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III REGNI (I dei Re)

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

I           Il re Dhavìdh era anziano e avanzava nei giorni; si circondava di abiti, ma non si riscaldava. 2Dissero i suoi garzoni: “Si cerchi per il re una vergine giovanetta; assisterà il re, lo baderà amorevolmente, dormirà con lui e il re mio signore si scalderà”. 3In tutto il territorio d’Israele cercarono un bella giovincella, e trovarono Avisàgh la Somanite e la condussero al re. 4La giovanetta era bella assai, badava teneramente al re e gli prestò servizio, ma il re non la conobbe[a]. 5Adhonìas figlio di Anghìth insuperbito disse: “Sarò io il re”, e fece per sé carri, cavalieri e cinquanta uomini come corridori innanzi a lui. 6Suo padre non lo rimproverò, e mai gli disse: “Perché ti sei fatto questo?”, ed egli era assai bello a vedersi, ed egli era nato dopo Avessalòm. 7Ci furono discorsi tra lui e Ioàv, figlio di Saruìas, e il sacerdote Aviàthar, che alle spalle aiutavano Adhonìas. 8Il sacerdote Sadhok invece, Vanèas figlio di Iodhaè, il profeta Nàthan, Semeì, Risì e i figli potenti di Dhavìdh non stavano dietro ad Adhonìas. 9Adhonìas offrì un sacrificio di pecore, vitelli e agnelli presso la Pietra di Zoelethì, che è vicino a Roghìl, e chiamò tutti i suoi fratelli e tutti i più robusti di Iudha, giovani del re, 10ma non chiamò il profeta Nàthan, Vanèas e i potenti, né suo fratello Salomòn. 11E Nàthan parlò a Virsaveè, madre di Salomòn, dicendo: “Non hai sentito che Adhonìas figli di Anghìth si è fatto re, e il nostro signor Dhavìdh non lo sa? 12Orsù, ti consiglierò un consiglio, per salvare l’anima tua e l’anima di tuo figlio Salomòn. 13Vai ed entra dal re Dhavìdh, e parlerai a lui dicendo: Signor mio, o re, non hai forse giurato alla tua serva dicendo: Tuo figlio Salomòn regnerà dopo di me ed egli siederà sul mio trono? E perché ora è diventato re Adhonìas? 14Ed ecco, mentre tu starai ancora parlando lì con il re, entrerò anche io dietro di te e completerò le tue parole”. 15Virsaveè entrò dal re, in camera da letto: il re era molto anziano, e Avisàgh la Somanite stava prestando servizio al re. 16Virsaveè guardò e si prostrò al re. Il re disse: “Che hai?” 17Quella disse: “Re mio signore, alla tua serva tu hai giurato per il Signore tuo Dio, dicendo: Tuo figlio Salomòn regnerà dopo di me ed egli siederà sul mio trono. 18Ma ora, ecco che regna Adhonìas, e tu – re mio signore – non lo sai. 19Ha fatto un sacrificio di vitelli, agnelli e pecore in abbondanza, chiamando tutti i figli del re, il sacerdote Aviàthar e Ioàv, principe delle Forze, ma non ha chiamato il tuo servo Salomòn. 20E tu, re mio Signore? Gli occhi di tutto Israele sono rivolti a te: annuncia loro chi siederà, dopo di te, sul trono del re mio signore. 21Avverrà che quando il re mio signore andrà a dormire con i suoi padri, io e mio figlio Salomòn saremo ritenuti peccatori”. 22Ed ecco che mentre ancora lei parlava con il re, arrivò anche il profeta Nàthan, 23e fu annunziato al re: “Ecco il profeta Nàthan”. Entrò al cospetto del re, si prostrò faccia a terra al re, 24e Nàthan disse: “Re mio signore, hai detto tu: Adhonìas regnerà dopo di me ed esgli siederà sul mio trono? 25Oggi infatti egli è sceso e ha offerto in sacrificio vitelli, agnelli e pecore in quantità, e ha convocato tutti i figli del re, i principi della Forza e il sacerdote Aviàthar, ed ecco che stanno a mangiare e bere innanzi a lui, e dicono: Viva il re Adhonìas! 26Non ha però convocato me, tuo servo, né il sacerdote Sadhòk, né Vanèas figlio di Iodhaè, né il tuo servo Salomòn. 27Questo discorso è avvenuto tramite il re mio signore, senza fare conoscere al tuo servo chi si sarebbe assiso, dopo di lui, sul trono del re mio signore?” 28Il re Dhavìdh rispose e disse: “Chiamatemi Virsaveè”. Essa entrò innanzi al re e restò in piedi innanzi a lui, 29e il re giurò e disse: “Viva il Signore che ha liberato l’anima mia da ogni afflizione! 30Ti ho giurato per il Signore Dio d’Israele che mio figlio Salomòn avrebbe regnato dopo di me e che egli, dopo di me, si sarebbe assiso sul mio trono: così farò in questo giorno!”. 31Virsaveè si gettò faccia a terra, prosternandosi al re, e disse: “Viva il mio signore, il re Dhavìdh, in eterno!”. 32Il re Dhavìdh disse: “Chiamatemi il sacerdote Sadhòk, il profeta Nàthan e Vanèas figlio di Iodhaè”. Essi entrarono innanzi al re, 33e il re disse loro: “Prendete con voi i servi del vostro signore; fate salire mio figlio Salomòn sulla mia mula[b] e conducetelo a Ghiòn. 34Là il sacerdote Sadhòk e il profeta Nàthan lo ungeranno; voi suonerete il corno e direte: Viva il re Salomòn! 35Egli siederà sul mio trono e regnerà al posto mio: io ordino che egli sia la guida su Israele e Iudha”. 36Vanèas figlio di Iodhaè rispose al re e disse: “Sarà fatto così, e ne farà fede il Signore Dio del re mio signore! 37Come il Signore era con il re mio signore, così sia con Salomòn, e magnifichi il suo trono più del trono del re Dhavìdh mio signore”. 38Scesero dunque il sacerdote Sadhòk, il profeta Nàthan, Vanèas figlio di Iodhaè, il Cherethì e il Felethì, e fecero sedere Salomòn sulla mula del re Dhavìdh e lo condussero a Ghiòn. 39Il sacerdote Sadhok prese dalla Tenda il corno dell’olio, unse Salomòn e suonò il corno. Tutto il popolo disse: “Viva il re Salomòn!” 40Tutto il popolo salì dietro a lui e danzarono danze, rallegrandosi con grande allegria e si aprì la terra alla loro voce. 41Ascoltò Adhonìas e tutti i suoi invitati, ed essi smisero di mangiare. Ioàv udì la voce del corno e disse: “Che è questa voce della città che risuona?” 42Egli ancora parlava, ed ecco entrò Ionàthan figlio del sacerdote Aviàthar, e Adhonìas disse: “Entra, poiché sei un uomo della Forza, e porti un buono e bello annuncio!” 43Ionàthan rispose e disse: “Certamente![c] Il nostro signore, il re Dhavìdh, ha costituito re Salomòn! 44Il re ha mandato con lui il sacerdote Sadhòk, il profeta Nàthan, Vanèas figlio di Iodhaè, il Cherethì e il Felethì che lo hanno fatto sedere sulla mula del re; 45il sacerdote Sadhòk e il profeta Nàthan lo hanno unto a Ghiòn; là sono saliti festeggiando, e la città risuona. Questa è la voce che avete udito. 46Salomòn si è assiso sul trono del regno, 47e i servi del re sono entrati a benedire il nostro signore, il re Dhavìdh, dicendo: Gradisca Dio il nome di Salomòn più del tuo nome; magnifichi il suo trono più del tuo trono! Dal giaciglio il re ha riverito 48e il re ha anche detto: “Benedetto il Signore Dio d’Israele, che oggi mi dato uno del mio seme assiso sul mio trono, e lo vedono i miei occhi!” 49Furono scossi tutti gli invitati di Adhonìas, e ogni uomo andò per la sua strada. 50Adhonìas ebbe paura del volto di Salomòn: si alzò e andò ad aggrapparsi ai corni dell’altare. 51E fu riferito a Salomòn, dicendo: “Ecco, Adhonìas ha avuto paura del re Salomòn e si tiene ai corni dell’altare, dicendo: Mi giuri oggi Salomòn che non darà morte di spada al suo servo”. 52Salomòn disse: “Se diventerà come un figlio della Forza, non cadrà a terra uno dei suoi capelli; se in lui si troverà del male, sarà messo a morte”. 53E il re Salomòn mandò a farlo allontanare dall’altare: entrò, si prostrò al re Salomòn e Salomòn gli disse: “Va’ a casa tua”.

 

II          Per Dhavìdh si avvicinarono i giorni di morire, e si rivolse a suo figlio Salomòn dicendo: 2“Io sto per incamminarmi sulla via di tutta la terra: sii forte, diventa un vero uomo. 3Osserva quel che il Signore tuo Dio comanda d’osservare; cammina sulle sue vie; osserva i suoi comandamenti, i giudizi e i criteri scritti nella legge di Mosè, affinché tu abbia l’intelligenza di fare in tutto ciò che ti comando, 4affinché il Signore confermi la parola da lui detta dicendo: Se i tuoi figli custodiranno la loro via, per camminare innanzi a me nella verità con tutto il loro cuore, ha detto che non verrà a mancare un uomo sul trono d’Israele. 5Anche tu conosci quel che mi ha fatto Ioàv, figlio di Saruìas; quel che ha fatto ai due principi delle Forze d’Israele, Avennìr figlio di Nir e Amessaì figlio di Iethèr: li uccise, in tempo di pace versò il sangue della guerra, inzuppò con il sangue innocente il suo cinturone che era al fianco e i suoi calzari ai suoi piedi. 6Opera secondo la tua sapienza, ma non lascerai che i suoi capelli bianchi vadano in pace nell’ade! 7Ai figli di Verzellì il Galaadhite farai però misericordia, e siano tra quelli che mangiano alla tua mensa, perché essi mi sono stati vicino quando ero in fuga per sottrarmi al volto di Avessalòm tuo fratello. 8Ed ecco, con te è Semeì, figlio di Ghirà figlio di Iemenì di Vaurìm: egli mi ha maledetto con atroce maledizione quel giorno quando andavo all’accampamento. Scese però per incontrarmi al Giordano e per il Signore ho giurato a lui, dicendo: Non ti farò morire di spada. 9Tu non lo riterrai innocente, poiché tu sei uomo sapiente e sai cosa fargli: metterai nell’ade i suoi capelli imbrattati di sangue”. 10E Dhavìdh si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Dhavìdh. 11I giorni in cui Dhavìdh regnò su Israele furono di quaranta anni: in Chevròn regnò sette anni e in Gerusalemme trentatre anni. 12Salomòn si assise sul trono di suo padre Dhavìdh, essendo figlio di anni dodici, e il suo regno si consolidò di molto. 13Adhonìas, figlio di Anghìth, entrò da Virsaveè, madre di Salomòn, si prostrò innanzi a lei, e lei disse: “Il tuo ingresso è in pace?”. Disse: “Pace! 14Una mia parola a te!” Gli disse: “Parla”. 15Le disse: “Tu sai che il regno era per me, e su di me tutto Israele ripose il suo sguardo come re; ma il regno è stato trasferito e passato a mio fratello, perché così ha fatto il Signore. 16Ora io ti chiedo una richiesta: non ritrarre il tuo volto!” Virsaveè gli disse: “Parla”. 17Le disse: “Dici al re Salomòn – egli non ritrarrà da te il suo volto – che mi dia in sposa Avisàgh la Somanite”. 18Virsaveè disse: “Bene! Io parlerò di te al re”. 19Virsaveè entrò dal re Salomòn per parlargli di Adhonìas; il re si alzò, le andò incontro, l’abbracciò e la fece sedere accanto al trono: fu posto un trono per la madre del re, che sedette alla sua destra. 20Gli disse: “Ho una piccola richiesta da chiederti; non volgere il tuo volto”. Il re le disse: “Chiedimi, madre; non ti girerò il mio volto”. 21Disse: “Avisàgh la Somanite sia data in moglie a tuo fratello Adhonìas”. 22Il re Salomòn rispose e disse a sua madre: “Perché chiedi Avisàgh per Adhonìas? Chiedi per lui anche il regno, perché questo mio fratello è più grande di me, ed egli ha come compagni il sacerdote Aviàthar e Ioàv figlio di Saruìas, principe delle schiere!” 23E il re Salomòn giurò per il Signore, dicendo: “Questo mi faccia il Signore e questo aggiunta, se contro l’anima sua Adhonìas non ha parlato questa parola! 24Ora, viva il Signore che mi ha preparato e mi ha posto sul trono di Dhavìdh mio padre, e che mi ha fatto una casa come il Signore ha parlato! Oggi Adhonìas sarà messo a morte!” 25Il re Salomòn mandò per mano di Vanèas figlio di Iodhaè, e lo eliminò: quel giorno Adhonìas morì. 26Al sacerdote Aviàthar il re invece disse: “Vattene di corsa nel tuo campo in Anathòth, perché in questo giorno tu sei un uomo di morte; ma io non ti metterò a morte, perché tu hai portato l’arca dell’alleanza del Signore innanzi a mio padre e hai sofferto le sofferenze di mio padre”. 27Salomòn tolse via Aviàthar perché non fosse sacerdote del Signore e perché di compisse la parola del Signore, detta sulla casa di Ilì in Silòm. 28E ne giunse voce a Ioàv figlio di Saruìas – Ioaàv aveva seguito Adhonìas e non aveva seguito Salomòn – e Ioàv si rifugiò nella Tenda del Signore e si aggrappò ai corni dell’altare. 29Fu riferito a Salomòn, dicendo che Ioàv si era rifugiato nella Tenda del Signore ed ecco, stava aggrappato ai corni dell’altare. Il re Salomòn mandò a dire a Ioàv: “Che ti è capitato, che ti sei rifugiato nell’altare?” Ioàv disse: “Ho paura del tuo volto, e mi sono rifugiato presso il Signore”. Salomòn mandò Vanèas, figlio di Iodhaè, dicendogli: “Va’, toglilo, e seppelliscilo”. 30Vanèas figlio di Iodhaè venne da Ioàv nella Tenda del Signore e gli disse: “Così dice il re: Esci”. Ioàv disse: “Non vengo! Morirò qui”. Vanèas figlio di Iodhaè ritornò e parlò al re, dicendo: “Questo ha detto Ioàv; questo mi ha risposto”. 31Il re gli disse: “Va’ e fa’ a lui come ho detto; lo toglierai e lo seppellirai; e oggi toglierai da me e dalla casa di mio padre il sangue che ha versato senza motivo. 32Il Signore riverserà sulla sua testa il sangue della sua iniquità, poiché andò contro a due uomini giusti e buoni più di lui, e li uccise di spada; mio padre Davhìdh non ha conosciuto il loro sangue: di Avennìr figlio di Nir, principe delle schiere d’Israele, e Amessà figlio di Iethèr, principe delle schiere di Iudha. 33Il loro sangue ritornerà sulla sua testa e sulla testa del suo seme, in eterno. Per Dhavìdh, per il suo seme, per la sua casa e per il suo trono, dal Signore ci sarà pace in eterno”. 34Vanèas figlio di Iodhaè salì, gli andò vicino, lo fece morire e lo seppellì nella sua casa nel deserto. 35Al suo posto, Salomòn pose Vanèas sull’Esercito, e il regno fu consolidato in Gerusalemme. Come primo dei sacerdoti, al posto di Aviàthar, il re pose il sacerdote Sadhòk. 35αIl Signore diede saggezza a Salomòn, sapienza molta assai, vastità di cuore come la sabbia presso il mare, 35βe la saggezza di Salomòn superò di molto la saggezza di tutti i figli antichi, più di tutti i savi dell’Egitto. 35γPrese la figlia di Faraone, e la condusse nella città di Dhavìdh, prima ancora di finire di costruire la sua casa - la dimora del Signore per prima – e le mura intorno a Gerusalemme. Fece e portò a termine in sette anni. 35δSalomòn aveva settecentomila portatori di pesi e ottantamila tagliatori di pietra in montagna. 35εSalomòn fece il Mare[d], i sostegni, le grandi vasche, le colonne, la fontana del cortile e il Mare di rame[e]. 35ζCostruì l’acropoli con i suoi spalti e spartì[f] la città di Dhavìdh; così la figlia di Faraone salì dalla città di Dhavìdh alla sua casa che le aveva costruito: allora costruì l’acropoli. 35ηTre volte l’anno Salomòn presentava olocausti e offerte pacifiche sull’altare che aveva costruito al Signore, e incensi innanzi al Signore, e portò a compimento la dimora. 35θQuesti i principi incaricati alle opere di Salomòn, tremila e seicento preposti del popolo che compivano le opere. 35ιEgli costruì Assùr, Magdhòn, Gazèr, Vethoròn superiore e Vaalàth: 35κdopo aver costruito la dimora del Signore e le mura intorno a Gerusalemme, dopo queste cose, costruì quelle città. 35λDhavìdh, quando ancora era vivo, aveva dato ordini a Salomòn, dicendo: “Ecco, con te è Semeì, figlio di Ghirà figlio del seme di Iemenì di Chevròn: 35μegli mi ha maledetto con atroce maledizione quel giorno quando andavo all’accampamento. 35νScese però per incontrarmi al Giordano e per il Signore ho giurato a lui, dicendo: Non ti farò morire di spada. 35ξOra tu non lo riterrai innocente, poiché tu sei uomo sapiente e sai cosa fargli: metterai nell’ade i suoi capelli imbrattati di sangue”. 36Il re chiamò Semeì e gli disse: “Costruisciti una casa in Gerusalemme e resta lì, senza andare da lì altrove; 37il giorno che tu uscirai e oltrepasserai il torrente dei Cedri, sappi con certezza che morirai di morte: il tuo sangue sarà sulla tua testa[g]”. In quel giorno il re lo fece giurare, 38e Semeì disse al re: “E’ buono il discorso che hai detto, o re mio signore; così farà il tuo servo”. E Semeì restò a Gerusalemme tre anni. 39Ma dopo i tre anni avvenne che due servi di Semeì se ne andarono da Angùs figlio di Maachà, re di Gheth. Fu riferito a Semeì, dicendo: “Ecco, i tuoi servi sono a Gheth”. 40Semeì si levò, sellò il suo asino e andò a Gheth, da Angùs, per cercare i suoi servi. Semeì andò e riportò da Gheth i suoi servi. 41Fu riferito a Salomòn, dicendo che Semei era andato da Gerusalemme a Gheth, e che aveva riportato i suoi servi. 42Il re mandò a chiamare Semeì e gli disse: “Non ti avevo scongiurato per il Signore, e non ti avevo attestato dicendo che il giorno in cui saresti uscito da Gerusalemme per andare a destra o a sinistra, sappi con certezza che morirai di morte? 43Perché non hai osservato il giuramento del Signore e l’ordine che ti avevo ordinato?” 44Il re disse a Semeì: “Tu conosci ogni tua malvagità - il tuo cuore lo sa – che hai fatto a mio padre Dhavìdh, e come il Signore ha riversato la tua malvagità sulla tua testa; 45il re Salomòn è benedetto, e il trono di Dhavìdh in eterno sarà pronto innanzi al Signore”. 46Il re Salomòn diede ordine a Vanèas figlio di Iodhaè e, quando (Semeì) uscì, lo eliminò ed egli morì. 46aIl re Salomòn era molto saggio e sapiente; Iudha e Israele erano molti, assai, più della sabbia che è sulla riva del mare: mangiavano, bevevano e gioivano. 46βSalomòn era primo su tutti i regni, che portarono doni e servirono a Salomòn per tutti i giorni della sua vita. 46γSalomòn cominciò ad aprire[h] le rendite del Libano; 46δegli costruì Thermè nel deserto. 46εQuesto il pranzo di Salomòn: trenta kori di fior di farina, sessanta kori di frumento macinato, dieci vitelli scelti, venti buoi da pascolo, cento pecore, oltre a cervi, gazzelle e scelta uccellagione d’allevamento, 46ζpoiché egli era principe su tutta la terra oltre il fiume, da Rafì sino a Gaza: su tutti i regni oltre il fiume. 46ηPer lui c’era pace da tutti i confini intorno a lui: Iudha e Israele dimorò fiducioso, ognuno nella propria vigna e presso il proprio fico – mangiando, bevendo e facendo festa – da Dhan sino a Virsaveè, in tutti i giorni di Salomòn. 46θQuesti i principi di Salomòn: Azarìa, figlio del sacerdote Sadhòk; Ornìas, figlio di Nàthan principe dei prefetti; Edhràm, soprintendente alla sua casa; Suvà, scriba; Vasà, figlio di Achithalàm, memorialista; Avì, figlio di Ioàv, principe delle schiere; Achirè, figlio di Edraì, ai tributi; Vanèas, figlio di Iodhaè, capo della corte e della fornace; Zachùr, figlio di Nàthan, consigliere. 46ιSalomòn aveva per i carri quattrocentomila cavalle da monta, e dodicimila cavalieri. 46κEra principe su tutti i regni, dal fiume sino alla terra degli Stranieri e sino ai confini dell’Egitto. 46λSalomòn, figlio di Dhavìdh, regnò in Gerusalemme su Israele e Iudha.

 

III[i]           Perché si consolidasse il regno nelle mani di Salomone, Salomone fece un accordo nuziale con Faraone, re d’Egitto; prese la figlia di Faraone e la condusse nella città di Dhavìdh, prima ancora di costruirsi la casa, la dimora di Dio, e le mura intorno a Gerusalemme.

2Tuttavia il popolo bruciava incensi sulle alture, perché ancora non era stata edificata al Signore la dimora. 3Salomòn amava il Signore e camminava secondo i precetti di suo padre Dhavìdh, ma immolava e bruciava incensi sulle alture. 4Si alzò e andò a Gavaòn, per immolare lì, poiché essa era la più elevata, e sull’altare di Gavaòn Salomòn portò un olocausto grande: mille! 5E apparve il Signore a Salomòn, nel sonno, di notte, e il Signore disse a Salomòn: “Chiedimi cosa ti chiedi”. 6Salomòn disse: “Tu hai operato una grande misericordia con il tuo servo Dhavìdh, mio padre, perché egli camminò innanzi a te nella verità, nella giustizia e nella rettitudine di cuore nei tuoi confronti. Tu hai custodito per lui questa grande misericordia, di porre suo figlio sul suo trono, come è in questo giorno. 7Ora, Signore Dio mio, tu hai dato il tuo servo al posto di mio padre Dhavìdh, ma io sono un piccolo giovane e non so la mia entrata e la mia uscita, 8e il tuo servo è in mezzo al tuo popolo, che hai scelto: un popolo numeroso, che non si può numerare. 9Dona al tuo servo un cuore che ascolti e giudichi il tuo popolo con giustizia, e che comprenda la differenza tra bene e male. Chi potrà infatti giudicare questo tuo popolo pesante?” 10Agli occhi del Signore piacque che Salomòn avesse chiesto questo discorso, 11e il Signore gli disse: “Tu da me hai chiesto questo discorso, e non hai chiesto per te molti giorni, non hai chiesto ricchezza, non hai chiesto l’anima dei tuoi nemici, ma hai chiesto per te l’intelligenza d’ascoltare il giudizio. 12Ed ecco, ho fatto secondo il tuo discorso; ecco, ti ho dato un cuore saggio e sapiente, sì che non c’è stato prima di te né sorgerà dopo di te uno simile a te. 13Anche quel che non hai chiesto ti ho dato: anche ricchezza e gloria, come non fu uomo simile a te tra i regnanti. 14E se camminerai sulla mia strada, osservando la mia volontà e i miei precetti, come camminò tuo padre Dhavìdh, io moltiplicherò i tuoi giorni”. 15Salomòn si svegliò: ecco, era un sogno. Si alzò e si recò a Gerusalemme. Si presentò davanti all’altare che è innanzi all’arca dell’alleanza del Signore, in Sion, e portò olocausti, fece offerte di pace e organizzò una grande bevuta, per sé e i suoi servi. 16Allora comparvero al re due donne, prostitute, e stettero innanzi a lui. 17Una donna disse: “Volgiti a me, signore. Io e questa donna abitavamo nella stessa casa e abbiamo partorito in casa. 18Tre giorni dopo che io ebbi partorito, avvenne che partorì anche questa donna. Noi eravamo a casa nostra: non c’era con noi in casa alcun altro, tranne noi due. 19Di notte morì il figlio di questa donna, perché gli si era addormentata di sopra; 20A metà della notte si alzò, prese mio figlio dalle mie braccia e se lo mise a dormire sul suo petto, mentre il suo figlio morto lo coricò sul mio petto. 21Al mattino presto mi sono alzata per allattare mio figlio, e quello era morto, ed ecco, al mattino l’ho riconosciuto, ed ecco: non era il figlio mio, che avevo partorito”. 22L’altra donna disse: “No! Il vivo è figlio mio; tuo figlio è il morto!” E parlavano davanti al re. 23Il re disse loro: “Tu dici: Questo vivo è figlio mio, e il figlio suo è morto. Tu invece dici: No, il vivo è figlio mio, e il morto è figlio suo”. 24Il re disse: “Prendetemi la spada”, e portarono la spada davanti al re. 25Il re disse: “Il bambino vivo che sta allattando, tagliatelo in due e datene metà a questa e metà a quest’altra”. 26La donna, il cui figlio era il vivo, sentendosi commuovere le viscere per suo figlio rispose e disse al re, disse: “Volgiti a me, signore! Date a lei il bambino e non fatelo morire di morte!”, ma l’altra disse: “Non sia né mio né tuo: tagliatelo!”. 27Il re rispose e disse: “Date il bambino a chi ha detto: Datelo a lei; non fatelo morire di morte. Lei è sua madre!” 28Tutto Israele sentì questo giudizio giudicato dal re, ed ebbe timore del volto del re, vedendo che in lui c’era la saggezza di Dio nell’operare la giustizia.

 

IV         Il re Salomòn regnava su Israele 2e aveva questi principi: Azarìas figlio di Sadhòk; 3Eliarèf e Achià figlio di Savà, scribi; Iosafàt figlio di Achilìdh, memorialista; 4Vanèas, figlio di Iodhaè, capo della Forza; Sadhòk e Aviàthar, sacerdoti; 5Ornìas, figlio di Nàthan, capo dei preposti; Zavùth, figlio di Nàthan, guardia del corpo del re; 6Achiìl, economo; Eliàv, figlio di Saf, alle patrie istituzioni e Adhoniràm, figlio di Efrà, ai tributi. 7Salomòn aveva dodici preposti su tutto Israele, per provvedere al re e alla sua casa: a ognuno spettava provvedere per un mese all’anno. 8Questi i loro nomi: Venòr, per il monte Efrèm, uno; 9il figlio di Dakàr, per Machemàs, Salavìn, Vethsamìs ed Elòn, sino a Vithanàn, uno; 10il figlio di Esdhì, per Aravòth, la sua Sochò e tutta la terra di Ofèr, uno; 11Chanadhàv e Anafathè (uomo di Tavlìth, aveva come moglie la figlia di Salomòn), uno; 12Vaanà, figlio di Achilìdh, per Thaanàch, Magheddhò, tutta la casa di San (presso Sesathàn, sotto Esraè), da Vithsàn sino a Savelmaulà (sino a Maevèr Lucàm), uno; 13il figlio di Gavèr, per Remàth di Galaàdh (a lui, la porzione di Eregavà, che in Vasàn; sessanta grandi città con mura e sbarre di rame), uno; 14Achinadàv, figlio di Saddhò, per Maanaìm, uno; 15Achimaàs, per Nefthalìm (anche lui prese come moglie Vasemmàth figlia di Salomòn), uno; 16Vaanà, figlio di Chusì, per Asìr e Vaalòth, uno; 17Samaà, figlio di Ilà, per Veniamìn; 18Gavèr, figlio di Adhaì, per la terra di Ghadh, già di Siòn re di Esevòn e di Og re di Vasàn. Un nasìf[j] per la terra di Iudha. 19Iosafàt, figlio di Fuasùdh, per Issàchar.

20Iudha e Israele erano molti, come è abbondante la sabbia sulla riva del mare; mangiavano, bevevano e si rallegravano.

 

V[k]            Salomòn aveva potere su tutti i regni (dal fiume della terra degli Stranieri sino ai confini dell’Egitto), che portarono doni e prestarono servizio a Salomòn per tutti i giorni della sua vita.

Così i preposti provvedevano al re Salomòn tutto quanto si esponeva sulla tavola del re, ciascuno nel suo mese. Nulla tralasciavano; 2anche orzo e paglia per i cavalli e i carriaggi portavano lì dove si trovava il re, ciascuno secondo la propria imposta. Questo il necessario a Salomòn per un giorno: trenta kori di fior di farina, sessanta kori di frumento macinato, 3dieci vitelli scelti, venti buoi da pascolo e cento pecore, oltre a cervi e caprioli scelti, d’allevamento. 4Egli era principe della terra oltre il fiume e per lui c’era pace da tutti i confini intorno. 5Il Signore diede a Salomòn saggezza e moltissima sapienza, larghezza di cuore come la sabbia sulla riva del mare; 10e Salomòn fu ricolmo di saggezza più di tutti gli uomini antichi e più di tutti i savi dell’Egitto. 11Diventò più sapiente di qualsiasi uomo; fu più sapiente di Ghethàn il Zarite, di Enàn, di Chalkàl e di Dhardhà figli di Mal. 12Salomòn pronunciò tremila parabole e le sue odi furono mille e cinque. 13Parlò degli alberi, dal cedro del Libano fino all’issopo che spunta dai muri; parlò del bestiame, dei volatili, dei rettili e dei pesci. 14Tutti i popoli si presentavano ad ascoltare la sapienza di Salomòn, che ebbe doni da tutti i re della terra che avevano sentito dire della sua sapienza. 14αSalomòn si prese in moglie la figlia di Faraone, e la portò nella città di Dhavìdh prima ancora che egli portasse a termine la dimora del Signore, la propria casa e le mura di Gerusalemme. 14βAllora Faraone, re d’Egitto, salì e conquistò Gazèr; incendiò essa e il Chananeo che dimorava in Mergàv, e Faraone le diede entrambe a sua figlia, moglie di Salomòn, come tassa d’accompagnamento[l]. Salomòn ricostruì Gazèr. 15Chiràm, re di Tiro, dopo che Salomòn fu unto al posto di suo padre Dhavìdh, mandò i propri giovani, poiché Chiràm amò Dhavìdh in tutti i giorni. 16E Salomòn mandò a dire a Chiràm: 17“Tu hai visto che a mio padre Dhavìdh non fu possibile costruire una dimora al nome del Signore Dio mio, dovendo affrontare le guerre che l’attorniarono finché il Signore non le pose sotto la punta dei suoi piedi. 18Ora il Signore Dio mio ha calmato i miei dintorni: non c’è più avversario e non c’è malvagio peccato. 19Ecco, io dico che costruirò una dimora al nome del Signore Dio mio, come il Signore Dio ha detto a mio padre Dhavìdh, dicendo: Egli costruirà la dimora al mio nome. 20Ordunque ordina di tagliare per me alberi del Libano: ecco, i miei servi con i tuoi servi; ti darò la paga del tuo servizio secondo tutto quel che dirai. Tu sai che io non ho chi sappia tagliare gli alberi come i Sidhoni!” 21Come Chiràm ascoltò le parole di Salomòn, avvenne che gioì assai e disse: “Oggi sia benedetto il Signore Dio, che ha dato a Dhavìdh un figlio saggio per questo grande popolo”. 22E mandò a dire a Salomòn: “Ho sentito tutto quello per cui hai mandato a dirmi, e farò ogni tua volontà: legname di cedro e di pino. 23I miei servi lo faranno scendere dal Libano sino al mare; lo metterò su zattere, fino al luogo che mi manderai a dire; là scaricherò e tu lo prenderai e farai la mia volontà: dare pani per la mia casa”. 24Così Chiràm dava a Salomòn cedri e pini, quanti ne ordinava, 25mentre Salomòn dava a Chiràm ventimila kori di frumento e vettovaglie per la sua casa, e ventimila veth di olio di frantoio: questo dava Salomòn a Chiràm ogni anno. 26Il Signore diede sapienza a Salomòn, come gli aveva detto; ci fu pace tra Chiràm e Salomòn, e pattuirono un patto tra loro. 27Il re prese una tassa da tutto Israele, e la tassa consisteva in trentamila uomini 28che mandò nel Libano, diecimila al mese, alternandosi: un mese stavano in Libano e due mesi a casa propria. Adhoniràm, preposto alla tassa. 29Salomòn aveva anche settantamila portatori di pesi e ottomila scalpellini in montagna, 30oltre ai capi dei presidenti alla opere di Salomòn, tremila e seicento preposti agli operai dei lavori. 32Per tre anni prepararono legname e pietre.

 

VI[m]       Nell’anno quattrocentoquaranta dall’uscita dei figli d’Israele dall’Egitto, nel quarto anno e nel secondo mese del regno del re Salomòn su Israele, avvenne che 1αil re comandò di prendere grandi pietre preziose per la fondazione della dimora, e pietre non sgrossate con la scure: 1βle sgrossarono con la scure i figli di Salomòn e i figli di Chiràm, e le portarono. 1γNell’anno quarto furono poste le fondamenta della dimora del Signore, nel mese di Nisò[n], nel secondo mese, 1δe nell’anno undicesimo, nel mese di Vaàl (esso è l’ottavo mese), fu portata a termine la dimora con tutti i suoi discorsi e con tutti i suoi ordinamenti. 2La dimora che il re edificò al Signore: quaranta cubiti la sua lunghezza, venti cubiti la sua larghezza e venticinque cubiti la sua altezza. 3L’elàm[o] sul fronte del tempio: venti cubiti la sua lunghezza, per tutta la larghezza della dimora, e dieci cubiti la sua profondità sul fronte della dimora. Costruì la dimora e la finì. 4Alla dimora fece delle finestre per scrutare di nascosto[p]. 5Ai muri della dimora pose travi tutt’intorno al tempio e al dhavìr[q], e attorno fece delle fiancate: 6la fiancata inferiore, cinque cubiti larga; quella mediana, larga sei cubiti; la terza, larga sette cubiti. Pose infatti uno stacco alla dimora, tutto intorno, all’esterno della dimora, perché [le travi] non fossero incastrate ai muri della dimora. 7Costruendo la dimora, si costruì con pietre dure non lavorate, sì che durante la sua costruzione non s’udisse martello o scure o un qualsiasi altro attrezzo di ferro. 8Il portone della fiancata inferiore era sul fianco destro del tempio, con una salita a chiocciola per il piano mediano e, dal piano mediano, al terzo piano. 9Costruita la dimora e finita, rivestì la dimora di cedro. 10Costruì gli annessi lungo tutta la dimora, alti cinque cubiti, e saldò ogni annesso con legno di cedro.

11E ci fu la parola del Signore a Salomòn, che diceva: 12“Tu costruisci questa dimora, ma se tu camminerai nei miei comandamenti, se farai i miei precetti e osserverai tutte le mie volontà, seguendole, confermerò la mia parola, che ho detto a tuo padre Dhavìdh; 13mi accamperò in mezzo ai figli d’Israele e non abbandonerò il mio popolo Israele”. 14Salomòn costruì la dimora e la finì.

15All’interno, fabbricò i muri della dimora con legno di cedro, dal pavimento della dimora alle pareti e alle travi; rivestì pure di legname le connessioni interne e circondò l’interno della dimora con stecche di pino. 16Costruì uno spazio di venti cubiti, a partire dal fondo della dimora, dal pavimento alla travatura e vi fece il dhavìr, per Santo dei santi. 17Di quaranta cubiti era la dimora

all’interno, 18rivestito di cedro all’interno della dimora, con intagliature e giunture tutte di cedro, sì che non si vedeva la pietra

di fronte al dhavìr, in mezzo all’interno della dimora, per mettervi l’arca dell’alleanza del Signore; 20venti cubiti di larghezza, venti cubiti di lunghezza e venti cubiti di altezza, e lo rivestì d’oro puro. Fece anche l’altare

di cedro, 21e Salomòn rivestì l’interno della dimora con oro scelto e vi dispose un velario d’oro

davanti al dhavìr, rivestito d’oro. 22Tutta la dimora rivestì d’oro, sino alla fine di tutta la dimora,

e tutto l’interno del dhavìr con foglie d’oro.

23Nel dhavìr fece due cherubini della grandezza di dieci cubiti d’altezza. 24Una ala di un cherubino era di cinque cubiti e cinque cubiti l’altra ala; dalla punta di una alla punta dell’altra, dieci cubiti. 25Così il secondo cherubino, ambedue esattamente della stessa misura. 26L’altezza di un cherùv, dieci cubiti, e così l’altro cherùv. 27Ambedue i cherubini erano in mezzo alla dimora interna, con le ali stese in modo che una ala toccasse la parete e l’ala del secondo cherùv toccasse l’altra parete, mentre le altre due ali si toccavano tra loro in mezzo alla dimora, ala con ala. 28Rivestì anche i cherubini d’oro. 29Tutto intorno le pareti decorò con intagli e figure di cherubini e di palme, all’interno e all’esterno. 30Rivestì d’oro il pavimento della dimora, all’interno e all’esterno. 31Per l’entrata del dhavìr fece porte di legno di pino, con frontone pentagonale 32e due porte in legno di pino con intagliati sopra cherubini, e con palme e foglie a rilievo rivestite d’oro; sui cherubini e sulle palme fu colato oro. 33Lo stesso fece per il portone del tempio, dagli stipiti di legno di ginepro, e per la loggia quadrata. 34Le due porte erano di legno di pino: una porta aveva due battenti, che si chiudevano uno sull’altro, e due battenti la seconda porta che chiudevano allo stesso modo; 35erano decorate con intagli di cherubini e palme, e foglie in rilievo, rivestite d’oro steso a stampo. 36Fece il cortile interno, con intorno tre ordini di pietre non sgrossate dalla scure e un ordine di legno di cedro. 36αFece anche il velario del cortile dell’elàm della dimora, di fronte al tempio.

 

VII[r]       Il re Salomòn mandò a prendere Chiràm di Tiro, 2figlio d’una donna vedova, ed egli era della tribù di Nefthalìm. Suo padre era un uomo di Tiro. Artigiano del rame, era pieno di tecnica, intelligenza e conoscenza dell’esecuzione di qualsiasi opera in rame. Venuto dal re Salomòn, fece ogni opera. 3Fu lui a fondere le due colonne dell’elàm della dimora: una colonna era di diciotto cubiti d’altezza, di quattordici cubiti di circonferenza, e lo spessore della colonna – cava – era di quattro dita; così, anche la seconda colonna. 4Fece anche due capitelli da mettere in capo alle colonne, fusi in rame: cinque cubiti l’altezza d’un capitello, e cinque cubiti l’altezza del secondo capitello. 5E fece due reti per ricoprire i capitelli delle colonne: una rete per una colonna, e una rete per la seconda colonna; 6e un lavoro appeso: due file di melagrani di rame, intrecciate, un lavoro appeso fila su fila. Così fece anche il secondo capitello. 7Ed eresse le colonne dell’elàm del tempio; eresse una colonna e la chiamò col nome di Iachùm; eresse la seconda colonna e la chiamò col nome di Vaàs. 8In capo alle colonne, un lavoro di gigli, verso l’elàm, di quattro cubiti; 9su ambedue le colonne, una trave e sopra al fianco dei capitelli, una grossa trave. 10Fece il Mare: dieci cubiti da un orlo all’altro, un giro tondo, alto cinque cubiti, cinto in cerchio d’un bordo di trentatre cubiti; 11con basi sotto questo bordo per circondarlo in cerchio, un cerchio di dieci cubiti. 12Il suo bordo era lavorato come il bordo di una coppa, con foglie di gigli, e il suo spessore era di un palmo. 13Sotto al Mare, dodici buoi: tre guardavano a nord, tre guardavano verso il mare[s], tre guardavano a ovest e tre guardavano a oriente, le loro parti posteriori erano verso la dimora e il Mare era posato sopra di loro. 14Fece anche dieci mechonòth[t] di rame: ogni mechonòth aveva lo spessore di cinque cubiti, la sua larghezza quattro cubiti e sei cubiti la sua altezza. 15Questo lavoro delle mechonòth era a cesello, con cesellature tra le giunture; 16tra cesellature e giunture, leoni, buoi e Cherubini, come tra le giunture; sopra e sotto leoni e buoi c’erano degli spazi, lavoro d’incavatura. 17Ogni mechonòth aveva quattro ruote di rame, assali di rame, con quattro raggi e sostegni alla base delle vasche. 18Le ruote delle mechonòth avevano perni, e ogni ruota era alta un cubito e mezzo. 19Il lavoro delle ruote era come il lavoro delle ruote dei carri: perni e raggi e ogni cosa, tutto in fusione, 20come le quattro spallette ai quattro angoli delle mechonòth (ogni mechonòth aveva le spallette). 21In capo a ogni mechonòth, un tondo dalla misura di mezzo cubito, tutt’intorno alla testa della mechonòth, dal principio della sua base alla chiusura, e si apriva al principio della sua base; 22alle chiusure, c’erano Cherubini, leoni e palme, nello spazio libero per ciascuno, dentro e attorno. 23Allo stesso modo fece tutte le dieci mechonòth, con la stessa disposizione e misura. 24Fece anche dieci conche col gambo, di rame, della capacità di dieci cubiti; ogni conca col gambo stava presso ognuna delle dieci mechonòth. 25Pose cinque mechonòth sul lato destro della dimora e cinque sul lato sinistro della dimora; il Mare, sul lato destro della dimora, verso oriente in direzione sud. 26Chiràm fece anche pentole, caldaie e patere. Chiràm terminò tutti i lavori che fece per il re Salomòn nella dimora del Signore: 27due colonne, le due collane[u] delle colonne in capo alle due colonne, due reti per coprire entrambe le collane delle sculture che sono sopra le colonne, 28le quattrocento melagrane di entrambe le reti - due file di melagrane per rete – a coprire entrambe le collane delle mechonòth presso entrambe le colonne; 29le dieci mechonòth e le dieci conche col gambo presso le mechonòth; 30un Mare; i dodici buoi sotto al Mare; 31le pentole, le caldaie e le patere e tutti i vasi che Chiràm fece al re Salomòn per la dimora del Signore; quarantotto colonne della casa del re e della dimora del Signore. Tutti i lavori del re, fatti da Chirà, erano in tutto di rame, 32e non si pesò il rame impiegato per questi lavori, a causa della sua grande abbondanza. Non ci fu limite alla quantità di rame. 33Nella valle del Giordano furono fuse tutte le cose con la terra grassa[v] che si trova tra Sokchoth e Sirà. 34Il re Salomòn assegnò alla dimora del Signore i vasi che aveva fatto; l’altare d’oro e la tavola d’oro su cui si posavano i pani della proposizione; 35le lucerne d’oro fino, cinque a sinistra e cinque a destra davanti al dhavìr; le lampade, i lumi, le ampolle dell’olio, tutto d’oro; 36le basi dell’altare, i chiodi, le patere, i catini, gli incensieri, tutto d’oro fino; i cardini delle porte della dimora interna – il Santo dei santi – e le porte della dimora, erano d’oro. 37Fu completato ogni lavoro che Salomòn fece fare per la dimora del Signore e Salomòn vi introdusse i santi doni di Dhavìdh suo padre; tutti i santi doni di Salomòn - l’argento, l’oro e i vasi – depose nel tesoro della dimora del Signore. 38In tredici anni Salomone si costruì anche una casa, 39e costruì la casa con legname del Libano: cento cubiti la sua lunghezza, cinquanta cubiti la sua larghezza e trenta cubiti la sua altezza; tre file di colonne di cedro e di cedro anche le spalle delle colonne; 40sopra la casa mise un soffitto a cassettoni, sulle fiancate delle colonne, in numero di quaranta in cinque file e 41tre travi, con tre finestre per vano; 42tutte le porte e le finestre quadrangolari e incorniciate da travi, tre volte dal portone alla porta. 43L’elàm delle colonne era lungo cinquanta cubiti e largo cinquanta, collegato all’elàm di fronte, con colonne e pilastri davanti a questi elammìm. 44L’elàm del trono, dove giudicare, l’elàm del tribunale. 45Nella sua casa, dove dimorava, aveva un’aula ornata alla stesso modo, secondo questo lavoro. E la casa per la figlia di Faraone, che aveva preso Salomòn, appresso a questo elàm. 46Tutto questo, con pietre preziose, intagliate, all’interno dell’edificio – dalle fondamenta alle grondaie – e all’esterno, nel grande cortile 47lastricato con grandi pietre preziose, pietre di dieci cubiti e di otto cubiti; 48anche sopra, sufficienti pietre non sgrossate dalla scure, e cedri. Salomòn finì tutta la sua casa.

 

VIII       E avvenne che Salomòn finì di costruire la dimora del Signore e la sua casa dopo venti anni, e allora il re Salomòn convocò in sacra assemblea tutti gli anziani d’Israele in Sion, per trasportare l’arca dell’alleanza del Signore dalla città di Dhavìdh (cioè Sion). 2Nel mese di Athanìn[w] 3i sacerdoti presero l’arca, 4la tenda della testimonianza e i santi vasi che sono nella tenda della testimonianza. 5Il re e tutto Israele, innanzi all’arca immolarono pecore e buoi senza numero, 6e i sacerdoti introdussero l’arca al suo posto, nel dhavìr della dimora, nel Santo dei santi, sotto le ali dei Cherubini: 7i Cherubini infatti avevano le ali stese sul posto dell’arca, e i Cherubini ricoprivano dall’alto l’arca e le sue cose sante. 8Le stanghe[x] sporgevano, e la testa delle stanghe si vedeva da(l Santo) dei santi, davanti al dhavìr, ma non si vedevano dall’esterno. 9Nell’arco non c’era altro che le tavole di pietra, le tavole del Patto che pattuì Mosè là sul Chorìv, che aveva pattuito il Signore con i figli d’Israele, quando essi uscivano dalla terra d’Egitto. 10E avvenne che quando i sacerdoti vennero fuori dal Santo (dei santi), la Nube riempì la dimora, 11e ai sacerdoti non fu possibile stare in piedi a compiere il servizio liturgico innanzi alla Nube: infatti, la Gloria del Signore riempì la dimora. 14Il re ritrasse il suo volto, e il re benedisse tutto Israele e tutta la sacra assemblea restò in piedi. 15Egli disse: “Benedetto sia oggi il Signore Dio d’Israele, che con la sua bocca ha parlato di mio padre Dhavìdh, e ha portato a termine con le sue mani, dicendo: 16Dal giorno in cui ho tratto fuori il mio popolo Israele dall’Egitto, non ho scelto alcuna città in alcun scettro d’Israele per edificarvi una dimora al mio nome, ma ho scelto Gerusalemme perché vi fosse il mio nome, e ho scelto Dhavìdh per essere sopra il mio popolo Israele. 17Ed ebbe in cuore mio padre Dhavìdh di edificare la dimora per il nome del Signore Dio d’Israele, 18ma il Signore disse a mio padre Dhavìdh: Da quando è venuto nel tuo cuore di edificare la dimora per il mio nome, è stato bello che nel tuo cuore abbia pensato di farlo; 19non sarai però tu a edificare la dimora, ma il tuo figlio che uscirà dai tuoi lombi; egli costruirà la dimora per il mio nome. 20Il Signore ha elevato questo discorso, e io mi sono elevato al posto di Dhavìdh, mio padre, e mi sono assiso sul trono d’Israele – come aveva detto il Signore – e ho costruito la dimora per il nome del Signore Dio d’Israele. 21Lì ho disposto il luogo per l’arca, in cui è il Patto del Signore che il Signore pattuì con i nostri padri, quando lui li trasse fuori dalla terra d’Egitto”. 22Salomone si levò in faccia all’altare del Signore, davanti a tutta la sacra assemblea d’Israele, stese le mani al cielo 23e disse: “Signore Dio d’Israele, non c’è come te Dio in cielo, in alto, e in terra, in basso. Tu custodisci l’alleanza, e la misericordia, verso il tuo servo che procede innanzi a te con tutto il suo cuore, 24come l’hai custodita con il tuo servo Dhavìdh, mio padre: quel che avevi detto con la tua bocca, oggi hai compiuto con le tue mani. 25Or dunque, Signore Dio d’Israele, custodisci per il tuo servo Dhavìdh, mio padre, quel che hai detto a lui, dicendo: Non ti verrà a mancare un uomo che sieda innanzi a me sul trono d’Israele, se i tuoi figli custodiranno le loro vie nel procedere innanzi a me, come tu hai camminato innanzi a me. 26Or dunque, Signore Dio d’Israele, si renda fedele il tuo discorso a Dhavìdh mio padre. 27Davvero Dio dimora tra gli uomini in terra? Il cielo e il cielo del cielo non ti bastano: e potrà questa dimora che ho edificato per il tuo nome? 28Quarda dall’alto alla mia supplica, Signore Dio d’Israele, per ascoltare la preghiera che il tuo servo prega a te, in faccia a te, oggi. 29Siano gli occhi tuoi aperti su questa dimora, giorno e notte - sul luogo di cui hai detto: Sarà lì il mio nome - per ascoltare la preghiera che il tuo servo pregherà in questo luogo giorno e notte. 30Esaudisci la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, che innalzeranno in questo luogo; esaudisci, nel luogo della tua dimora, in cielo, fai e abbi misericordia. 31Se qualcuno pecca contro il suo prossimo, o mette su di lui una maledizione, maledicendolo, e viene a confessare davanti al tuo altare in questa dimora, 32tu ascolta dal cielo, fai e giudica il tuo popolo Israele, da’ la colpa al colpevole, rendigli in testa la sua condotta, e fai giustizia al giusto, rendigli secondo la sua giustizia. 33Se il tuo popolo Israele cadrà innanzi ai suoi nemici, perché contro di te ha peccato, ma tornerà indietro e confesserà al tuo nome, e pregherà, e supplicherà in questa dimora, 34tu ascolta dal cielo e fai misericordia per i peccati del tuo popolo Israele e fallo ritornare alla terra che hai dato ai suoi padri. 35Quando il cielo sarà chiuso perché non ci sia pioggia, poiché contro di te hanno peccato, ma pregheranno in questo luogo e confessare al tuo nome e torneranno indietro dai loro peccati, poiché tu li hai umiliati, 36tu ascolta dal cielo e abbi misericordia dei peccati del tuo servo e del tuo popolo Israele, poiché mostrerai loro la via buona, dove camminare, e darai pioggia alla terra che hai dato al tuo popolo in possesso. 37Se vi sarà carestia, se vi sarà morte per l’ardore della febbre, se accadrà il bruco o la ruggine[y], se in qualcuna delle sue città l’affliggerà il suo nemico o una qualsivoglia avversità o travaglio, 38ogni preghiera, ogni supplica innalzi ogni uomo, che riconosce la ferita del suo cuore e stende le sue mani verso questa dimora, 39tu ascolterai dal cielo, la tua vera dimora e avrai pietà, farai, darai agli uomini secondo la loro condotta, secondo ciò che conosci nel loro cuore – tu solo infatti vedi il cuore di tutti gli uomini – 40affinché ogni giorno abbiano timore di te, fino a quando vivranno nella terra che hai dato ai nostri padri. 41Se il forestiero, che non appartiene a questo tuo popolo, 42verrà a pregare in questo luogo, 43tu ascolterai dal cielo, la tua vera dimora, e farai tutto quel ti chiederà il forestiero, affinché tutti i popoli conoscano il tuo nome e abbiano timore di te, come il tuo popolo Israele, e sappiano che in questa dimora che ho edificato, è invocato il tuo nome. 44Quando il popolo uscirà in guerra contro i suoi nemici sulla strada per la quale li hai fatti tornare, e nel nome del Signore pregherà sulla via della città che tu hai scelto e della dimora che ho edificato per il tuo nome, 45tu esaudirai dal cielo la sua supplica e la sua preghiera, e gli renderai giustizia. 46Quando peccheranno contro di te – poiché non c’è uomo che non pecchi – e tu li allontanerai consegnandoli ai nemici, e i prigionieri saranno condotti prigionieri in una terra lontana o vicina, 47ma se nella terra dove saranno tradotti, si rivolgeranno al loro cuore, e se nella terra del loro esilio si rivolgeranno a supplicarti dicendo: Abbiamo peccato, siamo iniqui, siamo empi!, 48se nella terra dei loro nemici, dove li hai deportati, si rivolgeranno a te con tutto il loro cuore e con tutta l’anima loro pregheranno verso di te, verso la via della loro terra, che tu hai dato ai loro padri, e della città che tu hai scelto e della dimora che ho edificato al tuo nome, 49tu ascolterai dal cielo, dalla tua vera dimora, 50e farai misericordia delle loro iniquità con cui hanno peccato verso di te e di tutte le prevaricazioni con cui hanno prevaricato contro di te, e darai loro redenzione davanti a chi li ha imprigionati, perché li redimano. 51Essi infatti sono il popolo del tuo possesso, che hai tratto fuori dalla terra d’Egitto, dalla forgia del ferro. 52Volgi  i tuoi occhi, apri le tue orecchie alla supplica del tuo servo e alla supplica del tuo popolo Israele, ed esaudiscili in tutto quel che ti chiedono, 53poiché tu li hai separati per tuo possesso da tutti i popoli della terra, come hai detto per mezzo di Mose tuo servo, quando hai tratto fuori i nostri padri dalla terra d’Egitto, Signore Signore”. 53αAllora Salomòn parlò per la casa, quando ebbe finito di costruirla: “Il Signore ha posto un sole nel cielo, dicendogli di abitare tra le nubi, e tu mi edificherai una dimora, e a te una degna casa per abitarvi nuovamente”. Non è scritto così nel Libro delle odi[z]? 54Quando Salomòn finì di pregare tutta questa preghiera e questa supplica, si levò dal cospetto dell’altare del Signore, dove stava in ginocchio, con le mani levate al cielo. 55Si alzò e benedisse tutta la sacra assemblea d’Israele a gran voce, dicendo: 56“Sia benedetto oggi il Signore che ha dato riposo al suo popolo, secondo tutto quel che aveva detto; neppure una parola ha smentito di tutte le buone parole dette per mezzo del suo servo Mose. 57Il Signore Dio nostro sia con noi come fu con i nostri padri; non ci abbandoni e non ci volti le spalle; 58pieghi il nostro cuore verso di lui, affinché noi camminiamo su tutte le vie e osserviamo tutti i suoi voleri e i suoi precetti che ha prescritto ai nostri padri. 59Queste parole che ho innalzato innanzi al Signore Dio nostro, siano accanto al Signore Dio nostro giorno e notte, affinché egli renda giustizia al suo servo e giustizia al suo popolo Israele, giorno per giorno, sempre. 60E tutti i popoli della terra conoscano che Dio è Signore, egli è Dio e non c’è altri. 61Siano i nostri cuori perfetti verso il Signore nostro Dio, per avanzare santamente nei suoi precetti e custodire i suoi voleri, come in questo giorno”. 62Il re e tutti i figli d’Israele sacrificarono sacrifici innanzi al Signore, 63e il re Salomòn sacrificò sacrifici di pace - sacrificò al Signore ventiduemila buoi e centoventimila pecore – e fu inaugurata la dimora del Signore dal re e da tutti i figli d’Israele. 64In quel giorno il re santificò la parte centrale del cortile che in faccia alla dimora del Signore, poiché lì fece gli olocausti e le offerte e i grassi dei sacrifici di pace: infatti è piccolo l’altare di rame posto innanzi al Signore, tanto da non potervi mettere sopra l’olocausto e le offerte di pace. 65Salomòn in quel giorno celebrò la festa, e con lui tutto Israele: una grande assemblea sacra - dall’entrata di Imàth sino al fiume dell’Egitto – innanzi al Signore Dio nostro, nella dimora che aveva costruito, mangiando, bevendo e rallegrandosi innanzi al Signore Dio nostro, per sette giorni. 66Nel giorno ottavo il popolo si congedò e benedisse il re, e ognuno tornò alle proprie tende con gioia, di buon cuore tra le cose buone fatte dal Signore al suo servo Dhavìdh e al suo popolo Israele.

 

IX         Dopo che Salomòn ebbe terminato di costruire la dimora del Signore, la casa del re e tutti gli affari di Salomòn che volle fare, avvenne che 2il Signore apparve una seconda volta a Salomòn, come gli era apparso a Gavaòn. 3Il Signore gli disse: “Ho ascoltato la voce della tua preghiera e della tua supplica, che hai innalzato innanzi a me. A te ho fatto secondo tutta la tua preghiera: ho santificato questa dimora che hai costruito perché in eterno vi dimori il mio nome, e ogni giorno lì saranno i miei occhi e il mio cuore. 4Se tu camminerai davanti a me come camminò tuo padre Dhavìdh, in santità di cuore e nella rettitudine, e in tutto farai come ti ordino, custodendo i miei precetti e i miei voleri, 5in Israele farò sorgere per l’eternità il trono del tuo regno, come ho detto a tuo padre Dhavìdh, dicendo: A te mai verrà a mancare un uomo come guida d’Israele. 6Ma se volgendovi indietro, voi e i vostri figli andrete via da me; se non custodirete i miei voleri e i miei precetti che innanzi a voi ho dato a Mosè; se andrete a servire divinità straniere e a esse vi prosternerete, 7allora strapperò Israele dalla terra che gli ho dato, e questa dimora – che ho consacrato al mio nome – la rigetterà dal mio cospetto, e Israele diventerà lo scherno e la favola di tutti i popoli. 8Chiunque passerà per questa dimora, fuor di sé fischierà e dirà: Perché mai il Signore ha fatto così ha questa terra e a questa dimora? 9E risponderanno: Perché hanno abbandonato il Signore Dio loro, che aveva tratto i loro padri fuori dall’Egitto, dalla casa della schiavitù, e hanno accolto divinità straniere, le hanno adorato e a loro hanno prestato culto; perciò il Signore ha mandato su di loro queste brutte cose”. 9αAllora Salomòn condusse la figlia di Faraone dalla città di Dhavìdh a casa sua, che si era costruito in quei giorni. 10Nei venti anni che Salomòn edificò le due case (la dimora del Signore e la casa del re), 11poiché Chiràm re di Tiro dava a Salomòn legname di cedro, legname di pino, oro e tutto quanto volesse, allora il re diede a Chiràm venti città in terra di Galileia. 12Chiràm uscì da Tiro e passò per la Galilea, per vedere le città che gli aveva dato Salomòn, ma non le gradì 13e disse: “Fratello, son queste le città che mi hai dato?”, e le chiamò Confine, sino a questo giorno. 14Chiràm aveva dato a Salomòn anche centoventi talenti d’oro 26e le navi che il re Salomòn fece a Gasiòn Gavèr, che è vicino a Elat, all’imbocco dell’ultimo mare, in terra di Edhòm. 27Chiràm per la flotta mandò i suoi servi, uomini di mare, pratici dei mari, insieme ai servi di Salomòn, 28i quali andarono a Sofirà, e lì presero centoventi talenti d’oro e li portarono al re Salomòn.

 

X          E la regina di Savà sentì del nome di Salomòn e del nome di Signore, e venne per metterlo alla prova con enigmi. 2Entrò in Gerusalemme con un lusso pesante assai, con cammelli che portavano spezie e tantissimo oro e pietre preziose; entrò da Salomòn e gli parlò di tutto quel che aveva in cuore. 3Salomòn rispose a tutti i suoi discorsi, e non vi fu cosa nascosta per il re, che egli non sapesse risponderle. 4La regina di Savà vide tutta la saggezza di Salomòn, e la dimora che aveva edificato, 5e i cibi di Salomòn, il seggio dei suoi giovani, l’ordinamento di chi gli prestava servizio, il suo abbigliamento, i suoi coppieri, i suoi olocausti che offriva nella dimora del Signore, ne fu estasiata 6e disse al re Salomòn: “E’ vero il discorso che ho sentito nella mia terra, a proposito dei tuoi discorsi e della tua saggezza. 7Io non ho creduto a chi mi parlava, finché non hanno ascoltato le mie stesse orecchie e visto i miei stessi occhi: ecco, non mi era stata riferita neppure la metà! I tuoi beni superano tutta la fama che ho ascoltato nella mia terra. 8Beate le tue donne, beati questi tuoi giovani che sono sempre presenti innanzi a te e ascoltano ogni tua saggezza. 9Sia benedetto il Signore tuo Dio, che ha voluto porti sul trono d’Israele: il Signore ha amato Israele perché esista in eterno, e su di loro ti ha posto come re, per compiere giudizio con giustizia, quando per loro amministri il diritto”. 10E diede a Salomòn centoventi talenti d’oro, tantissime spezie e pietre preziose: mai più ci furono tante spezie, quante ne diede la regina di Savà al re Salomòn, 11e la flotta di Chiràm, che aveva portato l’oro da Sufìr, portò anche una grandissima quantità di legno sgrossato e pietre preziose. 12Con il legno sgrossato il re fece le balaustre per la dimora del Signore e per la casa del re, arpe e cetre per i cantori. Mai più ci fu sulla terra tanto legno grezzo, né mai ne fu visto sino a questo giorno. 13Il re Salomòn diede alla regina di Savà tutto quel che volle e chiese, oltre quel che le era stato donato dalla mano del re Salomòn, e lei tornò indietro e andò nella sua terra, lei e tutti i suoi servi. 14Il peso dell’oro che ogni anno si portava a Salomòn era di seicentosessantasei talenti d’oro, 15senza contare le tasse dei sudditi, dei commercianti, di tutti i re dirimpettai e dei satrapi della terra. 16Il re Salomòn fece trecento scudi d’oro battuto, impiegando per ogni scudo trecento (pezzi) d’oro, 17e trecento armature d’oro battuto, impiegando per ogni armatura tre mnà d’oro, e il re le pose nella casa di guercia del Libano. 18Il re fece un grande trono d’avorio, e lo rivestì d’oro scelto: 19il trono aveva sei gradini; corna di vitelli alle spalle del trono e due braccia da un lato e dall’altro della base della cattedra, con due leoni che stavano accanto alle braccia; 20da un lato e dall’altro dei gradini stavano dodici leoni: in tutto il regno non fu fatto alcunché di simile. 21Tutti i vasi di Salomòn furono fatti d’oro; le bacinelle, d’oro; tutti i vasi della casa di guercia del Libano erano d’oro fuso: non c’era cosa d’argento, perché nei giorni di Salomòn esso non era valutato. 22La flotta che il re Salomòn aveva in Tharsìs era per mare con la flotta di Chiràm, e ogni tre anni la flotta di Tharsìs portava al re oro, argento, pietre cesellate e incise. 22αQuesta è la realtà della provvista che il re Salomòn apportò per edificare la dimora del Signore, la casa del re, la muraglia di Gerusalemme e la sommità che circonda la fortezza della città di Dhavìdh, Assùr, Magdhàl, Gazèr, Vethoròn superiore, Ietharmàth, tutte le città dei carri[aa] e tutte le città dei cavalieri, e tutte le opere che Salomòn operò costruendo In Gerusalemme e in tutta la terra che era in suo possesso. 22βTutto il popolo di quelli che erano restati del Chettèo, dell’Amorrèo, del Ferezèo, del Chananèo, dell’Evèo, dello Ievusèo e del Gherghesèo – che non erano dei figli d’Israele, i cui discendenti erano rimasti nel paese, che i figli d’Israele non avevano potuto sterminare – Salomòn li sottopose a tributo sino a questo giorno. 22γMa non li sottopose ai figli d’Israele, perché essi erano uomini da guerra, suoi servitori, principi, suoi terzi[bb], principi dei suoi carri e suoi cavalieri. 23Salomòn diventò più grande in ricchezza e saggezza tra tutti i re della terra, 24e tutti i re della terra cercavano il volto di Salomòn, per ascoltare la saggezza che il Signore aveva dato al suo cuore. 25Ognuno di loro, di anno in anno, portava doni: vasi d’oro, stoffa, resina, spezie, cavalli e muli. 26Salomòn aveva quattromila femmine di cavallo per i carri e dodicimila cavalieri, e li pose nelle città dei carri e presso il re in Gerusalemme 26αed egli era la guida di tutti i re, dal fiume sino alla terra degli Stranieri e sino ai confini dell’Egitto. 27Il re diede a Gerusalemme oro e argento come se fossero pietre, e cedri in abbondanza, come se fossero le more che crescono nelle pianure. 28I cavalli per Salomòn uscivano dall’Egitto e da Thekuè: mercanti del re li prendevano in cambio da Thekuè. 29Dall’Egitto si facevano salire carri per cento (pezzi) d’argento e un cavallo per cinquanta (pezzi) d’argento, e così si importavano via mare da tutti i re di Chettin e dai re della Siria.

 

XII        il re Salomòn aveva la passione delle donne, ed ebbe settecento donne principali e trecento ragazze. Prese anche donne forestiere - la figlia di Farone, Moavìte, Ammanìte, Sire, Idhumèe, Chettèe e Amorrèe – 2dalle nazioni delle quali il Signore aveva detto ai figli di Israele: “Non entrerete da loro, e loro non entreranno da voi, perché i vostri cuori non siano sviati dietro ai loro idoli”. Su loro invece Salomòn si fissò d’amare,

3ed egli ebbe settecento donne principali e trecento ragazze, e le sue donne sviarono il suo cuore.

4Salomòn giunse al tempo della vecchiaia, ma il suo cuore non fu perfetto con il Signore suo Dio, come il cuore di Dhavìdh suo padre, e le donne forestiere sviarono il suo cuore dietro alle loro divinità. 5Allora Salomòn edificò un alto luogo a Chamòs, idolo di Moàv, e al loro re, idolo dei figli di Ammòn, 6e ad Astarte, abominio dei Sidhoni, 7e lo stesso fece per tutte le sue donne forestiere che offrivano incenso e vittime ai loro idoli. 8Salomòn fece ciò che è male agli occhi del Signore e non andò dietro al Signore, come suo padre Dhavìdh. 9Il Signore si adirò contro Salomòn, perché il suo cuore aveva deviato dal Signore Dio d’Israele, che gli era apparso due volte 10e gli aveva intimato, a proposito di questo discorso, di non andar più dietro alle altre divinità e di osservare quel che gli aveva ordinato di fare il Signore Dio. Ma il suo cuore non fu perfetto con il Signore, come il cuore di Dhavìdh suo padre. 11E il Signore disse a Salomòn: “Poiché con te sono avvenute queste cose e non hai osservato i miei comandamenti e i miei precetti che ti ho comandato, io strappando strapperò il tuo regno dalle tue mani e lo darò al tuo servo. 12Ma a causa di Dhavìdh tuo padre non farò questo ai tuoi giorni: lo prenderò dalle mani di tuo figlio, 13e non prenderò tutto il regno, poiché darò uno scettro a tuo figlio, a causa di Dhavìdh mio servo e di Gerusalemme, la città che ho scelto”. 14E il Signore suscitò un satana contro Salomòn: Adher l’Idhumèo ed Esròm figlio di Eliadhaè, ch’era in Raemmàth, il cui signore era Adhrazàr re di Suvà. Alcuni uomini si unirono a lui ed egli fu il principe dello schieramento e occuparono Dhamasèk; furono un satana per Israele in tutti i giorni di Salomòn. Adher l’Idhumeo era del seme del regno d’Idhumea. 15Quando Dhavìdh sterminò Edhòm, avvenne che Ioàv, principe delle schiere, andò a seppellire i caduti e uccise tutti i maschi ch’erano in Idhumea; 16Ioàv infatti si fermò lì sei mesi, finché non ebbe sterminato ogni maschio dell’Idhumea. 17Ma Adher si era allontanato insieme a tutti gli uomini Idhumei che erano servi di suo padre, ed erano andati in Egitto: Adher era un piccolo ragazzino. 18Gli uomini della città di Madhiàm si levarono e andarono a Faràn; presero con loro alcuni uomini e andarono da Faraone, re d’Egitto. Adher entrò alla presenza di Faraone, che gli diede una casa e provvide i pani per lui. 19Adher trovò grazia assai innanzi a Faraone, che gli diede in moglie la sorella di sua moglie, la sorella maggiore di Thekeminas. 20La sorella di Thekeminas generò ad Adher il suo figlio Ganivàth, e Thekeminas lo allevò tra i figli di Faraone, e Ganivàth stava con i figli di Faraone. 21Adher in Egitto venne a sentire che Dhavìdh si era addormentato tra i suoi padri, e che Ioàv – principe delle schiere – era morto. Adher disse a Faraone: “Congedami, perché ritorni nella mia terra”. 22Faraone disse ad Adhèr: “Con me, che ti manca? Ecco, chiedi di partire per la tua terra!” Adher gli disse: “Fammi andare, fammi andare!” E Adher fece ritorno nella sua terra. Questo è il male che Adher fece: oppresse Israele, regnando in terra di Edhom.

23Il Signore suscitò un satana contro Salomòn: Razòn, figlio di Eliadhaè, ch’era in Varameèth, il cui signore era Adhrazàr re di Suvà. 24Alcuni uomini si unirono a lui ed egli fu il principe dello schieramento quando essi furono uccisi da Dhavìdh; così andarono a Damasco, lì si stabilirono, ed egli regnò in Damasco 25e fu avversario d’Israele in tutti i giorni di Salomòn.

26Ierovoàm, figlio di Navàth l’Efrathèo, di Sarirà, figlio di una donna vedova, servo di Salomòn 27fece anche lui il male e alzò le mani contro il re Salomòn. Il re Salomòn edificò l’acropoli e chiuse la breccia della città di Dhavìdh suo padre. 28Ierovoàm era un uomo forte e potente, e Salomòn vide che il giovane era un uomo d’azione, e lo assegnò alla riscossione dei tributi della casa di Iosìf. 29A quel tempo avvenne che Ierovoàm uscì da Gerusalemme e per strada lo trovò il profeta Achià il Silonite e lo fermò per strada. Achià era ammantato d’un manto nuovo, e i due erano soli nella campagna. 30Achià si tolse da dosso il suo manto nuovo e lo strappò in dodici brandelli, 31e disse a Ierovoàm: “Prenditi dieci brandelli, perché così dice il Signore Dio d’Israele: Ecco, io strappo il regno dalle mani di Salomòn e darò a te dieci scettri; 32a lui resteranno due scettri, a motivo del mio servo Dhavìdh e di Gerusalemme, la città che ho scelto per abitarvi tra tutte le tribù d’Israele, 33poiché egli mi ha abbandonato, ha servito l’Astarte, obbrobrio dei Sidoni, Chamòs, gli idoli di Moàv, il loro re, abominio dei figli d’Ammòn, e non ha camminato nelle mie vie per fare ciò che è retto ai miei occhi, come Dhavìdh suo padre. 34Ma dalle sue mani non prenderò tutto il regno, perché lo farò restare saldo per tutti i giorni della sua vita, a motivo di Dhavìdh mio servo che ho eletto; 35toglierò il regno dalle mani di suo figlio, darò a te i dieci scettri 36e a suo figlio darò i due scettri, affinché tutti i giorni ci sia innanzi a me una sede per il mio servo Dhavìdh nella città di Gerusalemme, da me scelta per porvi il mio nome. 37Io ti prenderò e regnerai sopra tutto ciò che desidera l’anima tua, e tu sarai re su Israele. 38E se osserverai tutto quel che ti comando, se procederai nelle mie vie e farai ciò che è retto ai miei occhi, osservando i miei precetti e i miei ordini – come ha fatto il mio servo Dhavìdh – io sarò con te e ti costruirò una casa fedele, come l’ho costruita a Dhavìdh”. 40Salomòn cercò di uccidere Ierovoàm, ma questi si levò e fuggì in Egitto, da Susakìm re d’Egitto, e restò in Egitto finché non morì Salomòn. 41Il resto dei discorsi di Salomòn e tutto quel che fece, tutta la sua saggezza, ecco: ciò non è scritto nel Libro delle gesta di Salomòn?[cc] 42I giorni in cui Salomòn regnò in Gerusalemme su tutto Israele: quaranta anni. 43Salomòn si addormentò con i suoi padri, e lo seppellirono nella città di Dhavìdh suo padre. Come sentì Ierovoàm figlio di Navàt – egli era ancora in Egitto dove era fuggito dal volto di Salomòn, stabilendosi in Egitto – avvenne che s’indirizzò e venne nella sua città, in terra di Sarirà, che è ai confini di Efrèm. 44Il re Salomòn si addormentò con i suoi padri, e dopo di lui regnò suo figlio Rovoàm.

 

XII        Il re Rovoàm andò a Sikim, perché a Sikim era andato tutto il popolo per farlo re.

2Avvenne che sentì Ierovoàm figlio di Navòt, che era ancora in Egitto dove era fuggito dal volto del re Salomòn, e Ierovoàm tornò dall’Egitto, 3perché avevano mandato a chiamarlo, e venne Ierovoàm e tutta la sacra assemblea d’Israele.

3Il popolo parlò al re Rovoàm, dicendo: 4“Tuo padre ha appesantito il nostro giogo; tu ora alleggerisci la dura schiavitù imposta da tuo padre e il suo pesante giogo, e noi saremo servi tuoi”. 5Egli rispose loro: “Andate via per tre giorni e poi tornate da me”. Essi andarono, 6e il re riferì agli anziani che stavano attorno a suo padre Salomòn, quando egli era ancora vivo, dicendo: “Come mi consigliate di rispondere al popolo su questo discorso?” 7Essi gli dissero: “Se in questo giorno tu ti farai servo del popolo, se li servirai e dirai loro parole buone, essi saranno tuoi servi in ogni giorno”. 8Però egli abbandonò il consiglio degli anziani, con i quali si era consigliato, e si consigliò con i giovani cresciuti con lui, che stavano attorno alla sua persona, 9e disse loro: “Cosa mi consigliate? Che risponderò a questo popolo che mi parla dicendo: Alleggerisci il giogo che tuo padre ci ha imposto?” 10I giovani cresciuti con lui, che stavano attorno alla sua persona, gli risposero dicendo: “Risponderai così a questo popolo che ti parla dicendo: Tuo padre ha appesantito il nostro giogo; tu ora alleggeriscilo a noi. Risponderai loro così: La mia piccolezza è più robusta dei fianchi di mio padre; 11se mio padre vi ha imposto un giogo pesante, io aggiungerò pesi al vostro giogo; se mio padre vi ha educato con la frusta, io vi educherò con gli scorpioni”. 12Al terzo giorno tutto Israele si presentò al re Rovoàm, come aveva detto loro il re dicendo: “Tornate da me al terzo giorno”. 13Il re rispose al popolo con durezza, perché Rovoàm abbandonò il consiglio che gli avevano consigliato gli anziani, 14e parlò loro secondo il consiglio dei giovani, dicendo: “Mio padre ha appesantito il vostro giogo, e io metto ancora più peso al vostro giogo; mio padre vi ha educato con la frusta e io vi educherò con gli scorpioni!” 15Il re non ascoltò il popolo; lo stravolgimento infatti veniva dal Signore perché si affermasse la sua parola, detta tramite Achià il Silonite a proposito di Ierovoàm figlio di Navàt. 16Tutto Israele vide che il re non li aveva ascoltati, e il popolo si rivolse al re dicendo: “Che parte abbiamo con Dhavìdh? Non abbiamo eredità col figlio di Iessè! Torna in fretta, Israele, alle tue tende; ora, Dhavìdh, vai a pascolare la tua casa!” E Israele andò al proprio accampamento. 18Il re mandò Adhoniràm, incaricato delle tasse: lo presero a pietrate, con pietre, e morì; il re si ridusse a salire in fuga a Gerusalemme. 19Israele fu ribelle alla casa di Dhavìdh sino a questo giorno. 20Quando tutto Israele sentì che Ierovoàm era rientrato dall’Egitto, avvenne che mandarono a invitarlo all’assemblea, e lo costituirono re su Israele. Nessuno seguì la casa di Dhavìdh, tranne lo scettro di Iudha e di Veniamìn, soltanto. 21Rovoàm entrò in Gerusalemme e convocò la santa adunanza dell’assemblea di Iudha e lo scettro di Veniamìn – centoventimila giovani guerrieri – per fare guerra alla casa d’Israele e restituire il regno a Rovoàm figlio di Salomòn. 22E la parola del Signore fu a Samèa, uomo di Dio, dicendo: 23“Parla a Rovoàm, figlio di Salomòn, re di Iudha, e a tutta la casa di Iudha e di Veniamìn e al resto del popolo, dicendo 24che così dice il Signore: Non salirete e non farete guerra ai vostri fratelli figli d’Israele; ciascuno ritorni a casa sua, perché da me è stato fatto questo discorso”. Essi ascoltarono la parola del Signore e si fermarono, secondo la parola del Signore.

24αIl re Salomòn si addormento con i suoi padri e fu seppellito insieme ai suoi padri nella città di Dhavìdh, e dopo di lui regnò in Israele suo figlio Rovoàm, figlio del sedicesimo anno del suo regno, che regnò dodici anni in Gerusalemme. Il nome di sua madre, Naanàn, figlia di Anàn figlio di Naàs re dei figli di Ammòn. Egli fece il male innanzi al Signore, e non camminò sulla via di suo padre Dhavìdh. 24βC’era un uomo ai confini d’Efrem, servo di Salomòn, il cui nome era Ierovoàm e il nome di sua madre Sarirà, una donna prostituta. Salomòn lo pose come principe mazziere, per la riscossione dei tributi della casa di Iosìf. Salomòn edificò Sarirà ai confini d’Efrèm, ed egli aveva trecento carri trainati da cavalli. Egli edificò l’acropoli con i tributi della casa d’Efrèm; egli cinse di mura la città di Dhavìdh; egli fu esaltato nel regno. 24γSalomòn cercò d’ucciderlo, per cui egli ebbe paura e fuggì da Susakìm re d’Egitto, e restò con lui fin quando morì Salomòn. 24δIn Egitto Rovoàm sentì che Salomòn era morto e parlò all’orecchio di Susakìm re d’Egitto, dicendo: “Congedami, e io tornerò nella mia terra”. Gli disse Susakìm: “Mi hai chiesto una richiesta che ti concederò”. 24εE Susakìm a Ierovoàm diede in sposa Anò, sorella maggiore di Thekemìnas sua moglie: essa era grande tra le figlie del re e partorì a Ierovoàm il suo figlio Avià. 24ζIerovoàm disse a Susakìm: “Congedami dunque e andrò via”. E Ierovoàm uscì dall’Egitto e giunse in terra di Sarirà, ai confini d’Efrèm. Lì Ierovoàm costruì una palizzata. 24ηIl suo giovane s’ammalò d’una malattia potente assai, e Ierovoàm andò a consultare a proposito del suo giovane. Disse a sua moglie Anò: “Levati e va’ a consultare Dio, se il giovane vivrà dopo la sua malattia”. 24θIn Silom c’era un uomo, il suo nome Achià, ch’era nato da sessanta anni, e la parola del Signore era con lui. Ierovoàm disse a sua moglie: “Levati e con le tue mani prendi per l’uomo di Dio pani, biscotti per i suoi figli, uva e una giara di miele”. La donna si levò 24ιe con le sue mani prese pani, due biscotti, uva e una giara di miele per Achià, un uomo anziano: i suoi occhi avevano la vista annebbiata. 24κQuella si levò da Sarirà e andò, arrivò in città da Achià il Silonite e Achià disse al suo garzone: “Va’ incontro ad Anò, moglie di Ierovoàm, e dille: Vai via, non venire, perché il Signore dice così: Dall’alto su te mando cose dure”. 24λMa Anò entrò dall’uomo di Dio, e Achià le disse: “Perché mi porti in dono pani, uva, biscotti e una giara di miele? Il Signore dice così: Ecco, tu partirai da me e quando starai per arrivare nella città di Sarirà, le tue ancelle ti usciranno incontro e ti diranno: Il giovane è morto. 24μCosì infatti dice il Signore: Ecco, io disperderò di Ierovoàm anche chi urina contro il muro[dd]; i morti di Ierovoàm per la città se li mangeranno i cani, e i morti in campagna se li divoreranno gli uccelli del cielo; il giovane sarà fatto a pezzi. Guai, Signore!, perché in lui è stata trovata una buona parola a proposito del Signore”. 24νAppena ascoltò, la donna andò via e mentre arrivava a Sarirà avvenne che il giovane morì e le vennero incontro le grida. 24ξIerovoàm andò a Sikim, ai confini di Efrèm, e lì si adunarono le tribù di Israele. Salì colà anche Rovoàm figlio di Salomòn e ci fu una parola del Signore a Samèa l’Elamite, che diceva: “Prenditi un manto nuovo, mai messo nell’acqua, e strappalo in dodici brandelli; lo darai a Ierovoàm dicendogli che così dice il Signore: Prenditene dieci brandelli per coprirtene”. Ierovoàm li prese e Samèa disse: “Questo dice il Signore a proposito delle dieci tribù d’Israele”. 24οIl popolo disse a Rovoàm figlio di Salomòn: “Tuo padre ha appesantito il suo giogo su di noi e ha appesantito le cibarie della sua mensa; ora tu alleggerisci e saremo tuoi servi”. Rovoàm disse al popolo: “Ancora tre giorni e vi risponderò un discorso”. 24πRovoàm disse: “Portatemi gli anziani e mi consiglierò con loro su che discorso rispondere al popolo, al terzo giorno”. Rovoàm parlò alle loro orecchie come il popolo gli aveva chiesto, e gli anziani del popolo dissero: “Così ti ha detto il popolo”. 24ρMa Rovoàm disperse il loro consiglio, perché non gli piacque, e mandò a riunire quelli con cui si era cresciuto e disse loro: “Questo e questo mi ha mandato a dire il popolo”. Quelli che con lui si erano cresciuti gli risposero: “Parla così al popolo, e dici: La mia piccolezza e più grossa dei fianchi di mio padre; mio padre vi ha frustato con la frusta, io vi darò l’esempio con gli scorpioni”. 24σAgli occhi di Rovoàm il discorso piacque, e rispose al popolo come si era consigliato con i giovani cresciuti con lui. 24τCome un sol uomo tutto il popolo parlò, ognuno al suo vicino, tutti gridando e dicendo: “Noi non abbiamo parte con Dhavìdh né eredità con il figlio di Iessè. Israele, torni ogni alle proprie tende: questo uomo non sarà principe né guida” 24υTutto il popolo si disperse da Sikim, e ognuno tornò alla propria tenda. Rovoàm prese il potere, si allontanò, salì sul suo carro e fece ingresso in Gerusalemme, seguendolo tutto lo scettro di Iudha e tutto lo scettro di Veniamìn. 24φIn quello stesso anno, avvenne che Rovoàm radunò tutti gli uomini di Iudha e di Veniamìn, e montò in guerra contro Ierovoàm in Sikim. 24χE ci fu la parola del Signore a Samèa, uomo di Dio, che diceva: “Parla a Rovoàm re di Iudha, a tutta la casa di Iudha e di Veniamìm, e a tutto il resto del popolo, dicendo che così dice il Signore: Non salirete né farete guerra con i vostri fratelli, i figli d’Israele; ognuno torni a casa sua, perché da me è stato fatto questo discorso”. 24ψAscoltarono la parola del Signore e si fermarono secondo la parola del Signore.

25Ierovoàm edificò Sikim, ai confini d’Efrèm, e in essa dimorò; poi uscì di là ed edificò Fanuìl. 26Ierovoàm disse in cuor suo: “Ecco, ora il regno tornerà alla casa di Dhavìdh: 27se infatti questo popolo salirà a portare sacrifici nella dimora del Signore in Gerusalemme, il cuore del popolo si volgerà al Signore e al loro signore – a Rovoàm re di Iudha – e mi uccideranno”. 28Il re si consigliò, e andò a fare due vacche d’oro, e disse al popolo: “Smettetela di salire a Gerusalemme! Israele, ecco i tuoi dei, che ti hanno tratto fuori dalla terra d’Egitto”. 29Una la pose a Vethìl e una la diede a Dhan. 30Questo discorso fu fatto per il peccato: il popolo andava davanti a una (di quelle) sino a Dhan, e trascuravano la dimora del Signore. 31Egli fece anche dimore[ee] sulle alture, e fece sacerdoti tratti dal popolo, che non erano dei figli di Levì. 32Ierovoàm fece la festa dell’ottavo mese, al quindicesimo giorno del mese, come la festa che si celebrava in terra di Iudha[ff], e salì all’altare che aveva fatto in Vethìl, per sacrificare alle vacche che aveva fatto, e in Vethìl schierò i sacerdoti delle alture, che aveva fatto. 33Egli salì all’altare che aveva fatto, per la festa del quindicesimo giorno dell’ottavo mese, che aveva fissato dal suo cuore; fece la festa per i figli d’Israele e salì all’altare per bruciare l’incenso.

 

XIII       Ed ecco, un uomo di Dio, sulla parola del Signore giunse da Iudha a Vethìl mentre Ierovoàm stava innanzi all’altare per bruciare l’incenso. 2Sulla parola del Signore, egli imprecò contro l’altare e disse: “Altare! Altare! Così dice il Signore: Ecco, un figlio è partorito alla casa di Dhavìdh; Iosìa è il suo nome; egli sopra di te brucerà i sacerdoti delle alture che su di te bruciano incensi: su di te brucerà ossa di uomini!” 3In quel giorno diede un segno, dicendo: “Questa è la parola che ha parlato il Signore dicendo: Ecco, l’altare si spezza e cola il grasso che vi è sopra”. 4Quando il re Ierovoàm udì le parole dell’uomo di Dio che imprecava contro l’altare di Vethìl, avvenne che il re stese la mano verso l’altare, dicendo: “Prendetelo!” Ma ecco: la sua mano, che aveva steso sopra, restò secca e non gli fu più possibile ritirarla a sé; 5l’altare si spaccò e il grasso colò dall’altare, secondo il segno dato, sulla parola del Signore, dall’uomo di Dio. 6Il re Ierovoàm disse all’uomo di Dio: “Supplica davanti al Signore tuo Dio perché mi ritorni la mia mano!” E l’uomo di Dio supplicò innanzi al Signore, e la mano del re gli fu restituita come era prima. 7Il re disse all’uomo di Dio: “Entra con me in casa e pranza; ti darò anche un regalo”. 8L’uomo di Dio disse al re: “Anche se tu mi dessi la metà della tua casa, non entrerò con te, né mangerò pane o berrò acqua in questo luogo, 9perché così mi ordinato il Signore con una parola che diceva: Non mangiare pane, non bere acqua, non tornare dalla stessa strada che hai percorso”. 10Andò via infatti per un’altra strada; non tornò per la stessa strada fatta venendo in Vethìl. 11In Vethìl dimorava un anziano profeta; vengono i suoi figli e gli raccontano tutti le opere che quel giorno aveva fatto a Vethìl l’uomo di Dio e le parole che aveva detto al re, e stanno a osservare il volto del loro padre. 12Il loro padre parlò loro e disse: “Quale strada sta percorrendo?” I suoi figli gli indicarono la strada per la quale era andato via l’uomo di Dio venuto da Iudha. 13Disse ai suoi figli: “Sellatemi l’asino”. Gli sellarono l’asino, e vi salì sopra 14e andò dietro all’uomo di Dio. Lo trovò seduto sotto una guercia, e gli disse: “Sei tu l’uomo di Dio uscito da Iudha?” Questi gli disse: “Io”. 15L’altro gli disse: “Vieni con me a mangiare il pane”. 16Disse: “Non posso tornare indietro con te, né mangiare pane o bere acqua in questo posto, 17perché così mi ha ordinato il Signore con una parola che dice: Là non mangiare pane e non bere acqua; non tornare per la stessa strada che hai percorso”. 18Gli disse: “Anche io sono profeta come te, e un angelo mi ha parlato una parola del Signore che dice: Fallo tornare con te a casa tua; mangi pane e beva acqua”. Gli mentì! 19Lo fece tornare indietro, ed egli mangiò pane e bevve acqua nella casa di lui. 20Mentre essi erano seduti a mensa, una parola del Signore avvenne al profeta che l’aveva fatto tornare indietro, 21ed egli parlò all’uomo di Dio venuto da Iudha, dicendo: “Così dice il Signore: Poiché hai amareggiato la parola del Signore e non hai osservato il comando che ti aveva comandato il Signore tuo Dio, 22e sei tornato, e hai mangiato pane e bevuto acqua in questo posto di cui ti aveva parlato dicendo di non mangiare pane e di non bere acqua, il tuo corpo non entrerà nel sepolcro dei tuoi padri”. 23Dopo aver mangiato il pane e bevuto l’acqua, gli sellarono l’asino ed egli tornò, 24si allontanò, ma un leone lo trovò per strada e lo fece morire. Il suo corpo[gg] riverso stava sulla strada, l’asino stava accanto a lui e il leone stava accanto al corpo. 25Ed ecco passare uomini che vedono il cadavere riverso per la strada e il leone che stava presso il cadavere; entrarono e parlarono nella città in cui viveva l’anziano profeta. 26Quello, che l’aveva fatto tornare dalla strada, lo sentì e disse: “Costui è l’uomo di Dio che ha amareggiato la parola del Signore”. 28Andò, e trovò il corpo riverso per la strada: l’asino e il leone stavano presso il corpo, però il leone non aveva mangiato il corpo dell’uomo di Dio né si era nutrito dell’asino. 29Il profeta sollevò il corpo dell’uomo di Dio, lo depose sull’asino e il profeta lo riportò in città per seppellirlo 30nel proprio sepolcro, e per lui si batteva il petto: “Uè, fratello!” 31Dopo essersi battuto il petto parlò ai suoi figli e disse: “Quando morirò, seppellitemi in questo sepolcro in cui è stato seppellito l’uomo di Dio; mettetemi accanto alle sue ossa, perché le mie ossa siano salvate insieme alle sue ossa. 32Sta per avvenire il discorso che, sulla parola di Dio, egli ha detto a proposito dell’altare di Vethil e delle eccelse dimore[hh] di Samaria”. 33Dopo questo fatto, Ierovoàm non tornò indietro dalla sua cattiveria, anzi tornò a fare tra il popolo sacerdoti delle alture. Chiunque volesse, gli riempiva le mani e diventava sacerdote sulle alture: 34e questo fatto fu il peccato della casa di Ierovoàm, la sua distruzione e scomparsa dalla faccia della terra.

 

XIV  1In quel tempo s’ammalò Avia, figlio di Ierovoàm, 2e Ierovoàm disse a sua moglie: “Levati e cambiati, perché non si sappia che tu sei la moglie di Ierovoàm. Va’ a Silom, dove c’è il profeta Achià: è stato lui a dirmi che sarei stato re su questo popolo. 3Con le tue mani prendi per l’uomo di Dio pani, biscotti per i suoi figli, uva passa e una giara di miele. Entrerai da lui, ed egli ti annuncerà cosa ha il ragazzo. 4Così fece la moglie di Ierovoàm; si levò, andò a Silom ed entrò in casa di Achià, un uomo con la vista da vecchio: per la sua vecchiaia, i suoi occhi avevano la vista annebbiata. 5Il Signore disse ad Achià: “Ecco, la moglie di Ierovoàm sta per entrare a chiederti una parola a proposito del suo figlio che è malato; rispondile così e così”. 6Appena Achià sentì il suono dei passi di lei, che stava entrando sulla porta, le disse: “Entra, moglie di Ierovoàm! Perché ti sei resa così irriconoscibile? Io sarò per te un duro latore! 7Va’ a dire a Ierovoàm che così dice il Signore: Io ti ho esaltato in mezzo al popolo e ti ho posto come guida sul mio popolo Israele; 8ho spartito il regno dalla casa di Dhavìdh e l’ho dato a te, ma tu non sei diventato come il mio servo Davhìdh, che osservò i miei comandamenti e mi ha seguito con tutto il suo cuore nel fare tutto quel che è retto ai miei occhi. 9Tu sei malvagio nell’agire, più di tutti quelli che ti stanno davanti; tu sei andato a farti divinità straniere, statue fuse, per farmi adirare: mi hai gettato dietro di te! 10Perciò io porto su te il male, sulla casa di Ierovoàm; io disperderò di Ierovoàm anche chi urina contro il muro[ii], che sta o è abbandonato in Israele; spazzerò la casa di Ierovoàm come si spazza lo sterco, finché non sia eliminato. 11I morti di Ierovoàm per la città se li mangeranno i cani, e i morti in campagna se li divoreranno gli uccelli del cielo. Il Signore ha parlato. 12Tu alzati e va’ a casa tua: appena i tuoi piedi entreranno in città, il giovane morirà. 13Tutto Israele si batterà il petto per lui e lo seppelliranno, perché di Ierovoàm solo lui entrerà nel sepolcro, in lui infatti – nella casa di Ierovoàm - è stata trovata una buona parola a proposito del Signore Dio d’Israele. 14Il Signore farà sorgere per sé un re su Israele che percuoterà la casa di Ierovoàm in questo giorno. E ora, che cosa? 15Il Signore percuoterà Israele come il vento sconvolge le acque, e strapperà Israele da questo buon terreno che diede ai loro padri; li soffierà oltre il fiume, perché si son fatti i loro boschi (sacri) per irritare il Signore. 16Il Signore consegnerà Israele a causa dei peccati di Ierovoàm che ha peccato e che ha fatto peccare Israele”. 17Si levò la moglie di Ierovoàm e andò in terra di Sarirà, e avvenne che appena entrò nell’atrio della casa il giovane morì. 18Lo seppellirono e su di lui tutto Israele si batté il petto, secondo la parola del Signore, ch’era stata detta tramite il suo servo, il profeta Achià. 19Il resto dei fatti di Ierovoàm, come guerreggiò e come regnò, ecco, esso è scritto nel Libro dei fatti dei giorni dei regni di Israele[jj]. 20I giorni in cui Ierovoàm regnò furono di ventidue anni; si addormentò con i suoi padri e dopo di lui regnò suo figlio Navàt.

21Rovoàm figlio di Salomòn regnò su Iudha, essendo di quarantuno anni quando Rovoàm fu re, e regnò per diciassette anni in Gerusalemme, la città che il Signore aveva scelto tra tutte le tribù d’Israele per porvi il suo nome. Il nome di sua madre era Naamà l’Ammanite, 22e Rovoàm fece il male innanzi al Signore e lo irritò più di quanto avessero fatto i suoi padri con i peccati con cui peccarono. 23Essi infatti si fabbricarono alture, steli, boschi (sacri) su ogni colle elevato e sotto ogni albero ombroso. 24Vi furono nella terra congiunzioni[kk], e fecero di tutto tra le vergogne delle nazioni, che il Signore aveva distrutto davanti ai figli d’Israele. 25Nel quinto anno del regno di Rovoàm avvenne che Susakìm re d’Egitto salì contro Gerusalemme 26e prese tutti i tesori della dimora del re e gli scudi d’oro che Dhavìdh aveva preso dalle mani dei giovani d’Adhrazàr re di Suvà e portato a Gerusalemme; tutti gli armamenti d’oro fatti da Salomòn prese e portò in Egitto. 27Al loro posto, il re Rovoàm fece armamenti di rame; se ne rifornirono le guide dei cursori, che custodivano il portone nella casa del re; 28quando il re andava alla dimora del Signore i cursori li prendevano e poi li riponevano nell’armeria dei cursori. 29Il resto dei discorsi di Rovoàm e tutto quel che fece, non  sta scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? 30Tutti i giorni ci fu guerra tra Rovoàm e Ierovoàm; 31Rovoàm si addormentò con i suoi padri e fu sepolto con i suoi padri nella città di Dhavìdh. Dopo di lui regnò suo figlio Aviù.

 

XV        Nel diciottesimo anno del regno di Ierovoàm figlio di Navàt, regnò su Iudha Aviù figlio di Rovoàm. 2Tre anni regnò su Gerusalemme e il nome di sua madre era Maachà, figlia di Avessalòm. 3Egli avanzò nei peccati che suo padre aveva fatto innanzi a lui, e il suo cuore non fu perfetto con il Signore suo Dio come il cuore di (Dhavìdh) suo padre. 4Ma a causa di Dhavìdh il Signore gli diede un resto, perché esistessero i suoi figli dopo di lui ed esistesse Gerusalemme, 5in quanto Dhavìdh aveva fatto quel che è retto agli occhi del Signore e in tutti i giorni della sua vita non deviò da tutto quel che gli era stato comandato. 7Il resto dei discorsi di Aviù e tutto quel che ha fatto, non è scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? Tra Aviù e Ierovoàm ci fu guerra. 8Aviù si addormentò con i suoi padri nel ventiquattresimo anno di Ierovoàm e fu sepolto con i suoi padri nella città di Dhavìdh. Dopo di lui regnò suo figlio Asà. 9Nel ventiquattresimo anno del re Ierovoàm su Iudha regnò Asà. 10Regnò quarantuno anni in Gerusalemme, e il nome di sua madre era Anà, figlia di Avessalòm. 11Asà fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come suo padre Dhavìdh: 12tolse dalla terra i riti misterici e liquidò tutte le costumanze create dai suoi padri. 13Depose anche sua madre Anà, perché non fosse più alla guida. Essa aveva fatto una corporazione[ll] nel suo bosco (sacro); Asà fece a pezzi i suoi paramenti[mm] e li bruciò nel torrente dei Cedri. 14Non levò le alture, ma in tutti i suoi giorni il cuore di Asà fu perfetto innanzi al Signore; 15portò i capitelli[nn] di suo padre e anche i suoi capitelli portò nella dimora del Signore, d’argento e d’oro, e vasellame. 16In tutti i loro giorni, ci fu guerra tra Asà e Vaasà re d’Israele. 17Vaasà, re d’Israele, salì contro Iudha, e fabbricò Ramà per impedire d’entrare e d’uscire ad Asà re di Iudha. 18E Asà prese tutto insieme l’argento e l’oro che si trovava nei tesori della dimora del Signore e nei tesori della casa reale, e li diede in mano ai suoi giovani. Il re Asà li mandò al figlio di Adher, figlio di Taveremmàn figlio di Azìn re di Siria, che dimorava in Damasco, dicendo: 19“Sia pattuito un patto tra me e te, tra mio padre e tuo padre. Ecco, ti ho mandato in dono argento e oro: affrettati a disperdere il tuo patto con Vaasà re d’Israele, perché egli vada via da me”. 20Figlio-di-Adher sentì del re Asà e mandò i principi delle sue Forze contro le città d’Israele e batterono Aìn, Dhan, Avelmaà e tutta la Chennerèth sino a tutta la terra di Nefthalì. 21Come lo sentì Vaasà, avvenne che egli abbandonò la costruzione di Ramà e ritornò a Thersà. 22Il re Asà convocò da tutta Iudha in Enakìm, e levarono le pietre di Ramà e il suo legname, con cui Vaasà aveva costruito, e con essi il re Asà costruì tutto il colle di Veniamìn e la torre d’osservazione. 23Il resto dei discorsi di Asà, tutte le sue opere potenti ch’egli fece e le città che costruì, non sono forse scritte nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha? Tuttavia, al tempo della sua vecchiaia i suoi piedi gli fecero male; 24ed Asà si addormentò con i suoi padri e fu seppellito con i suoi padri nella città di Dhavìdh suo padre, e dopo di lui regnò suo figlio Iosafàt. 25Nadhàv, figlio di Ierovoàm, regnò su Israele nell’anno secondo di Asà re di Iudha, e regnò in Israele due anni. 26Egli fece il male innanzi al Signore; camminò sulla via di suo padre e nei suoi peccati, con i quali aveva fatto peccare Israele. 27Vaasà figlio di Achià gli fu sopra nella casa di Velaàn, lo marcò stretto in Gavathòn degli Stranieri – mentre Nadhàv e tutto Israele assediavano Gavathòn – 28e Vaasà lo mise a morte, nel terzo anno di Asà, figlio di Aviù re di Iudha, e regnò al suo posto. 29Mentre regnava, colpì tutta la casa di Ierovoàm e non lasciò di annientare neppure un soffio di Ierovoàm, secondo la parola del Signore, detta per mezzo del suo servo Achià il Silonite, 30a causa dei peccati di Ierovoàm, con cui fece peccare Israele, e della sua provocazione, con cui provocò il Signore Dio d’Israele. 31Il resto dei discorsi di Nadhàv e tutto quel che fece, non è forse scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 33Nel terzo anno di Asà, re di Iudha, su Israele regnò Vaasà, figlio di Achià, in Thersà, per ventiquattro anni. 34Egli fece il male innanzi al Signore; camminò per la strada di ierovoàm figlio di Navat e nei suoi peccati, con cui fece peccare Israele.

 

XVI       E ci fu la parola del Signore a Vaasà, per mezzo di Iù figlio di Ananì: 2“Poiché ti ho esaltato dalla terra e ti ho posto come guida sul mio popolo Israele, ma tu hai camminato sulla strada di Ierovoàm e hai fatto peccare il mio popolo Israele e mi hai provocato con le sue vanità[oo], 3ecco che toglierò via tutto ciò che è dietro Vaasà e davanti alla sua casa, e darò alla tua casa quel che ho dato alla casa di Ierovoàm figlio di Navàt. 4Chi di Vaasà morirà in città, sarà divorato dai cani; chi dei suoi morirà in campagna, sarà divorato dagli uccelli del cielo”. 5Il resto dei discorsi di Vaasà e tutto quello che ha fatto, non è forse scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 6Vaasà si addormentò con i suoi padri e fu seppellito in Thersà. Dopo di lui regnò suo figlio Ilà, nel ventesimo anno del regno di Asà. 7Tramite Iù, figlio di Ananì, il Signore disse contro Vaasà e contro la sua casa tutto il male che egli aveva fatto agli occhi del Signore, provocandolo con le opere delle sue mani, tanto da essere come la casa di Ierovoàm, anche se l’aveva colpita. 8E in Thersà regnò su Israele Ilà, figlio di Vaasà, per due anni, 9ma contro di lui cospirò Zamvrì, principe d’una metà della cavalleria. Mentre quegli era a bere e ubriacarsi in casa d’Osà, l’economo di Thersà, 10Zamvrì entrò e lo colpì, lo uccise e regnò al suo posto. 11Mentre questi regnava assiso sul suo trono, colpì tutta la casa di Vaasà, 12secondo la parola che il Signore aveva detto al profeta Iù contro la casa di Vaasà, 13a proposito di tutti i peccati di Vaasà e di Ilà suo figlio, con i quali avevano fatto peccare Israele, provocando il Signore Dio d’Israele con le loro vanità. 14Il resto dei discorsi fatti da Ilà non sono forse scritti nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 15In Thersà, Zamvrì regnò sette giorni, mentre Israele era accampato contro Gavathòn degli Stranieri. 16Il popolo nell’accampamento sentì chi diceva: “Zamvrì si è rivoltato e ha fatto cadere il re”, e in quel giorno nell’accampamento fu proclamato re d’Israele Amvrì, guida delle schiere d’Israele. 17Amvrì, e con lui tutto Israele, salì da Gavathòn e circondarono Thersà. 18Quando Zamvrì vide che la sua città stava per essere presa, andò nel sotterraneo della casa del re, da sé diede fuoco alla casa del re e morì 19a causa dei peccati che aveva fatto, facendo il male innanzi al Signore, camminando nella strada di Ierovoàm figlio di Navat e nei suoi peccati, con cui aveva fatto peccare Israele. 20Il resto dei discorsi di Zamvrì e i suoi accordi che concordò, non sono forse scritti nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 21Allora il popolo d’Israele si divise: metà del popolo fu dietro a Thamnì figlio di Gonàth, per farlo re, e metà del popolo fu dietro ad Amvrì. 22Il popolo ch’era dietro ad Amvrì fu più forte del popolo ch’era dietro a Thamnì figlio di Gonàth. A quel tempo morì Thamnì, e anche suo fratello Ioràm, e dopo Thamnì regnò Amvrì. 23Nell’anno trentesimo primo del regno di Asà, fu re Amvrì su Israele, per dodici ani; fu re in Thersà sei anni, 24ed Amvrì comprò il monte Semeròn da Semìr, signore del monte, per due talenti d’argento, edificò il monte e chiamò il monte che aveva edificato col nome di Saemiròn, dal nome di Semìr, il signore del monte. 25Amvrì fece il male innanzi al Signore, e operò malvagiamente più di tutti quelli che erano stati prima di lui, 26avanzò in ogni strada di Ierovoàm figlio di Navàt e nei suoi peccati, con i quali aveva fatto peccare Israele, sì da irritare il Signore Dio d’Israele con le sue vanità. 27Il resto dei discorsi di Amvrì e tutto quel che fece, e tutto il suo potere, non è forse scritto nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 28Amvrì si addormentò con i suoi padri e fu sepolto in Samaria, e dopo di lui regnò Achaàv suo figlio. 28αNell’undicesimo anno di Amvrì regnò Iosafàt figlio di Asà, di trentacinque anni quando fu re, e regnò venticinque anni in Gerusalemme, e il nome di sua madre era Gazuvà figlia di Selì. 28βCamminò nella via di suo padre Asà e da essa non deviò, facendo ciò che è retto innanzi al Signore. Ma non tolse le alture: si bruciava incenso sulle alture e si offrivano sacrifici. 28γIosafat fu in accordo con i re d’Israele, e tutte le imprese da lui compiute o guerreggiate, non sono forse scritte nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iusha? 28δEgli tolse via il resto degli associati[pp] che erano rimasti nei giorni di Asà suo padre, 28εe non ci fu re in Siria Nasìv. 28ζE il re Iosafàt fece una flotta per Tharsìs, per andare a Sofìr per l’oro, ma non andò perché la flotta fu sfasciata a Gasiòn Gavèr. 28ηAllora il re d’Israele disse a Iosafàt: “Manderò i tuoi servi con i miei giovani nella flotta”, ma Iosafat non volle. 28θIosafat si addormentò con i suoi padri e fu seppellito con i suoi padri nella città di Dhavìdh; dopo di lui regnò suo figlio Ioràm. 29Nel secondo anni di Iosafat re di Iudha, fu re Achaàv figlio di Amvrì: regnò in Samaria su Israele per ventidue anni. 30Achaàv fece il male innanzi al Signore e compì malvagità più di tutti quelli prima di lui. 31E non gli bastò l’avanzare nei peccati di Ierovoàm figlio di Navàt: prese in moglie Iezàvel, figlia di Iethevaàl re dei Sidoni, andò a servire il Vaàl e lo adorò. 32Al Vaàl pose un altare nella dimora dei suoi obbrobri[qq], da lui costruita in Samaria; 33Achaàv fece anche un bosco (sacro), continuando a fare provocazioni per provocare il Signore Dio d’Israele e perdere la propria anima. Fece cose più brutte di tutti i re che furono in Israele prima di lui. 34Ai suoi giorni Achiìl il Vethilite costruì Gerico: la fondò su Aviròn suo primogenito e pose le sue porte su Segùv, il (figlio) più giovane, secondo la parola del Signore, detta tramite Iisù figlio di Navì[rr].

 

XVII      Iliù, il profeta Thesvìte, di Thesvi di Galaàdh, disse ad Achàv: “Viva il Signore delle Forze, il Dio d’Israele al cui cospetto io sto! In questi anni non ci sarà rugiada né pioggia, se non per una parola della mia bocca”. 2E ci fu una parola del Signore a Iliù: 3“Parti da qua verso oriente e nasconditi nel torrente Chorràth che è di fronte al Giordano. 4Tu berrai acqua del torrente; io darò ordine ai corvi di portarti là il nutrimento”. 5Iliù fece secondo la parola del Signore e sedette presso il torrente Chorràth, in faccia al Giordano. 6I corvi gli portavano pani al mattino e carne a sera, e beveva l’acqua del torrente. 7Dopo giorni, avvenne che il torrente seccò, perché non ci fu pioggia sulla terra. 8E ci fu una parola del Signore a Iliù: 9“Sorgi e va’ a Sareptà di Sidhonìa, perché ho ordinato lì a una donna vedova di nutrirti”. 10Si levò e andò a Sareptà; arrivò alla porta della città ed ecco, lì una donna vedova raccoglieva legna. Iliù le gridò dietro e le disse: “Prendi per me un po’ d’acqua in un vaso perché beva”. 11Mentre andava a prendere, Iliù le gridò dietro e disse: “Dai, prendimi con le tue mani un pezzo di pane”. 12La donna disse: “Viva il Signore tuo Dio! Non ho pane nascosto[ss], ma solo quanto un pugno di farina in un secchio e poco olio nell’orcio. Ecco, io raccolgo due legnetti, vado a farlo per me e i miei figli: mangeremo e moriremo”. 13Iliù le disse: “Coraggio! Va’ e fai secondo la tua parola, ma là fammi un piccolo pane nascosto: prepara prima per me; per te e i tuoi figli fai alla fine. 14Così dice infatti il Signore: Il secchio della farina non verrà a mancare; non scemerà l’orcio dell’olio, fino ai giorni in cui il Signore darà pioggia sulla terra”. 15La donna andò e preparò; mangiarono lei, lui e i figli di lei, 16e il secchio della farina non si esaurì né scemò l’orcio dell’olio, secondo la parola del Signore detta tramite Iliù. 17Dopo di che, avvenne che si ammalò il figlio della donna, la signora della casa, e la sua malattia era forte assai, finché in lui venne a mancare lo spirito. 18(La donna) disse a Iliù: “Che c’è tra me e te, uomo di Dio? Sei venuto da me per ricordarmi le mie iniquità e far morire mio figlio?” 19Iliù disse alla donna: “Dammi tuo figlio”. Lo prese dal suo petto e lo portò nella camera superiore, lì dove abitava, e lo stese sul letto. 20Iliù gridò e disse: “Ahimè, Signore, testimone della vedova con cui abito, hai fatto ,una brutta cosa, facendo morire suo figlio!”. 21Soffiò tre volte sul ragazzo e supplicò dicendo: “Signore Dio mio, l’anima di questo ragazzo ritorni in lui!”. 22Così avvenne, e il ragazzo alzò la voce; 23lo portò giù dalla camera superiore, lo diede a sua madre, e Iliù disse: “Vedi? Tuo figlio è vivo!” 24La donna disse a Iliù: “Ecco, riconosco che tu sei un uomo di Dio e che è vera la parola del Signore in bocca tua”.

 

XVIII     Avvenne dopo molti giorni che la parola del Signore fu a Iliù, nel terzo anno, dicendo: “Va’ e mostrati ad Achaàv, e io darò la pioggia sulla faccia della terra”. 2Iliù andò a mostrarsi ad Achaàv; la carestia era grandissima nella Samaria. 3Achaàv chiamò Avdhiù, l’economo. Avdhiù temeva assai il Signore 4e, quando Iezàvel colpì i profeti del Signore, Avdhiù prese cento uomini, profeti, e li nascose in gruppi di cinquanta nelle grotte e li sostentò con pane e acqua. 5Achaàv disse ad Avdhiù: “Orsù, passiamo per la terra, per le sorgenti delle acque e i torrenti, se fosse possibile trovare erbaggio per sovvenire cavalli e muli, ché non siano sterminati negli attendamenti”. 6Si spartirono il percorso da compiere: Achaàv andò per una strada e Avdhiù andò da solo per un’altra strada. 7Mentre Avdhiù era da solo per strada, Iliù gli venne incontro, da solo. Avdhiù si affrettò, cadde faccia a terra e disse: “Sei proprio tu, signor mio Iliù?” 8Iliù gli disse: “Io! Vai e dici al tuo signore: Ecco Iliù!” 9Avdhiù disse: “Che peccato ho fatto, sì che tu consegni il tuo servo nelle mani di Achàv perché mi metta a morte? 10Viva il Signore Dio tuo! Non c’è nazione o regno dove il mio signore non abbia mandato a cercarti, e quando dicevano: Non c’è!, egli dava fuoco al regno e alla sua regione, perché non ti trovava. 11E ora tu dici: Va’ e annuncia al tuo Signore: Ecco Iliù? 12Appena mi sarò allontanato da te, lo Spirito del Signore ti trasporterà in una terra che non so; andrò ad annunciarlo ad Achaàv; non ti troverà e mi ucciderà. Il tuo servo è timorato del Signore sin dalla sua infanzia! 13Non ti è stato riferito, signor mio, che cosa ho fatto quando Iezàvel uccideva i profeti del Signore? che ho nascosto nelle grotte cento uomini tra i profeti del Signore, a gruppi di cinquanta, e li ho sostentati con pane e acqua? 14E ora mi dici: Va’ a dire al tuo signore: Ecco Iliù! Mi ucciderà!” 15Iliù disse: “Quanto è vero che vive il Signore degli eserciti, davanti al quale io sto, oggi mi mostrerò a lui”. 16Abdhiù andò all’incontro di Achaàv e gli riferì, ed Achaàv si affrettò ad andare incontro a Iliù. 17Appena Achaàv vide Iliù, avvenne che Achaàv disse a Iliù: “Tu sei quello che confonde Israele?” 18Iliù disse: “Non sono io a confondere Israele, ma tu e la casa di tuo padre perché voi avete abbandonato il Signore vostro e siete andati dietro ai Vaàl. 19Ora manda a riunire attorno a me tutto Israele sul monte Karmilion, con i quattrocentocinquanta profeti della vergogna e i quattrocento profeti dei boschi (sacri) che mangiano alla tavola di Iezàvel”. 20Achaàv mandò in tutto Israele e raccolse tutti i profeti sul monte Karmilion. 21Iliù si avvicinò a tutti e Iliù disse loro: “Sino a quando voi sarete zoppi di tutte e due le ginocchia? Se il Signore è Dio, seguitelo; se è Vaàl, seguite lui” Ma il popolo non rispose neppure una parola. 22Iliù disse al popolo: “Sono rimasto soltanto io, profeta del Signore, mentre i profeti del Vaàl sono quattrocentocinquanta uomini, e i profeti dei boschi (sacri) quattrocento. 23Dateci due buoi; essi se ne scelgano uno, lo facciano a pezzi e lo mettano sui legni, senza darvi fuoco; io farò l’altro bue, e non vi metterò fuoco. 24Voi gridate in nome delle vostre divinità, e io supplicherò nel nome del Signore mio Dio: sarà Dio il dio che esaudirà nel fuoco”. Tutto il popolo rispose dicendo: “E’ buono il discorso che hai detto”. 25Iliù disse ai profeti della vergogna: “Sceglietevi un vitello e fate per primi, poiché siete tanti; invocate nel nome del vostro dio, ma non mettete fuoco”. 26Essi presero il vitello, prepararono, e invocarono nel nome del Vaàl dal mattino presto sino a mezzogiorno, dicendo: “Ascoltaci, Vaàl, ascoltaci!” Ma non ci fu voce né ascolto, ed essi andavano correndo attorno all’altare che avevano fatto. 27Si fece mezzogiorno, e Iliù il Thesvite li sbeffeggiò dicendo: “Chiamate a gran voce! E’ un dio? Sta chiacchierando? Sta concludendo qualche affare? Sta riposando? Forse si sveglierà!” 28Chiamavano a gran voce e, secondo la loro usanza, si facevano tagli con coltelli e lancette per farsi colare il sangue. 29Stettero a fare i profeti finché non passò il pomeriggio e si fece quasi il tempo in cui si fa salire l’offerta[tt], ma non ci fu voce. E Iliù il Thesvite parlò ai profeti delle prevaricazioni, e disse: “Ora spostatevi e farò il mio sacrificio”. Si spostarono e si allontanarono. 30Iliù disse al popolo: “Avvicinatevi a me”. Il popolo si avvicinò a lui. 31Iliù prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù d’Israele - al quale il Signore aveva parlato, dicendo: “Israele sarà il tuo nome” – 32ed eresse le pietre nel nome del Signore, circondando l’altare con un fosso, come a fare un Mare[uu] della capacità di due metrite di sementi, tutto intorno all’altare. 33Accumulò legnetti sull’altare che aveva fatto, spartì la vittima e la pose sui legnetti, ammucchiò sull’altare e disse: “Prendetemi quattro idrie d’acqua e versate sulla vittima e sui legnetti”. Così fecero, 34e disse: “Fatelo una seconda volta”. Lo fecero per la seconda volta, ed egli disse: “Fatelo una terza volta”. Lo fecero per una terza volta 35e l’acqua scorreva intorno all’altare: il Mare si riempì d’acqua. 36E Iliù gridò al cielo e disse: “Signore Dio d’Avraàm, d’Isaàk e d’Israele, ascoltami, Signore! Ascoltami oggi con il fuoco, e tutto questo popolo riconosca che tu sei il Signore Dio d’Israele e che io sono il tuo servo che per te ha compiuto queste opere. 37Ascoltami, Signore; ascoltami con il fuoco e questo popolo riconosca che tu sei il Signore Dio e che tu fai volgere indietro il cuore di questo popolo”. 38E cadde fuoco dal Signore, giù dal cielo e divorò le vittime, i legnetti e l’acqua del Mare e le pietre; il fuoco fece sparire anche la cenere. 39Tutto il popolo cadde faccia a terra, e dissero: “Davvero il Signore è Dio, è lui il Dio!” 40Iliù disse al popolo: “Raccogliete i profeti di Vaàl; non se ne salvi alcuno”. Li presero, Iliù li portò giù nel torrente Kisson e là li sgozzò. 41E Iliù disse ad Achaàv: “Vai su, mangia e bevi, perché si sente il suono dei passi della pioggia”. 42Achaàv salì a mangiare e bere, e Iliù salì sul Karmilos, si accucciò a terra e mise la sua faccia tra le ginocchia. 43Disse al suo garzone: “Sali e guarda verso la strada del mare”. Il garzone scrutò e disse: “Non c’è niente”. Gli disse Iliù: “Tornaci sette volte”. 44Il garzone tornò sette volte, e alla settima volta avvenne che, ecco, una nuvola piccola quanto l’orma d’un uomo, che portava acqua. (Iliù) disse: “Sali e dici ad Achaàv: Attacca gli animali al tuo carro e scendi, ché non ti sorprenda la pioggia”. 45E avvenne in un attimo che il cielo si abbuiò di nuvole e vento, e ci fu una grande pioggia. Achaàv si mise a piangere[vv]e partì per Iezraèl. 46E la mano del Signore fu sopra Iliù che si cinse i fianchi e corse a Iezraèl prima di Achaàv.

 

XIX       Achaòv riferì a sua moglie Iezàvel tutto quel che aveva fatto Iliù, e come aveva sgozzato con la spada tutti i profeti. 2Iezàvel mandò a dire a Iliù: “Se tu sei Iliù, io sono Iezàvel! Questo mi faccia Dio e questo mi aggiunga, se domani a questa ora io non avrò reso l’anima tua come l’anima d’uno di quelli”. 3Iliù ebbe paura, si levò e si allontanò per l’anima sua, e viene a Virsaveè, in terra di Iudha. Lasciò lì il suo garzone 4e lui andò nel deserto, quanto una giornata di cammino; arrivò e sedette sotto Rathmen. Chiese che morisse l’anima sua, dicendo: “Ora basta, Signore! Prendi da me l’anima mia, perché io non sono meglio dei miei padri”. 5Si coricò e si addormentò sotto una pianta, ed ecco: qualcuno lo toccò e gli disse: “Sorgi e mangia!” 6Iliù guardò ed ecco, presso la sua testa c’erano pani nascosti, di spelta, e un orcio d’acqua. Si levò, mangiò e bevve, e tornò a dormire. 7Una seconda volta tornò l’angelo del Signore a toccarlo e a dirgli: “Sorgi, mangia, perché c’è molta strada davanti a te”. 8Si levò, mangiò e bevve, e con la forza di quel cibo avanzò per quaranta giorni e quaranta notti, fino al monte Chorìv. 9Entrò lì nella grotta, là si buttò giù, ed ecco a lui la parola del Signore che disse: “Perché sei qui, Iliù?” 10E Iliù disse: “Sono stato gelosamente geloso del Signore onnipotente, perché i figli d’Israele ti hanno abbandonato, hanno distrutto i tuoi altari e hanno ucciso di spada i tuoi profeti: io sono rimasto l’unico, ma cercano di prendere anche l’anima mia!” 11Gli disse: “Domani uscirai e starai innanzi al Signore, sul monte”. Ecco, si schierò il Signore; ecco, un grande vento potente che scuoteva il monte e spezzava le pietre innanzi al Signore, ma il Signore non era nel vento; e dopo il vento, il terremoto, ma il Signore non era nel terremoto; 12e dopo il terremoto, il fuoco, ma il Signore non era nel fuoco; e dopo il fuoco, il suono d’una brezza lieve, e lì era il Signore. 13Appena Iliù ascoltò, si coprì il volto colla sua melota[ww], uscì e stette davanti alla grotta. Ed ecco a lui la voce che disse: “Perché sei qui, Iliù?” 14E Iliù disse: “Sono stato gelosamente geloso del Signore onnipotente, perché i figli d’Israele hanno abbandonato la tua alleanza e hanno abbandonato i tuoi altari; hanno ucciso di spada i tuoi profeti, e io sono rimasto l’unico, ma cercano di prendere anche l’anima mia!” 15Il Signore gli disse: “Va’, ritorna per la tua strada; prendi la strada del deserto per Damasco, va’ e ungi Azaìl come re della Siria, 16e ungi Iù figlio di Namessì come re su Israele, e ungi Elisseè figlio di Safàt come profeta dopo di te. 17E avverrà che chi si salverà dalla spada di Azaìl, sarà fatto morire da Iù, e chi si salverà dalla spada di Iù sarà fatto morire da Elisseè. 18In Israele lascerai settemila uomini: tutte le ginocchia che non si sono inginocchiate al Vaàl e tutte le bocche che non l’hanno baciato”. 19Si allontanò da lì e trovò Elisseè figlio di Safàt, e questi stava arando con i buoi: dodici pariglie innanzi a lui, e lui tra le dodici. (Iliù) passò avanti a lui e gli gettò addosso la sua melota. 20Elisseè abbandonò i buoi, si affrettò dietro a Iliù e disse: “Abbraccio mio padre e ti seguo”. Gli disse Iliù: “Torna, perché già ti ho costituito”. 21Tornò indietro da lui, prese una pariglia di buoi, li macellò e li arrostì con gli stessi attrezzi dei buoi; li diede al popolo, che mangiò, poi si levò e andò dietro a Iliù e gli prestò servizio.

 

XX (XXI)            Navuthè lo Iezrailite aveva una vigna, accanto all’aia di Achaàv re di Samaria. 2Achaàv parlò a Navuthè dicendo: “Dammi la tua vigna e mi farò un orto di verdure, perché essa è vicina a casa mia; ti darò un’altra vigna più buona di questa o, se a te pare preferibile, ti darò argento in cambio di questa tua vigna, e mi farò un orto di verdure”. 3Navuthè disse ad Achaàv: “Davanti al mio Dio, non avvenga che io dia a te l’eredità dei miei padri”. 4Lo spirito di Achaàv diventò sconvolto: si stese sul suo letto, si nascose la faccia e non mangiò pane. 5Entrò da lui sua moglie Iezàvel e gli disse: “Perché il tuo spirito è sconvolto e non mangi pane?” 6Le disse: “Ho parlato con Navuthè lo Iezrailite e gli ho detto: “Dammi la tua vigna in cambio d’argento o, se vuoi, ti darò in suo cambio un’altra vigna. Ha detto: Non ti darò l’eredità dei miei padri”. 7Sua moglie Iezàvel gli disse: “In questo modo tu adesso fai il re d’Israele? Levati, mangia pane e torna in te. Te la darò io la vigna di Navuthè lo Iezraelite!” 8E scrisse un foglio a nome di Achaàv, lo sigillò col suo sigillo, e mandò il foglio agli anziani e agli uomini liberi che abitavano insieme a Navuthè. 9Nei fogli si scriveva dicendo: “Digiunate un digiuno e fate sedere Navuthè al principio del popolo; 10opponetegli due uomini – figli d’iniqui – contro di lui, che spergiurando contro di lui dicano: Ha maledetto Dio e il re. Così lo trascinerete fuori e lo prenderete a pietrate finché muoia”. 11Gli uomini della sua città, gli anziani e gli uomini liberi che abitavano nella sua città fecero come aveva dato mandato Iezàvel e come era scritto nei fogli che aveva mandato loro. 12Proclamarono un digiuno, e misero a sedere Navuthè al principio del popolo; 13entrarono due uomini – figli di iniqui – e si sedettero davanti a lui, spergiurando contro di lui e dicendo: “Ha maledetto Dio e il re”. Lo trascinarono fuori della città e lo presero a pietrate, con pietre, finché morì. 14E mandarono a dire a Iezàvel: “Navuthè è stato lapidato ed è morto”. 15E avvenne che appena Iezàvel sentì, disse ad Achaàv: “Levati e prendi possesso della vigna di Navuthè lo Iezrailite. Non te l’ha data in cambio d’argento, ma Navuthè non è più vivo, è morto!” 16Quando Achaàv sentì che Navuthè lo Iezrailite era morto, si strappò le vesti e di cinse di sacco; dopo di che Achaàv si alzò e scese a prendere possesso della vigna di Navuthè lo Iezrailite. 17Il Signore parlò a Iliù il Thesvite dicendo: 18“Sorgi e scendi incontro ad Achaàv re d’Israele in Samaria: egli è nella vigna di Navuthè, dove è sceso per prenderne possesso. 19Tu gli parlerai dicendo che così dice il Signore: Hai ucciso e ti sei impossessato; perciò ecco che così dice il Signore: In qualsiasi posto i porci e i cani abbiano leccato il sangue di Navuthè, lì i cani leccheranno il sangue tuo, e le prostitute si laveranno nel tuo sangue”. 20Achaàv disse a Iliù: “Mi hai trovato, nemico mio?” Disse: “Ti ho trovato, perché invano ti sei venduto a fare il male innanzi al Signore per irritarlo! 21Ecco, io porto su di te il male, brucerò la tua posterità e di Achaàv sterminerò chiunque urina contro il muro che dimora o è rimasto in Israele, 22e ridurrò la tua casa come la casa di Ierovoàm figlio di Navàt, come la casa di Vaasà figlio di Achià per le provocazioni con cui hai provocato e hai fatto peccare Israele”. 23Anche contro Iezàvel parlò il Signore dicendo: “I cani la divoreranno davanti alle mura d’Iezràel. 24Se Achaàv creperà in città se lo mangeranno i cani, e se lui creperà in campagna se lo mangeranno gli uccelli del cielo. 25Nessuno più di Achaàv si è venduto per fare il male davanti al Signore, e fu trasportato da sua moglie Iezàvel. 26Si è ricoperto assai di abominio, andando dietro a tutte le cose abominevoli[xx] fatte dall’Amorreo, che il Signore sterminò davanti ai figli d’Israele”. 27Con questo discorso, Achaàv fu come ferito dal volto del Signore e andò a piangere: si strappò la tunica, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò: si vestì di sacco come nel giorno in cui aveva colpito Navuthè lo Iezrailite. Andò, 28e a proposito di Achaàv ci fu una parola del Signore tramite il suo servo Iliù. Il Signore disse: 29“Hai visto come Achaàv è stato ferito dal mio volto? Non porterò la sventura nei suoi giorni, ma porterò la sventura nei giorni di suo figlio”.

 

XXI (XX)            Figlio-di-Adher riunì tutta la sua Forza e salì a porre la Samaria sotto assedio, e con lui erano trantadue re, tutti i cavalli e i carri. Salì e assediò la Samaria, facendole guerra, 2e mandò a dire ad Achaàv re di Israele, nella città, dicendogli: “Così dice Figlio-di-Adher: 3Il tuo argento e il tuo oro sono miei; le tue donne e i tuoi figli sono miei”. 4Il re d’Israele rispose e disse: “Come hai detto signor mio e re, io sono tuo, con tutto quel che ho”. 5Tornarono i messaggeri a dire: “Così dice Figlio-di-Adher. Ti ho mandato a dire che il tuo argento, il tuo oro, le tue donne e i tuoi figli li darai a me; 6perciò domani a questa ora manderò a te i miei servi, per ispezionare la tua casa e le case dei tuoi servi, e tutto quel che parrà desiderabile ai loro occhi, prenderanno con le loro mani e porteranno via”. 7Il re d’Israele convocò tutti gli anziani della terra e disse: “Sappiate e badate che costui cerca il male. Ha mandato a me per le mie donne, i miei figli e le mie figlie; eppure non gli avevo rifiutato il mio argento e il mio oro!” 8Gli anziani e tutto il popolo gli dissero: “Non sentire e non acconsentire!” 9Ed egli disse ai messaggeri di Figlio-di-Adher: “Dite al vostro signore: Farò tutto quel che hai mandato a dire prima al tuo servo, ma questo discorso non posso farlo”. Gli uomini andarono e gli riportarono il discorso, 10ma Figlio-di-Adher mandò a dire: “Questo mi faccia Dio e questo aggiunga, se la polvere di Samaria basterà alle volpi e tutto il popolo alla mia fanteria!” 11Il re d’Israele rispose e disse: “Sarà sufficiente! Il gobbo non si vanti come il dritto!” 12Quando gli fu riferito questo discorso, (Figlio-di-Adher) stava a bere, e con lui c’erano tutti i re, nell’accampamento, e disse ai suoi servi: “Fabbricate la palizzata”, e posero una palizzata contro la città[yy]. 13Ed ecco, un profeta si avvicinò ad Achaàv re d’Israele e disse: “Così dice il Signore: Hai visto questa grande folla? Ecco, io oggi te la darò in mano, perché tu riconosca che io sono il Signore”, 14Achaàv disse: “Grazie a chi?” Quegli disse: “Così dice il Signore: Grazie ai giovani dei principi delle regioni”. Acaàv disse: “Chi comincerà la guerra?” Quegli disse: “Tu”. 15E Achaàv ispezionò i giovani dei principi delle regioni, e furono duecentotrenta; dopo di che, ispezionò il popolo, tutti i figli della Forza, settemila; 16uscì a mezzogiorno. Figlio-di-Adher beveva ubriacandosi in Sokchoth, lui e i re, i trentadue che gli erano venuti in aiuto. 17Uscirono per primi i giovani principi delle regioni, e fu mandato ad annunciare al re di Siria, dicendo: “Da Samaria sono usciti uomini”. 18Egli disse loro: “Se avanzano in pace, prendeteli vivi; e se in guerra, prendeteli vivi”. 19Appena uscirono dalla città i giovani dei principi delle regioni, e la Forza dietro a loro, 20ognuno colpì chi aveva di fronte, poi ognuno passò alla seconda fila, e così la Siria fuggì. Israele li inseguì, e Figlio-di-Adher, re di Siria, si salvò con un cavallo al galoppo. 21Uscì il re d’Israele e prese tutti i cavalli e i carri, infliggendo una grande ferita alla Siria. 22E il profeta si avvicinò al re d’Israele e disse: “Rafforzati, impara e vedi cosa fare, perché al volgere dell’anno Figlio-di-Adher, re di Siria, salirà contro di te. 23I giovani del re di Siria hanno detto: Dio dei monti è il Dio d’Israele, non è dio delle valli: perciò sono stati più forti di noi! Se combatteremo contro di loro in pianura, saremo più forti di loro! 24Fai così: rimanda i re ognuno al suo posto, e poni in vece loro dei satrapi; 25sostituiremo con una Forza la Forza caduta, cavallo per cavallo e carro per carro, e combatteremo contro di loro in pianura e saremo più forti di loro. Egli ha ascoltato la loro voce e ha fatto così”. 26Volgendo infatti l’anno, avvenne che Figlio-di-Adher ispezionò la Siria e salì ad Afek, in guerra contro Israele. 27Anche i figli d’Israele furono ispezionati e si presentarono al loro incontro. Israele si accampò innanzi a loro come due greggi di capre, mentre la Siria aveva riempito tutta la terra. 28Venne l’uomo di Dio e disse al re d’Israele: “Così dice il Signore: Poiché la Siria ha detto che il Dio d’Israele è il dio delle montagne, egli non è il dio delle valli, darò in mano tua questa Forza grande, e saprai che io sono il Signore”. 29Essi restarono accampati davanti a loro per sette giorni, e nel giorno settimo avvenne che si diede inizio alla guerra, e Israele batté la Siria: centomila fanti in un solo giorno. 30Il resto fuggì per la città di Afekà, sì che la muraglia cadde addosso ai ventisettemila uomini rimasti. Figlio-di-Adher fuggì ed entrò in una casa, nella camera da letto, nella stanza più interna, 31e disse ai suoi servi: “Io so che i re d’Israele sono re di misericordia; mettiamoci dunque sacchi attorno ai nostri fianchi e cenere sulle nostre teste, e andiamo verso il re d’Israele, che magari faccia rivivere le anime nostre!” 32Si cinsero i fianchi di sacco, si misero cenere in teste e dissero al re d’Israele: “Il tuo servo, Figlio-di-Adher, dice: Possano vivere le nostre anime!” Ed egli disse: “Se ancora è vivo, è fratello mio!” 33Quegli uomini per buon augurio si affrettarono a cogliere la parola della sua bocca e dissero: “Figlio-di-Adher è fratello tuo!” Egli disse: “Andate a prenderlo”. Figlio-di-Adher uscì e quegli lo fece salire accanto a sé sul carro, 34e gli disse: “Le città tolte da mio padre a tuo padre, le renderò a te, e tu stabilirai per te entrate in Damasco, come mio padre le ha stabilite in Samaria, e ti congederò con un trattato”. Pattuì un patto con lui e lo congedò. 35Un uomo, uno dei figli dei profeti, disse al suo vicino, sulla parola del Signore: “Su, colpiscimi”, ma l’altro uomo non volle colpirlo. 36Gli disse: “Poiché non hai ascoltato la voce del Signore, ecco che tu ti allontanerai in fretta da me, ma ti abbatterà un leone”. Quello partì da lui, e lo trovò un leone che lo abbatté. 37Trovò un altro uomo e disse: “Su, colpiscimi”, e quell’uomo lo colpì: lo colpì e lo ferì. 38Il profeta andò a presentarsi al re d’Israele, per strada, coprendosi gli occhi con una benda. 39Quando passò il re, quegli gridò al re e disse: “Il tuo servo è uscito nel folto della battaglia, ed ecco un tale mi ha portato un uomo, dicendo: Custodisci questo uomo; se scappando scapperà, darai l’anima tua per l’anima sua o pagherai un talento d’argento. 40Ora avvenne che mentre il tuo servo sorvegliava di qua e di là, quello non c’era più”. Il re d’Israele gli disse: “Ecco il tradimento! Io stesso ti ucciderò”. 41Quello si affrettò a togliersi la benda dagli occhi, e il re d’Israele lo riconobbe come uno dei profeti. 42E quello gli disse: “Così dice il Signore: Poiché ti sei lasciato sfuggire di mano un uomo funesto, darai la tua anima per la sua anima e il tuo popolo per il suo popolo”. 43Il re d’Israele si allontanò turbato e svogliatamente arrivò in Samaria,

 

XXII      e vi restò per tre anni, senza che ci fosse guerra tra Siria e Israele. 2Al terzo anno avvenne che Iosafàt re di Iudha scese dal re d’Israele. 3Il re d’Israele disse ai suoi giovani: “Non sapete che Remmàth Galaàdh è nostra, ma noi stiamo zitti senza riprenderla dalle mani del re di Siria?”. 4Il re d’Israele disse a Iosafàt: “Verresti con noi a Remmàth Galaàdh in guerra?”. 5Iosafàt disse: “Io, come te stesso; il mio popolo, come tuo popolo; i miei cavalli, come tuoi cavalli”. E Iosafat re di Iudha disse al re d’Israele: “Consulta dunque oggi il Signore”. 6Il re d’Israele riunì tutti i profeti, circa quattrocento uomini, e il re disse loro: “Andrò a Remmàth Galaàdh in guerra o starò quieto?”. Dissero: “Sali, e il Signore certamente la darà in mano al re”. 7Iosafàt disse al re d’Israele: “Non c’è qui un (altro) profeta, per consultare tramite lui il Signore?” 8Il re d’Israele disse a Iosafàt: “C’è un uomo per consultare tramite lui il Signore, però io lo odio perché non mi parla di cose buone, ma di cose brutte: Michea figlio di Iemvlaà”. Iosafàt re di Iudha disse: “Non dica così il re!” 9Allora il re d’Israele chiamò un eunuco e disse: “Subito, Michea figlio di Iemvlaà!” 10Il re d’Israele e Iosafat re di Iudha sedevano ognuno sul suo trono, armati, alle porte di Samaria e tutti i profeti profetavano innanzi a loro. 11 Sedhekìas figlio di Chananà si fece dei corni di ferro e disse: “Così dice il Signore. Con questi scornerai la Siria sino a distruggerla”. 12Tutti i profeti profetavano così, dicendo: “Sali a Remmòth Galaàdh: farai buona strada e il Signore darà in mano tua il re di Siria”. 13Il messaggero ch’era andato a chiamare Michea, gli parlò dicendo: “Ecco, tutti i profeti, con una sola bocca dicono cose buone al re; fa’ quindi i tuoi discorsi una cosa sola con i loro discorsi e parla per il bene”. 14Michea disse: “Viva il Signore! Quello che mi dirà il Signore, quello dirò!” 15Venne al re e il re gli disse: “Michea, salirò a Remmàth Galaàdh in guerra o resterò quieto?” Disse: “Sali, e il Signore darà successo alle mani del re”. 16Il re gli disse: “Quante volte dovrò scongiurarti di parlarmi con verità nel nome del Signore?” 17Michea disse: “Non è così! Io ho contemplato tutto Israele sparso sui monti come un gregge senza pastore, e il Signore ha detto: il loro signore non è Dio?, ritorni ognuno in pace alla sua casa”. 18Il re d’Israele disse a Iosafàt re di Iudha: “Non ti avevo detto che costui non mi profetizza cose buone, ma cose brutte?” 19Michea disse: “Non è così; non sono io! Ascolta la parola del Signore: non è così! Io ho visto il Dio d’Israele assiso sul suo trono, e tutte le schiere del cierlo erano schierate accanto a lui, alla sua destra e a sinistra. E il Signore disse: Chi ingannerà Achaàv re d’Israele, perché salga e cada in Remmàth Galaàdh? E questo (spirito) diceva così, e questo altro così, 21quando uscì uno spirito, si presentò davanti al Signore e disse: Lo ingannerò io. 22Il Signore gli disse: In che modo? (Quegli) disse: Uscirò e sarò uno spirito menzognero nella bocca di tutti i suoi profeti. (Il Signore) disse: Puoi ingannarlo; esci e fa’ così. 23Ora ecco: il Signore ha dato uno spirito menzognero alla bocca di tutti questi tuoi profeti, ma il Signore ha detto cose brutte per te!” 24Allora si fece avanti Sedhekìas figlio di Chananà e colpì Michea sulla guancia, dicendo: “Quale spirito del Signore ha parlato in te?” 25Michea disse: “Ecco: tu lo vedrai in quel giorno in cui andrai a nasconderti di stanza in stanza!” 26Il re d’Israele disse: “Prendete Michea e portatelo indietro, da Semìr, reggitore della città, e da Ioàs, figlio del reggitore, 27dicendo di tenerlo in prigione e di dargli da mangiare pane d’afflizione e acqua d’afflizione, finché io non sarò tornato in pace”. 28Michea disse: “Se tornando tornerai in pace, il Signore non ha parlato in me!”. 29E il re d’Israele salì a Remmàth Galaàdh insieme a Iosafat re di Iudha. 30Il re d’Israele disse a Iosafat re di Iudha: “Mi nasconderò per entrare in guerra: indossa tu la mia veste”. Il re d’Israele si mascherò ed entrò in guerra. 31Il re di Siria aveva comandato ai trentadue principi dei suoi carri, dicendo: “Non combattete con un piccolo né con uno grande, ma soltanto con il re d’Israele” 32E avvenne che i principi dei carri videro Iosafat, re di iudha, ed essi dissero: “Questi sembra il re d’Israele!”, e lo accerchiarono in battaglia. Iosafat si mise a gridare 33e i principi dei carri capirono che costui non era il re d’Israele e si volsero indietro da lui. 34Ma uno, tirando abilmente con l’arco colpì tra polmone e torace il re d’Israele. Questi disse al suo cocchiere: “Gira di mano e portami fuori dalla battaglia, perché sono ferito”. 35Ma quel giorno la guerra infuriava e il re fu trattenuto nel suo carro, di fronte alla Siria, dal mattino a sera. Il sangue uscì dalla ferita sino al fondo del carro, 36e al tramonto del sole l’araldo dell’esercito si presentò a dire: “Ciascuno ritorni alla sua città e alla sua terra, 37perché il re è morto”. Andarono a Samaria e seppellirono il re in Samaria; 38lavarono il sangue nella cisterna di Signore, e leccarono il sangue porci e cani, e anche le prostitute si lavarono nel sangue, secondo la parola detta dal Signore. 39Il resto dei discorsi di Achaàv e tutto quel che fece, la casa d’avorio che costruì, e tutte le città che fece, non sono scritte nel Libro dei discorsi dei giorni dei re d’Israele? 40Achaàv si addormentò con i suoi padri, e dopo di lui regnò suo figlio Ochozìas.  41Iosafàt figlio di Asà regnò su Iudha: nel quarto anno di Achaàv re d’Israele, fu re Iosafat, 42nato da trentacinque anni quando diventò re, e regnò venticinque anni in Gerusalemme; sua madre aveva nome Azuvà, figlia di Salaì. 43Egli in tutto camminò sulla strada di sua padre Asà, e da essa non deviò, facendo ciò che è retto agli occhi del Signore. 44Tuttavia non tolse le alture, e il popolo continuava a bruciare incenso e offrire vittime sulle alture. 45Iosafat fece pace con il re d’Israele. 46Il resto dei discorsi di Iosafat, e tutte le sue imprese che fece, non sono scritte nel Libro dei discorsi dei giorni dei re di Iudha?

47Egli tolse via dalla terra il resto degli invertiti che erano rimasti nei giorni di Asà suo padre. 48Non c’era un re isituito in Edhèm, e il re 49Iosafat fece navi in Tharsìs, che andassero a Oferdhe per l’oro, ma non andarono perché le navi si sfasciarono ad Aseòn Gavèr. 50Allora Ochozìas figlio di Achaàv disse a Iosafat: “Vadano i miei servi sulle navi insieme ai tuoi servi”, ma Iosafat non volle.

51Iosafat si addormentò con i suoi padri e fu sepolto accanto ai suoi padri nella città di Dhavìdh suo padre; dopo di lui regnò suo figlio Ioràm. 52Ochozìas figlio di Achaàv regnò su Israele in Samaria, nell’anno diciassettesimo di Iosafat re di Iudha, e regnò in Israele, in Samaria, per due anni. 53Egli fece il male al cospetto del Signore, camminando sulla strada di Achaàv suo padre, sulla strada di Iezàvel sua madre, nei peccati della casa di Ierovoàm figlio di Navat, con cui aveva fatto peccare Israele. 54Egli servì ai Vaalìm, li adorò e irritò il Signore Dio d’Israele, secondo tutti i fatti avvenuti prima di lui.



[a] Non ebbe rapporti sessuali con lei.

[b] Un tempo, l’asino era attributo regale

[c] E’ evidente il senso ironico.

[d] La grande cisterna per le abluzioni posta nell’atrio del Tempio.

[e] Mare: secondo i casi, si intenda anche bronzo.

[f] in “quartieri”.

[g] Questa (e altre espressioni simili) significano: Sarai tu stesso il responsabile della tua morte (noi diremmo: Te la sei cercata).

[h] Diede inizio allo sfruttamento delle...

[i] Il testo è tormentato, non sempre comprensibile, e con notevoli varianti o aggiunte (qui, in corpo minore).

[j] Amministratore, prefetto.

[k] Il testo è tormentato, non sempre comprensibile, e con notevoli varianti o aggiunte (qui, in corpo minore).

[l] Come dote.

[m] Il testo è tormentato, non sempre comprensibile, e con notevoli varianti o aggiunte (qui, in corpo minore).

[n] Aprile – maggio.

[o] Il portico.

[p] Probabilmente, coperte di fitte grate.

[q] Il santuario.

[r] Il testo è tormentato e non sempre comprensibile: anche le antiche versioni ebraiche sembrano frutto di congetture.

[s] a sud.

[t] Dal v. 18 si capisce che erano grandi tinozze rituali.

[u] I capitelli.

[v] Con l’argilla.

[w] Settembre – ottobre.

[x] Traduciamo stanghe a senso; il testo ha le santificate.

[y] Malattia del grano.

[z] Il Libro delle odi (di Salomone) è perduto.

[aa] Città di presidio (militare).

[bb] Comandanti d’una terza parte dello schieramento.

[cc] Opera perduta.

[dd] Anche i bambini.

[ee] Templi dedicati ai demoni.

[ff] L’anniversario della dedicazione del tempio di Gerusalemme.

[gg] Il termine usato in greco fa capire che non morì ucciso dal leone, ma d’infarto (per la paura?).

[hh] I templi demoniaci costruiti sulle alture.

[ii] Anche i bambini.

[jj] Libro perduto.

[kk] Qui sembra si indichino o le cosiddette “prostituzioni sacre” o pratiche omosessuali. Ma in IV Regni 11, 14 ha il senso di “complotto”

[ll] Un gruppo dedito a culti misterici (di Astarte, per II Paralipomeni 15, 16)

[mm] In II Paralipomeni 15, 16 si parla invece di una statua (di Astarte).

[nn] Doni votivi a forma di capitelli.

[oo] Spesso con vanità si intendono gli idoli, appunto vanamente, inutilmente adorati.

[pp] Sembra faccia riferimento a membri di culti misterici (vedi XV, 12).

[qq] Dimora degli obbrobri: il tempio del demone Baal.

[rr] Chiunque avrebbe ricostruito Gerico sarebbe stato punito con la morte di due figli (Iisù VI, 26).

[ss] Focacce cotte sotto (nascoste) la cenere.

[tt] L’ora del Vespro.

[uu] E’ richiamato il Mare d’acqua lustrale ch’era nel tempio.

[vv] INIzia il PENTIMENTO ???

[ww] Mantellina di pelle di pecora.

[xx] Cose abominevoli: le statue dei demoni.

[yy]Assediarono la città.

 


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i santi di domani 08-07-2022

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