? 35C’è qualcuno tra gli dei delle regioni che abbia redento le sue regioni dalla mia mano, sì che il Signore tolga Gerusalemme dalla mia mano?” 36Quelli tacquero e non gli risposero parola, perché era volontà del re, che aveva detto: “Non rispondetegli”. 37E l’economo Eliakìm figlio di Chelkìas, lo scriba Somnàs e il memorialista Ioàs figlio di Safàt vennero da Ezekìas, con le vesti strappate, e gli annunciarono i discorsi di Rapsàkis.

 

XIX       Quando il re Ezekìas sentì, avvenne che si strappò le vesti, si cinse di sacco ed entrò nella dimora del Signore. 2E mandò l’economo Eliakìm, lo scriba Somnàn e gli anziani tra i sacerdoti, cinti di sacco, dal profeta Isaìas, figlio di Amòs. 3Gli dissero: “Così dice Ezekìas: Giorno d’afflizione, d’accusa e di grande ira, perché i figli stanno per essere partoriti e la partoriente non ha forze. 4Il Signore tuo Dio ha ascoltato tutti i discorsi del Rapsakis, che il suo signore, il re degli Assiri, ha mandato per insultare il Dio vivente e bestemmiarlo con le parole che il Signore tuo Dio ha udito. Innalza la preghiera per il resto (del popolo) che si trova (in Giudea)”. 5Giunsero dunque i giovani del re Ezekìas da Isaìas, 6e Isaìas disse loro: “Così direte al vostro signore. Così dice il Signore: Non abbiate paura delle parole che hai sentito, che hanno bestemmiato i garzoni del re degli Assiri. 7Ecco, io darò in lui uno spirito; egli ascolterà una notizia e tornerà indietro nella sua terra, e nella sua terra lo abbatterò di spada”. 8E Rapsakis si volse indietro, e trovò il re degli Assiri in guerra contro Lovnà, poiché aveva sentito che si era allontanato da Lachis, 9e su Tharakà re degli Etiopi aveva sentito dire: “Ecco, è uscito in guerra contro di te”. Tornò indietro e mandò ambasciatori a Ezekìas, dicendo: 10“Non ti faccia esaltare il tuo Dio, perché tu confidi in lui dicendo che egli non consegnerà Gerusalemme in mano al re degli Assiri. 11Ecco, tu hai sentito tutto quel che hanno fatto i re degli Assiri a tutte quelle regioni che hanno inchiodato: e tu scamperai? 12Le divinità delle nazioni non hanno certamente liberato quelle che furono devastate dai miei padri: Gozàn, Charràn, Rafìs, i figli di Edhèm che erano a Thaesthèn… 13Dov’è il re d’Emàth, e il re di Arfàdh? E dov’è il re delle città di Sepfaruaìn, di Anà, di Avà?”. 14Ezekìas prese i fogli dalle mani degli ambasciatori, li lesse e salì alla dimora del Signore, ed Ezekìas li squadernò davanti al Signore, 15dicendo: “Signore Dio d’Israele che siedi sui Cheruvìm, tu solo sei Dio su tutti i regni della terra, tu hai fatto il cielo e la terra! 16Piega, Signore, il tuo orecchio, e ascolta; apri, Signore i tuoi occhi e guarda! Ascolta le parole di Sennachirìm, che ha mandato per insultare il Dio vivente. 17Davvero, Signore, i re degli Assiri hanno reso un deserto le nazioni 18e le divinità di esse hanno dato a fuoco - perché non sono dei, ma opera delle mani degli uomini, di legno o di pietra – e hanno disperso. 19Ora, Signore Dio nostro, salvaci dalla sua mano, e i regni della terra sappiano che tu, Signore, sei l’unico Dio”. 20Isaìas figlio di Amòs mandò a dire a Ezekìas: “Così dice il Signore, il Dio degli eserciti, il Dio d’Israele. Ho inteso quel che mi hai rivolto a proposito di Sennachirìm re degli Assiri. 21Questa è la parola che il Signore ha parlato contro di lui: Ti disprezza e ti deride la vergine figlia di Sion; su di te scuote la testa la figlia di Gerusalemme. 22Chi hai insultato, chi hai bestemmiato e contro chi hai alzato la voce? 23Tramite i tuoi messaggeri hai insultato il Signore e hai detto: Con la moltitudine dei miei carri io son salito sulle sommità dei monti dai fianchi del Libano, ho tagliato la cima del suo cedro e i suoi scelti cipressi, son venuto tra il querceto e il Kàrmilos. 24Ho scavato (pozzi) e bevuto acque straniere e con l’impronta dei miei piedi ho prosciugato tutti i fiumi della zona. 25L’ho fatto, e ho raccolto, e le città fortificate son divenute preda dei coloni combattenti. 26E’ divenuta debole la mano di chi vi abitava, tremarono e furono confusi, son divenuti come erba del campo, come erba verde, come fogliame per il tetto che è stato buttato prima dell’uso. 27Io conosco quando sei seduto e quando esci, e il tuo furore contro di me; 28poiché sei adirato con me, e la tua arroganza è salita fino alle mie orecchie, metterò un mio anello al tuo naso, una mia museruola alle tue labbra, e ti condurrò indietro per la strada che hai fatto per venire. 29Questo ti sia come segno: quest’anno mangia quel che cresce da solo; al secondo anno, quel che spunta; al terzo anno, il seminato, il raccolto e quel che è stato coltivato nelle vigne: ne mangerete i frutti. 30Il resto che è stato salvato della casa di Iudha farà crescere in basso le radici e in alto farà frutti; 31poiché da Gerusalemme uscirà un resto e il salvatore dal monte Sion. Lo zelo del Signore degli eserciti farà questo. 32Non è così? Così dice il Signore verso il re degli Assiri: Non entrerà in questa città, non vi scaglierà freccia, non sarà ammesso lo scudo, non vi sarà accumulato il terrapieno. 33Per la stessa strada da dove è venuto, egli tornerà indietro: in questa città egli non entrerà, dice il Signore. 34Sarò il difensore di questa città, per me e per il mio servo Dhavìdh”. 35Quando si fece notte, avvenne che uscì l’angelo del Signore e nell’accampamento degli Assiri colpì centottantacinquemila. Si alzarono al mattino presto, ed ecco: tutti corpi morti. 36E Sennachirìm, re degli Assiri prese e andò via, si volse indietro e si stabilì a Ninevì; 37e avvenne che - mentre adorava nella dimora del suo dio Neseràch – i suoi figli Adhramèlech e Sarasàr lo colpirono a coltellate, e si misero in salvo in terra d’Araràth. Al suo posto, regnò suo figlio Asordhàn.

 

XX In quei giorni Ezekìas si ammalò a morire, ed entrò da lui il profeta Isaìas figlio di Amòs, e gli disse: “Così dice il Signore. Disponi per la tua casa, poiché tu morirai: non vivrai”. 2Ezekìas si girò verso il muro e pregò il Signore, dicendo: 3“Signore, ricordati di come innanzi ai tuoi occhi ho camminato nella verità e con cuore ricolmo, facendo quel che è buono ai tuoi occhi.” Ezekìas pianse un pianto grande. 4Isaìas era nel cortile di mezzo, quando ci fu a lui la parola del Signore che diceva: 5“Torna indietro e a Ezekìas, la guida del mio popolo, dirai: Così dice il Signore Dio di Dhavìdh tuo padre. Ho udito la tua preghiera, ho visto il tuo pianto. Ecco, io ti guarirò: al terzo giorno salirai alla dimora del Signore. 6Ai tuoi giorni aggiungo quindici anni; salverò te e questa città dalla mano del re degli Assiri; sarò il difensore di questa città, per me e per il mio servo Dhavìdh”. 7E disse: “Si prenda un impiastro di fichi e si metta sulla piaga, e guarirà”. 8Ezekìas disse a Isaìas: “Quale è il segno che il Signore mi guarirà e che al terzo giorno salirò alla dimora del Signore?” 9Isaìas disse: “Questo il segno da parte del Signore, che il Signore farà la parola che ha detto. Vuoi che l’ombra (della meridiana) avanzi di dieci gradi o che retroceda di dieci gradi?” 10Ezekìas disse: “E’ facile che l’ombra pieghi per dieci gradi, no? Piuttosto, sulla scala l’ombra torni indietro di dieci gradi”. 11Il profeta Isaìas chiamò a gran voce il Signore, e sulla scala l’ombra tornò indietro di gradi. 12A quel tempo Marodhàch Valadàn figlio di Valadàn re di Babilonia mandò a Ezekìas fogli e manaà a Ezekìas, poiché aveva sentito che Ezekìas era malato. 13Per quegli (ambasciatori) gioì Ezekìas, e mostrò loro tutta la casa del nechothà[jj] - l’argento e l’oro, gli unguenti, l’olio buono - e la casa degli armamenti[kk] e tutto ciò che era conservato tra i suoi tesori: nella sua casa e in tutto i suoi possedimenti non ci fu discorso che Ezekìas non mostrasse loro. 14Entrò il profeta Isaìas dal re Ezekìas e gli disse: “Che cosa hanno detto e da dove sono venuti a te?” Ezekìas disse: “Sono venuti a me da lontano, da Babilonia”. 15(Isaìas) disse: “Che hanno visto in casa tua?” (Ezekìas) disse: “Hanno visto tutto quello che c’è in casa mia; non c’è alcunché in casa mia e nei miei tesori che non abbia mostrato loro”. 16Isaìas disse a Ezekìas: “Ascolta la parola del Signore. 17Ecco, arrivano giorni in cui sarà preso tutto quel che c’è in casa tua e tutto quel che sino a questo giorno i tuoi padri hanno riposto nel tesoro, e sarà portato in Babilonia. Non sarà trascurata la parola che ha detto il Signore! 18I tuoi figli che da te usciranno, da te generati, saranno presi e saranno eunuchi nella casa del re di Babilonia”. 19Ezekìas disse a Isaìas: “E’ buona la parola del Signore, che hai detta! Ci sia pace nei miei giorni”. 20Il resto dei discorsi di Ezekìas e tutte le sue imprese, e tutto quel che fece – la fontana e l’acquedotto per portare l’acqua in città – non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 21Ezekìas si addormentò con i suoi padri e dopo di lui regnò suo figlio Manassìs.

 

XXI  Manassìs era nato di dodici anni quando fu re e per cinquantacinque anni regnò in Gerusalemme, sua madre aveva nome Opsivà. 2Egli fece il male agli occhi del Signore, secondo gli obbrobri delle nazioni, che il Signore aveva tolto alla vista dei figli di Israele. 3Tornò a costruire le alture che aveva abbattuto suo padre Ezekìas, innalzò un altare alla Vàal e fece i boschi (sacri), come aveva fatto il re d’Israele Achaàv, adorò ogni potenza del cielo e prestò loro culto. 4Costruì un altare nella dimora del Signore, per la quale (il Signore) aveva detto: “In Gerusalemme porrò il mio nome”. 5Costruì un altare a tutte le potenze del cielo, nei due cortili della dimora del Signore; 6fece passare i suoi figli nel fuoco, si diede alla magia e alle divinazioni, stabilì recinti sacri e moltiplicò gli indovini, per fare quel che è malvagio agli occhi del Signore, provocandolo a sdegno. 7La statua del bosco (sacro) la pose nella dimora della quale il Signore a Dhavìdh e a Salomòn suo figlio aveva detto: “In questa dimora e in Gerusalemme – che ho eletto tra tutte le tribù del Signore – io porrò in eterno il mio nome, 8e non permetterò più che il piede d’Israele sia smosso dalla terra che ho dato ai loro padri, purché essi custodiscano sempre tutto quel che ho comandato, seguendo in tutto i comandamenti che ha loro comandato il mio servo Mosè”. 9Ma essi non ascoltarono e Manassìs li deviò a fare il male agli occhi del Signore, più delle nazioni che il Signore aveva fatto sparire davanti ai figli d’Israele. 10E il Signore parlò tramite i profeti suoi servi, dicendo: 11“Poiché Manassìs re di Iudha ha fatto questi malvagi obbrobri, più di tutto quel che ha fatto in passato l’Amorreo, e ha fatto peccare anche Iudha con i loro idoli, 12così dice il Signore Dio d’israele: Non sarà così!, ecco, io porto cose brutte su Gerusalemme e Iudha, e a chiunque sentirà gli rintroneranno ambedue le orecchie; 13su Gerusalemme stenderò il metro della Samaria e il peso della casa di Achaàv; e svuoterò Gerusalemme come si svuota un vaso d’alabastro che, svuotato, viene capovolto. 14Abbandonerò il resto del mio possesso, e li consegnerò nelle mani dei loro nemici: saranno preda e foraggio per tutti i loro nemici, 15poiché hanno fatto ciò che è male ai miei occhi e stanno a irritarmi dal giorno in cui ho tratto fuori dall’Egitto i loro padri, sin a questo giorno”. 16Per di più, Manassìs verso molto sangue innocente, assai, tanto da riempire Gerusalemme sino alla bocca, senza contare i suoi peccati per i quali fece peccare Iudha, per fare il male agli occhi del Signore. 17Il resto dei discorsi di Manassìs, e tutto quel che fece, e i suoi peccati con cui peccò, non sono scritti nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 18Manassìs si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nell’orto di casa sua, nell’orto di Ozà, e dopo di lui regnò suo figlio Amòn. 19Era nato di ventidue anni Amòn quando fu re, e regnò due anni in Gerusalemme; il nome di sua madre era Mesollàm figlia di Arùs, da Ietèva. 20Egli fece il male agli occhi del Signore, come aveva fatto suo padre Manassìs. 21Camminò per tutte le strade che percorse suo padre: venerò le divinità che venerava suo padre, e le adorò; 22abbandonò il Signore Dio dei suoi padri; non camminò nella via del Signore. 23E i giovani di Amòn si rivoltarono contro di lui, e misero a morte il re nella sua casa. 24Ma il popolo della terra colpì tutti quelli che si erano rivoltati contro il re Amòn, e il popolo della terra fece regnare al suo posto Iosìas, suo figlio. 25Il resto dei discorsi di Amòn, tutto ciò che fece, ecco: non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 26Lo seppellirono nel suo sepolcro, nell’orto di Ozà, e dopo di lui regnò suo figlio Iosìas.

 

XXII      Iosìas era nato di otto anni quando fu re, e regnò in Gerusalemme trentuno anni; il nome di sua madre era Iedhìa, figlia Edheià, da Vasuròth. 2Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore e camminò in ogni via di suo padre Dhavìdh: non si allontanò, né a destra, né a sinistra. 3Nell’anno diciottesimo del regno di Iosìas, al mese ottavo, avvenne che il re mandò Sapfàn, figlio di Eselìa figlio di Mesollàm, scriba della dimora del Signore, dicendo: 4“Sali dal gran sacerdote Chelkìas e sigilla l’argento portato nella dimora del Signore, raccolto tra il popolo dai custodi del peso, 5ed esso sia dato in mano ai preposti a fare i lavori nella dimora del Signore. E sia dato a chi fa i lavori nella dimora del Signore, per rafforzare il vedhèk della dimora, 6per i falegnami, i fabbricatori e i muratori, per preparare legname e pietre intagliate, per sostenere il vedhèk della dimora. 7Ma non si conti l’argento dato loro, purché lavorino in fede loro”. 8Il gran sacerdote Chelkìas disse allo scriba Sapfàn: “Il libro della Legge ho trovato nella dimora del Signore”, e Chelkìas diede il libro a Sapfàn, che lo lesse 9ed entrò nella dimora del Signore, dal re, e rivolse al re la parola dicendo: “I tuoi servi hanno fuso l’argento trovato nella dimora del Signore, e l’hanno dato in mano ai lavoratori preposti ai lavori nella dimora del Signore”. 10E lo scriba Sapfàn parlò al re, dicendo: “Il sacerdote Chelkìas mi ha dato un libro”, e lo lesse dinanzi al re. 11Appena il re udì i discorsi del libro della Legge, avvenne che si strappò le vesti, 12e il re comandò al sacerdote Chelkìas, ad Achikàm figlio di Sapfàn, ad Achovòr figlio di Michèas, allo scriba Sapfàn e ad Asaìas servo del re, dicendo: 13“Venite, consultate il Signore per me, per tutto il popolo, per tutto Iudha, a proposito dei discorsi di questo libro che è stato trovato, poiché grande è la collera del Signore che avvampa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ascoltato i discorsi di questo libro, per fare in tutto quel che ci è stato scritto”. 14Il sacerdote Chelkìas, Achikàm, Achovòr, Sapfàn e Asaìas andarono dalla profetessa Oldhan - madre di Sellìm figlio di Thekuè figlio di Araàs custode delle vesti – la quale abitava a Gerusalemme, a Masenà, e le parlarono. 15Lei disse loro: “Così dice il Signore Dio d’Israele. Dite all’uomo che vi ha mandato da me, 16che così dice il Signore: Ecco, io porto brutte cose su questo luogo e su chi vi abita: tutte le parole del libro che ha letto il re di Iudha, 17perché essi mi hanno abbandonato e hanno bruciato incensi a divinità straniere, per farmi adirare con le opere delle loro mani; avvamperà la mia collera in questo luogo e non si spegnerà. 18Al re di Iudha che vi ha mandato a consultare il Signore, così gli direte: Così dice il Signore Dio d’Israele. Le parole che hai ascoltato 19poiché hanno spezzato il tuo cuore, e si è vergognata la tua faccia all’udire ciò che ho detto su questo luogo e chi vi abita, che sarà abbandonato e maledetto; hai strappato le tue vesti e hai pianto innanzi a me: e io ho ascoltato – dice il Signore – 20e non sarà così. Ecco, io ti aggiungo ai tuoi padri; sarai deposto in pace nel tuo sepolcro e i tuoi occhi non vedranno tutte le cose brutte che – Io sono! – porterò su questo luogo”. Essi riportarono al re il discorso.

 

XXIII     Il re mandò a riunire presso di lui tutti gli anziani di Iudha e di Gerusalemme. 2Il re salì alla dimora del Signore e, insieme a lui, tutti gli uomini di Iudha e tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti, e tutto il popolo, dai piccoli ai grandi. Alle loro orecchie lesse tutte le parole del libro dell’alleanza, che era stato trovato nella dimora del Signore. 3Il re si mise in piedi presso la colonna e innanzi al Signore pattuì il patto di camminare dietro al Signore, di custodire i suoi comandamenti, le sue testimonianze e i suoi decreti con tutto il cuore e con tutta l’anima, ponendo in alto le parole di quella alleanza, scritte in quel libro. E tutto il popolo aderì al patto. 4E il re comandò al gran sacerdote Chelkìas, ai sacerdoti di secondo grado e ai custodi del peso, di portar fuori dal tempio del Signore tutti i vasi fatti per il Vaàl, per il bosco sacro e per tutte le potenze del cielo, per bruciarli fuori di Gerusalemme, nel sadhimòth dei Cedri; portò le loro ceneri a Vethìl. 5Bruciò i chomarìm che avevano dato i re di Iudha per bruciare incensi sulle alture, nelle città di Iudha, attorno a Gerusalemme, e gli incensieri per il Vàal, il sole, la luna, i mazuroth e tutte le potenze del cielo. 6Il bosco sacro lo portò dalla dimora del Signore fuori Gerusalemme, al torrente dei Cedri, lo bruciò presso il torrente dei Cedri, lo ridusse a cenere e sparse la sua cenere sul sepolcro dei figli del popolo. 7Abbattè la casa dei kadhisìm[ll] della dimora del Signore, dove le donne tessevano i Chettiìm per il bosco sacro. 8Adunò tutti i sacerdoti delle città di Iudha e contaminò le alture dove i sacerdoti bruciavano incensi, da Gavaà sino a Virsaveè. Distrusse la casa delle porte, che è davanti all’ingresso della porta di Iisùs, principe della città, a sinistra dell’uomo alla porta della città. 9Ma i sacerdoti delle alture non salirono all’altare del Signore in Gerusalemme, perché non mangiassero gli azzimi tra i loro fratelli. 10Contaminò il Tafèth che è nella valle del figlio di Ennòm, dove ognuno faceva passare il proprio figlio e ognuno la propria figlia (per consacrarli) al Molòch. 11Bruciò i cavalli che i re di Iudha avevano dedicato al sole all’ingresso della dimora del Signore, presso la stanza del tesoro dell’eunuco Nàthan-Re, nel farurìm, e il carro del sole bruciò nel fuoco. 12Gli altari che erano sul tetto del piano superiore (della casa) di Achaz - che erano stati fatti dai re di Iudha – e gli altari – che aveva fatto Manassìs nei due cortili della dimora del Signore – il re li fece abbattere e là distruggere, disperdendo poi i loro detriti nel torrente dei Cedri. 13Il re contaminò il tempio che è di fronte a Gerusalemme, a destra del monte di Mosoàth, costruito da Salomòn re d’Israele ad Astarti, obbrobrio dei Sidhoni, e a Chamòs, obbrobrio di Moàv, e a Molchòl, obbrobrio dei figli di Amòn. 14Spezzò le steli, disperse i boschi sacri, riempiendo i loro luoghi d’ossa d’uomini (morti). 15Anche l’alto altare che in Vethìl aveva fatto Ierovoàm figlio di Navàt, che fece peccare Israele, anche quell’alto altare distrusse: ne spezzò le pietre riducendole a polvere e bruciò il bosco sacro. 16Iosìas si volse a vedere i sepolcri che erano lì nella città e mandò a trarre le ossa dai sepolcri, che bruciò sull’altare per contaminarlo, secondo la parola del Signore detta dall’uomo di Dio[mm] quando Ierovoàm stava per la festa presso l’altare. Tornò a volgere il suo sguardo sul sepolcro dell’uomo di Dio che aveva (pre)detto questi discorsi, 17e disse: “Cos’è quel masso che vedo?” Gli uomini della città gli dissero: “(E’ per) l’uomo di Dio che è venuto da Iudha e ha proclamato questi discorsi che ha proclamato contro l’altare di Vethìl”. 18E disse: “Lasciatelo; nessuno sposti le sue ossa”, e le sue ossa furono conservate insieme alle ossa dei profeti venuti dalla Samaria. 19Iosìas rimosse anche i templi delle alture ch’erano nelle città della Samaria, fatti dai re d’Israele per irritare il Signore, e di loro fece tutto come aveva fatto a Vethìl, 20e immolò tutti i sacerdoti delle alture ch’erano lì presso gli altari, e su di loro bruciò le ossa degli uomini (morti). Poi tornò a Gerusalemme, 21e il re ordinò a tutto il popolo, dicendo: “Fate la pasqua per il Signore Dio nostro, come sta scritto nel Libro di questa alleanza”. 22Infatti questa pasqua non s’era fatta dai giorni dei Giudici che giudicarono Israele. 23Nel diciottesimo anno del re Iosìas si fece la pasqua per il Signore in Gerusalemme. 24Iosìas abolì anche i maghi, gli indovini, i therafìm, gli idoli e tutti gli obbrobri che si facevano in terra di Iudha e in Gerusalemme, affinché fossero stabiliti i discorsi della Legge scritti nel libro trovato dal sacerdote Chelkìas nella dimora del Signore. 25Simile a lui non ci fu re prima di lui, che sia ritornato al Signore con tutto il suo cuore e con tutta la sua anima e con tutta la sua forza, secondo tutta la Legge di Moisìs, e dopo di lui non ce ne fu alcuno, 26però il Signore non tornò indietro dal furore della sua grande ira, di cui era adirato nella sua ira contro Iudha, a causa degli oltraggi con i quali lo aveva oltraggiato Manassìs. 27E il Signore disse: “Anche Iudha toglierò dalla mia faccia, come ho tolto Israele, e rigetterò questa città che ho eletto, Gerusalemme, e la dimora di cui avevo detto: Qui sarà il mio nome”. 28Il resto dei discorsi di Iosìas e tutto quel che fece, non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 29Ai suoi giorni il faraone Nechaò, re d’Egitto, salì verso il re degli Assiri, al fiume Eufrate. Iosìas gli andò incontro e, al vederlo, Nechaò lo mise a morte a Magheddhò. 30I suoi giovani lo caricarono a cavallo, morto, lo portarono a Gerusalemme e lo seppellirono nel suo sepolcro. Il popolo della terra prese Ioàchaz figlio di Iosìas e lo unse, ed egli regnò al posto di suo padre. 31Ioàchaz era nato di ventitre anni quando fu re, e regnò tre mesi in Gerusalemme; il nome di suo madre era Amitàl figlia di Ieremìas, da Lovnà. 32Egli fece il male agli occhi del Signore, in tutto come fecero i suoi padri. 33Il faraone Nechaò lo deportò a Dhevlathà, in terra d’Emàth, perché non regnasse in Gerusalemme, e alla terra impose una indennità di cento talenti d’argenti e di cento talenti d’oro. 34Al suo posto, il faraone Nechaò costituì re Eliakìm, figlio di Iosìas re di Iudha, al posto di Iosìas suo padre e cambiò il suo nome in Ioakìm; poi prese Ioàchaz e lo portò in Egitto, dove morì. 35Ioakìm diede al faraone l’argento e l’oro, ma fissò una tassa alla terra, per riempire d’argento la bocca del faraone. Ognuno del popolo della terra, secondo la propria tassazione, diede l’argento e l’oro da destinare al faraone Nechaò. 36Era nato di venticinque anni Ioakìm quando fu re, e regnò undici anni in Gerusalemme: il nome di sua madre era Ieldhàf figlia di Fadhaìl, da Rumà. 37Egli fece il male agli occhi del Signore, in tutto come fecero i suoi padri.

 

XXIV     Ai suoi giorni, salì Navuchodhonòsor re di Babilonia e Ioakìm diventò suo servo per tre anni, ma egli poi si ribellò e gli si oppose. 2Contro di lui il Signore mandò i Solo-cinturone dei Chaldhei, i Solo-cinturone della Siria, i Solo-cinturone di Moàv e i Solo-cinturone dei figli di Amòn. Li mandò in terra di Iudha per dominare, secondo la parola del Signore, detta tramite i profeti suoi servi, 3a motivo dell’ira del Signore nei confronti di Iudha, che voleva togliere dal suo cospetto per tutti i peccati fatti da Manassìs. 4Questi versò anche sangue innocente, e riempì Gerusalemme di sangue innocente, e il Signore non ne volle avere pietà. 5Il resto dei discorsi di Ioakìm e tutto quel che fece, ecco: non è tutto scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 6Ioakìm si addormentò con i suoi padri e dopo di lui regnò Ioachìm figlio suo. 7Il re d’Egitto non continuò a uscire dalla sua terra, perché il re di Babilonia prese tutto quel che era del re d’Egitto dal torrente dell’Egitto sino al fiume Eufrate. 8Ioachìm era nato di anni diciotto quando fu re e regnò tre mesi in Gerusalemme; il nome di sua madre era Nestha, figlia di Ellanathàn, da Gerusalemme. 9Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore, come tutto quel che fece suo padre. 10A quel tempo, Navuchodhonòsor re di Babilonia salì contro Gerusalemme e la città fu circondata. 11Navuchodhonòsor re di Babilonia venne contro Gerusalemme e i suoi giovani la accerchiarono. 12Ioachìm re di Iudha uscì verso il re di Babilonia – lui, i suoi giovani, sua madre, i suoi principi e i suoi eunuchi – e il re di Babilonia lo prese nell’ottavo anno del regno di lui. 13Asportò da lì tutti i tesori della dimora del Signore e i tesori della casa del re; infranse tutti i vasi d’oro fatti da Salomòn re d’Israele per il tempio del Signore, secondo la parola del Signore; 14deportò prigionieri Gerusalemme, tutti i principi e i potenti della Forza – diecimila prigionieri – con tutti gli artigiani e i fabbri, non lasciando altro che i poveri della terra. 15Deportò in Babilonia Ioachìm, la madre del re e i suoi eunuchi, e i forti della terra deportò da Gerusalemme a Babilonia, 16con tutti gli uomini della Forza – settemila – e tutti gli artigiani e i fabbri – mille – e tutti gli abili alla guerra. Il re di Babilonia li deportò in Babilonia. 17Il re di Babilonia nominò re al posto di Ioachìm suo figlio Matthanìas, a cui impose il nome di Sedhekìas. 18Sedhekìas era nato di ventuno anni quando fu re, e regnò undici anni in Gerusalemme; il nome di sua madre era Amitàl figlia di Ieremìas. 19Egli fece il male agli occhi del Signore, in tutto come aveva fatto Ioakìm, 20e il Signore era adirato contro Gerusalemme e contro Iudha, sino a rigettarli dal suo volto. Anche Sedhekìas si ribellò al re di Babilonia.

 

XXV      Nel nono anno del suo regno, nel decimo mese, ci fu che venne Navuchodhonòsor re di Babilonia e tutta la sua Forza contro Gerusalemme, le si accampò davanti e attorno a lei fabbricò una trincea: 2la città venne circondata sino all’undicesimo anno e nono mese del re Sedhekìas. 3Forte fu la fame nella città, e non c’erano pani per il popolo della terra; 4fu fatta una breccia nella città e tutti gli uomini di guerra uscirono di notte per la via della porta che è tra le mura – quella dell’orto del re – mentre i Chaldhei erano intorno alla città, e presero la via dell’Arava. 5La Forza dei Chaldhei inseguì il re e lo presero in Aravòth Ierichò e la Forza ch’era con lui fu tutta dispersa. 6Presero il re e lo portarono dal re di Babilonia in Dhevlathà, ed egli parlò con lui in giudizio. 7Sgozzò i figli di Sedhekìas sotto i suoi occhi; accecò gli occhi di Sedhekìas, lo legò in ceppi e lo portò a Babilonia. 8Nel quinto mese, al sette del mese – cioè nel diciannovesimo anno di Navuchodhonòsor re di Babilonia – Navuzardhàn, il capocuoco che stava alla presenza del re di Babilonia, venne a Gerusalemme 9e incendiò la dimora del Signore, la casa del re e tutte le case di Gerusalemme. Il capocuoco incendiò ogni casa 10e la Forza dei Chaldhei distrusse le mura di Gerusalemme tutto intorno. 11Il resto del popolo che era stato lasciato in città, i disertori che si erano arresi al re di Babilonia e il resto dell’esercito lo portò via Navuzardhàn, il capocuoco; 12qualcuno dei poveri della terra il capocuoco lasciò come vignaioli e per gavìn. 13I Chaldhei ruppero le colonne di rame che erano nella dimora del Signore, le mechonòth e il Mare di rame nella dimora del Signore, e portarono il loro rame a Babilonia. 14Prese anche coppe, iamìn, fiale, incensieri e ogni vaso di rame che usassero; 15il capocuoco prese anche i bracieri e le fiale d’oro e d’argento, 16due colonne, un Mare e le mechonòth fatte da Salomòn per la dimora del Signore. Incalcolabile il peso del rame di tutti gli oggetti: 17una colonna era alta diciotto cubiti, il suo chothàr era di bronzo e l’altezza del chothàr era di tre cubiti, e tutto intorno al chothàr c’erano savachà e tralci, tutti di rame, 18e come questa anche la seconda colonna, sul savachà. 19Il capocuoco prese Sarèas, primo sacerdote, e il figlio di Sofonìa, del secondo ordine, e i tre custodi dei pesi. 19Dalla città presero un eunuco, sorvegliante degli uomini guerrieri, e cinque uomini tra gli assistenti alla persona del re, che si trovavano in città, e lo scriba dei principi della Forza, il quale registrava il popolo della terra, e sessanta uomini del popolo della terra, che si trovavano in città. 20Navuzardhàn, il capocuoco, li prese e li portò al re di Babilonia, in Dhevlathà. 21Il re di Babilonia li colpì e li mise a morte in Dhevlathà, in terra di Emàth. E Iudha fu trasferito lontano dalla sua terra. 22Il popolo lasciato in terra di Iudha, lo lasciò Navuchodhonòsor re di Babilonia, che pose su di loro Ghodholìas, figlio di Achikàm figlio di Safàn. 23Tutti i principi della Forza - loro e i loro uomini – sentirono che il re di Babilonia aveva costituito Godholìas, e vennero da Godholìas in Massifàth, con Ismaìl figlio di Nathanìas, Ioanàn figlio di Karìth, Sarèas figlio di Thanamàth il Netofathìte, e Iezonìas figlio di Machatì; loro e i loro uomini. 24Godholìas giurò a loro e agli uomini loro, e disse: “Non abbiate paura del passaggio dei Chaldei; restate nella terra e servite il re di Babilonia: sarà bene per voi”. 25Nel settimo mese avvenne che giunse Ismaìl figlio di Nathanìas figlio di Elisamà, del seme dei re, e insieme a lui dieci uomini; colpì Godholìas che morì insieme ai Giudei e ai Chaldhei che erano con lui a Massifàth. 26Tutto il popolo - dal più piccolo al più grande – e i principi della Forza, si levarono ed entrarono in Egitto, perché avevano paura della presenza dei Chaldhei. 27Nel trentasettesimo anno della deportazione di Ioachìm re di Iudha, avvenne che nel dodicesimo mese, al ventisette del mese, Evialmarodhàch re di Babilonia, nell’anno in cui diventò re, sollevò la testa di Ioachìm re di Iudha e lo trasse fuori dalla sua carcerazione, 28parlò bene con lui e pose il suo trono al di sopra dei troni dei re che erano con lui in Babilonia, 29mutò le vesti della sua carcerazione e sempre questi mangiò pane davanti a lui, in tutti i giorni della sua vita; come vitto gli assegnò razioni dalla casa del re, ogni giorno per tutti i giorni della sua vita.



[a] Noi diremmo: i riservisti.

[b] Alla lettera: vivente, nel senso di fertile, feconda.

[c] Non è novilunio… sabato: non è un giorno di festa.

[d] XXXXXXXXXXX

[e] Come evloghìa (benedizione) si indica ancor oggi una qualsiasi cosa si riceva in dono dal sacerdote o dal monaco.

[f] Sembra che Neman volesse portare con sé un carico di “terra santa” su cui pregare, estraniandosi dai culti demoniaci.

[g] Il principale tempio di Damasco, dedicato al demone Remman (il dio della bufera).

[h] Per un buon tratto di strada?

[i] L’accetta.

[j] Il dignitario: in greco un tristatis, descritto come il “braccio destro” del re.

[k] Agli eunuchi di Corte spesso erano assegnati incarichi di fiducia.

[l] Usiamo fortezza, anziché – alla lettera – città fortificata.

[m] Nella vigna tolta a Navuthè (III Regni XX, 1-16)

[n] ZAMVRI

[o] Il guardarobiere.

[p] Agli edifici annessi al tempio.

[q] Alleanze (anche matrimoniali).

[r] Recinto del tempio

[s] Diadema

[t] XXXXXXXXXXXXX

[u] ??????????????

[v] “””””””””””””

[w] Come ieri e l’altro ieri: come in passato.

[x] Sottinteso: per la fretta.

[y] Deuteronomio XXIV, 16.

[z] VVVVVVVVVVVVVVVVVVVVV

[aa] RRRRRRR

[bb] MMMMMMMMMMMM

[cc] Tributo di vassallaggio.

[dd] Qui: gli idoli.

[ee] Gli astri.

[ff] Ovvero: Pezzo-di-rame.

[gg] Il gran generale, qui ritenuto nome proprio.

[hh] Il grande eunuco, qui ritenuto nome proprio.

[ii] Il gran coppiere, qui ritenuto nome proprio.

[jj] Le stanze del Tesoro.

[kk] L’armeria.

[ll] Prostituti rituali.

[mm] III Regni 13, 1-32.

 


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i santi di oggi 25-05-2018

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