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L’istituzione divina del Sacramento del Matrimonio: la parte visibile e l’energia invisibile del Sacramento

 IX Incontro del Clero Diocesano
Bologna 30 maggio – 2 giugno 2016

Protopresbitero Atanasio Marcacci




 

“L’istituzione divina del Sacramento del Matrimonio: la parte visibile e l’energia invisibile del Sacramento”

Il matrimonio è un Sacramento istituito con la benedizione di Dio. Ha inizio con la storia della creazione, risale all’inizio stesso del mondo, come viene descritto nei primi capitoli della Genesi. Secondo la Sacra Scrittura, Dio crea l’uomo e lo distingue in maschio e femmina. Li benedice e ordina loro di crescere e di moltiplicarsi. La grazia che viene data durante il sacramento del matrimonio, unisce i coniugi secondo l’immagine veterotestamentaria di Dio con il suo popolo e neotestamentaria di Xto con la sua Chiesa. La nascita, pertanto di tutta l’umanità non è che una conferma del divino comando che vuole l’unione dei sessi e la crescita del genero umano. Quindi il Matrimonio non è solo una condizione naturale ma anche un istituto divino.
L’unione nuziale è una parte del piano di Dio sul creato. Il Matrimonio cristiano riporta e ricolloca l’uomo in quella situazione primitiva e perduta della signoria sugli altri esseri e lo rivela collaboratore di Dio: essere libero che continua l’opera della creazione. Con la caduta questa posizione è venuta meno, come allora Eva, dopo la caduta ricevette la promessa e la conferma che “tramite essa” sarebbe apparso nel mondo il Salvatore e Redentore similmente ora la moglie è garanzia di redenzione per il marito: gli diviene “aiuto” lo assiste e cammina con lui nella sua difficile via verso la perfezione e l’unione con Dio. Anche l’uomo parallelamente, diventa aiuto di salvezza per la donna.
Il Sacramento del Matrimonio di conseguenza, ricostituisce l’unità perduta e fa entrare di nuovo l’umanità in dialogo con Dio. Anche nel N.T., così come avveniva nell’A:T. Gesù Xto riconosce il matrimonio come proveniente dall’atto creatore di Dio e vede nella comunità sponsale la forma originaria della società umana. Il Matrimonio acquisisce così un significato teologico assai profondo: San Paolo, infatti lo caratterizza come “grande mistero” e lo riferisce “a Cristo e alla Chiesa”(Ef. 5,32). Il vincolo nuziale attua una duplice apertura: da un lato verso Xto e, tramite Lui, verso la Trinità, dall’altro lato verso la comunità ecclesiale e, tramite essa, verso il mondo intero. L’uomo e la donna, nelle nozze cristiane, riflettono con la loro unione l’unità divina dello Sposo Xto con la Sposa Xsa, prefigurano ma anche raffigurano in un modo sacramentale l’unione di Cristo con l’umanità.
E come Xto, in quanto capo della Chiesa, diventa “Salvatore del Corpo”, in modo analogo lo sposo, in quanto “capo della donna”, nel sacramento nuziale “salva” la sposa che è il suo “corpo”. Ma pure il marito “viene salvato” attraverso la moglie, perché la donna nel matrimonio rappresenta la “nuova Eva”, grazie alla quale la salvezza è giunta nel mondo. L’importanza della relazione tra uomo e donna si colloca non sul piano sociale ma su quello Xtologico: “Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Xto, e capo della donna è l’uomo”(1Cor.11,3). A motivo di ciò, nel rapporto nuziale i coniugi diventano onore e gloria l’uno per l’altro. In quest’ottica di riflessioni teologiche, il Matrimonio assume la forma di “Via” che conduce al regno di Dio.
Il vincolo coniugale umano non è soltanto una prefigurazione delle nozze escatologiche dello Sposo con la Sposa: dopo la venuta di Xto e la sua benedizione dello sposalizio a Cana, esso cessa di essere un semplice “segno” del regno di Dio e diviene reale partecipazione al mistero soteriologico, strumento di santificazione e di perfezione dell’umanità. Ad operare la trasformazione propria del sacramento è l’azione divina ed invisibile che si manifesta visibilmente nella materialità dei segni. E’ lo stesso fenomeno, risalendo dai mezzi ordinari di salvezza all’inizio stesso dell’economia salvifica, per cui il consenso della Madre di Dio nell’annunciazione è da considerarsi essenziale al compiersi dell’incarnazione del Verbo, ma non fu certo esso a realizzare questo prodigio, dovuto all’adombramento del seno verginale da parte dello Spirito Santo. Ministro del sacramento, quindi è il sacerdote, anzi il Vescovo, “ all’insaputa del quale”, come scriveva Sant’Ignazio di Antiochia, il Teoforo, “nessuno si sposi”. In questa prospettiva è Xto stesso che continua, tramite la Chiesa, la sua opera salvifica.
Lo sposo è immagine del Cristo, come la sposa è quello della Chiesa; è l’unico e medesimo Spirito che opera divinamente le due unioni, quello archetipale, del Cristo e della Chiesa, ed il suo riflesso terreno, cioè quello della coppia umana. La prima parte dell’ufficiatura del matrimonio detta αρραβονας cioè (del fidanzamento, del pegno matrimoniale) è veramente la trasfigurazione liturgica degli sponsali come istituzione umana ed è caratterizzata dall’antico rituale dello scambio degli anelli. La seconda parte rappresenta invece la radicale novità che il Xto ha infuso nell’istituzione matrimoniale, riportandola allo splendore del disegno originario del Padre, ed è caratterizzata dal rituale dell’incoronazione, lo στεφανωμα .                       
Questa è il perfezionamento della prima e per questo entrambe devono compiersi insieme: la benedizione degli anelli rappresenta infatti la dimensione giuridico-contrattuale, l’azione dell’uomo che Dio benedice e santifica, mentre l’incoronazione esprime l’intervento diretto del Dio creatore e redentore. Il rito di incoronazione esprime efficacemente la dignità di nuova creatura di cui è rivestito il cristiano, nonché il ritorno del matrimonio, nella creazione redenta e rinnovata al disegno originario di Dio. La corona, infatti, è il segno della regalità recuperata, nella partecipazione alla vita di Colui che il Padre ha incoronato di gloria e di onore (Eb.2,7).


                                                              BIBLIOGRAFIA
1)Pier Giorgio GIANAZZA, Temi di teologia orientale, EDB,2010, pagg.461-465;
2)Enrico MORINI, La Chiesa Ortodossa(Storia, Disciplina e culto),ESD,1996,pagg.303-309;
3)Ist.Studi Ecum.”San Bernardino”Venezia,La festa dell’amore,appunti per gli studenti a cura di Panaghiotis Ar.Yfantis, Tessalonica/Venezia,2008;
4)Pavel EVDOKIMOV,Il matrimonio sacramento dell’amore,Ed.QIQAJON,Magnano(BI),2008;
5)Nikos A.MATSOUKAS, Teologia Dogmatica e simbolica ortodossa,Vol.2, Ed.Dehoniane,Roma,1996, pagg.259-280;
6)AA.VV.,La”cella del vino”,Parole sull’amore e sul matrimonio, Ed.Servitium,2006.
    

 


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