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GENESI

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino




 

1          In principio Dio fece il cielo e la terra, 2ma la terra era invisibile e informe, e c’era tenebra al di sopra dell’abisso. E lo Spirito di Dio era portato al di sopra dell’acqua. 3E Dio disse: “Ci sia luce”. E ci fu luce. 4E Dio vide la luce: era bella[a]. E Dio separò da una parte la luce e da una parte la tenebra. 5E Dio chiamò la luce giorno e la tenebra chiamò notte. E fu sera e fu mattina: un giorno. 6E Dio disse: “Ci sia un firmamento in mezzo all’acqua e sia di separazione fra acqua e acqua”. E fu così. 7E Dio fece il firmamento e separò da una parte l’acqua che era sotto il firmamento e da una parte l’acqua che era sopra al firmamento. 8E Dio chiamò il firmamento cielo. E Dio vide che era bello. E fu sera e fu mattina: giorno secondo. 9E Dio disse: “Sia raccolta l’acqua che è al di sotto del cielo in un unico luogo di raccolta e si veda la terra asciutta”. E fu così. E l’acqua, quella al di sotto del cielo, fu raccolta nei propri luoghi di raccolta. E si vide la terra asciutta. 10E Dio chiamò l’asciutto terra e il complesso delle acque chiamò mari. E Dio vide che era bello. 11E Dio disse: “Faccia germogliare la terra la pianta dell’erba, che semini seme secondo specie e secondo somiglianza e l’albero fruttifero che faccia frutto, il cui seme è in esso, secondo la sua specie sulla terra”. E fu così. 12E la terra produsse la pianta dell’erba, che semina seme secondo specie e somiglianza e l’albero fruttifero che fa frutto, il cui seme è in esso, secondo la sua specie sulla terra. E Dio vide che era bello. 13E fu sera e fu mattina: giorno terzo. 14E Dio disse: “Ci siano luminari nel firmamento del cielo per illuminazione sulla terra, allo scopo di separare il giorno dalla notte; e siano come segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15e siano come illuminazione nel firmamento del cielo, in modo da far luce sulla terra”. E fu così. 16E Dio fece i due luminari grandi, il luminare grande per presiedere al giorno e il luminare minore per presiedere alla notte e alle stelle. 17E Dio li pose nel firmamento del cielo in modo da far luce sulla terra 18e da presiedere al giorno e alla notte e separare da una parte la luce e da una parte la tenebra. E Dio vide che era bello. 19E fu sera e fu mattina: giorno quarto. 20E Dio disse: “Le acque traggano fuori rettili d’animali viventi, e volatili che volino sulla terra lungo il firmamento del cielo”. E fu così. 21E Dio fece i grandi cetacei e ogni anima di animali che strisciano, che le acque trassero fuori secondo la loro specie, e ogni uccello volatile secondo la sua specie. E Dio vide che erano belli 22e Dio li benedisse dicendo: “Crescete e moltiplicatevi e riempite le acque nei mari e i volatili si moltiplichino sulla terra”. 23E fu sera e fu mattina: giorno quinto. 24E Dio disse: “La terra tragga fuori animali viventi secondo la loro specie, quadrupedi e rettili e fiere della terra secondo la loro specie”. E fu così. 25E Dio fece le fiere della terra secondo la loro specie e il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili della terra secondo la loro specie. E Dio vide che erano belli. 26E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza; e abbiano il dominio sui pesci del mare e sui volatili del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. 27E Dio fece l’uomo. Secondo l’immagine di Dio lo fece, maschio e femmina li fece 28e li benedisse Dio dicendo: “Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra e dominate su di essa; e comandate sui pesci del mare e sui volatili del cielo e su tutto il bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. 29E Dio disse: “Ecco vi ho dato ogni erba seminativa che semina seme, che esiste su tutta la terra, e ogni albero che ha in sé frutto di seme da semina: per voi saranno di nutrimento. 30E a tutte le fiere della terra e a tutti i volatili del cielo e a ogni rettile strisciante sulla terra, che ha in sé soffio di vita, ho dato ogni erba verde come nutrimento”. E fu così. 31E Dio vide tutte quante le cose che aveva fatto, ed ecco erano belle assai. E fu sera e fu mattina: giorno sesto.

 

2          E furono compiuti il cielo e la terra e tutto il loro ornamento. 2E Dio nel giorno sesto compì le sue opere che aveva fatto, e nel giorno settimo si riposò da tutte le sue opere che aveva fatto. 3E Dio benedisse il giorno settimo e lo santificò, poiché in esso si era riposato da tutte le sue opere, a cui Dio aveva dato principio. 7E Dio plasmò l’uomo, polvere dalla terra, e insufflò sul suo volto un soffio di vita, e l’uomo divenne anima vivente. 8E il Signore Dio piantò un paradiso[b] in Edhèm, verso oriente, e pose là l’uomo che aveva plasmato. 9E Dio fece anche sorgere dalla terra ogni albero bello per la vista e buono per il nutrimento, e l’albero della vita in mezzo al paradiso e l’albero per apprendere ciò che è conoscibile del bene e del male. 10Un fiume poi procede da Edhèm per irrigare il paradiso: di là si spartisce in quattro capi. 11Nome del primo, Fisòn: è questo che circonda tutta la terra di Evilàt, là dov’è l’oro, 12ed è bello l’oro di quella terra, e là c’è l’antracite e la pietra verde. 13E il nome del secondo fiume, Gheòn: è questo che circonda tutta la terra di Etiopia. 14E il terzo fiume: Tigri; questo scorre davanti agli Assiri. Il quarto fiume: Eufrate. 15E il Signore Dio prese l’uomo che aveva plasmato e lo pose nel paradiso a lavorarlo e custodirlo. 16E il Signore Dio comandò ad Adamo[c] dicendo: “Da ogni albero che è nel paradiso tu potrai di certo mangiare, 17ma dall’albero del conoscere bene e male, non ne mangerete; altrimenti, nel giorno in cui ne mangiaste, di certo morirete”. 18E il Signore Dio disse: “Non è bello che l’uomo sia da solo: facciamogli un aiuto adatto a lui”. 19E Dio plasmò ancora dalla terra tutte le fiere del campo e tutti i volatili del cielo, e li condusse da Adamo per vedere come li avrebbe chiamati. E ogni nome con cui Adamo avrebbe chiamato ogni animale vivente, questo il suo nome. 20E Adamo diede nome a tutto il bestiame e tutti i volatili del cielo e tutte le fiere del campo, ma per Adamo non fu trovato un aiuto simile a lui. 21E Dio gettò un’estasi su Adamo, e si addormentò. E prese una delle sue costole e ripristinò la carne al posto di essa. 22E il Signore Dio costruì la costola che aveva preso da Adamo, facendone una donna, e la condusse da Adamo. 23E Adamo disse: “Questo sì, osso delle mie ossa e carne della mia carne! essa sarà chiamata donna, perché dal suo uomo lei è stata tratta”. 24Per questo abbandonerà l’uomo suo padre e sua madre e aderirà alla sua sposa e i due saranno una carne sola. 25Ed i due nudi erano, sia Adamo che la sua sposa, e non se ne vergognavano.

 

3          Ma il serpente era la più astuta di tutte le fiere che erano sulla terra, che aveva fatto il Signore Dio. E il serpente disse alla donna: “Che cosa è mai questo, che Dio ha detto: Non mangerete di nessun albero che è nel paradiso?” 2E la donna disse al serpente: “Del frutto degli alberi del paradiso mangeremo, 3ma del frutto dell’albero che è in mezzo al paradiso Dio ha detto: Non ne mangerete e nemmeno ne toccherete, perché non abbiate a morire”. 4E il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto. 5In realtà, Dio sapeva che nel giorno in cui ne mangiaste, si apriranno i vostri occhi e sarete come dèi, conoscendo il bene e il male”. 6E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, e piacevole per gli occhi da vedere, ed era adatto per poter comprendere e, preso il suo frutto, lo mangiò e ne diede anche a suo marito con lei, e mangiarono. 7E si aprirono gli occhi dei due e conobbero che erano nudi e cucirono foglie di fico e fecero per sé dei perizomi. 8E udirono la voce del Signore Dio che passeggiava nel paradiso al tramonto, e si nascosero, sia Adamo che sua moglie, dal volto del Signore Dio, in mezzo agli alberi del paradiso. 9E il Signore Dio chiamò Adamo e gli disse: “Adamo, dove sei?” 10Gli disse: “La tua voce ho udito, mentre camminavi nel paradiso e ho avuto paura, perché nudo sono, e mi sono nascosto”. 11E gli disse: “Chi ti ha annunciato che sei nudo? Forse che dell’unico albero di cui ti avevo comandato di non mangiare, proprio di esso hai mangiato?” 12E disse Adamo: “La donna che hai posto con me, lei mi ha dato dell’albero e ho mangiato”. 13E il Signore Dio disse alla donna: “Perché hai fatto questo?” E disse la donna: “Il serpente mi ha sedotto e ho mangiato”. 14E il Signore Dio disse al serpente: “Poiché hai fatto questo, maledetto tu più di tutto il bestiame e più di tutte le fiere della terra: camminerai sul tuo petto e sul ventre e mangerai terra per tutti i giorni della tua vita 15e porrò inimicizia di mezzo a te e di mezzo alla donna e di mezzo al tuo seme e di mezzo al seme di lei: Lui insidierà il tuo capo e tu insidierai il suo calcagno”. 16E alla donna disse: “Moltiplicherò grandemente i tuoi dolori e il tuo gemito; nei dolori partorirai figli; verso tuo marito la tua attrazione, e lui ti dominerà”. 17Poi ad Adamo disse: “Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie, e dell’unico albero di cui ti avevo comandato di non mangiare, proprio di esso hai mangiato, maledetta la terra nei tuoi lavori: nei dolori ne mangerai tutti i giorni della tua vita; 18spine e rovi farà sorgere per te e mangerai l’erba del campo. 19Con il sudore del tuo volto mangerai il tuo pane, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto: poiché terra sei e in terra te ne andrai”. 20E Adamo chiamò la sua sposa con il nome di Vita[d], poiché essa è madre di tutti i viventi. 21E il Signore Dio fece ad Adamo e alla sua sposa delle tuniche di pelle[e] e li rivestì. 22E Dio disse: “Ecco, Adamo è divenuto come uno di noi nel conoscere il bene e il male; ma ora, che non stenda la mano e prenda dell’albero della vita e mangi e viva in eterno”. 23E il Signore Dio lo mandò via dal paradiso di delizia, a lavorare la terra da cui era stato tratto. 24E scacciò Adamo e lo fece abitare davanti al paradiso di delizia e dispose i cherubini e la spada di fuoco rutilante all’intorno, per custodire la via dell’albero della vita.

 

4          Adamo poi conobbe Eva, sua sposa, ed essa concepì e partorì Caino[f] e disse: “Mi sono acquistata un uomo mediante Dio”. 2E continuò a partorire il fratello di lui, Abele[g]. E divenne Abele pastore di greggi; Caino invece era lavoratore della terra. 3E accadde: con il passare dei giorni Caino portò dei frutti della terra come sacrificio al Signore. 4E Abele portò, egli pure, dei primogeniti delle sue greggi e del loro grasso. E Dio volse il suo sguardo su Abele e sui suoi doni, 5mentre a Caino e ai suoi sacrifici non prestò attenzione. Caino ne fu rattristato assai, e ne fu abbattuto nel volto. 6E il Signore Dio disse a Caino: “Perché sei tanto triste e perché si è abbattuto il tuo volto? 7Forse che se hai offerto rettamente, ma rettamente non hai diviso, non hai commesso peccato? Sta’ tranquillo: contro di te è la sua attrazione, ma tu lo dominerai”. 8E Caino disse ad Abele suo fratello: “Passiamo nella pianura”. E avvenne che mentre erano nella pianura, si erse Caino contro suo fratello e lo uccise. 9E Dio disse a Caino: “Dov’è Abele tuo fratello?” Egli disse: “Non lo so: forse custode di mio fratello sono io?” 10E disse Dio: “Cos’hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. 11E ora maledetto tu dalla terra che ha spalancato la sua bocca per accogliere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. 12Certo: lavorerai la terra ed essa non continuerà a darti il suo vigore. Gemente e tremante sarai sulla terra”. 13E disse Caino al Signore: “Troppo grande è la mia colpa, perché io ne sia assolto. 14Se tu mi cacci oggi dalla faccia della terra, lontano dal tuo volto mi nasconderò e sarò gemente e tremante sulla terra. E avverrà: chiunque mi troverà mi ucciderà”. 15E il Signore Dio disse a lui: “Non così: chiunque avrà ucciso Caino pagherà sette volte la vendetta”. E il Signore Dio pose un segno su Caino, perché non lo sopprimesse chiunque lo trovasse. 16Uscì allora Caino via dal volto di Dio e abitò nella terra di Naìdh di fronte a Edhèm. 17E conobbe Caino la sua donna[h] ed essa concepì e partorì Enòch; e fu costruttore di una città e la chiamò Enòch dal nome di suo figlio. 18Nacque a Enòch Gaidhàdh e Gaidhàdh generò Maleleìl e Maleleìl generò Mathusala e Mathusala generò Làmech. 19E si prese Làmech due donne, il nome di una Adhà, il nome della seconda Sellà. 20E Adhà partorì Iovìl. Questi fu padre di coloro che abitano nelle tende degli allevatori di bestiame. 21E il nome di suo fratello, Iuvàl. Questi fu colui che insegnò il salterio e la cetra. 22Sellà poi partorì anch’essa Thòvel: questi era martellatore e forgiatore di rame e di ferro. Sorella di Thòvel, Noemà. 23Disse poi Làmech alle sue donne: “Adhà e Sellà, ascoltate la mia voce; mogli di Làmech, prestate orecchio alle mie parole, perché un uomo ho ucciso per una ferita a me e un ragazzo per un livido a me, 24poiché sette volte è stata presa vendetta da Caino, ma da Làmech settanta volte sette”. 25Adamo conobbe ancora la sua sposa Eva, ed essa concepì e partorì un figlio e lo chiamò con il nome di Sith, dicendo: “Dio ha fatto sorgere per me un altro seme al posto di Abele, che Caino ha ucciso”. 26E a Sith nacque un figlio e lo chiamò con il nome di Enòs: questi sperò di invocare il nome del Signore Dio.

 

5          Questo il libro della genesi degli uomini: nel giorno in cui Dio fede Adamo, secondo l’immagine di Dio lo fece, 2maschio e femmina li fece, e li benedisse e chiamò il nome di lui Adamo, nel giorno in cui li fece. 3Visse poi Adamo duecentotrenta anni e generò secondo il suo aspetto e secondo la sua immagine e lo chiamò col nome di Sith. 4Furono poi i giorni di Adamo, dopo che egli ebbe generato Sith, settecento anni e generò figli e figlie. 5E furono tutti i giorni di Adamo, che visse, novecentotrenta anni e morì. 6Visse poi Sith duecentocinque anni e generò Enòs. 7E visse Sith, dopo che egli ebbe generato Enos, settecentosette anni e generò figli e figlie. 8E furono tutti i giorni di Sith novecentododici anni e morì. 9E visse Enòs centonovanta anni e generò Kainàn. 10E visse Enòs, dopo che egli ebbe generato Kainàn, settecentoquindici anni e generò figli e figlie. 11E furono tutti i giorni di Enos novecentocinque anni e morì. 12E visse Kainàn centosettanta anni e generò Maleleìl. 13E visse Kainàn, dopo che egli ebbe generato Maleleìl, settecentoquaranta anni e generò figli e figlie. 14E furono tutti i giorni di Kainàn novecentodieci anni e morì. 15E visse Maleleìl centosessantacinque anni e generò Iàredh. 16E visse Maleleìl, dopo che ebbe generato Iàredh, settecentotrenta anni e generò figli e figlie. 17E furono tutti i giorni di Maleleìl ottocentonovantacinque anni e morì. 18E visse Iàredh centosessantadue anni e generò Enòch. 19E visse Iàredh, dopo che egli ebbe generato Enòch, ottocento anni e generò figli e figlie. 20E furono tutti i giorni di Iàredh novecentosessantadue anni e morì. 21E visse Enòch centosessantacinque anni e generò Mathusala. 22Fu gradito Enòch a Dio, dopo che egli ebbe generato Mathusala, per duecento anni, e generò figli e figlie. 23E furono tutti i giorni di Enòch trecentosessantacinque anni. 24E fu gradito Enòch a Dio e non fu più trovato, poiché Dio l’aveva trasferito. 25E visse Mathusala centosessantasette anni e generò Làmech. 26E visse Mathusala, dopo che ebbe generato Làmech, ottocentodue anni e generò figli e figlie. 27E furono tutti i giorni di Mathusala che visse, novecentosessantanove anni e morì. 28E visse Làmech centoottantotto anni e generò un figlio 29e lo chiamò col nome di Noe dicendo: “Questi ci farà riposare dalle nostre opere e dai dolori delle nostre mani e dalla terra che il Signore Dio ha maledetto”. 30E visse Làmech, dopo che egli ebbe generato Noè, cinquecentosessantacinque anni e generò figli e figlie. 31E furono tutti i giorni di Làmech settecentocinquantatre anni e morì. 32E Noè era di anni cinquecento quando generò tre figli: Sim, Cham e Iàfeth.

 

6          E quando cominciarono gli uomini a essere molti sulla terra, avvenne che delle figlie furono generate loro. 2Vedendo allora i figli di Dio le figlie degli uomini, che erano belle, si presero mogli da tutte quelle che avevano scelto. 3E disse il Signore Dio: “Non permarrà più il mio spirito in questi uomini, per sempre, perché essi sono carne; saranno dunque i loro giorni centoventi anni”. 4Giganti erano sulla terra in quei giorni e anche dopo, quando entravano i figli di Dio dalle figlie degli uomini e generavano per sé. Quelli erano i giganti da secoli, gli uomini rinomati. 5Vedendo il Signore Dio che si erano moltiplicate le cattiverie degli uomini sulla terra e ognuno accuratamente escogitava nel suo cuore malvagità, tutti i giorni, 6Dio ripensò all’aver fatto l’uomo sulla terra. Escogitò 7e disse Dio: “Cancellerò l’uomo che ho fatto dalla faccia della terra; dall’uomo al bestiame e dai rettili fino ai volatili del cielo, poiché sono pentito[i] di averli fatti”. 8Noè invece trovò grazia al cospetto del Signore Dio. 9Queste dunque le generazioni di Noè. Noè, uomo giusto, essendo perfetto nella sua generazione, a Dio fu gradito Noè. 10Generò quindi Noè tre figli: Sim, Cham, Iàfeth. 11Ma fu corrotta la terra davanti a Dio e fu riempita la terra di ingiustizia. 12E vide il Signore Dio la terra, ed era corrotta, poiché ogni carne aveva corrotto la sua via sulla terra. 13E disse il Signore Dio a Noè: “Il tempo di ogni uomo è giunto davanti a me, poiché è stata riempita la terra di ingiustizia da parte loro, ed ecco: io faccio scendere nella corruzione loro e la terra. 14Fai dunque per te un’arca di legni squadrati; a scompartimenti farai l’arca e l’asfalterai, dentro e fuori, con asfalto. 15E farai così l’arca: trecento cubiti la lunghezza dell’arca, cinquanta cubiti la larghezza e trecento cubiti la sua altezza. 16Restringendola verso l’alto farai l’arca, a punta la farai terminare di sopra, e la porta dell’arca la farai di fianco; con piano terra, secondo piano e terzo piano la farai. 17Ed ecco, io rovescio il diluvio, acqua sopra la terra, per far scendere nella corruzione ogni carne nella quale c’è spirito di vita sotto al cielo; e qualsiasi cosa ci sia sulla terra, finirà. 18E stabilirò la mia alleanza con te: entrerai nell’arca, tu e i tuoi figli e la tua sposa e le spose dei tuoi figli con te. 19E di tutto il bestiame e di tutti i rettili e di tutte le fiere e di ogni carne, due per due di tutti introdurrai nell’arca, per nutrirli assieme a te stesso: maschio e femmina saranno”. 22E Noe fece tutto quanto gli aveva comandato il Signore Dio: così fece.

 

7          E disse il Signore Dio a Noè: “Entra tu e tutta la tua casa nell’arca, poiché ti ho veduto giusto davanti a me in questa generazione. Delle bestie, quelle pure, introducine presso di te sette e sette, maschio e femmina, 3ma delle bestie impure due a due, maschio e femmina; e dei volatili del cielo, quelli puri, sette e sette, maschio e femmina, e dei volatili impuri, due e due, maschio e femmina, per mantenerne il seme su tutta la terra.  4Ancora sette giorni infatti e io rovescio pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti e tutto ciò che ho fatto sorgere cancellerò dalla faccia della terra”. 5E Noè fece tutto ciò che gli aveva comandato il Signore Dio. 6Noè era di seicento anni quando il diluvio dell’acqua venne sulla terra. 7Entrò allora Noè nell’arca, e i suoi figli e la sua sposa e le spose dei suoi figli con lui, a causa dell’acqua del diluvio. 8E dei volatili e delle bestie pure, e delle bestie non pure, e di tutti i rettili che erano sulla terra, 9a due a due entrarono presso Noè nell’arca, maschio e femmina, come gli aveva comandato Dio. 10E accadde dopo sette giorni che l’acqua del diluvio venne sulla terra. 11Nel seicentesimo anno della vita di Noè, nel secondo mese, il ventisette del mese, in quel giorno furono squarciate tutte le fonti dell’abisso e le cataratte del cielo furono aperte. 12E venne la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. 13In quel giorno entrò Noè, Sim, Cham, Iafeth, figli di Noè, e la sposa di Noè e le tre spose dei suoi figli con lui, nell’arca. 14E tutte le fiere secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e ogni rettile che si muove sulla terra secondo la sua specie e ogni volatile secondo la sua specie 15entrarono presso Noè nell’arca, due per due di ogni carne in cui c’è spirito di vita. 16E quelli che giungevano (maschio e femmina da ogni carne) entrarono, come aveva comandato Dio a Noè. E il Signore Dio chiuse l’arca dall’esterno, dietro a lui. 17E ci fu il diluvio per quaranta giorni e quaranta notti sulla terra, e fu moltiplicata l’acqua e sollevò l’arca, che fu innalzata da terra. 18E dominava l’acqua, ed era moltiplicata oltremodo sulla terra, ed era portata l’arca al di sopra dell’acqua. 19E dominava l’acqua con violenza sempre maggiore sulla terra, e coprì tutti i monti alti che c’erano sotto al cielo: 20di quindici cubiti al di sopra fu innalzata l’acqua e coprì tutti i monti alti; 21e morì ogni carne che si muove sulla terra, dei volatili e del bestiame e delle fiere e ogni rettile che si muove sulla terra e ogni uomo. 22E tutto ciò che ha spirito di vita e chiunque c’era sulla terra asciutta morì. 23E cancellò qualsiasi cosa che fosse sorto sulla faccia di tutta la terra, dall’uomo fino al bestiame e ai rettili e ai volatili del cielo e furono cancellati dalla terra. E fu lasciato il solo Noè e quelli con lui nell’arca. 24E fu alta l’acqua sulla terra per centocinquanta giorni.

 

8          E Dio si ricordò di Noè e di tutte le fiere e di tutto il bestiame e di tutti i volatili e di tutti i rettili, quanti erano con lui nell’arca, e Dio sospinse lo Spirito sulla terra, e si placò l’acqua 2e furono coperte le fonti dell’abisso e le cataratte del cielo e fu trattenuta la pioggia dal cielo. 3Continuava a calare l’acqua andandosene dalla terra, continuava a calare e a diminuire l’acqua dopo centocinquanta giorni. 4E si posò l’arca nel mese settimo, il ventisette del mese, sui monti di Ararat, 5mentre l’acqua, andandosene, continuava a diminuire, fino al decimo mese. Nell’undicesimo mese, al primo del mese, furono mostrate le cime dei monti. 6E avvenne: dopo quaranta giorni Noè aprì la finestra dell’arca, che aveva fatta, 7e mandò il corvo a vedere se era cessata l’acqua; e uscito non ritornò finché non si fosse prosciugata l’acqua dalla terra. 8Allora mandò la colomba dietro di lui a vedere se era cessata l’acqua dalla faccia della terra. 9Ma poiché la colomba non trovò riposo per i suoi piedi, ritornò da lui nell’arca, dato che acqua vi era su tutta la faccia di tutta la terra, e stesa la sua mano la prese e la introdusse presso di sé nell’arca 10e, dopo averla trattenuta ancora altri sette giorni, di nuovo mandò la colomba fuori dell’arca. 11E ritornò presso di lui la colomba verso sera e aveva un ramoscello con una foglia di ulivo nella sua bocca, e conobbe Noè che era cessata l’acqua dalla terra. 12E dopo averla trattenuta ancora altri sette giorni, di nuovo mandò fuori la colomba, che non continuò più a ritornare da lui. 13E accadde nel seicentesimo primo anno della vita di Noè, nel primo mese, nel primo giorno del mese, che venne meno l’acqua dalla terra e discoprì Noè il tetto dell’arca che aveva fatto e vide che era venuta meno l’acqua dalla faccia della terra. 14Nel secondo mese, il ventisettesimo giorno del mese, fu prosciugata la terra. 15E il Signore Dio parlò a Noè dicendo: 16“Esci dall’arca, tu e la tua sposa e i tuoi figli e le spose dei tuoi figli con te 17e tutte le fiere che sono con te e ogni carne, dai volatili fino al bestiame, e ogni rettile che si muove sulla terra; conducili fuori assieme con te: e accrescetevi e moltiplicatevi sulla terra”. 18E uscì Noè e la sua sposa e i suoi figli e le spose dei suoi figli con lui, 19e tutte le fiere e tutto il bestiame e ogni volatile e ogni rettile che si muove sulla terra secondo la loro specie uscirono dall’arca. 20E Noè costruì un altare a Dio e prese da tutte le bestie quelle pure, e da tutti i volatili quelli puri, ed elevò sacrifici totali sull’altare. 21E odorò il Signore Dio l’essenza di fragranza, e il Signore Dio, dopo avere ben pensato, disse: “Non continuerò più a maledire la terra per le opere degli uomini, poiché il pensiero dell’uomo (fin nei dettagli) giace nelle malvagità dalla giovinezza: non continuerò dunque più a colpire ogni carne vivente come ho fatto. 22Tutti i giorni della terra (seme e mietitura, freddo e ardore, estate e primavera, giorno e notte), non si daranno riposo”.

 

9          E Dio benedì Noè e i suoi figli e disse loro: “Fatevi crescere e moltiplicare, e riempite la terra, e ponetela sotto la vostra signoria. 2E il tremore di voi e il timore sarà su tutte le fiere della terra e su tutti gli uccelli del cielo e su tutto ciò che si muove sulla terra e su tutti i pesci del mare: sotto le mani ve li ho posti. 3E tutto ciò che striscia ed è vivente, per voi sarà di nutrimento: come gli ortaggi verdi, ho dato a voi tutto. 4Solo, la carne col sangue della vita non mangerete[j]: 5perché del vostro sangue delle vostre vite chiederò conto, dalla mano di tutte le fiere ne chiederò conto e dalla mano del fratello chiederò conto della vita dell’uomo. 6Chi versa il sangue di un uomo, invece di quel sangue, sarà versato il suo, perché a immagine di Dio ho fatto l’uomo. 7Voi dunque fatevi accrescere e moltiplicare e riempite la terra e fatevi moltiplicare su di essa”. 8E Dio parlò a Noè e ai suoi figli con lui dicendo: 9“Io ecco erigo il mio patto con voi e con il vostro seme dopo di voi 10e con ogni essere vivente insieme a voi, tra gli uccelli e tra il bestiame e con tutte le fiere della terra, quante sono con voi, tra tutte quelle uscite dall’arca. 11E stabilirò il mio patto verso di voi e non morirà nessuna carne, mai più, per l’acqua del diluvio, e non ci sarà più diluvio di acqua tale da gettare nella corruzione tutta la terra”. 12E il Signore Dio disse a Noè: “Questo è il segno del patto che io pongo di mezzo a me e a voi e di mezzo a ogni essere vivente che è con voi, per le generazioni eterne: 13il mio arco pongo nella nube e sarà come segno del patto fra me e la terra. 14E sarà, quando io ammasserò le nubi sulla terra sarà visto il mio arco nella nube, 15e mi ricorderò del mio patto, che c’è di mezzo a me e a voi e di mezzo a ogni anima vivente in ogni carne, e non diverrà più l’acqua un diluvio, così da cancellare ogni carne. 16E ci sarà il mio arco nella nube; e io lo guarderò per ricordarmi del patto eterno fra me e ogni anima vivente in ogni carne, che è sulla terra”. 17E Dio disse a Noè: “Questo è il segno del patto che ho pattuito di mezzo a me e di mezzo a ogni carne che è sulla terra”. 18Erano poi i figli di Noè usciti dall’arca Sim, Cham e Iafeth: Cham era padre di Chanaan. 19Questi tre sono i figli di Noè: a partire da questi fu fatta la dispersione su tutta la terra. 20E cominciò Noè a essere uomo coltivatore della terra e piantò una vigna. 21E bevve del vino e ne fu ubriacato e si denudò nella sua casa. 22E vide Cham, il padre di Chanaan, la nudità di suo padre e, uscito, l’annunciò ai suoi due fratelli, fuori. 23E Sim e Iafeth, preso il mantello, se lo misero entrambi sul loro dorso e camminarono all’indietro e coprirono la nudità del padre loro e il loro volto guardava dalla parte opposta, così che la nudità del padre loro non videro. 24Si risvegliò Noè dal vino e conobbe che cosa gli aveva fatto il suo figlio più giovane 25e disse: “Maledetto Chanaan, servo di casa sarà per i suoi fratelli”. 26E disse: “Benedetto il Signore Dio di Sim, e sarà Chanaan suo servo. 27Dilati Dio lo spazio a Iafeth e dimori nelle abitazioni di Sim e sia Chanaan loro servo”. 28Visse poi Noè dopo il diluvio trecentocinquanta anni, 29e furono tutti i giorni di Noè novecentocinquanta anni. E morì.

 

10        Queste poi le generazione dei figli di Noè: Sim, Cham, Iafeth, e furono generati a loro dei figli dopo il diluvio. 2Figli di Iafeth: Gamer, Magogh, Madhai, Iovan, Elisa, Thovel, Mosoch e Thiras. 3Figli di Gamer: Aschanaz, Rifath e Thorgama. 4Figli di Iovan: Elisa, Tharsis, Kiti e Rodhi. 5Da questi furono divise le isole delle nazioni nella loro terra, ciascuna per lingua secondo le loro tribù e le loro nazioni. 6Figli di Cham: Chus, Mesram, Fudh e Chanaan. 7Figli di Chus: Sava, Evila, Savatha, Regma e Savakatha. Figli di Regma: Sava e Dhadhan. 8Chus poi generò Nevrodh: questi cominciò a essere un gigante sulla terra; 9questi era un gigante cacciatore davanti al Signore Dio, perciò diranno: Come Nevrodh, gigante cacciatore davanti al Signore. 10E fu l’inizio del suo regno Babilonia, Orech, Archadh e Chalanni in terra di Sennaar. 11Da quella terra uscì Assur e costruì Ninive e la città di Roovoth, quella di Chalach 12e quella di Dhasem, tra Ninive e tra Chalach: questa città è grande. 13E Mesraim generò i Ludhiìm, gli Enemetiìm, i Laviìm, i Nafthaliìm, 14i Patrosonoiìm e i Chasloniìm, da cui uscirono, di là, i Filistiìm e i Kafthoriìm. 15Chanaan poi generò Sidhone, il primogenito, e il Chetteo, 16lo Ievuseo, l’Amorreo, il Ghergheseo, 17l’Eveo, l’Arucheo, l’Asenneo, 18l’Aradhion, il Samareo e l’Amathi. E dopo queste furono disseminate le tribù dei Chananei. 19E furono i confini dei Chananei da Sidone fino a giungere a Gerara e Gaza, fino a giungere a Sodoma, Gomorra, Adhama e Sevoìm, fino a Lasa. 20Questi i figli di Cham nelle loro tribù, secondo le loro lingue, nelle loro regioni e nelle loro nazioni. 21E per Sim ci fu generazione anche per lui, padre di tutti i figli di Ever, fratello di Iafeth, il maggiore. 22Figli di Sim: Elam, Assur, Arfaxadh, Ludh, Aram e Kenan. 23Figli di Aram: Os, Ul, Gather e Mosoch. 24E Arfaxadh generò Kenan, Kenan generò Sala, Sala poi generò Ever. 25E a Ever furono generati due figli: nome di uno Falek – poiché nei suoi giorni fu spartita la terra – e nome di suo fratello, Iektan. 26Iektan poi generò Elmodhadh, Salef, Asarmoth, Iarach, 27Odhorra, Ezel, Dhekla, 28Avimeìl, Savev, 29Ufir, Evila e Iovav. Tutti questi, figli di Iektan. 30E fu la loro dimora da Massa fino a giungere a Sofira, monte d’oriente. 31Questi i figli di Sim nelle loro tribù secondo le loro lingue, nelle loro regioni e nelle loro nazioni. 32Queste le tribù dei figli di Noe secondo le loro generazioni: da questi venne la dispersione nelle isole delle nazioni sulla terra dopo il diluvio.

 

11        Ed era tutta la terra un labbro solo e una voce sola per tutti. 2E avvenne, nel loro muoversi da Oriente, che trovarono una pianura nella terra di Sennaar e presero dimora là. 3E ciascuno disse al vicino: “Su, fabbrichiamo dei mattoni e cuociamoli al fuoco”; e il mattone divenne per loro pietra, e il bitume era per loro cemento. 4E dissero: “Su, edifichiamo per noi stessi una città e una torre, la cui cima sarà fino al cielo e facciamo a noi stessi un nome prima di essere disseminati sulla faccia di tutta la terra”. 5E il Signore discese a vedere la città e la torre che avevano edificato i figli degli uomini. 6E il Signore disse: “Ecco una razza sola e un labbro solo di tutti, e questo hanno cominciato a fare, e ora non verrà meno da loro tutto quanto si propongono di fare. 7Venite e scendiamo[k] a confondere là la loro lingua, perché non intendano ciascuno la voce del prossimo”. 8E il Signore li disseminò di là sulla faccia di tutta la terra, e cessarono di edificare la città e la torre. 9Per questo essa fu chiamata col nome di Confusione, perché là il Signore aveva confuso le labbra di tutta la terra e di là il Signore Dio li aveva disseminati sulla faccia di tutta la terra. 10E queste le generazioni di Sim, Sim figlio di cento anni, quando generò Arfaxadh, nel secondo anno dopo il diluvio. 11E visse Sim - dopo che ebbe generato Arfaxadh - cinquecento anni, e generò figli e figlie, e morì. 12E visse Arfaxadh centotrentacinque anni e generò Kenan. 13E visse Arfaxadh - dopo che ebbe generato Kenan – quattrocentotrenta anni, e generò figli e figlie, e morì.E visse Kenan centotrenta anni e generò Sala. E visse Kenan – dopo che ebbe generato Sala – trecentotrenta anni, e generò figli e figlie, e morì. 14E visse Sala centotrenta anni e generò Ever. 15E visse Sala – dopo che ebbe generato Ever – trecentotrenta anni, e generò figli e figlie, e morì. 16E visse Ever centotrentaquattro anni e generò Falek. 17E visse Ever – dopo che ebbe generato Falek – trecentosettanta anni, e generò figli e figlie, e morì. 18E visse Falek centotrenta anni e generò Ragav. 19E visse Falek – dopo che ebbe generato Ragav – duecentonove anni, e generò figli e figlie, e morì. 20E visse Ragav centotrentadue anni e generò Seruch. 21E visse Ragav – dopo che ebbe generato Seruch – duecentosette anni, e generò figli e figlie, e morì. 22E visse Seruch centotrenta anni e generò Nachor. 23E visse Seruch – dopo che ebbe generato Nachor – duecento anni, e generò figli e figli, e morì. 24E visse Nachor anni settantanove e generò Thara. 25E visse Nachor – dopo che ebbe generato Thara, centoventinove anni, generò figli e figli, e morì. 26E visse Thara settanta anni, e generò Avram, Nachor e Arran. 27Queste le generazioni di Thara: Thara generò Avram, Nachor e Arran; Arran generò Lot. 28E Arran morì davanti a Thara suo padre, nella terra in cui era stato generato, nel paese dei Caldei. 29E Avram e Nachor presero per sé delle spose. Nome della sposa di Avram, Sara; e nome della sposa di Nachor, Melcha (figlia di Arran, padre di Melcha e padre di Iescha). 30E Sara era sterile e non partoriva figli. 31E Thara prese Avram - suo figlio - e Lot - figlio di Arran, figlio di suo figlio - e Sara sua nuora (sposa di Avram suo figlio), e li trasse fuori dal paese dei Caldei per andare nella terra di Chanaan e giunse fino a Charran e dimorarono là. 32E furono i giorni di Thara in Charran di duecentocinque anni, e Thara morì in Charran.

 

12        E il Signore disse ad Abramo[l]: “Esci dalla tua terra e dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre verso la terra che ti mostrerò. 2E farò di te una nazione grande e ti benedirò e magnificherò il tuo nome, e sarai benedetto. 3E benedirò quelli che ti benedicono, e quelli che ti maledicono maledirò; e saranno benedette in te tutte le tribù della terra”. 4E Abramo partì come gli aveva parlato il Signore, e con lui andava Lot. Abramo era di settantacinque anni quando uscì da Charran. 5E Abramo prese Sara sua sposa, e Lot figlio di suo fratello, e tutte le loro sostanze che si erano acquistati, e ogni anima che si erano acquistati in Charran, e uscirono per andare nella terra di Chanaan e giunsero nella terra di Chanaan. 6E Abramo attraversò la terra per la sua lunghezza fino alla località di Sichem, presso la quercia alta; ma i Cananei in quel tempo dimoravano in quella terra. 7E il Signore si mostrò ad Abramo e gli disse: “Al tuo seme darò questa terra”. E Abramo edificò colà un altare al Signore che gli si era mostrato. 8E si allontanò di là verso il monte a oriente di Vethil e piantò lì la sua tenda, in Vethil verso il mare e in Aggai verso oriente; ed edificò là un altare al Signore e fece invocazioni nel nome del Signore. 9E Abramo levò le tende e, partito, si accampò nel deserto. 10E venne una carestia su quella terra, e discese Abramo in Egitto per soggiornare là, poiché gravava la carestia su quella terra. 11Avvenne poi, quando Abramo fu prossimo a entrare in Egitto, che Abramo disse a Sara sua sposa: “Io so che sei una donna di bell’aspetto. 12Ed ecco, come ti vedranno gli Egiziani, diranno: Sua moglie, costei. E uccideranno me; te, invece, prenderanno per sé. 13Di’ dunque: Sua sorella sono, affinché del bene mi venga per causa tua e viva l’anima mia a motivo tuo”. 14Quando poi Abramo entrò in Egitto (vedendo gli Egiziani che la donna era bella straordinariamente, 15e la videro gli ufficiali di Faraone e ne fecero le lodi presso Faraone), avvenne che la introdussero nella casa di Faraone; 16e Abramo lo trattarono bene per causa sua. E vennero a lui pecore e vitelli e asini, servi e serve, muli e cammelli. 17E Dio vagliò il Faraone con vagli grandi e malvagi, e la sua casa, a motivo di Sara sposa di Abramo. 18Faraone allora, chiamato Abramo, disse: “Perché mi hai fatto questo, di non palesarmi che è tua moglie? 19Perché mai hai detto: E’ mia sorella? E l’ho presa per me in moglie! E ora ecco la tua moglie davanti a te: prendila e vattene!” 20E Faraone comandò ai suoi uomini riguardo ad Abramo, di scortare lui e sua moglie e tutto ciò che aveva, e Lot con lui.

 

13        Salì dunque Abramo dall’Egitto, lui e la sua sposa e tutte le sue cose e Lot insieme a lui, verso il deserto. 2Ora Abramo era ricco assai per armenti e argento e oro. 3E andò verso il luogo da dove era venuto, verso il deserto fino a Vethil, fino al luogo in cui era la sua tenda in precedenza, tra Vethil da una parte e Aggai dall’altra parte, 4verso il luogo dell’altare che aveva costruito, là, in principio; e Abramo invocò là il nome del Signore. 5E Lot, che andava insieme ad Abramo, aveva greggi e buoi e tende. 6E non li conteneva la terra per dimorare insieme, poiché erano i loro beni molti e non potevano dimorare insieme. 7E sorse una lotta tra i pastori degli armenti di Abramo da una parte e i pastori degli armenti di Lot dall’altra parte; i Cananei e i Ferezei allora dimoravano su questa terra. 8Disse dunque Abramo a Lot: “Non ci sia lotta tra me e te e tra i miei pastori da una parte e i tuoi pastori dall’altra parte, perché uomini fratelli noi siamo. 9Ecco: non è tutta la terra davanti a te? Dividiti da me; se tu verso sinistra, io verso destra, se tu, invece, verso destra, io verso sinistra”. 10E sollevati i suoi occhi, Lot vide tutta la regione intorno al Giordano: era tutta irrigata (prima che Dio abbattesse Sodoma e Gomorra) come il paradiso di Dio e come la terra d’Egitto, fino a giungere a Zogora. 11E Lot scelse per sé tutta la regione intorno al Giordano e Lot partì da oriente e si separarono ciascuno dal suo fratello. 12E Abramo dimorò in terra di Chanaan, Lot invece dimorò in una città delle regioni intorno e si attendò a Sodoma. 13Ora gli uomini di Sodoma erano malvagi e peccatori di fronte a Dio assai. 14E Dio disse ad Abramo, dopo che Lot si fu diviso da lui: “Solleva i tuoi occhi e guarda, dal luogo in cui ora tu sei, verso il settentrione e il meridione e oriente e il mare: 15perché tutta la terra che tu vedi, a te la darò e al tuo seme per sempre; e 16renderò il tuo seme come la sabbia della terra; se può qualcuno contare la sabbia della terra, anche il tuo seme sarà contato. 17Alzati e percorri questa terra nella sua lunghezza e in larghezza perché a te la darò”. 18E spostate le tende, Abramo andò a prender dimora presso il querceto di Manvri, che era a Chevron, ed edificò là un altare al Signore.

 

14        E avvenne, nel regno di Amarfal, re di Sennaar, che il re Arioch di Ellasar, il re Chodollogomor di Elam, e Thargal re di nazioni, 2fecero guerra al re Valla, re di Sodoma, al re Varsa di Gomorra, al re Sennaar di Adama, al re Simovor di Sevoim e al re di Valak (questa è Sigor). 3Tutti questi, accordatisi, convennero nella Valle salata (cioè il Mare del sale). 4Per dodici anni erano stati schiavi di Chodhollogonor: nel tredicesimo anno si ribellarono. 5Nel quattordicesimo anno giunse Chodhogollonor e i re che erano con lui, e fecero a pezzi i giganti di Astaroth Karnen, nazioni forti insieme a loro, gli Ommei della città di Savi 6e i Chorrei delle montagne di Siìr, sino al terebinto di Faran, che è nel deserto. 7Tornati indietro giunsero alla fonte del giudizio – cioè Kadhis – e fecero a pezzi tutti i principi di Amalik e gli Amorrei che dimoravano in Asasanthamar. 8E uscì il re di Sodoma e il re di Gomorra e il re di Adhama e il re di Sevoim e il re di Valak (cioè Sigor) e si schierarono contro di loro in guerra nella Valle salata, 9contro Chodhollogomor, re di Elam, e Thargal, re di nazioni, e Amarfal, re di Sennaar, e Arioch, re di Ellasar, i quattro re contro i cinque. 10Ora, la Valle salata: pozzi di bitume. Fuggì allora il re di Sodoma e il re di Gomorra e caddero là, mentre quelli lasciati andare, verso la regione montana fuggirono. 11E presero tutta la cavalleria di Sodoma e Gomorra e tutte le loro provviste e se ne andarono. 12Presero anche Lot, figlio del fratello di Abramo, e il suo seguito, e se ne andarono: era infatti abitante di Sodoma. 13Sopraggiunto poi uno degli scampati, informò Abramo l’emigrante: questi dimorava presso il querceto di Mamvri l’amorreo, fratello di Eschol e fratello di Avnan, che erano alleati giurati di Abramo. 14Avendo dunque Abramo udito che era stato fatto prigioniero Lot, figlio di suo fratello, contò i suoi servi nati in casa, trecentodiciotto[m], e li inseguì da dietro fino a Dhan. 15E piombò su di loro di notte, lui e i suoi servi, e li colpirono e li inseguirono fino a Chova, che è a sinistra di Damasco. 16E fece tornare tutta la cavalleria di Sodoma e Lot, figlio di suo fratello, fece tornare e i suoi beni e le donne e il popolo. 17E uscì il re di Sodoma incontro a lui - dopo che egli fu tornato dalla strage di Chodhollogomor e dei re che erano con lui - nella Valle di Savi (cioè la Piana dei re). 18E Melchisedhek, re di Salim, presentò i pani e vino: era infatti sacerdote di Dio altissimo[n]. 19E benedì Abramo e disse: “Benedetto Abramo dal Dio altissimo che ha creato il cielo e la terra, 20e benedetto il Dio altissimo che ha consegnato i tuoi nemici sotto le mani a te”. E gli diede la decima di tutto. 21Disse poi il re di Sodoma ad Abramo: “Dammi gli uomini; la cavalleria, invece, prendila per te”. 22E Abramo disse al re di Sodoma: “Stenderò la mia mano al Dio altissimo, che ha creato il cielo e la terra: 23dalla cordicella fino alla stringa di un calzare non prenderò da tutte le tue cose, perché tu non dica: Io ho arricchito Abramo, 24tranne quello che hanno mangiato i giovani e la parte degli uomini che sono venuti con me, Eschol, Avnan, Mamvri: questi se ne prenderanno una parte”.

 

15        Dopo questi fatti, dunque, fu rivolta la parola del Signore ad Abramo, in visione, dicendo: “Non temere, Abramo; io sono scudo per te; la tua ricompensa sarà oltremodo grande”. 2E dice Abramo: “Sovrano, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli; invece il figlio di Masek, della mia schiava di casa, questi è Damaskos Elieser”. 3E disse Abramo: “Dal momento che a me non hai dato seme, ecco, il mio schiavo nato in casa mia, sarà mio erede”. 4E subito la voce del Signore giunse a lui dicendo: “Non sarà tuo erede questi, ma colui che uscirà da te, questi sarà tuo erede”. 5Lo condusse quindi fuori e gli disse: “Leva lo sguardo al cielo e conta le stelle, se riuscirai a enumerarle”. E disse: “Così sarà il tuo seme”. 6E credette Abramo a Dio e gli fu calcolato a giustizia. 7Gli disse poi: “Io sono il Dio che ti ha condotto fuori dalla terra dei Caldei per darti questa terra da ereditare”. 8E disse: “Sovrano, Signore, in che modo potrò conoscere che la erediterò?” 9Gli disse: “Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e una colomba”. 10Prese dunque per lui tutti questi animali e li divise a metà e pose queste metà l’una di fronte all’altra, ma gli uccelli non li divise. 11Discesero invece gli uccelli sui corpi, sulle loro metà, e sedette accanto a essi Abramo. 12E verso il tramonto del sole un’estasi cadde su Abramo[o] ed ecco una paura tenebrosa, grande, cade su di lui. 13E fu detto ad Abramo: “Certamente conoscerai che pellegrino sarà il tuo seme in una terra non sua e li renderanno schiavi e li maltratteranno e li umilieranno per quattrocento anni. 14Ma la nazione di cui saranno schiavi la giudicherò io; e dopo queste cose usciranno fuori per tornare qui, con grandi masserizie. 15Tu poi te ne andrai ai tuoi padri in pace, saziato da una vecchiaia bella. 16Ma alla quarta generazione ritorneranno qui: non sono infatti ancora colmati i peccati degli Amorrei, finora”. 17E quando giunse il sole al tramonto, venne una fiamma, ed ecco un forno fumante e torce di fuoco che passarono in mezzo a queste metà. 18In quel giorno il Signore stabilì con Abramo un’alleanza dicendo: “Al tuo seme darò questa terra, dal fiume d’Egitto fino al fiume grande, il fiume Eufrate, 19i Kenei, i Kenezei, i Kedmonei, 20i Chettei, i Ferezei, i Rafaìn, 21gli Amorrei, i Chananei, gli Evei, i Gherghesei e gli Ievusei”.

 

16        Sara dunque, la sposa di Abramo, non gli partoriva figli. Ora ella aveva un’ancella egiziana, di nome Agar. 2Disse dunque Sara ad Abramo: “Ecco, il Signore mi ha chiuso, per non partorire: entra dunque dalla mia ancella perché tu possa fare figli da lei”. Obbedì dunque Abramo alla voce di Sara. 3E Sara, la sposa di Abramo, prese Agar, l’egiziana, la sua ancella (dopo dieci anni che abitava Abramo in terra di Chanaan) e la diede in moglie ad Abramo suo sposo, a lui. 4Ed entrò da Agar che concepì. Ed ella vide che era incinta e fu disonorata la padrona di fronte a lei. 5Disse dunque Sara ad Abramo: “Subisco ingiustizia da parte tua: io ho posto la mia ancella nel tuo seno, ma avendo ella visto che è incinta, sono stata disonorata di fronte a lei. Giudichi Dio tra me e te”. 6Disse dunque Abramo a Sara: “Ecco la tua ancella nelle tue mani: trattala come ti è gradito”. E Sara la maltrattò, ed ella fuggì via dal suo volto. 7E la trovò un angelo del Signore presso la sorgente dell’acqua nel deserto, presso la sorgente sulla strada di Sur. 8E l’angelo del Signore le disse: “Agar, ancella di Sara, da dove vieni e dove vai?” E disse: “Via dal volto di Sara la mia padrona io fuggo”. 9Le disse dunque l’angelo del Signore: “Torna indietro dalla tua padrona e lasciati umiliare sotto le sue mani”. 10Le disse poi l’angelo del Signore: “Moltiplicherò grandemente il tuo seme e non si conterà per la moltitudine”. 11Poi le disse l’angelo del Signore: “Ecco, tu sei incinta e partorirai un figlio e lo chiamerai col nome di Ismail, perché ha ascoltato il Signore la tua umiliazione. 12Questi sarà un uomo rozzo: le sue mani contro tutti e le mani di tutti contro di lui e dimorerà di fronte al volto di tutti i suoi fratelli”. 13E Agar chiamò il Signore che le parlava col nome di Tu il Dio che ha guardato su di me, poiché disse: “E infatti in faccia ho visto colui che si è fatto vedere a me”. 14Perciò chiamò il pozzo Pozzo-di-Chi-in-faccia-ho-visto: ecco, tra Kadis da una parte e Varadh dall’altra. 15E partorì Agar ad Abramo un figlio e Abramo chiamò suo figlio, che gli aveva partorito Agar, col nome di Ismail. 16E Abramo aveva ottantasei anni quando Agar partorì Ismail ad Abramo.

 

17        Avvenne dunque, quando Abramo aveva novantanove anni, che si fece vedere il Signore ad Abramo e gli disse: “lo sono il Dio tuo, sii gradito dinanzi a me e sii irreprensibile, 2e porrò la mia alleanza tra me da una parte e te dall’altra e ti moltiplicherò oltremodo”. 3E Abramo cadde sul suo volto[p] e Dio gli parlò dicendo: 4“Eccomi, la mia alleanza con te e sarai padre di una moltitudine di nazioni. 5E non sarai più chiamato con il tuo nome, Avram, ma il tuo nome sarà Avraam, perché padre di molte nazioni ti ho posto. 6E ti accrescerò assai grandemente e ti farò diventare nazioni, e re da te usciranno. 7E porrò la mia alleanza tra me da una parte e te dall’altra e il tuo seme dopo di te per le loro generazioni, in alleanza eterna, per essere Dio di te e del tuo seme dopo di te. 8E darò a te e al tuo seme dopo di te la terra in cui soggiorni, tutta la terra di Chanaan, in possesso eterno, e sarò per loro Dio”. 9E Dio disse ad Abramo: “Ma tu la mia alleanza osserverai, tu e il tuo seme dopo di te per le loro generazioni. 10E questa l’alleanza che osserverai tra me e voi e il tuo seme dopo di te per le loro generazioni: sarà circonciso tra voi ogni maschio, 11e sarà tagliata attorno la carne del vostro prepuzio e sarà in segno di alleanza tra me e voi. 12E il fanciullo di otto giorni sarà circonciso da voi, ogni maschio nelle vostre generazioni. 13Con circoncisione sarà circonciso il servo nato nella tua casa e quello comprato con denaro, e la mia alleanza sarà sulla vostra carne per alleanza eterna. 14E il maschio non circonciso, che non sarà circonciso nella carne del suo prepuzio nel giorno ottavo: sarà eliminata questa anima dalla sua stirpe, perché la mia alleanza ha infranto”. 15Disse poi Dio ad Abramo: “Sara, tua moglie, non sarà chiamata col nome di Sara, ma Sarra sarà il suo nome. 16Certo, la benedirò e ti darò da lei un figlio; e lo benedirò e diventerà nazioni e re di nazioni da lui verranno”. 17E cadde Abramo sul suo volto e rise e parlò nella sua mente, dicendo: “A uno che ha cento anni nascerà un figlio e Sara[q] che ha novant’anni partorirà?” 18Disse dunque Abramo a Dio: “Questo Ismail viva di fronte a te!” 19Ma Dio disse ad Abramo: “Sì, ecco, Sara, tua sposa, ti partorirà un figlio e lo chiamerai col nome di Isacco[r], e porrò la mia alleanza con lui come alleanza eterna, e con il suo seme dopo di lui. 20Riguardo a Ismail, ecco, ti ho esaudito: ecco, l’ho benedetto e lo farò crescere e lo moltiplicherò oltremodo; dodici nazioni genererà e ne farò una nazione grande. 21Ma la mia alleanza porrò con Isacco, che Sara ti genererà di questo tempo l’anno prossimo”. 22E Dio terminò di parlargli e si levò in alto, lasciando Abramo. 23E Abramo prese Ismail suo figlio e tutti i suoi servi nati in casa e tutti quelli comprati con denaro e ogni maschio degli uomini della casa di Abramo, e circoncise i loro prepuzi in occasione di quel giorno, come gli aveva parlato Dio. 24E Abramo aveva novantanove anni quando circoncise la carne del suo prepuzio. 25E Ismail, suo figlio, aveva tredici anni quando fu circonciso nella carne del suo prepuzio. 26In occasione di quel giorno furono circoncisi Abramo e Ismail suo figlio; 27e tutti gli uomini della sua casa e i servi nati in casa e quelli comprati con denaro da nazioni di altra stirpe, li circoncise.

 

18        Si fece poi vedere a lui Dio presso il querceto di Mamvri, mentre egli sedeva alla porta della sua tenda a mezzogiorno[s]. 2Levando i suoi occhi vide, ed ecco tre uomini stavano al di sopra di lui; e appena li vide corse in avanti incontro a loro, dalla porta della sua tenda, e si prostrò fino a terra, 3e disse: “Signore, se mai ho trovato grazia dinanzi a te, non passare oltre il tuo servo: 4lasciate che si prenda dell’acqua e lavino i vostri piedi e rinfrescatevi sotto l’albero. 5E prenderò del pane, e mangerete, e dopo ciò passerete oltre per la vostra via, poiché è per questo che ve ne siete distolti, venendo dal vostro servo”. E dissero: “Così fa’, come hai detto”. 6E si affrettò Abramo alla tenda da Sara e le disse: “Affrettati a impastare tre misure di farina e fa’ dei pani nascosti[t]”. 7E alla mandria corse Abramo e prese un vitellino tenero e buono e lo diede al servo, che fece presto a cuocerlo. 8Prese poi burro e latte e il vitellino che aveva cotto, e li imbandì loro, e mangiarono; ma egli stava in piedi accanto a loro, sotto l’albero. 9E disse a lui: “Dov’è Sara, la tua sposa?” Ed egli rispondendo disse: “Ecco; nella tenda”. 10E disse: “Ritornerò sicuramente da te in questa stagione dell’anno, e avrà un figlio Sara, la tua sposa”. E Sara udì presso la porta della tenda, da dietro a lui. 11Abramo e Sara però anziani, avanzati negli anni, e avevano smesso di venire a Sara le cose delle donne. 12E rise Sara in se stessa dicendo: “Non mi è mai successo fino a ora e il mio signore è anziano”. 13E disse il Signore ad Abramo: “Che cos’è questo, che ha riso Sara in se stessa dicendo: Forse che davvero partorirò? Ma io sono diventata vecchia. 14Sarà mai impossibile presso Dio una cosa? Di questa stagione ritornerò da te, fra un anno, e ci sarà per Sara un figlio”. 15Ma negò Sara dicendo: “Non ho riso”; si era spaventata infatti. E disse: “No, invece hai riso”. 16Alzandosi poi di là quegli uomini chinarono lo sguardo nella direzione di Sodoma e Gomorra, e Abramo camminava insieme con loro scortandoli. 17Il Signore allora pensò: “Dovrò nascondere io ad Abramo mio servo ciò che io faccio? 18Abramo diventerà certamente una nazione grande e numerosa e saranno benedette in lui tutte le nazioni della terra, 19poiché io sapevo che darà ordini ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui, e custodiranno le vie del Signore, così da praticare giustizia e giudizio, affinché conduca il Signore su Abramo tutto ciò di cui ha parlato con lui”. 20Disse poi il Signore: “Il grido di Sodoma e Gomorra è giunto al colmo, e i loro peccati grandi oltremodo; 21scenderò dunque a vedere se in proporzione al loro grido, che arriva fino a me, compiono il male; e se no, che io lo sappia”. 22E volgendosi da là, quegli uomini giunsero a Sodoma. Ma Abramo stava ancora ritto davanti al Signore. 23E avvicinatosi Abramo disse: “Farai forse perire il giusto assieme con l’empio, così che sia il giusto come l’empio? 24Se ci fossero cinquanta giusti nella città, li farai perire? Non darai remissione a tutto il luogo a causa dei cinquanta giusti, se ci fossero in essa? 25Tu non farai assolutamente una cosa simile, uccidere il giusto con l’empio, così che sia il giusto come l’empio. No assolutamente: tu che giudichi tutta la terra non farai un retto giudizio?” 26Disse allora il Signore: “Se trovassi a Sodoma cinquanta giusti nella città, perdonerò a tutto il luogo in virtù loro”. 27E presa di nuovo la parola, Abramo disse: “Ora ho cominciato a parlare col Signore, mentre io sono terra e cenere; 28ma se mancassero ai cinquanta cinque giusti, farai perire a causa di quei cinque tutta la città?” E disse: “Non la farò perire affatto, se ne troverò là quarantacinque”. 29E continuò ancora a parlare a lui e disse: “Ma se ne fossero trovati là quaranta?” E disse: “Non farò perire nessuno a causa di quei quaranta”. 30E disse: “Che non succeda niente, Signore, se parlo ancora una volta: ma se ne fossero trovati là trenta?” E disse: “Non farò perire nessuno, se ne trovo là trenta”. 31E disse: “Poiché posso parlare al Signore: ma se ne fossero trovati là venti?” E disse: “Non farò perire nessuno a causa di quei venti”. 32E disse: “Che non succeda qualcosa, Signore, se parlo ancora una sola volta: ma se ne fossero trovati là dieci?” E disse: “Non farò perire nessuno a causa di quei dieci”. 33Si allontanò il Signore dopo che ebbe cessato di parlare ad Abramo, e Abramo ritornò al suo luogo.

 

19        Giunsero poi i due angeli a Sodoma, di sera; Lot intanto sedeva presso la porta di Sodoma e, a quella vista, Lot si alzò incontro a loro e si prostrò col volto a terra 2e disse: “Ecco, signori, accondiscendete a venire in casa del vostro servo e pernottate e lavate i vostri piedi e all’alba vi leverete per riprendere la vostra via”. E dissero: “No, bensì nella piazza pernotteremo”. 3Ma con insistenza li costrinse e accondiscesero ad andare da lui ed entrarono nella sua casa. E fece loro un banchetto, e azzimi cosse per loro, e mangiarono. 4Prima che si fossero coricati, proprio gli uomini di quella città, i Sodomiti, accerchiarono la casa, dal più giovane fino al più vecchio; tutto il popolo insieme. 5E chiamavano fuori Lot e gli dicevano: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Conducili fuori, da noi, affinché ci uniamo con loro”. 6Uscì Lot verso di loro sulla soglia, ma la porta la richiuse dietro di sé. 7E disse a loro: “No assolutamente, fratelli, non fate questa azione malvagia. 8Io ho due figlie, che non hanno conosciuto uomo; condurrò fuori loro, da voi, e usatele nella misura che vi piace; solo, verso questi uomini non fate niente di ingiusto, per il fatto che sono entrati sotto la protezione delle travi del mio tetto”. 9Ma dissero: “Vattene di qui! Sei solo venuto di passaggio; vuoi forse fare anche da giudice? Perciò, adesso, tratteremo male te più che quelli”. E spingevano molto violentemente quell’uomo, Lot, così da arrivare quasi a sfracellare la porta. 10Ma, stese le mani, gli uomini trassero dentro Lot a sé, nella sua casa, e la porta della casa richiusero; 11e colpirono di cecità gli uomini che erano presso la porta della casa, dal più piccolo al più grande, così che si stancarono di cercare la porta. 12Dissero poi quegli uomini a Lot: “Hai tu qui qualcuno, generi o figli o figlie? Oppure, se hai qualchedun altro in questa città, conducili fuori da questo luogo, 13perché noi sopprimiamo questo luogo; poiché si è innalzato il loro grido davanti al Signore e il Signore ha mandato noi a ridurlo in polvere”. 14Uscì Lot e parlò ai suoi generi, che avevano preso le sue figlie, e disse: “Alzatevi e uscite da questo luogo, perché il Signore riduce in polvere la città”. Ma sembrò scherzare agli occhi dei suoi generi. 15Quando però venne l’alba, con insistenza fecero fretta gli angeli a Lot dicendo: “Alzati, prendi la tua sposa e le tue due figlie che hai, ed esci, per non andare in rovina con le iniquità della città”. 16Ne furono sconvolti. E afferrarono gli angeli la sua mano e la mano della sua sposa e le mani delle sue due figlie, poiché il Signore lo risparmiava. 17E avvenne, quando li ebbero condotti fuori, che dissero: “Salva al sicuro la tua vita; non volgere lo sguardo all’indietro e non fermarti in nessuna parte del circondario; sul monte salvati, per non essere preso insieme con gli altri”. 18E disse Lot a loro: “Ti prego, Signore: 19poiché ha trovato il tuo servo misericordia davanti a te e hai magnificato la tua giustizia nei miei confronti, così che viva l’anima mia (io tuttavia non potrò salvarmi sul monte, che non mi afferrino delle sventure e muoia), 20ecco che quella città è vicina, così che io possa rifugiarmici, ed è piccola: là mi salverò; non è forse piccola? E vivrà l’anima mia”. 21E gli disse: “Ecco che ho tenuto conto della tua persona e considerato questa parola, così da non abbattere la città di cui hai parlato. 22Affrettati dunque a salvarti là, poiché non potrò fare nulla finché tu non sia entrato colà”. Per questo chiamò quella città col nome di Sigor. 23Il sole uscì sulla terra, e Lot entrò in Sigor. 24E il Signore fece piovere zolfo e fuoco su Sodoma e Gomorra da parte del Signore, dal cielo. 25E devastò queste città e tutto il circondario e tutti gli abitanti di quelle città e tutto ciò che spuntava dalla terra. 26E sua moglie guardò all’indietro e divenne colonna di sale. 27Si destò poi Abramo di buon mattino proteso al luogo, dove era stato davanti al Signore, 28e guardò dall’alto sulla superficie di Sodoma e Gomorra e sulla superficie della terra circostante e vide, ed ecco saliva una fiamma dalla terra come il fumo di una fornace. 29E avvenne che – mentre il Signore riduceva in polvere tutte le città dei dintorni – Dio si ricordò di Abramo e mandò via Lot fuori dalla catastrofe, mentre il Signore condannava alla castastrofe quelle città dove aveva abitato Lot. 30E Lot risalì da Sigor e sedette sul monte, e le sue figlie con lui, Aveva infatti timore di dimorare in Sigor, e si mise ad abitare in una grotta, lui e le sue figlie con lui. 31Disse allora la più anziana alla più giovane: Nostro padre è anziano, e nessuno vi è sulla terra che possa entrare da noi, come si conviene per tutta la terra. 32Vieni e facciamo bere a nostro padre del vino e corichiamoci con lui e facciamo sorgere da nostro padre un seme. 33E fecero bere a loro padre del vino in quella notte, ed entrata la più anziana, si coricò con suo padre quella notte, e lui non se ne accorse quando lei si coricò e quando si alzò. 34E avvenne che l’indomani dicesse la più anziana alla più giovane: Ecco, ieri mi sono coricata con nostro padre; facciamogli bere vino anche questa notte, e tu entra e a coricarti con lui, e faremo sorgere da nostro padre un seme. 35Allora fecero bere vino al loro padre anche in quella notte, ed entrata la più giovane, si coricò con suo padre, e lui non se ne accorse quando lei si coricò e quando si alzò. 36E concepirono dal loro padre le due figlie di Lot. 37La più anziana partorì un figlio e lo chiamò col nome di Moav, dicendo: Dal padre mio: questi, padre dei Moaviti fino al giorno d’oggi. 38Partorì poi anche la più giovane un figlio e lo chiamò col nome di Amman: Figlio della mia stirpe; questi, padre degli Ammaniti fino al giorno d’oggi.

 

20        E si mosse di là Abramo per la terra verso meridione e abitò fra Kadhis e Sur e soggiornò a Gherara. 2Ma disse Abramo riguardo a Sara, la sua sposa: “E’ mia sorella”. Temeva infatti di dire: “E’ mia sposa”, che non lo uccidessero gli uomini della città per causa sua. Mandò allora Avimelech, re di Gherara, a prendere Sara. 3E Dio entrò da Avimelech nel sonno, la notte, e disse: “Ecco, tu muori a causa della donna che hai preso, perché essa è accasata con un uomo”. 4Ma Avimelech non l’aveva toccata, e disse: “Signore, una nazione ignara e giusta sopprimerai? 5Non forse lui stesso mi aveva detto: E’ mia sorella? E lei mi aveva detto: E’ mio fratello! Con cuore puro e mani giuste ho fatto questo”. 6Disse quindi a lui Dio nel sonno: “Anch’io sapevo che con cuore puro hai fatto questo, e io ho risparmiato te dal peccare contro di me: perciò non ti ho permesso di toccarla. 7Ma ora rendi la sua sposa a quell’uomo, perché è profeta e pregherà per te e vivrai; ma se non la rendi, sappi che morirai, tu e tutto ciò che è tuo”. 8E si destò Avimelech di buon mattino e chiamò tutti i suoi servi e parlò di tutte queste cose ai loro orecchi e furono presi tutti quegli uomini da grandissimo timore. 9E Avimelech chiamò Abramo e gli disse: “Perché ci hai fatto questo? Abbiamo forse peccato contro di te, che hai rovesciato su di me e sul mio regno un grande peccato? Un’azione, che nessuno mai farebbe, hai fatto a me”. 10Disse ancora Avimelech ad Abramo: “A che miravi facendo questo?” 11Disse quindi Abramo: “Avevo detto infatti: Forse non c’è pietà verso Dio in questo luogo: me dunque uccideranno a causa della mia sposa. 12Ma davvero è mia sorella da parte di padre, non però da parte di madre; ed è divenuta mia sposa. 13Avvenne quindi, allorché mi condusse Dio fuori della casa di mio padre, che le dissi: Questa è la giustizia che farai a me: in qualsiasi luogo giungiamo, là dirai di me: E’ mio fratello”. 14Prese allora Avimelech mille didrammi, pecore e vitelli e servi e ancelle e li diede ad Abramo e gli restituì Sara, la sua sposa. 15E disse Avimelech ad Abramo: “Ecco la mia terra davanti a te: dove ti piaccia, prendi dimora”. 16E a Sara disse: “Ecco, ho dato mille didrammi a tuo fratello: questi saranno per te, a onore della tua persona, e per tutte le donne che sono con te; e di’ sempre la verità”. 17Si rivolse allora Abramo in preghiera a Dio, e Dio guarì Avimelech e la sua sposa e le sue ancelle, e partorirono; 18poiché il Signore aveva completamente chiuso, dal dare alla luce, ogni matrimonio nella casa di Avimelech, a motivo di Sara, la sposa di Abramo.

 

21        E il Signore visitò Sara, come aveva detto, e il Signore fece a Sara come aveva parlato, 2e dopo aver concepito Sara partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo del quale le aveva parlato il Signore. 3E Abramo chiamò il suo figlio nato a lui, che gli aveva partorito Sara, col nome di Isacco. 4E Abramo circoncise Isacco l’ottavo giorno, come gli aveva comandato Dio. 5Abramo poi era di cento anni, quando nacque a lui Isacco, il suo figlio. 6E disse Sara: “Motivo di riso per me ha creato il Signore: chiunque infatti udrà, si rallegrerà con me”. 7E disse: “Chi annunzierà ad Abramo che allatta un bambino Sara? poiché ho partorito un figlio nella mia vecchiaia”. 8E fu allevato il bambino e fu svezzato, e fece Abramo un gran ricevimento nel giorno in cui fu svezzato Isacco, il suo figlio. 9Ma Sara, vedendo il figlio di Agar l’egiziana, nato ad Abramo, che lottava con Isacco suo figlio[u], 10disse ad Abramo: “Scaccia codesta serva e il suo figlio, poiché non deve essere erede il figlio di codesta serva assieme al mio figlio Isacco”. 11Dura però oltremodo apparve questa parola ad Abramo riguardo al suo figlio. 12Ma Dio disse ad Abramo: “Non sia dura questa parola per te riguardo al bambino e riguardo all’ancella: qualunque cosa ti dica Sara, ascolta la sua voce, perché in Isacco prenderà nome da te un seme. 13Anche quanto al figlio di questa ancella, ne farò una grande nazione, poiché è seme tuo. 14Si alzò allora Abramo al mattino presto e prese dei pani e un otre di acqua e li diede a Agar, e glieli pose sulla spalla insieme al bambino, e la mandò via. Allora, andatasene, errava nel deserto, verso Pozzo-del-giuramento. 16Venne meno l’acqua dall’otre, e buttò il bambino sotto un abete; 16allontanatasi poi, sedeva davanti a lui, alla distanza di circa un tiro d’arco, poiché diceva: “Non voglio vedere la morte del mio bambino”. E si era seduta davanti a lui, mentre il bambino con grida piangeva. 17Ma Dio esaudì la voce del bambino dal luogo in cui era, e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: “Cosa c’è, Agar? Non temere! poiché Dio ha udito la voce del tuo bambino dall’alto, dal luogo in cui è. 18Sorgi, prendi il bambino e afferralo con la tua mano, poiché una nazione grande lo renderò”. 19E aprì Dio i suoi occhi e vide un pozzo di acqua viva e vi andò e riempì l’otre di acqua e fece bere il bambino. 20E Dio era col bambino e lo fece crescere, e abitò nel deserto, e divenne tiratore d’arco. 21E abitò nel deserto di Faran e sua madre prese per lui una sposa dalla terra d’Egitto. 22Avvenne poi in quel tempo, che ad Abramo parlò Avimelech, e Ochozath suo paraninfo e Fikol generale in capo del suo esercito, dicendo: “Dio con te in tutto ciò che tu faccia. 23Ora quindi giurami in nome di Dio di non fare ingiustizia a me né al mio seme né al mio nome; ma secondo la giustizia, che ho usato con te, agirai con me e verso la terra, nella quale tu hai soggiornato, qui”. 24E disse Abramo: “Lo giuro”. 25E Abramo confutò Avimelech riguardo ai pozzi d’acqua che gli avevano tolto i servi di Avimelech. 26E disse a lui Avimelech: “Non so chi ha fatto questa cosa, né tu me l’avevi riferita, né io l’avevo udita tranne che oggi”. 27E prese Abramo pecore e vitelli e li diede ad Avimelech, e stabilirono entrambi un’alleanza. 28E mise Abramo sette agnelle del gregge da parte. 29E disse Avimelech ad Abramo: “Cosa sono le sette agnelle di questo gregge, che hai messo da parte?” 30E disse Abramo: “Queste sette agnelle devi ricevere da me, perché siano per me di testimonianza, che io ho scavato questo pozzo”. 31Perciò diede a quel luogo il nome di Pozzo del giuramento, perché lì avevano giurato entrambi. 32E stabilirono un’alleanza a Pozzo-del-giuramento. Si alzò allora Avimelech e Ochozath, suo paraninfo, e Fikol, generale in capo del suo esercito, e ritornarono nella terra dei Filistei. 33E piantò Abramo un campo a Pozzo-del-giuramento e invocarono lì il nome del Signore Dio eterno. 34Soggiomò quindi Abramo nella terra dei Filistei molti giorni.

 

22        E avvenne dopo queste cose che Dio tentò Abramo e disse a lui: “Abramo! Abramo!” Ed egli disse: “Eccomi”. 2E disse: “Prendi il tuo figlio, l’amato che hai amato, Isacco, e va’ in quella terra alta; e offrilo là in sacrificio completo sopra uno dei monti che io ti dirò”. 3Alzatosi dunque Abramo al mattino presto, sellò la sua asina, prese poi con sé due servi e Isacco, il suo figlio, e spezzata la legna per l’offerta sacrificale, alzatosi partì e giunse al luogo che gli aveva detto Dio, 4il terzo giorno. E Abramo, levati gli occhi, vide il luogo da lontano. 5E Abramo disse ai suoi servi: “Sedete qui con l’asina, mentre io e il fanciullo passeremo fin là, e dopo aver adorato ritorneremo da voi”. 6Prese dunque Abramo la legna per l’offerta sacrificale e la pose su Isacco suo figlio; prese poi anche il fuoco in mano e il coltello. E procedettero entrambi insieme. 7Si rivolse allora Isacco ad Abramo suo padre dicendo: “Padre!” Ed egli disse: “Che c’è, figlio?” E dice: “Ecco il fuoco e la legna: ma dov’è la pecora per l’offerta sacrificale?” 8Disse allora Abramo: “Dio se la vedrà lui, quanto alla pecora per l’offerta sacrificale, figlio”.[v] Procedendo poi entrambi insieme 9giunsero al luogo di cui Dio gli aveva parlato. E Abramo edificò là un altare e vi pose sopra la legna. E legato Isacco, il suo figlio, lo pose sopra l’altare al di sopra della legna. 10E Abramo stese la sua mano per prendere il coltello da sgozzare il suo figlio. 11E lo chiamò un angelo del Signore dal cielo e gli disse: “Abramo, Abramo!” Ed egli disse: “Eccomi”. 12E disse: “Non scagliare la tua mano sul fanciullo e non fargli nulla: adesso infatti ho conosciuto che tu temi Dio e non hai risparmiato il tuo figlio, il diletto, per me”. 13E guardando in alto, Abramo con i suoi occhi vide, ed ecco un ariete trattenuto in un cespuglio per le corna. E Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in sacrificio completo al posto di Isacco, il suo figlio. 14E Abramo chiamò il nome di quel luogo Il Signore ha visto, perché dicano oggi: Sul monte Il-Signore-si-è-fatto-vedere.[w] 15E l’angelo del Signore chiamò Abramo per la seconda volta dal cielo, 16dicendo: “Per me stesso ho giurato - dice il Signore - poiché hai compiuto quest’opera e non hai risparmiato tuo figlio, il diletto, per amor mio; 17perciò io ti colmerò di benedizioni e moltiplicherò grandemente il tuo seme come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare, e il tuo seme erediterà le città degli avversari. 18E saranno benedette nel tuo seme tutte le nazioni della terra, per il fatto che hai obbedito alla mia voce”. 19Ritornò quindi Abramo dai suoi servi e, alzatisi, si recarono insieme a Pozzo-del-giuramento e prese dimora Abramo presso Pozzo-del-giuramento. 20E avvenne che dopo queste cose fu riferito ad Abramo, dicendo: “Ecco, ha partorito Melcha anche lei dei figli a Nachor tuo fratello: 21Ox primogenito, Vavx suo fratello, Kamuìl padre dei Siri, 22Chasàdh, Azav, Faldhas, Iedhlaf e Vathuìl. 23E Vathuìl generò Rebecca. Otto sono questi figli che partorì Melcha a Nachor, fratello di Abramo, 24e la sua concubina, di nome Reima, partorì anche lei Tavek, Tochos e Mocha.

 

23        Fu dunque la vita di Sara di anni centoventisette. 2E morì Sara nella città di Arvok, che è nella valle (cioè Chevron), nella terra di Chanaan. Venne allora Abramo a far pianto su Sara e a far lutto. 3E si rialzò Abramo dal suo morto e parlò ai figli di Chet dicendo: 4“Pellegrino e ospite io sono fra di voi: datemi dunque il possesso di una tomba fra di voi e seppellirò il mio morto davanti a me”. 5E risposero i figli di Chet ad Abramo dicendo: 6“No, signore; su, ascoltaci. Re da parte di Dio sei tu in mezzo a noi: nei nostri scelti sepolcri seppellisci il tuo morto, poiché nessuno di noi ti negherà la sua tomba, impedendoti di seppellire il tuo morto colà”. 7Alzatosi, Abramo si prostrò al popolo di quella terra, ai figli di Chet, 8e Abramo parlò a loro dicendo: “Se siete disposti nella vostra anima a che io seppellisca il mio morto davanti al mio volto, ascoltatemi e parlate in mio favore a Efron figlio di Saar 9e dia a me la grotta duplice, che gli appartiene, che è in una parte del suo campo. A degno prezzo me la dia in mezzo a voi come sepolcro di mia proprietà”. 10Efron sedeva in mezzo ai figli di Chet; e rispondendo Efron il chetteo ad Abramo, parlò, mentre ascoltavano i figli di Chet e tutti quelli che entravano nella città, dicendo: 11“Stammi davanti, signore, e ascoltami: il campo, e la grotta che è in esso, te lo dono; dinanzi a tutti i miei cittadini l’ho donato a te; seppellisci il tuo morto”. 12E Abramo si prostrò davanti al popolo di quella terra 13e disse a Efron, nelle orecchie del popolo di quella terra: “Poiché mi sei propizio, ascoltami: il denaro del campo prendilo da parte mia, e seppellirò il mio morto colà”. 14Rispose Efron ad Abramo dicendo: 15“No, signore; ho ascoltato. Un terreno di quattrocento didrammi d’argento, di mezzo a me e a te, che cosa sarebbe questo? Ma tu, il tuo morto seppelliscilo!” 16E Abramo ascoltò Efron, e rimise Abramo a Efron il denaro di cui aveva parlato nelle orecchie dei figli di Chet, quattrocento didrammi d’argento provato dai mercanti. 17E fu il campo di Efron, che comprendeva la grotta duplice e che è in faccia a Mamvri, il campo e la grotta che era in esso, e ogni albero, che era nel campo, che è nei suoi confini, tutt’intorno, 18per Abramo in possesso davanti ai figli di Chet e a tutti quelli che entravano nella città. 19Dopo questi fatti, Abramo seppellì Sara sua sposa nella grotta del campo, quella duplice, che è davanti a Manvri (cioè Chevron) nella terra di Chanaan. 20E fu assicurato il campo e la grotta che era in esso ad Abramo come possesso di una tomba da parte dei figli di Chet.

 

24        E Abramo era anziano, avanzato negli anni, e il Signore aveva benedetto Abramo in tutto. 2E disse Abramo al suo servo più anziano della sua casa, che aveva autorità su tutte le sue cose: “Poni la tua mano sotto la mia coscia 3e ti farò giurare in nome del Signore, il Dio del cielo e il Dio della terra, che non prenderai una moglie per il mio figlio Isacco dalle figlie dei Cananei, con i quali io abito in mezzo a loro. 4Ma andrai nella mia terra, dove nacqui, e nella mia tribù, e prenderai una sposa per il mio figlio Isacco di là”. 5Disse però a lui il servo: “Magari non vuole questa donna venire dietro a me, assieme, in questa terra: devo far tornare il tuo figlio in quella terra, là donde sei uscito?” 6Ma disse a lui Abramo: “Guardati dal far tornare il mio figlio colà! 7Il Signore, il Dio del cielo e il Dio della terra, che ha preso me dalla casa di mio padre e dalla terra in cui sono stato generato, che ha parlato a me e ha giurato a me dicendo: A te darò questa terra e al tuo seme, lui stesso manderà il suo angelo davanti a te e prenderai una sposa per il mio figlio Isacco di là. 8Ma se non vuole quella donna venire con te in questa terra, sarai libero da questo giuramento. Solo, il mio figlio non farlo tornare là”. 9E pose il servo la sua mano sotto la coscia di Abramo, il suo signore, e gli giurò riguardo a questa cosa. 10E prese il servo dieci cammelli dei cammelli del suo signore e una parte di tutti i beni del suo signore con sé; e alzatosi andò in Mesopotamia nella città di Nachor. 11E fece accovacciare i cammelli fuori dalla città presso il pozzo dell’acqua, verso sera, quando escono le donne per prendere l’acqua. 12E disse: “Signore, Dio del mio signore Abramo, rendi facile il cammino innanzi a me oggi e fa’ misericordia col mio signore Abramo. 13Ecco, io sto presso la sorgente dell’acqua e le figlie degli abitanti della città escono ad attingere acqua; e avverrà che la vergine alla quale io dirò: Piega la tua idria, perché io beva, e che mi dirà: Bevi, e anche i tuoi cammelli abbevererò, finché non abbiamo finito di bere, questa hai preparato per il tuo servo Isacco, e da questo conoscerò che hai fatto misericordia al mio Signore Abramo”.  15E avvenne prima che egli finisse di parlare fra sé: ecco, Rebecca procedeva (lei, generata da Vathuil, figlio di Melchas, sposa di Nachor, fratello di Abramo) con I’idria sulle sue spalle. 16E la vergine era bella di aspetto oltremodo; vergine era, uomo non l’aveva conosciuta. Scesa alla sorgente, riempì l’idria e risalì. 17Corse avanti il servo incontro a lei e disse: “Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua idria”. 18E lei disse: “Bevi, signore”. E si affrettò a far scendere I’idria sul suo braccio e lo fece bere, 19finché non ebbe finito di bere. E disse: “Anche i tuoi cammelli abbevererò, finché tutti abbiano bevuto”. 20E si affrettò a versare I’idria nell’abbeveratoio. E corse ancora alla sorgente ad attingere e abbeverò tutti i cammelli. 21Quell’uomo la osservava in silenzio, per conoscere se aveva condotto a buon fine il Signore la sua via oppure no. 22E avvenne, quando cessarono tutti i cammelli di bere, che prese quell’uomo degli orecchini d’oro di una dracma di peso ciascuno e due braccialetti per le sue mani, di dieci pezzi d’oro il loro peso. 23E la interrogò e disse: “Figlia di chi sei? Annunciamelo! C’è presso tuo padre un luogo per noi, da alloggiare?” 24E gli disse: “Figlia di Vathuil sono io, di Melchas, che lo partorì a Nachor”. 25E gli disse: “Sia paglia che foraggi abbondano presso di noi, e posto per alloggiare”. 26E dato il suo consenso, quell’uomo si prostrò al Signore 27e disse: “Benedetto il Signore, il Dio del mio signore Abramo, che non ha lasciato la sua giustizia e verità lontano dal mio signore: e proprio me ha condotto a buon fine il Signore nella casa del fratello del mio signore”. 28E corse la fanciulla ad annunziare nella casa di sua madre questi fatti. 29Rebecca poi aveva un fratello, di nome Làvan; e corse Làvan da quell’uomo fuori, verso la sorgente. 30E quando vide gli orecchini e i braccialetti ai polsi della sua sorella e quando udì le parole di Rebecca sua sorella che diceva: “Così mi ha parlato quell’uomo”, e giunse presso quell’uomo mentre egli stava ritto accanto ai cammelli alla sorgente, 31avvenne che gli disse: “Su, entra! Benedetto il Signore! Perché sei stato fuori? Io ho preparato la casa e un posto per i cammelli”. 32Entrò allora quell’uomo nella casa e scaricò i cammelli. E gli diedero paglia e foraggi per i cammelli e acqua per lavarsi i piedi, anche per i piedi degli uomini che erano con lui. 33E imbandirono loro pane da mangiare; e disse: “Non mangerò nulla finché non avrò detto ciò che ho da dire”. E dissero: “Parla”. 34E disse: “Servo di Abramo io sono. 35Il Signore ha benedetto il mio signore oltremodo, ed è stato esaltato, e gli ha dato greggi e mandrie, argento e oro, servi e serve, cammelli e asini. 36E Sara, la sposa del mio signore, partorì un solo figlio al mio signore, dopo che questi era invecchiato, e gli diede tutto quanto aveva. 37E mi fece giurare il mio signore dicendo: Non prenderai una sposa per il mio figlio dalle figlie dei Cananei, in mezzo ai quali io abito, nella loro terra, 38ma nella casa del padre mio andrai e nella mia tribù e prenderai una sposa per il mio figlio di là. 39Dissi però al mio signore: Ma forse non verrà quella donna con me. 40E mi disse: Il Signore, del quale ho trovato il beneplacito, lui stesso manderà il suo angelo con te e condurrà a buon fine la tua via e prenderai una sposa per il mio figlio dalla mia tribù e dalla casa di mio padre. 41Allora sarai sciolto dal voto a me fatto; perché qualora giungessi nella mia tribù e non te la dessero, allora sarai sciolto dal giuramento a me fatto. 42E venendo oggi alla sorgente dissi: Signore, Dio del mio signore Abramo, se tu conduci a buon fine la mia via, quella su cui ora io cammino, 43ecco io mi fermo presso questa sorgente d’acqua, e le figlie degli uomini della città usciranno per prendere l’acqua, e avverrà che la vergine, alla quale io dirò: Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua idria, 44e che mi dirà: Non solo tu bevi, ma anche i tuoi cammelli abbevererò, questa è la donna che ha preparato il Signore per il proprio servitore fedele, Isacco, e da questo conoscerò che hai fatto misericordia al mio signore Abramo. 45E avvenne, prima che io finissi di parlare fra me, che subito Rebecca procedeva con l’idria sulle spalle, e discese alla sorgente e prese l’acqua. Le dissi allora: Fammi bere. 46E si affrettò a far scendere la sua idria dal suo corpo e disse: Bevi tu, e anche i tuoi cammelli farò bere. E bevvi, e i miei cammelli fece bere. 47E la interrogai e dissi: Di chi sei figlia? E lei disse: Sono io figlia di Vathuil, figlio di Nachor, a cui lo partorì Melchas. E misi intorno a lei gli orecchini e i braccialetti intorno ai polsi. 48E dato il mio consenso mi prostrai al Signore e benedissi il Signore, il Dio del mio signore Abramo, che mi aveva condotto a buon fine nella via della verità, a prendere la figlia del fratello del mio signore per il suo figlio. 49Se dunque fate voi misericordia e giustizia verso il mio signore, annunciatemelo; se no, annunciatemelo lo stesso, perché io mi volga a destra o a sinistra”. 50Rispondendo quindi Làvan e Vathuil dissero: “Dal Signore è uscito questo precetto, non possiamo perciò corrisponderti male per bene. 51Ecco Rebecca davanti a te: presala, corri via, e sia sposa per il figlio del tuo signore, come ha parlato il Signore”. 52Avvenne che all’udire il servo di Abramo queste parole, si prostrò fino a terra al Signore. 53E presi fuori oggetti d’argento e d’oro e vestiario, il servo li diede a Rebecca e doni diede per suo fratello e per sua madre. 54E mangiarono e bevvero, lui e gli uomini che erano con lui, e si coricarono. E alzatosi di buon mattino disse: “Fatemi andare via, perché io vada dal mio signore”. 55Dissero allora i fratelli di lei e la madre: “Rimanga la vergine con noi circa dieci giorni e dopo questi se ne andrà”. 56Ma lui disse a loro: “Non trattenetemi, perché il Signore ha condotto a buon fine la mia via. Fatemi andare, perché io vada dal mio signore”. 57E loro dissero: “Chiamiamo la fanciulla e sentiamo dalla sua bocca”. 58E chiamarono Rebecca e le dissero: “Vuoi andare con quest’uomo?” E lei disse: “Voglio andare”. 59E fecero andare via Rebecca, la loro sorella, e le sue sostanze, e il servo di Abramo e quelli con lui. 60E benedissero Rebecca, la loro sorella, e le dissero: “Sorella nostra sei. Diventa migliaia di miriadi, ed erediti il tuo seme le città degli avversari”. 61Alzatasi Rebecca e le sue ancelle, salirono sui cammelli e andarono con quell’uomo e il servo, presa Rebecca, se ne andò. 62Isacco intanto camminava attraverso il deserto alla volta del Pozzo della visione, poiché egli dimorava nella terra verso il meridione. 63E uscì Isacco a meditare nella pianura sul far della sera, e alzando gli occhi vide arrivare dei cammelli. 64E alzando Rebecca gli occhi vide Isacco e saltò giù dal cammello, 65e disse al servo: “Chi è quell’uomo che cammina nella pianura incontro a noi?” E disse il servo: “Questi è il mio signore”. E lei, preso il velo, se ne avvolse. 66E raccontò il servo a Isacco tutte le cose che aveva fatto. 67Entrò allora Isacco nella casa di sua madre e prese Rebecca, e divenne sua sposa e la amò: e fu consolato Isacco quanto a Sara, la sua madre.

 

25        E in seguito Abramo prese un’altra moglie, di nome Chettura. 2E gli partorì Zonvran e Iezan e Madhal e Madhiam e Iesvok e Soke. 3Iexan poi generò  Theman e Sava e Dhedhan; figli di Dhedhan furono Raguil e Navdheil e Assuriim e Latusiim e Laomim. 4Figli di Madhiam: Ghefar, Afir, Enoch, Avira e Eldhaga. Tutti questi erano figli di Chettura.  5E diede Abramo tutti i suoi beni a Isacco suo figlio, 6e ai figli delle sue concubine diede Abramo dei doni e, mentre era ancora in vita, li mandò lontano da Isacco suo figlio, verso oriente, nella terra d’oriente. 7Questi gli anni di Abramo, i giorni della sua vita, quanto visse: centosettantacinque anni. 8E venuto meno morì Abramo in una vecchiaia bella, anziano e sazio di giorni, e fu aggiunto al suo popolo. 9E lo seppellirono Isacco e Ismail suoi figli nella grotta duplice, nel campo di Efron, figlio di Saar il chetteo, che è di fronte a Mamvri, 10il campo e la grotta che acquistò Abramo dai figli di Chet. Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie. 11E avvenne che - dopo la morte di Abramo – Dio benedì Isacco suo figlio, e dimorò Isacco presso Pozzo-della-visione. 12Queste le generazioni di Ismail, il figlio di Abramo, che aveva partorIto Agar, ancella di Sara, ad Abramo, 13e questi i nomi dei figli di Ismail secondo il nome delle sue generazioni: primogenito di Ismail Naveoth, Kidhar, Navdheil, Massam, 14Masma, Dhuma, Massi, 15Choddan, Theman, Ietur, Nafes e Kedhma. 16Questi sono i figli di Ismail, e questi i loro nomi nelle loro tende e nelle loro sedi: dodici capi secondo le loro nazioni. 17E questi gli anni della vita di Ismail: centotrentasette anni; e venuto meno morì e fu aggiunto alla sua stirpe. 18E dimorò da Evilat fino a Sur, che è di fronte alI’Egitto, fino ad arrivare presso gli Assiri; di fronte a tutti i suoi fratelli dimorò. 19E queste le generazioni di Isacco, il figlio di Abramo: Abramo generò Isacco. 20Ed era Isacco di quarant’anni quando prese per sé come sposa Rebecca, figlia di Vathuil il siro, dalla Mesopotamia, sorella di Làvan il siro. 21E Isacco supplicava il Signore per Rebecca sua sposa, poiché era sterile: e Dio gli diede ascolto, e Rebecca sua sposa concepì nel seno. 22Saltellavano i bambini dentro di lei, e disse: “Se così per me deve essere, perché mai a me questo?”[x] E andò a consultare il Signore, 23e disse il Signore a lei: “Due nazioni nel ventre tuo si trovano, e due popoli dal grembo tuo si separeranno[y]: e un popolo l’altro popolo sovrasterà e il maggiore sarà schiavo del minore”. 24E per lei furono compiuti i giorni di partorire, ed essa aveva due gemelli nel suo grembo. 25Uscì il figlio primogenito; rosso, tutto come una pelle, villoso, e gli diede come nome il nome di Esau[z]. 26E dopo questo uscì suo fratello e la sua mano afferrava il tallone di Esau: e lo chiamò col nome di Giacobbe[aa]. Isacco era di sessant’anni, quando li partorì Rebecca. 27Crebbero i fanciulli, ed era Esau un uomo che sapeva cacciare, e viveva in campagna; Giacobbe invece era un uomo non artefatto, che stava in casa. 28E prese Isacco ad amare Esau, poiché la sua caccia era il cibo adatto per lui; Rebecca invece amava Giacobbe. 29Fece cuocere Giacobbe un bollito, mentre giungeva Esau dalla pianura e si sentiva venir meno; 30e disse Esau a Giacobbe: “Fammi gustare di questo bollito rosso, poiché vengo meno”. Per questo fu chiamato col nome di Edhom. 31E disse Giacobbe a Esau: “Vendimi oggi la tua primogenitura, a me”. 32E disse Esau: “Ecco io mi avvio alla fine, e a quale scopo tenermi questa primogenitura?” 33E disse a lui Giacobbe: “Giuramelo oggi”. E glielo giurò; vendette così Esau la primogenitura a Giacobbe. 34E Giacobbe diede a Esau pane e bollito di lenticchie, e mangiò e bevve e alzatosi se ne andò; ed Esau non tenne in alcun conto la primogenitura.

 

26        Ci fu una carestia sulla terra oltre la carestia di prima, che c’era stata al tempo di Abramo; andò Isacco da Avimelech, re dei Filistei, a Gherara. 2Si fece vedere a lui il Signore e disse: “Non scendere in Egitto: dimora nella terra che ti dirò. 3E soggiorna in questa terra e sarò con te e ti benedirò: a te infatti e al tuo seme darò tutta questa terra e farò sussistere il mio giuramento, che ho giurato ad Abramo tuo padre. 4E moltiplicherò il tuo seme come le stelle del cielo, e darò al tuo seme tutta questa terra, e saranno benedette nel tuo seme tutte le nazioni della terra, 5perché ha ascoltato Abramo tuo padre la mia voce, e ha custodito i miei precetti e i miei comandamenti e i miei decreti e le mie leggi”. 6E dimorò Isacco a Gherara. 7Ma posero domande gli uomini del luogo riguardo a Rebecca sua sposa, e disse: “E’ mia sorella”; ebbe paura infatti di dire: E’ mia sposa, che non lo uccidessero gli uomini del luogo per Rebecca, poiché avvenente d’aspetto essa era. 8Passarono gli anni per lui colà; affacciatosi un giorno Avimelech re di Gherara alla finestra, vide Isacco che scherzava con Rebecca sua sposa. 9Avimelech chiamò allora Isacco e gli disse: “In realtà dunque è tua sposa; perché mai hai detto: E’ mia sorella?” Disse a lui Isacco: “Poiché avevo detto: Che io non muoia a causa sua”. 10E disse a lui Avimelech: “Perché questo hai fatto a noi? Poco mancava che giacesse qualcuno della mia stirpe con la tua sposa, e avresti attirato su di noi un peccato di ignoranza”. 11Diede ordine così Avimelech a tutto il suo popolo dicendo: “Chiunque tocca quest’uomo o la sua sposa sarà passibile di morte”. 12Seminò poi Isacco in quel paese, e trovò in quell’anno orzo che rendeva il centuplo: l’aveva davvero benedetto, il Signore. 13E fu innalzato quell’uomo e, procedendo, sempre più grande diventava, finché grande divenne oltremisura. 14E venne a lui il possesso di bestiame di pecore e di bestiame di buoi, e di molti campi. Lo invidiarono allora i Filistei, 15e tutti i pozzi, che avevano scavato i servi di suo padre al tempo di suo padre, li otturarono i Filistei e li riempirono di terra. 16Disse allora Avimelech a Isacco: “Vattene via da noi, poiché più potente di noi sei diventato; troppo”. 17E se ne andò di là Isacco e mise le tende nel burrone di Gherara e dimorò colà. 18E di nuovo Isacco scavò i pozzi dell’acqua, che avevano scavato i servi di Abramo suo padre e li avevano otturati i Filistei dopo che era morto Abramo suo padre, e impose loro dei nomi secondo i nomi che aveva imposto loro Abramo suo padre. 19E scavarono i servi di Isacco nella valle di Gherara, e trovarono là un pozzo d’acqua vivente. 20E combatterono i pastori di Gherara con i pastori di Isacco, affermando che a loro apparteneva l’acqua; e chiamò il pozzo col nome di Ingiustizia: ingiustamente infatti lo avevano trattato. 21Levate le tende di là, Isacco scavò un altro pozzo, ma contendevano anche per quello: e impose a esso il nome di Inimicizia. 22Levate le tende di là scavò un altro pozzo e non combatterono per esso: e gli impose il nome di Vasto-spazio dicendo: “Perché ora ha fatto largo il Signore per noi e ci ha accresciuti sulla terra”. 23Salì di là a Pozzo-del-giuramento. 24E si fece vedere a lui il Signore in quella notte, e disse: “Io sono il Dio di Abramo tuo padre; non temere: con te infatti sono, e ti ho benedetto e moltiplicherò il tuo seme per amore di Abramo tuo padre”. 25Ed edificò là un altare e invocò il nome del Signore, e piantò là la sua tenda; e scavarono là i servi di Isacco un pozzo. 26Allora Avimelech andò presso di lui da Gherara con Ochozath, suo paraninfo, e Fikol, capo supremo del suo esercito. 27E disse loro Isacco: “Perché mai siete venuti da me? Voi davvero mi avete odiato e mi avete mandato via da voi”. 28E dissero: “Abbiamo visto chiaramente che c’era il Signore con te e abbiamo detto: Ci sia un giuramento tra noi da una parte e te dall’altra, e stabiliremo con te un’alleanza, 29che tu non faccia a noi alcun male, così come noi non ti abbiamo abominato, e nel modo in cui ti abbiamo trattato benevolmente e ti abbiamo mandato via in pace. E ora tu: benedetto dal Signore”. 30E fece per loro un ricevimento, e mangiarono e bevvero. 31E alzatisi la mattina giurarono, ciascuno al suo vicino, e li rimandò Isacco, e si allontanarono da lui in salvezza. 32E avvenne in quel giorno che, sopraggiunti i servi di Isacco, gli riferirono del pozzo che avevano scavato e dissero: “Non abbiamo trovato acqua”. 33E lo chiamò Giuramento; perciò chiamò la città col nome di Pozzo-del-giuramento fino al giorno d’oggi. 34Era Esau di quarant’anni quando prese in moglie Iudith la figlia di Veoch il chetteo e Vasemath figlia di Elon l’eveo. 35Ed erano litigiose con Isacco e Rebecca.

 

27        E avvenne, dopo che fu invecchiato Isacco, che si indebolirono i suoi occhi così da non vederci più, e chiamò Esau, suo figlio più anziano, e gli disse: “Figlio mio”. E disse: “Eccomi”. 2E disse: “Ecco, sono invecchiato e non conosco il giorno della mia fine. 3Ora dunque prendi il tuo equipaggiamento, sia la faretra sia l’arco, ed esci nella pianura e caccia per me della cacciagione, 4e preparami delle vivande, come amo io, e portamele, perché ne mangi, perché ti benedica l’anima mia prima che io muoia”. 5Rebecca però aveva ascoltato Isacco che parlava a Esau suo figlio; e andò Esau nella pianura a prendere della cacciagione per suo padre. 6Rebecca allora disse a Giacobbe suo figlio minore: “Ecco io ho udito tuo padre parlare a Esau tuo fratello dicendo: 7Portami della cacciagione e preparami delle vivande, perché ne mangi e ti benedica dinanzi al Signore prima che io muoia. 8Ora dunque, figlio, dammi ascolto in quello che io ti comando: 9va’ dalle greggi e prendimi di là due capretti teneri e belli, e ne preparerò vivande per tuo padre, come ama, 10e le offrirai a tuo padre, e mangerà, perché ti benedica tuo padre prima di morire”. 11Ma disse Giacobbe a Rebecca sua madre: “Esau mio fratello è un uomo villoso; io invece sono un uomo liscio: 12che non mi tasti mio padre, così che io sia di fronte a lui come uno che lo disprezza, e attiri su me stesso una maledizione e non una benedizione”. 13Gli disse allora la madre: “Su di me la tua maledizione, figlio! Soltanto ubbidisci alla mia voce, va’ e portameli”. 14Andato, li prese e portò alla madre, e preparò sua madre delle vivande, come amava suo padre. 15E presa Rebecca la veste di Esau suo figlio più anziano, quella bella, che era presso di lei nella casa, rivestì Giacobbe suo figlio più giovane, 16e le pelli dei capretti mise intorno alle sue braccia e alle parti nude del suo collo, 17e consegnò le vivande e i pani, che aveva preparato, nelle mani di Giacobbe suo figlio. 18Questi li portò dentro, da suo padre. Disse allora: “Padre!” Ed egli disse: “Eccomi: chi sei tu, figlio?” 19E disse Giacobbe al padre: “Io, Esau il tuo primogenito; ho fatto come mi hai detto; sorgi, siediti e mangia della mia cacciagione, perché mi benedica la tua anima”. 20Disse allora Isacco a suo figlio: “Che cosa è questo, che subito hai trovato, figlio?” Ed egli disse: “E’ ciò che ha consegnato il Signore tuo Dio a me”. 21Disse ancora Isacco a Giacobbe: “Avvicinati a me, e ti tasterò, figlio, se tu sei il mio figlio Esau oppure no”. 22Si avvicinò dunque Giacobbe a Isacco suo padre, che lo tastò e disse: “La voce, voce di Giacobbe, ma le mani, mani di Esau”. 23E non lo riconobbe: erano infatti le sue mani come le mani di Esau suo fratello, villose; e lo benedisse. 24E disse: “Tu sei il figlio mio Esau?” Egli disse: “Io”. 25E disse: “Porgimela e mangerò della tua cacciagione, figlio, perché benedica te la mia anima”, e gliela porse e mangiò; e gli offrì del vino e bevve. 26E gli disse Isacco suo padre: “Avvicinati a me e baciami, figlio”. 27E avvicinatosi lo baciò. E odorò l’odore dei suoi abiti, e lo benedisse dicendo: “Ecco l’odore di mio figlio come odore di campo pieno, che ha benedetto il Signore. 28E Dio doni a te della rugiada del cielo e della pinguedine della terra e abbondanza di grano e vino. 29E ti siano schiave nazioni, e si prostreranno a te capi; e sii signore di tuo fratello, e si prostreranno a te i figli di tuo padre. Colui che ti maledice, maledetto; colui che ti benedice, benedetto”. 30E avvenne, dopo che ebbe cessato Isacco di benedire Giacobbe suo figlio; avvenne (appena uscì Giacobbe dal volto di Isacco suo padre) che Esau suo fratello giunse dalla caccia. 31E preparò anche lui delle vivande e le presentò a suo padre e disse al padre: “Sorga mio padre e mangi della cacciagione di suo figlio, perché la tua anima mi benedica”. 32E disse a lui Isacco suo padre: “Chi sei tu?” Quello disse: “Io sono tuo figlio, il primogenito, Esau”. 33E sbigottì Isacco di sbigottimento grande assai, e disse: “Chi è allora che ha cacciato per me della cacciagione e me l’ha portata? E ho mangiato di tutto prima che tu giungessi e ho benedetto lui, e benedetto resti”. 34E avvenne, quando ebbe udito Esau le parole di Isacco suo padre, gridò con voce grande e amara oltremodo e disse: “Benedici dunque anche me, padre”. 35Ma disse a lui: “Venendo tuo fratello con inganno, ha preso la tua benedizione”. 36E disse: “Giustamente è stato chiamato col nome di Giacobbe: ha soppiantato infatti me già per la seconda volta ormai: sia la mia primogenitura ha preso, sia adesso ha preso la mia benedizione”. E disse Esau a suo padre: “Non è rimasta per me una benedizione, padre?” 37E rispondendo Isacco disse a Esau: “Se signore l’ho fatto di te, e tutti i suoi fratelli ho fatto suoi domestici, con grano e vino l’ho consolidato; a te invece che cosa farò, figlio?” 38Disse allora Esau a suo padre: “Forse che una benedizione sola tu hai, padre? Benedici dunque anche me, padre”. E mentre Isacco era trafitto nel cuore, Esau alzò la voce in un grido e pianse. 39E rispondendo Isacco suo padre gli disse: “Ecco, dalla pinguedine della terra sarà la tua dimora, e dalla rugiada del cielo dall' alto; 40e della tua spada vivrai e di tuo fratello sarai schiavo; ma avverrà, quando lo abbatterai, che scioglierai il suo giogo dal tuo collo”. 41Ed era indignato Esau con Giacobbe per la benedizione con cui lo aveva benedetto suo padre; e disse Esau nella sua mente: “Si avvicinino i giorni del lutto di mio padre, perché io uccida Giacobbe mio fratello”. 42Ma furono riferite a Rebecca le parole di Esau suo figlio più anziano, e mandò a chiamare Giacobbe suo figlio più giovane e gli disse: “Ecco Esau tuo fratello minaccia di ucciderti: 43ora dunque, figlio, ascolta la mia voce: levati e fuggi in Mesopotamia da Làvan mio fratello, a Charran, 44e abita con lui qualche tempo, finché non si volgano il furore 45e l’ira di tuo fratello via da te e non si sia dimenticato di ciò che gli hai fatto; allora manderò a prenderti di là. Che io non sia privata di voi due miei figli in un sol giorno”. 46Disse poi Rebecca a Isacco: “Ho preso a nausea la mia vita a causa delle figlie dei figli di Chet; se prenderà Giacobbe una moglie dalle figlie di questo paese, a che scopo per me vivere?”

 

28        E avendo Isacco mandato a chiamare Giacobbe, lo benedisse e gli diede questo comando dicendo: “Non prenderai una sposa tra le figlie dei Chananei; 2sorgi e fuggi in Mesopotamia, alla casa di Vathuil, padre di tua madre, e prendi per te di là una sposa tra le figlie di Làvan, fratello di tua madre. 3E il mio Dio ti benedica e ti accresca e ti moltiplichi, e diventerai assemblee di nazioni; 4e ti dia la benedizione di Abramo, il padre mio, a te e al tuo seme dopo di te, perché tu riceva in eredità la terra del tuo pellegrinaggio, che ha dato Dio ad Abramo”. 5E Isacco mandò via Giacobbe, che andò in Mesopotamia da Làvan, figlio di Vathuil il siro, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe ed Esau. 6Vide allora Esau che Isacco aveva benedetto Giacobbe, il quale era partito per la Mesopotamia di Siria a prendersi di là una sposa; nel benedirlo gli aveva dato poi questo comando dicendo: “Non prenderai moglie tra le figlie dei Chananei”. 7E Giacobbe ascoltò suo padre e sua madre e andò nella Mesopotamia di Siria. 8Ed Esau vide che malvagie erano le figlie di Chanaan agli occhi di Isacco suo padre, 9ed Esau andò da Ismail e prese Maeleth, figlia di Ismail figlio di Abramo, sorella di Naveoth, oltre alle sue mogli, come moglie. 10E si allontanò Giacobbe da Pozzo-del-giuramento e andò a Charran. 11E capitò in un luogo e si coricò là: era tramontato infatti il sole. E prese una delle pietre del luogo e vi pose contro la sua testa e si addormentò in quel luogo. 12E fu colto da un sogno, ed ecco una scala poggiata sulla terra, la cui cima arrivava al cielo, e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. 13E il Signore si appoggiava su di essa;[bb] e disse: “Io, il Signore; il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. Non temere: questa terra sulla quale qui tu riposi, a te la darò e al tuo seme. 14E sarà il tuo seme come la sabbia della terra e sarà dilatato a occidente e a mezzogiorno e a settentrione e a oriente, e saranno benedette in te tutte le tribù della terra, e nel tuo seme. 15Ed ecco: Io con te, per custodirti in ogni via, dovunque tu vada, e ti farò ritornare in questa terra, poiché certamente non ti abbandonerò, finché io non abbia fatto tutto ciò di cui ti ho parlato”. 16E fu risvegliato Giacobbe dal suo sonno e disse: “C’è il Signore in questo luogo, io invece non lo sapevo”. 17E fu preso da timore e disse: “Quanto tremendo questo luogo! Non è questo altro che la casa di Dio, e questa la porta del cielo”. 18E si levò Giacobbe all’alba e prese la pietra, che aveva posto là sotto la sua testa, e la eresse a stele e versò olio sulla sua sommità. 19E chiamò Giacobbe quel luogo col nome di Casa-di-Dio, mentre Ulamlus era il nome della città in precedenza. 20E fece Giacobbe un voto dicendo: “Se è il Signore Dio con me e mi custodisce in questa via, in cui io vado, e mi dà pane da mangiare e una veste da coprirmi 21e mi fa ritornare in salvezza nella casa di mio padre, allora sarà per me il Signore come Dio, 22e questa pietra che ho eretto a stele, sarà per me Casa-di-Dio; e di tutte le cose che vorrai darmi, di esse la decima darò certamente a te”.

 

29        E levate le tende, Giacobbe si mise in cammino verso la terra d’oriente per andare da Làvan, figlio di Vathuil il siro, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe ed Esau. 2E vede, ed ecco un pozzo nella pianura, e c’erano là tre greggi di pecore che si riposavano vicino a esso, poiché a quel pozzo solevano abbeverare le greggi, e vi era una pietra grande sulla bocca del pozzo; 3e si radunavano là tutte le greggi e i pastori rotolavano via la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano le pecore, poi rimettevano la pietra sulla bocca del pozzo al suo posto. 4E disse loro Giacobbe: “Fratelli, di dove siete voi?” Quelli dissero: “Di Charran siamo”. 5E disse loro: “Conoscete Làvan, figlio di Nachor?” Quelli dissero: “Lo conosciamo”. 6E disse loro: “Sta bene?” Quelli dissero: “Sta bene”. Ed ecco Rachele[cc] sua figlia veniva con le pecore. 7E disse Giacobbe: “La giornata è ancora lunga: non è ancora tempo che sia radunato il bestiame; dopo aver abbeverato le pecore, andate a pascolare”. 8Quelli dissero: “Non potremo, finché non siano radunati tutti i pastori e abbiano rotolato via la pietra dalla bocca del pozzo; allora abbevereremo le pecore”. 9Mentre egli ancora parlava con loro, ecco Rachele, la figlia di Làvan, veniva con le pecore di suo padre: era lei infatti che faceva pascolare le pecore di suo padre. 10Ed avvenne: come vide Giacobbe Rachele, figlia di Làvan, fratello di sua madre, e le pecore di Làvan fratello di sua madre, si avvicinò Giacobbe e rotolò via la pietra dalla bocca del pozzo e abbeverò le pecore di Làvan, fratello di sua madre. 11E baciò Giacobbe Rachele, e gridando con la sua voce pianse. 12E annunciò a Rachele che era fratello di suo padre e che era figlio di Rebecca; e lei corse a riferire a suo padre questi eventi. 13E avvenne che, quando udì Làvan il nome di Giacobbe, figlio di sua sorella, corse a incontrarlo e, abbracciatolo, lo baciò e lo condusse nella sua casa. E raccontò a Làvan tutte queste cose. 14E disse a lui Làvan: “Delle mie ossa e della mia carne sei tu”. E rimase con lui per un mese. 15Disse poi Làvan a Giacobbe: “Poiché davvero fratello mio tu sei, non servirai a me gratuitamente: dichiarami qual è il tuo compenso”. 16E Làvan aveva due figlie, la maggiore di nome Lia e la più giovane di nome Rachele: 17gli occhi di Lia però senza forza; Rachele invece bella di forma e avvenente d’aspetto. 18E si innamorò Giacobbe di Rachele e disse: “Ti servirò sette anni per Rachele tua figlia più giovane”. 19Disse allora a lui Làvan: “Meglio che io la dia a te piuttosto che io la dia a un altro uomo; abita con me”. 20E servì Giacobbe per Rachele sette anni, ed erano davanti a lui come pochi giorni, per il fatto che lui l’amava. 21E disse Giacobbe a Làvan: “Dammi la mia sposa, sono compiuti infatti i miei giorni, perché io entri da lei”. 22Radunò allora Làvan tutti gli uomini del luogo e fece un banchetto nuziale. 23E fu sera; e Làvan, presa Lia sua figlia, la introdusse da Giacobbe, ed entrò da lei Giacobbe. 24E Làvan diede a sua figlia Lia la sua serva Zelfa: a lei, come serva. 25E fu mattina, ed ecco era Lia. Disse allora Giacobbe a Làvan: “Che cosa è questo che mi hai fatto? Non forse per Rachele ti ho servito? E perché mai mi hai ingannato?” 26E disse Làvan: “Non è così nel nostro luogo, dare la più giovane prima della più anziana; 27compi dunque la settimana di questa, e ti darò anche quella in cambio del lavoro che svolgerai presso di me ancora altri sette anni”. 28E fece Giacobbe così e completò la settimana di questa, e Làvan diede a lui Rachele in sposa, sua figlia a lui. 29E Làvan diede a sua figlia Rachele la sua serva Valla: a lei, come serva. 30Ed entrò da Rachele: e amò Rachele più di Lia; e lo servì altri sette anni. 31Ma vedendo il Signore che era odiata Lia, aprì la sua matrice; Rachele, invece, era sterile. 32E concepì Lia e partorì un figlio a Giacobbe: lo chiamò col nome di Ruvin dicendo: “Poiché ha visto di me, il Signore, l’umiliazione, ora mi amerà il mio sposo”. 33E concepì di nuovo Lia e partorì un secondo figlio a Giacobbe e disse: “Poiché ha udito il Signore che ero odiata, allora mi ha donato in più anche questo”; e lo chiamò col nome di Simeon. 34E concepì ancora e partorì un figlio e disse: “A questo punto, vicino a me sarà il mio sposo, ho partorito infatti a lui tre figli”, perciò lo chiamò col nome di Levi. 35E avendo concepito ancora partorì un figlio e disse: “Ora anche per questo confesserò il Signore”, perciò lo chiamò col nome di Giuda. E smise di partorire.

 

30        Vedendo invece Rachele che non partoriva a Giacobbe, si ingelosì Rachele di sua sorella e disse a Giacobbe: “Dammi figli: altrimenti sarà la fine per me”. 2Fu preso da furore allora Giacobbe contro Rachele e le disse: “Forse io sono al posto di Dio, che ti ha privato del frutto del grembo?” 3Disse quindi Rachele a Giacobbe: “Ecco la mia serva Valla: entra da lei, e partorirà sulle mie ginocchia, e procreerò anch’io, da lei”. 4E diede a lui Valla sua serva come moglie: ed entrò da lei Giacobbe. 5E concepì Valla, serva di Rachele, e partorì a Giacobbe un figlio. 6E disse Rachele: “Ha giudicato a mio vantaggio Dio e ha dato ascolto alla mia voce e mi ha donato un figlio”; perciò lo chiamò col nome di Dan. 7E concepì ancora Valla, serva di Rachele, e partorì un secondo figlio a Giacobbe. 8E disse Rachele: “Mi ha soccorso Dio, e ho rivaleggiato contro mia sorella e ho prevalso”; e lo chiamò col nome di Nefthali. 9Vide allora Lia che aveva smesso di partorire, e prese Zelfa sua serva e la diede a Giacobbe come moglie. 10Ed entrò da lei Giacobbe, e Zelfa, serva di Lia, concepì e partorì a Giacobbe un figlio. 11E disse Lia: “Per fortuna!”; e gli diede come nome il nome di Gadh. 12E concepì Zelfa, serva di Lia, e partorì ancora a Giacobbe un secondo figlio. 13E disse Lia: “Beata me, perciò mi dicono beata le donne”; e lo chiamò col nome di Asir. 14Andò poi a passeggiare Ruvin nei giorni della mietitura delle messi e trovò frutti di mandragora nella campagna e li portò a Lia sua madre. Disse allora Rachele a Lia: “Dammi delle mandragore[dd] di tuo figlio”. 15Ma disse Lia: “Non ti basta aver preso mio marito? Forse anche le mandragore di mio figlio vuoi prendere?” E disse Rachele: “Non così: si corichi con te questa notte in cambio delle mandragore di tuo figlio”. 16E rientrò Giacobbe dalla campagna la sera, e uscì Lia a incontrarlo e disse: “Da me entrerai oggi: ti ho avuto infatti come compenso in cambio delle mandragore di mio figlio”. E si coricò con lei quella notte. 17E Dio esaudì Lia, che dopo aver concepito partorì a Giacobbe un quinto figlio. 18E disse Lia: “Mi ha dato Dio la ricompensa per il fatto che ho dato la mia serva a mio marito”; e lo chiamò col nome di Issachar, cioè Ricompensa. 19E concepì ancora Lia e partorì un sesto figlio a Giacobbe. 20E disse Lia: “Mi ha donato Dio un dono bello: a questo punto sceglierà me mio marito, poiché gli ho partorito sei figli”; e lo chiamò col nome di Zavulon. 21E dopo questo partorì una figlia, che chiamò col nome di Dhina. 22E si ricordò Dio di Rachele, e le diede ascolto Dio, e aprì la sua matrice, 23e dopo aver concepito partorì a Giacobbe un figlio. Disse allora Rachele: “Ha tolto via Dio il mio disonore”, 24e lo chiamò col nome di Giuseppe[ee] dicendo: “Aggiunga Dio a me un altro figlio”. 25E avvenne, come Rachele ebbe partorito Giuseppe, che disse Giacobbe a Làvan: “Lasciami andare, affinché me ne vada nel mio luogo e nella mia terra. 26Rendimi le mie mogli e i miei figli, per i quali ti ho servito, affinché me ne vada: tu infatti conosci il servizio che ti ho prestato”. 27Disse quindi a lui Làvan: “Mi auguro di aver trovato grazia davanti a te, mi ha benedetto infatti Dio con la tua venuta. 28Definisci il tuo compenso presso di me e te lo darò”. 29E gli disse Giacobbe: “Tu conosci in quali cose ti ho servito e quanto era il tuo bestiame affidato a me; 30poco infatti era quanto avevi prima di me, ma è stato accresciuto fino a una moltitudine, e ti ha benedetto il Signore sul mio cammino. Ora dunque, quando farò anch’io per me stesso una casa?” 31E gli disse Làvan: “Che cosa ti darò?” Ma gli disse Giacobbe: “Non darai a me nulla; se metterai in pratica per me questa parola, di nuovo pascolerò le tue greggi e le custodirò: 32passino tutte le tue greggi oggi, e metti da parte, di esse, ogni pecora scura tra gli agnelli e ogni capo chiazzato e screziato tra le capre: sarà il mio compenso. 33E darà ragione a me la mia giustizia un domani, poiché starà il mio compenso di fronte a te: ogni capo, che non sia screziato e chiazzato tra le capre e scuro tra gli agnelli, come rubato sarà presso di me”. 34E gli disse Làvan: “Sia secondo la tua parola”. 35E divise in quel giorno i capri screziati e chiazzati e tutte le capre screziate e chiazzate e ogni capo che era bianco tra essi, e ogni capo che era scuro tra gli agnelli, e li diede in mano ai suoi figli. 36E mise la distanza di un cammino di tre giorni, tra di loro da una parte e tra Giacobbe da una parte: Giacobbe così pascolava le greggi di Làvan rimaste. 37Prese poi Giacobbe per sé una verga di storace verde e una di mandorlo e una di platano, e vi fece Giacobbe delle scortecciature bianche, strappando via il verde: appariva così sulle verghe il bianco, che aveva scortecciato, variegato. 38E dispose le verghe che aveva scortecciato nei trogoli degli abbeveratoi dell’acqua, affinché, come venivano le pecore a bere di fronte alle verghe, giungendo a bere 39concepissero le pecore davanti alle verghe: e partorivano, le pecore, agnelli chiazzati e variegati e con striature cineree. 40Gli agnelli poi divise Giacobbe e pose davanti alle pecore un ariete chiazzato e tutto ciò che fosse variegato tra gli agnelli: e mise da parte per sé branchi suoi personali e non li mescolò alle greggi di Làvan. 41E avveniva, nel momento in cui concepivano le pecore restando gravide, che Giacobbe poneva le verghe davanti alle pecore nei trogoli perché esse concepissero in conformità alle verghe; 42quando invece le pecore partorivano, non le poneva; erano allora, quelle non segnate, di Làvan; quelle segnate, di Giacobbe. 43E divenne ricco, quell’uomo, assai grandemente, ed entrò in possesso di molto bestiame, anche buoi, e servi e serve e cammelli e asini.

 

31        Ma udì Giacobbe le parole dei figli di Làvan che dicevano: “Ha preso Giacobbe tutto quello che era di nostro padre e, da quello che era di nostro padre, si è fatto tutta questa gloria”. 2E vide Giacobbe il volto di Làvan, ed ecco non era verso di lui come ieri e il giorno prima. 3Disse allora il Signore a Giacobbe: “Ritorna nella terra di tuo padre e nella tua generazione, e sarò con te”. 4E mandò Giacobbe a chiamare Rachele e Lia nella pianura, dove erano i branchi di pecore, 5e disse loro: “Io vedo il volto di vostro padre: non è verso di me come ieri e il giorno prima: ma il Dio di mio padre è stato sempre con me. 6E voi stesse del resto sapete che con tutta la mia forza ho servito vostro padre. 7Vostro padre invece mi ha frodato e ha cambiato il mio compenso di dieci agnelli, ma non gli ha dato Dio di farmi del male. 8Se per esempio dice così: Le variegate saranno il tuo compenso, di sicuro partoriscono tutte le pecore agnelli variegati; se invece dice: Le bianche saranno il tuo compenso, di sicuro partoriscono tutte le pecore agnelli bianchi; 9così ha tolto Dio tutto il bestiame a vostro padre e lo ha dato a me. 10E avvenne, quando concepivano le pecore, che le vidi con gli occhi nel sonno; ed ecco, i capri e gli arieti montavano le pecore e le capre chiazzati e variegati e con striature cineree. 11E disse a me l’angelo di Dio nel sonno: Giacobbe! E io dissi: Che cosa c’è? 12E disse: Alza i tuoi occhi e guarda i capri e gli arieti che montano le pecore e le capre: chiazzati e variegati e con striature cineree; ho visto infatti tutto quello che Làvan ti fa. 13Io sono il Dio che si è fatto vedere a te nel luogo di Dio, là dove hai unto per me una stele e mi hai fatto un voto: ora dunque sorgi ed esci da questa terra e va’ nella terra della tua generazione, e sarò con te”. 14E rispondendo Rachele e Lia gli dissero: “Forse c’è per noi ancora parte o eredità nella casa di nostro padre? 15Forse, non siamo state considerate straniere da lui? Ci ha vendute infatti e ha divorato voracemente il nostro denaro. 16Tutta la ricchezza e la gloria, che ha tolto Dio a nostro padre, sarà per noi e i nostri figli. Ora dunque, tutto quello che ha detto a te Dio, fallo”. 17Alzatosi allora Giacobbe prese le sue mogli e i suoi figli sui cammelli 18e condusse via tutti i suoi beni e tutti i suoi carriaggi, che si era acquistato in Mesopotamia, e tutto quello che era suo, per andare da Isacco suo padre nella terra di Chanaan. 19Làvan, intanto, se ne era andato a tosare le sue pecore: Rachele rubò allora gli idoli di suo padre. 20Giacobbe poi tenne all’oscuro Làvan il siro, non avvertendolo che fuggiva, 21e fuggì, lui e tutto quanto era suo, e attraversò il fiume e avanzò verso il monte Galaadh. 22Ma fu riferito a Làvan il siro, il terzo giorno, che era fuggito Giacobbe; 23e presi tutti i suoi fratelli con sé lo inseguì alle spalle per sette giorni di cammino e lo raggiunse sul monte Galaadh. 24Venne però Dio da Làvan il siro nel sonno, la notte, e gli disse: “Guardati dal parlare con Giacobbe malvagiamente”. 25E raggiunse Làvan Giacobbe; Giacobbe aveva piantato la sua tenda sul monte e Làvan fece stare i suoi fratelli sul monte Galaadh. 26E disse Làvan a Giacobbe: “Che cosa hai fatto? Perché mai di nascosto sei fuggito e mi hai derubato e hai condotto via le mie figlie come prigioniere prese con la spada? 27Ma se mi avessi avvertito, ti avrei mandato via con allegrezza e con musiche, timpani e cetre. 28Non mi è stato concesso di baciare i miei figli e le mie figlie. Ora invece in modo insensato hai agito. 29E ora ha potere la mia mano di farti del male: ma il Dio di tuo padre ieri ha parlato a me dicendo: Guardati dal parlare con Giacobbe malvagiamente. 30Oramai te ne sei andato: con ardore infatti avevi bramato di partire per la casa di tuo padre; perché mai hai rubato i miei dèi?” 31E rispondendo Giacobbe disse a Làvan: ”Avevo pensato, in realtà: Non avvenga che tu porti via le tue figlie lontano da me, oltre a tutto il mio; 32riconosci cosa c’è di tuo presso di me, e prendilo”. Ma non riconobbe presso di lui nulla. E gli disse Giacobbe: “Colui presso il quale tu trovassi i tuoi dèi, non vivrà di fronte ai nostri fratelli”. Non sapeva però Giacobbe che era stata Rachele sua sposa a rubarli. 33Entrato dunque Làvan, frugò nell’abitazione di Lia e non trovò; e uscì dall’abitazione di Lia e frugò nell’abitazione di Giacobbe e nell’abitazione delle due serve, e non trovò. Entrò quindi anche nell’abitazione di Rachele. 34Rachele allora prese gli idoli e li mise dentro la sella del cammello e ci si sedette sopra 35e disse a suo padre: “Non avertene a male, signore: non posso alzarmi davanti a te, poiché ho ciò che è abituale per le donne”. E frugò Làvan in tutta l’abitazione e non trovò gli idoli. 36Fu colto da ira allora Giacobbe e litigò con Làvan. Presa la parola Giacobbe disse a Làvan: “Qual è la mia ingiustizia e qual è il mio peccato, che tu mi abbia tanto inseguito alle spalle 37e abbia frugato tutta la mia roba? Che cosa hai trovato di tutta la roba di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei fratelli e ai tuoi fratelli e confutino tra noi due. 38Ecco per me vent’anni dacché io sono con te: le tue pecore e le tue capre non sono state private di prole; arieti delle tue greggi non ho divorato; 39una bestia sbranata non ti ho mai portato, io ho risarcito personalmente furti di giorno e furti di notte; 40ero di giorno arso dal calore e dal gelo la notte, e stava lontano il sonno dai miei occhi. 41Quanto a me, è da vent’anni che io sono in casa tua: ti ho servito quattordici anni in cambio delle tue due figlie e sei anni per le tue greggi, e mi hai ingannato nel compenso per dieci agnelli. 42Se non avessi avuto il Dio del mio padre Abramo e il timore di Isacco, ora vuoto mi avresti mandato via; ma la mia umiliazione e la fatica delle mie mani ha visto Dio e ha confutato te ieri”. 43E rispondendo Làvan disse a Giacobbe: “Le figlie, figlie mie; e i figli, figli miei; e il bestiame, bestiame mio; e tutto quello che tu vedi, è mio e delle mie figlie. Che cosa farò a queste oggi o ai loro figli, che esse hanno partorito? 44Ora dunque, vieni, stabiliamo una alleanza io e te, e sarà come testimonianza tra me e te”. E disse a lui: “Ecco nessuno è con noi; vedi, Dio è testimone tra me e te”. 45E presa Giacobbe una pietra la eresse a stele. 46Disse poi Giacobbe ai suoi fratelli: “Raccogliete delle pietre”. E raccolsero pietre e fecero un mucchio, e mangiarono e bevvero là presso il mucchio. E disse a lui Làvan: “Questo mucchio è testimone tra me e te oggi”. 47E Làvan lo chiamò Mucchio- della-testimonianza, Giacobbe invece lo chiamò Mucchio-testimone. 48E disse Làvan a Giacobbe: “Ecco questo mucchio e questa stele, che ho eretto tra me e te: dà testimonianza questo mucchio e dà testimonianza questa stele”; perciò è stato chiamato col nome di Mucchio-che-testimonia 49e col nome La-visione, della quale aveva detto: Veda dall’alto Dio tra me e te, poiché saremo distanti l’uno dall’altro. 50Se umilierai le mie figlie, se prenderai mogli oltre le mie figlie, guarda: nessuno è con noi; 52se infatti io non attraverserò contro di te né tu contro di me questo mucchio e questa stele con malizia, 53il Dio di Abramo e il Dio di Nachor giudicherà tra di noi”. E giurò Giacobbe per il timore di suo padre Isacco. 54E sacrificò Giacobbe un sacrificio sul monte e chiamò i suoi fratelli, e mangiarono e bevvero e si coricarono sul monte.

 

32        Alzatosi poi Làvan al mattino baciò i suoi figli e le sue figlie e li benedisse, e volgendosi indietro Làvan partì per il suo luogo. 2Anche Giacobbe partì per la sua via. E levato lo sguardo vide un accampamento di Dio accampato, e gli andarono incontro gli angeli di Dio. 3Disse allora Giacobbe, quando li vide: “Accampamento di Dio è questo”; e chiamò quel luogo col nome di Accampamenti. 4Mandò poi Giacobbe dei messaggeri davanti a sé, a Esau suo fratello nella terra di Siir nella regione di Edhom, 5e diede loro questo comando dicendo: “Così direte al mio signore Esau: Così dice il tuo servo Giacobbe: Con Làvan ho soggiornato e ho indugiato fino a ora, 6e mi sono venuti buoi e asini e pecore e servi e serve, e ho mandato ad avvertire il mio signore Esau, perché trovi il tuo servo grazia davanti a te”. 7E ritornarono i messaggeri da Giacobbe dicendo: “Siamo andati da tuo fratello Esau, ed ecco egli viene a incontrarti, e quattrocento uomini con lui”. 8Fu preso da timore Giacobbe, oltremodo, ed era smarrito. E divise la gente che era con lui e i buoi e le pecore in due accampamenti. 9E disse Giacobbe: “Se viene Esau in un accampamento e lo batte, sarà il secondo accampamento a salvarsi”. 10Disse poi Giacobbe: “Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco, Signore che mi hai detto: Torna in fretta nella terra della tua nascita e ti farò prosperare, 11è sufficiente per me tutta la giustizia e tutta la verità, che hai usato al tuo servo; con il mio bastone, infatti, ho attraversato questo Giordano, ora invece sono diventato due accampamenti. 12Strappami dalla mano di mio fratello Esau, poiché ho timore, io, di lui, che una volta giunto non colpisca me e la madre con i figli. 13Tu però hai detto: Certamente ti farò prosperare e renderò il tuo seme come la sabbia del mare, che non si può contare per la moltitudine”. 14E si coricò là quella notte e prese doni da ciò che aveva portato, e li mandò a Esau, il suo fratello. 15Capre: duecento; capri: venti; pecore: duecento; arieti: venti; 16cammelle che allattavano e i loro piccoli: trenta; vacche: quaranta; tori: dieci: asine: venti, e puledri d’asino: dieci. 17E diede in mano ai suoi servi gregge per gregge separatamente. Disse poi ai suoi servi: “Procedete davanti a me e un intervallo lasciate fra gregge e gregge”. 18E diede ordine al primo dicendo: “Se ti viene incontro Esau mio fratello e ti interroga dicendo: Di chi sei e dove vai, e di chi sono queste bestie che procedono davanti a te?, 19dirai: Del tuo servo Giacobbe: doni ha mandato al mio signore Esau, ed eccolo, dietro di noi”. 20Così diede ordine al primo e al secondo e al terzo e a tutti quelli che procedevano dietro queste greggi, dicendo: “Secondo questa parola parlate a Esau quando lo troverete 21e direte: Ecco il tuo servo Giacobbe viene dietro di noi”. Aveva pensato infatti: “Mi propizierò il suo volto con i doni che avanzano davanti a me, e dopo ciò vedrò il suo volto: poiché forse accoglierà il mio volto”. 22E procedevano i doni davanti al suo volto mentre lui si coricò quella notte nell’accampamento. 23Alzatosi poi quella notte prese le due moglie e le due serve e i suoi undici figli e attraversò il deserto dello Iavok; 24e li prese e attraversò il torrente e fece passare tutto quello che era suo.

25Fu lasciato invece Giacobbe da solo, e lottò un uomo[ff] con lui fino all’alba. 26Vide però che non prevaleva contro di lui e toccò il nervo sciatico della sua anca, e s’intorpidì il nervo sciatico dell’anca di Giacobbe, mentre lottava con lui. 27E gli disse: “Mandami via; è salita l’alba”. Ed egli disse: “Di certo non ti manderò via, se non mi benedirai”. 28Gli disse allora: “Qual è il tuo nome?” Ed egli disse: “Giacobbe”. 29Egli disse: “Non sarai più chiamato col nome di Giacobbe, ma Israele[gg] sarà il tuo nome, poiché sei stato forte con Dio e con gli uomini potente”. 30Fece questa domanda Giacobbe e disse: “Annunciami il tuo nome”. E disse: “Perché mai questa domanda sul mio nome?” E lo benedisse colà. 31E chiamò Giacobbe quel luogo col nome di Visione di Dio: “ho visto infatti Dio faccia a faccia, ed è rimasta salva la mia anima”. 32Sorse poi su di lui il sole, quando passò la visione di Dio; egli però zoppicava con la sua anca. 33Per questo non mangiano i figli d’Israele il nervo, che si era intorpidito, che è sull’anca, fino al giorno d’oggi, poiché quell’uomo aveva toccato il nervo sciatico dell’anca di Giacobbe e si era intorpidita. 33Per questo non mangiano i figli d’Israele il nervo che si era intorpidito, che è sull’anca, fino al giorno d’oggi, poiché quell’uomo aveva toccato il nervo sciatico dell’anca di Giacobbe e si era intorpidita.

 

33        Levato poi lo sguardo Giacobbe vide, ed ecco Esau suo fratello che veniva, e quattrocento uomini con lui. E suddivise Giacobbe i figli tra Lia e Rasele e le due serve 2e mise le due serve e i loro figli per primi, e Lia e i suoi figli dietro, e Rachele e Giuseppe per ultimi. 3Ma egli passò davanti a loro e si prostrò a terra sette volte fino all’avvicinarsi di suo fratello. 4E corse Esau a incontrarlo, e abbracciatolo lo baciò e cadde sul suo collo, e piansero entrambi. 5E levato lo sguardo vide le mogli e i figli e disse: “Che cos’è tutto questo che hai?” L’altro disse: “I figli coi quali Dio ha fatto misericordia al tuo servo”. 6E si avvicinarono le serve e i loro figli e si prostrarono, 7e si avvicinarono Lia e i suoi figli e si prostrarono, e dopo costoro si avvicinarono Rachele e Giuseppe e si prostrarono. 8E disse: “A che scopo hai queste cose, tutti questi accampamenti che ho incontrato?” L’altro disse: “Perché trovi il tuo servo grazia davanti a te, signore”. 9Disse allora Esau: “Io possiedo molte cose, fratello: restino a te le tue”. 10Ma disse Giacobbe: “Se ho trovato grazia davanti a te, accetta i doni delle mie mani; per questo ho visto il tuo volto come uno potrebbe vedere il volto di Dio, e tu ti compiacerai di me: 11prendi le mie benedizioni, che ho portato a te, poiché ha avuto misericordia di me Dio e io possiedo tutto”. E lo forzò, e lui prese. 12E disse: “Levate le tende andremo diritto”. 13Disse allora a lui: “Il mio signore sa che i figli sono più delicati e le pecore e le vacche figliano per me: se dunque li incalzo in un giorno solo, morirà tutto il bestiame. 14Proceda il mio signore davanti al tuo servo, e io mi rafforzerò nel cammino con l’agio dell’andatura di chi è davanti a me e secondo il passo dei fanciulli fino al mio giungere dal mio signore in Siir”. 15Disse poi Esau: “Lascerò con te un po’ della gente che è con me”. L’altro disse: “Perché mai questo? Basta che io abbia trovato grazia davanti a te, signore”. 16Si volse indietro così Esau in quel giorno per la sua via fino a Siir. 17E Giacobbe toglie il campo verso Tende; e preparò per sé, là, delle abitazioni e al suo bestiame preparò delle tende: per questo chiamò quel luogo col nome di Tende. 18E giunse Giacobbe a Salim, città dei Sichemiti, che è nella terra di Chanaan, quando giunse dalla Mesopotamia di Siria, e si accampò di fronte alla città. 19E là dove aveva eretto la sua tenda acquistò la parte del campo da Emmor, padre di Sichem, per cento agnelli, 20ed eresse là un altare e lo chiamò Dio-di-lsraele.

 

34        Uscì poi Dhina, la figlia di Lia, che l’aveva partorita a Giacobbe, a osservare le figlie degli indigeni. 2E la vide Sichem, figlio di Emmor il chorreo, capo di quella terra; e presala, si coricò con lei e la umiliò. 3E si affezionò all’anima di Dina, la figlia di Giacobbe, e amò la vergine e parlò secondo il cuore della vergine, a lei. 4Parlò allora Sichem a Emmor suo padre dicendo: “Prendimi questa ragazza in sposa”. 5Ma Giacobbe udì che il figlio di Emmor aveva contaminato Dhina sua figlia: intanto i suoi figli erano con il suo bestiame nella pianura; tacque così Giacobbe fino al loro giungere. 6Uscì poi Emmor, padre di Sichem, da Giacobbe a parlargli. 7Pure i figli di Giacobbe giunsero dalla pianura; e come udirono, furono trafitti nel cuore quegli uomini, e triste era per loro oltremodo, che un’indecenza avesse compiuto costui contro Israele, coricandosi con la figlia di Giacobbe, mentre non così deve essere. 8E parlò Emmor a loro dicendo: “Sichem mio figlio ha prescelto nel suo animo vostra figlia: datela dunque a lui in sposa. 9Imparentatevi con noi: le vostre figlie, datele a noi, e le nostre figlie, prendetele per i vostri figli. 10E in mezzo a noi dimorate, poiché questa terra, ecco, è ampia davanti a voi: dimorate e trafficate in essa e fatene acquisto”. 11Disse allora Sichem al padre di lei e ai fratelli di lei: “Possa io trovare grazia davanti a voi, e ciò che dite, lo daremo. 12Moltiplicate la dote oltremisura, e darò come mi direte, e darete a me questa giovane in sposa”. 13Risposero allora i figli di Giacobbe a Sichem e a Emmor suo padre con inganno: così parlarono a loro, poiché avevano contaminato Dhina, la loro sorella, 14e dissero loro Simeon e Levi, fratelli di Dhina, ma figli di Lia: “Non potremo mai compiere quest’atto, dare la nostra sorella a un uomo che è incirconciso, poiché è un insulto per noi. 15In questo saremo assimilati a voi e dimoreremo in mezzo a voi, se diventerete come noi anche voi nel farsi circoncidere ogni vostro maschio; 16allora daremo le nostre figlie a voi e dalle vostre figlie prenderemo per noi le spose e abiteremo presso di voi e saremo come un’unica stirpe. 17Se invece non acconsentirete a noi nel farvi circoncidere, prese le nostre figlie ce ne andremo”. 18E piacquero queste parole a Emmor e a Sichem, figlio di Emmor. 19E non indugiò il giovane a compiere quest’atto, poiché era attaccato alla figlia di Giacobbe e lui stesso era il più famoso di tutti quelli della casa di suo padre. 20Venne dunque Emmor con Sichem suo figlio alla porta della loro città e parlarono agli uomini della loro città dicendo: 21“Questi uomini, pacifici sono con noi: abitino su questa terra e traffichino in essa; questa terra, ecco, ampia davanti a loro. Le loro figlie prenderemo per noi come spose e le nostre figlie daremo loro. 22Solo in questo saranno assimilati a noi questi uomini, dimorando con noi così da essere un unico popolo: nel farsi circoncidere ogni nostro maschio, come anch’essi sono stati circoncisi. 23E il loro bestiame e i loro beni e i quadrupedi non saranno nostri? Solo in questo lasciamoci assimilare a loro, e abiteranno con noi”. 24E acconsentirono a Emmor e a Sichem suo figlio tutti coloro che passavano per la porta della loro città e fecero circoncidere la carne del loro prepuzio, ogni maschio. 25E avvenne il terzo giorno, mentre essi erano sofferenti: i due figli di Giacobbe, Simeon e Levi, fratelli di Dhina, presero ciascuno la sua spada ed entrarono in città impunemente e uccisero ogni maschio; 26sia Emmor sia Sichem suo figlio uccisero a fil di spada e presero Dhina dalla casa di Sichem e uscirono. 27Poi i figli di Giacobbe entrarono dai feriti e depredarono la città, nella quale avevano contaminato Dhina, la loro sorella, 28e le loro greggi e i loro armenti e i loro asini, e quanto era nella città e quanto era nella pianura presero. 29E tutti i loro schiavi e tutti i loro bambini e le loro donne fecero prigionieri, e depredarono sia quanto era nella città sia quanto era nelle case. 30Disse allora Giacobbe a Simeon e Levi: “Odioso mi avete reso, come se fossi malefico per tutti quelli che dimorano in questa terra, sia i Cananei sia i Ferezei; io però molto piccolo sono quanto a numero, e radunandosi contro di me mi faranno a pezzi, e sarò spezzato via, io e la mia casa”. 31Quelli dissero: “Ma si deve usare nostra sorella come una prostituta?”.

 

35        Disse poi Dio a Giacobbe: “Sorgi, sali al luogo di Vethil e abita là e costruisci là un altare al Dio che si è fatto vedere a te quando fuggivi dal volto di Esau tuo fratello”. 2Disse allora Giacobbe alla sua casa e a tutti quelli con lui: “Togliete gli dèi estranei, che sono con voi, di mezzo a voi e purificatevi e cambiate le vostre vesti; 3sorgiamo e saliamo a Vethil e costruiamo là un altare al Dio che mi ha esaudito nel giorno della tribolazione, che era con me e mi ha salvato nella via, per la quale ho camminato”. 4E diedero a Giacobbe gli dèi estranei, che erano nelle loro mani, e gli orecchini, che avevano ai loro orecchi, e li nascose Giacobbe sotto il terebinto che è in Sikem e li soppresse fino al giorno d’oggi. 5E Israele levò le tende da Sikem, e venne il timore di Dio sulle città intorno a loro, e non inseguirono alle spalle i figli di Israele. 6Giunse poi Giacobbe a Lusa, cioè Vethil, che è nella terra di Chanaan, lui e tutta la gente che era con lui. 7Ed edificò là un altare e chiamò il luogo col nome di Vethil: là infatti si era manifestato a lui Dio, quando fuggiva dal volto di Esau suo fratello. 8Morì quindi Devvora, la nutrice di Rebecca, più giù di Vethil sotto una quercia, e Giacobbe la chiamò col nome di Quercia-del-pianto. 9Si fece vedere poi Dio a Giacobbe ancora a Lusa, quando vi giunse dalla Mesopotamia di Siria, e lo benedisse Dio. 10E gli disse Dio: “Il tuo nome, Giacobbe; non sarai più chiamato Giacobbe, ma Israele sarà il tuo nome”. 11Disse poi a lui Dio: “Io, il tuo Dio. Lasciati accrescere e moltiplicare: nazioni e raccolte di nazioni procederanno da te, e re dal tuo fianco usciranno. 12E la terra, che ho dato ad Abramo e Isacco, a te l’ho data: tua sarà, e al tuo seme dopo di te darò questa terra”. 13Salì quindi Dio via da lui, dal luogo in cui aveva parlato con lui, 14ed eresse Giacobbe una stele nel luogo in cui aveva parlato con lui, una stele di pietra, e fece su di essa una libagione e versò su di essa dell’olio. 15E chiamò Giacobbe il luogo, là dove aveva parlato con lui Dio, col nome di Vethil. 16Giacobbe, levata la tenda da Vethil, la piantò al di là della torre di Gadher. E avvenne, quando fu vicino alla terra di Chabratha per entrare in Efratha, che partorì Rachele, ed ebbe difficoltà nel parto. 17Avvenne poi, durante il suo duro travaglio, che disse a lei la levatrice: “Fatti coraggio, poiché anche questo per te è un figlio”. 18Avvenne così, mentre esalava l’anima (infatti stava morendo), che lo chiamò col nome di Figlio-del-mio-dolore; ma il padre lo chiamò Beniamino[hh]. 19Morì dunque Rachele e fu sepolta nella via di Efratha, cioè Vithleem. 20Ed eresse Giacobbe una stele sul suo sepolcro: questa è la stele del sepolcro di Rachele fino al giorno d’oggi. 21E avvenne, mentre dimorava Israele in quella terra, che andò Ruvin a coricarsi con Valla, concubina di suo padre; e lo apprese Israele, e male parve davanti a lui. 22Erano dunque i figli di Giacobbe dodici. 23Figli di Lia: primogenito di Giacobbe, Ruvin, Simeon, Levi, Iudha, Issachar, Zavulon. 24Figli invece di Rachele: Giuseppe e Beniamino. 25Figli poi di Valla, serva di Rachele: Dhan e Nefthali. 26Figli poi di Zelfa, serva di Lia: Gadh e Asir. Questi i figli di Giacobbe, che nacquero a lui in Mesopotamia di Siria. 27Venne quindi Giacobbe da Isacco suo padre a Mamvri, nella città della pianura, cioè Chevron, nella terra di Chanaan, dove avevano soggiornato Abramo e Isacco. 28E furono i giorni di Isacco, che aveva vissuto, centottanta anni; 29e venuto meno, morì e fu aggiunto alla sua stirpe, anziano e sazio di giorni, e lo seppellirono Esau e Giacobbe suoi figli.

 

36        Queste poi le generazioni di Esau (cioè Edhom): 2Esau prese come mogli per sé, dalle figlie dei Chananei, Adha figlia di Elom il chetteo e Olivema figlia di Ana, figlio di Sevegon l’eveo, e 3Vasemath figlia di Ismail, sorella di Naveoth. 4Partorì quindi Adha a Esaù Elifas, e Vasemath partorì Raguil, 5e Olivema partorì Ieus e Ieglom e Kore; questi i figli di Esau, che nacquero a lui nella terra di Chanaan. 6Prese poi Esau le sue mogli e i figli e le figlie e tutti gli schiavi della sua casa e tutti i beni e tutto il bestiame e tutte le cose che aveva acquistato e che aveva preservato nella terra di Chanaan, e se ne andò dalla terra di Chanaan via dal volto di Giacobbe suo fratello; 7erano infatti i loro beni troppi per abitare insieme, e non poteva la terra in cui soggiornavano portarli entrambi, per la moltitudine dei loro beni. 8Abitò così Esau sul monte Siir, Esau: cioè Edhom. 9Queste allora le generazioni di Esau padre di Edhom sul monte Siir, 10e questi i nomi dei figli di Esau: Elifas figlio di Adha, moglie di Esau e Raguil figlio di Vasemath, moglie di Esau. 11Nacquero poi dei figli a Elifas: Theman, Omar, Sofar, Gothom e Kenez; 12Thamna era la concubina di Elifas, figlio di Esau, e partorì a Elifas Amalik; questi i figli di Adha, moglie di Esau. 13Questi invece i figli di Raguil: Nachoth, Zare, Some e Moze; questi erano figli di Vasemath, moglie di Esau. 14Questi poi erano figli di Olivema, figlia di Ana, figlio di Sevegon, moglie di Esau: partorì a Esau Ieus e Ieglom e Kore. 15Questi i condottieri figli di Esau; figli di Elifas primogenito di Esau: condottiero Thaiman, condottiero Omar, condottiero Sofar, condottiero Kenez, 16condottiero Kore, condottiero Gothom, condottiero Amalik; questi i condottieri di Elifas nella terra d’Idumea; questi i figli di Adha. 17E questi i figli di Ragouil, figlio di Esau: condottiero Nachoth, condottiero Zare, condottiero Some, condottiero Moze; questi i condottieri di Raguil nella terra di Edom; questi i figli di Vasemath moglie di Esau. 18Questi invece i figli di Olivema moglie di Esau: condottiero Ieus, condottiero Ieglom, condottiero Kore; questi i condottieri di Olivema. 19Questi i figli di Esau, e questi i loro condottieri. Questi sono i figli di Edhom. 20Questi poi i figli di Siir il chorreo che dimorava in quella terra: Lotan, Soval, Sevegon, Ana, 21Dhison, Asar e Rison; questi i condottieri del chorreo, figlio di Siir, nella terra di Edhom. 22Furono quindi figli di Lotan: Chorri e Eman: sorella invece di Lotan fu Thamna. 23Questi i figli di Soval: Golon e Manachath e Ghevil, Sof e Omar. 24E questi i figli di Sevegon: Aie e Ana; questo è quell’Ana che trovò Iamin nel deserto, mentre portava al pascolo le bestie da soma di Sevegon suo padre. 25Questi poi i figli di Ana: Dheson; ed Elivema figlia di Ana. 26Questi i figli di Dheson: Amada e Asvan e Iethran e Charran. 27Questi i figli di Asar: Valaan e Zukam e Iukam e Ukan. 28Questi i figli di Rison: Os e Aran. 29Questi i condottieri di Chorri: condottiero Lotan, condottiero Soval, condottiero Sevegon, capo Ana, 30condottiero Dheson, condottiero Asar, condottiero Rison. Questi i condottieri di Chorri nei luoghi da loro condotti, nella terra di Edom. 31E questi i re che regnarono in Edom prima che regnasse un re in Israele. 32E regnò in Edhom Valak figlio di Veor, e il nome della sua città Dhennava. 33Morì poi Valak, e regnò al suo posto Iovav figlio di Zara da Vosor. 34Morì poi Iovav, e regnò al suo posto Asom della terra dei Themani. 35Morì poi Asom, e regnò al suo posto Adhadh figlio di Varadh, che fece a pezzi Madhian nella pianura di Moav, e il nome della sua città: Ghetthem. 36Morì poi Adhadh, e regnò al suo posto Samala di Masekka. 37Morì poi Samala, e regnò al suo posto Saul da Roovoth, che è lungo il fiume. 38Morì poi Saul, e regnò al suo posto Valaennon figlio di Achovor. 39Morì poi Valaennon figlio di Achovor, e regnò al suo posto Aradh figlio di Varadh, e il nome della sua città: Fogor, il nome invece di sua moglie Meteveil figlia di Matraith figlio di Mezoov. 40Questi i nomi dei condottieri di Esau nelle loro tribù secondo i loro luoghi, nelle loro regioni e nelle loro nazioni: condottiero Thamna, con- dottiero Gola, condottiero Iether, 41condottiero Olivemas, condottiero Ilas, condottiero Finon, 42condottiero Kenez, condottiero Theman, condottiero Mazar, 43condottiero Meghediil, condottiero Zafoin. Questi i condottieri di Edhom, nei loro stanziamenti nella terra del loro possesso. Costui: Esau, padre di Edhom.

37        Abitava dunque Giacobbe nella terra dove aveva soggiornato suo padre, nella terra di Chanaan. 2Queste le generazioni di Giacobbe: Giuseppe all’età di diciassette anni era a pascolare coi suoi fratelli le pecore, da giovane, con i figli di Valla e coi figli di Zelfa, le mogli di suo padre, ma riferì Giuseppe una malvagia diceria contro Israele loro padre. 3Giacobbe amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era figlio della sua vecchiaia; e gli fece una tunica variopinta. 4Vedendo poi i suoi fratelli che il padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiarono e non potevano dirgli nulla di pacifico. 5Quando poi Giuseppe ebbe un sogno, lo raccontò ai suoi fratelli 6e disse loro: “Ascoltate questo sogno, che ho sognato: 7credevo che noi stessimo legando covoni in mezzo al campo, e sorse il mio covone e si eresse; i vostri covoni invece, dispostisi intorno, si prostrarono davanti al mio covone”. 8Gli dissero allora i fratelli: “Regnerai tu come re su di noi o ci spadroneggerai da padrone?” E continuarono ancor più a odiarlo per i suoi sogni e per le sue parole. 9Vide poi un altro sogno e lo narrò a suo padre e ai suoi fratelli e disse: “Ecco, ho sognato un altro sogno, come se il sole e la luna e undici astri si prostrassero davanti a me”. 10E lo rimproverò suo padre e gli disse: “Che sogno è questo che hai avuto? Davvero dunque verremo io e tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci davanti a te fino a terra?” 11Si ingelosirono allora di lui i suoi fratelli, mentre suo padre conservava questa parola. 12Andarono i suoi fratelli a pascolare le pecore del loro padre a Sichem. 13E disse Israele a Giuseppe: “Non sono forse i tuoi fratelli a pascolare a Sichem? Su, ti manderò da loro”. E disse a lui: “Eccomi”. 14Gli disse allora Israele: “Va’ a vedere se stanno bene i tuoi fratelli e il bestiame, e annunciamelo”. E lo mandò fuori dalla valle di Chevron, e giunse a Sichem. 15E lo trovò un uomo a vagare nella pianura e lo interrogò quell’uomo dicendo: “Che cosa cerchi?” 16Ed egli disse: “I miei fratelli cerco; annunciami dove pascolano”. 17Allora gli disse quell’uomo: “Sono partiti di qui; li ho infatti udito dire: Andiamo a Dhothaim”. E andò Giuseppe dietro ai suoi fratelli e li trovò a Dhothaim. 18Ma lo videro da lontano prima che lui si avvicinasse a loro, e si proposero malvagiamente di ucciderlo. 19Dissero quindi, ciascuno al proprio fratello: “Ecco, quel sognatore arriva. 20Ordunque venite, uccidiamolo e gettiamolo in una delle cisterne e diremo: Una belva malvagia lo ha divorato; e vedremo cosa ne sarà dei suoi sogni!” 21Ma udendo Ruvin, volle strapparlo dalle loro mani e disse: “Non lo colpiremo fino a togliergli la vita”. 22Disse poi a loro Ruvin: “Non versate sangue: gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma la vostra mano non mettete su di lui”; era per strapparlo dalle loro mani e renderlo a suo padre. 23Accadde dunque, quando giunse Giuseppe dai suoi fratelli, che spogliarono Giuseppe della tunica variopinta che aveva addosso. 24E afferratolo, lo gettarono nella cisterna; la cisterna, vuota, acqua non ne aveva. 25Si sedettero allora per mangiare del pane e levando gli occhi videro, ed ecco, una carovana di Ismaeliti giungeva da Galaadh, e i loro cammelli erano carichi di incensi, resina e mirra: scendevano a portarli in Egitto. 26Disse allora Giuda ai suoi fratelli: “Che vantaggio c’è, se uccidiamo il nostro fratello e nascondiamo il suo sangue? 27Su, vendiamolo a questi Ismaeliti; le nostre mani non siano su di lui, poiché fratello nostro e carne nostra egli è”. Gli prestarono ascolto i suoi fratelli. 28E passavano i Madianiti, i mercanti; così trassero fuori e fecero salire Giuseppe dalla cisterna, e vendettero Giuseppe agli Ismaeliti per venti pezzi d’oro, e fecero scendere Giuseppe in Egitto. 29Ma ritornò Ruvin alla cisterna e non vede Giuseppe nella cisterna e stracciò le sue vesti. 30E ritornò dai suoi fratelli e disse: “Il ragazzo non c’è; e io dove posso andare ormai?” 31Presa allora la tunica di Giuseppe, sgozzarono un capretto del gregge e imbrattarono la tunica col sangue. 32E mandarono a portare la tunica variopinta al loro padre e dissero: “Questo abbiamo trovato: riconosci se è la tunica di tuo figlio oppure no”. 33E la riconobbe e disse: “Tunica di mio figlio è questa; una belva malvagia l’ha divorato, una belva ha ghermito Giuseppe”. 34Stracciò allora Giacobbe le sue vesti, e mise un sacco sopra ai suoi fianchi e fece lutto su suo figlio per molti giorni. 35Si radunarono allora tutti i suoi figli e le sue figlie e vennero a consolarlo, ma non voleva essere consolato, dicendo: “Scenderò da mio figlio facendo lutto, nell’ade”. E lo pianse, suo padre. 36I Madianiti vendettero Giuseppe in Egitto a Petefri, l’eunuco di Faraone, capocuoco.

 

38        Avvenne in quel tempo che discese Giuda lasciando i suoi fratelli e giunse da un uomo di Odhollam, il cui nome Iras.2E Giuda vide lì la figlia di un uomo cananeo, il cui nome Sava, e la prese ed entrò da lei. 3Essa concepì e partorì un figlio, e lo chiamò col nome di Ir. 4Avendo poi concepito ancora, partorì un figlio e lo chiamò col nome di Avnan. 5E di nuovo partorì un figlio, e lo chiamò col nome di Silom. Essa era a Chasvi, quando li partorì. 6E prese Giuda una moglie per Ir, suo primogenito, il cui nome, Thamar. 7Ma Ir, primogenito di Giuda, divenne malvagio di fronte al Signore, e lo uccise Dio. 8Disse allora Giuda ad Avnan: “Entra dalla moglie di tuo fratello e prendila in moglie come cognato e fa sorgere un seme per tuo fratello”. 9Sapendo Avnan che non sarebbe stato suo il seme, avveniva che, quando entrava dalla moglie di suo fratello, disperdeva a terra per non dare seme a suo fratello. 10Male parve dinanzi a Dio che facesse questo, e fece morire pure lui. 11Disse allora Giuda a Thamar, sua nuora: “Siedi come vedova nella casa di tuo padre, finché non sia divenuto grande Silom, mio figlio”. Pensava infatti: “Che non muoia anche lui, come i suoi fratelli”. Partita dunque, Thamar sedeva nella casa di suo padre. 12Si moltiplicarono poi i giorni e morì Sava, moglie di Giuda; dopo essere stato consolato, Giuda salì da quelli che tosavano le sue pecore, lui e Ira suo pastore, l’odollamita, a Thamna. 13E annunciarono a Thamar, sua nuora, dicendo: “Ecco, tuo suocero sale a Thamna a tosare le sue pecore”. 14Allora, toltasi gli abiti della vedovanza, si avvolse in un velo e si fece bella e sedette alle porte di Enan, che è sulla via di Thamna; poiché aveva visto che grande era divenuto Silom, ma lui non gliel’aveva data in sposa. 15Al vederla Giuda pensò che essa fosse una prostituta: aveva infatti velato il suo viso, e non la riconobbe. 16Deviò verso di lei sulla via e le disse: “Lasciami entrare da te”. Non aveva infatti capito che fosse sua nuora. Quella disse: “Cosa mi darai, se entri da me?” 17L’altro disse: “Io ti manderò un capretto delle capre del mio gregge”. E lei disse: “A condizione che tu dia un pegno finché non l’abbia mandato”. 18E lui disse: “Che pegno ti darò?” Quella disse: “Il tuo anello, e la collana, e il bastone che hai nella tua mano”. E glieli diede ed entrò da lei, e nel ventre concepì da lui. 19E alzatasi partì, e si tolse il velo via da lei e indossò gli abiti della sua vedovanza. 20Inviò quindi Giuda un capretto delle sue capre per mano del suo pastore, l’odollamita, per riprendere il pegno dalla donna, ma non la trovò. 21Interrogò gli uomini di quel luogo: “Dov’è la prostituta che era a Enan, sulla via?” E dissero: “Non c’è mai stata qui una prostituta”. 22E ritornò da Giuda e disse: “Non l’ho trovata e gli uomini del luogo dicono che non c’è qui una prostituta”. 23Disse allora Giuda: “Se li tenga! Ma non esponiamoci al ridicolo! Io sì che ho inviato questo capretto, tu però non l’hai trovata”. 24Avvenne dunque, dopo tre mesi, che annunciarono a Giuda dicendo: “Si è prostituita Thamar, tua nuora, ed ecco è incinta dalla sua prostituzione”. Disse allora Giuda: “Conducetela fuori, e che sia bruciata”. 25E lei, mentre era condotta fuori, mandò a dire a suo suocero: “Dell’uomo al quale appartengono queste cose, io sono incinta”. E disse: “Riconosci, di chi l’anello, la collana e il bastone?” 26Li riconobbe Giuda e disse: “E’ giustificata Thamar più di me, poiché non l’ho data a Silom, mio figlio”. E non continuò più a conoscerla. 27Avvenne poi, quando doveva partorire, che aveva due gemelli nel suo ventre. 28E avvenne, mentre partoriva, che uno mise fuori prima la mano. Afferratala, la levatrice legò alla sua mano un filo rosso, dicendo: “Questi uscirà per primo”. 29Ma come ebbe ritirato la mano, ecco che subito uscì suo fratello. Quella disse: “Perché è stata rotta a causa tua la siepe?” E lo chiamò col nome di Fares. 30E dopo questo uscì suo fratello, sulla cui mano c’era il filo rosso; e lo chiamò col nome di Zara.

 

39        Giuseppe allora fu condotto giù in Egitto, e Petefris, l’eunuco del faraone, capocuoco, uomo egiziano, lo acquistò dalla mano degli Ismaeliti che lo avevano condotto laggiù. 2Ed era il Signore con Giuseppe, così che era un uomo che riusciva in tutto, e stette nella casa presso il signore egiziano. 3Sapeva perciò il suo padrone che il Signore era con lui e che tutto ciò che faceva, il Signore lo conduceva a buon fine nelle sue mani. 4E trovò Giuseppe grazia innanzi al suo padrone; glI era gradito, e lo pose sulla sua casa, e tutto quel che aveva lo pose nelle mani di Giuseppe. 5Avvenne dunque, dopo che egli fu posto sulla sua casa e su tutto ciò che possedeva, che benedisse il Signore la casa dell’egiziano grazie a Giuseppe, e che fu la benedizione del Signore su tutto ciò che aveva nella casa e nel campo. 6E affidò tutto ciò che aveva alle mani di Giuseppe, e non sapeva degli affari che lo riguardavano nulla, se non il pane che egli mangiava. Ed era Giuseppe bello d’aspetto e avvenente oltremodo a vedersi. 7E accadde, dopo queste vicende, che la moglie del suo padrone gettò i suoi occhi addosso a Giuseppe e disse: “Giaci con me”. 8Ma lui non voleva, e disse alla moglie del suo signore: “Se il mio signore grazie a me non si occupa di nulla nella sua casa, e tutto ciò che ha l’ha posto nelle mie mani 9e non c’è in questa casa nulla al di là della mia competenza, e non mi è stato vietato nulla tranne te, per il fatto che tu sei sua moglie, allora, come potrò commettere questa azione malvagia e peccare innanzi a Dio?” 10Ogni qualvolta dunque parlava a Giuseppe, giorno per giorno, egli non acconsentiva a lei così da dormire con lei e da unirsi a lei. 11Avvenne dunque in un certo giorno, che entrò Giuseppe in casa a compiere il suo lavoro, e nessuno di quelli di casa era dentro. 12E lo tirò per le vesti dicendo: “Giaci con me”. Egli, lasciate le sue vesti tra le mani di lei, fuggì e uscì fuori. 13E avvenne, quando vide che aveva lasciato le sue vesti nelle sue mani, ed era fuggito e uscito fuori, 14che chiamò quanti erano in casa e parlò loro dicendo: “Vedete, ha condotto da noi un servitore ebreo per prendersi gioco di noi; è entrato da me dicendo: Giaci con me, e ho gridato a gran voce. 15E lui, all’udire che avevo alzato la mia voce e avevo gridato, abbandonate le sue vesti da me, è fuggito ed è uscito fuori”. 16Poi lascia le vesti presso di sé, finché non giunga il signore a casa sua, 17e gli parlò di questi fatti dicendo: “E’ entrato da me il servitore ebreo, che hai condotto da noi, per beffarsi di me e mi ha detto: Giacerò con te. 18Non appena però ha sentito che ho alzato la mia voce e ho gridato, ha lasciato le sue vesti da me ed è fuggito e uscito fuori”. 19Accadde dunque, non appena ebbe udito il suo padrone le parole della propria moglie, quelle che gli aveva detto affermando: “Così ha fatto con me il tuo servo”, che si sdegnò d’ira. 20E il padrone, preso Giuseppe, lo gettò in prigione, nel luogo in cui i prigionieri del re vengono tenuti, là in prigione. 21Ma era il Signore con Giuseppe, e riversava su di lui la sua misericordia e gli conferì grazia agli occhi del capocarceriere, 22e diede, il capocarceriere, il carcere in mano a Giuseppe, e tutti i detenuti che erano nel carcere, e tutto ciò che facevano là. 23Non si occupava, il capocarceriere del carcere, di nulla, grazie a lui; ogni cosa infatti era nelle mani di Giuseppe, poiché il Signore era con lui, e tutto ciò che faceva, il Signore lo conduceva a buon fine nelle sue mani.

 

40        Avvenne dunque, dopo questi eventi, che il capocoppiere del re d’Egitto e il capopanettiere si resero colpevoli nei confronti del loro signore, il re d’Egitto. 2E Faraone fu acceso d’ira contro i suoi due eunuchi, contro il capocoppiere e contro il capopanettiere, 3e li pose in custodia presso il capocarceriere, in prigione, nel luogo dove Giuseppe era detenuto, là. 4E li mise il capocarceriere assieme a Giuseppe, che stava loro vicino; erano da giorni in custodia; 5e videro entrambi un sogno, ciascuno un sogno, in un’unica notte una visione nel proprio sogno, il capocoppiere e il capopanettiere che appartenevano al re d’Egitto, che erano in prigione. 6Andò poi da loro Giuseppe al mattino e li vide, ed erano sconvolti. 7E interrogava gli eunuchi di Faraone, che erano con lui in custodia presso il suo signore, dicendo: “Che c’è, che i vostri volti sono cupi oggi?” 8Quelli allora gli dissero: “Un sogno abbiamo visto, e chi lo decifri non c’è”. Disse dunque loro Giuseppe: “Non avviene forse attraverso Dio il loro chiarimento? Narratemi dunque”. 9E narrò il capocoppiere il suo sogno a Giuseppe e disse: “Nel mio sonno c’era una vite di fronte a me; 10nella vite poi tre tralci, ed essa fiorendo produceva germogli: maturi, i grappoli d’uva. 11E il calice di Faraone nella mia mano; e presi l’uva e la spremetti nel calice e posi il calice nelle mani di Faraone”. 12E disse a lui Giuseppe: “Questa la sua decifrazione: i tre tralci, tre giorni sono; 13ancora tre giorni e si ricorderà Faraone del tuo incarico e ti reintegrerà nel tuo officio di capocoppiere, e porrai il calice di Faraone nella sua mano secondo il tuo incarico precedente, quando eri coppiere. 14Ma ricordati di me, per amore di te stesso, quando starai bene, e userai nei miei confronti misericordia, e mi ricorderai a Faraone e mi condurrai fuori da questa fortezza; 15poiché con rapina sono stato rubato dalla terra degli Ebrei, e qui non ho commesso nulla, ma mi hanno gettato in questa cisterna”. 16E vide il capopanettiere che rettamente aveva decifrato il sogno, e disse a Giuseppe: “Anch’io ho visto un sogno, e credevo di sollevare tre canestri di pane sulla mia testa; 17nel canestro in alto vi era ogni genere di cose che il re Faraone mangia, opera di panettiere, e gli uccelli del cielo le divoravano dal canestro che era sopra la mia testa”. 18Rispondendo Giuseppe gli disse: “Questa la sua decifrazione: i tre canestri, tre giorni sono; 19ancora tre giorni e toglierà via Faraone la tua testa da te e ti appenderà a un albero, e mangeranno gli uccelli del cielo le tue carni da te”. 20Avvenne dunque, al terzo giorno, che fosse il giorno della nascita di Faraone, e che facesse un banchetto per tutti i suoi servitori. E si ricordò della carica del capocoppiere e della carica del capopanettiere in mezzo ai suoi servitori, 21e reintegrò il capocoppiere nella sua carica, e questi pose il calice in mano a Faraone; 22il capopanettiere invece lo appese, come aveva loro decifrato Giuseppe. 23Non si ricordò però il capocoppiere di Giuseppe, ma si dimenticò di lui.

 

41        Avvenne quindi, dopo due anni interi, che Faraone vide un sogno. Credeva di trovarsi sulla riva del fiume, 2ed ecco, come se dal fiume salissero sette vacche belle d’aspetto e di carni scelte; e pascolavano ad Achei; 3poi altre sette vacche salivano dopo queste dal fiume, brutte d’aspetto e scarne, e pascolavano accanto alle altre vacche, lungo la sponda del fiume; 4e le sette vacche brutte e scarne inghiottirono le sette vacche belle d’aspetto e scelte. Fu destato allora Faraone, 5e fu colto da un secondo sogno, ed ecco: sette spighe venivano su in un unico stelo, scelte e belle; 6poi altre sette spighe scarne e rovinate dal vento nascevano ancora dopo esse. 7E le sette spighe scarne e rovinate dal vento inghiottirono le sette spighe scelte e piene. Fu destato allora Faraone, ed era un sogno. 8Venne il mattino ed era sconvolto il suo animo e mandò a chiamare tutti gli interpreti d’Egitto e tutti i suoi saggi, e narrò loro Faraone il sogno, e non c’era chi lo palesasse a Faraone. 9E parlò il capocoppiere a Faraone dicendo: “Il mio peccato ricordo oggi: 10Faraone era stato preso dall’ira contro i suoi servi e ci aveva posto in custodia nella casa del capocuoco, me e il capopanettiere. 11E vedemmo un sogno in un’unica notte, io e lui, ciascuno il suo sogno particolare vide. 12C’era dunque là con noi un giovanetto, servo ebreo del capocuoco, e glieli abbiamo narrati, e li ha decifrati per noi. 13Avvenne allora che, come aveva decifrato per noi, così pure è accaduto, che io venissi reintegrato nella mia carica, mentre quello fu appeso”. 14Mandò dunque Faraone a chiamare Giuseppe, e lo fecero uscire dalla fortezza e lo rasarono e cambiarono la sua veste, e giunse da Faraone. 15Disse quindi Faraone a Giuseppe: “Un sogno ho visto, e chi lo decifri non c’è; io ho sentito dire di te che tu ascolti i sogni e li decifri”. 16Rispondendo Giuseppe a Faraone disse: “Senza Dio non verrà data la risposta per la salvezza di Faraone”. 17Parlò allora Faraone a Giuseppe dicendo: “Nel mio sonno credevo di trovarmi sulla sponda del fiume, 18ed era come se dal fiume salissero sette vacche belle d’aspetto e di carni scelte; e pascolavano ad Achei. 19Ed ecco, altre sette vacche salivano dietro a queste dal fiume, malvagie e brutte d’aspetto e scarne, tali quali non ne ho viste in tutta la terra d’Egitto di peggiori. 20E inghiottivano le sette vacche brutte e magre le prime sette vacche, belle e scelte. 21Ed entrarono nel loro ventre, ma non era chiaro che erano entrate nel loro ventre, e il loro aspetto era brutto proprio come all’inizio. Allora, dopo esser stato destato, mi riaddormentai. 22E vidi di nuovo nel mio sonno, ed era come se sette spighe salissero su, in un unico stelo, piene e belle. 23Poi, altre sette spighe scarne e rovinate dal vento nascevano ancora accanto a quelle. 24E inghiottirono le sette spighe scarne e rovinate dal vento le sette spighe belle e piene. Ho parlato poi agli interpreti, ma non c’era chi me lo palesasse”. 25Allora disse Giuseppe a Faraone: “Il sogno di Faraone è uno solo: quanto Dio fa, lo ha mostrato a Faraone. 26Le sette vacche belle sette anni sono, e le sette spighe belle sette anni sono: il sogno di Faraone è uno solo. 27E le sette vacche scarne, che salgono dietro quelle, sette anni sono, e le sette spighe scarne e rovinate dal vento saranno sette anni di fame. 28Riguardo alla parola che ho detto a Faraone, quanto Dio fa lo ha mostrato a Faraone; 29ecco: per sette anni viene una grande prosperità in tutta la terra d'Egitto. 30Giungeranno però sette anni di fame dopo questi, e dimenticheranno l’abbondanza in tutta la terra d’Egitto, e divorerà la fame la terra. 31E non si riconoscerà la prosperità sulla terra a causa della fame che ci sarà dopo questi anni; poiché forte sarà oltremodo. 32Che si sia poi ripetuto il sogno di Faraone due volte, è perché vera sarà la parola che viene da Dio, e si affretterà Dio a eseguirla. 33Ora, dunque, scova un uomo saggio e intelligente e costituiscilo sulla terra d’Egitto. 34E crei Faraone e costituisca governatori su questa terra, e prelevino un quinto di tutti i prodotti della terra d’Egitto nei sette anni di prosperità. 35E raccolgano tutte le provviste dei sette anni che vengono, questi buoni anni, e sia raccolto il grano a disposizione di Faraone; provviste nelle città siano custodite. 36E saranno le provviste custodite per la terra, in vista dei sette anni di fame che ci saranno nella terra d’Egitto, e non sarà consunta la terra dalla fame”. 37Piacquero dunque queste parole al cospetto di Faraone e al cospetto di tutti i suoi servi, 38e disse Faraone a tutti i suoi servi: “Troveremo mai un uomo simile, che abbia lo spirito di Dio in sé?” 39Disse poi Faraone a Giuseppe: “Poiché ha mostrato Dio a te tutto questo, non c’è uomo più saggio e intelligente di te: 40tu sarai a capo della mia casa e alla tua bocca obbedirà tutto il mio popolo; soltanto nel trono ti sovrasterò io”. 41Disse poi Faraone a Giuseppe: “Ecco, ti costituisco oggi su tutta la terra d’Egitto”. 42E toltosi Faraone l’anello dalla sua mano, ne ornò la mano di Giuseppe; e lo rivestì di una veste di lino e mise una collana d’oro attorno al suo collo. 43E lo fece salire sul secondo dei suoi carri e proclamava, dinanzi a lui, un araldo; e lo costituì su tutta la terra d’Egitto. 44Disse poi Faraone a Giuseppe: “Io, Faraone. Senza di te non alzerà nessuno la sua mano su tutta la terra d’Egitto”. 45E chiamò Faraone Giuseppe col nome di Psonthomfanich, e gli diede Asseneth, figlia di Petefris, sacerdote di Eliopoli, a lui in sposa. 46Giuseppe aveva trent’anni, quando cominciò a stare a fianco di Faraone, re d’Egitto. Uscì poi Giuseppe dal volto di Faraone e percorse tutta la terra d’Egitto. 47E produsse la terra, nei sette anni di prosperità, a manciate. 48E raccolse tutte le provviste dei sette anni in cui c’era la prosperità nella terra d’Egitto, e mise le provviste nelle città; le provviste dei campi intorno alla città stessa, le mise in quella. 49E raccolse Giuseppe grano quanto la sabbia del mare, copioso oltremodo, finché non poterono più contarlo, tanto era innumerevole. 50A Giuseppe poi nacquero due figli, prima che giungessero i sette anni di fame, che partorì a lui Asseneth, figlia di Petefri sacerdote di Eliopoli. 51E chiamò Giuseppe il primogenito col nome di Manassi, perché “dimenticare mi ha fatto Dio tutte le mie pene e tutte quelle di mio padre”. 52Il secondo invece lo chiamò col nome di Efrem, perché “mi ha fatto crescere Dio nella terra della mia umiliazione”. 53Trascorsero poi i setti anni di prosperità, che c’erano stati in terra d’Egitto, 54e cominciarono i sette anni di fame ad arrivare, come aveva detto Giuseppe. E venne la fame su tutta la terra, mentre in tutta la terra d’Egitto c’era del pane. 55Ed ebbe fame tutta la terra d’Egitto, e gridò il popolo verso Faraone per il pane; disse allora Faraone a tutti gli Egiziani: “Andate da Giuseppe, e quello che vi dirà, fatelo”. 56E la fame era sulla faccia di tutta la terra; ma aprì Giuseppe tutti i granai e vendeva a tutti gli Egiziani. 57E tutti i paesi venivano in Egitto a comprare da Giuseppe, poiché dominava la fame su tutta la terra.

 

42        Vedendo poi Giacobbe che c’era vendita in Egitto, disse ai suoi figli: “Perché mai ve ne state in ozio? 2Ecco, ho sentito dire che c’è grano in Egitto: scendete colà e comprate per noi un po’ di viveri, affinché viviamo e non moriamo”. 3Scesero allora i fratelli di Giuseppe, in dieci, a comprare grano dall’Egitto 4ma Beniamino, il fratello di Giuseppe, non lo mandò con i suoi fratelli; pensava infatti: “Che non gli capiti qualche infermità”. 5Vennero dunque i figli di Israele a comprare assieme agli altri che venivano, poiché c’era la fame nella terra di Chanaan. 6Ma Giuseppe era a capo di quella terra, questi vendeva a tutto il popolo della terra: come giunsero, i fratelli di Giuseppe si prostrarono a lui con la faccia a terra. 7Vedendo Giuseppe i suoi fratelli li riconobbe, e si fingeva estraneo a loro e parlò loro duramente e disse loro: “Da dove siete venuti?” Quelli dissero: “Dalla terra di Chanaan, a comprare viveri”. 8Riconobbe, sì, Giuseppe i suoi fratelli, essi invece non lo riconobbero. 9E si ricordò Giuseppe dei sogni, che aveva visto lui stesso, e disse loro: “Spie siete: a esplorare le piste del paese siete venuti”. 10Ma loro dissero: “Noi, tuoi servi; siamo venuti a comprare viveri. 11Tutti siamo figli di un solo uomo; pacifici siamo, non sono i tuoi servi spie”. 12Disse ancora a loro: “No, ma le piste di questa terra siete venuti a vedere”. 13Ma loro dissero: “Dodici siamo, noi tuoi servi, fratelli, nella terra di Chanaan, ed ecco: il più giovane è con nostro padre, oggi, mentre l’altro non è più”. 14Disse ancora a loro Giuseppe: “Questo è ciò che vi ho detto affermando: Spie siete. 15Da questo apparirete: per la vita di Faraone, di certo non uscirete di qui se il vostro fratello più giovane non sarà venuto qua. 16Mandate uno tra di voi a prendere il vostro fratello, voi invece siate detenuti in prigione finché non divengano manifeste le vostre parole, se dite il vero o no; se no, per la vita di Faraone, certamente spie siete”. 17E li pose in custodia per tre giorni. 18Disse loro al terzo giorno: “Questo fate e vivrete: Dio infatti io temo. 19Se pacifici siete, un vostro fratello soltanto sia detenuto in custodia, voi invece andate a portare l’acquisto della vostra provvigione di grano; 20e il vostro fratello, il più giovane, conducete da me, così che siano credute le vostre parole. Se no, morirete”. Fecero proprio così. 21E disse ciascuno al proprio fratello: “E’ vero: nel peccato infatti siamo per causa del nostro fratello, poiché non abbiamo badato alla tribolazione della sua anima, quando ci supplicava, e non l’abbiamo esaudito; per questo è sopraggiunta su di noi questa tribolazione”. 22Prendendo la parola allora Ruvin disse loro: “Non vi avevo forse parlato dicendo: “Non fate ingiustizia al ragazzo? E non mi avete prestato ascolto: ed ecco, del suo sangue viene chiesto conto”. 23Ma poiché un interprete c’era fra di loro, essi non sapevano che Giuseppe capiva. 24E volgendosi via da loro, pianse Giuseppe. Poi di nuovo si accostò a loro e parlò loro e prese Simeone di mezzo a loro e lo incatenò davanti a loro. 25Giuseppe poi diede ordine di riempire i loro sacchi di grano e di rimettere il denaro di ciascuno nella sua bisaccia e di dare a loro provviste per la via. E fu fatto a loro così. 26E dopo aver posto il grano sui loro asini, partirono di là. 27Ma quando uno aprì il suo marsupio per dare foraggi ai suoi asini, là dove sostavano, vide il pacchetto del suo denaro, che era in alto, alla bocca del marsupio. 28E disse ai suoi fratelli: “Mi è stato restituito il denaro. Ed eccolo, nel mio marsupio”. E uscì di sé il loro cuore e furono sconvolti, e gli uni gli altri si dicevano: “Che cosa è mai questo, che ha fatto Dio a noi?” 29Giunsero così da Giacobbe loro padre, nella terra di Chanaan, e gli riferirono tutti gli eventi capitati loro, dicendo: 30“Ha parlato quell’uomo, signore di quella terra, a noi duramente e ci ha posto in custodia come spie del paese. 31Ma noi gli abbiamo detto: Pacifici siamo, non siamo spie: 32dodici fratelli siamo, figli di nostro padre: l’uno non è più; l’altro, il più piccolo, è con nostro padre oggi nella terra di Chanaan. 33Ha detto allora a noi quell’uomo, signore della terra: Da questo conoscerò che pacifici siete: un fratello solo lasciate qui con me, ma l’acquisto della provvigione di grano per la vostra casa, prendetelo e partite 34e conducete da me il vostro fratello più giovane; allora conoscerò che spie non siete, ma pacifici siete; e il vostro fratello renderò a voi e nel paese trafficherete”. 35Avvenne poi, quando essi svuotarono i loro sacchi, che ciascuno aveva il pacchetto del denaro nel proprio sacco; e videro i pacchetti del loro denaro, essi e il padre loro, e furono presi da timore. 36E disse loro Giacobbe loro padre: “Mi avete privato di figli: Giuseppe non è più, Simeone non è più, anche Beniamino volete prendere! Su di me sono venute tutte queste disgrazie”. 37Parlò allora Ruvin a suo padre dicendo: “I miei due figli uccidi, se non lo riconduco a te; ponilo nella mia mano, e io lo ricondurrò a te”. 38Ma lui disse: “Non scenderà mio figlio con voi, perché suo fratello è morto e lui solo è stato lasciato. E capiterà che stia male nella via per la quale andrete, così che voi farete discendere la mia vecchiaia con tristezza nell’ade”.

 

43        E la fame si aggravò sulla terra. 2Avvenne poi, quando ebbero finito di mangiare il grano che avevano portato dall’Egitto, che disse loro il loro padre: “Andate ancora a farci vendere un po’ di viveri”. 3Ma parlò a lui Giuda dicendo: “Categoricamente ha attestato a noi quell’uomo dicendo: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello più giovane non sarà con voi. 4Se allora dunque mandi il nostro fratello con noi, scenderemo e ti compreremo dei viveri; 5ma se non mandi il nostro fratello con noi, non andremo: quell’uomo infatti ci ha parlato dicendo: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello più giovane non sarà con voi”. 6Disse allora Israele: “Perché mi avete fatto questo torto, di riferire a quell’uomo che avete un fratello?” 7Quelli dissero: “Insistenti domande ha posto su di noi quell’uomo, e sulla nostra famiglia, dicendo: Forse che ancora vostro padre vive? E avete un fratello?, E gli abbiamo risposto in base a questa domanda. Potevamo forse sapere che ci avrebbe detto: Conducete il vostro fratello?” 8Disse allora Giuda a Israele suo padre: “Manda il ragazzo con me, sorgeremo e andremo, così vivremo e non moriremo, né noi né tu né la nostra gente. 9E io da te lo ricevo, dalla mia mano ricercalo: se non lo riconduco a te e non lo pongo dinanzi a te, colpevole sarò verso di te per tutti i giorni. 10Se non avessimo indugiato, già saremmo tornati due volte”. 11Disse loro Israele loro padre: “Se così è, questo fate. Prendete dei frutti della terra nei vostri vasi e portate giù a quell’uomo doni, resina e miele, incenso e mirra e terebinto e noci. 12E denaro doppio prendete nelle vostre mani: il denaro che è stato rimesso nei vostri marsupi, rimettetelo e portatelo con voi, che non sia una inavvertenza. 13E il vostro fratello, prendetelo, e sorgete e scendete da quell’uomo. 14E il mio Dio vi doni grazia davanti a quell’uomo e rimandi vostro fratello, l’uno, e Beniamino, l’altro: io infatti, come è vero che sono stato privato di figli, ne sono privo”. 15Presi dunque quegli uomini questi doni e il denaro doppio, presero nelle loro mani anche Beniamino e, levatisi, scesero in Egitto e lo posero dinanzi a Giuseppe. 16Vide così Giuseppe loro e Beniamino, suo fratello uterino, e disse al sovrintendente di casa sua: “Introduci questi uomini in casa e sgozza degli animali e preparali: poiché assieme a me mangeranno questi uomini del pane a mezzogiorno”. 17Fece dunque quell’uomo come aveva detto Giuseppe e introdusse quegli uomini nella casa di Giuseppe. 18Ma vedendo quegli uomini che venivano introdotti nella casa di Giuseppe, dissero: “A causa del denaro rimesso nei nostri marsupi in principio, noi siamo condotti qui dentro per essere calunniati e perché ci si piombi addosso a prenderci come servi, assieme ai nostri asini”. 19Avvicinatisi quindi al sovrintendente della casa di Giuseppe, gli parlarono sulla porta di casa 20dicendo: “Ti supplichiamo, signore: siamo scesi in principio a comprare dei viveri; 21ma è avvenuto che, giunti al luogo in cui sostare, abbiamo aperto i nostri marsupi, ed ecco: il denaro di ciascuno nel suo marsupio: il nostro denaro col suo peso esatto abbiamo riportato ora nelle nostre mani 22e altro denaro abbiamo portato con noi per comprare dei viveri. Non sappiamo chi abbia infilato il denaro nei nostri marsupi”. 23E disse loro: “Pietà di voi; non temete: il Dio vostro e il Dio dei vostri padri ha posto per voi dei tesori nei vostri marsupi, e il vostro denaro, ben provato, lo accetto”. E condusse fuori verso di loro Simeon. 24E portò acqua per lavare i loro piedi e diede foraggi ai loro asini. 25E prepararono i doni finché non giungesse Giuseppe a mezzogiorno: avevano infatti sentito dire che lì avrebbe pranzato. 26Entrò dunque Giuseppe in casa e gli offrirono i doni che avevano nelle loro mani, in casa, e si prostrarono a lui con la faccia a terra. 27E domandò loro: “Come state?” E disse loro: “Sta bene il vostro padre anziano, di cui avete parlato? Ancora vive?” 28Quelli dissero: “Sta bene il tuo servo nostro padre, ancora vive”. E disse: “Benedetto quell’uomo da Dio”. E inchinatisi si prostrarono a lui. 29Alzando gli occhi Giuseppe vide Beniamino, suo fratello uterino, e disse: “Questo è il vostro fratello più giovane, che avevate detto che mi avreste condotto?” E disse: “Dio ti faccia misericordia, figlio”. 30E fu turbato Giuseppe (erano sconvolte infatti le sue viscere a motivo di suo fratello) e cercava di piangere: entrato quindi nella sua camera pianse colà. 31E, lavatosi il viso, uscì facendosi forza e disse: “Imbandite del pane”. 32Lo imbandirono per lui solo e per loro a parte, e per gli Egiziani che banchettavano con lui a parte, poiché non potevano gli Egiziani mangiare del pane assieme agli Ebrei, abominio è infatti per gli Egiziani. 33Sedettero dunque davanti a lui, il primogenito secondo la sua anzianità e il più giovane secondo la sua giovane età. Ed erano stupefatti quegli uomini, ciascuno di fronte al proprio fratello. 34E ricevettero le proprie porzioni da lui per loro: ma risultò più grande la porzione di Beniamino rispetto alle porzioni di tutti, cinque volte tanto più della loro. Bevvero dunque e furono inebriati assieme a lui.

 

44        E diede questo comando Giuseppe al sovrintendente della sua casa dicendo: “Riempite i marsupi di questi uomini di viveri, quanti ne possono portare, e infilate il denaro di ciascuno alla bocca del marsupio, 2e la mia coppa d’argento infilatela nel marsupio del più giovane, insieme al prezzo del suo grano”. E avvenne secondo la parola di Giuseppe, come aveva detto. 3Spuntò l’alba e quegli uomini furono fatti partire, essi e i loro asini. 4Quando furono usciti dalla città e non erano ancora lontani, allora Giuseppe disse al sovrintendente della sua casa: “Levati e insegui quegli uomini e li raggiungerai e dirai: Che cos’è questo, che avete restituito male per bene? 5Perché mai avete rubato la mia coppa d’argento? Non è forse quella in cui beve il mio signore? Lui inoltre trae davvero presagi da essa. Malvagiamente avete compiuto ciò che avete fatto”. 6Quando li ebbe trovati, parlò loro secondo queste parole. 7Quelli gli dissero: “Perché mai parla il mio signore secondo queste parole? Non avvenga mai ai tuoi servi di fare secondo questa parola! 8Se il denaro stesso, che avevamo trovato nei nostri marsupi, l’abbiamo riportato a te dalla terra di Chanaan, come avremmo potuto rubare dalla casa del tuo signore argento o oro? 9Quello dei tuoi servi presso il quale sarà trovata la coppa, muoia: e noi saremo servi del nostro signore”. 10Ed egli disse: “E ora come dite, così sarà. L’uomo presso il quale sarà trovata la coppa, questi sarà mio servo, voi invece sarete puri”. 11E si affrettarono a tirar giù ciascuno il proprio marsupio a terra e aprirono ciascuno il proprio marsupio. 12Frugò, cominciando dal più anziano finché giunse al più giovane, e trovò la coppa nel marsupio di Beniamino. 13E stracciarono le loro vesti e rimisero ciascuno il proprio marsupio sul suo asino e ritornarono in città. 14Entrò allora Giuda con i suoi fratelli da Giuseppe, mentre egli era ancora là, e caddero davanti a lui a terra. 15E disse loro Giuseppe: “Che azione è questa, che avete fatto? Non sapete che davvero trae presagi un uomo come me?” 16Disse allora Giuda: “Che risponderemo al mio signore o che diremo o come ci giustificheremo? Sì, Dio ha trovato l’ingiustizia dei tuoi servi. Ecco, siamo servitori del nostro signore, sia noi sia colui presso il quale è stata trovata la coppa”. 17Disse però Giuseppe: “Non mi avvenga di fare questa cosa. L’uomo presso il quale è stata trovata la coppa, lui sarà mio servo, voi invece salite in salvezza da vostro padre”. 18Avvicinatosi allora a lui Giuda, disse: “Ti supplico, signore, dica il tuo servo una parola davanti a te e non lasciarti prendere da furore contro il tuo servo, poiché tu vieni dopo il Faraone. 19Signore, tu hai interrogato i tuoi servi dicendo: Avete forse un padre o un fratello? 20E abbiamo detto al mio signore: Abbiamo un padre anziano che ha un giovane figlio della sua vecchiaia, e suo fratello è morto; lui solo è stato lasciato, dei figli di sua madre, e suo padre l’ha preso in grande amore. 21Hai detto quindi ai tuoi servi: Fatelo scendere da me e mi prenderò cura di lui. 22E abbiamo detto al mio signore: Non potrà il ragazzo lasciare il padre, poiché, se lasciasse il padre, morirà. 23Ma tu hai detto ai tuoi servi: Se non scenderà il vostro fratello più giovane con voi, non vedrete mai più la mia faccia. 24Ed è avvenuto che, quando siamo saliti dal tuo servo, nostro padre, gli abbiamo riferito le parole del nostro signore. 25E ha detto a noi nostro padre: Tornate a comprare per noi un po’ di viveri. 26Noi però abbiamo detto: Non potremo scendere; ma se invece il nostro fratello più giovane scende con noi, scenderemo: poiché non potremo vedere il volto di quell’uomo se il fratello più giovane non è con noi. 27Ha detto allora il tuo servo, nostro padre, a noi: Voi conoscete che due ne ha partoriti a me quella mia sposa: 28e uscì l’uno via da me, e avete detto: E’ divenuto cibo di una bestia feroce, e non l’ho più visto fino a ora; 29se dunque prendete anche questo via dal mio volto e gli capita una disgrazia per via, allora farete scendere la mia vecchiaia con tristezza nell’Ade. 30Ora dunque, se arrivo dal tuo servo e nostro padre e il ragazzo non è con noi - mentre la sua anima è appesa all’anima di lui - 31avverrà, al vedere che il ragazzo non è con noi, che sarà la fine per lui e faranno scendere i tuoi servi la vecchiaia del tuo servo, nostro padre, con dolore nell’Ade, 32poiché il tuo servo ha ricevuto il ragazzo dal padre, dicendo: Se non lo riconduco a te e non lo pongo dinanzi a te, colpevole sarò verso mio padre per tutti i giorni. 33Ora dunque rimarrò tuo servo invece del ragazzo, servitore del mio signore; ma il ragazzo salga con i suoi fratelli. 34Come infatti potrei risalire da mio padre se il ragazzo non fosse con noi? Che io non veda il male, che coglierebbe mio padre!”.

 

45        E non poté più Giuseppe contenersi davanti a tutti quelli che gli stavano intorno, bensì disse: “Mandate via tutti da me”. E non c’era più nessuno intorno a Giuseppe, mentre si faceva riconoscere dai suoi fratelli. 2E alzò la voce unita al pianto: udirono così tutti gli Egiziani, e si fece udire nella casa di Faraone. 3Disse dunque Giuseppe ai suoi fratelli: “lo sono Giuseppe: ancora mio padre vive?” E non potevano i suoi fratelli rispondergli poiché erano sconvolti. 4Disse allora Giuseppe ai suoi fratelli: “Avvicinatevi a me”. E si avvicinarono. E disse: “Io sono Giuseppe, il vostro fratello, che voi vendeste perché fosse portato in Egitto. 5Ora dunque non continuate a rattristarvi, né duro vi appaia che mi avete venduto perché io fossi portato qui, poiché per la vita mi ha mandato Dio dinanzi a voi. 6Durante questo secondo anno infatti, fame sulla terra, e ancora restano cinque anni, nei quali non ci sarà né aratura né mietitura. 7Ha mandato proprio me Dio dinanzi a voi, perché sia lasciato un residuo di voi sulla terra e per sostentare un grande resto di voi. 8Ora dunque, non voi avete mandato me qui, bensì Dio; e mi ha fatto come un padre per Faraone e signore di tutta la sua casa e capo di tutta la terra d’Egitto. 9Affrettatevi dunque a risalire da mio padre e ditegli: Così dice il tuo figlio Giuseppe: Mi ha fatto Dio signore di tutta la terra d’Egitto: scendi dunque da me e non rimanere costì. 10E dimorerai nella terra di Ghesem di Arabia e starai vicino a me, tu e i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, le greggi e gli armenti e tutto quello che possiedi; 11e ti sostenterò là (ancora infatti per cinque anni, fame) perché non sia consunto, tu e i tuoi figli e tutto quello che possiedi. 12Ecco, i vostri occhi vedono, e anche gli occhi di Beniamino mio fratello, che è proprio la mia bocca a parlare a voi. 13Annunciate dunque a mio padre tutta la gloria che io ho in Egitto e tutto quello che avete visto, e fate discendere presto mio padre qui”. 14E cadendo sul collo di Beniamino suo fratello pianse su di esso, e Beniamino pianse sul collo di lui. 15E baciando tutti i suoi fratelli, pianse su di loro, e dopo questo parlarono i suoi fratelli a lui. 16E fu diffusa la voce per tutta la casa di Faraone, dicendo: “Sono arrivati i fratelli di Giuseppe”. Fu preso da gioia Faraone e la sua servitù. 17Disse allora Faraone a Giuseppe: “Di’ ai tuoi fratelli: Questo fate: riempite i vostri carri e ripartite per la terra di Chanaan, 18e preso con voi vostro padre e tutto ciò che vi appartiene, venite da me, e vi darò di tutti i beni dell’Egitto e mangerete il midollo della terra. 19Ma tu comanda a loro questo, di prendere con sé dei carri dalla terra d’Egitto, per i vostri figli e le vostre spose, e preso vostro padre venite. 20E non guardate con rammarico le vostre cose, poiché tutti i beni d’Egitto per voi saranno”. 21Fecero dunque così i figli d’Israele; e diede Giuseppe a loro dei carri secondo gli ordini di Faraone, il re, e diede loro provviste per la via, 22e a tutti diede doppie vesti, mentre a Beniamino diede trecento monete d’oro e cinque vesti di ricambio, 23e a suo padre mandò le stesse cose oltre a dieci asini carichi di tutti i beni dell’Egitto e dieci mule cariche di pane per suo padre lungo la via. 24Rimandò dunque i suoi fratelli e andarono; e disse loro: “Non litigate per via”. 25E risalirono dall’Egitto e giunsero nella terra di Chanaan da Giacobbe loro padre. 26E gli diedero l’annuncio dicendo: “Tuo figlio Giuseppe vive ed è lui che comanda tutta la terra d’Egitto”. E uscì di sé la mente di Giacobbe, e non credette affatto a loro. 27Ma gli dissero tutte le parole proferite da Giuseppe, tutte quelle che aveva detto loro. Vedendo poi i carri che aveva mandato Giuseppe per caricarlo, rivisse lo spirito di Giacobbe loro padre. 28Disse allora Israele: “Grande cosa per me è questa, se ancora Giuseppe, il mio figlio, vive: andrò a vederlo prima di morire”.

 

46        Partito dunque Israele, lui con tutto quello che aveva, giunse a Pozzo-del-giuramento e offrì un sacrificio al Dio del suo padre, Isacco. 2Parlò allora Dio a Israele in una visione della notte con queste parole: “Giacobbe, Giacobbe!” (e questi disse: “Che c’è?”), 3dicendo: “Io sono, il Dio dei tuoi padri: non temere di scendere in Egitto, poiché una grande nazione ti renderò colà, 4e io scenderò con te in Egitto, e io ne farò risalire te alla fine, e Giuseppe porrà le mani sui tuoi occhi”. 5Sorse Giacobbe da Pozzo-del-giuramento, e caricarono i figli d’Israele il loro padre e i bambini e le loro spose sui carri che aveva mandato Giuseppe per prelevarlo, 6e caricati i loro beni e ogni loro possesso che avevano acquistato nella terra di Chanaan, entrarono in Egitto, Giacobbe e tutto il suo seme con lui: 7figli e i figli dei suoi figli con lui, figlie e le figlie dei suoi figli; così tutto il suo seme condusse in Egitto. 8Questi i nomi dei figli d’Israele che entrarono in Egitto. Giacobbe e i suoi figli: primogenito di Giacobbe, Ruvin. 9Figli di Ruvin: Enoch, Fallus, Asron e Charmi. 10Figli di Simeon: Iemuil, Iamin, Aodh, Iachin, Saar e Saul, figlio della cananita. 11Figli di Levi: Ghirson, Kaath e Marari. 12Figli di Giuda: Ir, Avnan, Silom, Fares e Zara: morì Ir e anche Avnan nella terra di Chanaan; nacquero, figli di Fares, Asron e Iemuil. 13Figli di Issachar: Thola, Fua, Iasuv e Zamvram. 14Figli di Zavulon: Seredh, Allon e Aloil. 15Questi i figli di Lia, che partorì a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, e Dhina sua figlia: tutte le anime, figli e figlie, trentatre. 16Figli di Gadh: Safon, Agghis, Savnis, Thasovan, Aidhis, Aroidhis e Aroilis. 17Figli di Asir: Iemna, Iesua, Ieul, Varia e Sara loro sorella. Figli di Varia: Chovor e Melchiil. 18Questi i figli di Zelfa, che aveva dato Làvan a Lia sua figlia, la quale li partorì a Giacobbe, sedici anime. 19Figli di Rachele, sposa di Giacobbe: Giuseppe e Beniarnino. 20Nacquero figli a Giuseppe nella terra d’Egitto, che gli partorì Asenneth, figlia di Petefri, sacerdote di Eliopoli: Manassi ed Efrem. Nacquero figli a Manassi, che gli partorì la concubina Sura: Machir; Machir generò Galaad. Figli di Efrem, fratello di Manassi: Sutalaam e Taam. Figli di Sutalaam: Edem. 21Figli di Beniamino: VaIa, Chovor e Asvil. Nacquero figli a VaIa: Ghira, Noeman, Anchis, Ros, Mamfin e Ofimin; Ghira generò Aradh. 22Questi i figli di Rachele, che partorì a Giacobbe: in tutto, diciotto anime. 23Figli di Dhan: Asom. 24E figli di Nefthali: Asiil, Govni, Issaar e Sillim. 25Questi i figli di Vallas - che aveva dato Làvan a Rachele, sua figlia - che essa partorì a Giacobbe: in tutto, sette anime. 24Tutte le anime, entrate assieme a Giacobbe in Egitto, uscite dai suoi fianchi, tranne le mogli dei figli di Giacobbe, in tutto sessantasei anime. 25Figli di Giuseppe, che gli nacquero nella terra d’Egitto: nove anime. Tutte le anime della casa di Giacobbe entrate in Egitto, settantacinque. 28Giuda poi lo mandò davanti a sé verso Giuseppe a incontrarlo nei pressi di Città-degli-Eroi, nella terra di Ramesse. 29Aggiogati dunque Giuseppe i suoi carri, salì a incontrare Israele suo padre nei pressi di Città-degli-Eroi; e quando gli fu apparso, cadde sul suo collo e pianse di un pianto fecondo. 30E disse Israele a Giuseppe: “Posso morire da ora, poiché ho visto il tuo volto: ancora infatti tu vivi”. 31Disse allora Giuseppe ai suoi fratelli: “Salirò a dare l’annuncio a Faraone e gli dirò: I miei fratelli e la casa di mio padre, che erano nella terra di Chanaan, sono venuti da me. 32Questi uomini sono pastori (infatti allevatori di bestiame sono sempre stati) e il loro bestiame, anche i buoi, e tutti i loro beni hanno condotto. 33Se dunque vi chiama Faraone e vi dice: Qual è il vostro lavoro?, 34direte: Allevatori di bestiame siamo noi tuoi servi fino a ora, sia noi sia i nostri padri, perché possiate abitare nella terra di Ghesem in Arabia: abominio infatti è per gli Egiziani ogni pastore di greggi”.

 

47        Venne allora Giuseppe a dare l’annuncio a Faraone, dicendo: “Mio padre e i miei fratelli e il loro bestiame con i buoi e tutti i loro beni sono venuti dalla terra di Chanaan ed ecco, sono nella terra di Ghesem”. 2Tra i suoi fratelli prese cinque uomini e li pose davanti a Faraone. 3E disse Faraone ai fratelli di Giuseppe: “Qual è il vostro lavoro?” Essi dissero a Faraone: “Pastori di greggi, i tuoi servi; sia noi sia i nostri padri”. 4Dissero ancora a Faraone: “Per soggiornare in questa terra siamo giunti, poiché non c’è pascolo per il bestiame dei tuoi servi; si è aggravata infatti la fame nella terra di Chanaan: ora dunque abiteremo, noi tuoi servi, nella terra di Ghesem”. 5Disse allora Faraone a Giuseppe: “Abitino pure nella terra di Ghesem; e se tu hai conoscenza che vi siano in mezzo a loro degli uomini capaci, costituiscili capi del mio bestiame”. Erano venuti dunque da Giuseppe in Egitto Giacobbe e i suoi figli. e lo intese Faraone, re d’Egitto. E parlò Faraone a Giuseppe dicendo: “Tuo padre e i tuoi fratelli sono giunti presso di te; 6ecco, la terra d’Egitto è davanti a te: nella terra migliore fa’ abitare tuo padre e i tuoi fratelli”. 7Giuseppe introdusse  quindi Giacobbe suo padre e lo pose davanti a Faraone, e Giacobbe benedisse Faraone. 8Disse allora Faraone a Giacobbe: “Quanti gli anni della tua vita?” 9E disse Giacobbe a Faraone: “Gli anni della mia vita, i giorni del mio pellegrinaggio, centotrenta anni. Corti e malvagi sono stati gli anni della mia vita; non hanno raggiunto gli anni della vita dei miei padri i giorni del mio pellegrinaggio”. 10E dopo aver benedetto Giacobbe il Faraone, uscì da lui. 11E Giuseppe fece abitare suo padre e i suoi fratelli e diede loro un possesso nella terra d’Egitto, nella terra migliore, nella terra di Ramses, come aveva ordinato Faraone. 12E Giuseppe spartiva il grano per suo padre e i suoi fratelli e per tutta la casa di suo padre, grano secondo il numero dei figli. 13Grano però non c’era su tutta la terra, poiché si era aggravata la fame oltremodo. E veniva meno la terra d’Egitto e la terra di Chanaan per la fame. 14Si mise allora Giuseppe a raccogliere tutto il denaro che si trovava nella terra d’Egitto e nella terra di Chanaan, come prezzo del grano che comperavano e che spartiva fra loro, e portò Giuseppe tutto il denaro entro la casa di Faraone. 15E venne meno tutto il denaro dalla terra d’Egitto e dalla terra di Chanaan. Vennero così tutti gli egiziani da Giuseppe, dicendo: “Dacci del pane! E perché mai moriamo davanti a te? E’ venuto meno infatti il nostro denaro”. 16Disse loro Giuseppe: “Portate il vostro bestiame, e darò a voi del pane in cambio del vostro bestiame, se è venuto meno il denaro”. 17Condussero dunque il bestiame da Giuseppe, e diede loro Giuseppe pane in cambio di cavalli e in cambio di pecore e in cambio di buoi e in cambio di asini; e li sostentò con pane in cambio di tutto il loro bestiame per quell’anno. 18Passò quell’anno e vennero da lui nel secondo anno e gli dissero: “Che non avvenga che noi veniamo ridotti a zero dal nostro signore: se infatti ci è venuto meno il denaro e i beni e il bestiame, a tuo vantaggio, signore, allora non è lasciato a noi davanti al nostro signore se non il proprio corpo e la nostra terra. 19Affinché dunque non moriamo davanti a te e la terra non sia resa deserta, acquista noi e la nostra terra in cambio di pane, e saremo, noi e la nostra terra, servi di Faraone: dacci del seme, perché seminiamo e viviamo e non moriamo e la terra non sia resa deserta”. 20E acquistò Giuseppe tutta la terra degli egiziani per Faraone: cedettero infatti gli egiziani la loro terra a Faraone, poiché li aveva sopraffatti la fame; e quella terra divenne di Faraone. 21E quanto al popolo, lo ridusse in schiavitù per sé, come servi, dagli estremi confini dell’Egitto fino agli altri estremi, 22esclusa la terra dei sacerdoti soltanto; Faraone infatti l’aveva data in dono, come donazione ai sacerdoti, e mangiavano il dono che aveva dato loro Faraone; perciò non cedettero la loro terra. 23Disse allora Giuseppe a tutti gli egiziani: “Ecco, possiedo voi e la vostra terra oggi, per Faraone; prendetevi del seme e seminate la terra. 24E avverrà quanto ai suoi prodotti: ne darete la quinta parte a Faraone, le altre quattro parti saranno per voi stessi, a seminagione della terra e a nutrimento per voi e per tutti quelli che sono nelle vostre case”. 25E dissero: “Ci hai salvati; abbiamo trovato grazia davanti al nostro signore e saremo servi di Faraone”. 26E Giuseppe stabilì per loro, come precetto che dura sino a quest’oggi in terra d’Egitto, di dare un quinto a Faraone, esclusa la terra dei sacerdoti soltanto (non era di Faraone). 27Abitò dunque Israele nella terra d’Egitto sul territorio di Ghesem, e ricevette eredità su di esso, e furono accresciuti e moltiplicati oltremisura. 28Visse ancora Giacobbe nella terra d’Egitto diciassette anni: furono i giorni di Giacobbe, gli anni della sua vita, centoquarantasette anni. 29Si avvicinarono poi per Israele i giorni della morte, e chiamò il suo figlio Giuseppe e disse a lui: “Se ho trovato grazia davanti a te, poni la tua mano sotto il mio fianco e userai a me la misericordia e verità di non seppellirmi in Egitto; 30invece giacerò con i miei padri, e mi porterai fuori dall’Egitto: e mi seppellirai nella loro tomba”. Questi disse: “Io farò secondo la tua parola”. 31Disse quindi: “Giuramelo”. E glielo giurò. E si prostrò Israele verso la punta del suo bastone.

 

48        Avvenne dopo queste cose, che fu annunciato a Giuseppe: “Tuo padre è malato”. E presi i suoi due figli, Manassi ed Efrem, venne da Giacobbe. 2E fu annunciato a Giacobbe dicendo: “Ecco, il tuo figlio Giuseppe viene da te”. E fattosi forza, Israele si mise a sedere sul letto. 3E disse Giacobbe a Giuseppe: “Il mio Dio si è mostrato a me a Lusa, nella terra di Chanaan, e mi ha benedetto. 4E mi ha detto: Ecco, io ti farò crescere e ti moltiplicherò e ti farò diventare un insieme di molte nazioni e darò a te questa terra e al tuo seme dopo di te, in possesso eterno. 5Ordunque i tuoi due figli nati a te in Egitto prima che io venissi da te in Egitto, sono miei; Efrem e Manassi, come Ruvin e Simeon saranno per me. 6Ma i nati che genererai dopo questi, tuoi saranno; col nome dei loro fratelli saranno chiamati, nelle loro sorti. 7Ma io, quando venivo dalla Mesopotamia di Siria, morì Rachele tua madre nella terra di Chanaan, mentre io mi avvicinavo, lungo l’ippodromo, a Chavratha di quel paese, per giungere a Efratha, e la seppellii nella via dell’ippodromo, cioè Vethleem”. 8Guardando poi Israele i figli di Giuseppe, disse: “Chi sono questi?” 9E disse Giuseppe a suo padre: “Figli miei sono, che ha dato a me Dio qui”. E disse Giacobbe: “Falli avvicinare a me, perché io li benedica”. 10Ma gli occhi di Israele erano appesantiti nella vista per la vecchiaia, e non poteva vedere; e li fece avvicinare a lui, che li baciò e li abbracciò. 11E disse Israele a Giuseppe: “Ecco, del tuo volto non sono stato privato, ed ecco, Dio ha mostrato a me anche il tuo seme”. 12E li fece uscire Giuseppe dalle sue ginocchia, e si prostrarono a lui con la faccia a terra. 13Presi allora Giuseppe i suoi due figli, Efrem alla sua destra, a sinistra cioè d’Israele, e Manassi alla sua sinistra, a destra cioè d’Israele, li fece avvicinare a lui. 14Stesa dunque Israele la mano, la destra, la impose sul capo di Efrem (questi era il più giovane) e la sinistra sul capo di Manassi, incrociando le mani. 15E li benedisse dicendo: “Il Dio cui sono piaciuti i miei padri, davanti a lui, Abramo e Isacco, il Dio che mi ha nutrito dalla giovinezza fino a questo giorno, 16l’Angelo che mi ha strappato da tutti i mali, benedica questi fanciulli; e sarà invocato mediante loro il mio nome e il nome dei miei padri Abramo e Isacco, e siano moltiplicati fino a una moltitudine numerosa sulla terra”. 17Ma come vide Giuseppe che aveva imposto il padre la sua destra sul capo di Efrem (grave gli parve), afferrò Giuseppe la mano di suo padre per toglierla via dal capo di Efrem e metterla sul capo di Manassi. 18E disse Giuseppe a suo padre: “Non così, padre, è questo infatti il primogenito: imponi la tua destra sul suo capo”. 19E non volle, ma disse: “Lo so, figlio, lo so; anche lui diventerà un popolo, anche lui sarà innalzato, ma il suo fratello più giovane sarà più grande di lui e il suo seme diventerà una moltitudine di genti”. 20E li benedisse in quel giorno dicendo: “In voi sarà benedetto Israele, dicendo: Ti faccia Dio come Efrem e come Manassi!” E pose Efrem davanti a Manassi. 21Disse poi Israele a Giuseppe: “Ecco io muoio, ma ci sarà Dio con voi e vi farà tornare da questa terra nella terra dei vostri padri; 22io quindi ti do Sichem, parte speciale al di sopra dei tuoi fratelli, che ho preso dalla mano degli amorrei con la mia spada e l’arco”.

 

49        Chiamò poi Giacobbe i suoi figli e disse: “Fatevi radunare, perché io vi annunci che cosa vi verrà incontro negli ultimi giorni. 2Fatevi raccogliere e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele vostro padre. 3Ruvin, mio primogenito tu, mia forza e principio dei miei figli, duro da sopportare e di dura arroganza; 4sei straripato come acqua, non ribollire: poiché sei salito sul talamo di tuo padre, così hai profanato il letto sul quale eri salito. 5Simeon e Levi, fratelli, hanno compiuto ingiustizia per loro scelta; 6al loro consiglio non acceda l’anima mia e sul loro consesso non si appoggi il mio intimo; poiché nel loro furore hanno ucciso uomini e nella loro passione hanno tagliato nervi di tori; 7maledetto il loro furore, perché arrogante, e la loro follia, perché indurita; li disperderò in Giacobbe e li disseminerò in Israele. 8Giuda, te lodino i tuoi fratelli: le tue mani sul dorso dei tuoi nemici; si prostreranno a te i figli di tuo padre; 9cucciolo di leone Giuda; dal germoglio, figlio mio, sei salito[ii]; accovacciato, hai dormito come un leone e come un cucciolo: chi lo farà risorgere?[jj] 10Non verrà meno un principe da Giuda né una guida dai suoi fianchi finché non giungano i doni messi a parte per lui ed è lui l’attesa delle genti, 11lui che lega alla vite il suo puledro e al tralcio il puledro della sua asina; laverà nel vino la sua veste e nel sangue dell’uva il suo mantello; 12danno gioia i suoi occhi più del vino e bianchi i suoi denti più del latte. 13Zavulon sulla costa abiterà e sarà presso l’ormeggio delle navi e si estenderà fino a Sidone. 14Issachar il bene ha bramato riposando in mezzo alle sorti; 15e vedendo il riposo: era buono, e la terra: era pingue; ha sottoposto il suo dorso alla fatica, è divenuto un uomo agreste. 16Dhan giudicherà il suo popolo come una sola tribù in Israele; 17e divenga Dhan un serpente sulla via, appostato sul sentiero, che morde il calcagno del cavallo, e cade il cavaliere all’indietro; 18la salvezza aspetto del Signore. 19Gadh, predoni lo deprederanno ma lui li deprederà subito dopo. 20Asir, pingue il suo pane, così da dare delizia ai principi. 21Nefthali, tronco che si innalza, aggiungendo al frutto bellezza. 22Figlio cresciuto Giuseppe, figlio cresciuto, invidiato, il figlio mio più giovane: a me fa’ ritorno; 23contro di lui, preso consiglio, lo ingiuriavano e lo insidiavano gli esperti arcieri; 24e furono infranti con violenza i loro archi, e si allentarono i nervi dei loro avambracci, per mano del Potente di Giacobbe, lui che da allora ha fortificato Israele, 25da parte del Dio di tuo padre; e ti ha aiutato il mio Dio e ti ha benedetto con la benedizione del cielo di sopra e con la benedizione della terra che contiene tutto, in vista della benedizione delle mammelle e del grembo, 26della benedizione di tuo padre e di tua madre; ha superato in benedizioni le montagne stabili e in benedizioni i colli eterni: saranno sul capo di Giuseppe e sulla fronte dei fratelli che ha guidato. 27Beniamino, lupo rapace: all’alba mangerà ancora e alla sera farà parte del suo cibo”. 28Tutti questi i figli di Giacobbe, dodici, e così parlò a essi il loro padre e li benedisse, ciascuno secondo la sua propria benedizione li benedisse. 29E disse loro: “Io vengo aggiunto al mio popolo: seppellitemi con i miei padri nella grotta che è nel campo di Efron il chetteo, 30nella grotta duplice che è davanti a Mamvri nella terra di Chanaan, grotta che acquistò Abramo da Efron il chetteo, come sepolcro di sua proprietà. 31Là hanno seppellito Abramo e Sara sua sposa, là hanno seppellito Isacco e Rebecca sua sposa, e là ho seppellito Lia, 32acquistando il campo e la grotta che è in esso, dai figli di Chet”. 33E cessò Giacobbe di dare disposizioni ai suoi figli; e ritratti i suoi piedi nel letto, venne meno e fu aggiunto al suo popolo.

 

50        E cadendo Giuseppe sul volto di suo padre, pianse su di lui e lo baciò. 2E ordinò Giuseppe ai suoi servi imbalsamatori di imbalsamare suo padre, e imbalsamarono gli imbalsamatori Israele. 3E impiegarono in questo quaranta giorni: così infatti vengono contati i giorni per la sepoltura. E fece lutto su di lui l’Egitto per settanta giorni. 4Ma una volta passati i giorni del lutto, parlò Giuseppe ai dinasti di Faraone dicendo: “Se ho trovato grazia davanti a voi, parlate di me alle orecchie di Faraone dicendo: 5Il padre mio mi fece giurare dicendo: Nel sepolcro, che ho scavato per me nella terra di Chanaan, là mi seppellirai. Ora dunque salirò a seppellire mio padre, poi ritornerò”. 6E disse Faraone: “Sali, seppellisci tuo padre, come ti ha fatto giurare”. 7E salì Giuseppe a seppellire suo padre, e salirono assieme con lui tutti i servi di Faraone e gli anziani della sua casa e tutti gli anziani della terra d’Egitto 8e tutto il casato di Giuseppe e i suoi fratelli e tutta la sua casa paterna; ma la parentela e le pecore e i buoi, li lasciarono nella terra di Ghesem. 9E salirono assieme con lui e carri e cavalieri, e divenne l’accampamento grande oltremodo. 10E giunsero all’aia di Atadh, che è al di là del Giordano, e si batterono il petto con un lamento grande e forte oltremodo, e fece lutto per suo padre sette giorni. 11E videro gli abitanti della terra di Chanaan il lutto sull’aia di Atadh e dissero: “Lutto grande è questo per gli Egiziani”. Perciò chiamò quel luogo col nome di Lutto-di-Egitto; luogo che è al di là del Giordano. 12E fecero a lui così i suoi figli, come aveva comandato loro, e lo seppellirono colà: 13lo riportarono cioè i suoi figli nella terra di Chanaan e lo seppellirono nella grotta duplice, la grotta che aveva acquistato Abramo, come sepolcro di sua proprietà, da Efron il chetteo, di fronte a Mamvri. 14Poi ritornò Giuseppe in Egitto, lui e i suoi fratelli e quelli che erano saliti con loro per seppellire suo padre. 15Vedendo però i fratelli di Giuseppe che era morto il loro padre, dissero: “Che non ci serbi rancore Giuseppe e ci renda ampiamente tutti i mali che gli abbiamo inflitto”. 16E presentatisi a Giuseppe dissero: “Tuo padre ci ha fatto giurare prima di finire la sua vita, dicendo: 17Così parlate a Giuseppe: Perdona loro la loro ingiustizia e il loro peccato, perché malvagità ti hanno inflitto. E ora accogli su di te l’ingiustizia dei servitori del Dio di tuo padre”. E pianse Giuseppe mentre essi gli parlavano. 18E accostandosi a lui dissero: “Eccoci, noi tuoi servi”. 19E disse loro Giuseppe: “Non temete: poiché di Dio sono io. 20Voi avete preso consiglio contro di me in male, ma Dio ha preso consiglio a mio favore in bene, perché avvenisse come oggi, affinché sia sostentato un popolo numeroso”. 21E disse loro: “Non temete: io sostenterò voi e le vostre case”. E li consolò e parlò al loro cuore. 22E dimorò Giuseppe in Egitto, lui e i suoi fratelli e tutto il casato di suo padre. E visse Giuseppe centodieci anni. 23E vide Giuseppe la prole di Efrem fino alla terza generazione, e i figli di Machir, figlio di Manassi, furono partoriti sui fianchi di Giuseppe. 24E parlò Giuseppe ai suoi fratelli dicendo: “lo muoio; ma certamente vi visiterà Dio e vi farà salire da questa terra alla terra che ha giurato Dio ai nostri padri, Abramo e Isacco e Giacobbe”. 25E Giuseppe fece giurare i figli di Israele dicendo: “Alla visita, che certamente vi farà Dio, farete salire le mie ossa da qui assieme con voi”. 26E finì la sua vita Giuseppe a centodieci anni; e lo seppellirono ponendolo in un sarcofago in Egitto.



[a] Bello in greco ha valore anche di buono.

[b] Un giardino chiuso.

[c] Secondo una tradizione, A-dh-a-m in greco è acrostico (in greco) di Est, Ovest, Nord e Sud.

[d] In greco, Zoì.

[e] In greco, precisamente pelle di animali morti.

[f] In greco, Kaìn.

[g] In greco, Àvel.

[h] Spesso si usa anche nel senso di moglie.

[i] Alcuni manoscritti hanno irritato oppure preoccupato.

[j] Non è obbligo di dissanguare gli animali oppure di non fare alcun uso del sangue, quanto una severa condanna dell’omicidio (se non anche del cannibalismo).

[k] Nuova manifestazione della Trinità.

[l] La forma esatta, come riportato nei versetti precedenti, è Avram (e poi Avraam).

[m] 318 furono anche i santi Padri del Concilio di Nicea.

[n] Alcuni credono che questo arcano sacerdote e re di Salim (Pace) fosse in realtà una epifania del Logos.

[o] Vedi Genesi 2, 21.

[p] Ovvero: faccia a terra.

[q] Da qui in poi si dovrebbe sempre leggere Sarra.

[r] La forma corretta è Isaak.

[s] All’ora in cui Cristo si manifestò al pozzo: Giovanni 4, 6.

[t] I pani nascosti, cioè cotti sotto  la cenere, prefigurano il pane dell’Eucaristia ch’era ancora nascosto agli uomini.

[u] Vedi Galati 4, 29

[v] Infatti il Padre ha sacrificato il suo Figlio unigenito, Cristo Gesù.

[w] Il monte su cui il Signore si è fatto vedere è identificato con il colle Moryyâh, fuori Gerusalemme, dove Adamo costruì il primo altare per offrire sacrifici al Signore e dove poi Cristo si è fatto vedere innalzato in croce. 

[x] Perché mai a me questo?... il bambino saltellò…: Luca 1, 43-44.

[y] Ovvero la Sinagoga e la Chiesa.

[z] La forma esatta è Isav.

[aa] La forma esatta è Iacov.

[bb] Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo: Gv 1, 51

[cc] La forma esatta è Rachìl.

[dd] Si credeva che la mandragora curasse la sterilità.

[ee] La forma esatta è Iosìf.

[ff] Il Logos si manifesta come uomo, annunciando così la sua futura incarnazione proprio dal seme di Giacobbe.

[gg] La forma corretta è Israil.

[hh] La forma corretta è Veniamin.

[ii] Un germoglio spunterà dal tronco di Iessi, un fiore germoglierà dalla sua radice: Isaia 11, 1.

[jj] Il sonno e il risveglio del leone sono immagini della morte e risurrezione di Cristo.

 


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