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IL CONCETTO SUL SACRAMENTO DEL BATTESIMO E LA NECESSITA’ DEL SACERDOTE

 IX Incontro del Clero Diocesano
Bologna 30 maggio – 2 giugno 2016

Archimandrita Simeon Catsinas




 

 IL CONCETTO SUL SACRAMENTO DEL BATTESIMO

E LA NECESSITA’ DEL SACERDOTE

 

         Il termine “sacramentum” è stato mutuato dal linguaggio militare e indicava il giuramento di fedeltà che il soldato prestava all’ imperatore, una sorta di consacrazione al suo signore e di cui portava sul corpo un “signum”. Per analogia agli inizi del III sec., i Padri introducono nella Chiesa e nella Teologia il termine “sacramentum militare” con cui definisce il Battesimo, che ascrive il credente alla milizia sacra di Cristo.

         Il Santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ ingresso alla vita nello Spirito, e la porta che apre l’ accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione. Il Battesimo può definirsi il Sacramento della rigenerazione cristiana mediante l’ acqua e la parola.

         Il Battesimo di Gesù consente agli Evangelisti di evidenziare i tratti propri del Battesimo cristiano, che lo differenziano da quello delle comunità battiste: in esso viene donato lo Spirito di Dio, quale dono di amore del Padre, grazie al quale, come Cristo, ogni battezzato è riconosciuto quale figlio di Dio e come Cristo inviato a compiere la propria missione di annuncio e di testimonianza.

         La comprensione del musthrion nel mondo dei Padri della Chiesa si aggancia al concetto di “simbolo reale”. Così nella Catechesi mistagogica si interpreta il Battesimo come immagine e imitazione della passione di Cristo: la deposizione degli abiti prima dell’ immersione è associata alla spogliazione di Cristo prima di essere crocifisso; con la triplice immersione imitano i tre giorni della morte di Gesù, immerso nel sepolcro. La liturgia, quindi, viene vissuta come un’ imitazione e, quindi, come una partecipazione alla vita stessa di Gesù.

         I Padri lo individuano come l’ unico strumento per poter accedere alla Chiesa di Cristo.        Le prime comunità cristiane legarono il battesimo all’ ordine di Gesù di andare e ammaestrare le nazioni “battezzandole nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 20), nonché al modello della sua vita missionaria che ebbe inizio con il Suo Battesimo. Gli Atti degli Apostoli, poi, ci riportano il Battesimo come una prassi indispensabile per poter accedere al perdono dei peccati a al dono dello Spirito Paolo, invece, ci presenta il Battesimo come una prassi ormai già acquisita e scontata per poter accedere nella nuova comunità messianica.

         L’ elemento che caratterizza il Battesimo è l’ acqua, carica di simbolismi antichi a cui agganciano esperienze umane antichissime, che si sedimentarono in racconti mitici e ne hanno costituito una sorte di archetipo.

L’ acqua si costituisce anche una fonte di vita. Fu proprio attraverso il passaggio delle acque del mar Rosso che Israele conobbe la propria liberazione e l’ inizio di una nuova vita. L’ acqua che sgorgò, poi dalla roccia lo salvò dalla morte. L’ acqua, poi, nell’ ambito sapienziale assume la figura della sete spirituale che viene placata dall’ incontro con Dio.      

L’ acqua, infine, è sentita come un elemento che purifica e vivifica. Se l’ impurità porta all’ esclusione dalla comunità e preclude al rapporto con Dio, l’ acqua funge il strumento purificatore, che rigenera l’ uomo alla comunità e a Dio. Il salmista invoca: “lavami e sarò più bianco della neve” (Sal 50, 9), mentre Ezechiele annuncia i nuovi tempi proprio attraverso l’ aspersione dell’ acqua, che nel purificare l’ uomo, lo rigenera alla vita stessa di Dio. “Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati… vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi un cuore nuovo... porrò dentro di voi il mio Spirito e vi farò vivere secondo la mia legge” (Ez. 36, 25-27)

         Paolo parla di essere “battezzati in Cristo Gesù”. Questo significa che il battesimo immerge il credente in Cristo, lo riveste di Cristo come di un abito nuovo; egli viene così cristificato al punto tale che Paolo esclama “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal. 2, 20). Ne consegue che il credente, avvolto e permeato da Cristo diventa una nuova creatura ed è rigenerato, in Cristo e per suo mezzo, alla vita stessa di Dio, a cui appartiene per sempre.

C’ è, inoltre, nel Battesimo una piena condivisione della vita stessa di Cristo, che Paolo esprime con un linguaggio tutto suo, premettendo ai verbi che ci assimilano all’ esperienza del Cristo morto e risuscitato la particella “sun”, per cui avremo che nel battesimo siamo “con-crocifissi”, “con-morti”, “con-sepolti”, “con-risorti” e in lui “conviviamo”.

         Tuttavia il Battesimo non porta con sé soltanto la morte al peccato, grazie alla quale la nostra vita acquista un senso nuovo, ma per mezzo del sangue di Cristo ci viene concesso anche il perdono dei peccati e la redenzione, cioè la rigenerazione ad una nuova vita: “… nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia” (Ef. 1,7). Pertanto, grazie al Battesimo siamo stati lavati, santificato e giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito Santo (1Cor. 6,11).

         “In quei giorni Gesù… fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’ acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.” (Mc 1, 9-10).  Il Battesimo, dunque, è accompagnato dal dono dello Spirito, la cui azione è significativamente indicata negli Atti come un rombo improvviso che proviene dal cielo, “come di vento che si abbatte gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano” (At, 2,2). Questo Spirito è lo stesso Spirito del Risorto che ci assimila alla novità della sua vita e ci ricolloca in Dio, così che il vivere den cristiano è un vivere nello Spirito, lasciandosi da lui guidare (Rm 8, 14). E’ questo Spirito che ci dona l’ intelligenza di Dio e ci aiuta a vedere le cose e a comprenderle secondo la sua prospettiva. Lo Spirito, dunque, diventa il nuovo spazio di vita in cui il credente viene collocato.

         Il Sacerdote come mediatore tra Dio e l’ uomo e con le sue parole respinge l’ iniquità dal mondo degli uomini. E stata posta nelle sue mani la chiave delle misericordie divine e distribuisce a suo piacimento la vita agli uomini. Il Sacerdote manifesta l’ amore Divino nel sacramento trasmesso agli esseri terrestri, perché  in virtù di questo dono uomini abbiamo compassione di altri uomini. Il Sacerdote paga il debito dell’ umanità per mezzo del suo ministero, cancella con l’ acqua l’ obbligazione contratta da quelli della sua razza, e la restaura. Come in una fornace colloca i corpi per battezzarli e come in un fuoco consuma le spine della mortalità. Getta nell’ acqua il rimedio dello Spirito come in una fornace e purifica l’ immagine dell’ uomo dalle sue impurità. Con il calore dello Spirito toglie la ruggine del corpo e dell’ anima, che acquistano, invece di un colore argilloso, quello degli esseri celesti. Prepara una vasca d’ acqua e la dispone come una fornace, poi si accosta per manifestare la potenza della sua arte. Il tesoro di vita, nascosto nell’ acqua, è stato posto nelle sue mani e non verrà dato se egli si accosterà per distribuirlo. Prende la chiave della sua parola ed apre la porta della munificenza e con la sua parola distribuisce doni ai servitori del Re.

         Comanda anch’ egli, come il Creatore, all’ acqua ordinaria e, invece della luce, si manifesta in essa il potere della vita. La voce del Creatore creò dal nulla i luminari ed il Sacerdote, partendo da qualcosa, crea un'altra cosa per la potenza del Creatore. Sta da mediatore tra l’ Essenza divina e gli uomini e conferma l’ alleanza delle due parti. Implora gemendo l’ Essere nascosto, che è nascosto ma si manifesta con il suo amore, e la potenza che da lui procede scende presso il sacerdote, compiendo quanto egli dice.

         Nostro Signore ha fatto scaturire per noi la dolce sorgente del Battesimo e ha dissetato la nostra razza con la dolcezza della vita immortale. Allora, credenti, venite a vedere una natura del tutto mortale che abbandona la sue passioni nel Battesimo e riveste la vita!... 

          

        

 

             

 

 


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