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RUTH

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

I               Al tempo in cui giudicavano i giudici, avvenne che ci fu una carestia sulla terra. E un uomo andò da Vithleèm [Betlemme] di Iudha [Giuda] a stabilirsi come forestiero nella campagna di Moàv, lui e sua moglie e i suoi due figli. 2Il nome dell’uomo, Elimèlech; il nome di sua moglie, Neomìn [Noemi]; il nome dei suoi due figli, Maalòn e e Cheleòn. Efrathèi di Vithlèm di Iudha, giunsero nella campagna di Moàv e stettero lì. 3Morì Elimèlech, il marito di Neomìn, e lei fu lasciata con i suoi due figli, 4che si presero donne moavitide: il nome di una, Orfà, e il nome della seconda, Ruth; e abitarono là circa dieci anni. 5Morirono entrambi, Maalòn e Cheleòn, e la donna fu lasciata: da suo marito e dai suoi figli. 6Lei si levò con le sue due nuore, e dalle campagne di Moàv tornarono indietro, perché nelle campagne di Moàv si udì che il Signore aveva visitato il suo popolo per dargli i pani. 7Uscì dalla località dove era, e con lei le sue due nuore, e andarono per via, per tornare in terra di Iudha. 8Noemìn disse alle sue due nuore: “Orsù, andate! Tornate indietro, ognuna a casa di sua madre; il Signore faccia con voi misericordia, come avete fatto con i morti e con me; 9Il Signore vi dia di trovar riposo ognuna in casa di un suo uomo”, e le abbracciò. Quelle alzarono la voce, piansero, 10e le dissero: “Torneremo con te, al tuo popolo!” 11Noemìn disse: “Via, tornate indietro, figlie mie! Perché venire con me? In seno non ho più figli che vi siano da marito! 12Orsù, tornate indietro, figlie mie, perché son diventata vecchia per avere marito. L’ho detto: nell’ipotesi di trovare un uomo e partorire figli, 13forse che voi potreste aspettare che crescano? E voi vi asterrete dall’avere un marito? No, figlie mie: io sono amareggiata più di voi, perché su di me si è alzata la mano del Signore”. 14Alzarono la voce e piansero ancora, poi Orfà abbracciò sua suocera e fece ritorno al suo popolo, mentre Ruth la seguì. 15Noemìn disse a Ruth: “Ecco, tua cognata è tornata al suo popolo e ai suoi dei; torna anche tu, dietro a tua cognata”. 16Ruth però disse: “Non rispondermi di lasciarti o di girarti le spalle: dove tu andrai, io andrò; dove ti fermerai tu, mi fermerò io; il tuo popolo, mio popolo; il tuo Dio, Dio mio; 17dove morirai, morirò e lì sarò sepolta. Il Signore così mi faccia e così aggiunga: solo la morte separi me da te!” 18Vedendo dunque Noemìn che quella era ferma nell’andare con lei, smise di parlarle oltre, 19e andarono insieme sino ad arrivare a Vithleèm. E avvenne che quando entrarono in Vithleèm, tutta la città si commosse per loro, e dicevano: “Questa forse è Noemìn?” 20Ma disse loro: “Non chiamatemi Noemìn [dolcezza]: chiamatemi Pikràn [amara], perché quel che è avvenuto mi ha amareggiato assai! 21Son partita piena, e il Signore mi ha riportata vuota: perché mi chiamate Noemìn? Il Signore mi ha umiliata; quel che è avvenuto mi ha rovinata!” 22Così Noemìn fece ritorno con Ruth la moavìta, sua nuora; ritornarono dalla campagna di Moàv. Esse giunsero a Vithleèm al principio della mietitura dell’orzo.

II              Per Noemìn c’era un uomo, conoscente di suo marito, e l’uomo era potente e forte, della famiglia di Elimèlek; il suo nome, Voòz. 2Ruth la moavìta disse a Noemìn: “Andrò nel campo e raccoglierò le spighe cadute, se troverò grazia ai suoi occhi”. Le disse: “Va’, figlia!” 3Andò e entrò nel campo, a raccogliere dietro i mietitori, e per fortuna capitò nella parte del campo di Voòz, della famiglia di Elimèlek. 4Ed ecco, Voòz venne in Vithleèm e disse ai mietitori: “Il Signore sia con voi!” Gli risposero: “Ti benedica il Signore!” 5E Voòz disse al suo garzone, che controllava i mietitori: “Di chi è quella ragazza?” 6Il garzone che controllava i mietitori rispose e disse: “La giovane è la moavìta tornata con Noemìn dalla campagna di Moàv. 7Ha detto: Posso spigolare e mettere insieme un mazzetto, andando dietro ai mietitori? E’ venuta, e c’è dal mattino presto fino a sera e nel campo non ha riposato un istante” 8Voòz disse a Ruth: “Non hai sentito, figlia? Non andare a spigolare in un altro campo; tu non andar via da qui! Unisciti alle mie ragazze. 9I tuoi occhi siano sul campo dove mietono, e vai dietro loro. Ecco, ho dato ordine ai miei garzoni di non toccarti, e quando avrai sete, vai alle anfore e bevi dove di solito attingono i garzoni”. 10Essa si getto giù, prostrandosi con la faccia a terra, e gli disse: “Come mai trovo tanta grazia ai tuoi occhi da accettare me che sono una straniera?” 11Voòz rispose e le disse: “Mi è stato riferito a lungo tutto quel che hai fatto con tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e la terra della tua nascita, per andare verso un popolo che ieri e l’altro ieri non conoscevi. 12Ti ricambi il Signore per la tua opera e ti ripaghi in abbondanza il Signore Dio d’Israele, al quale sei venuta, per rifugiarti sotto le sue ali”. 13E lei disse: “Possa io trovare grazia agli occhi tuoi, signore, poiché mi hai consolata! e poiché hai parlato al cuore della tua serva, ecco: io sarò come una delle tue servette”. 14Voòz le disse: “E’ venuta l’ora del mangiare; vieni qua! Mangia dei pani e intingi il tuo boccone nell’aceto”. Ruth sedette a fianco dei mietitori, e Voòz le diede un mucchio di polenta: mangiò, si riempì e ne mise da parte. 15Poi si levò a spigolare, e Vooz comandò ai suoi garzoni, dicendo: “Raccolga anche tra i covoni, e non umiliatela; 16sollevando pesi, sollevate anche per lei; caricando, caricate anche per lei; possa mangiare e spigolare, e non castigatela”. 17Lei spigolò nel campo sino a sera, pigiò col bastone il raccolto ed era quasi un ifì [45 l circa] d’orzo. 18Lo prese su, entrò in città e sua suocera vide quel che aveva raccolto, e Ruth tirò fuori e le diede quel che aveva messo da parte dopo essersi saziata. 19Sua suocera le chiese: “Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Sia benedetto chi ti ha conosciuto!” Ruth riferì a sua suocera dove aveva lavorato, e disse: “Il nome dell’uomo con cui ho lavorato oggi è Voòz”. 20Noemìn disse alla sua nuora: “Sia benedetto dal Signore, perché la sua misericordia non ha fatto mancare ai vivi e ai morti!” Noemìn le disse: “L’uomo è nostro parente, di quelli che hanno diritto di parentela! [Lev 25, 23 e Dt 25, 5]” 21Ruth disse a sua suocera: “E mi ha anche detto: unisciti alle mie ragazze, finché finiscano tutto il raccolto che mi appartiene!” 22Noemìn disse a Ruth, sua nuora: “Figlia, fai bene ad uscire con le sue ragazze: non farti trovare in un altro campo!” 23E Ruth si unì alle ragazze di Voòz per spigolare, finché fu completata la mietitura dell’orzo e del frumento.

III             Era seduta con sua suocera, quando sua suocera, Noemìn, le disse: “Figlia, non cercherò per te un sollievo, perché il bene a te venga? 2Non può essere allora Voòz, nostro parente? Non sei forse con le sue ragazze? Ecco: questa notte lui vaglierà l’orzo nell’aia; 3perciò tu lavati, ungiti, mettiti indosso un vestito che ti stia, e sali nell’aia. Non farti riconoscere da lui finché egli non abbia finito di mangiare e bere. 4E sarà che quando lui andrà a dormire, tu saprai il posto lì dove dorme; va’, scopri dalla parte dei suoi piedi e mettiti a dormire: sarà lui a dirti cosa fare”. 5Ruth le disse: “Farò tutto quello che mi hai detto”. 6Scese nell’aia e fece in tutto come le aveva ordinato sua suocera. 7E Voòz mangiò, bevve, si rallegrò il suo cuore, e andò a dormire su un mucchio di paglia; quella venne di nascosto, e scoprì dalla parte dei suoi piedi. 8E avvenne che a mezzanotte l’uomo, spostandosi, si eccitò: ecco, una donna dorme ai suoi piedi. 9Disse: “Chi sei?” Lei disse: “Sono Ruth, la tua serva; stendi la tua aluccia sulla tua serva, perché tu sei parente legale!” 10Voòz disse: “Sii tu benedetta dal Signore Dio, figlia, perché questa tua ultima bontà è migliore della prima: non sei andata dietro a uno dei giovani, povero o ricco! 11Ora, figlia, non temere: farò per te tutto quel che dirai, poiché ogni tribù del mio popolo sa che tu sei una donna abile. 12Ora, è vero che io ho diritto di parentela, ma c’è uno che ha un diritto più immediato di me. 13Passa qui la notte e, al mattino, se ti prende lui, bene, ti prenda; se non vuole prenderti lui, ti prenderò io, viva il Signore! Dormi sino al mattino”. 14Dormì ai suoi piedi sino al mattino, e si levò prima che un uomo potesse vedere il suo vicino; Voòz infatti disse: “Non s’abbia a vedere che una donna è venuta nell’aia!” 15E le disse: “Porta il grembiule che hai indosso”. Lo prese, vi pose sei misure d’orzo [70 l circa] e glielo mise in spalla. Entrata in città, 16Ruth andò da sua suocera, che disse: “Figlia!” E quella le disse tutto quel che le aveva fatto l’uomo. 17Le disse: “Mi ha dato queste sei misure d’orzo, dicendomi: Non andare a vuoto da tua suocera”. 18E le disse: “Siedi, figlia, fino a quando non saprai come finisce il discorso: quell’uomo non sarà tranquillo se oggi non porta a compimento il discorso”.

IV            Voòz salì alla porta [della città], si sedette lì, ed ecco passare il legittimo parente di cui aveva parlato Voòz, e Voòz gli disse: “Ehilà, clandestino, girati, siediti qua!” Si girò e sedette. 2Voòz prese dieci uomini tra gli anziani della città e disse: “Sedetevi qua”, e si misero a sedere. 3Disse Voòz al parente: “Noemìn, tornata dalla campagna di Moàv, dà la parte del campo che è del nostro fratello Elimèlech. 4E io ho detto di rivelarlo al tuo orecchio, dicendo: Compralo alla presenza di quanti sono qui seduti e degli anziani del mio popolo. Se lo vuoi riscattare tu, prenditelo; se non vuoi riscattarlo, dimmelo e ci penserò io. Come parente legittimo non c’è altri che te: io vengo dopo di te”. Quegli disse: “Lo riscatto io”. 5Voòz disse: “Il giorno che ti prendi il campo dalle mani di Noemìn e da parte di Ruth (la moavìta, la moglie del morto), ti devi prendere pure lei, affinché il nome del morto risusciti nella sua eredità”. 6Il parente legittimo rispose: “Non posso riscattarla per me, perché danneggerei la mia eredità. Prendi tu il mio diritto, perché io non posso riscattarla”. 7Un tempo, in Israele, per fissare un qualsiasi discorso su riscatto o scambio, uno si toglieva il calzare e lo dava al suo prossimo che succedeva nel legittimo possesso: in Israele l’attestato si faceva così. 8Il legittimo parente disse a Voòz: “Prendi per te il mio diritto di riscatto”; si tolse il calzare e glielo diede. 9Voòz disse agli anziani e a tutto il popolo: “Voi oggi attestate che per mano di Noemìn io prendo il possesso di tutto quel che era di Elimèlech e che spettava a Cheleòn e a Maalòn; 10prendo anche in moglie Ruth, la moavìta moglie di Maalòn, perché il nome del morto risusciti nella sua discendenza, perché tra i suoi fratelli e dalla sua tribù del popolo non si disperda il nome del morto. Oggi voi siete testimoni”. 11Tutto il popolo che era alla porta disse: “Testimoni!” Gli anziani dissero: “Il Signore conceda che questa tua donna, che entra in casa tua, sia come Rachìl e come Lìan, che entrambi fondarono la casa d’Israele e crearono una potenza in Efrathà. Ci sarà un nome in Vithleèm: 12la tua casa sia come la casa di Farès, che Thàmar partorì a Iudha, grazie alla discendenza che il Signore ti darà da questa serva”. 13Voòz prese Ruth, che diventò sua moglie; entrò da lei, il Signore le diede il concepimento e partorì un figlio. 14Le donne dissero a Noemìn: “ Benedetto il Signore, perché oggi non ti ha lasciato senza riscatto: egli sarà rinomato in Israele, 15sarà attento alla tua anima, ti sosterrà quando avrai i capelli bianchi, perché l’ha partorito la sposa che ti ama e che per te vale più di sette figli”. 16Noemìn prese il fanciullo, lo pose nel suo grembo e fu per lui come madre; 17le vicine lo chiamarono per nome, dicendo: “A Noemìn è nato un figlio!” Chiamarono il suo nome Ovìdh: lui fu padre di Iessè, padre di Dhavìdh; 18perciò questa è la discendenza di Farès: Farès generò Esròm, 19Esròm generò Aràn, Aràn generò Aminadhàv, 20Aminadhàv generò Naassòn, Naassòn generò Salmàn, 21Salmàn generò Voòz e Voòz generò Ovìdh, 22e Ovìdh generò Iessè, e Iessè generò Dhavìdh.

 


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