Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




I REGNI (I Samuele)

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

I         C’era un uomo di Armathèm Sifà, delle montagne di Efrèm; il suo nome, Elkanà, figlio di Ieremeìl, figlio di Ilìa, figlio di Thokè, in Nasìv di Efrèm. 2E questo aveva due donne: il nome di una, Anna, e il nome della seconda, Fenanna. E Fenanna aveva figli, mentre Anna non aveva figlio. 3L’uomo di Giorno in Giorno[a] saliva dalla sua città, Armathèm, per adorare e sacrificare al Signore Dio Savaòth in Silò. Là c’erano Ilì e i suoi due figli, Ofnì e Fineès, sacerdoti del Signore. 4E avvenne un giorno che Elkanà sacrificò e diede le porzioni a Fenanna, sua moglie, e ai suoi figli, 5mentre ad Anna diede una sola porzione, perché non aveva figlio, anche se Elkanà amava Anna più dell’altra, eppure il Signore aveva chiuso le cose del suo grembo. 6Poiché il Signore non le aveva dato un figlio nell’afflizione, nella vergogna della sua afflizione, era turbata, perché il Signore le aveva chiuso le cose del suo grembo, per non darle un figlio. 7Così avveniva anno dopo anno; quando lei saliva al tempio del Signore, era turbata, piangeva e non mangiava. 8Il suo uomo, Elkanà, le disse: “Anna!” E lei disse: “Eccomi, Signore!” Le disse: “Cosa hai che piangi? Perché non mangi? Perché palpita il tuo cuore? Io per te non sono meglio di dieci figli?” 9Dopo che essi ebbero mangiato in Silò, si alzò e si presentò innanzi al Signore. Il sacerdote Ilì era seduto su d’uno scanno, presso i battenti del tempio del Signore. 10Quella era amareggiata nell’animo, supplicava con insistenza il Signore e piangeva; piangendo 11innalzò un voto al Signore e disse: “Adhonaì, Signore, Eloè Savaòth, se volgendo lo sguardo guarderai alla piccolezza della tua serva, e ti ricorderai di me, e alla tua serva donerai un seme d’uomo, io al tuo cospetto lo donerò in dono sino al giorno della sua morte; egli non berrà vino o bevanda inebriante, e il ferro[b] non passerà sulla sua testa”. 12Ora avvenne che lei prolungava la preghiera innanzi al Signore, e il sacerdote Ilì osservava la sua bocca: 13poiché lei muoveva le labbra ma parlava in cuor suo, e non si sentiva la sua voce, Ilì pensò che fosse ubriaca. 14L’inserviente di Ilì le disse: “Fino a quando sarai ubriaca? Smaltisci il tuo vino; vai via dal volto del Signore!” 15Anna rispose e disse: “Nossignore! O dura giornata! Sono una donna; non ho bevuto vino né bevanda inebriante: io verso la mia anima innanzi al Signore! 16Non prendere la tua serva come una donna pestifera, se finora mi sono espressa con molte mie ciarle”. 17Ilì rispose e le disse: “Va’ in pace: il Dio d’Israele ti conceda secondo ogni tuo desiderio che gli hai chiesto”. 18Disse: “La tua serva ha trovato grazia ai tuoi occhi!”, e la donna andò per la sua strada, entrò nel suo alloggio, mangiò con il suo uomo, bevve, e la sua faccia non fu più a terra. 19Si levarono al mattino presto e adorarono il Signore, poi andarono per la loro strada. Elkanà entrò a casa sua in Armathèm, e conobbe Anna, sua moglie. Il Signore si ricordò di lei, ed essa restò incinta. 20Al tempo dei Giorni, fece e partorì un figlio, e lo chiamò con il nome di Samuìl, dicendo: “Lo abbiamo chiesto al Signore Dio Savaòth”. 21L’uomo, Elkanà, con tutta la sua famiglia salì a Silòm per sacrificare il sacrificio dei Giorni, i suoi voti e tutte le decime della sua terra. 22Anna non salì con lui; disse infatti al suo uomo: “Finché non salirà il bambino, dopo averlo svezzato, e si presenterà innanzi al Signore e resterà lì per sempre”. 23Elkanà, suo marito, le disse: “Fa’ come è meglio ai tuoi occhi; resta fino a quando lo avrai svezzato, ma il Signore attende quel che è uscito dalla tua bocca”. La donna rimase e allattò suo figlio fino a quando lo svezzò. 24Poi con lui salì a Silòm, con un vitello di tre anni, pani, una ifì di fior di farina, un nèvel di vino, ed entrò nella dimora del Signore che è in Silòm, e insieme a lei il bambino. 25Lo condussero davanti al Signore, e suo padre sgozzò l’offerta sacrificale, come faceva per il Signore nei Giorni dei Giorni. Poi presentò il bambino e sgozzò il vitello. E la madre del bambino, Anna, si fece avanti a Ilì 26e disse: “Eccomi, signore: viva l’anima tua![c] Io sono la donna che davanti a te, con te, stava a supplicare il Signore. 27Pregavo con insistenza per questo bambino, e il Signore mi ha dato secondo la mia richiesta che gli avevo chiesto, 28e ora io lo presto al Signore per tutti i giorni in cui lui vivrà, come unto per il Signore”. E disse:

II        “Il mio cuore ha esultato nel Signore, e la mia fronte si è innalzata nel mio Dio; la mia bocca si è allargata contro i nemici e mi sono rallegrata nella tua salvezza, 2poiché non c’è santo come il Signore; non c’è giusto come il nostro Dio: non c’è santo tranne che te. 3Non gloriatevi e non parlate con superbia, non escano parole arroganti dalla vostra bocca, perché Dio delle scienze è il Signore, il Dio che compie quel che vuole. 4Egli ha reso debole l’arco dei forti, e di forza sono stati cinti i deboli; 5quelli che erano pieni di pani, ne sono rimasti privi e agli affamati hanno ceduto la terra, poiché la sterile ha partorito sette volte e colei che aveva molti figli si è infiacchita. 6Il Signore dà la morte e dà la vita, fa scendere all’ade e ne fa risalire. 7Il Signore rende poveri e rende ricchi, 8fa sorgere dalla terra il misero e dallo sterco rialza il povero; perché siedano insieme ai potenti del popolo, li fa eredi d’un trono di gloria. 9Egli esaudisce la preghiera di chi prega e ha benedetto gli anni del giusto; poiché l’uomo potente è senza forze: 10il Signore, come è giusto, lo ha reso debole, il Signore santo. Non si vanti l’intelligente della sua intelligenza; non si vanti il potente della sua potenza; non si vanti il ricco della sua ricchezza, ma chi si vanta si vanti di questo: capire e conoscere il Signore, compiere il diritto e la giustizia sulla terra. Il Signore è asceso ai cieli e ha tuonato: egli giudicherà sino alle estremità della terra; darà forza ai nostri re ed esalterà la fronte del suo Cristo”. 11Lo lasciò lì davanti al Signore e fece ritorno in Armathèm, mentre il fanciullo prestava servizio innanzi al Signore, sotto la sorveglianza del sacerdote Ilì. 12I figli di Ilì erano figli pestiferi, che non riconoscevano il Signore né il diritto su ogni sacrificio che da parte del popolo spettava al sacerdote. 13Veniva infatti l’inserviente del sacerdote quando si cuoceva la carne, con in mano un forchettone a tre denti, 14e lo ficcava nel grande paiolo o nella marmitta o nel calderone e tutto quello che veniva su con il forchettone, il sacerdote lo prendeva per sé. Così si faceva con ognuno d’Israele che venisse a sacrificare al Signore in Silòm. 15Prima dunque di compiere la bruciatura del grasso, veniva l’inserviente del sacerdote e diceva all’uomo che compiva il sacrificio: “Dammi carne da arrostire per il sacerdote, e io non ti prenderò dal paiolo la carne bollita”. 16L’uomo che compiva il sacrificio allora diceva: “Prima si bruci il grasso, come stabilito, e poi prenderai per te tutto quel che desidera l’anima tua”. Ma rispondeva: “No; ora mi devi dare! Se no, prenderò per forza”. 17Il peccato degli inservienti era grande assai al cospetto del Signore, perché screditavano il sacrificio del Signore. 18Innanzi al Signore Samuìl stava a compiere il servizio come inserviente, cinto di un efòd var[d]; 19sua madre gli faceva una piccola mantella doppia e gliela portava quando di Giorno in Giorno saliva con il suo uomo per sacrificare il sacrificio dei Giorni. 20E Ilì benedisse Elkanà e la sua donna, dicendo: “Il Signore ti dia prole da questa donna, in cambio del prestito che hai prestato al Signore”. L’uomo fece ritorno al suo luogo, 21e il Signore visitò Anna, la quale concepì ancora tre figli e due figlie. L’inserviente Samuìl diventava grande innanzi al Signore. 22Ilì era anziano assai, sentì quel che facevano i suoi figli ai figli d’Israele, 23e disse loro: “Perché fate secondo quelle parole che ascolto dalla bocca di tutto il popolo d’Israele? 24No, figli: non sono buone le voci che ascolto, tanto che il popolo non serve più il Signore! 25Se un uomo, peccando, fa peccato nei confronti d’un uomo, si può supplicare il Signore a suo favore; ma se pecca nei confronti del Signore, chi supplicherà per lui?” Ma non ascoltarono la voce di loro padre, perché il Signore era fortemente deciso di farli perdere. 26Samuele, l’inserviente, invece progrediva e diventava grande, ed era buono presso il Signore e presso gli uomini. 27Un uomo di Dio venne da Ilì e disse: “Così dice il Signore: Rivelandomi mi sono rivelato alla casa[e] di tuo padre, quando essi erano schiavi in Egitto, nella casa del Faraone, 28e ho scelto la casa di tuo padre tra tutti gli scettri[f] d’Israele perché mi prestasse servizio sacerdotale, salendo al mio altare, bruciando l’incenso e portando l’efòd, e ho dato alla casa di tuo padre come sostentamento tutto quel che i figli d’Israele presentano in sacrificio. 29Perché ti sei fissato sul mio incenso, getti l’occhio sulle mie vittime sacrificali, dai più gloria ai tuoi figli che a me e vi avvantaggiate delle primizie d’ogni offerta che Israele mi porta innanzi? 30Perciò, così dice il Signore Dio d’Israele: Io ho detto: la tua casa e la casa di tuo padre andranno via dal mio volto, in eterno!, ma ora il Signore dice: Lungi da me! Io glorificherò che mi glorifica ma svergognerò chi mi disprezza. 31Ecco, vengono i giorni in cui sterminerò il tuo seme e il seme della casa di tuo padre, 32e per te non ci sarà mai più anziano nella mia dimora. 33C’è un uomo dei tuoi che non sterminerò dal mio altare, finché si consumino i suoi occhi e si strugga la sua anima, ma il resto della tua casa cadrà per spada degli uomini. 34Questo è un segno per te, che cadrà addosso ai tuoi due figli, Ofni e Fineès: in un solo giorno morranno entrambi. 35Io susciterò per me un sacerdote fedele, che farà tutto quel è nel mio cuore e nell’anima mia; a lui innalzerò una casa fedele e tutti i giorni camminerà alla vista del mio Cristo. 36Il resto della tua casa sarà costretto ad adorarlo con un obolo d’argento, dicendo: Ammettimi a uno dei tuoi servizi sacerdotali, perché io possa mangiare il pane”.

 

III       Samuìl, l’inserviente, prestava servizio liturgico al Signore, sotto gli occhi del sacerdote Ilì. La parola del Signore in quei giorni era preziosa, ma non la visione non si dispiegava a parole. 2In quel giorno avvenne che Ili s’era steso al suo posto e i suoi occhi iniziarono ad appesantirsi, e non poteva vedere. 3Prima di riassettare la lampada del Signore, Samuìl stava steso nel tempio, dove era l’arca di Dio. 4E chiamò il Signore: “Samuìl, Samuìl!” Rispose: “Eccomi!”, 5si affrettò da Ilì e disse: “Eccomi; perché mi hai chiamato?” Disse: “Non ti chiamato; torna indietro e stenditi”. Tornò indietro e si stese. 6Il Signore riprese a chiamare: “Samuìl, Samuìl!” Rispose: “Eccomi!”, e per una seconda volta andò da Ilì e disse: “Eccomi; perché mi hai chiamato?” Disse: “Non ti ho chiamato; torna indietro e stenditi”. 7Samuìl non aveva ancora riconosciuto Dio e la parola del Signore non gli si era svelata. 8Per una terza volta il Signore riprese a chiamare Samuìl; egli si levò e andò da Ilì dicendo: “Eccomi; perché mi hai chiamato?” Ilì ragionò che il Signore aveva chiamato l’inserviente, 9e disse: “Torna indietro a stenderti, figliolo, e se ti chiama rispondi: Parla, Signore, perché il tuo servo ascolta”. Samuìl andò e si addormentò al suo posto. 10E il Signore venne, si fermò, e lo chiamò come la prima e la seconda volta, e Samuìl disse: “Parla, Signore, perché il tuo servo ascolta”. 11E il Signore disse a Samuìl: “Ecco, io realizzo le mie parole in Israele, sicché tutti quelli che le ascolteranno, ne avranno rintronate le due orecchie. 12In quel giorno porterò su Ilì tutto quel che ho detto contro la sua casa: comincerò e porterò a termine. 13Gli ho già annunciato che io punisco la sua casa in eterno per l’iniquità dei suoi figli, perché i suoi figli hanno tramato di brutto contro Dio, ma egli non li ha corretti. 14Perciò ho giurato alla casa di Ilì: l’iniquità della casa di Ilì non sarà espiata con incensi o sacrifici, in eterno!” 15Samuìl dormì sino al mattino, e si destò al mattino presto; aprì le porte della dimora del Signore, ma temeva di riferire a Ilì la visione. 16Ilì disse a Samuìl: “Samuìl, figlio!” Rispose: “Eccomi!” 17Gli disse: “Quale è la parola che ti è stata detta? Non nascondere a me alcuna delle parole che ti sono state dette, alle tue orecchie!” 18E Samuìl riferì tutte le parole; non gli nascose nulla. Ilì disse: “Così è il Signore: farà quel che agli occhi suoi è bene”. 19Samuìl si fece grande e il Signore era con lui, e non lasciò cadere a terra alcuna delle sue parole, 20sicché in tutto Israele, da Dhan sino a Virsaveè, si venne a sapere che Samuìl era fedele profeta del Signore. 21Il Signore continuò a manifestarsi in Silòm, come il Signore aveva rivelato a Samuìl, e venne creduto che Samuìl era diventato profeta del Signore, in tutto Israele: da una estremità all’altra della terra. Ilì si fece anziano assai, e i suoi figli continuarono ad andare avanti: malvagia fu la loro condotta agli occhi del Signore.

 

IV       Ci fu in quei giorni che gli Stranieri[g] si adunarono in guerra contro Israele, e Israele uscì in guerra contro di loro, accampati in Avenèzer, mentre gli Stranieri erano accampati in Afèk. 2Gli Stranieri si schierarono in guerra contro Israele; iniziò la battaglia e gli uomini d’Israele furono battuti dagli Stranieri: sul campo di battaglia furono feriti quattromila uomini. 3Quando il popolo tornò all’accampamento, gli anziani d’Israele dissero: “Perché oggi il Signore ci ha battuti, sotto gli occhi degli Stranieri? Prendiamo da Silòm l’arca del nostro Dio, perché esca in mezzo a noi, e ci salvi dalle mani dei nostri nemici”. 4Il popolo mandò a Silòm, e da lì presero l’arca del Signore assiso sui cherubini: con l’arca c’erano entrambi i figli di Ilì, Ofnì e Fineès. 5Avvenne che quando l’arca del Signore arrivò nell’accampamento, tutto Israele gridò a gran voce, e la terra echeggiava. 6Gli Stranieri ascoltarono l’urlo, e gli Stranieri dissero: “Cosa è questo grande urlo nell’accampamento degli Ebrei?” Seppero che l’arca del Signore era arrivata nell’accampamento 7e gli Stranieri si impaurirono[h], dicendo: “Questi dei sono arrivati da loro, nell’accampamento! Guai a noi! Liberaci, Signore, oggi, perché così non è stato ieri né l’altro ieri[i]. 8Guai a noi! Chi ci strapperà dalle mani di queste divinità crudeli? Questi sono gli dei che hanno percosso l’Egitto con ogni sorta di piaghe, persino nel deserto! 9Siate forti, o Stranieri; siate uomini veri, per non diventare servi degli Ebrei come essi furono nostri servi! Siate uomini veri, e lottate contro di loro!” 10Lottarono contro di loro, e gli uomini d’Israele furono battuti, e ognuno fuggì verso la propria tenda. Ci fu un disastro grande assai, e in Israele caddero trentamila fanti. 11Fu presa l’arca di Dio, ed entrambi i figli di Ilì morirono, Ofnì e Fineès. 12Un uomo Ieminèo lasciò di corsa lo schieramento e lo stesso giorno giunse a Silòm: le sue vesti erano lacere e la testa coperta di terra. 13Venne, ed ecco Ilì era sullo sgabello presso la porta, a sorvegliare la strada, perché il suo cuore era fuor di sé per l’arca di Dio. Quell’uomo entrò in città portando l’annuncio, e la città gridò. 14Ilì sentì la voce del grido e disse: “Che è questa voce del gridare?” L’uomo si affrettò, venne e riferì a Ilì. 15Elia era nato da novanta anni; i suoi occhi si stravolsero e non ci vide più. 16Ilì disse agli uomini che gli stavano attorno: “Che è la voce di questo suono?” Quell’uomo si affrettò ad avvicinarsi a Ilì, e gli disse: “Sono io, che sono venuto dal campo di battaglia; e io oggi sono scampato dallo schieramento”. Ilì disse: “Figlio, quale è il discorso dei fatti?” 17L’inserviente rispose e disse: “Questo uomo d’Israele è fuggito davanti al volto degli Stranieri, e c’è stata una piaga grande nel popolo; i tuoi figli sono morti tutti e due; l’arca di Dio è stata presa”. 18Al ricordo dell’arca di Dio, avvenne che egli cadde dallo sgabello, all’indietro, contro la porta: si ruppe la schiena e morì; era un uomo anziano e pesante. Era stato giudice[j] d’Israele per venti anni. 19Sua nuora, moglie di Fineès, era prossima a partorire; quando udì l’annuncio che l’arca di Dio era stata presa e che erano morti suo suocero e il suo uomo, scoppiò a piangere e partorì, perché le si erano rivoltate le doglie. 20E mentre stava morendo, le donne che l’assistevano le dissero: “Non temere, perché hai partorito un figlio”. Non rispose, né il suo cuore comprese, 21e chiamò il bambino col nome di Guai-Varkavòth, a causa dell’arca di Dio, di suo suocero e del suo uomo. 22E dissero: “La Gloria di Israele si è allontanata, poiché hanno preso l’arca di Dio”.

 

V        Gli Stranieri presero l’arca di Dio e la trasportarono da Avenèzer in Àzoto. 2Poi gli Stranieri presso l’arca di Dio e la trasportarono nella casa di Dhagòn[k], e la collocarono accanto a Dhagòn. 3Gli Azòti si alzarono al mattino presto ed entrarono nella casa di Dhagòn, e videro: ecco, Dhagòn caduto faccia a terra innanzi all’arca di Dio. Alzarono Dhagòn e lo posero al suo posto. E la mano del Signore gravò sugli Azòti, li torturò e li colpì nel sedere[l]: ad Àzoto e sino ai suoi confini. 4E avvenne che quando al mattino s’alzarono presto, ecco: Dhagòn caduto faccia a terra davanti all’arca dell’alleanza del Signore, e la testa e ambedue le sue mani, staccate, giacevano davanti l’amafèth[m]; ambedue le giunture delle sue mani erano cadute presso la l’atrio; solo il tronco di Dhagòn rimaneva. 5Per questo motivo i sacerdoti di Dhagon non salgono sulla soglia, così come chiunque entra nella casa di Dhagon, sino a questi giorni salta il gradino della casa di Dhagon che è in Àzoto. 6Si aggravò la mano del Signore su Àzoto, portò la distruzione e fece ribollire l’acqua contro le loro navi; in mezzo a quella regione brulicarono i topi, e nella città ci fu un grande turbamento di morte. 7Gli uomini di Àzoto videro questo, e dissero: “L’arca del Dio d’Israele non risieda tra noi, perché la sua mano è dura su noi e sul nostro dio Dhagòn”. 8Diedero mandato che presso di loro si riunissero i satrapi degli Stranieri e dissero: “Che faremo all’arca del Dio d’Israele?”. I Ghethei dissero: “Sia trasportata da noi l’arca di Dio”. E l’arca del Dio d’Israele fu trasportata a Gheth. 9Dopo che essa fu trasportata, la mano del Signore fu sulla città - un turbamento grande assai – e colpì gli uomini della città, dai piccoli ai grandi; li colpì nel loro sedere, sicché i Ghethei dovettero farsi dei giacigli. 10Allora mandarono l’arca di Dio in Askàlon, ma quando l’arca di Dio entrò in Askàlon avvenne che gli Askaloniti gridarono dicendo: “Avete deviato qui da noi l’arca del Dio d’Israele per mettere a morte noi e il nostro popolo?” 11Mandarono a riunirsi i satrapi degli Stranieri e dissero: “Rimandate l’arca del Dio d’Israele, perché risieda al suo posto e non uccida noi e il nostro popolo!” 12In tutta la città ci fu un tumulto pesante assai, quando là entrò l’arca del Dio d’Israele. I vivi, non ancora morti, ebbero piaghe nel sedere, e le grida della città salirono al cielo.

 

VI       L’arca rimase nel campo degli Stranieri per sette mesi e tutta la loro terra brulicò di topi. 2Gli Stranieri parlarono ai sacerdoti, agli indovini e ai loro incantatori, dicendo: “Che ne facciamo dell’arca del Signore? Fateci sapere come rimandarla al suo posto”. 3Risposero: “Se voi rimandate l’arca dell’alleanza del Signore Dio d’Israele, non rimandatela vuota, ma pagate a lei in cambio del tormento, e così sarete sanati ed egli avrà pietà di voi, finché la sua mano non si ritiri da voi”. 4Dissero: “Cosa le daremo in cambio del tormento?” Risposero: “Secondo il numero dei satrapi degli Stranieri, cinque sederi d’oro, perché unica è la vostra colpa: per i vostri principi e per il popolo. 5E anche topi d’oro, a somiglianza dei vostri topi che hanno corrotto la terra: e darete gloria al Signore, perché si allievi la sua mano su di voi, sulle vostre divinità e sulla vostra terra. 6Perché appesantire i vostri cuori come appesantì il suo cuore l’Egitto e il Faraone? Quando essi furono colpiti, forse che non li mandarono via, ed essi partirono? 7Ora prendete e fate un carro nuovo, con due vacche che hanno partorito per la prima volta, ma senza i figli; aggiogate le vacche al carro e portate i figli dietro a loro a casa. 8Prendete l’arca e mettetela sul carro, rendetele gli oggetti d’oro in cambio del tormento, mettendoli al suo fianco come offerta in una versechthàn[n], e poi mandatela via, lasciatela andare. 9Osservate: se essa andrà per la via del suo territorio, verso Vethsamìs, è Lui che ci ha fatto questo grande male; se no, sapremo che non è stata la sua mano a colpirci ma che ci è capitato per caso”. 10Gli Stranieri così fecero: presero due vacche che avevano generato per la prima volta, le aggiogarono al carro e i loro nati li chiusero in casa; 11posero l’arca del Signore sul carro, l’offerta in una ergàv[o] con i topi d’oro. 12Le vacche si avviarono direttamente per la via di Vethsamìs. Andarono per lo stesso percorso, a fatica, senza scartare verso destra o sinistra, e i satrapi degli Stranieri le andarono dietro, sino ai confini di Vethsamìs. 13Quelli di Vethsamìs stavano mietendo la mietitura del grano nella valle; alzarono i loro occhi e videro l’arca del Signore e si rallegrarono del suo incontro. 14Il carro entrò nel campo di Osiè di Vethsamìs, e lì gli posero accanto una grande pietra; spezzati i legni del carro, vi portarono sopra le vacche, in olocausto al Signore. 15I leviti presero l’arca del Signore: l’offerta ergàv che era con lei, e gli oggetti d’oro che erano con lei posero sulla grande pietra, e in quel giorno gli uomini di Vethsamìs portarono olocausti e sacrifici al Signore. 16I cinque satrapi degli Stranieri osservarono e in quel giorno ritornarono ad Askalon. 17Questi sono i sederi d’oro resi al Signore per il tormento: di Azoto, uno; di Gaza, uno; di Askalon, uno; di Geth, uno; di Akkaron, uno. 18I topi d’oro, secondo il numero di tutte le città degli Stranieri, dei cinque satrapi: dalla città fortificata sino al villaggio del Ferezeo e sino alla grande pietra, su cui posero l’arca dell’alleanza del Signore, che è nel capo di Osiè il Vethsamisite. 19I figli di Iechonìa non fecero festa con gli uomini di Vethsamìs, quando videro l’arca del Signore, perciò Lui colpì fra essi settanta uomini e cinquantamila uomini. Il popolo fu in lutto, perché il Signore aveva colpito nel popolo con una piaga grande assai. 20Gli uomini di Vethsamìs dissero: “Chi potrà camminare al cospetto di tale santo, il Signore Dio? Da noi, verso chi salirà l’arca del Signore?” 21E inviarono messaggeri agli abitanti di Karathiarìm, dicendo: “Gli Stranieri hanno riportato indietro l’arca del Signore; scendete e portatela presso di voi”.

 

VII      Vennero gli uomini di Kariathiarìm, presero l’arca dell’alleanza del Signore e la introdussero nella casa di Aminadhàv, che è in montagna, e suo figlio Eleàzar lo consacrarono per custodire l’arca dell’alleanza del Signore. 2Dal giorno in cui l’arca fu in Kariathiarìm, si moltiplicarono i giorni, e ci furono venti anni, e la casa d’Israele indirizzò lo sguardo dietro al Signore. 3E Samuìl parlò a tutta la casa d’Israele, dicendo: “Se voi con tutto il vostro cuore tornate al Signore, togliete di mezzo a voi gli dei stranieri e i boschi[p], preparate il vostro cuore per il Signore e solo a lui prestate servizio. Egli vi toglierà dalla mano degli Stranieri”. 4E i figli d’Israele tolsero via le Vaalìm, e i boschi di Astaròth e prestarono servizio soltanto al Signore. 5E Samuìl disse: “Radunate tutto Israele in Massifàth, e io pregherò per voi il Signore”. 6Si radunarono in Massifàth, attinsero acqua e la versarono per terra davanti al Signore. Quel giorno digiunarono e dissero: “Abbiamo peccato al cospetto del Signore!”, e in Massifàth Samuìl giudicò i figli d’Israele. 7Gli Stranieri sentirono che i figli d’Israele s’erano radunati in Massifàth, e i satrapi degli Stranieri montarono contro Israele. 8Sentirono i figli d’Israele, ebbero paura all’apparire degli Stranieri, e dissero a Samuìl: “Non smettere a nostro danno di gridare al Signore tuo Dio, perché ci salvi dalla mano degli Stranieri”. 9E Samuìl prese un agnello da latte e lo presentò come olocausto al Signore, insieme a tutto il popolo. Samuìl gridò al Signore per Israele, e il Signore lo esaudì: 10mentre Samuìl stava innalzando l’olocausto, gli Stranieri uscirono in guerra contro Israele, ma in quel giorno il Signore tuonò a gran voce contro gli Stranieri, ed essi furono scombussolati e caddero davanti a Israele. 11Gli uomini d’Israele uscirono da Massifàth e inseguirono gli Stranieri, battendoli fin sotto Vethchòr. 12Samuìl prese una pietra e la collocò tra Massifàth e La-Vecchia, e la chiamò col nome di Avenèzer, Pietra dell’aiuto, dicendo: “Fin qui ci ha aiutato il Signore”. 13Il Signore umiliò gli Stranieri, e non continuarono più a entrare nel territorio d’Israele; la mano del Signore fu sugli Stranieri per tutti i giorni di Samuìl; 14restituirono le città che i Filistei avevano preso ai figli d’Israele: le restituirono a Israele, da Askalon sino ad Azòv. Il territorio d’Israele fu liberato dalla mano degli Stranieri e ci fa pace tra Israele e l’Amorreo. 15Samuìl giudicò Israele per tutti i giorni della sua vita, 16e ogni anno andava a fare il giro di Vethìl, Galgalà e Massifàth, e in tutti questi (luoghi) santificati giudicava Israele. 17Tornava poi in Armathèm perché là era la sua casa; là giudicava Israele e là aveva eretto un altare al Signore.

 

VIII     E avvenne che quando Samuìl invecchiò, stabilì i suoi figli come giudici d’Israele. 2Questi i nomi dei suoi figli: il primogenito, Ioìl, e Avià il nome del secondo; giudici in Virsaveè. 3Ma i suoi figli non camminarono sulla sua strada; si sviarono dietro la cupidigia, prendevano regalie, deviavano i decreti. 4E si riunirono gli uomini d’Israele e si presentarono in Armathaìm, da Samuìl, 5e gli dissero: “Ecco, tu sei invecchiato, e i tuoi figli non percorrono la tua strada. Or dunque costituisci su noi un re per essere nostro giudice, come le altre nazioni”. 6Agli occhi di Samuìl parve malvagio il discorso che avevano fatto – “Dacci un re per giudicarci” – e Samuìl supplicò il Signore. 7E il Signore disse a Samuìl: “Ascolta la voce del popolo, come ti hanno parlato, perché non hanno disprezzato te, ma hanno disprezzato me, perché non regni su di loro. 8Così hanno fatto tutto quel che mi hanno fatto, dal giorno in cui li ho tratti fuori dall’Egitto, fino a questo giorno; mi hanno abbandonato e hanno servito altre divinità, e così loro fanno anche a te. 9Ora ascolta la loro voce, ma protesta e attesta e annuncia loro il diritto del re che regnerà su di loro”. 10Samuìl disse tutto il discorso del Signore al popolo che chiedeva per sé un re, 11e disse: “Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi. Egli prenderà i vostri figli e li porrà sopra i suoi carri e i suoi cavalli e come corridori[q] davanti ai suoi carri; 12li porrà come suoi centurioni e chiliarchi, per mietere la sua messe, per vendemmiare la sua vigna, per fargli attrezzi bellici e arnesi per i suoi carri. 13Anche le vostre figlie prenderà come unguentarie, cuoche e fornaie. 14Anche i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti - i migliori - prenderà e li darà ai suoi servitori. 15E le vostre sementi e le vostre vigne sottoporrà a decima, e darà ai suoi eunuchi e ai suoi servi. 16E i vostri servi e le vostre serve e i vostri armenti – i migliori – e i vostri asini prenderà e sottoporrà a decima per le sue opere. 17Sottoporrà a decima i vostri greggi, e voi sarete suoi servi. 18In quel giorno griderete a causa del vostro re che vi siete scelti, ma in quei giorni il Signore non vi ascolterà, perché siete stati voi a scegliervi un re”. 19Il popolo però non volle ascoltare Samuìl e gli dissero: “No!, ma su di noi ci sarà un re 20e noi saremo come tutte le nazioni. Il nostro re sarà il nostro giudice; uscirà innanzi a noi e combatterà le nostre battaglie”. 21Samuìl ascoltò tutti i discorsi del popolo e ne parlò alle orecchie del Signore. 22Il Signore disse a Samuìl: “Ascolta la loro voce e fa’ regnare a loro un re”. E Samuìl disse agli uomini d’Israele: “Ognuno si affretti alla sua città”.

 

IX       C’era un uomo tra i figli di Veniamìn, e il suo nome era Kis, figlio di Aviìl, figlio di Iarèdh, figlio di Vachìr, figlio di Afèk, figlio d’un uomo Ieminèo, un uomo potente. 2Egli aveva un figlio a nome Saùl, di bella statura, uomo buono, e non c’era tra i figli d’Israele uno più buono di lui; dalle spalle in su era il più alto in tutta la terra. 3Si smarrirono le asine di Kis, padre di Saùl, e disse Kis a Saùl, suo figlio: “Prendi con te uno dei garzoni; levatevi e andate a cercare le asine”. 4Passarono per i monti d’Efrèm, passarono per la terra di Selchà, ma non trovarono. Passarono per la terra di Segalìm, e non c’erano. Passarono per la terra di Iamìn, ma non trovarono. 5Essi entrarono a Sif, e Saùl disse al suo garzone che era con lui: “Vieni, torniamo indietro, perché mio padre non si dia più pensiero di noi che delle asine”. 6Il garzone gli disse: “Ecco, vedi che in questa città c’è un uomo di Dio, un uomo glorioso, e tutto quel dice avviene certamente. Ora andiamo, perché ci faccia conoscere dove porta il nostro cammino”. 7Saùl disse al garzone che era con lui: “Ecco, andiamo; ma che porteremo all’uomo di Dio? Non restano più pani nelle nostre sacche e con noi, di nostro non abbiamo niente di più da portare all’uomo di Dio”. 8Il garzone rispose ancora a Saùl e disse: “Ecco: in mano mia si trova un quarto di siclo d’argento: lo darai all’uomo di Dio perché ci indichi il nostro cammino”. 9In passato, quando in Israele qualcuno andava a interrogare Dio, diceva così: “Orsù, andiamo dal veggente”, perché il popolo chiamava “Il veggente” il profeta. 10Saùl disse al suo garzone: “Buono il discorso; orsù, andiamo”. E andarono alla città dov’era l’uomo di Dio, 11Mentre essi salivano per la salita della città, essi trovarono delle ragazze che uscivano ad attingere acqua, e dissero loro: “Sta qui il Veggente?” 12Le ragazze risposero a loro e dissero a loro: “C’è. Ecco: davanti a voi; ora viene in città per il Giorno, perché oggi c’è un sacrificio per il popolo in Vamà. 13Appena entrerete in città, lo troverete in città, prima che salga per mangiare a Vamà. Il popolo non mangerà sino a quando lui non sarà arrivato: egli benedirà la vittima, e dopo mangeranno gli ospiti. Salite, adesso, perché lo troverete a causa del Giorno”. 14Salirono in città e, mentre essi passavano per il centro della città, ecco Samuìl uscì loro incontro, per salire a Vamà. 15Il Signore aveva rivelato all’orecchio di Samuìl, un giorno prima che a lui venisse Saùl, dicendo: 16“Come è tempo, domani manderò a te un uomo dalla terra di Veniamìn, e lo ungerai come principe sul mio popolo Israele, ed egli salverà il mio popolo dalla mano degli Stranieri, poiché ho rivolto lo sguardo sull’umiliazione del mio popolo, poiché il loro grido è giunto a me”. 17Samuìl vide Saùl, e il Signore gli rispose: “Ecco l’uomo che ti ho detto; egli avrà il comando nel mio popolo”. 18Saùl si avvicinò a Samuìl in mezzo alla città e disse: “Dimmi quale è la casa del Veggente”. 19Samuìl rispose a Saùl e disse: “Sono proprio io; sali davanti a me in Vamà. Oggi mangerai con me e domattina ti manderò via, annunciandoti tutto quel che hai nel tuo cuore. 20Per quanto riguarda le asine smarrite, oggi sono tre giorni, non prendertela a cuore, perché sono state trovate. Per chi sono le bellezze d’Israele, se non per te e per la casa di tuo padre?” 21Saùl rispose e disse: “Non sono io forse un uomo figlio di Ieminì, un piccolo scettro della tribù d’Israele, dell’infima tribù tra tutti gli scettri di Veniamìn?[r] Perché mi hai parlato con queste parole?” 22E Samuìl prese Saùl e il suo garzone e li introdusse nell’alloggio, lì assegnando loro il posto tra i primi degli invitati, circa settanta uomini. 23E Samuìl disse al cuoco: “Dammi la porzione che ti avevo dato dicendoti di conservarla presso di te”. 24Il cuoco levò la coscia e la pose davanti a Saùl, e Samuìl disse a Saùl: “Ecco quello che è rimasto; avvicinala a te e mangia, perché a preferenza d’altri è stata riservata a te come testimonianza. Stacca!” Quel giorno Saùl mangiò con Samuìl. 25Poi da Vamà scese in città, e stesero un giaciglio per Saùl sulla terra, ed egli dormì. 26Quando salì il mattino, avvenne che Samuìl chiamò Saùl dalla terrazza, dicendo: “Sorgi, e ti manderò”. Saùl sorse e uscì lui e Samuìl, sin fuori. 27Mentre scendevano da una parte della città, Samuìl disse a Saùl: “Dici al tuo giovane di andare avanti a noi; tu oggi sta’ ad ascoltare la parola del Signore”.

X        Samuìl prese l’ampolla dell’olio e lo versò sul suo capo, lo baciò e gli disse: “Non ti ha forse unto il Signore come principe del suo popolo, Israele? Tu lo salverai dalla mano dei suoi nemici intorno. 2Questo è per te il segno che il Signore ti ha unto come principe della sua eredità: quando oggi andrai via da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachìl – sul monte di Veniamìn, calando a Megàla – che ti diranno: “Sono state trovate le asine che andavate cercando, ed ecco tuo padre, lasciando il discorso delle asine, si dà pena per voi e dice: Che farò per mio figlio?” 3Tu ti allontanerai da lì e, passato oltre, arriverai fino alla guercia di Thavòr, e lì troverai tre uomini che salgono a Dio in Vethìl, uno portando tre capretti, uno portando tre pacchi di pani e uno portando un otre di vino. 4Essi ti faranno domande di pace, e ti daranno due primizie di pane che tu prenderai dalle loro mani. 5Dopo di che giungerai al monte di Dio, lì dov’è l’edificio degli Stranieri; lì, Nasìv lo Straniero. E quando entrerete lì nella città, avverrà che incontrerai un coro di profeti[s] che scendono da Vamà - davanti a loro navle[t], timpani, flauti e kinìre[u] - ed essi profetizzano. 6Lo spirito del Signore ti investirà e profeterai con loro e cambierai in un altro uomo. 7Quando a te arriveranno questi segni, fai tutto quello che troverà la tua mano, perché Dio è con te. 8E scenderai davanti a Galgàl, ed ecco scenderò verso di te per offrire olocausti e sacrifici di pace. Aspetterai sette giorni finché io verrò da te, e ti farò conoscere quel che devi fare” 9E avvenne che quando voltò le spalle per allontanarsi da Samuìl, Dio rivoltò il suo cuore in un altro[v] e in quel giorno vennero tutti i segni. 10E giunse lì sul monte, ed ecco un coro di profeti incontro a lui; lo spirito di Dio lo investì ed egli profetizzò in mezzo a loro. 11Spuntarono tutti quelli che ieri e l’altro ieri l’avevano visto, e videro: ecco, lui in mezzo ai profeti. Tutto il popolo, ognuno al suo vicino, disse: “Che è questo che è capitato al figlio di Kis? Anche Saùl è tra i profeti?” 12Uno di loro rispose e disse: “Chi è suo padre?”. Perciò venne fuori il detto: “Anche Saùl tra i profeti!”. 13Poi finì di profetare e arrivò al monte, 14e un suo familiare disse a lui e al suo garzone: “Dove siete andati?” Dissero: “A cercare le asine; abbiamo visto che non c’erano e siamo andati da Samuìl”. 15Il familiare disse a Saùl: “Raccontami che ti ha detto Samuìl”. 16Saùl disse al suo familiare: “Assicurandomi mi ha riferito che le asine erano state trovate”, ma non gli riportò il discorso del regno. 17Samuìl convocò tutto il popolo presso il Signore in Massifàth, 18e disse ai figli d’Israele: “Così ha detto il Signore Dio d’Israele, dicendo: Io ha tratto fuori i figli d’Israele dall’Egitto e vi ho liberato dalla mano di Faraone, re dell’Egitto, e di tutti i regni che vi affliggevano. 19Ma voi oggi rigettate Dio, anche se egli è il vostro salvatore da tutte le vostre cose brutte e dalle vostre afflizioni, dicendo: No, ma stabilisci un re sopra di noi! Or dunque, schieratevi innanzi al Signore, secondo i vostri scettri e secondo le vostre tribù”. 20Samuìl fece accostare tutti gli scettri d’Israele, e a sorte fu designato lo scettro di Veniamìn. 21Poi fece accostare lo scettro di Veniamìn per tribù, e a sorte fu designata la tribù di Mattarì. Si accostò la tribù di Mattarì per individui, e a sorte fu designato Saùl figli di Kis. Lo cercarono, ma non lo trovarono. 23Samuìl interrogò ancora il Signore: “Verrà qui l’uomo?” E il Signore disse: “Ecco: egli si nasconde tra i bagagli”. 23Corsero a prenderlo da lì e lo posero in mezzo al popolo: su tutto il popolo si elevava dalla spalla in su. 24E Samuìl disse a tutto il popolo: “Guardate colui che il Signore si è scelto: tra tutti voi non c’è di simile a lui!” Tutto il popolo lo riconobbe e dissero: “Viva il re!” 25Samuìl disse al popolo il diritto del re, lo scrisse in un libro e lo depose innanzi al Signore. Poi Samuìl congedò tutto il popolo e ognuno tornò al suo posto. 26Anche Saùl tornò a casa sua in Gavaà, e con Saùl andarono figli di potenti, ai quali il Signore aveva toccato loro il cuore. 27Ma figli pestiferi dissero: “Come ci salverà costui?”, lo disprezzarono e non gli portarono doni.

 

XI       E avvenne dopo un mese che Naàs l’Ammanite salì ad accamparsi contro Iavìs Galaàdh, e tutti gli uomini di Iavìs dissero a Naàs l’Ammanite: “Alleati con noi in alleanza, e noi ti serviremo”. 2Naàs l’Ammanite disse loro: “In questo mi alleerò in alleanza con voi: nel cavare a tutti voi l’occhio destro, e porrò vergogna in Israele”. 3Gli uomini di Iavìs gli dissero: “Lasciaci sette giorni e manderemo messaggeri in tutto il territorio d’Israele; se non ci sarà chi ci salvi, usciremo verso di voi”. 4Arrivano dunque i messaggeri in Gavaà, da Saùl, e riportarono il discorso alle orecchie del popolo, e tutto il popolo levò la sua voce piangendo. 5Ecco che Saùl arrivò dal campo, dopo l’alba, e Saùl disse: “Perché il popolo piange?”. E gli riferirono le parole degli uomini di Iavìs. 6Lo spirito del Signore investì Saùl, appena ebbe sentito questi discorsi, si irritò d’una sua grande ira; 7prese due vacche, le fece a pezzi e per mano dei messaggeri mandò in tutto il territorio d’Israele, dicendo: “Così sarà fatto alle sue vacche, a chiunque non esca dietro Saùl e dietro Samuìl!” Un turbamento venne dal Signore sul popolo d’Israele, e acclamarono come un sol uomo. 8Aviezièk li ispezionò in Vamà: tutti gli uomini d’Israele, seicentomila, e i figli di Iudha, settantamila. 9Ai messaggeri che erano venuti disse: “Così direte agli uomini di Iavìs: domani sarà per voi la salvezza, allo scaldar del sole”. I messaggeri andarono nella città, diedero l’annuncio agli uomini di Iavìs, che esultarono. 10Gli uomini di Iavìs dissero a Naàs l’Ammanite: “Domani usciremo verso di voi, e farete di noi quel che è buono agli occhi vostri”. 11L’indomani avvenne che Saùl schierò il popolo in tre corpi, ed essi penetrarono in mezzo all’accampamento, alla veglia del mattino, e colpirono i figli di Ammòn finché il giorno si scaldò. E avvenne che i superstiti si sbandarono e tra loro non rimasero due insieme. 12Il popolo disse a Saùl: “Chi aveva detto che Saùl non sarà il nostro re? Dacci questi uomini e li metteremo a morte!” 13Saùl disse: “In questo giorno non metterete a morte alcuno, perché oggi il Signore ha operato salvezza in Israele”. 14E Samuìl parlò al popolo, dicendo: “Andiamo in Gàlgala, e inauguriamo lì il regno!”. 15Tutto il popolo andò a Gàlgala, e là Samuìl unse re Saùl, innanzi al Signore, in Gàlgala, e lì, innanzi al Signore, offrì sacrifici e offerte di pace. Samuìl si rallegrò molto, come tutto Israele.

 

XII      Samuìl disse a tutto Israele: “Ecco, io ho ascoltato la vostra voce in tutto quel che voi mi avete detto, e su di voi ho fatto regnare un re. 2Ecco, ora il re avanza innanzi a voi, mentre io sono invecchiato e me ne starò seduto: ecco, tra voi ci sono i miei figli. Io sono passato sotto i vostri occhi dalla fanciullezza sino a oggi. 3Eccomi; accusatemi innanzi a Dio e innanzi al suo Cristo: ho tolto a qualcuno il vitello? ho tolto a qualcuno l’asino? ho spadroneggiato su qualcuno di voi? ho oppresso qualcuno? ho preso dalle mani di qualcuno compensi o un paio di scarpe? Rispondetemi e io vi restituirò”. 4Dissero a Samuìl: “Non ci hai fatto torto; non hai spadroneggiato su di noi; non ci hai angariato; non hai preso alcunché dalle mani di qualcuno”. 5Samuìl disse al popolo: “Testimone tra voi è il Signore, e testimone oggi, in questo giorno, è il suo Cristo che voi non avete trovato niente in mano mia”. Risposero: “Testimone!” 6E Samuìl parlò al popolo dicendo: “E’ testimone il Signore che ha fatto Moisì e Aaròn, e ha tratto fuori dall’Egitto i nostri padri. 7Ora fatevi avanti e io sarò vostro giudice innanzi al Signore, e annuncerò a voi tutta la giustizia del Signore, che ha operato tra noi e tra i nostri padri. 8Quando Iakòv entrò in Egitto con i suoi figli, e l’Egitto li umiliò, i nostri padri gridarono al Signore e il Signore mandò Moisì e Aaròn, ed egli fece uscire i nostri padri dall’Egitto e li ha fatti stabilire in questo luogo. 9Ma essi si dimenticarono del Signore loro Dio, ed egli li consegnò nelle mani di Sisàra, capo dell’esercito di Iavìn, re di Asòr, nelle mani degli Stranieri e nelle mani del re di Moàv, e fece loro guerra. 10Ed essi gridarono al Signore e dissero: “Abbiamo peccato, perché abbiamo abbandonato il Signore e abbiamo prestato servizio ai Vaalìm e ai boschi; liberaci ora dalle mani dei nostri nemici e a te presteremo servizio!” 11Allora il Signore inviò Ierovàal, Varàk, Iefthàe e Samuìl, e vi ha liberato dalle mani dei vostri nemici intorno, e avete abitato con fiducia. 12Voi avete visto che Nàas, re dei figli di Ammòn, era venuto contro di voi, e avete detto: “No!, ma un re deve regnare su di noi”, anche se il Signore vostro Dio è il vostro re. 13E ora, ecco il re che vi siete scelto; ecco che il Signore ha dato un re su di voi. 14Se avrete timore del Signore, e lo servirete, e  ascolterete la sua voce, e non vi ribellerete alla sua bocca, tanto voi quanto il re che regna su di voi, andrete dietro al Signore. 15Ma se non ascolterete la voce del Signore e vi ribellerete alla bocca del Signore, la mano del Signore sarà su di voi e sul vostro re. 16Ora fermatevi e guardate questa grande cosa che il Signore fa davanti ai vostri occhi. 17Oggi non è forse la mietitura del grano? Io supplicherò il Signore ed egli darà tuoni e pioggia, così saprete e vedrete quanto è grande la vostra cattiveria che avete fatto al cospetto del Signore, chiedendo per voi un re”. 18Samuìl supplicò il Signore, e il Signore in quel giorno diede tuoni e pioggia, e tutto il popolo ebbe paura assai del Signore e di Samuìl. 19Tutto il popolo disse a Samuìl: “Intercedi presso il Signore tuo Dio a favore dei tuoi servi, affinché non moriamo, avendo aggiunto a tutti i nostri peccati la cattiveria di chiedere per noi un re”. 20Samuìl disse al popolo: “Non abbiate paura; voi avete fatto tutta questa cattiveria, ma non voltate le spalle al Signore e servite al Signore con tutto il vostro cuore. 21Non sbandatevi dietro a chi è niente, che niente conclude e a niente porta, perché è un niente. 22Il Signore, per il suo grande nome, non abbandonerà il suo popolo, perché nella sua benevolenza il Signore vi ha raccolti come popolo. 23Per quanto mi riguarda, non sia mai che io pecchi contro il Signore, smettendo di pregare per voi; io servirò al Signore e mostrerò a voi la via buona e diritta. 24Abbiate però timore del Signore; servitelo in verità e con tutto il vostro cuore, perché tra voi avete visto grandi cose: 25se vi incattivite nelle cattiverie, voi e il vostro re sarete rigettati”.

 

XIII         2Saùl si scelse tremila uomini tra gli uomini d’Israele, ed erano con Saùl quelli in Machmàs e sul monte Vethìl, mentre mille erano con Ionàthan in Gavaà di Veniamin, rimandando il resto del popolo ognuno alla propria tenda. 3Ionàthan batté Nasìv, lo Straniero che stava sul monte, e lo vennero a sentire gli Stanieri. Saùl con la tromba suonò la tromba in tutta la terra, dicendo: “Si sono ribellati gli schiavi!”. 4Tutto Israele ascoltò, dicendo: “Saùl ha battuto Nasìv, lo Straniero!”. Israele fu geloso del proprio onore nei confronti degli Stranieri, e i figli d’Israele salirono dietro a Saùl in Gàlgala. 5Gli Stranieri si adunarono in guerra contro Israele, e contro Israle salirono trentamila carri, seimila cavalieri e popolo numeroso quanto la sabbia sulla riva del mare. Salirono e si accamparono in Machmàs, di fronte a Vethoròn, verso meridione. 6Gli uomini d’Israele videro che era molto difficile per loro avanzare, e il popolo si nascose nelle spelonche, nelle incavature, tra le rocce, nelle fosse e nei pozzi; 7quelli di buone gambe guadarono il Giordano[w] per la terra di Gadh e di Galaàdh. Saùl era ancora in Gàlgala, e tutto il popolo era stupito dietro a lui. 8Aspettò sette giorni come fissato, come aveva detto Samuìl, ma Samuìl non veniva a Gàlgala e il suo popolo si disperdeva da lui. 9Saùl disse: “Venite avanti, affinché faccia io l’olocausto e le offerte di pace”. E offrì l’olocausto. 10Quando terminò di presentare l’olocausto, avvenne che giunse Samuìl. Saùl uscì per andargli incontro e lo benedisse. 11Samuìl disse: “Che hai fatto?”. Saùl disse: “Ho visto che il popolo si disperdeva da me, e che tu non arrivavi nel termine fissato dei giorni, e che gli Stranieri si erano riuniti in Machmàs. 12Ho detto: Ora gli Stranieri scenderanno contro di me in Gàlgala, e io non ho invocato il volto del Signore. Sono stato costretto e ho presentato l’olocausto”. 13Samuìl disse a Saùl: “Sei stato stolto, perché non hai osservato il mio ordine che ti aveva ordinato il Signore. Come ora il Signore ha preparato il tuo regno su Israele in eterno, 14così ora il tuo regno non ti starà più; il Signore si cercherà un uomo secondo il suo cuore e il Signore lo ordinerà come principe del suo popolo, perché tu non hai osservato quanto il Signore ti aveva ordinato”. 15Poi Samuìl si levò e si allontanò da Gàlgala, per la sua strada. Il resto del popolo salì dietro a Saùl, per andare incontro al nemico, al seguito del popolo combattente. Quando da Gàlgala giunsero a Gavaà di Veniamìn, Saùl ispezionò il popolo che si trovava con lui: circa seicento uomini. 16Saùl, suo figlio Ionàthan e il popolo che si trovava con loro, si fermarono a Gavaà di Veniamìn e piangevano, mentre gli Stranieri si erano accampati a Machmàs. 17Per distruggere, dal campo degli Stranieri uscirono tre squadre: una squadra sorvegliava la strada di Goferà per la terra di Sogàl; 18una squadra sorvegliava la strada di Vethoròn e una squadra sorvegliava la strada di Gavaè, che piega verso Gaì-la-Savìm. 19E in tutta la terra d’Israele non si trovava un artigiano del ferro, perché gli Stranieri avevano detto: “Gli Ebrei non facciano spada o lancia”, 20e tutto Israele scendeva nella terra degli Stranieri per forgiare ognuno un suo coltellaccio e un suo forcone, e ognuno una sua accetta o una sua falce. 21Il frumento era pronto per essere mietuto, e i forconi erano a tre sicli a dente; la stessa era la situazione per accette e falci[x]. 22Nei giorni della guerra di Macmàs avvenne che non si trovò spada o lancia in mano di tutto il popolo ch’era con Saùl e Ionàthan, ma se ne trovò per Saùl e Ionàthan suo figlio. 23Una parte della postazione degli Stranieri uscì oltre Machmàs.

 

XIV     E venne il giorno che Ionàthan, figlio di Saul, disse al garzone che portava il suo armamento: “Vieni, passiamo a Messàv degli Stranieri, che è da quell’altra parte”, ma non lo riferì a suo padre. 2Saùl era assiso all’estremità del colle, sotto il melograno che è in Magdhòn, e con lui erano circa seicento uomini 3e Achià figlio di Achitòv, fratello di Iochavìdh, figlio di Fineès, figlio di Ilì, sacerdote di Dio in Silòm, che portava in mano l’efùdh[y]. Il popolo non vide che Ionàthan era partito. 4In mezzo al percorso, lì dove Ionathan cercava di oltrepassare la postazione degli Stranieri, c’era un dente roccioso di qua e un dente roccioso di là: il nome di uno, Vasès, e il nome dell’altro, Sennà; 5una strada, da settentrione portava a Machmàs, e l’altra strada, da meridione portava a Gavaà. 6Ionàthan disse al garzone che portava il suo armamento: “Vieni, passiamo verso Messàv di questi incirconcisi: può darsi che il Signore faccia qualcosa per noi: niente impedisce al Signore di salvare con molti o con pochi”. 7Quello che portava il suo armamento gli disse: “Fai tutto come inclina il tuo cuore; ecco: io sono con te; come il tuo cuore, il mio cuore”. 8Ionàthan disse: “Ecco, noi andiamo verso quegli uomini, rotolando giù verso di loro. 9Se qualcuno ci dirà: State lì finché non ve lo diciamo noi, staremo al nostro posto e non li affronteremo. 10Se qualcuno ci dirà: Venite su da noi, noi andremo, perché il Signore ce li ha dati nelle nostre mani. Questo per noi è il segno”. 11Ambedue entrarono in Messàv degli Stranieri, e gli Stranieri dissero: “Ecco, gli Ebrei escono dalle loro caverne, dove s’erano nascosti!” 12E gli uomini di Messàv si rivolsero a Ionàthan e a quello che portava il suo armamento, dicendo: “Venite su da noi, e vi faremo conoscere un discorso!” Ionàthan disse a quello che portava il suo armamento: “Sali dietro a me, perché il Signore li ha consegnati nelle mani d’Israele”. 13Ionàthan salì mani e piedi, e con lui quello che portava il suo armamento. Quelli videro in faccia Ionàthan, che li colpì, e dietro di lui continuava quello che portava il suo armamento. 14E ci fu la prima strage, nella quale Ionàthan e quello che portava il suo armamento colpirono circa venti uomini con frecce e lancio di pietre e sassi del campo. 15E ci fu un delirio nell’accampamento e nel campo, e tutto il popolo (quelli ch’erano in Messàv e i guastatori[z]) fu turbato ed essi non vollero agire; restò sgomenta la terra e ci fu un delirio mandato dal Signore. 16Gli esploratori di Saùl in Gavaà di Veniamìn videro: ecco, l’accampamento era scompigliato qua e là. 17Saùl disse al popolo che era con lui: “Passate dunque in rassegna e vedete chi dei nostri se ne è andato”. Passarono in rassegna, ed ecco: non si trovò Ionàthan e chi portava il suo armamento. 18E Saùl disse ad Achìa: “Porta l’efùdh”, era lui infatti che in quel giorno portava in mano l’efùdh di fronte a Israele. 19Mentre Saùl parlava al sacerdote, avvenne che lo strepito nell’accampamento degli Stranieri andava diffondendosi e aumentava, e Saùl disse al sacerdote: “Unisci le mani”[aa]. 20Saùl salì, e con lui tutto il popolo; vanno sino al luogo della battaglia, ed ecco ci fu che la spada dell’uno era contro il suo vicino: un tumulto grande assai. 21Anche gli schiavi (che ancor ieri e l’altro ieri erano con gli Stranieri ed erano saliti all’accampamento), si rivoltarono e anch’essi furono con Israele e con quelli con Saùl e Ionàthan. 22Tutti quelli d’Israele che erano nascosti sulla montagna d’Efrèm sentirono che gli Stranieri erano scappati, e si adunarono anch’essi dietro a loro per la guerra. 23Il Signore in quel giorno salvò Israele. La guerra si estese a Vamòth, e tutto il popolo ch’era con Saùl era di circa diecimila uomini; la guerra si sparse per tutta la città sulla montagna d’Efrèm. 24Ma Saùl in quel giorno sbagliò con un grande sbaglio, perché scongiurò il popolo dicendo: “Maledetto l’uomo che mangerà pane[bb] fino a sera, quando mi sarò vendicato del mio nemico!” Tutto il popolo non gustò pane e tutta la terra digiunò. 25Nella foresta di Iàal c’era produzione di miele, in faccia alla campagna, 26e il popolo passò tra la produzione del miele, ed ecco, mentre andavano parlando, ecco, non ci fu alcuno che portò la mano alla bocca, perché il popolo temeva il giuramento del Signore. 27Ma Ionàthan non aveva udito quando suo padre imponeva il giuramento al popolo, e stese la punta del suo bastone che aveva in mano, lo immerse in un favo di miele, portò la sua mano alla bocca e i suoi ci videro di nuovo[cc]. 28Gli si rivolse uno del popolo e gli disse: “Tuo padre ha scongiurato il popolo con un giuramento, dicendo: Maledetto l’uomo che oggi mangerà pane, e il popolo ne fu stremato!” 29Venendolo a sapere, Ionàthan disse: “Mio padre ha distrutto la terra: nota come vedono i miei occhi, perché ho gustato un poco di questo miele. 30Ma sì! Se oggi il popolo avesse mangiato dal bottino che trovò dei suoi nemici, adesso la strage degli Stranieri sarebbe stata maggiore”. 31In quel giorno il popolo batté gli Stranieri in Machmàs, e il popolo aveva faticato assai. 32E il popolo andò al bottino e il popolo prese greggi di pecore e armenti di buoi e i nati delle vacche, macellarono per terra e il popolo mangiò con il sangue. 33Fu riferito a Saùl dicendo: “Il popolo ha peccato contro il Signore, mangiando insieme al sangue”. Saùl disse in Ghetthèm: “Rotolatemi qui una grande pietra”. 34E Saùl disse: “Sparpagliatevi tra il popolo e dite loro che ognuno porti qui il suo vitello e ognuno il suo montone, e sgozzatelo su di essa, così non peccherete contro il Signore, mangiando insieme al sangue”. E il popolo portò avanti ognuno ciò che aveva in mano e là sgozzarono. 35E là Saùl eresse un altare al Signore: con esso Saùl iniziò a costruire altari al Signore. 36Saùl disse: “Scendiamo dietro agli Stranieri di notte, e tra essi saccheggiamo finché non spunti il giorno, e tra loro non tralasciamo neppure un uomo”. Dissero: “Fai quel che è buono ai tuoi occhi”. Il sacerdote disse: “Accostiamoci qui a Dio”. 37Saùl interrogò Dio: “Se scenderò dietro agli Stranieri, li darai in mano a Israele?” Ma quel giorno non gli rispose, 38e Saùl disse: “Portate qui tutti i principali d’Israele; conoscete e vedete a causa di chi oggi è avvenuto questo peccato. 39Viva il Signore che ha salvato Israele, anche se dell’accusa risponde mio figlio Ionàthan, morirà di morte”. E tra tutto il popolo non ci fu chi gli rispondesse. 40Disse a ogni uomo d’Israele: “Voi sarete ridotti in schiavitù; io e mio figlio Ionàthan saremo ridotti in schiavitù”.[dd] Il popolo disse a Saùl: “Fai quel che è buono ai tuoi occhi”. 41E Saùl disse: “Signore Dio d’Israele, perché oggi non hai risposto al tuo servo? L’iniquità è in me o in mio figlio Ionàthan? Signore Dio d’Israele, dai Evidente; se dici così, al tuo popolo Israele dai dunque Santità”.[ee] Furono estratti Ionàthan e Saùl, e il popolo escluso. 42Disse Saùl: “Gettate [a sorte] tra me e mio figlio Ionàthan; chi designerà il Signore, morirà”. Il popolo disse a Saùl: “Questo non è possibile!”, ma Saul s’impose al popolo. Fu gettato [a sorte] tra lui e suo figlio Ionàthan, e fu designato Ionàthan. 43Saùl disse a Ionàthan: “Riferisce a me cosa hai fatto”. Ionàthan riferì a lui e disse: “Con la punta del bastone che avevo in mano ho gustato con gusto un po’ di miele, ed ecco: io muoio!” 44Gli disse Saùl: “Così farà a me Dio e così aggiungerà, se tu oggi non morirai”. 45E il popolo disse a Saùl: “Morirà oggi chi ha operato questa grande salvezza in Israele?” Viva il Signore! A terra non cadrà un capello della sua testa, perché è il popolo di Dio che ha agito in questo giorno”. In quel giorno il popolo supplicò per Ionàthan, ed egli non morì. 46Saùl salì dietro agli Stranieri, e gli Stranieri si allontanarono per i loro luoghi. 47E Saùl fu designato a sorte per compiere l’opera su Israele, e guerreggiò intorno contro tutti i suoi nemici, contro Moàv, contro i figli di Ammòn, contro i figli di Edhòm, contro Vetheòr, contro il re di Suvà e contro gli Stranieri: ovunque si volgesse, era salvato. 48Egli usò la forza e batté Amalìk, sciogliendo Israele dalle mani dei suoi oppressori. 49I figli di Saùl furono Ionàthan, Iessiù e Melchisà; i nomi delle due sue figlie: il nome della primogenita Meròv, e il nome della seconda, Melchòl. 50Il nome della sua moglie: Achinoòm figlia di Achimàas. Il nome del suo condottiero capo: Avennìr figlio di Nir, figlio della casa di Saùl: 51Kis era padre di Saùl; Nir, padre di Avennìr, era figlio di Iamìn figlio di Aviìl. 52In tutti i giorni di Saùl ci fu forte guerra contro gli Stranieri: Saùl si associava tutti i veri uomini che vedeva forti e tutti i veri uomini figli della forza.

 

XV      Samuìl disse a Saùl: “Il Signore mi mandò per ungerti re d’Israele; ora ascolta la voce del Signore. 2Questo dice il Signore Savaòth: Ora mi vendicherò di quel che Amalìk ha fatto a Israele, come lo ha affrontato per strada quando egli saliva dall’Egitto. 3Or dunque procedi, e percuoti Amalìk (ierìm!)[ff] e tutte le sue cose; non tralascerai alcunché di suo; lo sterminerai; ne farai anatema con tutte le sue cose; non ne avrai risparmio; ucciderai dall’uomo alla donna, dal bimbo al lattante, dal vitello alla pecora, dal cammello all’asino”. 4Saùl convocò il popolo in Galgala; li passò in rassegna: quattrocentomila fanti e trentamila fanti di Iudha. 5Saùl venne sino alle città di Amalìk, e tese un’imboscata nel torrente. 6Disse Saùl ai Kinei: “Parti e togliti di mezzo all’Amalakite, perché non ti aggiunga a lui: tu infatti hai fatto misericordia ai figli d’Israele, mentre essi salivano dall’Egitto”. I Kinei si tolse di mezzo ad Amalik, 7e Saùl colpì Amalìk da Evilàt sino a Sur, in faccia all’Egitto. 8Catturò Agàgh, re di Amalik, vivo, e in punta di spada uccise tutto il popolo (ierìm!). 9Saùl e tutto il popolo risparmiarono vivo Agàgh e quel che c’era di buono tra greggi, armenti, alimentari e vigne, ed ogni cosa buona non vollero distruggerla; distrussero tutte le cose spregevoli e di nessun valore. 10E ci fu una parola del Signore a Samuele, che diceva: 11“Mi son consolato dall’aver fatto regnare Saùl come re![gg] Egli infatti mi ha girato le spalle e non ha osservato le mie parole”. Samuìl ne fu addolorato e tutta la notte gridò al Signore. 12All’alba Samuìl si alzò e al mattino andò all’incontro di Israele (informarono Saùl dicendo che Samuìl era arrivato al Kàrmilos, aveva alzato per lui la mano[hh] e poi aveva volto indietro il carro); scese in Galgala, da Saùl, ed ecco: questi stava offrendo in olocausto al Signore le primizie del bottino che aveva portato via ad Amalik. 13Samuìl si avvicino a Saùl e Saùl gli disse: “Benedetto tu nel Signore! Ho eseguito tutto quel che ha detto il Signore”. 14Samuìl disse: “E che ha voce di questo gregge alle mie orecchie, e dei buoi, che sento?” 15Saùl disse: “Da Amalik li ho portati qui; il popolo ha messo da parte il meglio del gregge e dei buoi, per sacrificare al tuo Signore Dio; ho distrutto il resto”. 16Samuìl disse a Saùl: “Lascia! Ti riferisco quel che di notte mi ha detto il Signore”. Gli disse: “Parla!”. 17Samuìl disse a Saùl: “Ai suoi occhi non sei forse minuscolo, anche se guida d’uno scettro della tribù di Israele? Eppure il Signore ti ha unto re su Israele. 18E il Signore ti ha inviato in cammino, dicendoti: Avanza, e distruggi quanti hanno peccato contro di me, Amalìk; combattili e finiscili. 19Perché non hai ascoltato la voce del Signore, ma ti sei fiondato a posarti sul bottino e hai fatto quel che è male innanzi al Signore?” 20Saùl disse a Samuìl: “Perché ho ascoltato la voce del popolo. Sono andato per la strada dove il Signore mi ha mandato; ho portato Agàgh, re di Amalìk e ho sterminato Amalìk. 21Dalle cose saccheggiate, il popolo ha preso greggi e armenti, primizie dello sterminio, per sacrificarle  in Galgala al Signore nostro Dio”. 22Samuìl disse: “Il Signore gradisce olocausti e offerte quanto l’ascolto della voce del Signore? Ecco: l’ascolto è meglio d’un sacrificio; ecco: l’assoluta obbedienza è più del grasso dei montoni. 23La divinazione[ii] è un peccato, e i therafìn[jj] portano dolore e pena. Poiché tu hai disprezzato la parola del Signore, il Signore ti disprezzerà, affinché tu non sia re su Israele”. 24Saùl disse a Samuìl: “Ho peccato, poiché ho trasgredito la parola del Signore e il tuo discorso: ho avuto timore del popolo e ho ascoltato la sua voce. 25Or dunque togli il mio peccato; ritorna con me e io adorerò il Signore Dio tuo”. 26Samuìl disse a Saùl: “Non tornerò con te, poiché hai disprezzato il discorso del Signore, e il Signore ti ha disprezzato, perché tu non sia re su Israele”. 27Samuìl si voltò per allontanarsi, ma Saùl afferrò l’ala della sua mantella doppia, e la strappò. 28Gli disse Samuìl: “Il Signore oggi ha strappato dalle tue mani il regno d’Israele, e lo darà al tuo prossimo, che è meglio di te. 29Israele sarà lacerato in due. Egli non tornerà indietro né si pentirà, perché non è un uomo che cambia la sua mente”. 30Saùl disse: “Ho peccato, ma dammi gloria innanzi agli anziani d’Israele e innanzi al mio popolo; ritorna con me, e io adorerò il Signore Dio tuo”. 31Samuìl tornò dietro a Saùl e adorò il Signore. 32E Samuìl disse: “Portatemi Agàgh, re d’Amalìk”. Venne a lui Agàgh, tremando, e Agàgh disse: “E’ così amara la morte!” 33Samuìl disse ad Agàgh: “Come la tua spada ha tolto i figli alle donne, così tra le donne tua madre sarà priva del figlio” E Samuìl scannò Agàgh innanzi al Signore, in Galgala. 34Samuìl poi si allontanò per Armathèm, mentre Saùl salì a casa sua, a Gavaà. 35Samuìl non vide più Saùl, sino al giorno della sua morte, perché Samuìl faceva lutto per Saùl. Il Signore si pentì di aver fatto regnare Saùl su Israele.

 

XVI     Il Signore disse a Samuìl: “Fin quando farai lutto su Saùl? Anche io l’ho rigettato, perché non regni su Israele. Riempi il tuo corno d’olio e vieni: ti manderò a Iessè, sino a Vithleèm, perché per me ho visto tra i suoi figli il re”. 2Samuìl disse: “Come andrò? Lo sentirà Saùl e mi ucciderà”. Il Signore disse: “Prendi in mano tua una vitella tra i buoi. Dirai: Sono venuto a sacrificare al Signore. 3Chiamerai Iessè al sacrificio. Ti farò sapere quel che devi fare: ungerai colui che ti dirò”. 4Samuìl fece tutto quel che gli aveva detto il Signore, e venne a Vithleèm. Stupirono gli anziani della città al suo incontro, e dissero: “Il tuo ingresso è pacifico, o veggente?” 5Disse: “Pace! Sono venuto a sacrificare al Signore. Siate santi e rallegratevi con me oggi”. Santificò[kk] Iessè e i suoi figli, e li invitò al sacrificio. 6E avvenne, mentre essi entravano, che egli vide Eliàv, e disse: “Innanzi al Signore è il suo Cristo?” 7Il Signore disse a Samuìl: “Non fissarti sul suo aspetto né sulla condizione della sua statura, perché costui lo ritengo a vile. Non come vede l’uomo, vede Dio: poiché l’uomo guarda all’apparenza, mentre Dio guarda nel cuore”. 8Iessè chiamò Aminadhàv, che passò al cospetto di Samuìl; disse: “Neppure costui ha scelto il Signore”. 9Iessè portò Samà; disse: “Questo non ha scelto il Signore”. 10Iessè portò i suoi sette figli innanzi a Samuìl, e Samuìl disse: “Il Signore non ha scelto costoro”. 11E Samuìl disse a Iessè: “Sono finiti i ragazzi?” Disse: “C’è il piccolo; ecco, sta pascolando il gregge”. Samuìl disse a Iessè: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola finché lui non venga”. 12Mandò, e lo introdusse: egli era rossiccio, con begli occhi e un buon aspetto per il Signore. Il Signore disse a Samuìl: “Levati e ungi Dhavìdh: costui è buono!” 13Samuìl prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; lo Spirito del Signore investì Dhavìdh da quel giorno in poi. Poi Samuìl si levò e tornò in Armathèm. 14Lo Spirito del Signore si ritirò da Saùl, e lo affogò uno spirito maligno mandato dal Signore. 15I servi di Saùl gli dissero: “Ecco, ti soffoca uno spirito maligno che viene dal Signore. 16Parlino dunque i tuoi figli innanzi a te! Cerchino per il nostro signore un uomo che sappia suonare la kinira[ll]: quando su di te ci sarà lo spirito maligno, egli suonerà la kinira, ne avrai bene e ti farà riposare”. 17Saùl disse ai suoi servi: “Vedete dunque per me un uomo che sappia suonare giusto e portatelo da me”. 18Uno dei suoi servetti rispose e disse: “Ecco, io ho visto il figlio di Iessè il Vithleemite, ed egli sa suonare; è un uomo intelligente, un guerriero, sapiente nei discorsi, un uomo di buon aspetto, e il Signore è con lui”. 19Saùl mandò messaggeri da Iessè, a dire: “Mandami tuo figlio Dhavìdh, che è nel tuo gregge”. 20Iessè prese un gomòr di pani, un otre di vino, un capretto e li mandò a Saùl per mano di suo figlio Dhavìdh. 21Dhavìdh entrò da Saùl e si presentò innanzi a lui, ed egli lo amò assai. Per lui diventò il portatore del suo armamentario. 22Saùl mandò a dire a Iessè: “Dhavìdh resti innanzi a me, perché ha trovato grazia ai miei occhi”. 23Quando lo spirito maligno era su Saùl, avveniva che Dhavìdh prendeva la kinira e la suonava con la sua mano: Saùl si tranquillizzava e ne aveva bene; lo spirito maligno si allontanava da lui.

 

XVII    Gli Stranieri adunarono i loro accampamenti per la guerra, si adunarono in Sokchòth di Iudhea e si accamparono tra Sokchòth e Azikà Efermèm. 2Saùl e gli uomini d’Israele si adunarono e si accamparono nella vallata; essi si schierarono in battaglia faccia agli Stranieri. 3Gli Stranieri stavano ai piedi della montagna, di qua, e Israele stava ai piedi della montagna, di là, in formazione circolare tra loro. 4E  uscì un uomo possente dallo schieramento degli Stranieri. Goliàth il suo nome, di Gheth; la sua altezza, quattro braccia e un palmo[mm]; 5aveva un elmo in testa ed era rivestito d’una corazza a maglie: il peso della sua corazza, cinquemila sicli di bronzo e ferro; 6gambali di bronzo alle sue gambe; uno scudo di bronzo di traverso alle sue spalle; 7il palo del suo giavellotto era come un subbio da tessitore e la sua lancia era di seicento sicli di ferro. Lo precedeva il portatore dei suoi armamenti. 8Si fermò e alzò la voce contro lo schieramento d’Israele, e disse loro: “Perché siete usciti a schierarvi in battaglia contro di noi? Io non sono uno Straniero e voi Ebrei di Saùl? Scegliete tra voi un uomo e scenda contro di me. 9Se gli sarà possibile combattere contro di me e mi batterà, saremo servi vostri; se io sarò forte e lo batterò, sarete servi nostri; servirete a noi”. 10E lo Straniero disse: “Ecco, io oggi, in questo giorno, ho insultato lo schieramento d’Israele: datemi un uomo e ci batteremo a singolar tenzone”. 11Ascoltò Saùl e tutto Israele questo discorso dello Straniero: era sbigottiti ed ebbero paura assai.

12[nn] Disse Dhavìdh figlio di un uomo efratheo. Questi era di Vithleèm di Iudha e il suo nome era Iessè; aveva otto figli e al tempo di Saùl era anziano, eminente tra gli uomini. 13I tre figli maggiori di Iessè erano andati al seguito di Saùl in guerra: Eliàv, suo primogenito, Aminadhàv il suo secondo e il suo terzo, Samà. 14Dhavìdh, lui era il più giovane. I tre maggiori andarono dietro a Saùl. 15Dhavìd si allontanò e si volse indietro da Saùl, per pascolare le pecore di suo padre in Vithleèm. 16Lo Straniero, per quaranta giorni, veniva a piantarsi davanti, dal mattino presto restando sino a sera. 17Iessè disse a Dhavìd: “Prendi su per i tuoi fratelli una ifì di farina d’orzo e questi dieci pani, va’ in fretta all’accampamento e dai ai tuoi fratelli. 18Queste dieci ricotte portale al chiliarca; fa’ visita ai tuoi fratelli con parole pacifiche, e impara di cosa hanno bisogno”. 19In quanto a Saùl e ogni uomo d’Israele, erano in guerra con gli Stranieri nella Valle della quercia. 20Dhavìdh si alzò al mattino presto, lasciò le pecore al guardiano, prese su e andò via, come gli aveva ordinato Iessè. Arrivò all’accampamento disposto in cerchio, e gli uomini in forza uscivano a schierarsi, lanciando il grido di guerra per il combattimento. 21Israele si schierò, e gli Stranieri si schierarono di fronte allo schieramento. 22Dhavìdh si sbarazzò dei suoi involti in mano del custode, e corse allo schieramento. Arrivò e indirizzò ai suoi fratelli parole di pace. 23Mentre stava parlando con loro, ecco che quell’uomo da centro-attacco – il suo nome, Goliàth lo Straniero, di Gheth – salì dallo schieramento degli Stranieri e parlò secondo quei discorsi, e Dhavìdh sentì. 24Ogni uomo d’Israele, al vedere quell’uomo, fuggì dal suo volto e furono atterriti assai. 25Un uomo d’Israele disse: “Vedete quest’uomo che avanza? Egli sale per insultare Israele. Ci sarà un uomo che lo abbatta? Il re lo farà ricco di grandi ricchezze; gli darà sua figlia e in Israele farà libera [da tasse] la casa di suo padre”. 26Dhavìdh disse agli uomini che stavano accanto a lui, disse: “Cosa sarà fatto all’uomo che abbatterà quello Straniero, e toglierà l’obbrobrio d’Israele? Questo Straniero non circonciso ha insultato le schiere del Dio vivente!” 27A questo discorso il popolo parlò dicendo: “Sarà fatto questo all’uomo che lo abbatterà”. 28Eliàv, il suo fratello maggior, udì che parlava con gli uomini, ed Eliàv si infuriò d’ira contro Dhavìdh e disse: “Perché sei sceso qua e hai abbandonato quelle piccole pecore nel deserto? Io so la tua superbia e la cattiveria del tuo cuore: tu sei sceso solo per vedere la battaglia!” 29Dhavìdh disse: “E che ho fatto, ora? E’ solo una parola!” 30Si girò da lui verso un altro, e parlò secondo quel discorso, e il popolo gli rispose secondo quel primo discorso. 31Le parole di Dhavìdh furono ascoltate e riferite a Saùl.

32Dhavìdh disse a Saùl: “Non sia abbattuto il cuore del mio signore per questo. Il tuo servo andrà e combatterà contro questo Straniero”. 33Saùl disse a Dhavìdh: “Non è possibile che tu vada contro lo Straniero per combattere conn lui, perché tu sei un ragazzino mentre egli è un uomo, un guerriero fin dalla sua giovinezza”. 34Dhavìdh disse a Saùl: “Il tuo servo era a pascolare il gregge di suo padre, e quando veniva il leone o l’orsa e prendeva bestiame del gregge, 35io gli andavo dietro, lo colpivo e glielo strappavo dalle fauci; se mi saltava addosso, io l’afferravo alla gola e lo colpivo sino a farlo morire. 36Il tuo servo ha colpito il leone e l’orsa, e come essi sarà anche per lo Straniero incirconciso. Perché non andare per abbatterlo e togliere oggi l’obbrobrio d’Israele? Perché, chi è questo incirconciso che ha insultato le truppe del Dio vivente? 37Il Signore che mi ha liberato dalla zampa del leone e dalla zampa dell’orsa, proprio lui mi libererà dalla zampa di questo Straniero incirconciso”. Saùl disse a Dhavìdh: “Va’, e il Signore sia con te”. 38Saùl rivestì Dhavìdh del manto[oo] e dell’elmo di bronzo sul suo capo, 39Dhavìdh cinse la sua spada sulla sua mantella la sua spada e si sforzò di fare uno, due passi. Dhavìdh disse a Saùl: “Con queste cose non posso camminare! Non sono abituato!” 40Prese in mano il suo bastone, si scelse cinque pietre lisce dal torrente e le pose nella sacca da pastore che usava per la raccolta, e avanzò contro quell’uomo Straniero portando in mano la sua fionda.

41[pp] Lo Straniero avanzò, si fece avanti e si avvicinò a Dhavìdh; l’uomo che portava lo scudo[qq] gli era davanti. Lo Straniero guardò in giù,

42e Goliàth vide Dhavìdh e lo disprezzò, perché egli era un ragazzetto rubicondo e dagli occhi belli. 43Lo Straniero disse a Dhavìdh: “E che sono, un cane?, ché mi vieni incontro con una bacchetta e pietre?” Dhavìdh disse: “No: peggio d’un cane!” Lo Straniero maledisse Dhavìdh per i suoi dei, 44e lo Straniero disse a Dhavìdh: “Vieni da me, e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie della terra!” 45Dhavìdh disse allo Straniero: “Tu vieni a me con spada, lancia e scudo; io avanzo verso di te nel nome del Signore Dio Savaòth, delle schiere d’Israele che tu oggi hai insultato. 46Il Signore oggi ti chiuderà nella mia mano; ti ucciderò; ti staccherò la testa e oggi io darò le tue budella e le budella dello schieramento degli Stranieri agli uccelli del cielo e alle belve della terra, e tutta la terra saprà che Dio è in Israele. 47Tutta questa adunanza saprà che il Signore non salva con spade e lance, perché la guerra è del Signore e il Signore vi consegnerà nelle nostre mani”. 48Lo Straniero si levò e avanzò all’incontro di Dhavìdh, 49ma Dhavìdh tese la mano alla sacca e vi trasse la pietra, una, e fiondandola colpì lo Straniero in fronte. La pietra gli si conficcò in fronte attraverso l’elmo, ed egli cadde faccia a terra.

50[rr] Dhavìdh con la fionda e con la pietra fu più forte dello Straniero; abbattè lo Straniero e lo mise a morte: non c’era spada in mano a Dhavìdh.

51Dhavìdh corse, gli si mise sopra e prese la sua spada; lo mise a morte e gli staccò la testa. Gli stranieri videro ch’era morto il loro potente e scapparono. 52Insorsero gli uomini d’Israele e di Iudha; lanciarono il grido di guerra e li inseguirono fino all’ingresso di Gheth e fino alla porta d’Askalon: gli Stranieri caddero feriti sulla strada per Le-porte, fino a Gheth e fino ad Akkaron. 53Poi gli uomini d’Israele tornarono indietro, ripiegando dagli Stranieri, e saccheggiarono i loro accampamenti. 54Dhavìdh prese la testa dello Straniero, la portò in Gerusalemme e i suoi armamenti depose nella propria tenda.

55[ss] Quando Saùl vide Dhavìdh avanzare contro lo Straniero, disse ad Avennìr, principe delle schiere: “Di chi è figlio questo ragazzino?” Avennìr disse: “Viva l’anima tua, o re, ma non so”. 56Il re disse: “Chiedi di chi è figlio questo ragazzino”. 57Quando Dhavìdh ritornò dall’aver abbattuto lo Straniero, Avennìr lo prese e lo condusse davanti a Saùl, e la testa dello Straniero era in mano sua. 58Saùl disse: “Ragazzino, di chi sei figlio?” Dhavìdh disse: “Figlio del tuo servo Iessè, il Vithleemite”.

 

XVIII   [tt]Come ebbe finito di parlare con Saùl, l’anima di Ionàthan si attaccò all’anima di Dhavìdh, e Ionàthan l’amò come l’anima sua. 2In quel giorno Saùl lo prese e non gli diede di tornare a casa di suo padre. 3Ionàthan si legò a Dhavìdh, amandolo come l’anima sua, 4e Ionàthan si spogliò della veste che indossava e la diede a Dhavìdh, con la sua mantella[uu]: persino la sua spada, persino il suo arco, persino il suo cinturone. 5E Dhavìdh procedeva a tutto quel a cui lo mandava Saùl, con intelligenza; e Saùl lo prepose sugli uomini in guerra, ed egli piacque agli occhi di tutto il popolo e anche agli occhi dei servitori di Saùl.

6Le danzatrici uscirono all’incontro di Dhavìdh, da tutte le città d’Israele, con timpani, grida di gioia e cembali. 7Le donne intonarono un canto e dissero: “Saùl ha abbattuto i suoi mille, e Dhavìdh ha abbattuto i suoi diecimila!” 8Il fatto di questo discorso parve maligno agli occhi di Saùl, e disse: “A Dhavìdh ne hanno attribuito diecimila e a me hanno attribuito il migliaio!”

9[vv] Da quel giorno in poi Saùl guardò di sottecchi Dhavìdh. 10Dall’indomani avvenne che uno spirito maligno fu buttato da Dio su Saùl, che sbraitava in mezzo a casa sua. Dhavìdh, come ogni giorno, con la sua mano pizzicava [la kìnira]. Saùl prese in mano la lancia; 11Saùl sollevò la lancia e disse: “Appiccico Dhavìdh al muro!”, ma per due volte Dhavìdh si scansò davanti a lui.

12Saùl ebbe timore del volto di Dhavìdh, 13e lo allontanò da sé, e per sé lo costituì chiliarcha: così egli andava e veniva innanzi al popolo. 14In tutte le sue spedizioni Dhavìdh era accorto, e il Signore era con lui. 15Saùl vide che egli era molto accorto, e temeva la sua persona, 16mentre tutto Israele e Iudha amava Dhavìdh, perché egli andava e veniva innanzi al popolo.

17[ww]Saùl disse a Dhavìdh: “Ecco mia figlia maggiore, Meròv: te la darò in moglie, purché tu sia per me un figlio delle schiere, e guerreggi le guerre del Signore”. Saùl disse [tra sé]: “Non sia la mia mano su di lui; su di lui sia la mano degli Stranieri”. 18Dhavìdh disse a Saùl: “Chi sono io e quale è la vita della parentela di mio padre in Israele, sì che io diventi genero del re?” 19E avvenne che al tempo di dare a Dhavìdh la figlia di Saùl, Meròv, essa fu data in moglie a Israìl il Mothilathite.

20Melchòl, figlia di Saùl, si innamorò di Dhavìdh. Fu riferito a Saùl, e ciò piacque ai suoi occhi. 21Saùl disse: “Gli darò questa, e sarà per lui un inciampo”. Su Saùl c’era la mano degli Stranieri, 22e Saùl diede un ordine ai suoi servitori, dicendo: “Voi parlerete furtivamente a Dhavìdh, dicendo: Ecco, il re ti vuole e tutti i suoi servitori ti amano; sarai genero del re”. 23I servitori di Saùl dissero questi discorsi all’orecchio di Dhavìdh, e Dhavìdh disse: “Ai vostri occhi è cosa da niente essere genero del re? Io sono un uomo umile, non glorioso!” 24I servitori riferirono a Saùl questo discorso detto da Dhavìdh, 25e Saùl disse: “Direte così a Dhavìdh: Il re non vuole nulla come dote, se non cento prepuzi di Stranieri, per vendicarsi dei nemici del re”. Così Saùl escogitava di farlo cadere in mano agli Stranieri. 26I servitori di Saùl riferirono a Dhavìdh questo discorso, e agli occhi di Dhavìdh  piacque la parola di essere genero del re. 27Dhavìdh si levò, avanzò lui e i suoi uomini, batté cento uomini degli Stranieri, e asportò i loro prepuzi. Così diventò genero del re, che gli diede la propria figlia Melchòth, come sua moglie. 28Saùl però vide che il Signore era con Dhavìdh e che tutto Israele lo amava, e continuò ancora a temere Dhavìdh.

 

XIX     Saùl parlò a Ionàthan suo figlio e a tutti i suoi servitori di uccidere Dhavìdh. 2Ionàthan, figlio di Saùl, preferiva assai Dhavìdh, e Ionàthan riferì a Dhavìdh, dicendo: “Saùl cerca di ucciderti; domani mattina riguardati, nasconditi e resta nascosto. 3Io uscirò e starò accanto a mio padre nel campo, dove tu ti troverai; io parlerò di te a mio padre, vedrò cosa c’è, e ti riferirò”. 4Ionàthan parlò bene di Dhavìdh a Saùl suo padre, e gli disse: “Non pecchi il re nei confronti del suo servo Dhavìdh, perché egli non ha peccato contro di te, e le sue opere sono buone assai. 5Egli ha posto la sua anima nelle sue mani e ha abbattuto lo Straniero; il Signore ha compiuto una grande salvezza. Tutto Israele ha visto e ha gioito: perché dunque pecchi contro il sangue innocente, facendo morire Dhavìdh per niente?” 6Saùl ascoltò la voce di Ionàthan, e Saùl giurò dicendo: “Per il Dio vivente, non sarà messo a morte”. 7Ionàthan chiamò Dhavìdh e gli riferì tutti questi discorsi. Ionàthan introdusse Dhavìdh da Saùl, ed egli era innanzi a lui come ieri e l’altro ieri. 8Ricominciò la guerra contro Saùl; Dhavìdh fu il più forte e guerreggiò contro gli Stranieri, infliggendo loro una grande ferita, ed essi fuggirono davanti a lui. 9E ci fu uno spirito maligno su Saùl: mentre egli era disteso in casa con in mano la lancia e Dhavìdh con la sua mano pizzicava [la kìnira], 10Saùl cercò di scagliare la lancia contro Dhavìdh, ma Dhavìdh si sottrasse davanti a Saùl e la lancia colpì il muro; Dhavìdh si allontanò mettendosi in salvo. 11In quella stessa notte avvenne che Saùl mandò messaggeri a casa di Dhavidh per sorvegliarlo e al mattino metterlo a morte, ma sua moglie Melchòl lo riferì a Dhavìdh, dicendo: “Se in questa notte non ti metterai in salvo, domani sarai messo a morte”. 12Melchòl fece scendere Dhavìdh dalla finestra: si allontanò, fuggì e si mise in salvo. 13Melchòl prese un kenotàfio[xx] e lo mise nel letto, accanto la sua testa mise un fegato di capra e nascose tutto con una veste. 14Saùl mandò i messaggeri a prendere Dhavìdh, e dissero che egli era ammalato. 15Li rimandò da Dhavìdh, dicendo: “Portatemelo con il letto, perché lo metta a morte”. 16Vengono i messaggeri, ed ecco: il kenotàfio nel letto e il fegato di capra accanto alla sua testa. 17Saùl disse a Melchòl: “Perché mi hai imbrogliato così e hai fatto andar via il mio nemico che si è posto in salvo?”. Melchòl disse a Saùl: “Egli mi ha detto: Lasciami andare, altrimenti ti ammazzo”. 18Dhavìdh fuggì e si mise in salvo; venne da Samuìl in Armathèm e gli riferì tutto quel che gli aveva fatto Saùl. Samuìl partì con Dhavìdh e si stabilì a Navàth in Ramà. 19Fu riferito a Saùl col dire: “Ecco: Dhavìdh è a Navàth in Ramà”. 20Saùl mandò messaggeri a prendere Dhavìdh, ed essi videro l’adunanza dei profeti: Samuìl era in piedi a presiederli. Lo Spirito di Dio fu sopra i messaggeri di Saùl, ed essi profetizzarono. 21Fu riferito a Saùl, ed egli mandò altri messaggeri, e anche essi profetizzarono. Saùl continuò a mandare messaggeri una terza volta, e anche essi profetizzarono. 22Si adirò con collera Saùl, e andò anche egli in Armathèm. Arriva sino al pozzo dell’aia che è in Sefì, domandò e disse: “Dove sono Samuìl e Dhavìdh?” Dissero: “Ecco: a Navàth in Ramà”. 23Andò là, a Navàth in Ramà, e anche su di lui ci fu lo Spirito di Dio, e camminava profetizzando, finché egli giunse a Navàth in Ramà. 24Egli si spogliò delle sue vesti e innanzi a loro profetizzò, poi cadde nudo, tutto quel giorno e tutta la notte. Perciò si diceva: “Anche Saùl è tra i profeti?”

 

XX      Fuggì Dhavìdh da Navàth in Ramà, venne innanzi a Ionàthan e disse: “Che ho fatto? Qual è la mia colpa? In cosa ho peccato contro tuo padre perché egli cerchi di prendermi l’anima?” 2Gli disse Ionàthan: “Non avvenga mai ciò a te:non morirai. Ecco: mio padre non fa cosa piccola o cosa grande senza rivelarla al mio orecchio; perché mai mio padre mi avrebbe nascosto questo fatto? Non è così!” 3Dhavìdh rispose a Ionàthan e disse: “Tuo padre sa, ha visto che io ho trovato grazia ai tuoi occhi e ha detto: Non lo sappia Ionàthan, perché non vuole. Ma – viva il Signore e viva l’anima tua - come ho detto, è stata colmata la distanza tra me e la morte”. 4Ionàthan disse a Dhavìdh: “Che desidera l’anima tua? Che farò per te?” 5Dhavìdh disse a Ionàthan: “Ecco: domani è luna nuova[yy], ma io non starò a sedermi per mangiare; tu mi farai andare e mi nasconderò in campagna sino al crepuscolo. 6Se tuo padre scruterà cercandomi, tu gli dirai: Dhavìd mi ha chiesto e chiesto di correre a Vithleè, la sua città, perché tutta la tribù compie lì il sacrificio dei Giorni. 7Se egli dirà così: Bene!, pace al tuo servo; se ti risponderà con durezza, sappi che la sua cattiveria è giunta al colmo. 8Fai misericordia al tuo servo, poiché tu hai portato il tuo servo a un’alleanza con te nel Signore: se c’è iniquità nel tuo servo, fammi morire tu. Perché così portarmi sino a tuo padre?” 9Ionàthan disse: “Non sia mai così a te! Se io sapessi con certezza che da parte di mio padre è stato definito che la rovina venga su di te o sulle tue città, io ti avvertirò”. 10Dhavìdh disse a Ionàthan: “Chi mi avvertirà che tuo padre ha risposto con durezza?” 11Ionàthan disse a Dhavìdh: “Esci, e resta nella campagna”. Uscirono entrambi per la campagna. 12Ionàthan disse a Dhavìdh: “Il Signore Dio d’Israele sa che io sonderò mio padre per tre giorni, ed ecco: è in buona con Dhavìdh. Altrimenti, non verrò nel campo a dirtelo: 13Dio faccia questo a Ionàthan e aggiunga! Rivelerò il male nei tuoi confronti, rivelerò al tuo orecchio, ti lascerò andare e te ne andrai in pace. Il Signore sarà con te, come era con mio padre. 14E se io sarò ancora vivo, mi farai misericordia; e quando sarò morto nella morte, 15in eterno non toglierai la tua misericordia dalla mia casa. Se non farò come promesso, quando il Signore avrà tolto dalla faccia della terra proprio tutti i nemici di Dhavìdh, 16il nome di Ionàthan sia preso dalla casa di Dhavìdh, e il Signore ne chieda conto ai nemici di Dhavìdh”. 17E Ionàthan continuò a giurare a Dhavìdh, perché amava l’anima di chi lo amava. 18Ionàthan disse: “Domani è luna nuova e attirerai l’attenzione, la tua sedia (vuota) attirerà l’attenzione. 19Tre volte farai attenzione e andrai al tuo posto per nasconderti sino al giorno lavorativo, e resterai presso quell’ergàv[zz]. 20Tre volte io scaglierò le frecce in direzione dell’amattarì[aaa], 21ed ecco, manderò il garzone, dicendo: Va’, trovami la freccia. 22Se io dirò al garzone queste parole: E’ lì la freccia, davanti a te, lì, prendila, allora avvicinati perché per te c’è pace, e non c’è problema, come è vivo il Signore! Ma se al ragazzo dico così: E’ là la freccia, lontano da te, allora vattene perché il Signore ti manda. 23Per il discorso che abbiamo parlato io e tu, ecco: il Signore è testimone in eterno tra me e te”. 24Dhavìdh si nasconde nel campo. Arriva il mese, e il re viene a tavola per mangiare. 25Come ogni volta, era seduto sullo scanno appoggiato al muro; pose davanti a sé Ionàthan, mentre fece sedere Avennìr a fianco. Il posto di Dhavìdh attirò l’attenzione. 26Quel giorno Saùl non parlò, perché si disse: “Casualmente sembra che non sia puro, che non si sia purificato”[bbb] 27L’indomani, il secondo giorno del mese, avvenne che fu notato il posto di Dhavìdh, e Saùl disse a Ionàthan suo figlio: “Perché il figlio di Iessè non si è presentato a tavola ieri e oggi?” 28Ionàthan rispose a Saùl e gli disse: “Dhavìdh mi ha chiesto di andare a Vithleèm, la sua città, 29dicendomi: Lasciami dunque andare, poiché nella città la nostra tribù compie un sacrificio, e me l’hanno ordinato i miei fratelli; se ho trovato grazia ai tuoi occhi, or dunque partirò e vedrò i miei fratelli. Per questo egli non si è presentato alla tavola del re”. 30Saùl si adirò con grande collera contro Ionàthan, e gli disse: “Figlio di ragazze che passano da uno all’altro! Forse che non lo so che tu sei complice del figlio di Iessè, a vergogna tua e a vergogna delle nudità di tua madre? 31Per tutti i giorni in cui il figlio di Iessè vivrà in terra, non sarà pronto il tuo regno; ora dunque manda a prendere il giovane, perché egli è figlio della morte”. 32Ionàthan rispose a Saùl: “Perché deve morire? Che ha fatto?”. 33Saùl lanciò la lancia su Ionàthan, per farlo morire. Così Ionàthan conobbe che la cattiveria di suo padre era al colmo, per mettere a morte Dhavìdh. 34Ionàthan si scansò dalla tavola con furia e ira, e non mangiò pane nel secondo giorno del mese, poiché era ferito per Dhavìdh, avendo deciso suo padre di finirlo. 35Venne l’alba e Ionàthan uscì nel campo, come stabilito con Dhavìdh davanti a testimone, e un piccolo garzone era con lui. 36Disse al garzone: “Corri, trovami le frecce che scaglio”. Il garzone corse: egli lanciò la freccia e la fece passare oltre. 37Il garzone venne sino al posto della freccia scagliata da Ionàthan, e Ionàthan gridò dietro al giovane, e disse: “E’ là la freccia, più in là di te” 38E Ionàthan gridò dietro al suo garzone, dicendo: “Presto, affrettati, non fermarti!” Il garzone di Ionàthan raccolse le frecce, e portò le frecce al suo signore: 39il garzone non capì; solo Ionàthan e Dhavìdh sapevano il discorso. 40Ionàthan diede i suoi armamentari al suo garzone e disse al suo garzone: “Va’, entra nella città”. 41E appena il garzone andò via, Dhavìdh si levò dall’ergàv e si gettò faccia a terra; gli si prostrò per tre volte e ciascuno abbracciò il suo compagno; ciascuno pianse sull’altro, con grande struggimento. 42Ionàthan disse a Dhavìdh: “Va’ in pace, come abbiamo giurato nel nome del Signore, dicendo: Il Signore sia testimone tra me e te, e tra il mio seme e il tuo seme in eterno”.

 

XXI     Dhavìdh si levò e partì, e Ionàthan entro nella città. 2Dhavìdh entra a Nomvà, dal sacerdote Avimèlech. Si stupì Avimèlech d’incontrarlo, e gli disse: “Come mai sei solo e non c’è nessuno con te?” 3Dhavìdh disse al sacerdote: “Il re oggi mi ha dato un ordine; mi ha detto: Nessuno sappia il motivo per cui ti mando e per cui ti dispongo. Ho attestato i garzoni nel luogo detto Di-Dio-Fede Fellanì Alemonì[ccc]. Ora, hai sotto mano cinque pani? Dai in mano mia quel che trovi!” 4Il sacerdote rispose a Dhavìdh, e disse: “Non ho sotto mano pani profani, ho soltanto pani santi: se i garzoni si son guardati dalle donne, mangiate”. 5Dhavìdh rispose al sacerdote e gli disse: “Ma sì! Ci siamo astenuti da donna ieri e l’altro ieri. Quando mi sono uscito per la strada, tutti i ragazzi erano in stato di purità; la stessa strada, profana, oggi sarà santificata dai miei armamenti”. 6E il sacerdote Avimèlech gli diede i pani della Preposizione, poiché non c’era lì pane, ma soltanto i Pani dell’aspetto, tolti dall’aspetto del Signore per deporre il pane caldo nel giorno in cui quelli venivano tolti. 7C’era lì uno dei garzoni di Saùl - il suo nome, Dhoìk il Siro – che pascolava le mule di Saùl. 8Dhavìd disse ad Avimèlek: “Vedi se qui hai sotto mano una lancia o una spada, perché non ho preso in mano mia la mia spada e le armature, perché il discorso del re era pressante”. 9Il sacerdote disse: “Ecco la spada di Goliàth lo Straniero, che hai abbattuto nella valle di Ilà, ed essa è avvolta nella veste. Se vuoi prenderla, prenditela, perché qui non ve ne è altra” Dhavìdh disse: “Ecco: non ve ne è simile a questa, dammela”. 10E gliela diede. Dhavìdh si levò e in quel giorno fuggì dal volto di Saùl; Dhavìdh giunse presso Agchùs re di Gheth. 11I servi di Agchùs gli dissero: “Questo Dhavìdh non è il re della terra? Non è forse per lui che le danzatrici intonarono un canto dicendo: Saùl ha battuto i suoi mille e Dhavìdh i suoi diecimila?” 12Dhavìdh mise queste parole nel suo cuore, ed ebbe paura assai di Agchùs re di Gheth, 13e innanzi a lui cambiò faccia. Da quel giorno cominciò a recitare: tamburellava sulle porte della città, faceva gestacci con le mani, sbatteva contro le porte della città e la sua bava colava sulla sua barba. 14Agchùs disse ai suoi servi: “Ecco, vedete un uomo epilettico; perché me l’avete portato? 15Forse che mi mancano epilettici, sicché l’avete portato per farmi l’epilettico davanti? Costui non entrerà in casa!”.

 

XXII    Si allontanò Dhavìdh da lì e viene nella grotta di Odhollàm. Lo sentirono i suoi fratelli e la casa di suo padre, e scesero lì da lui. 2E si adunarono presso di lui tutti quelli che erano in bisogno, tutti quelli che erano in necessità, tutti gli afflitti nell’anima, ed egli era su di loro la guida, e con lui furono circa quattrocento uomini. 3Si allontanò Dhavìdh da lì per Massifàth di Moàv, e disse al re di Moàv: “Vengano dunque da te mio padre e mia madre, finché io sappia cosa mi farà Dio”. 4Supplicò la persona del re di Moàv, ed essi dimorarono con lui per tutti i giorni in cui Dhavìdh fu nella roccaforte. 5Ma il profeta Gadh disse a Dhavìdh: “Non restare nella roccaforte; parti e vai in terra di Iudha”. Dhavìdh partì e venne a stabilirsi nella citta di Sarìch. 6Saùl sentì di Dhavìdh, che era stato riconosciuto, e degli uomini che erano con lui. Saùl stava sul monte, presso la radura che è in Ramà, e aveva in mano una lancia, e tutti i suoi servi stavano accanto a lui. 7E Saùl disse ai suoi servi che stavano accanto a lui: “Orsù, ascoltate, figli di Veniamìn. Davvero il figlio di Iessè darà a tutti voi campi e vigne, e stabilirà tutti voi come centurioni e chiliarchi? 8Tutti voi vi siete alleati contro di me, e non c’è nessuno che sveli al mio orecchio che mio figlio ha pattuito un patto con il figlio di Iessè! Non c’è nessuno tra voi che peni per me e riveli al mio orecchio che il mio figlio ha sollevato il mio servo contro di me come nemico, come in questo giorno avviene!” 9Rispose Dhoìk il Siro, preposto alle mule di Saùl, e disse: “Ho visto il figlio di Iessè, che si è recato a Nomvà, dal sacerdote Avimèlech figlio di Achitòv. 10Egli ha consultato Dio per lui, gli ha dato nutrimento, e gli ha dato la spada di Goliàth lo straniero”. 11Il re mandò a chiamare Avimèlech figlio di Achitòv e tutti i figli del padre di lui, sacerdoti in Nomvà, e tutti si presentarono al re. 12Saùl disse: “Ora ascolta, figlio d’Achitòv!” Questi disse: “Eccomi: parla, signore”. 13Gli disse Saùl: “Perché contro di me avete congiurato tu e il figlio di Iessè, tanto da dargli pane e spada, e da interrogare Dio per lui, al fine di mettermelo contro come nemico in questo giorno?” 14Rispose al re e disse: “Tra tutti i tuoi servi, chi è fedele come Dhavìdh, genero del re, principe di tutte le tue ordinanze, glorioso nella tua casa? 15Forse che oggi ho cominciato a interrogare Dio per lui? Ma no! Il re non dia parola contro il suo servo o contro l’intera casa di mio padre, perché il tuo servo di tutto questo discorso non ha mai saputo né poco né molto”. 16Il re Saùl disse: “Morirai messo a morte, Avimèlech; tu e tutta la casa di tuo padre!” 17E il re disse ai corridori[ddd] che stavano accanto a lui: “Portate qui e fate morire i sacerdoti del Signore, perché hanno dato una mano a Dhavìdh: sapevano che egli era scappato e non l’hanno rivelato al mio orecchio!” Ma i servi del re non vollero opporsi ai sacerdoti del Signore. 18Il re disse a Dhoìk: “Torna indietro e salta addosso ai sacerdoti!” Dhoìk il Siro tornò indietro e in quel giorno mise a morte i sacerdoti del Signore, trecentocinque uomini, tutti portatori di efùdh. 19E in punta di spada colpì Nomvà, la città dei sacerdoti: uomini e donne, fanciulli e lattanti, vitelli, asini e pecore. 20Si salvò solo un figlio tra i figli di Avimèlech, il suo nome Aviàthar, che fuggì dietro a Dhavìdh. 21E Aviàthar riferì a Dhavìdh che Saùl aveva messo a morte tutti i sacerdoti del Signore. 22Dhavìdh disse ad Aviàthar: “Quel giorno io sapevo che Dhoìk avrebbe fatto la spia riferendo a Saùl: sono io la causa[eee] delle anime della casa di tuo padre! 23Resta con me; non temere: se qualcuno cercherà la mia anima[fff], cercherà anche la tua anima, perché ti sei rifugiato da me”.

 

XXIII   A Dhavìdh fu riferito dicendo: “Ecco, gli Stranieri combattono in Kilà, saccheggiano e calpestano le aie”. 2Dhavìdh interrogò il Signore, dicendo: “Se avanzerò, batterò questi Stranieri?” Il Signore disse: “Avanza; batterai questi Stranieri e e salverai Kilà”. 3Gli uomini di Dhavìdh gli dissero: “Ecco, noi abbiamo paura qui in Giudea; come sarà se avanzeremo verso Kilà? Entreremo nel bottino degli Stranieri!” 4Dhavìdh tornò a consultare ancora il Signore; il Signore gli rispose e gli disse: “Levati e scendi a Kilà, perché io darò gli Stranieri in mano tua”. 5Dhavìdh avanzò con i suoi verso Kilà, e combatté contro gli Stranieri. Essi fuggirono innanzi al suo volto, egli portò via i loro animali e inflisse loro un grande colpo. Dhavìdh salvò gli abitanti di Kilà. 6Quando Aviàthar figlio di Avimèlek si rifugiò presso Dhavìdh, avvenne che anche egli scese con Dhavìdh a Kilà, portando in mano sua l’efùdh. 7Fu riferito a Saul che Dhavìdh era giunto a Kilà, e Saùl disse: “Dio l’ha venduto alle mie mani; si è chiuso da solo, entrando in una città con porte e sbarre!” 8Saùl proclamò a tutto il popolo di scendere in guerra contro Kilà, per trattenere Dhavìdh e i suoi uomini. 9Dhavìdh venne a sapere che Saùl non passava sotto silenzio questa cattiveria, e Dhavìdh disse al sacerdote Aviàthar: “Porta qui l’efùdh del Signore”. 10Dhavìdh disse: “Signore Dio d’Israele, ascoltando il tuo servo ha ascoltato che Saùl cerca di venire a Keilà per distruggere la città a causa mia. 11Sarà chiusa?[ggg] Saùl scenderà adesso, come ha sentito il tuo servo? Signore Dio d’Israele, fa’ sapere al tuo servo”. 12Il Signore rispose: “Sarà chiusa”.

12[hhh]Dhavidh disse: “Gli abitanti di Keilà consegneranno me e i miei uomini nelle mani di Saùl?” Il Signore disse: “Vi consegneranno”.

13Dhavìdh si levò con i suoi uomini, circa quattrocento. Uscirono da Keilà e andarono dove si poteva andare; a Saùl fu riferito che Dhavìdh s’era posto in salvo da Kilà, e rinunciò di andarvi. 14Dhavìdh si fermò nel deserto, a Maserèm, nelle strettoie; si fermò nel deserto sulla montagna di Zif, in una terra brulla. Tutti i giorni Saùl ne andava in cerca, ma il Signore non lo consegnò nelle sue mani. 15Dhavìdh vide che Saùl era uscito a cercare Dhavìdh, e Dhavìdh era sulla brulla montagna, in La-Nuova di Zif. 16Ionàthan, figlio di Saùl, si levò e si recò da Dhavìdh, a La-Nuova, e rafforzò le sue mani nel Signore. 17Gli disse: “Non temere! La mano di mio padre Saùl non ti troverà; tu regnerai su Israele e io sarò il tuo secondo. Mio padre Saùl lo ha visto!” 18Entrambi pattuirono un patto innanzi al Signore. Dhavìdh restò a La-Nuova e Ionàthan si allontanò per casa sua. 19Dalla terra brulla sulla montagna gli Zifei salirono a Saùl, per dirgli: “Forse che Dhavìdh non è nascosto presso di noi, a Messarà, nelle strettoie, a La-Nuova, sulla montagna di Echelà, a destra di Iessemùn? 20Se ora il re con tutta l’anima vuole scendere, scenda da noi, ed egli resterà chiuso nella mano nel re”. 21Saùl disse a loro: “Benedetti voi dal Signore, poiché vi siate data pena per me. 22Orsù, procedete ancora nei preparativi, per conoscere il suo luogo, dove è il suo piede; affrettatevi lì dove avete detto, che non agisca con astuzia. 23Vedete e scoprite, e io verrò con voi: se egli è in terra, lo andrò a scovare in tutti i buchi di Iudha”. 24Gli Zifei si levarono e andarono avanti a Saùl. Dhavìdh e i suoi uomini erano nel deserto di Maàn, verso sera, a destra di Iessemùn. 25Saùl avanzò con i suoi uomini per cercarlo, e fu riferito a Dhavìdh, che scese alla roccia che è nel deserto di Maàn. Lo sentì Saùl e inseguì Dhavìdh nel deserto di Maàn. 26Saùl e i suoi uomini avanzarono da una parte di questo monte, mentre Dhavìdh con i suoi uomini era dall’altra parte di questo monte. Dhavìdh si mise al coperto, per allontanarsi dal volto di Saùl, ma Saùl e i suoi uomini si accamparono davanti a Dhavìdh e i suoi uomini, per prenderli. 27Giunse però un messaggero a Saùl, che diceva: “Affrettati a venire: gli Stranieri hanno fatto una incursione nella terra”. 28Saùl tornò indietro e non inseguì Dhavìdh, ma andò all’incontro degli Stranieri; perciò quel luogo fu chiamato Pietraspartita.

 

XXIX   Dhavìdh si levò da lì e si stabilì nelle strettoie di Engaddì. 2Quando Saùl tornò indietro dagli Stranieri, avvenne che gli fu riferito dicendo che Dhavìdh era nel deserto di Engaddì. 3Prese con sé tremila uomini, scelti tra tutto Israele, e andò a cercare Dhavìdh e i suoi uomini, in faccia a Sadheèm. 4Arrivò ai pascoli dei greggi, che sono per strada, e lì c’era una spelonca. Saùl entrò per approntarsi[iii]. Dhavìdh e i suoi stavano all’interno della spelonca, 5e i suoi uomini dissero a Dhavìdh: “Ecco, questo è il giorno che il Signore ti ha detto: Consegnerò alle tue mani il tuo nemico, e gli farai quel che è buono ai tuoi occhi”. Ma Dhavìdh si levò e di nascosto staccò un lembo della mantella doppia di Saùl. 6Dopo di che avvenne che il cuore di Dhavìdh gli batteva, per aver staccato un lembo della mantella doppia di quello, 7e Dhavìdh disse ai suoi uomini: “Davanti al Signore, non sia mai che io faccia quel discorso al mio signore unto dal Signore, di mettere la mia mano su di lui, poiché egli è l’unto del Signore”. 8Con le sue parole Dhavìdh persuase i suoi uomini e non diede loro di levarsi per mettere a morte Saùl. Saùl si alzò e scese per la strada. 9Dietro di lui si levò Dhavìdh dalla spelonca e Dhavìdh gridò dietro a Saùl, dicendo: “Signor re!” Saùl guardò in su dietro di sé. Dhavìdh si buttò faccia a terra, e gli si prosternò. 10Dhavìdh disse a Saùl: “Perché ascolti le parole del popolo che dicono: Ecco, Dhavìdh cerca l’anima tua? 11Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno visto come oggi nella grotta il Signore ti ha consegnato nelle mie mani, ma io non ho voluto ucciderti. Ti ho risparmiato e ho detto: Non metterò la mia sul mio signore, perché egli è l’unto del Signore. 12Ecco: in mano mia è il lembo della tua mantella doppia; io ho staccato il lembo ma non ti ho ucciso. Impara, e oggi vedi come non c’è cattiveria nelle mie mani, né empietà, né rifiuto, né ho peccato contro di te, eppure tu leghi la mia anima per prenderla. 13Sia giudice il Signore tra me e te, e il Signore mi faccia giustizia contro di te: non ti ho messo addosso la mia mano, 14come dice l’antico detto: Dagli iniqui viene l’errore. La mia mano non sarà contro di te. 15E ora, dietro a chi vai in marcia, o re d’Israele? A caccia di chi tu vai? Di un cane morto; dietro una pulce! 16Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te; veda il Signore e giudichi la mia causa, e mi liberi dalla tua mano”. 17Quando Dhavìdh completò questo discorso parlando a Saùl, e avvenne che Saùl disse: “E’ la tua voce questa, figlio mio? Dhavidh!” Saùl alzò la voce e pianse. 18Saùl disse a Dhavìdh: “Tu sei più giusto di me, poiché tu mi hai reso del bene, mentre io ti ho reso cose cattive. 19Tu oggi mi hai fatto detto che hai fatto il bene per me, perché il Signore oggi mi aveva rinchiuso nelle tue mani, ma non mi hai ucciso: 20se qualcuno trova il suo nemico nell’affanno e lo spinge sulla strada buona, il Signore gli donerà beni, come oggi hai fatto. 21Ora, ecco: riconosco che tu reggerai il regno, e che sarà in mano tua il regno d’Israele. 22Ma ora giurami nel Signore che dopo di me non distruggerai il mio seme, né fari sparire il mio nome dalla casa di mio padre”. 23Dhavìdh giurò a Saùl, e Saùl ritornò al suo luogo, mentre Dhavìdh e i suoi uomini salirono nella stretta (gola) di Messarà.

 

XXV    Samuìl morì e tutto Israele si riunì, battendosi il petto[jjj] per lui, e lo seppellirono a casa sua, in Armathèm. Dhavìdh si levò e scese nel deserto di Maàn. 2A Maàn c’era un uomo, che aveva i suoi greggi sul Kàrmilo. Era un uomo grande assai, ed egli aveva tremila montoni e mille capre; la tosatura del suo gregge si faceva sul Kàrmilo. 3Il nome dell’uomo era Nàval e il nome della sua donna Avighèa; la sua donna era di buona intelligenza e molto bella a vedersi. Invece il suo uomo era duro, maligno di comportamento, un uomo cagnesco. 4Dhavìdh nel deserto sentì che Nàval il Karmilite tosava il suo gregge 5e Dhavìdh mandò dieci garzoni. Ai garzoni disse: “Salite al Kàrmilo, avvicinatevi a Nàval e a nome mio augurategli pace. 6Dite così: Per molti anni la salute sia con te e con la tua casa, e stiano bene tutte le tue cose. 7Ora, ecco: ho sentito che per te ora tosano i tuoi pastori. Essi erano con noi nel deserto e noi non li abbiamo trattenuti né abbiamo dato loro ordini per tutti i giorni in cui loro sono stati sul Kàrmilo. 8Interroga i tuoi garzoni e ti riferiranno. Trovino dunque questi giovani grazia ai tuoi occhi, perché siamo venuti per un buon giorno; da’ dunque al tuo figliolo Dhavìdh quel che trova la tua mano”. 9Arrivano i garzoni e dicono a Nàval questo discorso, secondo tutte queste parole, a nome di Dhavìdh. Fece un salto 10Nàval e rispose ai servi di Dhavìdh, dicendo: “Chi è Dhavìdh? Chi è il figlio di Iessè? Oggi si moltiplicano i servi che si allontanano dalla presenza del loro signore! 11Prenderò i miei pani e il mio vino e le mie bestie che ho macellato per i tosatori delle mie pecore, e darò queste cose a uomini che non so di dove sono?” 12I garzoni di Dhavìdh tornarono indietro per la loro strada, tornarono e vennero per riferire a Dhavìdh questo discorso. 13Dhavìdh disse ai suoi uomini: “Ognuno cinga la sua spada”. E dietro Dhavìdh salirono circa quattrocento uomini: duecento restarono con gli armamenti. 14Uno dei garzoni riferì ad Avighèa, moglie di Nàval: “Ecco, Dhavìdh ha mandato dal deserto messaggeri per benedire il nostro signore, ed egli ha loro voltato le spalle. 15Eppure quegli uomini per noi sono molto buoni: non ci hanno ostacolato, né mai ci hanno dato ordini in tutti i giorni in cui siamo stati con loro. 16Quando noi eravamo nel campo, per noi sono stati come una muraglia, notte e giorno, per tutti i giorni, quando eravamo vicino a loro a pascolare il gregge. 17Ora impara e vedi cosa tu farai, perché è giunta al colmo la rovina per il nostro signore e per la sua casa. Quello è figlio della peste, e nessuno può parlargli”. 18Avighèa si affrettò; prese duecento pani, due otri di vino, cinque pecore cucinate, cinque ifì di farina d’orzo, un gòmor d’uva passa e duecento crostate di marmellata. Caricò sugli asini 19e disse ai suoi garzoni: “Andate avanti a me; ecco, io verrò dietro di voi”, ma non lo riferì al suo uomo. 20Mentre essa, montata sull’asina, scendeva al riparo del monte, avvenne che, ecco, Dhavìdh e i suoi uomini scesero al suo incontro, e lei fu loro incontro. 21Dhavìdh disse: “Può essere stato un errore l’aver custodito tutte le sue cose nel deserto e aver disposto di non prendere alcunché di qualsiasi sua cosa! Egli mi ha reso male per bene. 22Dio faccia questo a Dhavìdh e questo aggiunga, se prima del mattino, di tutto quel che ha Nàval tralascerò sia pure un piscia-muro[kkk]”. 23Avighèa vide Dhavìdh, si affrettò a scendere dall’asina, si gettò faccia a terra innanzi a Dhavìdh, si prosternò a lui sino a terra, 24ai suoi piedi, e disse: “Signor mio, è in me l’iniquità! Possa parlare la tua serva alle tue orecchie; ascolta le parole della tua serva. 25Il mio signore non metta il suo cuore contro quell’uomo - una peste! – perché egli è come il suo nome: Nàval è il suo nome[lll], e la stoltezza è con lui. Io, la tua serva, non ho visto i garzoni del mio signore, che hai mandato: 26ma ora, signor mio, viva il Signore e viva l’anima tua! Come il Signore ti ha impedito di andare al sangue innocente e d’usare la tua mano per salvarti, così ora i tuoi nemici e quanti cercano per il mio signori il male, diventino come Nàval. 27Ora prendi questa benedizione[mmm] che la tua serva ha portato al mio signore, e danne ai garzoni che stanno accanto al mio signore. 28Leva quindi l’iniquità della tua serva, perché il Signore farà per il mio signore una casa fedele[nnn], perché anche il Signore combatte la battaglia del mio signore, e mai si troverà in te cattiveria. 29Se sorgerà un uomo a caccia di te, che cerchi la tua anima, l’anima del mio signore resterà legata ai legami della vita presso il Signore Dio, ed egli con la fionda scaglierà lontano l’anima dei tuoi nemici. 30Il Signore faccia al mio signore tutto il bene che ha detto per te, e ti costituirà guida su Israele, 31ma non ci sia per te questa ignominia - ostacolo al mio signore – di aver versato per nulla sangue innocente e che il mio signore si sia salvato con le proprie mani. Il Signore faccia bene al mio signore, e si ricordi della tua serva per farle bene”. 32Dhavìdh disse ad Avighèa: “Benedetto il Signore Dio d’Israele che in questo giorno ti ha mandato incontro a me; 33benedetto il tuo comportamento e benedetta tu che in questo giorno mi hai impedito di venire al sangue per salvarmi di mia mano. 34Com’è vivo il Signore Dio d’Israele, che oggi mi ha impedito di farti brutte cose, se tu non ti fosse affrettata a venirmi incontro, come avevo detto, prima della luce del mattino non avrei lasciato a Nàval neppure un piscia-muro”. 35Dhavìdh prese dalle sue mani tutto quel che gli aveva portato e le disse: “Sali in pace a casa tua; vedi: ho ascoltato la tua voce e ho dato preferenza alla tua persona”. 36Avighèa venne da Nàval, ed ecco: nella casa di lui egli s’era fatto una bevuta, come una bevuta da re. Il cuore di Nàval era in buona con se stesso, perché egli era ubriaco assai, perciò non gli riferì parola, piccola o grande, sino alla luce del mattino. 37Si fece mattino, e quando Nàval si svegliò dal vino, sua moglie gli riferì quel discorso. Il suo cuore morì in lui, ed egli diventò come un sasso: 38furono quasi dieci giorni; il Signore colpì Nàval, ed egli morì. 39Lo sentì Dhavìdh e disse: “Benedetto il Signore che mi ha reso giustizia dell’affronto a me recato dalle mani di Nàval! Ha preservato il suo servo dalle mani dei malfattori, e il Signore ha fatto ritornare la cattiveria di Nàval sulla sua testa”. Dhavìdh mandò a dire, a proposito di Avighèa, che egli se la prendeva in moglie. 40I servi di Dhavìdh vennero da Avighèa sul Kàrmilo, e le parlarono dicendo: “Dhavìdh ci ha mandati da te a prenderti come sua moglie”. 41Si levò, si prostrò faccia a terra e disse: “Ecco la tua serva: come una servetta laverà i piedi dei tuoi servi”. 42Avighèa si levò, salì sull’asina, e cinque ragazze la seguivano. Andò dietro ai servi di Dhavìdh e diventò la sua donna. 43Dhavìdh prese anche Achinòom di Iezraèl, ed entrambe furono sue mogli, 44mentre Saùl diede Melchòl – sua figlia, moglie di Dhavìdh – a Faltì, figlio di Amìs, quello da Rommà.

 

XXVI   Dalla terra brulla vengono gli Zifei da Saùl sul monte e gli dicono: “Ecco: Dhavìdh è coperto da noi, sulla montagna di Echelà, che è di faccia allo Iessemùn”. 2Si levò Saùl e scese nel deserto di Zif, e con lui tremila uomini scelti da Israele, per cercare Dhavìdh nel deserto di Zif. 3Saùl si accampò sulla montagna di Echelà, che è di faccia allo Iessemùn, sulla strada, mentre Dhavìdh rimase nel deserto. Dhavìdh vide che Saùl era venuto dietro di lui nel deserto, 4e Dhavìdh mandò spie. Così conobbe che Saùl veniva pronto[ooo] da Keilà. 5Dhavìdh si levò di nascosto: va al posto dove dormiva Saùl, e lì c’era Avennìr, figlio di Nir, suo capo condottiero. Saùl dormiva in un carro coperto, e il popolo era accampato attorno a lui. 6Dhavìdh si rivolse, e disse a Avimèlech il Chetteo e ad Avessà, figlio di Saurìa, fratello di Ioàv, dicendo: “Chi verrà con me da Saùl nell’accampamento?” Avessà disse: “Io verrò con te”. 7Dhavìdh e Avissà andarono dal popolo, di notte, ed ecco: Saùl era steso a dormire nel carro coperto, e la sua lancia era conficcata a terra, accanto al suo capo; Avennìr e il suo popolo erano stesi attorno a lui. 8Avessà disse a Dhavìdh: “Oggi il Signore ha chiuso il tuo nemico in mano tua; ora lo colpirò con la lancia che è per terra: in una volta sola, senza una seconda”. 9Dhavìdh disse ad Avessà: “Non umiliarlo! Chi potrà mai mettere mano sull’unto ed essere detto innocente?” 10Dhavìdh disse: “Il Signore è vivo! Se il Signore non lo corregge, se non è venuto il suo giorno di morire, se non scenderà in guerra e gli sarà data l’aggiunta …, 11non sia mai da parte del Signore che io stenda la mia mano sull’unto del Signore. Or dunque, prendi la lancia vicino al suo cuscino e la fiasca dell’acqua, e andiamocene da noi”. 12Dhavìdh prese la lancia e la fiasca dell’acqua accanto al suo cuscino, e se ne andarono da loro. Non ci fu chi vide o se ne accorse o si risvegliasse: dormivano tutti, perché l’intontimento del Signore era caduto su loro. 13Dhavìdh passò dall’altra parte e si fermò sulla cima del monte, lontano: tra loro c’era molta strada. 14Dhavìdh chiamò il popolo, e ad Avennìr parlò dicendo: “Non rispondi, Avennìr?” Avennìr rispose e disse: “Chi sei tu che mi chiami?” 15Dhavìdh disse ad Avennìr: “Non sei un uomo! Chi c’è come te in Israele? Perché non custodisci il tuo signore, il re? Qualcuno del popolo è venuto per sterminare il tuo signore, il re. 16Non è buona questa cosa che hai fatto. Com’è vivo il Signore, voi siete figli dell’assassinio, voi custodi del re vostro signore, l’unto del Signore. Or dunque guarda: dove sono la lancia e la fiasca dell’acqua che erano accanto al suo capo?” 17Saùl riconobbe la voce di Dhavìdh e disse: “Questa è la tua voce, figlio, Dhavìdh?” Dhavìdh disse: “Il tuo servo, signor re!” 18E disse: “Perché il signore va dietro alla caccia del suo servo? In cosa ho peccato e che iniquità è stata trovata in me? 19Ascolti ora il mio signore, il re, il discorso del suo servo. Se Dio ti eccita contro di me, gradisca egli un tuo sacrificio; se sono figli di uomini, siano essi maledetti innanzi al Signore; essi oggi mi hanno mandato via perché io non sia stabilito nell’eredità del Signore, dicendo: Va’ a servire divinità straniere! 20Non cada ora il mio sangue a terra innanzi al Signore, poiché il re d’Israele è uscito a cercare l’anima mia come il gufo va a caccia sui monti”. 21Saùl disse: “Ho peccato! Ritorna, figlio! Dhavìdh! Non ti farò del male, dal momento che l’anima mia anche oggi è stata preziosa agli occhi tuoi. Sono stato insensato e non sapevo molte ma molte cose!” 22Dhavìdh rispose e disse: “Ecco la lancia del re; passi uno dei garzoni e la prenda. 23Il Signore rivolga a ciascuno secondo le sue opere di giustizia e la sua fede, come il Signore oggi ti ha consegnato in mano mia ma io non ho voluto stendere la mia mano sull’unto del Signore. 24Ecco: come in questo stesso giorno è stata magnifica la tua anima ai miei occhi, così sia magnificata la mia anima innanzi al Signore; mi protegga e mi liberi da ogni afflizione”. 25Saùl disse a Dhavìdh: “Sii benedetto, o figlio; sarai operatore di opere e con potenza sarai potente!” Dhavìdh si allontanò per la sua strada, e Saùl ritornò al suo posto.

 

XXVII   Dhavìdh parlò in cuor suo, dicendo: “Ora verrà un giorno che andrò a finire nelle mani di Saùl, e non ci sarà per me bene, se non mettermi in salvo nella terra degli Stranieri, e Saùl smetta di cercarmi per tutto il territorio d’Israele: così sarò salvo dalle sue mani”. 2Si levò Dhavìdh, e seicento uomini che erano con lui, e andò da Anggùs figlio di Ammàch re di Gheth. 3Dhavìdh dimorò con Anggùs, lui e i suoi uomini, ognuno con la propria casa, e Dhavìdh con entrambe le sue mogli, Achinàach l’Izrailite e Avighèa, la donna di Navàl il Karmilite. 4Fu riferito a Saùl che Dhavìdh era fuggito in Gheth, non continuò a cercarlo più. 5Dhavìdh disse ad Anggùs: “Se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mia dopo un luogo, in una delle città che sono in campagna, e là mi stabilirò. Perché il tuo servo deve stare con te nella città regia?”. 6In quel giorno gli diede Sekelàk, perciò Sekelàk fu per il re della Giudea, sino a questo giorno. 7Il numero dei giorni in cui Dhavìdh si stabilì nella campagna degli Stranieri diventò quattro mesi. 8Dhavìdh saliva con i suoi e batteva tutto il Ghesirì e l’Amalikite: ecco, la terra era abitata da quelli che là saliti, da Ghelampsur si erano arroccati sino alla terra d’Egitto. 9Egli batteva la terra e non lasciò in vita uomo o donna; prendeva greggi e armenti, asini, cammelli, abbigliamenti; poi tornava e arrivava da Anggùs. 10Anggùs diceva a Dhavìdh: “Oggi chi avete aggredito?” e Dhavìdh diceva ad Anggùs: “A sud della Giudea; a sud di Iesmegà; a sud di Kenezì; 11non ho lasciato in vita uomo né donna per portarli in Gheth”. Diceva: “Che non riferiscano contro di noi in Gheth, col dire: Dhavìdh fa questo”. Questo fu il suo criterio, per tutti i giorni in cui Dhavìdh si stabilì nella campagna degli Stranieri. 12Dhavìdh era molto creduto da Anggùs, che diceva: “Egli con vergogna si è svergognato nel suo popolo, in Israele, e sarà mio servo in eterno”.

 

XXVIII   In quei giorni avvenne che gli Stranieri si adunarono nei loro accampamenti per uscire in guerra con Israele, ed Anggùs disse a Dhavìdh: “Sappi e convinciti che devi uscire con me in guerra, tu e i tuoi uomini”. 2Dhavìdh: “Così ora conoscerai cosa farà il tuo servo”. Anggùs disse a Dhavìdh: “Così io ti costituirò ogni giorno capo delle guardia del corpo”. 3Morì Samuìl, e per lui si batté il petto[ppp] tutto Israele; lo seppellirono in Armathèm, la sua città. Saùl fece sparire dalla terra i ventriloqui[qqq] e gli indovini[rrr]. 4Gli Stranieri si adunano, arrivano e si accampano in Somàn; Saùl aduna tutti gli uomini d’Israele e si accampa in Ghelvuè. 5Saùl vide l’accampamento degli Stranieri ed ebbe paura: il suo cuore sussultò assai. 6Saùl consultò il Signore, ma il Signore non gli rispose con i sogni o con gli Evidente[sss] o con i profeti. 7Saùl disse ai suoi servi: “Cercatemi una donna ventriloqua, e interrogherò con lei”. I suoi servi gli dissero: “Ecco, una donna ventriloqua è in Aendhòr”. 8Saùl si coprì tutto, indossando altri abiti, e andò, lui e due uomini con lui. Arrivano di notte dalla donna, ed egli dice: “Consulta dunque per me con il ventriloquio[ttt] e porta su per me chi ti dirò”. 9Gli disse la donna: “Ecco! Tu sai cosa ha fatto Saùl, come ha sterminato dalla terra i ventriloqui e gli indovini; perché tendi insidie all’anima mia per metterla a morte?” 10Saùl le giurò dicendo: “Viva il Signore, non affronterai colpa in questo discorso”. 11La donna disse: “Chi porterò su per te?” Disse: “Porta su per me Samuìl”. 12La donna vide il Samuìl e gridò a gran voce. La donna disse a Saùl: “Perché mi hai ingannata? Tu sei Saùl!” 13Le disse il re: “Non temere: dimmi chi hai visto”. La donna gli disse: “Ho visto divinità che salgono dalla terra”. 14Le disse: “Chi hai riconosciuto?” Gli disse: “Un uomo, ritto, che sale dalla terra, ed egli è rivestito d’una mantella doppia”. Saùl riconobbe che questi era Samuìl, si gettò faccia a terra e gli si prosternò. 15Samuìl disse: “Perché mi hai disturbato, facendomi venir su?” Saùl disse: “Sono afflitto assai; gli Stranieri mi fanno guerra; Dio mi ha scansato e non mi ascolta più per mano dei profeti o con sogni: ora ti ho chiamato per sapere cosa fare”. 16Samuìl disse: “Perché consulti me? Il Signore si è scansato da te  e si è messo con il tuo prossimo. 17Il Signore ha operato con te come il Signore aveva parlato per mano mia. Il Signore strapperà il regno dalle tue mani e lo darà al tuo prossimo, a Dhavìdh, 18perché non hai ascoltato la voce del Signore e non hai compiuto l’ira del suo furore contro Amalìk. Per questo discorso il Signore ha agito contro di te in questo giorno. 19Insieme a te, il Signore darà anche Israele in mano agli Stranieri; domani tu, e i tuoi figli con te, cadrete, e il Signore darà l’accampamento d’Israele in mano agli Stranieri” 20Sconvolto, Saùl cadde stecchito a terra, assai atterrito dalle parole di Samuìl, e non aveva più forze; infatti non aveva mangiato pane per tutto il giorno e per tutta quella notte. 21La donna venne da Saùl, vide che era assai sconvolto e gli disse: “Ecco, la tua serva ha udito la tua voce; ho messo l’anima mia in mano tua; ho ascoltato le parole che mi hai detto. 22Ora ascolta la voce della tua serva: io porrò innanzi a te un pezzo di pane; mangia; la forza sarà con te e andrai per la strada”. 23Ma non volle mangiare. Lo pressarono i suoi servi e la donna: ascoltò la loro voce, si levò da terra e sedette sullo sgabello. 24La donna aveva in casa una vitella brada e s’affrettò a sacrificarla; prese della farina, la impastò e fece cuocere azzimi; 25portò avanti a Saùl e davanti ai suoi servi. Mangiarono, si levarono e quella notte andarono via.

 

XXIX   Gli Stranieri si adunarono con tutti i loro accampamenti in Afèk, e Israele si accampò in Aendhòr che è in Iezraèl. 2I satrapi[uuu] degli Stranieri avanzavano alla testa delle centinaia e delle migliaia[vvv]; infine venivano Dhavìdh e i suoi uomini, insieme ad Anggùs. 3I satrapi degli Stranieri dissero: “Chi sono questi passanti?”, e Anggùs disse ai generali degli Stranieri: “Questo non è forse Dhavìdh, il servo di Saùl re d’Israele? Da giorni è venuto con noi – questo è il secondo anno  - e non ho trovato nulla in lui, dal giorno in cui è capitato da me e sino a questo giorno”. 4Si dispiacquero a causa sua i generali degli Stranieri, e gli dissero: “Fai tornare indietro quell’uomo, perché torni indietro, al suo posto, lì dove lo hai messo: che non esca in guerra contro di noi! Non tenda insidie contro l’accampamento: come altrimenti egli potrebbe riconciliarsi con il suo signore, se non con le teste di questi uomini? 5Egli non è forse quel Dhavìdh per cui ballando intonavano un canto, dicendo: Saùl ha battuto i suoi mille e Dhavìdh i suoi diecimila?” 6Anggùs chiamò Dhavìdh e gli disse: “Viva il Signore! Retto e buono ai miei occhi sei tu, e la tua uscita e la tua entrata con me nell’accampamento; niente di cattivo ho trovato ho trovato su di te dal giorno in cui sei venuto da me sino al giorno d’oggi, ma non sei buono agli occhi dei satrapi. 7Or dunque torna indietro e va’ in pace; non fare cosa cattiva agli occhi dei satrapi degli Stranieri”. 8Dhavìdh disse ad Anggùs: “Che ti ho fatto? Che hai trovato nel tuo servo, dal giorno che sono stato innanzi a te sino a questo giorno, sì che io non venga in guerra contro i nemici del mio signore, del re?” 9Anggùs rispose a Dhavìdh: “Ho visto che agli occhi miei sei buono, ma i satrapi degli Stranieri dicono: Non verrà con noi in guerra! 10Or dunque levati presto al mattino, tu e i servi del tuo signore che sono venuti con te, e andate al posto dove vi ho messi, e non mettere in cuor tuo parola funesta, poiché innanzi a me tu sei buono. Alzatevi presto per il viaggio: vi sarà fatta luce; andate!” 11Dhavìdh s’alzò presto, lui e i suoi uomini, per partire a sorvegliare la terra degli Stranieri. Gli Stranieri salirono per far guerra contro Israele.

 

XXX    Mentre Dhavìdh e i suoi uomini arrivavano a Sekelàk, il terzo giorno, avvenne che Amalìk attaccò il sud e Sekelàk, colpì Sekelàk e la incendiò nel fuoco. 2Le donne e tutto che quel c’era in essa, dal piccolo al grande, non misero a morte – uomo o donna – ma catturarono e andarono per la loro strada. 3Dhavìdh arrivò con i suoi uomini nella città, ed ecco: era stata incendiata nel fuoco e le sue donne, con i loro figli e le loro figlie, erano state catturate. 4Dhavìdh e i suoi uomini levarono alta la voce e piansero sino a non avere più in loro la forza di piangere. 5Erano state catturate anche entrambe le mogli di Dhavìdh, Achinòom la Iezrailite e Avighéa, moglie di Nàval il Karmilite. 6Dhavìdh ne fu assai rattristato, perché il popolo diceva di prenderlo a pietrate: infatti l’anima di tutto il popolo era nel dolore, ognuno per i propri figli e per le proprie figlie. Dhavìdh si fece forza nel suo Signore Dio, 7e Dhavìdh disse al sacerdote Aviàthar, figli di Avimèlech: “Porta l’efùdh”. 8Dhavìdh consultò il Signore, dicendo: “Inseguirò questo gheddùr[www] e li afferrerò?” Gli disse[xxx]: “Insegui, perché afferrandoli li prenderai ed estirpandoli ti libererai”. Dhavìdh uscì, lui e i seicento uomini con lui. Arrivano sino al torrente Vosòr, e i supplementari[yyy] si fermarono. 10Andò all’inseguimento con quattrocento, e duecento uomini restarono fermandosi oltre il torrente Vosòr. 11Trovarono nella campagna un uomo, un egiziano; lo presero e lo portarono da Dhavìdh. 12Gli diedero pane, e mangiò; lo dissetarono con acqua e gli diedero un pezzo di crostata di marmellata. Mangiò, e il suo spirito tornò in lui, perché erano tre giorni e tre notti che non mangiava pane e non beveva acqua. 13Dhavìdh gli disse: “Chi sei e di dove sei?” Il garzone egiziano disse: “Io sono servo d’un uomo Amalikite, e il mio signore mi ha abbandonato perché io mi sono ammalato: oggi, sono tre giorni. 14Noi avevamo attaccato il sud di Cholthì, la regione di Giudea, il sud di Chelùv e con il fuoco abbiamo incendiato Sekelàk”. 15Gli disse Dhavìdh: “Puoi guidarmi a questo gheddùr?” Disse: “Giurami per Dio che mi metterai a morte e che non mi consegnerai alle mani del mio signore, e io ti guiderò a questo gheddùr”. 16Lo guidò là, ed ecco quelli erano sparpagliati sulla faccia di tutta la terra, mangiando, bevendo e festeggiando con tutti i grandi bottini che avevano tolto dalla terra degli Stranieri e dalla terra di Iudha. 17Venne su di loro Dhavìdh e li colpì, dall’aurora al crepuscolo e l’indomani, e non si salvò alcun uomo tra loro, tranne quattrocento giovani che montarono sulle cammelle e fuggirono. 18Dhavìdh prese tutto quel che avevano tolto gli Amalikiti, e liberò le sue due mogli, 19e niente mancò all’appello, piccolo e grande, o cose saccheggiate, o figli e figlie o qualsiasi cosa avessero preso; Dhavìdh riportò tutto. 20E prese tutti i greggi e gli armenti e li portò via alla testa del bottino, e di quel bottino si diceva: “Questo è il bottino di Dhavìdh”. 21Dhavìdh arrivò presso i duecento uomini che erano stati esentati dal seguire Dhavìdh e si erano fermati al torrente di Vosòr. Essi uscirono all’incontro di Dhavìdh e all’incontro del popolo ch’era con lui. Dhavìdh avanzò sino al popolo e augurò a lui pace. 22Ma ribatté ogni uomo funesto e malvagio tra gli uomini guerrieri ch’erano andati con Dhavìdh, e dissero: “Poiché essi non sono venuti a caccia con noi, non daremo loro niente dalla preda che abbiamo ricuperato. Ognuno si prenda sua moglie e i suoi figli, e se ne tornino indietro”. 23Dhavìdh disse: “Non farete così, dopo che il Signore ci ha fatto un dono e ci ha custoditi: il Signore ha consegnato nelle nostre mani il gheddùr che era avanzato contro di noi. 24Chi ascolterà questa vostra parola? Essi non sono da meno di voi, perché in proporzione alla parte di chi scende in guerra, tale è la parte di chi resta con gli armamenti; si spartisce in questo modo”. 25Così si è fatto da quel giorno in poi, e fu ordinanza e decreto per Israele sino a oggi. 26Dhavìdh venne in Sekelàk e mandò agli anziani il bottino di Iudha, e anche ai suoi vicini, dicendo: “Ecco: dal bottino dei nemici del Signore”. 27A quelli in Vethsùr, a quelli a sud di Ramà e a quelli in Ietthor 28e a quelli in Aroìr e a quelli in Ammadhì e a quelli in Safì e a quelli in Esthiè 29e a quelli in Gheth e a quelli in Kinàn e a quelli in Safèk e a quelli in Thimàth e a quelli in Karmilo e a quelli che sono nelle città di Ieramilì a quelli che sono nelle città di Kenezì 30e a quelli in Ierimùth e a quelli in Virsaveè e a quelli in Nomvè 31e a quelli in Chevròn e in tutti i luoghi dove passò Dhavìdh con i suoi uomini.

 

XXXI   Gli Stranieri mossero guerra contro Israele e gli uomini d’Israele fuggirono dinanzi agli Stranieri e caddero feriti sul monte di Ghelvuè. 2Gli Stranieri si scontrarono con Saùl e i suoi figli, e gli Stranieri colpirono Ionàthan, Aminadhàv e Melchisà, figli di Saùl. 3Si aggravò la guerra contro Saùl, che fu scovato dagli arcieri – uomini armati d’arco – e fu ferito all’ipocondrio[zzz]. 4Saùl disse al portatore dei suoi armamenti: “Sfodera la tua spada e con essa trafiggimi, che non vengano questi incirconcisi a trafiggermi e farsi gioco di me”. Ma il portatore dei suoi armamenti non volle, perché aveva assai paura; allora Saùl prese la propria spada e vi si gettò sopra. 5Il portatore dei suoi armamenti vide che Saùl era morto, e anche lui si gettò sulla propria spada e morì con lui. 6Morì Saùl e i suoi tre figli e il portatore dei suoi armamenti in quel giorno, insieme. 7Gli uomini d’Israele ch’erano oltre la vallata e quelli che erano oltre il Giordano videro gli uomini d’Israele in fuga e che Saùl era morto insieme ai suoi figli; abbandonarono le loro città e fuggirono: arrivarono gli Stranieri e in esse dimorarono. 8L’indomani avvenne che gli Stranieri vennero a spogliare i morti e trovarono Saùl e i suoi tre figli caduti sulla montagna di Ghelvuè. 9Lo raccolsero, lo spogliarono dei suoi armamenti e li mandarono in giro per la terra degli Stranieri, dando la buona novella alle loro statue[aaaa] e al popolo. 10Deposero i suoi armamenti nell’Astarteion[bbbb] e il suo corpo lo appesero alle mura di Vethsàn. 11Gli abitanti di Iavìs della Galaadhitide ascoltarono quel che gli Stranieri avevano fatto a Saùl, 12e si levarono tutti gli uomini di valore: marciarono tutta la notte, e tolsero il corpo di Saùl e il corpo di Ionàthan suo figlio dalle mura, li portarono a Iavìs e là li bruciarono. 13Poi presero le loro ossa e le seppellirono sotto l’aia che è in Iavìs e digiunarono per sette giorni.

 

 

 

 

 

 



[a] Giorno, qui maiuscolo per indicare una qualche festa non altrimenti specificata (forse quella della vendemmia).

[b] Il rasoio.

[c] Qui, e nelle espressioni simili, sarebbe più esatto dire: Come è vero che (l’anima tuail Signore, ecc.) vive.

[d] Efòd (perizoma) var (puro): non è l’efòd sacerdotale.

[e] Casa, oltre che abitazione, spesso si usa per casato, famiglia.

[f] Scettro (bastone): nucleo familiare, clan.

[g] Per Stranieri si intende i Cretesi (detti Filistei – Palestinesi).

[h] I Filistei si atterriscono alla vista dei cherubini, che scambiano per divinità feroci.

[i] Ieri e l’altro ieri: è un modo per dire in passato.

[j] Giudice ha spesso il significato di governatore.

[k] Per i Filistei, il dio del grano.

[l] Emorroidi o peste?

[m] Verso l’ingresso.

[n] Gerla.

[o] Sacca.

[p] I boschi sacri ai culti dei demoni.

[q] In XXII, 17 sembrano essere Guardie del corpo.

[r] Con tribù a volte si indica solo un clan, un gruppo familiare.

[s] Molte religioni orientali avevano confraternite di simili “profeti”, gruppi simili ai dervisci o agli Hare Khrisna.

[t] Navla è una specie di arpa portatile.

[u] Kìnira è una specie di chitarra a dieci corde.

[v] Rivoltò: cambiò.

[w] In greco è Iordhanis.

[x] Israele quindi poteva avere solo attrezzi agricoli, per giunta molto costosi.

[y] Non se ne conosce la forma né l’uso: sembra fosse una fascia (o una tavoletta) oracolare.

[z] Vedi XIII, 17-18.

[aa] Forse nel senso di: Lascia stare (non usare i ‘dadi’ oracolari).

[bb] Qui, nel senso di non prendere alcun cibo.

[cc] Prima, dalla fame “non ci vedeva”.

[dd] Se non si individua il colpevole, tutti indistintamente saranno condannati da Dio.

[ee] “Evidenza” e “Santità” sono chiaramente due tavolette oracolari (come se Saùl tirasse i dadi per individuare comunque un colpevole).

[ff] Probabilmente significa: anatema!

[gg] Mi son consolato, è detto in senso ironico.

[hh] Samuele al Carmelo aveva alzato le mani in preghiera per Saul (gli aveva dato una mano).

[ii] Letteralmente: osservazione del volo degli uccelli (allo scopo di trarne presagi).

[jj] Statuette (?) divinatorie (qualcosa di simile ai bastoncini che i cinesi usano per trarre presagi).

[kk] Santificare qui ha il senso di purificarsi.

[ll] Strumento a corde probabilmente somigliante alla cetra greca.

[mm] Golia è alto poco più di due metri (1 braccio = 45cm circa; 1 palmo: 22cm circa).

[nn] I versetti 12-31 sono una aggiunta.

[oo] Mandhìas (da militare alto in grado).

[pp] Il versetto è una aggiunta.

[qq] Propriamente, il thireòn: uno scudo (di legno), dalle dimensioni di un grande uscio (da cui il nome), che proteggeva tutto il corpo. 

[rr] Il versetto è una aggiunta.

[ss] I versetti 55-58 sono una aggiunta.

[tt] I versetti 1-5 sono una aggiunta.

[uu] Il mandhìas da ufficiale.

[vv] I versetti 9-11 sono una aggiunta.

[ww] I versetti 17-19 sono una aggiunta.

[xx] Letteralmente, vuoto-sepolcro: qui indica il sarcofago a forma umana (spesso di cartapesta), usato in Egitto sin dal XIV secolo a.C.

[yy] Era festeggiato ogni principio del mese (lunare).

[zz] Probabilmente, qualche roccia a forma di cesta.

[aaa] Bersaglio.

[bbb] Per partecipare al pranzo del novilunio.

[ccc] L’espressione Fede(ltà) di Dio e – in ebraico - Fellanì Alemonì si usa per indicare un luogo o una persona di cui non si vuole o non si può dire il nome.

[ddd] Probabilmente, guardie del corpo: vedi VIII, 11.

[eee] Sono io la causa: il colpevole, se i tuoi non si sono messi in salvo.

[fff] Non di rado anima è usato nel senso di vita.

[ggg] Accerchiata, assediata.

[hhh] Il versetto è aggiunto.

[iii] E’ un eufemismo, al posto di: per fare i suoi bisogni.

[jjj] In segno di lutto.

[kkk] Un bambino.

[lll] In ebraico naval significa infame.

[mmm] Evloghìa (benedizione) si usa ancora oggi in greco per indicare un dono in qualche modo sacro.

[nnn] Nel senso di sicura.

[ooo] Armato.

[ppp] Fece lutto.

[qqq] I medium.

[rrr] Letteralmente: Quelli che (ri)conoscono (i segni divinatori).

[sss] Oggetti divinatori: vedi XIV, 41.

[ttt] E’ possibile anche tradurre:Consulta dunque per me colui che parla con il (tuo) ventre

[uuu] Qui, nel senso di capi militari.

[vvv] Schieramenti, ciascuno di cento e di mille uomini.

[www] Banda (di briganti).

[xxx] Sottinteso: il Signore (tramite l’efùdh)

[yyy] Le truppe di supplemento, gli ausiliari.

[zzz] Cioè all’addome.

[aaaa] Alle loro divinità.

[bbbb] Il tempio della dea Astarte (Afrodite Urania).

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 07-07-2022

Notice: Undefined variable: nome in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlKQwOYi on line 37

i santi di domani 08-07-2022

Notice: Undefined variable: nome2 in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlKQwOYi on line 65

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP